ATP Montecarlo: Nadal suona la nona nel Principato, piegato Monfils al terzo set

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ATP Montecarlo: Nadal suona la nona nel Principato, piegato Monfils al terzo set

A Montecarlo Rafael Nadal conquista il nono titolo superando alla distanza Gael Monfils dopo una serie infinita di break e controbreak nei primi 2 set. Per lo spagnolo è il primo titolo Masters 1000 da quasi 2 anni, il 28° della carriera

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[5] R. Nadal b. [13] G. Monfils 7-5 5-7 6-0 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Stat Nadal-Monfils

 

In ginocchio, con i pugni stretti dopo un pauroso vincente di dritto in corsa lungolinea, uno dei suoi. Con il completo arancione ad amalgamarsi con il terreno del Centrale Ranieri III, come a sottolineare l’appartenenza del torneo di Montecarlo al cuore di Rafael Nadal, e viceversa. È questa la fotografia conclusiva del Montecarlo Rolex Masters 2016, la numero 110.

Era una mattinata buia e tempestosa, poi lo squarcio di sole nel cielo della Costa Azzurra: Rafael Nadal rivendica il trono di Principe a Montecarlo, sollevando il trofeo per la nona volta in dieci finali. È il Masters 1000 numero 28 per lo spagnolo, che artiglia Novak Djokovic in cima alla lista dei più vincenti della categoria: pareggiato anche il conto dei trionfi al Roland Garros, con Parigi a poche settimane di distanza e quindi una enorme iniezione di fiducia per tentare l’assalto alla “decima”. Si tratta inoltre del 48esimo titolo sulla terra rossa, a fronte di sole 8 finali perse (l’ultima a Madrid contro Murray, lo scorso anno), superficie sulla quale ha vinto, con questo, almeno un torneo negli ultimi tredici anni (l’ultimo successo ad Amburgo 2015, nella finale in cui Fabio Fognini accusò lo zio dello spagnolo di disturbarlo dalla tribuna).

Tribune gremite ma non esaurite, pochi posti vuoti probabilmente dovuti al pesante scroscio d’acqua delle ore precedenti, che ha ritardato l’inizio delle attività al Country Club (la finale del doppio è stata vinta dai francese Herbert/Mahut, contro Jamie Murray e Bruno Soares); Nadal combatte con la pressione e le aspettative di un paese intero, che sospinge Monfils con boati forse più consoni allo stadio Louis II, distante pochi chilometri. Il guadalupense arringa più volte la folla con ampi gesti, voltandosi, dopo i punti più importanti, con sguardo determinato verso il proprio box (dove siede anche Caroline Wozniacki, con il tutore alla gamba, qui presente per un evento Rolex a cui ha partecipato ieri, oltre che residente a Montecarlo). L’ultimo francese a vincere questo torneo resta però Cedric Pioline, che ci riuscì nel 2000 sconfiggendo nell’atto conclusivo Dominic Hrbaty in tre set (si giocava ancora tre su cinque in finale).

Monfils soffre il palleggio paziente dell’avversario, dovuto anche all’estrema lentezza del terreno impregnato, e cerca soluzioni vincenti appena possibile: il gioco tutt’altro che percentuale rende l’intero match un viaggio sulle montagne russe, con bolidi di dritto sulle righe che si alternano a pallate sui teloni di fondo campo. Il servizio di entrambi si rivela fattore ininfluente per i primi due set, la metà dei turni di battuta è a favore di chi risponde e nel complesso il terzo set è la soluzione più giusta, con un 7-5 per ciascuno dopo due ore e un quarto: Nadal conduce gli scambi, ma soffre in uscita dal servizio, Monfils indovina clamorose accelerazioni e subito dopo commette doppio fallo. Nel primo set lo spagnolo non sfrutta per due volte un vantaggio di un break, fino a quello decisivo del dodicesimo gioco, che si chiude su un doppio fallo del francese. Il dritto è il colpo chiave per entrambi, con Monfils lo cerca anche quando costretto a girare attorno alla palla, per non rimanere imbrigliato nella diagonale sulla propria sinistra. Nadal si vede infliggere anche un warning per time violation, da quel Carlos Bernardes cui aveva destinato le sue polemiche lo scorso anno, e al quale invece sorride cordialmente sia prima che dopo il match, stringendogli la mano. Il richiamo di Bernardes non è però passato inosservato a James Blake, ex numero 4 del mondo (che durante gli ultimi US Open fu arrestato per errore dalla polizia di New York), che su Twitter ha lanciato una velenosa frecciatina al giudice brasiliano. Monfils ricuce lo strappo con un secondo set meno impulsivo e di grande tenacia, bravo a non sciogliersi quando a sua volta non riesce a confermare il break in due occasioni: il ruggito del Centrale sulla volèe che Nadal sbaglia per portare Monfils a palla break, poi convertita e finalmente seguita dalla chiusura del set, sottolinea la passione con cui il popolo monegasco cerca di sostenere il coloured parigino.

Il primo successo di Nadal a Montecarlo risale al 2005, quando al primo turno sconfisse proprio Gael Monfils nel loro primo confronto in assoluto (bilancio aggiornato a 12-2, 5-0 sul rosso): fu la prima di 46 vittorie e otto titoli consecutivi dello spagnolo nel Principato, striscia interrotta da Novak Djokovic nella finale del 2013. Djokovic era stato anche l’ultimo avversario battuto da Nadal in finale a Montecarlo, quando il tennista di Manacor trionfò nel 2012 (in quell’occasione il serbo dedicò il trofeo del finalista al nonno, defunto qualche giorno prima). Curiosamente, entrambi i finalisti di oggi hanno vinto il loro primo torneo a Sopot, in Polonia (Nadal 2004, Monfils 2005). Nadal migliora il bilancio contro i francesi su terra rossa a 29-1, con l’unica sconfitta che risale addirittura al 2004, a Palermo, contro Olivier Mutis. Il maiorchino torna quindi a stringere lo scettro monegasco, e lo fa alla sua maniera, lottando e soffrendo al massimo prima di affondare il morso decisivo (come quello che imprimerà sulla coppa) quando l’avversario è allo stremo: Monfils infatti va in caduta libera dopo aver impattato il conteggio dei set, perdendo il terzo parziale a zero, ormai svuotato di qualsiasi energia. Gael, che se avesse vinto il torneo sarebbe rientrato in top 10, perde così la sua terza finale a livello Masters 1000, dopo quelle consecutive raggiunte a Parigi-Bercy nel 2009 e 2010: resta invece il primo giocatore classificato in doppia cifra a raggiungere la finale qui a Montecarlo, proprio dai tempi di Nadal, nel 2005, ma si dimostra una volta di più privo di killer instinct, appena 5-19 nelle finali giocate.

In conferenza stampa, il parigino è contento di come ha giocato la finale: “I primi 2 set sono stati durissimi, di un’intensità incredibile, che purtroppo ho pagato nel terzo set. Ma sono soddisfatto della mia finale e del torneo che ho fatto. Proseguo la preparazione per il Roland Garros con grande fiducia in gran forma. Se mi chiedete se Rafa Nadal sia ora definitivamente tornato, vi rispondo che è un grande campione ed è di nuovo ai livelli di competitività che gli permettono di lottare ancora per i più grandi traguardi”. Rafa Nadal è felice di essere tornato al successo e lucido nell’analizzare il match: “All’inizio del terzo set, il match era in bilico: per spostarlo dalla mia parte ho dovuto portare Gael a farmi giocare il più possibile il mio dritto. Questa è stata la chiave della vittoria. In ogni caso i complimenti fatti a Monfils nel dopo partita davanti al pubblico non erano di rito: Gael è stato grandioso, del resto è 5° nella Race e, pur avendo avuto alti e bassi in carriera, quando è in forma è capace di qualsiasi colpo. Io preferisco giocare quando c’è il sole, questo tempo nuvoloso ha ridotto il rimbalzo dei miei colpi in top, ma ora che me lo fate notare (riferito ai giornalisti presenti, ndr), devo dire che anche Gael ha avuto problemi al servizio per lo stesso motivo: con le palle più pesanti la battuta non può essere velocissima”.
Lo spagnolo viene accolto da un tripudio amorevole al momento della premiazione, e mostra un sorriso quanto mai genuino quando alza il trofeo, simile ad un tulipano, rimanendo in un fiero silenzio al suonare dell’inno spagnolo (era invece letteralmente impaziente durante quello monegasco, pochi minuti prima del match). Dopo il successo in semifinale, Nadal aveva detto di sapere che “non tornerò mai quello del 2008 o del 2013. Adesso il mio obiettivo è migliorare giorno dopo giorno”. Di certo, le emozioni sono le stesse che regalava ai tempi d’oro, quando le rincorse su ogni palla lasciavano intravedere la fame di un atleta mai domo, e la voglia di vincere di un campione senza eguali. Tornato o meno, Nadal sarà protagonista senz’altro nella stagione sul rosso e al Roland Garros. Ancora una volta.

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ATP Cincinnati: Norrie passeggia su Shelton, Alcaraz fatica solo un set con Cilic

Cameron Norrie lascia solo due games alla rivelazione Shelton; Carlos Alcaraz si complica la vita nel primo set poi fila via spedito verso i quarti

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Carlos Alcaraz - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

Oltre alla (dolorosissima) sconfitta di Jannik Sinner, nella notte italiana si sono disputati anche altri due match, che hanno visto le vittorie di Carlos Alcaraz su Marin Cilic e di Cameron Norrie sulla rivelazione del torneo Ben Shelton. I due vincitori si affronteranno domani nei quarti di finale, presumibilmente di nuovo nella notte italiana. I precedenti dicono 3-0 in favore dello spagnolo: il vincente troverà in semifinale Auger-Aliassime o Coric.

Partendo proprio da Carlos Alcaraz, è lui ad iniziare decisamente meglio rispetto a Marin Cilic. Lo spagnolo si porta subito sul 2-0 con una chance per il doppio break, ma il croato gliela annulla e pian piano entra in partita. L’ex numero 3 del mondo può comunque relativamente poco in risposta, riuscendo a vincere appena tre punti nei primi quattro turni in ribattuta. Anche il quinto sembra andare in quella direzione, ma al servizio per chiudere il primo set sul 5-4 40-15 Alcaraz si spegne. Cilic riesce ad accorciare le distanze, poi piovono incredibilmente tre doppi falli consecutivi – i primi del match – che riportano in vita il croato: 5-5. Il vincitore dello US Open 2014 al tiebreak ha la chance di dare un’importante spallata psicologica all’incontro, ma parte subito sotto 0-4. Il 2003 di Murcia non è particolarmente brillante (in particolare al servizio), ma il 33enne di Medjugorje gli dà una mano mandando lunga la risposta ad una timida seconda sul 6-4. Il match, di fatto, si conclude qui: il secondo set è un monologo iberico, con Cilic che perde completamente il dritto. Nel secondo gioco del secondo set il croato commette addirittura tre errori gratuiti con questo fondamentale, che uniti ad un ulteriore unforced con il rovescio consegnano il break e le chiavi della partita ad un Alcaraz comunque non brillantissimo, ma concreto nei momenti importanti. Un nuovo strappo nel sesto game fissano il risultato sul 7-6 (4) 6-1 in favore dell’iberico, che centra la 42esima vittoria in stagione su 50 match disputati.

Decisamente più agevole il compito di Cameron Norrie, che lascia appena due giochi alla stellina Ben Shelton, capace di eliminare prima Lorenzo Sonego, quindi il numero 5 del mondo Casper Ruud. È una partita a senso unico, con il britannico che vince i primi otto giochi del match e raggiunge senza difficoltà i quarti di finale, dove troverà domani Alcaraz/Cilic. Nel primo set il servizio del 19enne di Atlanta dimentica il servizio negli spogliatoi: con il 39% di prime in campo e un eloquente 0/11 con la seconda è difficile giocare contro chiunque, men che meno contro un tennista solido come Norrie, che lo punisce con un bagel. La resa con la seconda di servizio continua ad essere un problema anche nel secondo set (appena il 36% di punti vinti), ma se non altro aumentano le percentuali di prime in campo per Shelton (che passa dal 39% del primo al 52% del secondo). Non è comunque sufficiente per venire a capo del numero 11 del mondo, che in 58 minuti chiude 6-0 6-2 e raggiunge il decimo quarto di finale in stagione.

 

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ATP Cincinnati: Sinner manca due match-point poi cede il passo ad Auger-Aliassime

Jannik Sinner non sfrutta un vantaggio di un set e un break e poi perde nettamente al terzo set contro Auger-Aliassime

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Felix Auger-Aliassime - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

[7] F. Auger-Aliassime b. [10] J. Sinner 2-6 7-6(1) 6-1 (da Cincinnati, il nostro inviato)

Jannik Sinner viene sconfitto al terzo set da Felix Auger Aliassime fallendo l’accesso ai quarti di finale di Cincinnati. Una sconfitta molto dura per l’altoatesino che dopo due set d’alto livello si era procurato due match point consecutivi sul 6-5 nel secondo parziale, ma proprio in quel momento Auger Aliassime, fino a quel puntoautore di una prestazione decisamente sottotono,  è riuscito ad alzare il livello. Non solo ha annullato i due match point con la combinazione servizio e dritto ma ha infilato un parziale di diciannove punti a cinque che ha cambiato il corso della  partita. Sinner aveva impressionato nel primo parziale con il servizio e la risposta riuscendo anche a limitare gli errori da fondo campo contro un avversario che faticava a contenere le sue accelerazioni, soprattutto dal lato destro. Dopo lo scampato pericolo il canadese si è sciolto e per Sinner c’è stato poco da fare davanti a un giocatore che si fa ancora preferire per la pesantezza di palla, soprattutto dal lato del dritto. Ora per Auger Aliassime la sfida ai quarti di finale contro il redivivo Borna Coric con cui è in perfetta parità negli scontri diretti anche se le due sole sfide risalgono al 2019. Per Sinner sicuramente si tratta di un’occasione persa dal momento che  non solo la sfida con il croato si preannunciava alla portata ma anche un’eventuale semifinale contro Norrie o Alcaraz non era impossibile. 

PRIMO SET 

 

Il match si gioca sul Grandstand, seconda volta per Sinner su questo campo dopo la maratona contro Kokkinakis al primo turno. A differenza delle serate precedenti non ci sono nuvoloni scuri all’orizzonte, il clima è gradevole e la folla entusiasta di assistere a questo match tra due dei massimi esponenti della “new generation”. “Sto ancora cercando il nuovo Federer” ci dice un signore seduto a fianco “ è la prima volta che vedo Sinner dal vivo, mi sembra umile paragonato a gli altri giovani”. Il match inizia e Jannik si trova subito sotto 0-30 nel primo game, ma con due ottime seconde riesce a salvare il servizio. Nel game successivo però è proprio Sinner a guadagnarsi la prima chance di break dopo un paio di ottime risposte che hanno trovato impreparato il canadese. Un errore con il dritto in uscita dal servizio permette a Sinner di andare immediatamente avanti di un break mentre Aliassime si lamenta verso il suo box dove qui siede solo Frederic Fontang. In un attimo Jannik si trova in vantaggio 3-0, Aliassime sta facendo fatica a trovare ritmo davanti ai fendenti piatti del suo avversario. L’unica cosa che per ora funziona nel gioco del canadese è la prima di servizio, tre battute vincenti oltre i 200 km orari gli permettono di accorciare le distanze. Sinner dal canto suo continua a essere molto efficace alla battuta cercando di variare con prime in kick a 165 km orari che sorprendono Felix. In svantaggio 2-4 Aliassime trova un ottimo passante lungolinea con il rovescio che infiamma il Grandstand ma Sinner con il rovescio manovra molto bene e riesce a chiudere il game senza annullare palla break. Da fondo campo il canadese continua a commettere davvero tanti errori gratuiti e l’ennesimo dritto lungo in uscita dal servizio consegna a Sinner il primo set per 6-2. Partita ordinata per ora per Sinner contro un’avversario in grande difficoltà. 

SECONDO SET

Auger Aliassime prova a scuotersi all’inizio del secondo set e complice qualche errore di troppo del suo avversario si guadagna le prime due palle break del match. La prima viene annullata con un servizio vincente mentre nel punto successivo è una seconda di Sinner a cogliere impreparato Aliassime. L’altoatesino riesce a tenere la battuta e si carica guardando il suo angolo scattato in piedi.  Siamo vicini al tramonto, il gioco di luci e ombre non interferisce sulla partita ma interessa solo gli spettatori. Il parziale prosegue senza particolari scossoni fino al sesto game quando due ottime risposte di Sinner susseguite da un vincente di dritto lo portano in vantaggio di un break. 6-2 4-2 Sinner, match che sembra in controllo in questo momento. Il game successivo è una lotta di nervi, Aliassime cerca di rimanere aggrappato al match, Sinner incappa in un paio di errori gratuiti e la partita si riapre. Sul 4-5 Aliassime è chiamato a servire per rimanere nel match, si arriva a 30-30, ma un attacco indeciso di Sinner con il dritto viene punito da un ottimo passante del canadese che esalta il Grandstand a questo punto quasi pieno. I pericoli non sono finiti per Felix, nell’undicesimo game un errore di dritto e un sanguinoso doppio fallo portano Sinner ad avere due match point consecutivi per volare ai quarti di finale. Sul primo match point Jannik perde la misura del dritto mentre sul secondo è Aliassime a giocare con coraggio e a chiudere con la combinazione servizio e dritto. Si arriva al tie break. Sinner subisce il colpo e va subito sotto di un minibreak. Il pubblico è tutto dalla parte del canadese che ora ha preso fiducia soprattutto con il dritto. Velocemente sale 4-1 e con un parziale di undici punti a uno forza la partita al terzo.

TERZO SET

All’inizio del parziale decisivo l’inerzia del match è cambiata. Sinner si trova rapidamente sotto di un break, ha tre chance per recuperare lo svantaggio ma il canadese è “on fire” in questo momento. Il servizio viaggia benissimo, tiene bene la diagonale di rovescio e il dritto carico impatta spesso a pochi centimetri dalla riga. Sinner cede la battuta per una seconda volta e dopo quasi due ore e mezza di lotta deve arrendersi 6-1 al terzo set per la gioia del pubblico che ha sostenuto incessantemente il canadese durante tutto il match.

È una sconfitta dura da digerire anche se nel complesso penso sia stata una buona partita – ha dichiarato Jannik subito dopo la fine dell’incontro – ho avuto due match point ma non sono riuscito a chiuderla. Nel tiè break ha giocato bene lui così come all’inizio del terzo set. Ho avuto le mie occasioni per rientrare ma oggi purtroppo non è andata.

Torneo che lascia l’amaro in bocca per Sinner perché con l’uscita prematura di Nadal c’erano i presupposti per andare lontano. In queste tre partite sul duro di Cincinnati si sono visti miglioramenti al servizio, soprattutto con la seconda palla ma continuano a esserci molti alti e bassi nello scambio per un giocatore che fa dell’asfissiante ritmo da fondo campo la sua qualità migliore. La copertura del campo è molto buona, il rovescio incrociato è solido ma sorprende l’indecisione nel cambiare più spesso in lungolinea. Il dritto è il colpo che potrebbe fare la differenza in futuro ma che a oggi non sembra ancora abbastanza pesante e incisivo per emergere anche sulla lunga distanza.       

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ATP Cincinnati: Fritz di cuore e rovescio rimonta Rublev, un gran Coric vola sugli errori di Bautista. Facile Tsitsipas

L’americano in una bella partita risale e batte il russo. Un ottimo Borna sfrutta la giornata no dello spagnolo. Tsitsipas domina un falloso Schwartzman

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Taylor Fritz – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

[11] T. Fritz b. [6] A. Rublev 6-7(4) 6-2 7-5

Si decide con il break all’undicesimo gioco del terzo set la sfida tra Taylor Fritz e Andrey Rublev. È lo statunitense a operare lo strappo per poi chiudere al secondo match point con la battuta, mai ceduta in questo duello nonostante le sei palle break concesse. Alla vigilia, Frtiz sosteneva di dover “servire come ho fatto contro Kyrgios, ho bisogno di attaccare il più possibile, perché lui lo farà con me“. Entrambi nati nel 1997, entrambi con ambizioni d’alta classifica. Fritz ha ribadito che il suo obiettivo è di entrare tra i primi 10 e questa vittoria lo porta a un passo, mentre Rublev in top 10 c’è da quasi due anni, ma la sua permanenza ha i giorni contati.

IL MATCH – La prima palla break arriva nel secondo game e la guadagna Fritz con una risposta violenta; Rublev però l’annulla giocando un contropiede rischioso che non nasconde la sua audacia. Ora tocca all’americano affrontare la palla del potenziale break che viene però scongiurato con il più classico degli schemi: servizio-dritto. Rublev resiste agli assalti dello statunitense grazie alla prima di servizio che quando entra fa danni. Dal canto suo oggi Fritz colpisce molto bene di rovescio , soprattutto in risposta. Sul 4-3 il russo esce da una soluzione complicata sotto 0-30 grazie ad una seconda forzata che comunque paga. La medesima situazione si ripresenta per Rublev nel decimo game: stavolta Fritz arriva a match point ma con tre ace provvidenziali il russo rimette le cose al proprio posto. Il primo set si decide dunque al tie-break: il primo strappo lo da Rublev che si porta avanti 0-3; un doppio fallo sciagurato di Frtiz consegna poi il tie-break in mano al russo che chiude il primo set 6-7 (4).

 

Il game in apertura di secondo set lo vince Rublev in rimonta. La partita rimane molto equilibrata e aperta ad ogni imprevisto. Nel terzo game Fritz guadagna una palla break che riesce a convertire con l’ennesimo vincente di rovescio lungolinea; è il primo break della partita. L’americano si porta successivamente sul 4-1 dopo il secondo break ai danni del russo. Da segnalare un problema al gluteo per il Andrey, che lo obbliga a un medical time-out tra settimo e ottavo gioco, dopo aver annullato due set point, quantomeno per iniziare a servire nel terzo. Ma subito dopo Fritz chiude comodamente 6-2 sul suo servizio, con un altro errore, seppur ormai il set fosse già andato, di Rublev.

Ritrova la prima in questo inizio di terzo il n.8 al mondo, dote importanti di punti diretti o da chiudere con il suo classico uno-due con il dritto a seguire. Fritz si difende invece egregiamente riuscendo a tenere anche sulla devastante diagonale destra di Rublev, che sta riuscendo a trovare più spesso soluzioni violente in scambi che ora si allungano, ma senza mai assestare il colpo decisivo. Le prime chance di break del set sono a favore di Rublev nel sesto gioco, tutte e tre sprecate con degli errori da fondo, dovuti a sue colpe molto più che a meriti di Fritz. L’americano, in seguito, sale di livello proporzionalmente all’aumento della pressione, trovando un gran decimo gioco, vinto da che era 15-30, comportandosi decisamente meglio sulla diagonale del rovescio. E dimostra ampiamente subito dopo in risposta questo miglioramento, ancora incidendo con il rovescio, specie lungolinea (un’arma in più) e dominando nello scambio da fondo, arrivando così a trovare il break.

Chiude senza sudare al servizio, con una prima vincente, un’arma che ha portato punti importanti (83% di conversione), e unita al maggior coraggio da fondo mostrato regala all’americano il primo quarto di finale in carriera a Cincinnati. Ma, soprattutto, sancisce l’uscita, per la prima volta dall’ottobre del 2020, dalla top 10 di Andrey Rublev, che difendeva i punti della finale qui. Il russo ha giocato, salvo il secondo set, una buona partita, ma paga tanta discontinuità, il suo più grande limite, e un troppo ballerino 45% di punti con la seconda, che lo hanno condannato. Ora per Fritz l’obiettivo è la top 10, che potrebbe diventare realtà stesso in questo torneo, dove avrà ora Medvedev, giustiziere con una buona prestazione di Shapovalov.

(ha collaborato Matteo Beltrami)

Borna Coric – ATP Cincinnati 2022 (foto via Twitter @atptour)

B. Coric b. 6-2 6-3 [15] R. Bautista Agut

Già ieri si erano avuti i primi presentimenti, ma oggi lo si può esclamare a gran voce: “Bentornato, Borna!”. La vittoria con Nadal sarebbe potuta bastare a far capire che Borna Coric stia riabbracciando il livello a cui ci aveva abituato prima dei tanti problemi, ma la prova del 9 mostrata oggi contro Roberto Bautista Agut, che torna a regalargli un quarto di finale in un 1000 dopo più di 3 anni non lascia adito a dubbi. Ha messo in campo il suo rovescio che è una cambiale di punti, la capacità di verticalizzare, attaccare la rete se serve e un servizio irragionevole, con 16 ace a referto e 81% di conversione con la prima. Una prestazione da campione, molto convincente che, specie nel primo set comandato dall’inizio alla fine senza mai soffrire, si è mescolata ad una delle peggiori versioni di Bautista, stranamente falloso e poco continuo, che ha determinato una partita scialba, solo un po’ nel secondo ravvivata da qualche sprazzo di ciò che è davvero lo spagnolo.

Dopo il break immediato nel terzo game infatti, Borna lo conferma e veleggia tranquillo, ben presente sul rovescio e reattivo sui colpi di inizio gioco, in luogo di un Bautista che non riesce a pungere o fare meno errori. Cala però d’improvviso la percentuale di prime in campo per Borna, che sembra rallentare un po’ verso lo striscione del traguardo, forse accusando un po’ di tensione, anche grazie a un atteggiamento ora migliore di Bautista. che prova a riaccendere la partita. Peccato per lo spagnolo che prosegua però nella sua compilation di errori e non dia continuità a questa “rinascita” , sbagliando tanto addirittura sul dritto, solitamente il colpo forte, che va in bambola sugli slice senza peso del croato, che approfitta dei regali dell’avversario per chiudere con un altro break, e ritrovare la top 100. Sarà almeno n.92 del mondo, e domani tornerà a giocare un quarto di finale 1000 che manca dalla sconfitta contro Fabio Fognini a Montecarlo 2019. E l’avversario di nuovo potrebbe essere un italiano, Jannik Sinner, se non il n.7 del seeding Felix Auger-Aliassime; in ogni caso Coric sarà sfavorito nuovamente, ma ha dimostrato di saper sfruttare l’assenza di pressione questa settimana.

[4] S. Tsitsipas b. [10] D. Schwartzman 6-3 6-3

Semifinalista nelle ultime due edizioni, Stefanos Tsitsipas supera Diego Schwartzman in due set facendo valere il suo peso di palla superiore. Al Peque servirebbe una prestazione sopra la media per contrastare il n. 7 del mondo, ma purtroppo per lui non è questo il caso e Tsitsipas parte subito fortissimo, 4-0, prima di restituire uno dei due break. Nessun ulteriore grattacapo poi per Stefanos che va a prendersi la frazione confermandosi in battuta, mentre Diego ha il suo daffare per salvare la propria. Nel secondo parziale, l’equilibrio si rompe sul punteggio di 1-1, quando Schwartzman che ci mette del suo piazzando due doppi falli ed errori vari nel comprensibile tentativo di tenere il ritmo imposto dall’avversario. I problemi con il servizio argentino continuano – saranno 9 alla fine gli errori con questo fondamentale – e non va meglio nello scambio, con Diego che, comprensibilmente scorato, sbaglia anche palle comode da chiudere. Tsitsipas vola così a prendersi il quarto di finale in attesa del vincente fra Sebastian Korda e John Isner.

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