ATP Halle: Florian Mayer spegne il sogno di Zverev, vince in 3 set

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ATP Halle: Florian Mayer spegne il sogno di Zverev, vince in 3 set

Nel derby tedesco che decide l’ATP 500 di Halle, Florian Mayer fa valere la sua esperienza e i suoi trucchi magici da erba per imporsi sul giovane Alexander Zverev che è costretto a rinviare l’appuntamento con il primo titolo della carriera. Mayer recupera 112 posizioni nel ranking ATP, sarà N.80, dopo esser stato fermo un lungo periodo per infortunio.

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F. Mayer b A. Zverev 6-2 5-7 6-3 (dai nostri inviati ad Halle, Paolo Di Lorito e Roberto Dell’Olivo)

Zverev-Mayer

Ad Halle batte bandiera rosso gialla e nera, in campo per la finale del Gerry Weber Open due giocatori tedeschi. Eliminati in semifinale il più blasonato Roger Federer e l’infaticabile Dominic Thiem ecco consumersi il secondo derby della storia del torneo della Germania del Nord.

 

Florian Mayer per sedici mesi fuori dai primi 200 giocatori al mondo  ad Halle ha giocato con la classifica protetta (numero 34), il suo best ranking è la posizione numero 18.

Un solo torneo in carriera nel 2011 a Bucarest, qui ha battuto il vincitore ed il runner up dell’anno scorso oltre al neo campione di Stoccarda Dominic Thiem. Come Seppi l’anno scorso ha beneficiato del ritiro del giapponese Nishikori

Anche per Zverev la strada per la finale non è stata facile: ieri ha battuto il campione uscente Federer raggiungendo così quota 27 vittorie stagionali.

Fin dai primi scambi è percepibile la chiave tattica del match. Zverev, molto solido da fondo campo, cerca la profondità sul diritto del suo avversario il quale, di contro, cerca di  non dargli ritmo spezzando il più possibile il gioco tra drop shot e discese a rete improvvise.

Mayer deve solo cercare di non esagerare con le palle corte e continuare a servire delle buone prime. Nel primo set riesce molto bene ad imporre il suo gioco, concede solo una palla break sul 1-1, ma poi strappa il servizio al suo giovane avversario, reo di commettere ben due doppi falli consecutivi.

Florian, sempre più in fiducia, delizia il pubblico con dei colpi di fioretto. Zverev legge spesso tardi quel rovescio a due mani, che all’ultimo momento si trasforma in un back cortissimo, salvo vendicarsi con un tweener sulla riga proprio a seguito di un pallonetto di Mayer . Ma serve a poco e il primo parziale finisce 6-2 in 24 minuti per l’ex numero 18 al mondo, che non se lo ricorda nemmeno lui quando è successo. Il gioco di queste due settimane tedesche per Florian è comunque decisamente da top player sull’erba. Insomma Mayer fa il suo dovere e cerca, riuscendoci, di non far rimpiangere né Thiem, né Federer.  Zverev forse sente il peso dei favori dei pronostici e concede sotto pressione qualcosa di troppo al suo avversario.

Ma l’aria fa presto a cambiare. C’è pure un sole, mai visto ad Halle, in questa settimana quasi di sola pioggia. E basta un calo, quasi impercettibile di Florian, con complice una maggior regolarità di Zverev,  per  rimettere in carreggiata il giovane finalista, che nel secondo set parte subito con un break a favore (3-1), ma la tempesta non è ancora  passata. Mayer torna a far impazzire il suo connazionale che ad ogni errore guarda il fratellone Misha in tribuna, il quale però poco può fare. Soprattutto se si commette ancora doppio fallo nella palla break.

Sembra il gioco del gatto col topo: Mayer si diverte davvero tantissimo a continuare a far correre Zverev, con le sue palle corte, Alexander si innervosisce e non si dà proprio pace.  Mayer torna così a condurre 4-3 e poi 5-4 con anche due match point, sul 15-40 battuta Zverev il cui braccio questa volta non trema e  con un paio di ace si salva. Ad un punto dalla sconfitta Alexander risorge. Mayer spreca tutte le sue energie per provare a rimanere aggrappato nel secondo set,  tira un passante di diritto che va fuori di un nulla e Zverev si riprende il break di vantaggio, chiude 7-5 e riporta il match in parità.

Il trentaduenne appare stremato, sfrutta al massimo il tempo a disposizione tra un punto e l’altro per prendere fiato ma non demorde e continua con il suo stile. L’energia che aveva spinto Zverev alla rimonta nel secondo set non lo abbandona ma il gioco di Mayer è di una variabilità impressionante e nel sesto game, con Sascha al servizio, anziché continuare con i tagli di dritto e rovescio inizia a spingere e sorprendentemente brekka a 0 l’avversario, al quale gli si può rimproverare un errore di rovescio gratuito. Poco più tardi andrà a servire per il match e anche qui le emozioni non mancano: prima di aggiudicarsi l’incontro Florian dovrà annullare una palla break e riuscirà a portarsi a casa il trofeo al quinto match point solo dopo due errori di Zverev. Un Mayer incredulo, dopo aver stretto la mano all’avversario e all’arbitro, va ad abbracciare l’unica persona presente nel suo box per poi tornare a sedersi e versare qualche lacrima col volto nascosto nelle mani.

Florian Mayer è il vincitore con il ranking più basso ad aver vinto un torneo ATP dal 2013 quando Mahut vinse a ‘s-Hertogenbosh ed era numero 240 e possiamo dire, dopo aver assistito al match più bello del torneo, che se lo merita.

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Laver Cup: Berrettini/Djokovic travolgenti, poi Nole arringa la folla: “C’è sempre una piccola speranza che Roger possa tornare”

Matteo e Novak mostrano una grande alchimia in campo, trionfando in un doppio comunque spettacolare. Al Team Europe, domani, basteranno due vittorie per il quinto sigillo

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Europa – Resto del Mondo 8-4

M. Berrettini / N. Djokovic (EUR) b. A. De Minaur / J. Sock (WOR) 7-5 6-2

Si conclude amaramente la seconda giornata della Laver Cup 2022 per il Team World, dopo che per la prima volta in cinque edizioni della competizione la squadra capitanata da John McEnroe era riuscita a chiudere il primo giorno di gare in pareggio grazie a due vittorie arrivate nella sessione serale; proprio con i due match in prime time della O2 Arena entrambi appannaggio del Team Europe. Novak Djokovic, ritornato a disputare un incontro ufficiale dopo oltre due mesi dal settimo Wimbledon messo in saccoccia, è sembrato non essere stato ai box per così tanto tempo. Una versione tirata a lucido del campione serbo, è andata di corsa nel singolare contro Tiafoe per poi ripresentarsi al fianco di Matteo Berrettini per il doppio conclusivo.

 

I due protagonisti, nonostante non avessero mai giocato assieme e pur non essendo fruitori abituali del circuito di specialità – basti pensare che Nole non prendeva parte ad una partita di doppio dalle finali novembrine di Madrid della scorsa edizione della Coppa Davis, in semifinale perse il rubber decisivo in coppia con Krajinovic al cospetto di Mektic/Pavic. Mentre Matteo quest’anno era stato impegnato soltanto tre volte nel tennis di specialità, ad inizio stagione, in ATP Cup due volte con Sinner ed una con Bolelli racimolando però un solo successo -, hanno dimostrato di trovarsi a proprio agio nel giocare uno vicino all’altro. Una sinergia dovuta anche alle loro caratteristiche tecniche, che ben si completano in un gioco di squadra: la robustezza da fondo della leggenda di Belgrado, e la puntuale copertura della rete dell’italiano; la risposta di Djokovic e il servizio di Matteo. Un’abbinamento riuscito anche grazie alla complicità fuori dal campo, Novak aveva già scherzato, nell’intervista a caldo, dopo il suo primo impegno di serata affermando: “Non vedo l’ora di poter parlare in italiano“. Per Berrettini questa non era però la prima esperienza in assoluto in un match di doppio nella Laver Cup, l’anno scorso al suo esordio nella manifestazione giocò in prima giornata insieme a Zverev perdendo da Isner/Shapovalov.

Bisogna comunque sottolineare, che probabilmente la scelta di Alex De Minaur non sia stata la più corretta: l’australiano è stato di gran lunga l’anello debole del duo “rosso”. Ovviamente schierarlo questa sera era un premio per aver portato a casa ieri il punto contro Murray, tuttavia un compagno diverso forse avrebbe stimolato maggiormente un Jack Sock troppo spesso a corrente alternata. Per il doppista di punta di questo evento, infatti, si tratta solamente del terzo ko in doppio in 13 partite disputate. Europei avanti 8 a 4, e nella giornata finale agli uomini di Bjorn Borg basteranno due affermazioni – domani ogni singolo incontro varrà tre punti, la soglia per la vittoria è 13 – per mettere le mani sul quinto trofeo consecutivo e lasciare ancora a bocca asciutta il Resto Del Mondo.

IL MATCH – Il Team Europe decide di schierarsi con Djokovic a destra e Berrettini a sinistra, per dare la possibilità ad entrambi di potersi affidare al loro colpo migliore da fondo nella copertura della zona centrale del campo, la frazione nevralgica del rettangolo di gioco nella maggior parte delle soluzioni che vengono adottate in doppio. Gli “azzurri” si mixano molto bene, con il dirompente servizio del tennista romano e l’eccezionale capacità di ribattere del “muro” serbo. Nole e Matteo, pur essendo poco avvezzi alla specialità, partono alla grande centrando immediatamente il break nel secondo game: strappo che arriva agli albori della partita anche grazie ad un disastroso turno alla battuta di De Minaur. L’australiano si dimentica la prima negli spogliatoi, mentre Robo Novak innalza fin da subito i giri del motore in risposta. Il 21 volte campione Slam, come è accaduto anche nel singolare, mette in mostra già nel primo quindici utile la sua straordinaria abilità nel leggere il servizio altrui e così il povero Alex, nelle successive occasioni, è costretto a forzare la seconda inciampando in un sanguinoso doppio fallo che dà il là all’allungo dei ragazzi di Borg con un parziale di 12 punti a 3, valevole per il 3-0.

Demon è certamente il giocatore maggiormente in difficoltà sul campo, ma la situazione per il duo Aussie-Usa si complica ancora di più perché anche Sock inizia a sbagliare qualcosa di troppo. Il tennis del 30enne di Lincoln lo si conosce bene, è estremamente rischioso e quindi basta poco per inceppare il meccanismo: il campione di Parigi Bercy 2017 è alla continua ricerca della soluzione definitiva, sia nei pressi della rete al volo che da fondo campo con il suo drittone. Ma le gambe non vanno sempre come dovrebbero, e quindi molte volte arrivano errori marchiani. La tattica di Team World è dunque ben chiara, “sparare forte sull’uomo posto a protezione in avanti appena si ha l’occasione; tuttavia gli europei prendono rapidamente la rete e si muovono perfettamente all’unisono quando devono intercettare al volo le fiondate avversarie. Pian piano però i giocatori in maglia rossa, riescono a far crescere sensibilmente la loro tenuta del campo: con Alex che riesce ad abbinare alla potenza del compagno, le sue variazioni. Ebbene, ecco che quindi si materializzano le prime difficoltà anche per Berrettini e Djokovic, con l’ex n. 1 del mondo che offre la prima palla break dell’intero match alla squadra proveniente dal Resto del Mondo, complice un doppio fallo. Matteo e Nole però si salvano da campionissimi, prima con Berretto che contiene al volo le sbracciate di Sock e poi con il 35enne di Belgrado che sigilla il 5-2 attraverso un portentoso dritto tirato addosso a De Minaur. Capitan McEnroe tuttavia vede i suoi che non riescono ad uscire totalmente dalle sabbie mobili di un primo set per loro veramente molto complesso: nell’ottavo game i soliti problemi di smash del giocatore aussie, con lo statunitense che gli va dietro andando fuori giri in più di una circostanza portano l’Europa ad issarsi a set point.

Jack e Alex si salvano in qualche modo, e addirittura risollevano il morale di John rientrando clamorosamente in partita. Giunge, perfino a 0, il contro-break proprio quando il tennista italiano serviva per mettere in cassaforte il parziale: Djokovic è troppo statico, Matteo toppa incredibilmente uno smash ed è 5-4. I compagni di squadra di Re Roger non ci stanno e reagiscono veementemente, The Hammer si esalta al volo mentre Novak è solidissimo dietro: sul 30-30 però manca ancora il killer instinct alla squadra di casa, il dritto del sette volte vincitore di Wimbledon è eccessivamente affrettato. I due finalisti sui prati dei Championships 2021 stanno certamente disputando un doppio nel complesso migliore rispetto ai loro avversari, sia per qualità generale del loro tennis che per le possibilità che si sono creati: arriva un altro 30-30, grazie anche ad un nastro “fortunello”. Poi però soltanto grandi meriti per Berrettini e Djokovic: il “nostro” comanda meravigliosamente con lo sventaglio muovendo Sock per poi scaraventare lo schiaffo al volo. Secondo set ball, e allora ci pensa Nole esibendosi in uno spettacolare recupero spalle alla rete mediante un uso magistrale del polso a porre fine al parziale: 7-5 Team Europe in 50 minuti di gioco.

Nel secondo set, l’equilibrio si rompe nel terzo game quando sul 30-30, con l’americano al servizio, Berrettini alza un provvidenziale lob e ancora una volta ritorna l’incubo smash a tormentare il 23enne di Sydney, che manda largo il colpo. Il dritto affossato in rete da parte del bronzo olimpico in doppio a Rio 2016, fa il resto: un 3-1 che presto diventa 4-1 con Berretto che mette a referto il suo terzo turno di servizio senza concedere punti. Gli europei ora giocano sulle nuvole, al contrario si spengono fragorosamente gli avversari: emblematico il dritto in rete colpito in salto da Sock, un ghirigoro inutile che gli è costato il punto. Matteo è attentissimo a rete, Novak impenetrabile dalla linea di fondo: suggellato un secondo break nella frazione che vale il 6-2 in 33 minuti (un’ora e ventitre la durata complessiva del match) . Europa conduce 8-4 sul Resto Del Mondo.

LE PAROLE A CALDO DEI VINCITORI

DJOKOVIC: “Per prima cosa, mi sono divertito un sacco. Non gioco spesso il doppio, è un gioco diverso dal punto di vista tattico. Ti devi posizionare anche in modo diverso in risposta. Devi comunque aver fiducia nel tuo compagno e trovare la strategia che va bene ad entrambi, il campo è più grande. Sono molto felice, Matteo mi ha aiutato tantissimo: ha uno dei migliori servizi del mondo. L’avvio della giornata è stato perfetto, due su due con singolo e doppio. Non potevano chiedere di meglio per la squadra europea.

Sulla domanda riguardante che significato abbia giocare questo evento davanti a Rod Laver, Djokovic replica per poi concludere lanciando la bomba sull’incredibile come-back: “Il signor Rod Laver è uno de più grandi di sempre ad ver preso una racchetta in mano. Per me è un onore giocare davanti a lui ogni singola volta che mi capita, mi è successo parecchie volte in Australia. Il maggiore privilegio è stato ricevere il trofeo dell’Australian Open da lui, dalle sue mani. Apprezziamo tutto quello che ha fatto per dare il suo contributo al nostro sport. La storia del tennis è molto importante. Dove siamo adesso, anche a livello globale è per merito suo. Grazie ancora una volta Mister Laver per essere qui. Questa competizione è l’unica in cui puoi avere i rivali di una vita come compagni di squadra ed è per questo che ci divertiamo così tanto. Ci godiamo ogni singolo momento sia dentro che fuori dal campo, soprattutto quest’anno con noi quattro: Andy, Roger, Rafa e io insieme è un’esperienza unica. Infine voglio dire che c’è sempre una piccola speranza che Roger possa tornare e giocare ancora una volta. Fatevi sentire“.

BERRETTINI: “Parla meglio di me l’italiano (sorriso generale, ndr). Gli ho chiesto parliamo in inglese o in italiano, e lui mi ha detto italiano. Per cui mi sentivo a casa. Spero non abbia capito le mie parolacce. E’ stato un grande onore per me giocare insieme a lui, nello stesso lato del campo. L’ho affrontato diverse volte ed è durissima, è molto più facile giocare avendolo di fianco.

Il programma del DAY 3 dalle ore 13 italiane (tre punti a vittoria – tredici punti necessari per vincere)

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Laver Cup: Djokovic straripante, annichilisce Tiafoe e riporta avanti l’Europa. Pensiero speciale per Federer

Nel suo primo match di giornata in attesa del doppio con Berrettini, Djokovic domina Tiafoe e regala altri due punti all’Europa, che va 6-4

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Foto da Twitter @LaverCup

N. Djokovic (Europe) b. F. Tiafoe (World) 6-1 6-3

Una partita a senso unico, in cui si fa fatica a credere che l’ultimo incontro disputato da Novak Djokovic sia stato la vittoria in finale a Wimbledon due mesi e mezzo fa. Il serbo domina in lungo e in largo, è impeccabile da fondo e concede appena una palla break in tutto il match, chiudendo a zero tutti e quattro i turni di servizio del primo set e riportando l’Europa in vantaggio per 6-4. Immancabili a fine partita le belle parole in onore di Roger Federer.

IL MATCH – Djokovic serve per primo in un avvio di partita rapidissimo, con tre game consecutivi tenuti a zero dal giocatore in battuta. L’ex numero uno del mondo è tirato a lucido e nel secondo turno di risposta si procura subito due break point consecutivi, nati grazie a due fantastici dritti vincenti e un ottimo passante di rovescio in scivolata. In 14 minuti il serbo vola sul 4-1, mettendo in campo 11 prime su 12 (quattro delle quali sono ace) e non concedendo neanche un singolo quindici. Tiafoe è costretto ai vantaggi nel sesto gioco, con il suo avversario che disinnesca il suo servizio e copre divinamente il campo. Djokovic si costruisce un’altra palla break e, sfruttando un attacco non perfetto dello statunitense, lo punisce e allunga ancora. Il campione di 21 Major archivia 6-1 un primo parziale praticamente perfetto: quattro game di battuta su quattro tenuti a zero e 14 prime su 16 in campo, con cui ovviamente ha sempre fatto punto.

 

“Per essere fuori da così tanti mesi stai colpendo benissimo da fondocampo “ – commenta Roger Federer nella pausa tra i due set, con Djokovic che non può far altro che ringraziare. Il serbo continua ad offrire palle insidiose a Tiafoe, come i back di rovescio molto bassi sul diritto del suo avversario che, con la sua impugnatura, fatica a gestire. Proprio in questo modo l’ex numero uno del mondo si crea la prima opportunità di break anche nel secondo set, concretizzata poco dopo con un contropiede vincente di rovescio. Sotto 0-1 30-0 – e dopo 18 punti persi consecutivamente – il numero 19 del ranking riesce con merito a conquistare i primi punti in risposta. Sono tre, consecutivi e decisamente inaspettati, che gli valgono una possibilità di contro-break. Djokovic la cancella con una gran seconda, torna a dettare legge da fondo e sale 2-0.

Nel gioco successivo Tiafoe prova ad entrare in partita, si fa rimontare da 40-0, ma riesce comunque a tenere il servizio senza offire break point. Il serbo, tuttavia, continua a tenere il suo rivale a debita distanza, procurandosi altre due opportunità di break poco dopo. Lo statunitense è bravo e fortunato: annulla la prima con un fantastico passante di rovescio incrociato, mentre sulla seconda viene salvato da un nastro vincente. Il 24enne del Maryland prova a far qualcosa di diverso ma non riesce mai a strappare più di due punti in risposta in alttrettanti game e, sul 3-5, crolla definitvamente. Djokovic non spreca troppe energie in vista del doppio contro Berrettini (affronteranno De Minaur/Sock), si impone 6-1 6-3 e, nell’immediato post partita, spende – anche lui come Berrettiniparole bellissime per Roger Federer.

Ieri è stato uno dei momenti più belli che si siano mai visti sul campo da tennis, a prescindere dall’essere qui o ad averlo seguito da casa. Sapevamo sarebbe stato un addio emozionante per Roger, ma siamo stati tutti sopraffatti dal momento. C’era un po’ di tristezza, perché uno dei più grandi atleti di sempre ha lasciato questo sport, ma vederlo felice per com’era andata la serata mi ha fatto sentire grato e privilegiato di essere al fianco di così tanti campioni. È stato indubbiamente uno dei momenti più belli della mia vita.

Quando sono arrivati i suoi bambini in lacrime è stato il momento più emozionante per me, insieme alla sua famiglia e alle persone che sono state fondamentali nella sua carriera. La gente pensa che restare così tanto in alto dipenda solo da noi, ma senza le persone che ci stanno vicino sarebbe stato impossibile e lui, con le parole di ieri sera, lo ha dimostrato. Sto parlando troppo, ci sono tante cose che voglio dire: ho testimoniato qualcosa di unico ieri, ma ho solo una ventina di minuti e tra poco devo tornare in campo! Sarà divertente giocare con Matteo, potrò anche parlare in italiano con lui. Speriamo di vincere”.

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ATP Sofia, il tabellone: al via Sinner, Musetti, Fognini e Sonego

Folta pattuglia italica ai nastri di partenza, con Jannik difensore del titolo e testa di serie numero 1. Occhio però alle qualificazioni, la truppa italiana potrebbe diventare ancora più corposa. Secondo favorito Pablo Carreno busta

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Sinner Sofia Champion

Con le qualificazioni che prenderanno il via nella giornata di domani, domenica 25 settembre, si alzerà ufficialmente il sipario sulla nona edizione del Sofia Open – torneo di categoria ‘250’ di scena nella capitale bulgara. Questo evento venne introdotto nel circuito mondiale per la prima volta nel 1980, prima di essere repentinamente soppresso appena due anni dopo. L’ATP lo ha poi riportato all’interno del Tour, in seguito ad un’assenza di 33 anni, nel 2016. Un reinserimento nei palinsesti del tennis professionistico, che non ha potuto – col senno di poi – non far piacere al movimento azzurro. Infatti nelle ultime due stagioni l’appuntamento della racchetta nell’Europa orientale, ha parlato a gran voce italiano: con i colori del Bel Paese portati in auge dal nostro numero 1 Jannik Sinner.

TANTI AZZURRI ALLA RIBALTA – Il 20enne altoatesino è difatti il bi-campione in carica del torneo, successo ottenuto nel 2020 ai danni di Vasek Pospisilprimo alloro nel circuito maggiore per il Pel di carota di San Candido – e bissato l’anno successivo superando in finale Gael Monfills. Ebbene, proprio il finalista di Miami 2021 sarà ancora una volta l’uomo da battere: Jan guiderà il tabellone alla ricerca della tripletta. Subito dietro, a ruota dell’allievo di Simone Vagnozzi, si presenta ai nastri di partenza una corposa pattuglia italica, con ben altri tre rappresentanti. Al fianco di Jannik ci saranno Lorenzo Musetti, Fabio Fognini e Lorenzo Sonego.

Il classe 2002 di Carrara, come il suo alter ego e connazionale della Val Pusteria, potrà godere di un bye al primo turno – privilegio riservato, come accade normalmente in tornei di questo livello a tutte le prime quattro teste di serie – e attenderà al secondo turno il vincente della sfida tra il giovane ceco Jiri Lehecka (n. 63 ATP) e la wild card di casa Alexandar Lazarov. L’apripista del seeding se la vedrà invece, per aprire la sua campagna, con chi uscirà indenne dallo scontro fra un giocatore proveniente dalle qualificazioni e il portoghese Nuno Borges (n. 94 ATP). Mentre il Muso, tenendo fede al proprio ruolo di quarto favorito all’affermazione finale, si trova nella parte bassa del main-draw; al contrario il più esperto della combriccola nostrana è stato collocato dal sorteggio nella metà alta: Fogna doveva inizialmente esordire contro il redivivo Wawrinka ammirato questa settimana a Metz, ma l’infortunio occorso al ginocchio sinistro oggi nella semifinale contro Bublik ha costretto il 37enne elvetico a dare forfait. Al suo posto, era stato offerto un invito al tre volte vincitore Slam, dentro il ripescato in extremis Aleksandar Vukic – australiano, n. 138 ATP -. A completare la migrazione azzurra in terra balcanica è il ritrovato Lorenzo Sonego, che domani sarà impegnato nella sua quinta finale della carriera al Moselle Open e che avrebbe potuto incrociare proprio Stan The Man nell’ultimo atto del torneo indoor francese se solo il nativo di Losanna non si fosse fatto male. Il 27enne torinese, che qualora vincesse il titolo rientrerebbe in Top 50, avrà un esordio alquanto impegnativo contro l’iberico Bernabé Zapata Miralles: tennista molto solido, e quest’anno capace d’issarsi addirittura tra i migliori sedici al Roland Garros, ma probabilmente penalizzato dalla superficie – le condizioni veloci al coperto, di certo non sono quelle in cui si trova più a suo agio.

 

Sui campi dell’Arena Armeec, tuttavia, ci saranno anche altri protagonisti in grado di attirare l’attenzione oltre ai nostri alfieri. La seconda forza del seeding sarà, infatti, il recente campione del Masters 1000 di Montreal Pablo Carreno Busta: l’asturiano aspetta al secondo round uno tra un qualificato e lo svizzero serve&voller Marc André Huesler (n. 87 ATP) – mentre il connazionale più illustre ha salutato per sempre.

PROIEZIONE VERSO I QUARTI DI FINALE – Sulla strada di Sinner, (che grazie alla sconfitta di Hurkacz per mano di Sonny, da lunedì lo scavalcherà sottraendoli la decima posizione del ranking) logica vuole che ai quarti l’avversario designato sarebbe il georgiano Nikoloz Basilashvili (tds n. 6) ma difficilmente rispetterà la sua testa di serie, visto che viene da un periodo decisamente nero in cui ha raccolto 7 sconfitte nelle ultime 8 partite disputate – tra l’altro, l’unica vittoria è arrivata a Metz grazie al ritiro del belga Zizou Bergs, che prima d’infortunarsi conduceva un set e un break di vantaggio -. L’ipotetico secondo quarto, invece, vedrebbe come protagonisti l’idolo di casa Grigor Dimitrov (tds n. 3) e il quinto favorito del torneo Holger Rune. Colui che forse più di tutti ha ricordato per stile e movenze Re Roger in questi anni, dopo il bye iniziale incontrerà o lo svedese Mikael Ymer oppure il bielorusso Ilya Ivashka. Un primo turno certamente affascinante, considerando il buon livello espresso dal minore dei fratelli d’Etiopia a Bologna in Davis e l’altrettanto ottima performance messa in mostra dal potente n. 59 del mondo all’ultimo US Open – dove ha impedito un derby azzurro nei quarti tra Musetti e Sinner. Anche il norvegese però avrà un debutto, che sulla carta porta in dote con sé qualche insidia: affronterà il barone orange Tim Van Rijthoven (n. 106 ATP) esploso sull’erba di casa, in un altro match non di cartello che ciò nonostante potrebbe riservare contenuti tecnici importanti.

Il terzo quarto, ovvero il primo della metà alta del tabellone, nella proiezione dovrebbe mettere di fronte il nostro talento da Carrara contro il funambolico Jack Draper (tds n. 7). Un eventuale confronto, che incuriosisce parecchio e che sicuramente varrebbe il prezzo del biglietto. Infine tra gli ultimi otto, nell’ultimo spicchio di seeding possibile, si dovrebbe materializzare anche in questo caso un duello molto intrigante. Interessante per gli stilli diversi che si andrebbero ad incocciare: da un lato la regolarità di PBC e dall’altro l’essere verticale dell’erbivoro tedesco Oscar Otte, ottava testa di serie.

CAPITOLO QUALIFICAZIONI – La presenza già imponente del tennis italiano all’ATP 250 di Sofia, potrebbe venire ulteriormente rimpolpata dal tabellone cadetto. Saranno infatti tre gli atleti azzurri in cerca di un pass per il main-draw: Andreas Seppi, Stefano Travaglia e Salvatore Caruso, rispettivamente sesta, quarta e settima testa di serie delle quali. Tre veterani del nostro tennis, in cerca di un ulteriore agguato ai paini alti del circuito: il marchigiano e il siciliano, qualora vincessero il primo turno, darebbero vita ad un derby nel round finale, nel quale soltanto uno potrebbe continuare la propria corsa.

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