WTA Indian Wells: Serena Williams torna in finale dopo 15 anni, sfiderà Azarenka

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WTA Indian Wells: Serena Williams torna in finale dopo 15 anni, sfiderà Azarenka

Una prestazione altalenante non impedisce a Serena Williams di battere una buona Agnieszka Radwanska per la decima volta e qualificarsi alla sua terza finale di Indian Wells, quindici anni dopo il famigerato titolo del 2001. In finale incontrerà Victoria Azarenka che ha superato Karolina Pliskova in tre set

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[1] S. Williams b. [3] A. Radwanska 6-4 7-6(1) (da Indian Wells, Vanni Gibertini)

La notte delle semifinali femminili al BNP Paribas Open di Indian Wells ha visto l’arrivo del “pubblico del weekend”: con scuole ed uffici ormai chiusi, molti più appassionati (e ospiti degli sponsor) arrivano dalla vicina (per gli standard californiani) Los Angeles a riempire gli spalti e colorire lo Stadium 1. Nonostante l’inizio fissato per le 19 locali, la temperatura è ancora sopra i 30 grandi centigradi (o “mid 80s” come dicono da queste parti, dove le temperature vengono espresse in gradi Fahrenheit) ma almeno il sole che ha arrostito i quartofinalisti del torneo ATP nel pomeriggio è già sparito dietro gli oltre 3000 metri delle San Jacinto Mountains.

Ad aprire il programma la sfida tra le due giocatrici che lunedì prossimo occuperanno le prime due posizioni della classifica WTA. Nonostante le 9 vittorie a zero per la Williams ed un match piuttosto a senso unico disputato nella semifinale degli Australian Open poche settimane fa, la partita ha regalato spettacolo, emozioni, ed un abbozzo di sorpresa. Ci si aspettava una partita a senso unico e, nonostante per diversi tratti Serena sia apparsa incontenibile, Agnieszka Radwanska è riuscita per grand parte del match a tenere testa con grande abilità alla campionessa americana.

 

Dopo un riscaldamento accompagnato dalle note di “Titanium” di David Guetta sparate a tutto volume dagli altoparlanti, il match inizia con un break iniziale subito da Serena Williams, apparsa piuttosto “diesel” all’inizio del match, lenta negli spostamenti e non sufficientemente reattiva sui colpi. Radwanska tiene bene il palleggio, anche perché gli errori della Williams arrivano copiosi e con grande sorpresa è la polacca a prendere la testa nel computo degli aces.
Sul 3-1 Agnieszka ha tre opportunità del doppio break, ma solo sulla seconda può veramente rimproverarsi qualcosa, per aver spedito in corridoio di un nonnulla una risposta di rovescio su una seconda piuttosto lenta ma molto carica di lift di Serena.
Due game più tardi la Radwanska ha un’altra chance del doppio break, ma un ace di Serena le dice di no. Da quel momento la Williams attiva il super-compressore, mette la freccia ed infila un parziale di 28 punti a 4 che chiude il primo set e la manda avanti sul 3-0 nel secondo.

A quel punto si pensava che la partita fosse finita lì, ed il fumo che arrivava sullo Stadium 1 dai barbecue accesi all’esterno (durante la giornata si sono disputati diversi incontri regionali del campionato universitario USA e diverse squadre si sono fermate nell’impianto per la cena), accompagnati dall’odore di braciole alla griglia induceva gli spettatori a pensare più allo spuntino dell’intervallo piuttosto che al match di tennis davanti a loro. Ma la Radwaska non era dello stesso avviso.

Con una ulteriore iniezione di velocità alla sua prima di servizio, la polacca ricomincia a causare seri problemi in risposta alla Williams, che incappa in un game di peste, cede la battuta a zero e si vede riagganciare sul 3-3, non prima di aver avuto due palle per il nuovo break ed aver applaudito probabilmente il colpo più bello del torneo, una smorzata incrociata di diritto da fondocampo che ha provocato l’ovazione della folla di Indian Wells.
Le prime della Radwanska superano con regolarità le 100 miglia orarie (160 km/h), e sul 5-5 due risposte molto aggressive (tra cui un siluro di diritto incrociato) le valgono il break per andare a servire per il set. Da quel momento però ancora una volta Serena Williams aumenta il suo livello e mette a referto un’altra striscia di 11 punti a 2 che chiude il match in suo favore dopo 1 ora e 35 minuti di gioco.

Aga ha giocato molto bene – ha detto Serena dopo il match – è una giocatrice molto sveglia, prima mi ha servito sempre sul diritto, poi ha cambiato la sua strategia, ho dovuto aggiustare i miei colpi durante il match. Ha anche servito molto bene, ed io sono stata brava ad aver tirato i miei colpi nei momenti importanti. Volevo fare tutto ciò che era in mio potere per chiudere il match, indipendentemente dal fatto che funzionasse o meno, volevo almeno provarci”.

Nonostante la sconfitta la Radwanska è comunque apparsa soddisfatta dell’incontro giocato: “Ho sicuramente giocato meglio che nelle precedenti occasioni contro di lei, certamente meglio di quanto non avessi fatto in Australia. Ho avuto le mie chance, parecchie chance soprattutto nel primo set, e quando non sfrutti le occasioni che ti crei contro Serena, la partita di solito finisce in questo modo”.

La finale di domenica prossima per Serena Williams chiuderà un cerchio che si estende dal 2001 ad oggi, da quando fu fischiata all’ingresso in campo 15 anni fa contro Lindsay Davenport a causa della diatriba che ha provocato il boicottaggio suo e di sua sorella Venus per così tanto tempo: “Credo sia una buona cosa il potermi lasciare tutto alle spalle tornando in finale qui. Mi è dispiaciuto molto lo scorso anno dovermi ritirare”.

[13] V. Azarenka b. [18] K. Pliskova 7-6(1) 1-6 6-2 (Lorenzo Dicandia)

La seconda semifinale fra Victoria Azarenka e Karolina Pliskova non avrà forse il fascino del confronto fra stili di Serena e Radwanska, né tantomeno vedrà in campo delle giocatrici all’interno delle prime dieci. Eppure è una semifinale che, a giudicare dai precedenti e dal gioco mostrato nel corso del torneo, potrebbe regalare più di quella fra le prime della classe. La partita, infatti, non ha deluso le aspettative: Azarenka si regala la finale contro Serena dopo una lotta di oltre due ore, coinvolgente, fatta di capovolgimenti di fronte e di tanti, tanti vincenti.

Che Vika Azarenka fosse una giocatrice da tornei importanti non lo scopriamo certo in queste due settimane; che sia una delle poche serie, se non l’unica, potenziale rivale di Serena nemmeno. Tuttavia in questi ultimi due anni, per infortuni prima e depressioni e rotture con fidanzati e allenatori poi, Azarenka ha faticato a trovare il gioco, la convinzione e la fortuna necessarie a risalire una classifica ferma per un anno intero attorno alla ventesima posizione. Pensate che questa è la terza semifinale raggiunta negli ultimi due anni. Il 2016 sembra averlo però iniziato con il giusto piglio: una sola sconfitta, onorevole tra l’altro, contro Kerber agli Australian Open ed un titolo vinto a Brisbane in carrozza, senza dare neanche l’idea di poter soffrire. Vika pare essere anche più in forma, dimagrita a vantaggio di una maggiore resistenza atletica.

Pliskova è invece una delle grandi promesse della WTA. Dotata di un servizio secondo forse solo a quello di Serena e di colpi da fondo pesanti come macigni, ha faticato anche lei nella seconda parte del 2015. Salita al numero 7 dopo un inizio anno straordinario, non è poi riuscita a mantenere le promesse createsi nel pubblico e nel suo team. Deficitaria soprattutto negli Slam – negli ultimi cinque Slam ha vinto solo cinque partite – è stata vittima di quel comunissimo senso di vertigini provato quando si sale sempre più in alto, e la cima è oramai a portata di mano. Del resto è risaputo come sia più difficile restare su in cima che arrivarci, e la WTA è una fucina che costantemente sforna giocatrici che sembrano pronte per spaccare il mondo e che proprio al momento di dare l’azzanno finale, si trasformano da cacciatrici in prede: Stephens, Bouchard, Muguruza e via fino a Vaidisova e Golovin qualche anno fa.

La ceca arrivava in questo torneo da numero 19 e se ne andrà almeno da numero 14. Contro Azarenka ci ha giocato due volte: una a sedici anni che fa poco testo, e l’altra lo scorso anno nel torneo di Brisbane, dove si impose al terzo set dopo aver annullato due match point nel tiebreak del secondo.

Il primo gioco della partita è subito indicativo di come sarà ben altro match per Azarenka rispetto al quarto di finale. Due risposte vincenti di dritto quasi istintive da parte di Pliskova le regalano le prime palle break della partita, annullate piuttosto agevolmente dalla bielorussa. Mentre Azarenka soffre al servizio, Pliskova è una macchina, un cecchino infallibile. Tira giù ace dopo ace, e quando non lo sono si tratta comunque di servizi vincenti. E così, quando Pliskova va di ace, Azarenka colpisce invece doppi falli. Tre consecutivi permettono a Pliskova di conquistare un break importantissimo, scappando sul 3-2. La ceca è in stato di grazia: mette a segno sei aces nei primi quattro giochi al servizio, ma soprattutto gioca bene anche nello scambio. Si permette a volte perfino il lusso di vincenti in recupero in corsa, che non rappresentano certamente la specialità della casa. I colpi di Pliskova sono piatti e forti, il margine di rischio è altissimo ma per ora sembra funzionare. Arrivano i primi due set point sul 5-3 Pliskova, a seguito di un altro doppio fallo di Azarenka, il quinto. La bielorussa si salva in qualche modo, e lascia che la ceca vada a servire con la pressione di dover chiudere il set. E, per la prima volta, Azarenka arriva a palla break, riuscendo a rispondere alle prime di servizio e dominando poi gli scambi più lunghi. Il controbreak arriva grazie ad una palla corta accompagnata da una volée vincente dell’ex numero 1. È bastato un gioco senza aces o prime vincenti, ed ecco la supremazia da fondo della bielorussa farla da padrona. Si arriva dunque al tiebreak, conquistato senza troppi patemi da Azarenka per sette punti a uno. Pliskova nella seconda parte del primo set è tornata su livelli umani, non ha colpito aces ed ha smesso di essere infallibile nello scambio. Azarenka, dal canto suo, è stata brava ad arginare la ceca quando era un fiume in piena, e bravissima a concludere quando ne ha avuto l’occasione.

Il secondo set inizia seguendo la scia del primo. Azarenka ha sùbito tre palle break per scappare e mettere un’ipoteca sulla partita. Però, d’improvviso, inaspettato, arriva un altro capovolgimento di fronte: la bielorussa torna a colpire doppi falli in serie ed a sbagliare il possibile e il non.  Riesce a conquistare un game, sotto 3-0, nonostante altri due doppi falli, ma il set oramai è andato. Pliskova, stupita anche lei di ritrovarsi inaspettatamente sopra nel punteggio, chiude con tre aces consecutivi: 6-1 per la ceca. L’impressione è che la bielorussa abbia lasciato un po’ andare il set dal quattro a uno.

Il terzo e decisivo parziale vede una Azarenka rinvigorita. Pliskova annulla due palle break nel secondo gioco, ma nulla può nel quarto: la bielorussa conquista il break e vola sul 4 a 1, pressando l’avversaria da fondo e ponendo attenzione ad evitare di rientrare nella spirale di errori costatale il secondo set. La ceca si lascia andare per lo meno ad una serie di hot shot di dritto in corsa da strabuzzare gli occhi e che le danno la soddisfazione di regalare spettacolo fino alla fine. Magra consolazione anche quella degli aces: 17. Dopo il break, la partita vola via veloce in direzione bielorussa. Azarenka chiude con un altro break e si porta, con la finale, di nuovo al ridosso della top ten, al numero 11. Sarà per lei la 35esima finale, 18 quelle vinte. Affronterà, nella sfida che tutti attendevano già dagli Australian Open, Serena Williams, contro cui ha perso 17 delle 20 volte in cui la ha affrontata.

Risultati:

[13] V. Azarenka b. [18] K. Pliskova 7-6(1) 1-6 6-2
[1] S. Williams b. [3] A. Radwanska 6-4 7-6(1)

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WTA Cluj-Napoca, subito fuori Martina Trevisan

L’azzurra, quarta del seeding, si arrende in due set a Kristyna Pliskova. Eliminata anche la tds n. 1, Alizé Cornet

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Ancora non arriva la seconda vittoria per Martina Trevisan in un torneo del Tour principale che non sia il Roland Garros (la prima a Charleston 2019). La ventisettenne fiorentina, quarta favorita del seeding nel WTA 250 di Cluj-Napoca, si arrende a Kristyna Pliskova con un doppio 6-4 in poco più di un’ora e mezza. La gemella mancina della n. 7 del mondo ha messo in campo poco più di metà delle prime, ma si è affidata proprio al servizio per uscire indenne dalle situazioni più delicate.

14 gli ace piazzati dalla 184 cm di Louny, volata subito 4-0 senza però riuscire a trasformare nessuna delle tre palle break per mettere la parola fine al primo parziale. Tenuto quel servizio, Martina, che ha dovuto rinunciare alle Olimpiadi per una frattura da stress al piede sinistro, richiede il MTO per farsi trattare la coscia destra. Kristyna forse si distrae e non chiude con la battuta a disposizione sul 5-2. Due giochi dopo, l’azzurra raggiunge l’avversaria sul 30 pari sfoderando un drittone mancino tutt’altro che banale, ma Pliskova la risolve alla sua maniera: con due ace consecutivi si assicura il set.

Il punteggio segue il servizio nel secondo parziale, nonostante Martina, di nuovo in top 100 dopo i quarti al “125” di Belgrado, soffra nei primi due turni. È però proprio lei a procurarsi una ghiotta doppia occasione di salire 5-3, rispondendo aggressiva alle seconde ceche. La n. 123 WTA, pianta subito un ace e, se sul 30-40 la prima non entra, la seconda con una gran curva esterna provoca l’errore in risposta. Break mancato, break subito, anch’esso non sfruttando due opportunità consecutive, in un gioco segnato anche dal settimo doppio fallo di Trevisan. Non si dà per vinta, la nostra, e guadagna di nuovo il 15-40 quando l’altra serve per chiudere. Il punto del rientro sembra ormai cosa fatta; tuttavia, invece del campo aperto contro una che non è esattamente Marcell Jacobs, il dritto al volo poco lucido cerca un contropiede inesistente. Brava Pliskova sull’altra e su un’ulteriore palla del 5 pari, e può così chiudere al primo match point. Al secondo turno troverà la polacca Katarzyna Kawa.

 

Tra gli altri incontri in programma, spicca la sconfitta della prima testa di serie, Alizé Cornet, a quanto pare arrivata in Romania solo lunedì a causa dell’overbooking di Lufthansa.

Pensavo di averle viste tutte nei miei vent’anni di viaggi. Mai buttata fuori da un volo, però.

Visto il carattere che Cornet mostra in campo, ai tedeschi piace vivere pericolosamente… A darle un dispiacere il giorno successivo è invece Mayar Sherif, la venticinquenne egiziana con un’impugnatura di dritto da lasciare perplesso Alberto Berasategui che usa anche per depositare le smorzate, ovviamente colpendo con l’altra faccia del piatto corde. In ogni caso, tra dritti carichi, rovesci filanti e parecchi errori francesi, Sherif si impone 6-2 6-4.

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Si può giocare a tennis in Moncler? Courmayeur ospiterà un torneo WTA

La Val d’Aosta aprirà una mini-stagione indoor italiana che includerà Next Gen Finals, ATP Finals e Coppa Davis. La WTA annuncia anche altri tre tornei: Chicago, Portoroz e Tenerife

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Courmayeur, dove si svolgerà un torneo WTA 250 in ottobre (Photo Courtesy of Courmayeur Mont Blanc)

Grandi novità per il tennis italiano: Courmayeur, nota meta sciistica ai piedi del Monte Bianco, organizzerà un WTA 250 sul cemento indoor fra il 23 ed il 31 ottobre. Il torneo al Courmayeur Sport Center e avrà un montepremi di 235.238 dollari, e sarà il primo evento femminile indoor a disputarsi in Italia dai tempi del sintetico di Cesena 1992 (l’anno prima si era invece giocata l’unica edizione WTA del torneo di Milano).

Non è da escludere che diversi nomi di spicco possano decidere di partecipare, visto che sarà l’ultima occasione di andare a punti in ottica WTA Finals; qualora le ultime posizioni fossero ancora in bilico, quindi, è presumibile che le contendenti possano decidere di darsi al tennis alpino come tappa finale per volare a Shenzhen. Ricordiamo che quest’ultime (e l’Elite Trophy di Zhuhai) sono gli unici eventi dello swing asiatico a non essere stati cancellati, motivo per cui si è resa necessaria la creazione di nuovi tornei autunnali.

Il torneo sarà operato da Makers, gruppo che si occupa dell’organizzazione di eventi (fra cui il Challenger di Milano), ma stando al comunicato ufficiale è stato fondamentale anche l’apporto dell’amministrazione comunale, in un luogo digiuno di tennis dal 2011, quando si svolse l’unica edizione del Challenger maschile vinta da Nicolas Mahut.

 

“Il ritorno del grande tennis a Courmayeur Mont Blanc è una conferma per la nostra località”, ha detto il sindaco Roberto Rota. “Ci candidiamo a ospitare eventi che possano attrarre non solo pubblico in presenza, ma anche accendere i riflettori del grande sport sulle nostre strutture e sulla località in generale. Siamo felici e orgogliosi che Courmayeur e i suoi campi da tennis indoor siano stati scelti dalla WTA per una competizione del circuito in un mese come ottobre, fondamentale per il nostro turismo e per la nostra idea di destagionalizzazione e promozione di stagioni come l’autunno, meravigliose per le attività sportive e outdoor. Courmayeur Mont Blanc è per tradizione e natura la culla dell’alpinismo e degli sport di montagna, ma è anche dotata di infrastrutture all’altezza, come il Courmayeur Sport Center che ospiterà l’evento, e di una sensibilità particolare nei confronti delle altre discipline sportive, questo evento ne è la prova”.

IL TRIANGOLO DEL TENNIS

Si prospetta dunque un autunno italocentrico dal punto di vista tennistico, visto che il torneo di Courmayeur farà da apripista alle Next Gen Finals di Milano (non svoltesi lo scorso anno) e soprattutto alla prima edizione torinese delle ATP Finals; successivamente il capoluogo piemontese ospiterà anche due gironi delle finali di Coppa Davis. A questo encore si aggiungono i tornei sul rosso già giocatisi a Cagliari (maschile), Parma (femminile e maschile in settimane consecutive), Roma (combined) e Palermo (femminile); nonostante alcuni di questi tornei siano probabilmente destinati ad essere dei monouso, è innegabile l’attestato di fiducia della comunità del tennis internazionale nei confronti del tennis italiano.

NUOVI TORNEI WTA

Oltre a Courmayeur, tre nuovi tornei rimpolperanno la programmazione femminile, come detto orfana di quasi tutti i tornei orientali. Questo il calendario post-US Open (i nuovi tornei sono evidenziati in rosso):

  • La settimana del 13 Settembre si giocherà in Lussemburgo e a Portoroz in Slovenia (entrambi WTA 250)
  • La settimana del 20 settembre si giocheranno il 500 di Ostrava e il 250 di Seoul
  • La settimana del 27 settembre si disputerà il nuovo 500 di Chicago
  • Nelle due settimane che vanno dal 4 al 17 ottobre si giocherà Indian Wells
  • Nella settimana del 18 ottobre si disputeranno il 500 di Mosca e il 250 di Tenerife
  • Dal 25 ottobre (le qualificazioni iniziano il 23) avrà luogo per l’appunto Courmayeur.

Nelle due settimane successive si dovrebbero giocare prima Zhuhai (dal primo novembre) e poi Wuhan (dall’8); in questo momento però non sono confermati sul sito della WTA. Steve Simon, il chairman del circuito, ha rilasciato una breve dichiarazione in merito, inclusa nel comunicato ufficiale: “Quest’ultima fase del calendario del WTA Tour porterà il numero dei tornei sopra i 50, continuando ad offrire una piattaforma globale per promuovere il tennis femminile […]. Siamo felici del novero di tornei che abbiamo organizzato per la fine della stagione e non vediamo l’ora di poter dare maggiori informazioni riguardanti le WTA Finals”.

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WTA Gdynia, primo titolo in carriera per Zanevska

La tennista belga sconfigge Kucova, che spreca due break di vantaggio in entrambi i set. Era la prima finale per entrambe

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Maryna Zanevska a Gdynia 2021 (Credit: @WTA on Twitter)

Maryna Zanevska, N.165 WTA, ha conquistato il primo titolo della sua carriera a 27 anni al Poland Open di Gdynia sconfiggendo Kristina Kucova, N.150, per 6-4 7-6(4) in un’ora e 51 minuti. Si chiudono due grandi settimane per la vincitrice: dopo aver raggiunto la semifinale a Losanna, ha ricevuto uno Special Exempt che le ha permesso di evitare le qualificazioni per il torneo polacco, sfruttandolo al massimo con un solo set perso nel corso della settimana.

Kucova, 31 anni e reduce da una semifinale dominante su Korpatsch, era avanti 3-0 e servizio in entrambi i set, ma ha pagato il misero 9/27 con la seconda di servizio che ha finito per regalare 20 palle break all’avversaria. Nel primo Zanevska è stata brava a recuperare con un parziale monstre di 16-3, vincendo gli ultimi 11 punti giocati al servizio prima di piazzare il break decisivo nel decimo gioco, chiuso al terzo set point.

Nella seconda partita il ritorno di fiamma di Zanevska è stato persino più impetuoso: dallo 0-3 iniziale ha infatti vinto cinque game di fila, andando a servire per il match. Kucova, non nuova a rimonte stratosferiche questa settimana (per esempio la great escape di quasi quattro ore con Gorgodze nei quarti di finale), non si è però data per vinta, e ha vinto otto dei successivi nove punti per pareggiare il conto dei game, prima di salvare quattro match point al servizio (due consecutivi) sul 5-6, forzando il tie-break. Lì il punteggio ha seguito i servizi fino al 3-3, quando Zanevska ha ottenuto il mini-break decisivo, salendo rapidamente a triplo championship point prima di chiudere alla seconda opportunità.

 

“Oggi ho vissuto un sogno, è un momento fantastico per me”, ha detto la vincitrice. Non ho iniziato bene, ero sotto grande stress, ma l’incitamento del pubblico mi ha dato una grande spinta“. Considerevole balzo in classifica per entrambe: Zanevska ha guadagnato 50 posizioni, salendo al N.115 (a poca distanza dal best ranking di 105), mentre Kucova ne ha prese 30, raggiungendo la centoventesima piazza.

Qui il tabellone di Gdynia e degli altri tornei della scorsa settimana

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