Rio 2016, bufera su Paire: escluso dalla squadra francese!

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Rio 2016, bufera su Paire: escluso dalla squadra francese!

L’esclusione sarebbe avvenuta per ripetute violazioni al codice di comportamento cui, in qualità di membro del team olimpico, avrebbe dovuto attenersi. Indifferenza da parte di Paire nei confronti del provvedimento

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Nella giornata della sua sconfitta contro Fabio Fognini, Benoit Paire scatena un putiferio sui media francesi a causa della sua esclusione dalla squadra francese “per motivi disciplinari”. La decisione è stata comunicata dalla Federazione Francese Tennis (FFT) ai media d’oltralpe pochi minuti dopo la fine del match tra Paire e Fognini attraverso il capitano della spedizione di tennis alle Olimpiadi Arnaud Di Pasquale.

Stando a quanto riferito da RMC Sport, Di Pasquale, nel corso di una lunga telefonata martedì sera avrebbe comunicato a Paire la sua decisione di metterlo fuori squadra: “Gli ho detto di fare le valigie, di fare ciò che vuole fare. Ma il suo comportamento tenuto nei confronti della Federazione è inammissibile. Ci sono delle regole, che valgono per tutti i componenti della squadra, e che lui conosceva prima di venire ai Giochi. Non si è quasi mai visto, ha chiaramente fatto vita a sé. Non può pensare di fare quello che vuole, quando vuole, e di andare e venire a qualunque ora. Ha voluto fare  a modo suo, a dispetto del regolamento. È venuto a Rio trascinando i piedi, avrebbe fatto meglio a non venire. Ha mancato di rispetto alla Federazione ed ai suoi compagni. Gli ho parlato a lungo ieri sera, ma non credo che capisca la situazione. Ma non è quello il problema, il problema è che mi ha preso in giro”.
Di Pasquale ha poi precisato che la decisione è stata presa di comune accordo con il Presidente della FFT Jean Gachassin, che pure era in tribuna sul Campo 2 all’Olympic Tennis Center durante il match di Paire con Fognini.

Dal canto suo, Paire si è mostrato per nulla turbato dalla decisione. Nelle sue dichiarazioni post match (che potete trovare qui su Ubitennis), ha spiegato in maniera sintetica la sua posizione, senza però entrare in polemica con la FFT: “Sono contento di partire. Io ho una visione differente di quello che accade alle Olimpiadi. Mi tengo la mia opinione per me, ma sono felice di partire per Cincinnati. La Federazione è inesistente, per cui non è grave. Che ci siano o che non ci siano è irrilevante. Sono contento che le persone che voglio al mio fianco siano ancora qui con me, del resto non me ne frega nulla. I Giochi Olimpici non erano tra i miei obiettivi, che rimangono i tornei ATP che danno punti per la classifica. Come si dice, l’importante era partecipare, ed io ho partecipato”.

 

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La WTA adotterà le stesse categorie dei tornei ATP

Dopo anni di dibattito la svolta: stop a Mandatory, Premier 5, Premier e International. Al via 1000, 500, 250 e 125

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La notizia è stata svelata poche ore fa dal quotidiano “Marca”. Alla fine di un buon lustro colmo di discussioni anche contraddittorie, la WTA il prossimo due dicembre ufficializzerà un radicale cambio nella denominazione dei propri tornei. Dimentichiamoci i Premier, i Mandatory e gli International: gli eventi del circuito femminile si adegueranno alle categorie adottate più di dieci anni fa dai colleghi dell’ATP, che battezzano ogni manifestazione sulla base dei punti assegnati da ognuna di esse.

Anche i tornei WTA si divideranno dunque in “Mille”, “Cinquecento” e “duecinquanta”, aggiungendo la peculiare categoria dei “centoventicinque”, sorta di ibrido tra International e ITF dall’alto montepremi già in vigore nel tour da qualche anno. Gli ex Premier Mandatory e Premier 5 metteranno in palio mille punti, i Premier “semplici” cinquecento e gli International duecentocinquanta. Nella prima categoria finiranno Indian Wells, Miami, Madrid, Pechino, Doha/Dubai, Roma, Rogers Cup, Cincinnati e Wuhan.

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Il Masters 1000 di Madrid sta per rinnovare fino al 2031

Il direttore del torneo, Feliciano Lopez, ha inoltre rivelato che il combined dovrebbe annunciare entro fine anno la costruzione di un quarto tetto

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Feliciano Lopez, direttore del torneo di Madrid oltre che immarcescibile Top 100 dall’alto dei suoi 39 anni, ha parlato con Marca delle prospettive del Masters 1000/Premier Mandatory della Caja Magica, tradizionalmente uno degli eventi più volitivi del circuito.

Nelle scorse settimane era stata paventata la cessione della licenza a Berlino, ma le nubi sembrano essersi ormai diradate. Anzi, lo status dell’evento si è impennato nel giro di pochi giorni, perché prima è arrivato l’annuncio dell’allungamento della durata del torneo femminile, a cui sono seguite, nella giornata di ieri, le dichiarazioni a Marca di Lopez, che si è soffermato su due fronti di particolare importanza per la dirigenza dell’evento: la costruzione del quarto tetto e il prolungamento della licenza.

Per quanto riguarda il primo punto, il progetto è di costruire un secondo stadio, pronto per il 2022 o al più tardi per il 2023, che renderebbe il Mutua Madrilena il primo torneo al mondo con quattro tetti retrattili – l’Australian Open è l’unico altro evento ad oggi ad averne tre: “Il progetto è praticamente pronto, e ci permetterà di avere due sessioni, diurna e notturna. […] Si tratta di un’espansione voluta fortemente sia da noi che dall’amministrazione municipale, speriamo di poterla annunciare entro fine anno”.

 

La licenza, invece, dovrebbe essere concessa fino al 2031 (l’anno prossimo è l’ultimo garantito nell’accordo corrente): “Presto annunceremo la firma con il comune per altri dieci anni”. E nonostante il 2021 sia per ora colmo d’incertezze, il classe ’81 rimane ottimista sulla possibilità di avere il pubblico sugli spalti: “La pandemia non potrà durare in eterno. Al momento sembra esserci una tendenza positiva perché si sta parlando di tanti vaccini efficaci. Se per maggio una parte della popolazione sarà stata vaccinata, allora magari le persone si sentiranno più sicure a uscire”.

Fra le altre cose, Lopez (recentemente “vittima” della vittoria N.1000 di Rafa Nadal a Bercy) ha anche parlato degli argomenti più scottanti nel mondo del tennis come la questione set negli Slam: Credo che i cinque set siano la soluzione migliore perché altrimenti mancherebbe qualcosa a questi grandi tornei”. Qualche riserva rimane però: “Con i cinque set gli Slam durano due settimane, e, se consideriamo che i migliori generalmente non giocano la settimana precedente, è come se tre mesi di stagione andassero via per quattro tornei”. Sulla potenziale sostituzione dei giudici di linea ha invece detto: “La mia esperienza non è stata delle migliori, perché allo US Open il gioco mi è sembrato più lento per via delle chiamate elettroniche, quindi sarei a favore solo se questo cambiamento comportasse un effettivo progresso“.

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Karen Khachanov e famiglia positivi al Covid-19

Il tennista russo è in quarantena a Dubai, dove aveva appena iniziato la preparazione per il 2021

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Karen Khahanov - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Nuovo caso di coronavirus nel tennis: si tratta di Karen Khachanov, N.20 ATP, risultato positivo al tampone assieme alla moglie e al figlio. Il ventiquattrenne, che ha chiuso la stagione con 20 vittorie e 15 sconfitte, si trova a Dubai, negli Emirati Arabi, per iniziare a prepararsi in vista del prossimo anno, ma si è dovuto fermare per isolarsi con i propri cari, come scritto su Twitter:

“Salve a tutti, un rapido aggiornamento. Avevo iniziato la preseason a Dubai, ma sfortunatamente io, mia moglie e mio figlio siamo risultati positivi al tampone. Siamo in auto-isolamento e speriamo di rimetterci presto. Per certi versi questo è il momento migliore per un tennista per le due settimane di stop (se proprio bisogna farle), visto che l’inizio della prossima stagione con ogni probabilità slitterà.

 

Dalla ripresa delle attività ad agosto, la lista dei giocatori ATP colpiti dal Covid include, fra gli altri, Benoit Paire (allo US Open), David Goffin, Fabio Fognini (in Sardegna), Sam Querrey (a San Pietroburgo con annessa fuga nottetempo), Corentin Moutet (a Bercy), Damir Dzumhur (al Roland Garros), Fernando Verdasco (anche lui a Bois de Boulogne, a cui avrebbe deciso di fare causa), Kei Nishikori e Lucas Pouille, che però non è mai sceso in campo durante l’anno.

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