ATP Bucarest: Delbonis troppo forte per Cecchinato, fuori anche Lorenzi

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ATP Bucarest: Delbonis troppo forte per Cecchinato, fuori anche Lorenzi

Al torneo ATP di Bucarest finisce il torneo di Marco Cecchinato, mai in partita contro l’argentino Federico Delbonis, e di Paolo Lorenzi, che cede il passo a Lucas Pouille. Vittorie per gli spagnoli Garcia-Lopez e Verdasco

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Si arresta ai quarti di finale la marcia di Marco Cecchinato a Bucarest, Cecchinato impegnato oggi contro Federico Delbonis. Il risultato dice molto della partita, il nostro connazionale, pur non sfigurando sotto il profilo dell’impegno, è stato quasi surclassato dall’argentino, che al momento pare di almeno una categoria superiore. Delbonis è stato superiore in praticamente ogni aspetto del gioco, dal servizio, che gli ha permesso di comandare gli scambi nei turni di battuta, alla potenza da fondo.
Nel primo set Marco regge fino all’uno pari, poi un parziale di cinque giochi a uno a favore di Delbonis sancisce il definitivo 6-2.
Nel secondo set Cecchinato parte ancora peggio, regalando immediatamente il break di vantaggio all’avversario e finendo per perdere anche il secondo parziale 6-2. Contro il Delbonis di oggi c’era poco da fare per il nostro connazionale, ma forse Cecchinato a partire dal 4-1 del primo set si è demotivato un po’ e questo potrebbe aver inciso sul risultato così pesante. Al prossimo turno per Delbonis ci sarà il francese Pouille che ha eliminato Lorenzi.

La giornata dei quarti a Bucarest si è infatti confermata nefasta per noi italiani, perché dopo Cecchinato, che era di fronte ad una missione quasi impossibile, è uscito di scena anche Paolo Lorenzi. L’incontro era di difficile pronostico e difatti si è rivelato molto combattuto, concludendosi in tre set.
Nel primo parziale il senese è immediatamente andato avanti di un break, mantenendo il vantaggio fino al termine della frazione e vincendolo 6-4.
Nel secondo set Paolino va avanti di un break in avvio di parziale, ma ahinoi viene rimontato e sul 5-4 in favore di Pouille cede la battuta sul 30-40 con un dritto fuori di poco.
Nel terzo set è il francese ad andare avanti presto di un break e sul 5-2 ha anche tre match-point, ma Paolino non si arrende e li annulla tutti e tre. Sul 5-3 Lorenzi ha tre palle per riaprire l’incontro, andando avanti 0-40 su servizio Pouile e operando il break a 15. Purtroppo però il francese ritrova focus e sul 6-5 in suo favore strappa nuovamente la battuta al nostro Paolo, vincendo così set ed incontro.
Prestazione in calando per Lorenzi, che se fino al break di vantaggio nel secondo set aveva messo in campo un tennis vario ed intelligente, evitando gli scambi lunghi, è andato via via perdendo di lucidità tattica e di brillantezza fisica.

In una partita conclusasi sul filo del rasoio, Guillermo Garcia-Lopez sconfigge Guido Pella al tie break del terzo. Dopo un primo set vinto al tie-break, lo spagnolo si scioglie e concede il secondo parziale all’avversario perdendo due volte la battuta. Nel terzo set Garcia-Lopez va due volte ad un punto dalla sconfitta sul proprio servizio sul 5-4 per Pella, ma in entrambi i casi domina lo scambio grazie alla prima di servizio. Nel tie-break conclusivo, Garcia-Lopez si mostra più freddo dell’avversario, andando prima avanti 6-4 e poi chiudendo 8-6. Nel quarto tra Verdasco e Haase, è lo spagnolo a trionfare per 7-6 6-3. Verdasco nel primo set conquista un “early-break” e si porta avanti 4-2, ma a questo punto subisce la rimonta dell’olandese ed il set si trascina ad un lungo tie-break che si conclude solo al quattordicesimo punto, con la vittoria dello spagnolo per 8-6. Nel secondo set è Fernando a servire per primo, e sul 4-3 in suo favore conquista il break decisivo che gli permette di servire per il set. Lo spagnolo questa volta concretizza l’occasione e chiude la partita tenendo il servizio.

 

Risultati:

[3] F. Delbonis b. M. Cecchinato 6-2 6-2
L. Pouille b. [7] P. Lorenzi 4-6 6-4 7-5
[4] G. Garcia-Lopez b. G. Pella 7-6(5) 3-6 7-6(6)
F. Verdasco b. R. Haase 7-6(6) 6-3

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Roland Garros: Nadal spazza via Thompson, smaltiti i dolori di Roma [VIDEO]

Il campione spagnolo supera nettamente l’ostacolo australiano presentandosi in buone condizioni fisiche

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Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Rafael Nadal - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

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[5] Nadal b. Thompson 6-2 6-2 6-2

Si può definire un allenamento competitivo la sfida tra Jordan Thompson e Rafa Nadal, con il pluricampione spagnolo, accolto nel riscaldamento dalla lettura della sua interminabile lista di Roland Garros vinti come da rituale, che si è liberato della pratica Thompson con sei game totali lasciati all’australiano in poco più di due ore. Una sfida dal pronostico chiuso sin dal principio, oltre che per le ovvie capacità di Nadal, anche per la poca abitudine alla terra battuta di Thompson, che ha passato la partita a disperarsi dei punti e recuperi incredibili di Nadal, con tanto di saluto sorridente tra i due a fine match.

 

IL MATCH – Poco da dire sullo svolgimento del match, che ha visto Nadal eseguire tutto alla perfezione e trovare due break in tutti i set disputati. La lente d’ingrandimento era più sulle condizioni fisiche e tecniche di Nadal, che aveva sofferto della solita infiammazione al piede a Roma contro Shapovalov ed era sembrato addirittura in dubbio per il Roland Garros. Il tennista spagnolo però contro l’australiano ha mostrato una perfetta condizione atletica, condita dai suoi soliti recuperi strepitosi che hanno fatto innervosire tantissimo un disperato Thompson, che ormai non sapeva più che fare per conquistare un punto.

I colpi da fondo di Nadal sono filati via tranquillamente, anche se la poca competizione opposta da Thompson non può essere reputata troppo un termometro del gioco di Nadal, che comunque è apparso tirato a lucido e soprattutto senza particolari dolori. L’unica piccola nota dolente è stata il break subito nel secondo set, e in generale percentuali molto alte al servizio che però non si sono tramutate in troppi servizi vincenti. Comunque non un segnale di preoccupazione in vista delle prossime partite dato lo scarso rodaggio dello spagnolo, che sulla terra battuta ha potuto giocare solo a Roma e Madrid a causa dell’infortunio rimediato ad Indian Wells. Per Nadal ora ci sarà la sfida con l’estroso tennista francese Corentin Moutet, che ha impedito una partita dal sapore vintage tra Stan Wawrinka e il campione maiorchino.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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Giannessi non coglie l’attimo: Gojo vince al quinto e approda al secondo turno

PARIGI – In un match dominato dalla tensione, l’azzurro non riesce a sfruttare fino in fondo le indecisioni del croato nei momenti clou e cede al quinto, anche a causa dei crampi, in quasi cinque ore di gioco. Per il croato, secondo turno all’esordio Slam

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Alessandro Giannessi - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

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Dal nostro inviato a Parigi

[Q] B. Gojo b. [LL] A. Giannessi 6-4 6-7(3) 6-7(4) 7-6(4) 6-4

La sfida italo-croata del primo turno del tabellone maschile del Roland Garros ha visto scendere in campo due giocatori molto tesi, ben sapendo entrambi di avere una occasione più unica che rara per conquistare una vittoria in primo turno Slam: Giannessi deve battere il n. 223 ATP, Gojo il n. 173. Per l’italiano, per la quarta volta in un main draw Slam – dopo gli US Open 2016 e 2017 e il Roland Garros dello scorso anno – ed entrato in tabellone come lucky loser per il forfait di Tabilo, sarebbe stata la seconda (dopo quella contro Kudla al quinto a New York nel 2016, sconfitto poi da Wawrinka, mentre perse all’esordio contro Aragone nel 2017 e contro Nishikori a Parigi), mentre per Gojo, qui per la prima volta in un main draw Slam, sarebbe stata ovviamente la prima. L’ha spuntata il tennista croato dopo una battaglia di cinque ore, non bella ma ricca di emozioni e di incredibili capovolgimenti di fronte, regalandosi così anche il primo ingresso nella top 200 ATP.

 

IL MATCH – L’eroe croato della Davis 2021 (vittorie da underdog contro tre top 100: Popyrin, Sonego e Lajovic) è quello che all’inizio – soprattutto grazie al dritto, colpo di notevole pesantezza – pare gestire meglio la tensione, e vola subito sul 3-0 e 0-40 sul servizio di Giannessi. Il tennista spezzino cerca di reagire e dopo un game – maratona durato 12 minuti, in cui annulla complessivamente 8 palle break, riesce a incamerare il primo gioco. Sembra che la cosa sia del tutto insignificante, dato che Gojo si prende il doppio break subito dopo e va 5-1. Ma in realtà il croato sente la tensione e si incarta proprio quando è il momento di chiudere il parziale: perde il servizio, non sfrutta due set-point sul servizio avversario e poi nel game successivo subisce un bel passante lungolinea di rovescio su un attacco un po’ molle che sancisce il break del possibile aggancio. Ora Giannessi finalmente gioca un po’ più profondo, il che non consente a Gojo di spingere come all’inizio con il dritto, e soprattutto gli permette di muovere l’avversario, cosa che il croato soffre. Il 5 pari sembra cosa fatta quando Giannessi annulla un altro set-point con un dritto lungolinea sulla riga che Gojo fatica a credere sia possibile sia rimasto in campo. Ma prima con un doppio fallo e poi con un rovescio in back dal centro del campo che muore a metà rete, il quasi 32enne spezzino (li compie tra una settimana) spreca le due occasioni per l’aggancio e capitola sull’ennesimo dritto vincente dell’ex portacolori della Wake Forest University sul suo ennesimo colpo da fondo troppo corto.

Nel secondo set il gioco sale un po’ di livello, i giocatori si sono scrollati di dosso un po’ di nervosismo, con Giannessi che finalmente trova il supporto del servizio per comandare il gioco sui suoi turni di battuta e contrastare l’aggressività di Gojo. Anche il 24enne spalatino sale di efficacia con il colpo di inizio gioco – di solito suo marchio di fabbrica, come dimostrato dai 40 aces totali messi a segno nei tre match di qualificazione – e continua a raccogliere punti con il dritto. Così, mentre nel primo set c’erano stati 5 break e 19 palle break, nel secondo si arriva all’undicesimo gioco con un’unica palla break nel quinto game, annullata dal croato. Il cielo è coperto e a tratti scende un po’ di pioggerellina, che diventa pioggia vera proprio sul 6-5 per Gojo, con conseguente sospensione del match. Chi aveva previsto tutto era il capitano di Coppa Davis croato Vedran Martic, che infatti era andato via dalla tribuna al precedente cambio campo. Si torna in campo dopo qualche ora e come spesso capita chi serve dopo l’interruzione incontra qualche difficoltà. E infatti Giannessi si ritrova a dover contrastare la prima palla break del parziale, che è anche un set point, che potrebbe rivelarsi decisivo per le sorti del match. Ma l’ex n. 84 del mondo lo annulla con coraggio grazie ad un dritto vincente e poi conquista con merito il tie-break, sfruttando anche il fatto che Gojo si è fatto stranamente più attendista. E mentre il croato fatica a ritrovare il bandolo della matassa, Giannessi coglie l’occasione e domina il tie-break, imponendosi per 7-3 e pareggiando il conto dei set.

Il terzo set inizia con il portacolori del Park Tennis Club Genova che allunga la sua striscia positiva arrivando fino a 16 punti a 3, prima che Gojo si riprenda. E si riprende talmente bene da infilare a sua volta una striscia di 12 punti a 2 che gli permette di passare a condurre sul 3-1. Il parziale sembra poter cambiare nuovamente padrone un paio di game dopo, quando lo spezzino contesta lungamente la chiamata dell’arbitro sul colpo sulla riga per il 40-15 per il suo avversario e chi rimane scosso è… Gojo, che si ritrova a dover annullare una palla break, prima di conquistare il game grazie ad un brutto errore di Giannessi. Ora il livello di gioco è sceso nuovamente e la tensione è tornata a farla da padrone. Con alti (pochi) e bassi (molti) che si riflettono anche nell’andamento del punteggio. Mentre un timido sole spunta ogni tanto ad illuminare il campo n. 4, Giannessi nel game successivo riesce ad annullare tre palle break consecutive che potevano chiudere la questione terzo set e rimane in scia. Gojo stavolta sembra non replicare il primo parziale e quando va a servire sul 5-4 40-30 pensa anche di averla chiusa, sulla risposta a suo giudizio lunga dell’avversario. Ma l’arbitro stavolta è dalla parte di Giannessi e giudica buono il colpo, nonostante le reiterate proteste del n. 223 del mondo, quasi incredulo. Il croato accusa il colpo: doppio fallo, dritto larghissimo ed è 5 pari e poco dopo è di nuovo tie-break. Ma mentre Gojo è rimasto probabilmente su quel set point che crede sia stato annullato dall’arbitro, il tennista italiano sfrutta il momento, si invola subito sul 4-0 e sembra replicare il dominio del tie-break precedente. Il folle terzo set tuttavia ha ancora qualche emozione da riservarci: Gojo chiude gli occhi, si mette a tirare il dritto a tutto braccio e recupera i due mini-break. Ma quando va a servire sul 4-5, vanifica tutto con un doppio fallo e subito dopo è 7-4 per Giannessi, che si porta 2 set a 1, dopo oltre 3 ore e un quarto di gioco.

La partita sembra poter finire qui, con Giannessi che ottiene il break in apertura del quarto parziale e sembra in controllo. Invece il match continua ad essere un thriller: non di quelli belli, ma comunque ricco di suspense. Gojo infatti si riprende il break nel quarto game e la partita torna in equilibrio. Quando tutto sembra condurre a un altro tie-break, l’ennesimo (doppio) colpo di scena: dopo aver lasciato un solo punto negli ultimi tre turni di battuta, Gojo cede il servizio a zero. Ma sembra quasi che nessuno dei due abbia il coraggio di vincerla (o abbia troppo paura di perderla): Giannessi si porta a due punti dal match, ma con alcune scelte tattiche non corrette ed un doppio fallo rimette in gioco il suo avversario. Che a sua volta scialacqua tre break-point prima che alla quarta occasione sia il semifinalista di Umago 2017 a mettere in rete l’ennesima palla corta giocata male e portare tutto di nuovo al jeu décisif, per dirla come da queste parti. E stavolta a spuntarla (7-4) è Gojo: dopo 4 ore si va al quinto.

Il parziale decisivo inizia con entrambi i giocatori visibilmente stanchi, ma che cercano con orgoglio di trovare le energie necessarie per l’ultimo allungo vincente. Con il dritto di Gojo che ha perso in potenza e gli scambi che si allungano sempre di più, sembra che il match sia indirizzato sul terreno preferito del mancino di La Spezia. E il “dai che è cucinato” con cui un tifoso italiano incita Giannessi sembra confermarlo, quando nel quarto game si procura tre palle break consecutive. Invece, proprio dopo che Gojo ne ha annullata una, si vede l’ex top 100 italiano toccarsi la gamba: è il primo accenno di crampi (primo visibile, dalle voci post match sembra che in realtà le prime avvisaglie c’erano state alla fine del terzo set). Il croato le annulla tutte e tre e poi anche una quarta, ed il break nel gioco successivo, con l’azzurro sempre più in difficoltà, sembra mettere la parola fine alle sue speranze. Invece le emozioni di questo folle match non sono finite. Giannessi si gioca le ultime carte e cerca di rallentare gli scambi per far andare fuori giri Gojo. Tattica che sembra non funzionare, dato che lo spezzino si ritrova sotto 3-5 15-40. Invece insiste e con coraggio si tira fuori dalla buca e dopo aver annullato anche un terzo match point infila un parziale di 6 punti a 0 che lo porta ad avere tre occasioni per il 5 pari. Stavolta però Gojo si scuote prima che sia troppo tardi, sfrutta le evidenti difficoltà negli spostamenti del suo avversario e poi chiude con il 20esimo ace per regalarsi il suo primo secondo turno Slam (salutando polemicamente il tifoso italiano che nelle fasi calde dell’ultimo set esultava ai suoi errori) e la top 200. Per Giannessi, il rammarico di essere andato veramente vicino alla vittoria e di non aver sfruttato l’inerzia a suo favore all’inizio del quarto set.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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ATP

Andrea Trono, l’allenatore che ha portato Agamenone dal n. 600 al Roland Garros: “Tutto è iniziato da una battuta, oggi coroniamo un sogno” [ESCLUSIVA]

Il coach leccese racconta il percorso dell’italo-argentino. Agamenone: “Il ripescaggio mi ha dato una felicità indescrivibile”

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Franco Agamenone e Andrea Trono (foto via Instagram @francoagamenone)

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Quelle tra giovedì e venerdì sono state 24 ore intense per Franco Agamenone e il suo allenatore Andrea Trono. Dopo la sconfitta con Kolar al terzo e decisivo turno di qualificazione al tabellone principale del Roland Garros, erano pronti a tornare in Italia per il Challenger di Vicenza. Come dice Trono, però, “nella vita ci vuole anche un po’ di fortuna” e i sacrifici del giocatore italo-argentino gliel’hanno fatta meritare. Franco è stato infatti ripescato come lucky loser e domani farà il suo esordio nel main draw di uno Slam: un traguardo, ma anche un nuovo punto di partenza, che arriva a un anno e mezzo di distanza da una decisione difficile – trasferirsi stabilmente in Italia, a Lecce – tramutatasi nella svolta decisiva per la sua vita tennistica.

Tutto è iniziato da una battuta, anzi da due. La battuta, nel senso di servizio, di Agamenone e quella ironica di Trono: Lo stavo osservando mentre provava i servizi e batteva solo in kick nonostante sia alto 1 metro e 90 e allora gli ho detto ‘così la rete non la vedrai mai’”. Lì c’è stato l’innesco di una collaborazione che ha già dato diversi frutti: tre Futures, tre Challenger, best ranking alla posizione 151 e ora la qualificazione a Parigi. In esclusiva a Ubitennis, Andrea Trono ha raccontato questo percorso, parlando anche delle caratteristiche di Franco e dei prossimi obiettivi.

D: Main draw in uno Slam al secondo tentativo (dopo l’eliminazione nelle qualificazioni all’Australian Open). Che valore ha questo risultato per Franco e per te?

 

Trono: È un risultato incredibile. Per Franco è il coronamento di un sogno, dopo tanti anni di sacrifici che ora sono stati ripagati. È un grande lavoratore e si merita di aver raggiunto questo traguardo nello Slam che più ama, essendo cresciuto sulla terra. Era il suo obiettivo sin da piccolo. Anche per me è un’emozione enorme: quando abbiamo iniziato a lavorare insieme un anno e mezzo fa era lontano da questi livelli. Abbiamo fatto tutta la trafila dei tornei e siamo arrivati fino a qui. È un traguardo che fa bene anche al mio circolo, il C.T. Mario Stasi di Lecce, alla mia struttura, il Salento Tennis Center, e a tutto il movimento tennistico salentino.

D: È la soddisfazione più grande nella tua vita nel mondo del tennis?

Trono: È sicuramente il risultato più prestigioso che ho conseguito. È stato emozionante vedere in giro tra i campi i top 10: è una realtà che fino a ieri vedevo solo in televisione. Ma sono entusiasta anche quando porto i miei allievi in giro per la Puglia nei Campionati giovanili regionali e li vedo crescere.

D: Mentre l’anno scorso i risultati sono sempre stati in crescendo, prima della vittoria di tre settimane fa nel Challenger di Roma Franco veniva da un periodo complicato tra febbraio e aprile. Significa che non è solo in grado di sfruttare i momenti positivi ma anche di mettersi alle spalle quelli negativi?

Trono: È proprio quello su cui abbiamo lavorato in questi mesi. Franco ha avuto una crescita esponenziale velocissima e una volta raggiunto un certo livello è fisiologico soffrire un po’ di vertigini. Probabilmente si è reso conto di dove era arrivato, ma a Roma ha dimostrato di saper superare i momenti difficili: è stata una grandissima dimostrazione di forza, tennistica e mentale.

D: Guardando al match di primo turno contro McDonald, è una partita alla sua portata? Come sta dopo il problema alla gamba accusato nel primo e nel terzo match di qualificazione?

Trono: Sta bene e lunedì sarà al 100%. Non è stato tanto il problema alla gamba a determinare la sconfitta contro Kolar: c’era un po’ di tensione, ma bisogna dare il giusto merito all’avversario. McDonald è uno specialista del veloce: sicuramente abbiamo pescato bene ma si tratta comunque di un numero 50 al mondo. In ogni caso, su questa superficie Franco può giocarsela.

D: Tornando indietro, come è iniziata la vostra collaborazione?

Trono: Franco è arrivato per la prima volta a Lecce tre anni fa per giocare il Campionato a squadre, all’epoca di Serie B. Tra noi c’era il classico rapporto che c’è tra un Capitano e un giocatore: dalla panchina gli davo giusto qualche indicazione per i match che giocava. Dopo il lockdown un giorno, dopo aver scherzato sul suo servizio, mi ha chiesto cosa si sarebbe potuto fare per migliorarlo e per qualche giorno si è lasciato guidare. Poi è andato a giocare due Futures 15mila e ha fatto due finali: erano anni che non aveva certi risultati. Così dopo un periodo di prova mi ha chiesto di diventare il suo coach.

D: Nonostante non sia giovanissimo, la sua crescita è stata impressionante. Su cosa avete lavorato?

Trono: Sin da subito ho cercato di stravolgere il suo gioco. Volevo farlo diventare molto più attivo e aggressivo e allora l’ho costretto ad andare a giocare sei settimane sul cemento a Monastir a marzo dell’anno scorso. Sono stati i primi tornei della sua vita sul veloce ed hanno rappresentato una svolta. Abbiamo lavorato tanto su aspetti come il taglio del campo, la territorialità, gli appoggi. Franco si è fidato ciecamente ed è diventato un giocatore camaleontico, un ottimo contrattaccante. Ha una grande testa e se continuerà a crederci potrà spingersi ancora più avanti.

D: Quali saranno le prossime tappe dopo Parigi e gli obiettivi da qui alla fine della stagione?

Trono: Faremo tutti i tornei Challenger in Italia sulla terra, poi andremo a Wimbledon per le qualificazioni nonostante l’assenza di punti. A inizio anno Franco mi ha chiesto quale fosse il mio obiettivo per lui e gli ho detto ‘entrare nei 150 entro maggio’: grazie a Roma ci siamo praticamente arrivati (151, ndr). Entro la fine della stagione proveremo ad entrare nei 100.

Abbiamo poi avuto modo di scambiare qualche battuta con lo stesso Agamenone: “Quando sono stato ripescato ho provato una felicità indescrivibile: sentivo di meritare un’altra opportunità”. Infine, su come si trova a Lecce: “E’ una città fantastica, tanta gente mi vuole bene. Allenarmi lì mi fa vivere meglio ogni giorno e rende le cose più facili. Sono un grande appassionato di calcio (tifa River Plate, ndr) e ho iniziato a seguire anche la squadra della città che quest’anno è tornata in Serie A”.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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