AO: Roger, apri gli occhi, è tutto vero. Ora sono diciotto!

Australian Open

AO: Roger, apri gli occhi, è tutto vero. Ora sono diciotto!

MELBOURNE – Finale splendida che si decide solo al quinto set. Federer conquista il 18esimo Slam e sfonda la barriera della leggenda. Quinto trionfo a Melbourne

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dal nostro inviato a Melbourne

[17] R. Federer B. [9] R. Nadal 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3

Dopo giorni di aspettative e ansia, dopo discussioni infinite, dopo mille pronostici e altrettanti pareri, l’attesa è finita: la parola, anzi la palla, passa allo spagnolo Rafael Nadal (30 anni, numero 9 ATP) e allo svizzero Roger Federer (35 anni, numero 17 ATP), che scendono in campo in una Rod Laver Arena dove manca solo che abbiano messo posti a sedere sul tetto, siamo oltre il tutto esaurito. I precedenti tra i due, è ormai arcinoto, sono di 23 vittorie a 11 in favore di Nadal, l’ultimo confronto diretto è stato a Basilea nel 2015, vinse Federer. In campo stasera 31 titoli del Grande Slam, diventeranno 32 alla fine di questo match, che è – numeri alla mano – la miglior partita di tennis possibile al mondo. La serata è splendida, la temperatura è gradevole dopo una giornata bella calda, come detto il pubblico è quello delle occasioni non grandi, ma uniche. Perfino Roger e Rafa sembrano intimiditi dall’atmosfera elettrizzante.

 

Primo set

Il primo servizio della finale lo colpisce Nadal, ci sono un paio di errori di Federer, una prima vincente, ancora dritto largo per Roger, e lo spagnolo tiene a zero, 1-0. Siamo già agli strilli “C’mon Roger”, una botta centrale dello svizzero li accontenta, primo punto per lui, poi di nuovo scambio lungo perso, 15-15, servizio esterno Roger, 30-15, dritto vincente Roger, 40-15, ancora errore, 40-30, attacco Roger, 1-1. Per ora, siamo alla fase di studio, rompe gli indugi Federer con un gran lungolinea di dritto nel terzo game, ma Nadal nonostante un doppio fallo non ha problemi a salire 2-1, per lui un nastro vincente, che ci dà l’occasione di vedere Roger esibirsi in uno scatto mica male, anche se infruttuoso, direi che fisicamente ci siamo. Il pubblico parteggia per lo svizzero, senza però esagerazioni o antisportività, che bel momento di festa per il tennis. Pareggia bene Roger spingendo e trovando ottimi vincenti, belli un paio di lungolinea, 2-2, solido ancora Rafa, 3-2, forse troppo attendista Federer in questa fase, almeno sui game di battuta dello spagnolo dovrebbe provare a rischiare qualcosa di più. Nei suoi comunque Roger viaggia spedito tirando forte servizio e dritto, a zero tiene ed è 3-3. Nel settimo game, spettacolare combinazione rovescio esterno e volée per Federer, 0-15, poi errore in risposta, poi ancora super rovescio lungolinea, 15-30, poi favoloso scambio in difesa e contrattacco Roger, 15-40, due palle break, la bella signora accanto a me che tutto è meno che una giornalista salta in piedi strillando come un’aquila (anche gli sponsor vanno accontentati), e l’errore di rovescio di Rafa manda lo svizzero avanti 4-3. Autoritario alla battuta Federer, attacchi e volée, con un ace tiene a zero ed è 5-3 per lui, partita perfetta finora la sua, adesso sembra Nadal quello troppo attendista. Controbalzo di rovescio Roger, 0-15, bell’attacco di dritto Rafa, 15-15, ace con la seconda palla Rafa, 30-15, rovescio largo di poco Roger, 40-15, risposta aggressiva Roger, 40-30, contropiede Rafa, curiosamente accompagnato da un “C’mon!” invece del solito “Vamos!”, 5-4.  Al servizio per chiudere il parziale Federer, prende un gran passante di Nadal, reagisce con l’ace e una battuta vincente, 30-15, anticipa alla grande un rovescio incross, 40-15 e due set point: l’ace dello svizzero fa esplodere lo stadio, 6-4 e un set a zero per lui. Ineccepibile avvio di Roger, farà bene Rafa a scuotersi e aumentare i giri con la pressione da fondo e il dritto, rischia di venire travolto così. Sono passati 37 minuti.

Secondo set

Inizia lo spagnolo al servizio il secondo set, Federer cerca di pressare, ma Nadal è preciso e pesante con i colpi, e tiene a 15 (altro ace con la seconda palla, inconsueto). Doppio fallo Roger ad aprire il secondo game, poi errore sullo scambio, 0-30, poi attacco Federer e nastro favorevole, 30-30, poi passante Nadal, non bene la scelta dell’attacco qui per Federer, 30-40 e prima palla break Rafa, fallita con un passante in rete, poi a rete efficace Rafa, altra palla break, e la pressione del dritto mancino sul rovescio dello svizzero ottiene il 2-0 per lui. Nel game successivo, sul 30-30, aggredisce la risposta Roger, 30-40 e palla del contro-break per lui, mail dritto lo tradisce nei due punti successivi, vantaggio interno, poi ancora gran anticipo con la risposta di rovescio Roger, parità, poi gran volée e smash, seconda palla break del game, ma scappa un dritto allo svizzero dopo uno scambio lungo, e alla fine Rafa tiene e va 3-0. Interessante la continuità con cui Federer aggredisce le risposte di rovescio, non mi stupirei se i grandi misteri degli allenamenti a porte chiuse fossero per nascondere uno sparring mancino, e tanto lavoro su quel colpo, ci ha vinto il primo set in effetti. Il calo di Federer però continua, due errori e un gran passante di Rafa nel quarto game decretano lo 0-40 e tre palle break che sarebbero definitive per il set, annulla bene le prime due Roger, ma sulla terza gli va largo il dritto a sventaglio, 4-0 Nadal e secondo parziale praticamente chiuso. In ogni caso, quasi di rabbia, reagisce Roger, tirando tutto in risposta, si prende lo 0-30, ma Rafa serve e spinge bene, 30-30, poi drittone Roger, 30-40, palla break per accorciare, e uno splendido schema con lo slice stretto seguito dal passante in appoggio diagonale gli dà l’1-4. Stanno giocando bene entrambi, la gente è entusiasta, cosa chiedere di più? Ottimo al servizio Federer, sembra di nuovo centrato, un paio di scambi da applausi, 4-2, ma Nadal non ne molla una, pressa e corre da par suo, tiene a zero il settimo game e sale 5-2. Ancora solido e brillante Federer alla battuta, si prende il 5-3 a forza di vincenti, ma Rafa ormai ha azzannato il set, tiene a zero sparando alla grandissima un paio di drittoni dei suoi, 6-3 per lui, ed è un set pari, dopo un’ora e 17 minuti. Per quanto fatto vedere finora, risultato parziale giusto, più regolare Rafa, più a sprazzi Roger, con la colpa dei due break consecutivi subiti a inizio set. C’è equilibrio, gli spettatori sono felici come pasque.

Terzo set

Il cielo sopra la Rod Laver Arena si è fatto buio, e i riflettori sono accesi, quando Federer va al servizio in apertura di terzo parziale, stecca un paio di colpi, sbaglia una volée complessa ma non impossibile per lui, si fa trascinare ai vantaggi dal 40-15, e addirittura, con un brutto dritto, concede una palla break, annullata con l’ace. Poi ancora dritto decisamente facile in rete, seconda palla break, e ancora ace, ma poi di nuovo volée da chiudere a occhi chiusi sul nastro, terza palla break, e terzo ace ad annullarla, fa tutto lui, poi errore Rafa (da quanto non sbagliava lo spagnolo?), vantaggio interno, scambio duro vinto di forza da Roger, ed è 1-0, che game, era importantissimo per lo svizzero. Nadal senza colpe, sinceramente, non poteva fare molto altro. Nel game successivo due punti pazzeschi di Federer, botte a tutto braccio in serie, 0-30, ma Rafa resiste agli attacchi da campione, 30-30, poi dritto lungolinea in controbalzo da alieno di Federer, si sentono del “My God” e dei “Are you kidding me?” perfino in tribuna stampa, palla break, risposta potente ed errore Rafa,  break e 2-0 Federer. Ogni punto è un “C’mon” ora per lo svizzero, serve&volley, poi due ace, tiene a zero, 3-0 per lui, mamma mia che accelerata di classe Roger. Sembra frastornato Nadal, sbaglia diversi colpi non da lui, Federer molla un rovescio in cross spaventoso dall’alto in basso, 15-30, poi quattro legnate consecutive più schiaffo al volo di dritto, 15-40 e due palle del secondo break per Roger,  le annulla con coraggio e bravura Rafa (dritto e servizio), poi ancora spaventoso lo svizzero con il cross di dritto, terza opportunità per lui, cancellata dall’ace centrale di Nadal, anche questa è classe, eccome. Scappa il rovescio allo svizzero, vantaggio interno, ancora Roger in lungolinea a spingere, Rafa a trovare bene il servizio, vantaggio interno, rovescio anticipato in risposta mostruoso Federer, parità, altrettanto mostruoso Rafa sempre con il cross di rovescio, vantaggio interno, e poi dritto a chiudere, 3-1. A zero Roger per il 4-1, vincenti da ogni parte del campo, anticipi fulminanti, e di là Rafa che risponde colpo su colpo, con grinta da far paura. Ma cosa ci stanno facendo vedere questi due, siamo in 15.000 a bocca aperta, che finale, che torneo. Già che ci siamo, arriva anche il fidanzamento in diretta sulla tribuna a destra dell’arbitro durante il cambio campo, inquadrato dai maxischermi con ovazione anche per i ragazzi protagonisti. Per quanto possa interessare, e per completezza di cronaca, lei ha detto sì. Vamos. Nel sesto game a Nadal scappano lunghi un paio di colpi, 30-30, poi ancora anticipo diagonale di rovescio, quanti punti fatti con quel difficilissimo colpo stasera da Roger, 30-40 e palla break, e l’ennesimo rovescione in risposta dello svizzero gli dà il secondo break del set, e lo manda a servire sopra 5-1. Sul 30-30, doppio fallo Federer, e palla break Nadal, ma lo sventaglio di dritto di Roger è una sentenza e annulla, poi servizio vincente, e siamo al set point, sprecato con un brutto slice dallo svizzero, parità, poi dritto lungo, e seconda palla break Rafa, ma gran servizio centrale Roger, annullata, poi ancora prima palla pesante, e secondo set point, la stop volley vincente appoggiata da Federer provoca la standing ovation di un pubblico oltre l’entusiasmo, e soprattutto provoca il 6-1 in suo favore, due set a uno per lui. Il cambio di marcia e il livello di gioco raggiunto da Roger in questo terzo set è da cineteca, ora tocca a Rafa far vedere di che pasta è fatto, match epico. Siamo appena oltre le due ore.

Quarto set

Parte alla battuta Nadal nel quarto set, Federer lo attacca appena possibile, ma lo spagnolo regge e sale 1-0, Roger ottimo ancora in spinta e a rete, e con un rovescio pazzesco per rendimento, tiene per l’1-1. Sul serio, ha fatto cose da Wawrinka al top con quel colpo stasera. Bravissimo Rafa a salire a sua volta con la spinta e le percentuali, non ha alternative per evitare l’arrembaggio dello svizzero, 2-1 per lui. E nel game successivo, infatti, continua a martellare solido Rafa, trova il 15-40, e alla seconda palla break la volée in rete di Federer gli dà il 3-1. Meno appariscente, ma altrettanto notevole è la reazione di Nadal al set perso, grinta, corsa e botte di dritto, che campione anche lui. Nel quinto game, è lo spagnolo alla battuta, si va ai vantaggi, Roger spinge e Rafa difende, due parità, il punto che manda Rafa sul 4-1, un chop di dritto diagonale che definire felpato è poco, fa esplodere la Rod Laver Arena, spettatori con le bandiere svizzere compresi, qui ormai non ci sono più tifosi di uno o dell’altro, sono solo tutti felici di esserci. Quasi a voler far tornare tutti sulla terra, dal paradiso tennistico dove ci hanno portati questi due fenomeni, Roger spara lungo tre metri uno smash banale, e poi sul 30-40 concede palla break, cancellata da un ace, poi serve&volley vincente, e ancora ace per il 4-1. Bel rischio per lo svizzero, se vuole evitare un quinto set terribile fisicamente, deve provare a rimontare adesso. Ma Nadal non è dello stesso avviso, serve bene e apre il campo mulinando il dritto, e con un ace a sua volta tiene per il 5-2. Sta sbagliando qualcosa adesso Roger, si va ai vantaggi anche nell’ottavo game, comunque tiene lo svizzero per il 5-3, ed è il turno di Rafa andare alla battuta per portare la partita al set decisivo. Perfetto Nadal, tiene a zero senza offrire la minima opportunità a Federer, 6-3 per lui, ed è quinto set. La gente non sta più nella pelle, sono passate 2 ore e 38 minuti, sta per iniziare l’ultimo set giocato di un Australian Open memorabile, se non leggendario.

Quinto set

Pausa prima di riprendere il gioco, Federer lascia il campo qualche minuto per un trattamento medico, al rientro va al servizio e si trova subito sotto 15-40, due palle break, annulla la prima con il dritto, ma sulla seconda lo stesso dritto gli scappa largo, 1-0 Nadal al quinto con break, è durissima per lo svizzero ora. Ci prova ancora Roger, va 15-30, ogni punto è un’ovazione, il clamoroso (ennesimo) rovescio anticipato chiuso in diagonale, che gli dà il 15-40 e due palle dell’immediato contro-break, fa tremare lo stadio. Sulla prima errore sul nastro di Roger, sulla seconda grande Rafa con il dritto, poi nastro favorevole allo svizzero, terza palla break, ma ancora splendido in tenuta e contrattacco Nadal, parità, poi ancora drittone, vantaggio interno, e l’errore dello svizzero decreta il 2-0. Roger è nei guai adesso. Bravo però Federer a muovere subito il punteggio e rimanere attaccato, con un gran game di servizio, 2-1. Di nuovo all’assalto della battuta di Rafa lo svizzero nel quarto game, ancora splendido il rovescio, 30-30, poi 40-40, poi lungolinea favoloso, vantaggio esterno e palla del controbreak, la quarta del set, e qui è favoloso il cross di rovescio dello spagnolo ad annullarla, poi vantaggio interno e 3-1 Nadal, che belva che è Rafa. Sempre in spinta con tutti i colpi Roger, commovente a non arrendersi, siamo a oltre tre ore di battaglia tiratissima, tiene a 15, 3-2. Spara ancora il rovescio vincente Roger (non li ho contati, ma sono stati veramente tanti), 0-15, dritto in rete Nadal e pugnetto con urlo Roger, 0-30, stecca Roger sulla riga presa da Nadal, 15-30, servizio e dritto Nadal, 30-30, poi esce lungo il dritto a Nadal, 30-40, quinta palla break del set, l’urlo della folla è assordante, Nadal ancora servizio e dritto, mostruosa la tenuta dello spagnolo a livello mentale, poi errore in risposta Roger, poi errore anche Rafa, poi ancora rovescio pazzesco chiuso da Roger, sesta palla break, e alla fine arriva il 3-3 con l’errore di Nadal. Standing ovation. Alla grande nel game di servizio successivo Federer, splendido a rete e con il servizio, 4-3 per lui, tutti in piedi. Infiniti, pazzeschi, strepitosi entrambi. Ottavo game, slice perfido Roger, poi attacco a rete, 0-30, doppio fallo terribile Rafa, 0-40, tre palle break che manderebbero Federer a servire per il match. Picchia duro con il dritto Rafa, 15-40, poi serve bene, 30-40, stecca la risposta Roger, 40-40, occasione enorme sfumata per lo svizzero, poi uno scambio indescrivibile, venti botte a tutto braccio chiuse dal dritto di Roger, quarta palla break del game, annulla alla grande Rafa ancora con la prima palla, poi di nuovo dritto pazzesco Roger, quinta palla break, e l’errore di Rafa manda Roger sul 5-3 e servizio. Mamma mia.

Risposta vincente Rafa, 0-15, errore di rovescio Roger, 0-30, ace Roger, 15-30, a rete bene Rafa, 15-40 e due palle del controbreak, ace Roger, 30-40, sventaglio clamoroso Roger, 40-40, è una bolgia lo stadio, servizio vincente Roger, ed è match point. Dopo una seconda contestata e chiamata buona dal falco, errore di dritto Roger, poi ancora ace e ancora match point. Il dritto in diagonale che si stampa sulla riga tirato da Roger Federer è l’ultima palla colpita in questo incredibile, pazzesco Australian Open, ed è anche la palla che lo consegna per sempre, ancor più di prima se possibile, a quella dimensione che non si può più davvero chiamare storia, e nemmeno leggenda, ma Mito. E non ci va da solo, ma con colui che ha diviso con lui il campo stanotte. Grazie a voi, Roger e Rafa, Dio se ci eravate mancati.

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John McEnroe a Eurosport: “Sinner cerca un super coach? Disponibile ad allenarlo part-time” [VIDEO]

Jannik aveva dichiarato: “A breve allargherò il mio team con un’altra persona”. Permane il mistero sul nome, ma il campione americano si propone

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John McEnroe - Commissioner Eurosport

Durante la conferenza stampa post match di secondo turno, in cui l’altoatesino aveva avuto la meglio su Steve Johnson con il punteggio 6-2 6-4 6-3, Jannik aveva lanciato la bomba. “Allargherò il mio team con un’altra persona, ma per ora non posso svelare il nome”, ha detto il giocatore alto-atesino. Subito è scattato il toto nome del Super Coach che si siederà al fianco di Riccardo Piatti sulla panchina del ragazzo di Sesto Pusteria. Stefano Semeraro, su La Stampa, si era lasciato ad una suggestione piuttosto intrigante, che vedeva coinvolto il mitico John McEnroe. Il giornalista, infatti, ha ricordato una diretta Facebook di due anni fa in cui Riccardo Piatti, intervistato da Marco Montemagno, aveva dichiarato di aver mandato un messaggio a McEnroe, dicendogli che avrebbe avuto bisogno di lui. Ricordiamo che Riccardo e John avevano collaborato insieme per preparare la stagione sull’erba di Raonic, quando l’allenatore lombardo seguiva il gigante canadese.

E proprio John McEnroe, ospite su Eurosport, si è espresso così: “Sarei disponibile ad un lavoro part-time per aiutare Jannik Sinner a diventare un grande giocatore, anche se lo diventerà indipendentemente dal fatto che io lo alleni oppure no. Ho detto a Riccardo Piatti che se volesse il mio aiuto per formare questo splendido giocatore italiano, per migliorarlo ed aiutarlo a crescere, sarei ben felice. L’ho visto allenarsi lo scorso anno durante lo Us Open ed è davvero una spugna per come assorbe gli insegnamenti”. Il fatto che lo stesso John si sia proposto fa pensare che possa non essere lui il nome misterioso, ma non ci possono essere certezze fin quando non sarà Sinner a svelarlo.

Cipriano Colonna

 

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Australian Open

Australian Open, Osaka: “Non sono Dio, non posso vincere ogni partita”. E Anisimova la applaude

La star nipponica esce al terzo turno dopo il titolo dello scorso anno: “Ho avuto due match point, posso essere comunque orgogliosa”. Amanda: “Naomi persona autentica. Qui a Melbourne atmosfera fantastica”

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Dopo un inizio di stagione positivo per entrambe, in preparazione all’Happy slam, rispettivamente con il titolo nel WTA di Melbourne 2 per la millennials statunitense e la semifinale raggiunta nel Summer Set 1 di Melbourne per la 4 volte vincitrice Slam; Anisimova e Osaka si sono affrontate per raggiungere il quarto round degli Australian Open 2022. La partita è stata vinta in rimonta e contro pronostico dalla classe 2000, con il punteggio di 4-6 6-3 7-6 (5) in 2ore e 18 minuti di match. Queste le parti salienti delle due conferenze stampa.

CONFERENZA STAMPA DI NAOMI OSAKA:

D: Che sfortuna stasera. Ovviamente ha giocato brillantemente, come hai detto. Com’è ricevere la palla di Anisimova? A noi, sembra che l’abbia colpita in modo liscio e piatto. Com’è per te giocarci?

 

R: “Direi non è forte ma arriva velocemente. Non credo sia pesante, ma arriva così rapidamente che ho sentito che non avevo davvero tempo per prepararmi all’impatto. La traiettoria è davvero bassa, quasi a terra”.

D: Non hai giocato così tante partite negli ultimi mesi. Pensi che abbia influito nella sconfitta?

R: “Probabilmente sì, perché non ho affrontato tante giocatrici che servivano e rispondevano così bene. Quindi si, se avessi affrontato prima giocatrici con queste caratteristiche sarei sicuramente stata più preparata, ma queste sono le scelte che ho fatto, non ho nulla di cui mi possa davvero incolpare, perché so dentro di me di aver dato tutto”.

D: Hai iniziato questa nuova stagione con un approccio diverso, quello di divertirti e goderti di più lo sport che pratichi. Quali sono gli aspetti della partita di stasera che contribuiscono a quel processo, volto a rendere il tennis per te più un divertimento che una professione? 

R: “Ho combattuto su ogni punto. Non posso essere triste per questo. Perché non sono Dio. Non posso vincere ogni partita. Quindi devo solo tenerne conto, come devo tenere conto della possibilità di vincere il torneo. Perché è davvero speciale vincere questi tornei. Quindi devo pensare, ogni volta che gioco i tornei del Grande Slam, che ho la possibilità di vincerli. Per quanto mi riguarda, mi sento come se fossi cresciuta molto in questa partita. Nell’ultima partita che ho giocato a New York penso di aver avuto un atteggiamento completamente diverso, quindi sono davvero contento di quello che ho fatto.  Ovviamente non del tutto perchè ho perso, ma sono contenta di come è andata”.

D: Una cosa di cui stavi parlando l’anno scorso è il modo di reagire alle sconfitte e di come le assorbivi. Mi chiedo se hai fatto qualcosa in tal senso, prima di iniziare questa stagione per prepararti alla sconfitta e alle emozioni che ne conseguono.

R: “Adesso sono in un momento della mia carriera in cui tutte quelle che mi affrontano sono preparate per sfruttare queste emozioni negative. Contro di me giocano sempre le migliori partite. So che ci saranno giorni in cui andrà male e giorni in cui andrà benissimo. È sempre casuale, e non lo so mai, ma non importa cosa succede, voglio solo lasciare il campo sapendo che ho combattuto su ogni punto. Oggi, naturalmente, c’erano cose che sentivo di poter fare meglio. Però ho avuto due match point, e penso che sia qualcosa  di cui posso essere orgogliosa.

CONFERENZA STAMPA DI AMANDA ANISIMOVA:

D: Cosa significa per te, Naomi come atleta e avversaria nel tour? Cosa significa inoltre, giocare un match contro di lei?

R: “Penso che sia davvero stimolante quello che ha fatto negli ultimi due anni. E’ incredibile quanto sia autentica. Penso che sia semplicemente fantastica, davvero una ventata di freschezza per il tour. E’ divertente e dolce. Lei è davvero una giocatrice importante, quindi sapevo che dovevo fare un passo in avanti e cercare di essere il più aggressiva possibile. Non so se sono riuscita ad esserlo così bene, perché nella maggior parte dei momenti sentivo di dover essere ancora più aggressiva. Infine, penso che il mio servizio sia stato ciò che abbia fatto davvero la differenza.”

D: Per “autentico”, cosa intenti?

R: “Naomi dice solo la verità su come si sente. Ha parlato della sua salute mentale negli ultimi due anni. So che l’anno scorso ha attraversato un anno davvero difficile, quindi immagino come possa sentirsi oggi. Mi sento male io per lei, perché lei era la campionessa in carica. Ma tornando all’autenticità, lei mi piace molto per il modo onesto con cui parla. E quindi penso che sia davvero una fonte di ispirazione per tutti”.

D: Sei in una forma fantastica da quando sei arrivata in Australia. Cosa ti piace del giocare in Australia? La fantastica estate australiana?

R: “Ad essere onesta, adoro giocare di fronte ai fans australiani. Penso che siano così carini, che è veramente divertente giocare qui. L’atmosfera è proprio simile a quella dello Us Open, che adoro assolutamente. L’ultimo torneo che avevo giocato qui, l’avevo vinto (Melbourne 2). Era stata una settimana fantastica per me, ma non vedevo l’ora di giocare su questi grandi palcoscenici. Qui all’Australian Open è semplicemente un’atmosfera fantastica. Questo è tutto ciò per cui mi alleno. Durante il tie-break mi è venuta la pelle d’oca. Quando gioco in questi grandi tornei ho sempre questa sensazione nei momenti decisivi.”

D: Hai detto che hai apprezzato Naomi quando ha parlato di salute mentale, della sua lotta interiore dello scorso anno. Una top player che si apre in questo modo, parlando di sé, rende più semplice per te e per le altre giocatrici nel tour sentirsi meno sole nel parlare di questi problemi?

R: “Si, di sicuro, perché questo modo di approcciarsi alle tematiche che riguardano la salute mentale diffonde consapevolezza e permette di allontanare lo stigma riguardante questo problema. Penso che siamo in un momento completamente diverso ora. Questa generazione sta diventando più onesta su tutto questo genere di cose. Penso che sia fantastico da vedere per tutto ciò che è esterno al mondo del tennis. Mi sento a mio agio nel parlare di qualunque cosa. Ho passato un paio di anni difficili e non mi dispiace postare sui social per cercare di diffondere consapevolezza alle persone che stanno attraversando delle difficoltà. Penso che sia fantastico essere riconoscibile dalle persone che ci seguono. Credo sia un grande messaggio.”

 D: Cosa ti ha dato l’ingresso di Darren Cahill nel tuo team? Quali consigli ti ha dato per la partita di oggi?

R: “Rappresenta una grande aggiunta alla mia squadra. Cerca di aiutarmi a rimanere calma e rilassata, dandomi fiducia per affrontare partite come quella di oggi e per credere in me stessa affinchè io sappia di potercela fare. Penso che stia facendo un ottimo lavoro ed è stato fantastico il modo in cui mi ha aiutato. Oggi per, esempio, mi ha detto di provare a giocare più rilassata. Ieri, invece, mi sono un po’ persa perché ero troppo concentrata su cosa avrei dovuto fare a livello tattico e lui è intervenuto dicendomi ancora una volta di rilassarmi. Interviene in questi momenti e riesce a farmi ritrovare il mio gioco”.

Cipriano Colonna

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Berrettini, il re dei tie-break. Ne ha vinti quattro contro Djokovic e Medvedev: negli Slam fa paura

Allo US Open 2019 Matteo battè Monfils 7-6 al quinto nell’unico tie-break di un altro match infinito. Negli ottavi vinse 7-6 al terzo su Rublev: ha perso solo un gioco decisivo, contro Nadal. Segui Il Punto del Direttore ogni pomeriggio su Instagram

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

Matteo Berrettini è il re dei tie-break. Lo evidenzia il direttore di Ubitennis nell’appuntamento quotidiano con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” di questo pomeriggio su Instagram. Il giocatore italiano ha vinto al terzo turno degli Australian Open contro Alcaraz facendo la differenza proprio nei tie-break, uno vinto a 3 e l’altro a 5: 17 punti contro gli 8 del giovane spagnolo, che non aveva mai perso un tie-break nei set finali in tutta la sua giovane carriera. Nei momenti che contano Berrettini, aiutato dal servizio e dal carattere mai domo, fa paura, soprattutto negli Slam. Confermata la tendenza degli ultimi anni. Allo US Open del 2019, contro Monfils, vinse 7-6 al quinto dopo oltre 4 ore di battaglia, in un match dalla dinamica simile a quello di oggi contro Alcaraz: avanti due set a uno, perse il quarto e sembrava sul punto di capitolare ma arrivò al tiebreak e lo vinse 7-5. E vinse un tie-break anche negli ottavi contro Rublev, quello del terzo set (8-6). Perfino contro Djokovic, che lo ha battuto in tre Slam nel 2021, Berrettini ha vinto il tie-break del terzo set nella finale di Wimbledon (7-4) e quello del primo set nel loro scontro al Roland Garros (7-5). E con il numero due del mondo, Daniil Medvedev? Anche contro il russo due tie-break vinti sui due disputati, uno a Indian Wells 2018 (8-6) e uno nell’ATP Cup di quest’anno (7-5). La cosa più curiosa è che Berrettini pur avendo vinto 4 tie-break contro i due più forti tennisti al mondo non li ha mai battuti. Ha perso 3 volte su 3 con Medvedev e 4 volte su 4 con Djokovic: ma i tie-break, li ha sempre vinti lui.

QUI L’appuntamento di oggi con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” sulla nostra pagina Instagram.

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