ATP Halle: Florian Mayer spegne il sogno di Zverev, vince in 3 set

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ATP Halle: Florian Mayer spegne il sogno di Zverev, vince in 3 set

Nel derby tedesco che decide l’ATP 500 di Halle, Florian Mayer fa valere la sua esperienza e i suoi trucchi magici da erba per imporsi sul giovane Alexander Zverev che è costretto a rinviare l’appuntamento con il primo titolo della carriera. Mayer recupera 112 posizioni nel ranking ATP, sarà N.80, dopo esser stato fermo un lungo periodo per infortunio.

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F. Mayer b A. Zverev 6-2 5-7 6-3 (dai nostri inviati ad Halle, Paolo Di Lorito e Roberto Dell’Olivo)

Zverev-Mayer

Ad Halle batte bandiera rosso gialla e nera, in campo per la finale del Gerry Weber Open due giocatori tedeschi. Eliminati in semifinale il più blasonato Roger Federer e l’infaticabile Dominic Thiem ecco consumersi il secondo derby della storia del torneo della Germania del Nord.

 

Florian Mayer per sedici mesi fuori dai primi 200 giocatori al mondo  ad Halle ha giocato con la classifica protetta (numero 34), il suo best ranking è la posizione numero 18.

Un solo torneo in carriera nel 2011 a Bucarest, qui ha battuto il vincitore ed il runner up dell’anno scorso oltre al neo campione di Stoccarda Dominic Thiem. Come Seppi l’anno scorso ha beneficiato del ritiro del giapponese Nishikori

Anche per Zverev la strada per la finale non è stata facile: ieri ha battuto il campione uscente Federer raggiungendo così quota 27 vittorie stagionali.

Fin dai primi scambi è percepibile la chiave tattica del match. Zverev, molto solido da fondo campo, cerca la profondità sul diritto del suo avversario il quale, di contro, cerca di  non dargli ritmo spezzando il più possibile il gioco tra drop shot e discese a rete improvvise.

Mayer deve solo cercare di non esagerare con le palle corte e continuare a servire delle buone prime. Nel primo set riesce molto bene ad imporre il suo gioco, concede solo una palla break sul 1-1, ma poi strappa il servizio al suo giovane avversario, reo di commettere ben due doppi falli consecutivi.

Florian, sempre più in fiducia, delizia il pubblico con dei colpi di fioretto. Zverev legge spesso tardi quel rovescio a due mani, che all’ultimo momento si trasforma in un back cortissimo, salvo vendicarsi con un tweener sulla riga proprio a seguito di un pallonetto di Mayer . Ma serve a poco e il primo parziale finisce 6-2 in 24 minuti per l’ex numero 18 al mondo, che non se lo ricorda nemmeno lui quando è successo. Il gioco di queste due settimane tedesche per Florian è comunque decisamente da top player sull’erba. Insomma Mayer fa il suo dovere e cerca, riuscendoci, di non far rimpiangere né Thiem, né Federer.  Zverev forse sente il peso dei favori dei pronostici e concede sotto pressione qualcosa di troppo al suo avversario.

Ma l’aria fa presto a cambiare. C’è pure un sole, mai visto ad Halle, in questa settimana quasi di sola pioggia. E basta un calo, quasi impercettibile di Florian, con complice una maggior regolarità di Zverev,  per  rimettere in carreggiata il giovane finalista, che nel secondo set parte subito con un break a favore (3-1), ma la tempesta non è ancora  passata. Mayer torna a far impazzire il suo connazionale che ad ogni errore guarda il fratellone Misha in tribuna, il quale però poco può fare. Soprattutto se si commette ancora doppio fallo nella palla break.

Sembra il gioco del gatto col topo: Mayer si diverte davvero tantissimo a continuare a far correre Zverev, con le sue palle corte, Alexander si innervosisce e non si dà proprio pace.  Mayer torna così a condurre 4-3 e poi 5-4 con anche due match point, sul 15-40 battuta Zverev il cui braccio questa volta non trema e  con un paio di ace si salva. Ad un punto dalla sconfitta Alexander risorge. Mayer spreca tutte le sue energie per provare a rimanere aggrappato nel secondo set,  tira un passante di diritto che va fuori di un nulla e Zverev si riprende il break di vantaggio, chiude 7-5 e riporta il match in parità.

Il trentaduenne appare stremato, sfrutta al massimo il tempo a disposizione tra un punto e l’altro per prendere fiato ma non demorde e continua con il suo stile. L’energia che aveva spinto Zverev alla rimonta nel secondo set non lo abbandona ma il gioco di Mayer è di una variabilità impressionante e nel sesto game, con Sascha al servizio, anziché continuare con i tagli di dritto e rovescio inizia a spingere e sorprendentemente brekka a 0 l’avversario, al quale gli si può rimproverare un errore di rovescio gratuito. Poco più tardi andrà a servire per il match e anche qui le emozioni non mancano: prima di aggiudicarsi l’incontro Florian dovrà annullare una palla break e riuscirà a portarsi a casa il trofeo al quinto match point solo dopo due errori di Zverev. Un Mayer incredulo, dopo aver stretto la mano all’avversario e all’arbitro, va ad abbracciare l’unica persona presente nel suo box per poi tornare a sedersi e versare qualche lacrima col volto nascosto nelle mani.

Florian Mayer è il vincitore con il ranking più basso ad aver vinto un torneo ATP dal 2013 quando Mahut vinse a ‘s-Hertogenbosh ed era numero 240 e possiamo dire, dopo aver assistito al match più bello del torneo, che se lo merita.

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Laver Cup: anche Tsitsipas e Ruud nel Team Europe. Regalo di compleanno per Rod

Annunciati altri due top 10 per la formazione europea, il giorno dopo il compleanno dell’ex campione

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delray beach, florida, january, 1982 grand slam tennis champion, rod laver at laver's resort. exclusive photo by art seitz

La più grande esibizione del mondo tennistico, intitolata all’unico in grado di portare a casa il Grande Slam nell’anno solare (ben due volte) si arricchisce di altre due partecipazioni illustri: Stefanos Tsitsipas e Casper Ruud. Curiosamente, ieri 9 agosto (un giorno dopo quello di Federer) Rod Laver ha compiuto 84 anni, e la partecipazione ufficiale del greco e del norvegese con il Team Europe, rispettivamente n.5 e 7 del mondo, suona quasi come un regalo di compleanno per la Laver Cup (e dunque per Rod stesso). Già la presenza dei Fab 4 da sola sarebbe bastata per un’audience smisurata, aggiungere due giovani top 10 e finalisti Slam può solo arricchire il menù e gli introiti.

Per Tsitsipas, dopo quelle del 2019 e del 2021, si tratta della terza partecipazione a questa manifestazione, sempre vinta dal Team Europe di Bjorn Borg, apparso ben contento (probabilmente a differenza di John McEnroe, capitano del Team World) di accogliere altri due campioni: “Una formazione straordinaria. Stefanos e Casper guidano la nuova generazione di giocatori. Entrambi hanno eccelso nella competizione della Laver Cup e non ho dubbi che apprezzeranno l’opportunità di stare al fianco dei Big Four. Sarà un evento straordinario a Londra“. E anche il greco, che deve ritrovare la giusta rotta dopo un periodo non esaltante, non lesina sulla sua gioia di poter far essere anche quest’anno della partita: “La Laver Cup è un evento a cui mi diverto a prendere parte poiché faccio squadra con i miei rivali e divento parte del Team Europe, giocando contro alcuni dei migliori concorrenti che il Team World ha da offrire. Sono più che orgoglioso di rappresentare il Team Europe“.

 

Ruud invece, dopo aver raggiunto le prime finali Slam e 1000, e il best ranking di 5 al mondo, giocherà per la seconda volta in carriera (esordio l’anno scorso) la Laver Cup, in quella che probabilmente passerà alla storia come la squadra più forte di tutti i tempi, potendo schierare Djokovic, Federer, Nadal e Murray insieme.Sono orgoglioso di far parte di una formazione storica del Team Europe“, dice Ruud, “è stata un’esperienza straordinaria gareggiare a Boston e non vedo l’ora di avere questi incredibili giocatori come miei compagni di squadra a Londra“.

Rod Laver ha festeggiato tante volte nella carriera e nella vita, ma questa è la prima volta che come regalo di compleanno riceve due top 10 per il torneo che porta il suo nome, e dunque, con la speranza che per la prima volta il Team Europe possa non vincere, o almeno che ci sia un po’ di pepe in più nella sfida, auguriamo anche noi di Ubitennis un buon compleanno (con un giorno di ritardo) all’ex campionissimo.

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Berrettini, Montreal occasione persa in ottica Race to Torino. Rotta verso Cincinnati

L’azzurro perde terreno da Hurkacz e Fritz e rischia il sorpasso di Norrie e Sinner: nulla è perduto, ma servono risultati sul cemento americano

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Matteo Berrettini - Montreal 2022 (foto Ubitennis)

“Forse è stata la partita più brutta che abbia mai giocato”. Si è espresso senza mezze misure Matteo Berrettini ai microfoni del nostro Vanni Gibertini dopo la sconfitta patita contro Pablo Carreno Busta al Masters 1000 di Montreal. E in effetti l’azzurro non ha mai trovato il suo tennis: è parso poco in fiducia dal punto di vista mentale e troppo pesante negli spostamenti. Ciò ha causato una pioggia di errori gratuiti, sono stati 30 in un’ora e un quarto di gioco: inevitabile conseguenza una sconfitta rapida e perentoria, specie se dall’altra parte c’è un giocatore solidissimo e a suo agio sul cemento come lo spagnolo, che comunque aveva perso da Matteo in tre set quest’anno in Australia, quando il nostro era al top della forma.

Saranno i prossimi tornei a dire se, come è auspicabile, si è trattato solo di una giornata storta. Sicuramente Matteo ha perso una bella occasione in chiave Race to Torino. Si sa che, soprattutto a causa degli infortuni che gli hanno impedito di giocare la stagione su terra battuta, Matteo ha molto terreno da recuperare. Occupa attualmente, infatti, il dodicesimo posto in classifica e quest’anno bisogna ragionare in chiave settimo posto, perché Novak Djokovic ha vinto Wimbledon e ciò, salvo una combinazione complicata, gli garantisce un ticket per Torino se terminerà tra i primi 20 della Race.

Matteo, a causa del ko al primo turno di Montreal, ha ovviamente perso la possibilità di guadagnare punti e ora gli tocca guardare cosa faranno i suoi avversari. Sicuramente perderà terreno da Hurkacz e Fritz, che sono rispettivamente al decimo e al nono posto della Race. Il polacco è già al terzo turno dopo aver superato Ruusuvuori: si è già garantito almeno 90 punti portandosi a +215 punti da Matteo. L’americano ha battuto Murray e giocherà al secondo turno contro Tiafoe; ha già conquistato almeno 45 punti e sale per ora a +340 dal romano. Non solo, Matteo può anche rischiare di perdere posizioni: Norrie, 13° nella Race, e Sinner, 14°, lo supererebbero in caso di approdo ai quarti. L’inglese ha comunque sulla sua strada Auger-Aliassime, mentre Jannik è il favorito del suo ottavo vista l’eliminazione proprio di Berrettini, che avrebbe potuto affrontare al terzo turno.

 

Sicuramente nulla è perduto per Berrettini, perché siamo solo ad agosto, ma l’obiettivo di strappare il terzo pass in carriera per le ATP Finals passerà dai prossimi tornei sul cemento, Cincinnati e US Open, dove gli toccherà cercare risultati di peso per poter arrivare all’autunno con una candidatura credibile. Berrettini, dopo l’eliminazione di Montreal, potrà approfittarne per spostarsi con anticipo in Ohio, dove le condizioni – campo rapido e grande caldo – sembrano più adatte al suo tennis.

IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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ATP Montreal, Kyrgios si prepara alla sfida con Medvedev: “Spero lui sia stanco perchè lo sono anche io”

“Sento che ci sono molte persone che mi ammirano e posso ispirare molte persone con il mio modo di giocare”, così l’australiano in conferenza stampa

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Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)
Nick Kyrgios - Washington 2022 (Twitter - @atptour)

La vittoria di primo turno a Montreal arrivata contro Sebastian Baez non fa notizia, non con il Kyrgios di quest’estate. Le ultime sono state settimane da incorniciare per Nick: dopo la finale di Wimbledon sono arrivati i titoli in doppio con Kokkinakis ad Atlanta e con Sock a Washington, in aggiunta, sempre al Citi Open, la vittoria in singolare contro Nishioka. Fanno 13 vittorie nelle ultime 14 partite per Kyrgios, nella conferenza stampa post Giron si comincia da qui.

IL MODERATORE: Nick, congratulazioni. Hai vinto 13 delle ultime 14 partite. Sei un rullo. Come ti fa sentire?

NICK KYRGIOS: Sì, sono davvero stanco ed esausto in questo momento. Dopo la finale di singolare e di doppio a Washington, non sono rientrato in hotel a Montreal prima delle 3 del mattino, ieri non mi sono allenato. Sono davvero impressionato dalla mia performance di oggi. Sebastian sta probabilmente vivendo l’anno migliore della sua carriera. È tra i primi 35 al mondo. È un grande concorrente. Quindi sapevo che sarebbe stata dura. Sono felice di dare a tutti quello che vogliono: Kyrgios v. Medvedev secondo turno. Vediamo come va (sorridendo).

 

D. Come gestirai la tua energia? Hai un sacco di benzina nel serbatoio.

NICK KYRGIOS: Sì, sarà dura, questo è certo. So fisicamente e mentalmente che non sono fresco come vorrei. Ma lui ha anche vinto un titolo la scorsa settimana a Los Cabos. Si sentirà un po’ stanco, spero (sorridendo). Ma farò tutto bene. Stanotte mi riposerò bene, poi farò una seduta di fisioterapia e in campo darò il massimo. Si spera che il tempo possa essere un po’ più caldo di oggi, così le palle possono essere un po’ più veloci. Andrò là fuori e mi divertirò e cercherò di giocare al meglio che posso. Non è un brutto risultato se perdi contro Medvedev. La maggior parte dei giocatori del mondo lo fa.

D. Dopo il tuo titolo a Washington, hai detto che è avvenuta un’enorme trasformazione in te stesso. C’è stato un punto di svolta specifico in cui hai capito cosa potevi ottenere in questo sport e cosa vuoi ottenere?

NICK KYRGIOS: No, sento di aver ottenuto grandi risultati già prima della scorsa settimana. Sento solo che ora ci sono molte persone che mi ammirano e posso ispirare molte persone con il mio modo di giocare. Penso che sia una buona forza trainante ed è il motivo per cui sto giocando nel modo in cui sto giocando. Ma appena prima dell’Australian Open ho davvero deciso che volevo allenarmi molto duramente, passare un anno davvero buono. Volevo reinventarmi un po’ di più quest’anno. Volevo ricordare a tutti che sono davvero un bravo tennista e posso ancora giocare ai massimi livelli e vincere tornei. Per ora voglio solo continuare con le mie buone abitudini e continuare a giocare a tennis.

D. Hai parlato di come sei più motivato di recente. Ne hai parlato anche agli Australian Open. Vediamo i risultati in campo. Quali sono le piccole cose che contribuiscono al successo? Quali sono le buone abitudini nel quotidiano? Che tipo di impegno ci vuole?

NICK KYRGIOS: Sì, è un’ottima domanda. Ci vuole molto lavoro, ogni giorno bisogna cercare di svegliarsi con una mentalità positiva. Non ho un allenatore. Non ho davvero una persona a Sydney che mi porti ad allenarmi. Quindi devo alzarmi, organizzare il mio allenamento, andare ai campi da tennis, andare in palestra. In un certo senso devo spingermi oltre. Ma è solo una questione di disciplina. Bisogna lavorare tre, quattro, cinque ore al giorno, assicurandomi di riposarmi bene e mangiare bene. Lo faccio ogni giorno. È difficile perché mia mamma è in ospedale in questo momento, mio ​​padre non sta molto bene, mio ​​fratello ha appena avuto un bambino, non posso essere lì con la mia famiglia quando le persone normali vorrebbero stare con la loro famiglia. È difficile essere australiani perché non possiamo viaggiare avanti e indietro. Ci sono molte cose che le persone non vedono. Vedono solo esattamente quello che hai detto, il vincere, il perdere, lanciare una racchetta, fare quelle cose. Non capiscono davvero le sfide che devi affrontare o cosa affrontano le persone, cosa sta succedendo nelle loro vite personali. Ci sono così tante piccole cose con cui dobbiamo fare i conti ogni giorno e poi tocca provare a battere giocatori come Daniil Medvedev. Sembra impossibile. Ci vuole molto lavoro.

QUI IL TABELLONE AGGIORNATO DEL MASTERS 1000 DI MONTREAL

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