Babolat Jet, la scarpa da tennis non sarà più come prima

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Babolat Jet, la scarpa da tennis non sarà più come prima

Babolat reinventa la scarpa da tennis producendo la JET, il modello più leggero sul mercato e che allo stesso tempo offre robustezza e solidità. Il risultato è straordinario

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Con i tennisti professionisti sempre alla ricerca di migliorare tutto quello che è migliorabile, dal gioco all’attrezzatura passando per la tecnologia, con i sensori che aiutano ad analizzare i big data della partita, qualche grammo in meno di peso in una scarpa può rivelarsi un fattore decisivo. È quello che avrà pensato Babolat, casa francese già leader nel mercato delle racchette e delle corde, quando ha concepito il modello JET, ad oggi la scarpa più leggera disponibile sul mercato. La straordinaria leggerezza dei materiali che compongono questa scarpa si traduce in spostamenti più leggeri per il giocatore, un fattore che può rivelarsi determinante. Il peso, esattamente di 325 grammi, potrebbe far pensare a una scarpa non sufficientemente robusta: sbagliato. Offrire un appoggio solido e robusto ai piedi dei tennisti, che sollecitano questi arti di continuo e con una forza impressionante, è un obiettivo che Babolat è riuscita a raggiungere coniugandola con una leggerezza senza eguali, offrendo al mercato questo modello Jet che promette di essere un successo.

Scheda tecnica
Trecento grammi sembra essere l’orizzonte, la cifra che è diventata in pochi anni lo standard di peso nelle racchette e che ora promette di diventare anche quella del peso delle scarpe da tennis. Dei fili ultra resistenti in Kevlar intrecciati fra loro costuiscono la tomaia “Matrix”, un brevetto esclusivo di Babolat sviluppato in Francia e studiato specificatamente per il tennis di alto livello. Si tratta di un materiale robusto che offre sostegno al piede essendo molto leggero allo stesso tempo. In alcune zone queste trame sono più fitte, per favorire il sostegno, mentre in altre sono meno dense per avvantaggiare il fattore leggerezza. E poi la suola, che presenta con tecnologia unica sviluppata da Babolat e che ha battistrada by Michelin, con una gomma esclusiva che promette ottimi risultati in durabilità. Il look poi, molto aggressivo e che mette in evidenza le tecnologie usate. JET è disponibile nella bellissima e aggressiva versione nera e rossa (non a caso quella che Babolat usa per la promozione) ma anche in versione bianca con inserti blu e grigia con inserti gialli. Ovviamente, c’è anche il modello donna nelle stesse colorazioni.

Test sul campo
Uno dei claim che Babolat ha usato per promuovere questo nuovo modello è che “vi scorderete di averla indossata”. È effettivamente così. Ci si muove sul campo e veramente la leggerezza di questo modello si fa subito apprezzare. Certo, sarà sicuramente un fattore psicologico, ma ci sembra veramente di guadagnare qualcosina in termini di velocità di spostamento, arrivando sulla palla rapidamente senza perdere nulla in termini di stabilità e manovrabilità. Su terra battuta il modello fa valere un’altra caratteristica importante, cioè quella di scivolare più agevolmente utilizzando lo slide posto all’esterno della scarpa per poi recuperare il grip con la suola. Dopo un po’ che ci giochiamo la sensazione principale rimane sì quella di leggerezza, ma anche di avere ai piedi una scarpa che avvolge per bene la caviglia, un fattore determinante nella scelta della calzatura. In definitiva ci sembra una scarpa ottima e che promette di durare anche molto considerata la consistenza dei materiali (e questo è un altro fattore da non dimenticare nella scelta del modello). Se fino a oggi i tennisti avevano la scelta quasi obbligata in termini di scarpa leggera e stabile di grande qualità con le Asics speed ecco che Babolat lancia il guanto di sfida con la JET: a beneficiarne saranno solo quelli che la indosseranno.

 

 

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Wilson Blade V8, più carattere e reattività (ma per tutti)

La nuova versione della Blade, modello storico di Wilson, è un telaio più rigido rispetto al passato e con tanta tecnologia in più.

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Wilson ha rinnovato uno dei suoi modelli più venduti in Italia, la Blade. Si tratta di uno dei telai di punta del brand, una racchetta da sempre molto bella esteticamente e che offre molto dal punto di vista tecnico, a patto di manovrarla con la mano giusta. In questa recensione analizziamo il setup più comune della Blade, quello pesante 305 grammi e con schema d’incordatura 16×19, praticamente il compromesso migliore fra esigenza tecnica e risultati sul campo. Wilson rinnova anche i colori della gamma, avendo deciso di abbandonare i classici tre colori per le sue racchette; per quanto riguarda Blade rimane il verde ma in tonalità cangiante, che a seconda della luce diventa color rame/bronzo. A livello di realizzazione la racchetta invece è composta dalla nuova grafite Braid 45, e cioè grafite intrecciata a 45 gradi invece che a 30. A livello di rigidità la nuova Blade si attesta di poco sopra i 60 punti, con un’inerzia intorno ai 320 punti. Vedremo poi in campo in cosa si traducono questi due fattori derivanti proprio dalla nuova composizione del telaio. Il bilanciamento arretra un po’ rispetto al passato attestandosi sulla cifra di 32 centimetri, questo per avere una maneggevolezza maggiore. Un’altra novità è il sistema Direct Connect per quanto riguarda l’impugnatura, che vede la fusione del tappo direttamente nella porzione di fibra di carbonio del manico allo scopo di ottenere maggiore stabilità e sensibilità.

CARATTERISTICHE TECNICHE

Paitto corde 98 pollici
Peso 305 g
Schema incordatura 16×19
Bilanciamento 32 cm
Swingweight (incordata) 323-324 kgcmq
Rigidità 62 RA
Profilo 20.6 mm
Lunghezza 68.6 cm

IN CAMPO

Fin dai primi colpi questa Blade fa capire di volere un braccio serio per essere sfruttata al meglio. La nuova rigidità consente di avere soluzioni perfette da un’ampia gamma di giocatori: non scontenterà gli agonisti dallo swing deciso, che vedranno la racchetta rispondere stabilmente a impatti ad alta velocità, e neanche gli amatori, che potranno colpire senza avvertire troppa rigidità e difficoltà sul braccio. Rispetto al modello versione 7, questa nuova versione riabbraccia maggiormente le caratteristiche del modello storico, una maggiore severità agli impatti. Avevamo detto del dato dell’inerzia, di poco superiore ai 320 punti. Questo consente un’uscita di palla abbastanza semplice anche a chi non usa il fisico per generare potenza nei colpi. Il telaio è infatti potente, ce ne accorgiamo quando nella velocità media di palleggio riusciamo a sostenere lo scambio senza fare fatica, con più facilità rispetto al modello precedente. A livello di top spin non ci sono incertezze: c’è un miglioramento rispetto alla Blade 7, anche se non rivoluzionario. Lo spin sulla palla viene rilasciato con maggior facilità rispetto al passato,  certo il colpo va effettuato molto velocemente per avere il risultato perfetto. Perfetta nel gioco da fondocampo, con una preferenza marcata verso i colpi con topspin, Blade V8 è sublime nell’esecuzione del rovescio tagliato. Il backspin esce in maniera naturale, profondo. Il telaio risulta maneggevole anche a rete, buono nelle esecuzioni piatte ma anche migliore in quelle con leggero taglio quando si impatta la volée. Al servizio, la prima colpita di piatto è la soluzione preferita con Blade, buone anche le rotazioni a patto che le esecuzioni siano effettuate in maniera decisa: Blade non ama le cose fatte a metà. Ultima nota: su Blade V8 cambia anche il suono della palla quando esce dalle corde, più ovattato, mentre le vibrazioni sono sempre basse.

 

CONCLUSIONI

La versione 16×19 di Blade V8 è un buon miglioramento della V7, il feeling segna un ritorno al passato ma le prestazioni non ne risentono. Gli agonisti sapranno sfruttare al meglio le caratteristiche e il piglio deciso di questa V8, che comunque per via dei dati di inerzia e flessibilità non impossibile si farà amare anche dai tennisti di ogni livello.

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La prova della Lotto Raptor Hyperpulse 100

Recensione e test in campo della scarpa Lotto Raptor Hyperpulse 100: stabilità e leggerezza con l’innovativa suola Vibram®

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Da oltre 45 anni Lotto Sport risponde alle esigenze di atleti professionisti e amatori per offrire loro il meglio in termini di stile e funzionalità. Per questo la collezione Performance autunno inverno 2021 vede il ritorno di Raptor nella sua naturale evoluzione: la Raptor Hyperpulse 100. La nuova scarpa da uomo rispetta il passato per proiettarsi verso il futuro. Alle caratteristiche che l’hanno resa celebre – supporto e stabilità – si aggiungono leggerezza e confort fin dalla prima calzata.
Tante le innovazioni, a partire dalla tomaia in mesh ultra sottile in poliestere a doppio strato, che garantisce leggerezza e traspirabilità, alla trama in Kurim degli inserti posizionati nella parte alta della scarpa. Questi inserti rinforzano l’area dell’avampiede e, grazie al taglio aereodinamico consentono di fendere l’aria con meno attrito. Lo stesso materiale avvolge la punta della scarpa, l’area soggetta a maggior sfregamento con il terreno. L’altezza del tacco si assesta a circa 2,8 centimetri, è massiva ma, come vedremo in seguito, assicura un’ammortizzazione eccellente garantita dal sistema Hyperpulse. Questa innovativa tecnologia, realizzata in una combinazione di ETPU ed EVA, presenta uno speciale design lamellare che assorbe l’impatto e restituisce energia. A questo sistema di ammortizzazione, si aggiunge la soletta estraibile spessa 8 millimetri, circa il doppio delle solette delle scarpe concorrenti, e realizzata in materiale Ortholite per un ulteriore confort. L’intersuola garantisce maggiore leggerezza e, grazie alla sua struttura specifica, stabilità media e laterale. La tecnologia BFC, realizzata in materiale TPU e posizionata nell’area centrale del piede, determina un controllo perfetto in torsione e maggiore stabilità. Infine, va menzionata la suola della scarpa studiata da Vibram® in collaborazione con Lotto Sport, e realizzata in una speciale mescola, differenziata per superfici in terra e cemento, la quale assicura trazione e resistenza elevate.

TEST IN CAMPO

La scarpa non si calza con estrema facilità, ma, una volta indossata ed effettuato i primi movimenti in campo, sentirete subito una sensazione di naturale protezione. L’allacciatura è molto robusta e trattiene saldamente la linguetta. Si percepisce subito la stabilità, soprattutto nei movimenti laterali,
molto esplosivi. La scarpa pesa circa 360 grammi (in taglia 42) e quindi risulta abbastanza leggera; si sente quando si flette l’avampiede per la ricerca della massima velocità in avanti. Il pregio più grande della scarpa è però l’ammortizzazione, l’azione della soletta che, grazie al sistema Hyperpulse, assicura un buon assorbimento dell’impatto e ottimo confort quando il piede tocca terra, soprattutto sul cemento ma anche sulla terra battuta. L’abbiamo testata su entrambe le superfici e, nonostante la scarpa avesse la suola per cemento, il grip è risultato ottimo anche sulla terra battuta. Riservandoci di verificare col passare del tempo l’efficacia del lavoro sviluppato da Vibram® in termini di durabilità e resistenza, ci limitiamo a dire che la suola è molto robusta e che il grip sul terreno è eccellente. Dopo diverse ore di gioco emerge che la Raptor Hyperpulse 100 si può adattare benissimo a diversi tipi di giocatori: il peso contenuto piacerà ai tennisti che cercano velocità e reattività, mentre la robustezza della costruzione incontrerà le esigenze di coloro che necessitano stabilità e controllo.

Scopri di più su Raptor Hyperpulse 100

 

CONCLUSIONI

La Raptor Hyperpulse 100 è un modello che potrà soddisfare un’ampia gamma di giocatori, un ottimo compromesso per chi cerca in una scarpa velocità, reattività ma anche robustezza. Le competitor di questo prodotto sono tutte di fascia alta: Solecourt Boost di Adidas, Vapor di Nike e Eclipsion di Yonex. La Raptor è una scarpa solida, all-round, un altro ottimo prodotto che dimostra l’eccellenza italiana nella progettazione delle calzature tecniche e sportive.

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Come scegliere la giusta scarpa da tennis? Asics ha tre risposte giuste

SPONSORIZZATO – Scegliere la giusta scarpa da tennis è molto più importante di quanto possa sembrare, ma come selezionare il modello giusto? Abbiamo intervistato Rene Zandbergen, Senior Manager Footwear and Innovation di ASICS

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Rene Zandbergen di Asics

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La scelta della scarpa da tennis è ancora più importante di quella del giusto modello di racchetta. Non ci credete? Abbiamo fatto una chiacchierata con Rene Zandebergen, la persona che c’è dietro l’innovazione delle scarpe di Asics, una delle scelte più apprezzate tanto dai professionisti quanto dai giocatori di club.

Come funziona l’approccio di Asics alla creazione di un nuovo modello?
Noi abbiamo creato la nostra filosofia di gioco cercando di entrare il più possibile in contatto con i giocatori e con gli allenatori per assecondare le loro necessità, e al momento non abbiamo visto altri marchi agire in questo modo. Da parte dei giocatori coinvolti, come Djokovic, abbiamo ricevuto molti feedback positivi e siamo partner di tante accademie come quella di Patrick Mouratoglou e altre in Francia, Regno Unito, Italia con le quali discutiamo il più possibile per migliorare i nostri modelli. Riceviamo feedback tanto dai professionisti, come anche Goffin e Monfils oltre a Djokovic, tanto quanto dai coach e dai junior più promettenti che si allenano nelle varie accademie“.

 

Qual è la prima cosa che dobbiamo considerare quando acquistiamo un nuovo paio di scarpe?
La scelta migliore per trovare la scarpa giusta è capire il proprio stile di gioco. Noi abbiamo diviso le nostre scarpe adattandole a tre stili: quelle per il giocatore da fondo, quelle per chi gioca a tutto campo, e infine c’è la scarpa che abbiamo creato lavorando a stretto contatto con Djokovic per quei giocatori che riescono ad alternarsi tra questi due stili di gioco“.

I giocatori da fondo campo

Per sviluppare il modello per i giocatori da fondo, cioè quelli che passano molto tempo dietro o sopra la linea di fondo e si muovono parecchio lateralmente, abbiamo anche contattato Iga Swiatek e la cosa più importante per loro è avere stabilità sia nella parte interiore che esteriore della scarpa. Proprio per via di questi loro movimenti gli serve grande sostegno nella parte esteriore, e noi abbiamo sviluppato una nuova tecnologia per far questo che comunque non rinuncia alla flessibilità. Ecco, quindi, che a questi tipi di giocatori si indirizza la Gel Resolution, giunta alla versione 8“.

I giocatori a tutto campo

I giocatori a tutto campo invece preferiscono partire dal fondo per andare spesso a rete e hanno bisogno di maggior flessibilità, e la cosa più importante per loro è la velocità. Per loro abbiamo creato il nostro prodotto Solution Speed lavorando con David Goffin e Caroline Garcia tra gli altri, e ciò di cui hanno bisogno è maggior libertà di movimento per spostarsi più rapidamente in diverse direzioni. Per ottenere questo risultato la prima cosa che abbiamo fatto è utilizzare un materiale più leggero per la scarpa e la differenza principale con gli altri modelli è la suola in gomma rimuovibile, che permette di rendere la scarpa ancora più leggera“.

I giocatori che vogliono stabilità e libertà di movimento

Per l’ultimo tipo di scarpa, quando abbiamo iniziato a lavorare con Djokovic, lui stava cercando un modello che gli desse più libertà di movimento ma non voleva rinunciare troppo alla stabilità. Quindi abbiamo creato la Court FF2, che offre le miglior soluzioni di entrambi i due stili precedenti, combinando le caratteristiche dei due tipi si scarpe“.

Possiamo dire che la scarpa da tennis è come la gomma per l’automobile? Alla fine la racchetta è importante ma è la scarpa il punto di contatto con il terreno.
Questo è un paragone che uso spesso e che è assolutamente corretto. È importante scegliere la scarpa giusta perché bisogna riuscire a fidarsi di quello che si indossa. Spesso quando siamo in campo ci piò capitare di dover fare dei movimenti strani e improvvisi e noi dobbiamo essere sicuri che la nostra scarpa ci permetta di farlo, altrimenti se indossi scarpe inadatte alla superfici può andarti male“.

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