WTA Indian Wells: Victoria Azarenka è tornata, travolta Serena Williams

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WTA Indian Wells: Victoria Azarenka è tornata, travolta Serena Williams

Secondo titolo a Indian Wells per una ritrovata Victoria Azarenka, che dopo un primo set equilibrato è volata 4-0 nel secondo. Un po’ di braccino nel finale, quando ha rischiato di farsi riprendere ma vittoria meritata della bielorussa

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[13] V. Azarenka b. [1] S. Williams 6-4 6-4 (dal nostro inviato a Indian Wells, Vanni Gibertini)

Williams-Azarenka IW 2016

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La partita che non ti aspetti. Tutti erano pronti a celebrare il ritorno alla vittoria di Serena Williams, 15 anni dopo quella del 2001 e dopo 14 anni di boicottaggio a causa degli eventi che avevano preceduto quell’ultima finale, tutti erano pronti a chiudere il cerchio con questa ennesima affermazione di una delle più grandi campionesse di tutti i tempi (forse la più grande), e nessuno aveva fatto i conti con Victoria Azarenka. In pochi ci credevano ad una sorpresa qui ad Indian Wells, e quei pochi non se la sentivano di dirlo, preferendo un pronostico mainstream a favore della eterna Serena.

Invece Azarenka ha giocato una partita ammirevole, sporcata solamente da quel game sul 5-2 nel secondo set, nel quale servendo per il match si è fatta paralizzare dalla tensione, commettendo due doppi falli ed uno sciocco gratuito, risvegliando la belva che è in Serena e quasi rovinando tutto quanto di buono fatto in precedenza.

Dopo un inno nazionale cantato davanti ad uno stadio vuoto ed una presentazione in pompa magna delle due finaliste, si era iniziato con una Williams decisamente in formato “domenica mattina”: lenta, quasi svogliata, poco propensa a cercare la palla con i piedi e fermamente intenzionata a cannoneggiare appena la palla le fosse arrivata a tiro. Due doppi falli e due gratuiti le costavano il break in apertura, break che sarebbe stato l’unico del set, nonostante cinque opportunità avute da Serena per strappare la battuta alla Azarenka, due sul 2-3, e tre sul 3-4, tutte o quasi comunque giocate molto bene dalla bielorussa. Il pubblico ha sostenuto Serena all’inizio, quando le sue traiettorie erano spesso e volentieri precise ed imprendibili, ma in risposta la campionessa americana riusciva solo occasionalmente a trovare il ritmo contro i servizi di Azarenka, progressivamente sempre più incomprensibili per lei. Tante, tantissime le risposte non tenute in campo dalla Williams su servizi non irresistibili, ce ne sono ben 19 sul nostro taccuino, alcune dovute ad un desiderio di trovare il punto direttamente con il colpo di inizio gioco. Ma man mano che la partita procedeva, i game di servizio di Azarenka diventavano sempre meno accessibili per lei.

Chiuso il primo set in 41 minuti per 6-4, la bielorussa prendeva un break di vantaggio anche all’inizio del secondo parziale, break concesso dalla Williams con un doppio fallo finale, proprio come era accaduto nel game inaugurale dell’incontro. Dopodiché forse il gioco chiave di tutto il match (durato 14 punti) vedeva la Azarenka annullare quattro palle break, la prima con un ace, altre due grazie ad errori gratuiti di Serena, la quarta neutralizzata dall’ennesimo servizio non risposto, che veniva seguito da altre due punti identici che siglavano il 2-0. A quel punto la frustrazione di Serena si trasformava in furia: un doppio fallo ed altri due scellerati gratuiti le costavano il secondo break; una racchetta viene sfasciata sulla via della sedia, un’altra viene fracassata mentre era ancora dentro il sacchetto di plastica (“a-la-Baghdatis”) con il giudice di sedia Cicac che le comminava due ammonizioni consecutive e quindi il penalty point.
Continuando diritta per la sua strada Azarenka non si faceva distrarre dal dramma che si stava consumando dall’altra parte della rete, ed anche se Serena si era finalmente rassegnata ad accettare scambi più lunghi che necessitavano maggiori spostamenti laterali, gli errori continuavano a fioccare copiosi (33 per lei il totale dei gratuiti). Soprattutto la fatica alla risposta era evidente.

Per diversi minuti la Williams non riusciva a mettere in campo una risposta che fosse una, il punteggio di 6-4, 5-1 sembra una condanna, ma in dirittura d’arrivo sembrava di rivedere un film già visto: Azarenka che si blocca (due doppi falli ed un gratuito), Serena che ricomincia a tirare vincenti per iniziare la rimonta. Dal 5-2 la Williams risaliva sul 5-4, sul 15-40 arrivavano due palle per il 5-5, ma qui Azarenka dimostrava di essere anche lei una campionessa con la C maiuscola, mettendo a segno prima un ace, poi allungando lo scambio costringendo l’avversaria all’errore di rovescio, ed infine con altri due servizi si ritrovava ad alzare le braccia al cielo per celebrare la vittoria in questo torneo ed il ritorno in Top 10. Da domani VIca sarà infatti numero 8, proprio davanti a Roberta Vinci.

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WTA Indian Wells: Azarenka ferma Ostapenko, in finale trova Badosa

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Victoria Azarenka - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[27] V. Azarenka b. [24] J. Ostapenko 3-6 6-3 7-5

Grandi emozioni, se non proprio grande spettacolo, nella prima semifinale femminile del BNP Paribas Open di Indian Wells che ha visto di fronte Victoria Azarenka e Jelena Ostapenko. Due ore e 20 minuti che per buona parte sono stati caratterizzati da una giocatrice (Ostapenko) che sparava a tutto braccio senza troppo discernimento tattico e un’altra (Azarenka) che invece cercava di resistere al bombardamente cercando di far perdere il ritmo dei colpi all’avversaria.

Per i primi 40 minuti di gioco non c’è stata molta partita: Ostapenko sembrava aver trovato il tennis dei giorni migliori e i vincenti piovevano da tutte le parti. “Ero la migliore giocatrice in campo oggi – ha detto Ostapenko dopo il match – i miei colpi erano troppo veloci per lei. Giocavo solo contro me stessa”. Poi, come spesso accade, come troppo spesso accade, l’incantesimo si è spezzato e i colpi della lettone hanno iniziato a finire fuori dalle righe. Dal 6-3 2-0 Azarenka è riuscita a rientrare in partita ribaltando il risultato nel secondo set e trascinando la partita al terzo.

 

Lì la giocatrice bielorussa ha forse commesso l’errore di non aver insistito abbastanza sul diritto di Ostapenko, che era molto in difficoltà, permettendo alla sua avversaria di ritrovare il suo gioco quanto bastava per tornare in parità sul 3-3 e giocare il match fino alla fine.

Jelena Ostapenko – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Sul 5-5 per Azarenka è stato sufficiente aspettare gli errori di Ostapenko, che puntualmente sono arrivati: quattro gratuiti consecutivi completamente senza senso dal 30-0 hanno concesso il break ad Azarenka, che ha chiuso il match al servizio non senza aver annullato tre palle del sei pari, una delle quali con uno splendido schema di palla corta seguita a rete con volée vincente. “Mi ero promessa di fare una sola palla corta, e l’ho fatta su quel punto” ha scherzato Azarenka con chi le ha chiesto di come avesse pensato a una soluzione simile.

Credo che la cosa più importante di oggi, ciò di cui sono più orgogliosa, è stato il mio spirito combattivo. Ci sono alcune cose che avrei potuto fare meglio, ma lei nel primo set ha giocato davvero bene, per cui ho cercato di trovare occasioni per rientrare nel match, combattendo su ogni palla,” ha dichiarato Azarenka alla fine.

[21] P. Badosa b. [12] O. Jabeur 6-3 6-3

L’avversaria di Vika in finale sarà Paula Badosa, alla sua prima apparizione nella finale di Indian Wells (Azarenka ne ha già disputate due, nel 2012 e nel 2016, vincendo il titolo in entrambe le occasioni) e alla sua prima esperienza nel match decisivo di un WTA 1000. In semifinale ha battuti in un match a senso unico la tunisina Ons Jabeur che con la vittoria nei quarti di finale aveva celebrato l’ingresso nella Top 10 WTA, traguardo storico per un’atleta proveniente dal mondo arabo.

Paula Badosa (sinistra) abbraccia Ons Jabeur (destra) – Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

Evidentemente le emozioni di questa settimana hanno giocato un brutto scherzo a Jabeur, che ha disputato un incontro estremamente sconclusionato, senza alcun filo tattico e pieno zeppo di errori gratuiti.  Solo sul 6-3, 5-2 per l’avversaria Jabeur è riuscita ad annullare tre match point facendo infiammare per un attimo il pubblico sulle tribune che era rimasto a sostenere le protagoniste fino alla fine. Ci sono voluti altri tre match point nel game successivo perché Badosa potesse sdraiarsi a terra, mani sul viso, per festeggiare incredula questo grande risultato.

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WTA Indian Wells: Jabeur realizza il sogno della Top 10

Battendo Kontaveit nei quarti di finale, Ons Jabeur irrompe nella Top 10. Affronterà Paula Badosa in semifinale

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Ons Jabeur - Indian Wells 2021 (foto Twitter @BNPPARIBASOPEN)

[12] O. Jabeur b. [18] A. Kontaveit 7-5 6-3

Dopo la falsa partenza di mercoledì, quando la WTA aveva precipitosamente anticipato i tempi e aveva inviato le sue congratulazioni prima del dovuto, ora è ufficiale: da lunedì prossimo Ons Jabeur sarà nella Top 10 della classifica WTA, sarà la prima giocatrice proveniente da un Paese arabo a raggiungere questo prestigioso obiettivo.

La vittoria che ha sancito il risultato è stata quella arrivata nei quarti di finale del BNP Paribas Open contro una delle giocatrici più in forma del momento, Anett Kontaveit. Il match è stato controllato da Jabeur dall’inizio alla fine, se si eccettua quel momento nel primo set nel quale la giocatrice tunisina si è fatta riprendere dal 5-1 al 5-5. “Onestamente ho giocato una grande partita – ha detto Jabeur – è sempre difficile giocare contro Anett, mi conosce molto bene, è stato difficile eseguire le palle corte. Sono molto contenta di essere rimasta calma quando ne avevo bisogno. Alla fine è stato complicato chiudere, ma ora perché fermarsi alla semifinale? Perché non andare fino in fondo?

 

Arrivare nelle prime 10 del ranking è una di quelle tappe che tutti i giocatori professionistici sognano quando iniziano a fare questo mestiere: il primo punto, l’ingresso nei primi 100, il primo titolo, sono tutti passaggi di una carriera che rimangono indelebili nella mente di chi gira il mondo inseguendo una pallina gialla: “Non guardavo tanto il ranking prima dell’inizio del torneo, guardavo più alla race. È quasi come un sogno che si avvera, qualcosa che aspettavo da quando avevo 16 anni. Ma la Top 10 è solo l’inizio, il traguardo finale è la prima posizione mondiale. So di meritarmi la Top 10, è un po’ che gioco a questo livello, ma voglio dimostrare di meritarmi questa posizione”.

Per Ons è stato certamente più difficile che per altre giocatrici: chi cresce in Tunisia non ha il supporto di una federazione ricca, deve arrangiarsi con i propri mezzi e lavorare ancora più duro per superare quei piccoli ostacoli che gli altri giocatori magari non conoscono neppure. Viaggiare con il passaporto tunisino vuol dire dover richiedere visti su visti per qualunque posto si debba raggiungere per il prossimo torneo. E quando si è soltanto una giovane armata di racchetta e speranze non è facile ottenere quei visti. “ Chi è americano, francese o australiano ha tanti esempi di altri giocatori da seguire, tanti tennis club, tanti tornei. Sono stata messa da parte da potenziali sponsor per il Paese da cui provengo, e non è giusto. L’ho accettato, l’ho superato, e sono orgogliosa della persona che sono diventata oggi.”

Tutti, in un modo o nell’altro, hanno dovuto superare delle difficoltà nella propria carriera, non voglio dire che le mie sono state superiori a quelle di altri. Volevo farcela, volevo realizzare il mio sogno senza dipendere da uno sponsor o da qualcuno a cui magari il tennis non interessa nemmeno”.

Dopo uno US Open abbastanza deludente, terminato con la sconfitta al terzo turno per mano di Elise Mertens, Jabeur e il suo team hanno fatto una scelta coraggiosa: sono rimasti negli Stati Uniti ad allenarsi e hanno fatto una mini pre-season per preparare la fine della stagione. “Siamo lontani da casa dal torneo di Montreal – ha spiegato la tunisina – ma sono molto contenta della decisione che abbiamo preso, evitando di tornare in Europa. Fortunatamente il mio fisio è mio marito, il mio coach Issam è una persona che conosco da tantissimi anni, ci capiamo a meraviglia. Siamo tutti una sola famiglia e ci vogliamo bene. E soprattutto mi capiscono, e questa per me è la cosa più importante”.

Nel corso della stagione aveva ricevuto diverse critiche per questa sua scelta autarchica nella composizione del suo entourage. “Sono dovuta intervenire per difendere il mio team dagli attacchi, arrivati principalmente in Tunisia. Lavoriamo duro, è davvero duro essere attaccati da chi non sa tutto il lavoro e i sacrifici che ci sono dietro. Non è giusto nei loro confronti, prima ancora che nei miei. E quando qualcuno attacca la mia famiglia divento molto aggressiva”.

In semifinale Jabeur affonterà Paula Badosa, che nella sessione serale ha disposto in due set di Angelique Kerber con il punteggio di 6-4, 7-5.Paula gioca davvero bene, è una giocatrice molto aggressiva. Ha raccolto vittorie molto prestigiose contro Gauff, Pliskova, è incredibile quello che ha fatto. Sarà un match molto complicato”.

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WTA Indian Wells: sbuca Ostapenko, semifinale con Victoria Azarenka

La lettone spara cinquantuno vincenti e batte al terzo Shelby Rogers; Vika lascia le briciole a Pegula e guadagna la quarta “semi” nel deserto

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Jelena Ostapenko - Indian Wells 2021 (via Twitter, @BNPPARIBASOPEN)

Definita nella nottata italiana la prima semifinale femminile, quella a sud del tabellone. La giocheranno Jelena Ostapenko e Victoria Azarenka, brave a sbarazzarsi di Shelby Rogers e Jessica Pegula al termine di due match dai livelli di difficoltà e pathos molto diversi tra loro. Vika, molto convincente, giocherà dunque la quarta semifinale della carriera nel deserto californiano che l’ha già vista trionfare due volte, nel 2012 e nel 2016. Aliona, sempre anonima da queste parti e fino a quest’anno mai oltre il terzo turno, vestirà i panni della debuttante. Sarà partita aperta, come tutte le altre.

VIKA VINTAGE – Azarenka è venuta fuori bene da un match solido, chiuso con ventuno vincenti a fronte di diciotto errori non forzati (27-30 il saldo negativo che ha gravato sulla prova della sua avversaria) e l’81% di conversione con la prima palla in campo. “Sono felice di come sono andate le cose oggi – ha detto la bielorussa nella conferenza stampa post-match -, il piano che avevo preparato si è realizzato alla perfezione. Ci sono stati parecchi scambi duri e credo spettacolari per il pubblico, ma sono riuscita a prevalere in quelli davvero cruciali“. Vika è scattata avanti nel quinto game dell’incontro, quando ha convertito la prima di tre consecutive palle break forzando l’errore di Pegula con un gran rovescio, e ha condotto con discreto agio in porto la prima frazione. Nel secondo set, dopo un rapido scambio di break in avvio, Azarenka ha nuovamente sottratto il servizio a Pegula in un complesso quinto game da undici minuti netti, per poi prendere il largo pressoché indisturbata.

Grazie a questo successo la due volte campionessa dell’Open d’Australia passa a condurre negli scontri diretti con Pegula, che l’aveva battuta all’esordio proprio a Melbourne per dare il via alla sorprendente cavalcata che la portò a giocarsi persino un quarto di finale. A Berlino, sull’erba d’estate, Azarenka aveva trovato il modo di pareggiare i conti. La stessa Azarenka tocca quota trentadue successi a Indian Wells appaiando nella speciale graduatoria Caroline Wozniacki al terzo posto all time, dietro a Linsday Davenport (47) e Maria Sharapova (38).

 

IL COLPO DI RENI DI ALIONA – Molto più sofferta la partita infine portata a casa da Jelena Ostapenko contro Shelby Rogers, dopo due ore e sedici minuti lottate e altalenanti. La lettone è partita fortissimo dando sfogo al noto fuoco di sbarramento da fondocampo, e messo in cascina cinque dei primi sei giochi dell’incontro in ventidue minuti (5-1). Il cannone di Riga, come tutti sanno, portato allo stremo ogni tanto s’inceppa perdendo di vista gli obiettivi. La conseguenza, specie se dall’altra parte del net c’è una rivale come Rogers abilissima a girare a proprio favore sfide apparentemente compromesse, di solito si concreta nell’improvviso ritorno dell’equilibrio perduto. Infatti Shelby è risalita fino al quattro-cinque e servizio, ma subendo un nuovo, esiziale break nel decimo gioco ha dovuto lasciare la prima frazione.

Sul 5-1 ho smesso di essere aggressiva – ha dichiarato ai cronisti Ostapenko -. Avessi continuato a esserlo credo avrei chiuso il set molto prima, ma ho commesso molti errori stupidi“. La partita si era ormai livellata, tuttavia, e Rogers – solo un punto su dodici nel primo set con la seconda in campo – ha preso a banchettare sulla seconda palla di un’Ostapenko da diciotto errori non forzati nella frazione di mezzo; frazione poi finita nelle mani della giocatrice di Charleston con l’identico punteggio a parti invertite. Nel set decisivo è andata in scena la millesima puntata del festival delle occasioni mancate. Ostapenko ha avuto le chance per trovarsi sul 3-0 e invece si è risvegliata sotto 1-3. Conservato il servizio nel gioco inaugurale del set, Aliona ha sparato largo un comodo smash sulla palla break del potenziale 2-0 ed è stata raggiunta sull’uno pari, prima di cedere il proprio servizio e sprofondare in una posizione molto scomoda. Sull’1-3, Rogers ha avuto quattro palle break per mettere una pietra tombale sull’incontro, ma dallo 0-40 Ostapenko ha piazzato due vincenti di dritto e un buon servizio per tenersi in vita. Annullata un’ulteriore palla break comandando uno scambio ad alta intensità, la campionessa del Roland Garros 2017 ha gettato le basi il fugone finale da quattro game consecutivi che le ha regalato il successo.

Dall’1-3, 0-40, penso di aver giocato da top player“, ha confessato la lettone. In effetti, anche se sparsi, a tratti, impossibili da prevedere, Ostapenko i momenti da stella può viverli. Può anche vincere il torneo, se imbrocca la settimana giusta, come ampiamente dimostrato in passato. Intanto giocherà la terza semifinale del 2021 dopo quelle vinte a Eastbourne e a Lussemburgo. Insondabile è insondabile, vedremo quale luna l’accompagnerà nel weekend.

Il tabellone femminile di Indian Wells con i risultati aggiornati

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