Madison Keys e le difficoltà particolari delle super-attaccanti

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Madison Keys e le difficoltà particolari delle super-attaccanti

Giocatrici come Madison Keys, Camila Giorgi, Sabine Lisicki hanno in comune alcune difficoltà, collegate al tennis di attacco estremo. Ecco perché è così impegnativo da attuare

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Gli ultimi mesi di Madison Keys sono stati complessivamente positivi: non ha fatto sfracelli negli Slam (Roland Garros e Wimbledon), ma ha raggiunto almeno la finale negli altri tre tornei disputati (Roma, Birmingham, Montreal). Poi però, arrivata in finale, ha perso due volte su tre; media non particolarmente incoraggiante, anche se tra le avversarie affrontate c’erano due top 5 (Serena Williams e Simona Halep).
Lo dico perché di solito quando si arriva in finale significa che si sta attraversando un momento di notevole condizione, e quando Keys è in forma diventa davvero difficile da fermare. A meno che non ci metta anche del suo, in parte incartandosi da sola.
A mio avviso nelle ultime tre finali disputate c’è stato un denominatore comune: la grande tensione. Contro Strycova (6-3, 6-4 a Birmingham) la differenza di valori assoluti era tale da non compromettere il risultato; ma con avversarie come Halep e Serena il calo a cui è andata incontro è stato fatale.

Contro Serena (6-7, 3-6 a Roma) Keys aveva servito la percentuale di prime più bassa di tutto il suo torneo; contro Halep a Montreal (identico punteggio: 6-7, 3-6) lei stessa ha dichiarato di aver servito meno bene degli altri giorni, ed è stato l’unico match tra quelli canadesi in cui non ha chiuso con un saldo positivo tra ace e doppi falli (zero: 3 ace e 3 doppi falli).
Sottolineo i numeri della battuta perché sono quelli meno influenzati dall’avversaria (soprattutto per chi di solito serve la prima cercando l’ace, e quindi si preoccupa meno delle caratteristiche di chi ha di fronte). Questi dati ci dicono che il rendimento di Keys è sceso proprio nelle occasioni più importanti; e comunque, al di là delle statistiche, ci sono le prestazioni nel loro complesso che testimoniano di una giocatrice che ha parzialmente frenato rispetto ai precedenti match del torneo.

Mi si dirà che nel tennis la tensione da finale, e in generale quella legata ai punti decisivi, la sentono tutte. Senza dubbio, però secondo me le cose sono più complicate per chi interpreta il gioco in modo particolarmente offensivo.
Per sintetizzare, ho deciso di chiamare questo tipo di giocatrici super-attaccanti: vale a dire chi cerca il vincente sistematico, accorciando il più possibile lo scambio, prendendo sempre grandi rischi. Non significa che debbano per forza utilizzare poche soluzioni o essere più ripetitive delle altre; significa soprattutto che concepiscono il tennis cercando di tenere sempre e comunque il controllo del gioco.

 

Pensiamo al contrario, a chi pratica un tennis conservativo: meno vincenti ma ancor meno errori. A chi si affida cioè a una tattica più prudente, mantenendo più margine; per questo tipo di tennista è più semplice riuscire ad assorbire i piccoli deficit che la tensione determina nei confronti del gesto tecnico. Ma per chi è abituata a spingere e a colpire con grande coraggio, basta poco per rovesciare il proprio rendimento: il timore che induce a irrigidire il braccio nel momento di spingere la palla, un minimo di titubanza nel concludere lo swing, e quello che prima era un vincente diventa un errore gratuito.
La stretta correlazione tra condizione mentale e gesto tecnico nel caso di chi pratica un tennis super offensivo è dunque ancora più sostanziale, perché se viene a mancare la giusta serenità finiscono per sgretolarsi i fondamenti stessi del suo gioco.

In eventi particolarmente importanti può capitare che questa tensione sia sentita fin dall’inizio del match: come in parte è successo a Keys domenica scorsa a Montreal; oppure, per citare un’occasione famosa, come era accaduto a Sabine Lisicki nella finale di Wimbledon 2013: allora Lisicki era scesa in campo sovrastata dalla pressione, incapace di esibirsi all’altezza delle partite precedenti di quello stesso torneo. E così la giocatrice in grado di sconfiggere qualche giorno prima Serena Williams, era stata dominata da Marion Bartoli: si era trovata sotto 1-6, 1-5 prima di imbastire una parziale rimonta, servita solo a rendere meno duro il punteggio (1-6, 4-6).

Altre volte una tennista riesce a esprimersi bene per quasi tutto il match, ma lo stress emerge nei momenti decisivi, al momento di chiudere il confronto a proprio favore. È quello che viene definito il “braccino”; più o meno tutte ne soffrono, ma, sempre per le ragioni esposte prima, diventa particolarmente deleterio per chi pratica un tennis spiccatamente offensivo.
Una situazione del genere, sempre a Montreal, è accaduta a Madison Keys al terzo turno contro Venus Williams: Venus era in cattiva giornata e Madison si era portata avanti 6-1, 3-1, 15-40 servizio Williams. Con il doppio break di vantaggio probabilmente avrebbe chiuso subito il match; invece è stata incapace di sfruttare più occasioni, in alcuni casi sbagliando facili vincenti direttamente su seconde molto deboli di Venus. Che alla fine ha tenuto il servizio e, aiutata anche dagli errori a ripetizione di Madison, si è aggiudicata il secondo set al tie break. È stato necessario il terzo set per vincere 6-1, 6-7, 6-3.

Un’altra super-attaccante che è andata incontro a grandi delusioni nelle finali è Camila Giorgi. Non solo ne ha perse tre su quattro disputate, ma in due occasioni dopo essere perfino arrivata al match point. Al dunque le è mancato qualcosa.
Giorgi ha anche perso una partita contro Venus Williams agli Australian Open 2015 (6-4, 6-7, 1-6,) che nell’andamento dei primi due set ha ricordato quella dell’altro giorno di Madison Keys: prevalenza per un set e mezzo, mancata occasione del doppio break nel secondo, e perdita del set al tiebreak.

Un altro aspetto tipico delle giocatrici di attacco estremo è questo: a volte, quando cominciano a sbagliare, innescano dei circoli viziosi, estremamente negativi. Il loop assume connotati quasi autodistruttivi: e allora i gratuiti si moltiplicano, spesso su palle che sembrerebbero facilissime, con errori sconcertanti.
Di nuovo: personalmente sono convinto che tutto parta dalla testa. Ma non nel senso di incapacità di lettura tattica dei match e di inadeguatezza nella scelta delle soluzioni giuste da adottare; no, dalla testa nel senso di peso psicologico, che impedisce di eseguire il colpo con la necessaria tranquillità.
È una spiegazione sostanzialmente diversa rispetto a chi, ad esempio, ritiene che i limiti di Camila Giorgi siano soprattutto tattici e tecnici. Non voglio entrare nella questione nel dettaglio, anche perché ne ho già parlato altre volte; quello che qui mi interessa sottolineare è che la maggior parte degli errori secondo me derivano dalla incapacità di dominare lo stress.

E non è detto che questa sia una interpretazione più ottimistica della questione: al contrario, temo sia molto complicato riuscire a superare le proprie debolezze psicologiche. Per questo non credo che il problema si possa sistemare invocando cambi di tattica; anche perché nella storia di queste giocatrici ci sono partite raddrizzate semplicemente innescando circoli virtuosi, con il ritorno dei vincenti a ripetizione.
Ecco perché diventa ancora più difficile chiedere, ad esempio, a un talento come Madison Keys di mettersi ad allungare prudentemente il palleggio da fondo solo perché ha dato il via a una sequenza di errori gratuiti. Anche perché, per questo tipo di giocatrici, un cambio di tattica non significa una semplice e banale variazione di schemi: per chi è abituata a scendere in campo con l’idea che le sorti di un match dipenderanno soprattutto dal proprio modo di giocare, decidere di rinunciarci assume un valore ben più radicale.

In sostanza: la questione psicologica per le super-attaccanti è particolarmente difficile da gestire. Anche se tra quelle in attività ci sono casi di giocatrici che, se non altro, dimostrano di patire meno il problema del braccino. Per esempio Petra Kvitova, che, pur essendo estremamente discontinua (e pur soffrendo anche lei di loop negativi durante i match), quando è stata in grado di raggiungere le finali ne ha più vinte che perse (17-6); risultati ottenuti mettendo in campo spesso ottime prestazioni, senza penare particolarmente al momento di chiudere.

Ma per chi, come Madison Keys, sembra soffrire di timore di vincere, è possibile superare queste difficoltà? Secondo me sì. Non è facile, come dicevo sopra, ma possibile. Ci sono giocatrici che hanno dimostrato di saper maturare nel tempo. Keys ha solo 21 anni, ed è una tennista ancora in evoluzione, quanto meno tecnica.
Francesca Schiavone ha perso otto finali prima di riuscire a vincere un torneo; poi però è arrivata ad aggiudicarsi addirittura il Roland Garros. Lucie Safarova ha attraversato una fase di carriera in cui ha perso tanti match importanti sul filo di lana, prima di riuscire a togliersi grosse soddisfazioni (vittoria in tornei Premier, finali e semifinali Slam, ingresso in top ten). Sono quindi state in grado di imparare a tenere sotto controllo (o se non altro a limitare) i momenti di stress, che penalizzavano le loro doti. Mi rendo conto che per una super-attaccante il percorso può risultare particolarmente difficile, ma non penso sia impossibile.

Per quanto riguarda Keys vorrei aggiungere un ultimo aspetto, del tutto specifico: a mio avviso dispone di colpi così superiori da potersi permettere di vincere match importanti anche senza dare il meglio di sé. Certo, sotto un certo livello di rendimento nemmeno a lei è consentito scendere, ma non credo che per raggiungere grandi risultati sia obbligata a giocare la partita “perfetta”.
A Montreal alcuni suoi colpi viaggiavano così velocemente che le avversarie non erano nemmeno abituate a valutarli nel modo corretto; non ho mai visto così tante volte le giocatrici provare a inseguire la palla, salvo poi rendersi conto che sarebbe stata al di fuori dalla loro portata. Questo significa che normalmente quella traiettoria per loro risultava raggiungibile: ma non con la velocità impressa da Keys.
Nell’ultima stagione Madison ha evidenziato progressi nel footwork e anche nel rovescio: un colpo che, se non è certo diventato immune da errori, viaggia oggi a una velocità vicina a quella del dritto. Si tratta realmente di doti fuori dal comune: ecco perché, pur con tutte le difficoltà raccontate, continuo a pensare che nessun traguardo possa esserle precluso.

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WTA, chi migliorerà nel 2022?

Scommesse vecchie e nuove di inizio anno: come sono andate e come andranno le cose nel ranking femminile? Ecco quali spostamenti ho indovinato, quali ho sbagliato, e quali ipotizzo per il futuro

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Clara Tauson (Photo by Alexandre Hergott/Open 6ème Sens - Métropole de Lyon)

Avvertenza: La questione Djokovic, esplosa proprio martedì scorso, ha prodotto come conseguenza anche il rinvio di questa rubrica. Per questo esce oggi l’articolo preparato per il 4 gennaio. Visti i contenuti trattati, mi preme sottolineare che l’articolo non ha subìto alcun cambiamento. Significa cioè che tutte le analisi e i pronostici che leggerete sono precedenti alle partite svolte in questo inizio di 2022. Lo segnalo per dovere di correttezza nei confronti dei lettori.

È terminato il 2021 e comincia in questi giorni la stagione 2022. È il momento di chiudere i bilanci con il passato e dedicarsi al futuro. Quest’anno però oltre al solito tentativo di previsione sulla nuova stagione (che troverete da pagina 3) ho deciso di recuperare un articolo scritto ventiquattro mesi fa. Può sembrare una stravaganza, ma ci sono buoni motivi. Facciamo qualche passo indietro.

Il 7 gennaio 2020 era uscito un pezzo che presentava una serie di previsioni. Non era la prima volta che lo scrivevo, sempre con lo stesso criterio: provare a individuare all’interno delle prime 100 giocatrici del mondo chi avrebbe concluso la stagione con un progresso in classifica. Quel primo articolo, naturalmente, ne sottintendeva anche un secondo alla fine della stagione per verificare l’esito delle previsioni.

 

Poi però nel marzo 2020 la pandemia aveva bloccato i tornei, il Tour era stato gravemente menomato e, in sovrappiù WTA aveva modificato i criteri di calcolo della classifica. Per questi motivi ritenevo le regole del gioco troppo alterate per considerare la “scommessa” ancora valida. Ne ero così convinto che non sono più nemmeno andato a controllare i 14 nomi su cui avevo puntato per scoprire se, come previsore, ne sarei uscito bene o male. Tutto annullato.

Qualche giorno fa, però, mi è tornata in mente quella scommessa e mi sono detto che forse poteva avere un senso fare il controllo riferendosi a quanto accaduto nel 2021. Certo, sappiamo che anche nel 2021 non è stato proprio tutto normale, ma in fondo si tratta semplicemente di verificare le scelte di allora basandosi sui risultati dell’anno successivo. Una variazione che mi sembra più accettabile.

Una volta decisa la verifica, ho pensato di indicare per completezza anche la posizione alla fine del 2020. Ma, lo ripeto, il mio riferimento è quello di fine 2021. Ecco la lista dei 14 nomi secondo l’ordine dell’articolo originario di due anni fa.

Camila Giorgi
ranking di riferimento (fine 2019): n°100
ranking 2020: 75
ranking 2021: 34
Differenza: +66
Camila Giorgi è una giocatrice molto seguita dagli appassionati italiani: non è necessario entrare nel dettaglio dei suoi risultati. Su tutti rimane la vittoria nel WTA 1000 di Montreal 2021, che le ha permesso di riavvicinarsi alle prime 30 del mondo. Direi che come scommessa non era molto rischiosa, visto il ranking di partenza.

Jasmine Paolini
ranking di riferimento (fine 2019): 96
ranking 2020: 96
ranking 2021: 53
Differenza: +43
Per Paolini le cose non erano scontate come per Giorgi, ma secondo me si intuiva che Jasmine stava trovando il modo giusto di affrontare il livello WTA. Nel 2020, forse a causa della programmazione spezzettata dalla pandemia, non era riuscita a ingranare. La crescita di rendimento del 2021 è stata però evidente, coronata dalla vittoria a Portorose (primo titolo WTA della carriera).

Anastasia Potapova
ranking di riferimento (fine 2019): 92
ranking 2020: 100
ranking 2021: 69
Differenza: +23
Potapova aveva avuto un 2020 tribolatissimo, visto che dopo la pandemia non era più scesa in campo. Prima lo stop delle competizioni, poi la decisione di operarsi alla caviglia che l’ha tenuta ferma sino al mese di dicembre. Se a fine 2020 non è crollata nel ranking è stato grazie alla introduzione delle nuove regole che le hanno permesso di tenere validi molti punti del 2019.

Tecnicamente più attendibile la stagione 2021. Senza acuti particolari (3 quarti di finale come massimo), ma sufficienti per un progresso di oltre 20 posizioni. Neanche male per una giocatrice che ha compiuto vent’anni solo qualche mese fa.

Christina McHale
ranking di riferimento (fine 2019): 88
ranking 2020: 80
ranking 2021: 158
Differenza: -70
Tredici successi nel 2020, stagione in cui si è potuto giocare meno del solito, appena 8 successi (con 22 sconfitte) nel 2021, quando il Tour si è riavvicinato alla normalità. In sostanza la stagione negativa che ha vissuto Christina McHale condanna senza appello la mia previsione.

Taylor Townsend
ranking di riferimento (fine 2019): 81
ranking 2020: 89
ranking 2021: 293
Differenza: -212
La pandemia e la maternità; la somma di questi due fattori spiegano l’attuale classifica di Taylor Townsend. Direi che nel suo caso le vicende extra tennistiche hanno influito in modo così determinante da rendere la scommessa senza riferimenti tecnici. Nel 2020, una volta scoppiata la pandemia, Townsend aveva preferito non uscire dagli Stati Uniti. E questo non sorprende, visto che già in passato aveva anteposto ad alcuni impegni nel Tour la partecipazione a manifestazioni nazionali, come il World Team Tennis.

Poi però è stata la maternità a fermare le sue competizioni. Di fatto, dal marzo 2020 Townsend ha disputato solo due partite valide per conquistare punti WTA (entrambe perse): il primo turno di qualificazione a Cincinnati 2020 e il primo turno allo US Open 2020.

Coco Gauff
ranking di riferimento (fine 2019): 68
ranking 2020: 48
ranking 2021: 22
Differenza: +46
Alla fine del 2019 Coco Gauff era reduce dal primo successo in un torneo WTA, a Linz, a nemmeno 16 anni. Il dubbio che la circondava non era tanto sulle potenzialità fisico-tecniche quanto piuttosto sui rischi determinati dalla precocità. A oggi però sembra essere stata brava a reggere le pressioni, tanto che nel settembre scorso per alcune settimane è stata anche Top 20.

Iga Swiatek
ranking di riferimento (fine 2019): 60
ranking 2020: 17
ranking 2021: 9
Differenza: +51
Non c’è bisogno di dire molto su Iga Swiatek. Numeri e risultati parlano per lei: uno Slam vinto già nel 2020 e l’ingresso in Top 10 nel 2021.

a pagina 2: Le altre sette giocatrici scelte due anni fa

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WTA Hot Shots! (12) + 12 punti memorabili del 2021

Seconda parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi scambi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Laura Siegemund - Roland Garros 2020 (via Twitter, @rolandgarros)

Ultimo articolo della rubrica del martedì per il 2021, dedicato alla seconda parte della carrellata dei migliori punti della stagione. Come ho già spiegato la scorsa settimana, la scelta di partenza è stata quella di dividere i punti in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Dopo la prima parte riservata ai singoli colpi (vedi QUI), nella seconda ci concentriamo sui grandi scambi.

Ribadisco che non c’è alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme. Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Via dunque alla carrellata dedicata ai dodici scambi del 2021.

12. Karolina Pliskova e Viktorija Golubic
(QF Wimbledon, Pliskova b. Golubic 6-2, 6-2)
Cominciamo la rassegna con due punti (posizione 12 e posizione 11) che vedono protagonista Karolina Pliskova, che dopo un avvio di 2021 opaco ha progressivamente ritrovato la forma, sbocciando con il suo tennis migliore a Wimbledon.

 

Qui siamo nei quarti di finale contro una delle sorprese del torneo, Viktorija Golubic, e dallo scambio capiamo i motivi che hanno permesso a Karolina di arrivare in finale ai Championships. Infatti alle sue riconosciute doti di attaccante aggiunge alto rendimento in ambiti che non sono propriamente il suo forte: mobilità e recuperi difensivi. E così prima salva in allungo di dritto, poi di rovescio, per concludere con l’ultima perla rappresentata da un rovescio in avanzamento.

11. Karolina Pliskova e Sara Sorribes Tormo
(QF Montreal, Pliskova b. Sorribes Tormo 6-4, 6-0)
Il secondo set vinto 6-0 contro Sorribes Tormo a Montreal è stato forse il set migliore disputato da Pliskova in tutto il 2021. Ricordo che in quel momento Sorribes era in un periodo di grande condizione (qualche giorno prima a Tokyo aveva sconfitto la numero 1 Barty), ed era capace di offrire tennis di contenimento di alto livello. Tanto che spesso provocava alle sue avversarie dei “fuori giri” offensivi, causate dalla frustrazione che le coglieva di fronte alla impossibilità di sfondare il muro difensivo eretto dalla giocatrice spagnola.

Ecco, dare 6-0 a quella Sorribes significava raggiungere livelli di gioco eccezionali. E in un certo senso il punto proposto lo dimostra: nel corso dello scambio Karolina non riesce a sfondare in avvio, e anzi deve a sua volta impegnarsi in difesa, prima di trovare finalmente il colpo definitivo.

10. Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko
(QF Eastbourne, Ostapenko b. Kasatkina 1-6, 7-5, 6-2)
Daria Kasatkina e Jelena Ostapenko sono due delle rappresentanti della generazione del 1997 che qualche anno fa si era messa in luce per la precocità ad alti livelli. Ancora teenager, per esempio, erano state protagoniste sulla terra di Charleston 2017 di una delle più giovani finali della recente WTA.

Nel 2021 Daria e Jelena si sono incontrate due volte, sempre sull’erba e ha sempre vinto Ostapenko, anche se al termine di partite tirate. Qui siamo a Eastbourne, poi si ritroveranno a Wimbledon e il match finirà 6-1, 3-6, 8-6. Il punto in questione è interessante perché si gioca tutto (o quasi) sulla diagonale sinistra. Ostapenko prova diverse soluzioni per sfondare: rovesci di pesantezza e angoli differenti, ma anche un dritto anomalo e perfino un dropshot. Ma Kasatkina riesce sempre a replicare, concludendo il punto con un cambio di direzione di assoluta accuratezza.

9. Mihaela Buzarnescu e Serena Williams
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
I prossimi due punti sono scelti dallo stesso match, disputato al Roland Garros fra due tenniste molto esperte: Serena Williams 39 anni e Mihaela Buzarnescu, 33 anni. Dopo l’infortunio subito nel 2018 alla caviglia, Buzarnescu non è più riuscita a recuperare la continuità ad alti livelli esibita in quella straordinaria stagione. Ma questo non significa che non sappia ancora oggi dimostrare tutte le sue qualità tecniche.

In questo scambio siamo nel secondo set, con Serena all’attacco e Mihaela in difesa, che sfodera una serie di recuperi eccezionali. La chiave del punto è la lettura anticipata dei contropiede. Deliziosi per sensibilità del braccio i due colpi a fine scambio.

8. Serena Williams e Mihaela Buzarnescu
(2T Roland Garros, Williams b. Buzarnescu 6-3, 5-7, 6-1)
Stesse protagoniste e stesso match della posizione numero 9, ma qui il punto è forse ancora più spettacolare. Siamo nel terzo set, e lo scambio si dipana con una serie di colpi in cui attacchi e recuperi cambiano più volte l’inerzia della situazione.

Non entro nel dettaglio sui diversi rovesciamenti di fronte, ma alla fine non si può che concordare con l’ammirevole fair play di Buzarnescu, che applaude il colpo definitivo di Serena.

7. Ashleigh Barty e Jil Teichmann
(Fin. Cincinnati, Barty b. Teichmann 6-3 6-1)
Non chiedetemi perché, ma questo è il punto giocato da Barty nel 2021 che mi è rimasto più impresso di tutta la sua stagione. Non so se sia davvero il suo migliore, ma a mio avviso racchiude in pochi secondi tante delle sue qualità tecniche e di tocco. Siamo a Cincinnati, in un match che vede di fronte la testa di serie numero 1 Barty contro la sorpresa Jil Teichmann, che ha raggiunto la finale giocando il miglior tennis della carriera.

E che Jil sia in forma lo si capisce da come riesce a tenere testa a tutte le soluzioni differenti che Ashleigh sviluppa durante lo scambio. Anzi: sembra addirittura avere la meglio quando riesce ad agganciare il dropshot di Barty replicando con un rovescio incrociato (da mancina) strettissimo. E invece Ashleigh è in grado di trovare la soluzione migliore con un dritto eseguito correndo in avanti e, malgrado questo, piazzato alla perfezione. Peccato per la pessima qualità del video, che per lunghi tratti rende la palla invisibile.

a pagina 2: Gli scambi dalla posizione 6 alla 1

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WTA Hot Shots! 12 (+12) punti memorabili del 2021

Prima parte dell’articolo dedicato ad alcuni grandi colpi della stagione 2021, con protagoniste attese ma anche sorprendenti

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Ons Jabeur

Ultimi due articoli dell’anno, dedicati ai migliori punti del 2021. Come già in passato, ho deciso di dividerli in due categorie: grandi colpi e grandi scambi. Penso sia l’unica strada possibile per dare ordine al materiale scelto, perché altrimenti i punti avrebbero caratteristiche così diverse da non essere quasi paragonabili. In alcuni casi la distinzione è difficile, ma ho preferito incorrere in qualche scelta dubbia piuttosto che mischiare situazioni troppo differenti.

Le fonti da cui sono ricavati i punti sono sostanzialmente due: le diverse scelte che si trovano su Internet e i promemoria che prendo io stesso durante l’anno mentre seguo le partite, e che spero rendano la selezione meno scontata. Purtroppo poi non sempre riesco a recuperare i video dei punti individuati, e questo finisce per limitare la presentazione. In ogni caso non ho alcuna pretesa di completezza né tanto meno di oggettività. Si tratta di un semplice svago, basato su scelte del tutto opinabili: una scusa per continuare a parlare di tennis anche quando le competizioni sono ferme.

Per dare più pepe al gioco, ho deciso di mettere i punti in ordine da 12 a 1, ma confesso che non sono stato molto a riflettere sulle posizioni. Cominciamo con i colpi, per gli scambi ci ritroveremo martedì 28 dicembre.

 

12. Harmony Tan
(2T Roland Garros, Vondrousova b. Tan 6-1, 6-3)
Nella selezione degli Hot Shots non può mancare un tweener. Tra tutti quelli della stagione 2021 ho scelto questo perché eseguito dopo una corsa in diagonale, una situazione che rende più difficile mantenere la percezione del campo spalle alla rete. Protagonista Harmony Tan, giocatrice francese ammessa nel tabellone principale del Roland Garros grazie a una wild card. E in un momento di buona forma, altrimenti al primo turno non avrebbe vinto il derby contro la ben più titolata Alizè Cornet.

Veniamo al punto. Tan si trova contro Marketa Vondrousova, che dello schema “dritto incrociato profondo + palla corta di rovescio lungolinea” ha fatto uno degli architravi del suo gioco: una situazione ampiamente codificata del suo modo di stare in campo (vedi QUI). In certe situazioni Marketa non perdona: parte il drop shot e diventa difficile cavarsela. Qui però Tan è molto brava nella doppia corsa avanti-indietro conclusa dal tweener potente e preciso che sorprende tutti, inclusa Vondrousova.

11. Dayana Yastremska
(1T US Open, Kerber b. Yastremska 3-6, 6-4, 7-6)
Immagino i dubbi dei detrattori: Dayana Yastremska è una giocatrice da “o la va o la spacca”, tanto che quando si è affacciata sul circuito proponeva un tennis con tassi di rischio e aggressività mai visti prima. E non era una semplice sensazione, ma un dato confermato dagli statistici.

US Open, match contro Kerber. Lo scambio di per sé è semplicissimo: Yastremska serve a uscire, e non è nemmeno una cattiva battuta; ma Kerber risponde ancora più incrociato con una parabola strettissima che obbliga l’avversaria oltre il corridoio. A questo punto Dayana sa che l’inerzia dello spostamento la spingerà fuori dal campo in modo quasi irreversibile. E allora si inventa una replica di dritto di assoluta precisione: il suo dritto passa fra la il seggiolone del giudice arbitro e il paletto della rete, atterrando esattamente all’incrocio delle righe, imprendibile per chiunque.

a pagina 2: I colpi da 10 a 6

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