ATP Tokyo: Monfils-Kyrgios semifinale spettacolo. Cilic sfiderà Goffin

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ATP Tokyo: Monfils-Kyrgios semifinale spettacolo. Cilic sfiderà Goffin

Giornata senza sorprese a Tokyo. Kyrgios elimina Muller, Monfils piega in due tiebreak Karlovic. Cilic fatica un solo set contro Monaco, Goffin è costretto al terzo da Sousa

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L’ultimo in ordine cronologico ad ottenere il pass per la semifinale del torneo della capitale giapponese è il francese Monfils, che si trova di fronte l'”aceman” Karlovic, che qualche mese fa ha sconfitto, dopo aver salvato match point, nella finale di Washington. Come nelle previsioni è stato un match in cui la battuta ha avuto un ruolo predominante e con Monfils capace di operare delle difese in allungo incredibili. Il primo set è “on serve”, anche se è Ivo a dover affrontare due palle break che porterebbero il francese sul 7-5, ma il croato neutralizza il pericolo con la solita flemma e con due servizi solidi. Nel tie-break Gael prima annulla un set point, poi ottiene finalmente un mini break che diventa decisivo ed il transalpino va avanti nel punteggio. Karlovic continua ad assestare servizi vincenti (gli ace alla fine saranno appena 9) e per la prima volta toglie la battuta al finalista di Monte Carlo del 2016. Dal 4-1 il n.2 del tabellone si scuote e trova il 4-4, ma il croato ha commesso un errore al volo incredibile, una volée di diritto, decisamente facile per le sue doti di tocco, che si stampa sul nastro e ricade nel suo campo. Si torna alla normalità ed è nuovamente il tie-break a sancire la supremazia complessiva del francese, che possiede un repertorio più completo e vario dell’esperto Ivo. Per Gael sono punti importanti in previsione della corsa al Master di fine anno, dove è in sesta posizione, ma il transalpino, dovrà fare attenzione all’australiano Kyrgios.

Prestazione opaca di Goffin, che dopo aver perso malamente il primo parziale in appena 27 minuti, è riuscito a rimontare un coriaceo Sousa. Il portoghese ha avuto un approccio alla partita straordinario, in quanto ha controllato da subito lo scambio ed ha spesso cercato la rete. Il belga è apparso abulico, senza forze e del tutto inerme sotto i colpi del suo avversario. Il gioco del lusitano è molto dispendioso da praticare, perché vario e sempre rivolto alla ricerca costante del vincente, questa tattica impone una tenuta fisica perfetta e una capacità di concentrazione elevata. Joao è spesso vittima di cali di tensione, anche contro Goffin ha pagato qualche scelta tattica velleitaria e un paio di errori evitabili, soprattutto quando è stato sotto nel punteggio. Il belga, con il passare dei minuti, ha trovato la misura dei suoi colpi ed è riuscito a mettere sul campo le solite geometrie pulite. Goffin ha una costruzione del punto invidiabile, perché alterna angoli stretti a lungolinea precisi e chirurgici. Goffin, dal 4-1 a suo favore nel secondo parziale, si è disunito ed è tornato ad essere falloso e poco incisivo da fondo. Sousa ha ristabilito la parità, ma nel dodicesimo gioco ha smarrito il servizio e questo ha permesso al suo avversario di conquistare il break e di portare il match al terzo. Il portoghese, ormai sulle gambe, ha poi lasciato campo libero al n.5 del seeding che centra la semifinale dell’ATP di Tokyo.

Ad affrontare il belga Goffin in semifinale sarà il croato Cilic, che dopo un primo set combattuto, ha disposto abbastanza facilmente dell’argentino Monaco. Questo match sarà una delle sfide della finale di Coppa Davis in programma dal 25 al 27 novembre a Zagabria. C’è da dire che il sudamericano si è battuto, ma le sue energie sono man mano svanite con il tempo. Juan ha pagato la rimonta, quando era sotto 4-1, del primo parziale, che l’ha visto soccombere sul filo di lana. Incamerato il 7-5, il croato non ha sbagliato quasi nulla, ha spinto meglio con il servizio e con il diritto ha generato una pioggia di vincenti, che hanno annichilito un argentino sempre più sbiadito e falloso.

 

L’australiano Kyrgios si sbarazza velocemente del lussembughese Muller e centra la semifinale del torneo di Tokyo. Nick, che sta vivendo una stagione di alti e bassi, è sembrato più concentrato del solito e non ha faticato contro un avversario, che dal punto di vista tecnico è decisamente inferiore. C’è stata poca partita, del resto entrambi hanno nel servizio un colpo decisivo e fondamentale per la dinamica del loro gioco. Un 6-4 6-2 senza appello, in cui il n.6 del seeding ha conquistato 89% dei punti con la prima in campo e salvato il 100% delle palle break (tre in totale) concesse. Nick ha lasciato da parte un po’ della sua spavalderia ed è stato abbastanza concentrato, mentre Muller ha fatto il massimo per le sue possibilità odierne. Unica nota tennistica da segnalare è un punto vinto dall’australiano, che risponde al un tweener difensivo di Muller con un colpo in controbalzo tra le gambe, poi successivamente piazza un vincente con un rovescio incrociato perfetto. Kyrgios ama lo spettacolo, tuttavia deve ancora maturare completamente, perché il talento c’è e manca veramente poco per fare il definitivo salto di qualità.

Risultati:

[5] D. Goffin b. J. Sousa 1-6 7-5 6-2
[4] M. Cilic b. [PR] J. Monaco 7-5 6-1
[6] N. Kyrgios b. G. Muller 6-4 6-2
[2] G. Monfils b. [7] I. Karlovic 7-6(6) 7-6(6)

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Australian Open 2022, un grande Nadal supera un buon Khachanov: 15° ottavo a Melbourne [VIDEO]

Vittoria in quattro set per il n. 5 del mondo: “Senza dubbio il mio miglior match quest’anno”. Ora per lui c’è Mannarino, che ha sconfitto Karatsev

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Rafael Nadal all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

[6] R. Nadal b. [28] K. Khachanov 6-3 6-2 3-6 1-6

Nel match di chiusura della sessione serale della Rod Laver Arena, Rafael Nadal supera Karen Khachanov per 6-3 6-2 3-6 6- 1in 2 ore e 50 minuti con una prestazione decisamente in crescita rispetto ai match disputati finora in questo torneo. La lontananza dal circuito nella parte finale del 2021 per il 35enne spagnolo non è stata una pausa particolarmente debilitante e ora a Melbourne sta continuando ad ingranare sempre di più. Di solito un’assenza prolungata di quasi 6 mesi può lasciare strascichi nel momento del ritorno alle competizioni di alto livello ma non se disponi dell’esperienza di Rafa, che con questa vittoria si è qualificato per la quindicesima volta alla seconda settimana dell’Australian Open; ricordiamo che in una situazione simile, proprio cinque anni fa e alla stessa età, Roger Federer tornò in campo e trionfò agli Australian Open.

Nadal per il momento ha superato l’ostacolo Khachanov – battuto 9 volte su 9 in carriera – con una prestazione a dir poco brillante per larghi tratti dell’incontro, di tutt’altra pasta rispetto a quella vista contro Hanfmann nel turno precedente. Del resto lo spagnolo non perde in questa fase di torneo dal suo debutto nel 2004 contro Lleyton Hewitt, e ora agli ottavi di finale trova Adrien Mannarino. Il n. 30 del mondo Khachanov invece, che aveva raggiunto i quarti di finale a Wimbledon nel 2021, arriva a quattro sconfitte consecutive nel terzo turno degli Australian Open senza aver mai superato questa fase a Melbourne.

 

IL MATCH – Blackout iniziale di Khachanov, con grande contributo dello spagnolo, che perde i primi sette punti del match e, nonostante le prime di servizio, si ritrova subito sotto di un break. Nadal non ci mette molto a saper sfruttare i momenti di incertezza dell’avversario e non toglie il piede dall’acceleratore facendo leva su angoli improponibili trovati sia col dritto che col rovescio. Magari l’uncino non avrà la stessa rotazione di un tempo ma l’efficacia non è scemata. Inizio di partita davvero travolgente per la testa di serie n. 6 che perde il primo punto alla battuta addirittura sul 5-3 nel momento di servire per il primo set. Con percentuali che sfiorano la perfezione, Nadal continua a pungere col dritto e poi una risposta lunga sancisce la fine del primo set per 6-3 dopo un monologo di 36 minuti.

La lotta e l’equilibrio del secondo set si condensa tutta nel primo game durato più di 10 minuti con il russo alla battuta. Khachanov prova a spingere portandosi quasi al limite delle sue abilità ma le potenti accelerazioni tornano indietro troppo spesso e alla fine il break in apertura è inevitabile. Poco più tardi c’è un altro game lottato dall’elevato tasso adrenalinico in cui Karen conquista la prima palla break della sua partita, occasione in cui ovviamente Nadal trova il modo per salvarsi con la battuta mantenendo il vantaggio, e conseguentemente il set per 6-2.

Sotto di due set Khachanov ha il grande merito di non abbandonare la partita anzitempo, anzi, inizia a sfoderare le sue potenti bordate di dritto con ancor maggiore convinzione; affinché l’andamento di un match si ribalti però ci vuole la complicità di entrambi i tennisti e dunque è anche Nadal ad avere un evidente calo di prestazione nel terzo set e anche un evidente arretramento nella posizione in risposta. Il maiorchino perde la battuta dopo esser stato sopra 40-0 e, nonostante le chance immediate di contro-break, Khachanov trova sempre il modo di salvarsi galvanizzandosi col passare del tempo. Il pubblico apprezza decisamente questo ravvivamento dell’incontro e in 57 minuti Karen vince il set per 6-3.

Nel quarto parziale Nadal torna ad indossare i panni del cannibale e neanche la bottiglietta meticolosamente poggiata a terra che cade e rovescia tutta l’acqua può distrarlo. Il calo registrato nel set precedente viene rapidamente smaltito e, continuando ad adottare una posizione in campo estremamente difensiva, il suo gioco mostra tutt’altri connotati; a suon di passanti vincenti arriva il break di Rafa già al secondo game. Il n. 5 del mondo è una roccia e di lì a poco arriva un altro allungo che permette a Nadal, dopo 2 ore e 50 minuti, di chiudere 6-1 con un servizio vincente al primo match point.

LE PAROLE A CALDO“Ho giocato contro un gran giocatore e un mio amico. Senza dubbio è il mio miglior match da quando ho ripreso a giocare quest’anno e colgo l’occasione per augurare Karen buona fortuna per il resto della stagione – ha iniziato Rafa nell’intervista in campo a fine partita -. Giocare una partita del genere significa avere dentro grande energia e voglio ringraziare il mio team e la mia famiglia perché abbiamo fatto un grande lavoro”.

A. Mannarino b. [18] A. Karatsev 7-6 6-7 7-5 6-4

L’avversario di Nadal negli ottavi a sorpresa sarà Adrien Mannarino, che nei pressi delle 02:30 australiane ha sconfitto dopo una battaglia di quattro ore e 39 minuti (un’infinità di tempo per soli quattro set) la testa di serie numero 18 Aslan Karatsev, che a Melbourne Park difendeva la semifinale del 2021. Karatsev, probabilmente provato dal fatto che aveva giocato già per cinque ore al primo turno contro Munar e altre due ore e mezza al secondo turno con McDonald, si è arreso ai colpi piatti e filanti del francese, che a 33 anni si è tolto la soddisfazione di arrivare per la prima volta al quarto turno dell’Australian Open. Il russo quest’oggi non è apparso certo nella sua miglior versione: particolarmente impressionante il numero degli errori non forzati (86).


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Australian Open, Medvedev piega il solito spettacolare Kyrgios. Daniel manda a casa Murray [VIDEO]

Nick, spinto da pubblico della Rod Laver Arena, fa il massimo, ma perde in 4 set. Sconfitta in 3 invece per Murray da un ottimo Daniel. Si ritira Gasquet

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Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)
Daniil Medvedev all'Australian Open 2022 (Credit: @AustralianOpen on Twitter)

Altro resoconto dei match maschili del Day 4 all’Australian Open 2022, quelli della tarda mattinata (qui per leggere cosa è accaduto nella notte, qui per la cronaca dei match della prima mattinata).

[2] D. Medvedev b. N. Kyrgios 7-6(1) 6-4 4-6 6-2

Alla fine il match più atteso del day 4, quello tra il numero 2 Medvedev e lo showman Kyrgios, è andato come la maggior parte degli appassionati si aspettava. Il pubblico della Rod Laver Arena ha sospinto un Kyrgios ancora imperfetto fisicamente al massimo delle sue capacità, ma alla lunga la forza mentale e atletica di Medvedev ha annullato il tennis spettacolare dell’australiano, che ha comunque regalato un’emozionante sessione serale ai suoi sostenitori e un set vinto. L’unica nota negativa di un match che è stato godibilissimo per tutto l’arco delle tre ore di gioco, è il continuo ululare del pubblico australiano, che nell’imitare l’esultanza di Cristiano Ronaldo (urlando ‘Siu’) letteralmente dopo ogni punto, pareva che urlasse ‘buu’ ai giocatori in campo.

 

Per quanto riguarda l’andamento del match invece, i fuochi d’artificio sono iniziati già dalle prime fasi, quando Medvedev si è portato avanti di un break ed è poi stato riacciuffato da Kyrgios grazie a qualche sbavatura del russo e un paio di ottime soluzioni con il rovescio di Nick a infiammare il campo principale di Melbourne Park. A sostenere l’australiano non c’è stata solo la folla che riempie lo stadio per un… abbondante 50%, ma anche un servizio straordinario: per i primi tre parziali ha mantenuto la percentuale di prime in campo vicina – o spesso superiore – al 70%. La risposta del campione dello US Open è stata però impeccabile e lo dimostra il fatto che abbia chiuso con 31 ace contro i 17 di Kyrgios, quasi il doppio.

Non è solo la fase di contenimento che ha dato la vittoria a Medvedev: sono 24 i colpi vincenti messi a segno in un cruciale primo set vinto al tie-break, dove dall’1-0 per Nick ha infilato 7 punti consecutivi, 4 dei quali grazie a vincenti. C’è stata anche la non quotata polemica continua da parte dell’australiano, che ha spesso battibeccato con Carlos Bernardes (giudice di sedia), reo secondo Kyrgios di far partire lo shot clock troppo presto, così da non dargli tempo di raggiungere il box del suo asciugamano a bordo campo. Medvedev non si è fatto distrarre e nella seconda metà del secondo set ha aggredito la partita, riuscendo sul 5-4 a disinnescare il servizio avversario e forzare un break nel decimo game. Molto interessante la statistica sul numero dei colpi negli scambi: la superiorità di Medvedev negli scambi lunghi – fattore che ci si aspettava essere ben marcato nel match – non è riscontrata a livello generale nei primi due parziali, mentre c’è stata una tendenza del russo a vincere più punti sul servizio di Kyrgios (18-13) quando lo scambio superava i 5 tiri.

Il terzo set di Kyrgios andrebbe invece recuperato per intero se non si è avuto modo di seguirlo, soprattutto nella fase finale. Scriverne non rende giustizia all’atmosfera che i suoi colpi hanno creato in uno stadio pieno solo per metà. Il break è arrivato sul 3-3 con un susseguirsi di colpi estemporanei e anche di elevata qualità tecnica. Medvedev non ha potuto che accettare l’onda emotiva sulla quale Nick continuava a viaggiare e ha incassato un 6-4, rimandando tutto al quarto.

La sensazione che Medvedev ne avesse di più era chiara sin dall’inizio, ma ciò che è accaduto nel finale del terzo ha rischiato di compromettere il quarto e mettere in discussione una prevedibile vittoria finale del russo: Kyrgios ha trovato una risposta vincente nel primo game per arrivare a palla break, ma si è fatto ipnotizzare nel suo attacco. Passato il momento positivo, ha tenuto la battuta per due turni, ma anche lui ha avuto la sensazione che il break fosse imminente: “Gli sto tirando il lavandino ed è tutto quello che ho”, ha detto, citando una famosa frase di Andy Roddick. Le prime di servizio a 220 orari infatti non sono bastate. Medvedev ha trovato una risposta vincente di rovescio contro il serve&volley di Kyrgios per brekkare e lì il match si è concluso, dal momento che l’australiano non ne aveva davvero più. Medvedev ha superato lo scoglio più arduo della sua prima settimana e ora giocherà al terzo round contro van de Zansdschulp.

Nell’intervista post-match il numero 2 del mondo ha detto che “Stare calmi è l’unica cosa che si può fare quando il pubblico grida ‘buu’ tra prima e seconda di servizio“, non capendo che urlassero invece ‘Siu’, come Cristiano Ronaldo. Jim Courier ha provato a spiegarlo a Medvedev, mentre chi ancora era presente sulla Rod Laver Arena continuava a ululare. Il russo li ha rimproverati ancora “Non riesco a sentire Jim Courier, abbiate rispetto, ha vinto qui. Rispettate almeno lui, perché sta parlando”. Ricevuta la spiegazione ha ribadito che è comunque fastidioso, soprattutto mentre si serve. Ha comunque chiuso tra gli applausi del pubblico, nonostante la doverosa polemica.

[Q] T. Daniel b. [WC] A. Murray 6-4 6-4 6-4

È un Andy Murray molto frustrato quello che si è presentato in conferenza stampa dopo essere stato eliminato dall’Australian Open al secondo turno. Taro Daniel ha superato il cinque volte finalista di Melbourne con un triplo 6-4, al termine di una partita in cui Andy avrebbe potuto anche vincere un set, ma non ha mai dato la chiara impressione di poter far girare l’incontro in suo favore. Si pensava che le fatiche del primo turno contro Basilashvili (e anche del torneo di Sydney la settimana precedente) le avrebbe probabilmente pagate contro Jannik Sinner in un possibile terzo turno. Invece è stato Daniel a mandare a casa Murray.

Lo scozzese avrebbe dovuto vincere il primo parziale per poter gestire meglio le energie, invece dopo aver livellato il set con un contro-break sul 3-3, ha ceduto di nuovo il servizio commettendo un paio di errori non da Andy Murray. Saranno 16 i non forzati al termine del primo set, uniti alla grande difficoltà del britannico nel gestire l’aggressività in risposta di Daniel (4/13 con la seconda in campo). La partita potrebbe cambiare a inizio secondo set, quando Murray ha mancato quattro chance di portarsi 2-0 e servizio, guadagnate mentre comandava il gioco e riusciva a prendere la rete. Il giapponese ha però salvato il turno di battuta e nel game successivo ha sfoderato un game eccezionale, con due risposte di rovescio e un dritto vincenti per conquistare il break, decisivo per la vittoria finale del set.

Il break che doveva arrivare a inizio secondo parziale, il tre volte campione Slam se l’è preso nel terzo, ma l’ha subito restituito. A questo punto ha iniziato a credere sempre meno nella vittoria, consapevole anche che nel suo serbatoio forse non ci fosse benzina a sufficienza per una rimonta da due set di svantaggio. Ma non solo. Daniel ha giocato un match quasi perfetto in tutte le sue componenti, come conferma l’invidiabile bilancio vincenti-errori (46-21). Dall’altro lato Murray ha chiuso sfiorando quota 50 non forzati e con un brutto gesto che da lui non si vede spesso, la racchetta scagliata a terra dopo aver subito – sul 4-4 – il break che ha mandato Daniel al terzo turno Slam per la prima volta in carriera.

B. van de Zandschulp b. R. Gasquet 4-6 6-0 4-0 rit.

Nella sezione più bassa del tabellone, si è deciso l’avversario di Daniil Medvedev nel terzo round. Sarà Botic van de Zandschulp, protagonista di una grande cavalcata allo US Open dove si fermò proprio contro il russo nei quarti di finale del torneo. Van de Zandschulp fu l’unico a togliere un set al numero 2 del mondo in occasione dello Slam di Flushing Meadows, vinto poi dal russo in finale contro Djokovic. Il giocatore olandese sfidava nel secondo round Richard Gasquet, autore di una grande partita all’esordio contro il connazionale Ugo Humbert, battuto in quattro set. Il 35enne ha pagato tutti gli sforzi del primo round quando van de Zandschulp ha alzato l’intensità del match, finendo per infortunarsi e lasciare il campo senza completare la partita.

Il francese ha comunque vinto un bel primo set, grazie a un break nel terzo game conquistato con il suo magistrale rovescio. Dopo il 6-4 in tre quarti d’ora, Gasquet non ha vinto più nemmeno un game. Prima ha ceduto un secondo set lampo, 6-0, poi a inizio terzo parziale ha avuto sempre più difficolta a servire, non riuscendo a incidere nemmeno con i colpi da fondocampo: al momento non ha però comunicato la causa dell’infortunio, né la parte del corpo infortunata.


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Australian Open uomini: Tsitsipas in quattro set su Baez. Paire sorprende Dimitrov, De Minaur facile [VIDEO]

Il greco perde un set ma passa su Baez, mentre Benoit fa lo scherzo al bulgaro. Bene in tre set De Minaur, Auger-Aliassime vince una battaglia di oltre quattro ore con Davidovich Fokina

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Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Stefanos Tsitsipas - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

Il resoconto di alcuni match del tabellone singolare maschile dell’Australian Open giocati nella prima mattinata (qui l’approfondimento su alcuni match della notte italiana). Tsitsipas soffre la tenacia dell’argentino Baez, vittoria a sorpresa di Paire su Dimitrov. L’idolo di casa De Minaur avanza facilmente.

[4] S. Tsitsipas b. S. Baez 7-6(1) 6-7(5) 6-3 6-4

Continua a correre Stefanos Tsitsipas. Il greco, arrivato a Melbourne con poche partite sulle gambe (due di doppio e una persa all’ATP Cup) a causa di un infortunio al gomito, ha battuto in quattro set Sebastian Baez sulla Margaret Court Arena. Una vittoria anche di carattere per il N.4 del seeding, che ha dovuto lottare vedendosi riprendere sull’1-1 dal ventunenne argentino, semifinalista alle ultime Next Gen Finals di Milano in cui sconfisse tra gli altri Musetti.

 

Nel primo set Tsitsipas si è visto annullare sette palle break nei primi due turni in risposta. Sarebbe potuto sembrare il segnale che il greco avrebbe avuto vita facile, invece è stato Baez a dare il primo squillo alla partita. A sorpresa l’argentino ha strappato il servizio al N. 4 del mondo nel nono game, giocando un tennis molto offensivo. Ma, nel momento di servire per il primo set, sono tremate le gambe al classe 2000. Baez ha immediatamente riconsegnato la battuta a Tsitsipas, anche grazie ad un gioco in risposta molto profondo del greco, per poi veder sfuggire il primo parziale in un tie-break in cui Stefanos gli ha lasciato un solo punto.

Il giovane argentino (N. 88 del ranking) si sarebbe potuto sconfortare dopo l’andamento del primo set, ma nel secondo ha dimostrato tutto il carattere che contraddistingue gli sportivi albiceleste. Un secondo parziale in cui a dominare sono stati i servizi, senza opportunità di break per nessuno dei due giocatori e con Baez che ha messo in campo l’85% di prime palle (contro il 74% dell’avversario) oltre a 13 vincenti. Arrivati all’inevitabile tie-break, il sudamericano ha vinto quattro punti di fila dal 3-5 per rimettere in parità la partita.

Baez, all’esordio nel tabellone principale dell’Australian Open, ha visto però sciogliersi le proprie sicurezze nel terzo set. Tsitsipas ha ritrovato la rapidità di gambe che lo contraddistingue e, affidandosi specialmente al proprio dritto, ha operato il break nel secondo e nel quarto gioco. Dopo aver rimandato la conquista del parziale sul 5-2 e servizio, il greco ha definitivamente messo la testa avanti. Nella quarta frazione c’è stato poco da fare per Baez. Strappata la battuta all’avversario nel terzo game, Stefanos ha controllato il prosieguo dell’incontro, chiudendo poi la pratica in in tre ore e ventidue minuti.

Baez è un grande giocatore” – ha dichiarato il greco sull’avversario a fine partita – “ha uno dei migliori dritti che abbia mai affrontato“. Tsitsipas, che raggiunge così il terzo turno all’Australian Open per il quarto anno consecutivo, proverà a difendere la semifinale conquistata nella scorsa stagione e persa da Medvedev. Avversario del prossimo round sarà Benoit Paire.

B. Paire b. [26] G. Dimitrov 6-4 6-4 6-7(4) 7-6(2)

Sul campo 3 il francese si è reso infatti protagonista di una delle soprese di giornata. L’estroso ma spesso troppo discontinuo Paire ha infatti battuto in tre ore e diciotto minuti Grigor Dimitrov, semifinalista a Melbourne nel 2017. Dai numeri di fine partita si può notare come sia stato il servizio l’arma vincente per il transalpino. Benoit ha infatti messo a segno il doppio degli ace rispetto all’avversario (14 a 7) e, nonostante la percentuale di prime in campo sia poco superiore alla metà, ha vinto l’82% di punti col primo servizio.

Il N.56 del ranking ha conquistato le prime due frazioni con lo stesso risultato, anche se nella seconda ha dovuto faticare maggiormente subendo un break nel quarto gioco ma riconquistandolo immediatamente nel game successivo. In questo frangente di partita Dimitrov è risultato più falloso dell’avversario, commettendo 28 errori non forzati contro i 17 di Paire e con 5 doppi falli solo nel secondo set.

Nella terza frazione il bulgaro ha ritrovato buone percentuali e, nonostante i 9 ace di Paire (su 14 totali), ha portato la partita al tie-break, vincendolo poi per 7-4. Gioco decisivo anche nel quarto set quando, dopo un break per parte conquistato, il francese ha vinto il game finale mettendo a segno cinque punti consecutivi dal 2-2.

[32] A. De Minaur b. K. Majchrzak 6-4 6-4 6-2

L’idolo di casa Alex De Minaur è sceso in campo nella notte italiana sulla Rod Laver Arena. Vittoria facile per il tennista di Sydney, che ha battuto il polacco Kamil Majchrzak (N. 107 ATP) in un’ora e 39 minuti. Partita con poca storia tra i due, con la tds N. 32 che si è fatto bastare un break nelle prime due frazioni, per poi dilagare nella terza in appena ventisei minuti.

De Minaur, che al primo turno aveva avuto la meglio su Musetti, ha nel complesso dominato anche le statistiche, mettendo a segno 11 ace (contro i 3 del polacco) e 35 vincenti, conquistando anche l’85% dei punti con il primo servizio. L’australiano conquista così per la terza volta l’accesso al terzo turno degli Australian Open e nella prossima partita contro il 35enne Pablo Andujar potrebbe raggiungere il miglior risultato della carriera al Melbourne Park.

[9] F. Auger-Aliassime b. A. Davidovich Fokina 7-6(4) 6-7(4) 7-6(5) 7-6(4)

Grande spettacolo sulla nuovissima Kia Arena, dove Felix Auger-Aliassime e Alejandro Davidovich Fokina hanno dato vita ad uno dei match più entusiasmanti di questo Day 4. A prevalere è stato alla fine il N. 9 del mondo e fresco vincitore dell’ATP Cup con il suo Canada. Ma lo spagnolo, che a Melbourne ha vinto la sua prima partita Slam nel 2020, ha dato dimostrazione ancora una volta di carattere e di buona predilezione per il veloce, mettendo in difficoltà Felix e costringendolo a una vittoria dopo quattro tie-break.

Decisivi per il canadese i 28 ace sfoderati in tutta la partita (contro i 6 dello spagnolo N. 50 ATP) a conferma dell’ottimo lavoro svolto nell’ultimo periodo per quanto riguarda il servizio. Più combattuti nel complesso il primo e il quarto set in cui, a differenza delle altre due frazioni, i giocatori sono riusciti a conquistare un break a testa in entrambe le partite. Il rendimento con il servizio di Auger-Aliassime ha avuto alla fine la meglio e il classe 2000 al terzo match point ha chiuso i giochi. Nel prossimo turno, il canadese è atteso da una sfida che promette spettacolo contro la tds N. 24 Daniel Evans.

QUI IL TABELLONE MASCHILE DELL’AUSTRALIAN OPEN 2022

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