Basta con la FIT dopo 40 anni. Il Tennis Rozzano non si affilierà più. Gli altri circoli cosa ne pensano?

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Basta con la FIT dopo 40 anni. Il Tennis Rozzano non si affilierà più. Gli altri circoli cosa ne pensano?

Il circolo tennistico lombardo annuncia con un lungo comunicato stampa la propria decisione di svincolarsi dalla Federazione. Ubitennis coglie l’occasione per mettersi a disposizione di altri circoli che volessero esprimersi a riguardo

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Il circolo Tennis Rozzano, in provincia di Milano, ha annunciato per mezzo di un comunicato stampa la decisione di non rinnovare l’affiliazione con la Federazione Italiana Tennis per l’anno 2017, spiegando le motivazioni alla base della decisione. Ubitennis offre il suo spazio ai circoli d’Italia che volessero condividere la propria opinione sull’argomento federale, siano essi concordi in toto, in parte o per nulla con la presa di posizione del Tennis Rozzano. La e-mail direttaubitennis@gmail.com è a loro disposizione, le opinioni verranno pubblicate su richiesta anche in forma anonima.


IL COMUNICATO STAMPA:

Rozzano 30 Gennaio 2017 – Il Tennis Rozzano nasce nel 1976 e proprio da poco ha compiuto i suoi 40 anni di attività! È stato, ed è tuttora più che mai, un riferimento importantissimo per la Città di Rozzano, che in questi 40 anni ha dovuto compiere un vero e proprio balzo quantico per “ripulire” le cosiddette “gioventù bruciate”. Lo Sport è uno strumento principe nell’aiutare i giovani a trovare la propria strada, e probabilmente lo Sport, ha molto più a che fare con la Sanità che con il CONI.

 

Il Tennis Rozzano ha scelto per il 2017 di non affiliarsi alla Federazione Italiana Tennis! L’analisi di questa scelta non scaturisce da un’azione reattiva, ma dal pensiero meditato di anni. Questi ultimi 16 anni sono stati i più duri di sempre per la nostra attività globale in relazione con la Federazione. Mai come in questo lungo periodo le lamentele di Circoli, Maestri, Presidenti, si sono fatte sentire, ad esempio sui social, ma anche attraverso giornalisti di rilievo. A noi non interessa lamentarci senza procedere con i fatti; la coerenza, il rispetto, il senso di responsabilità ci hanno sempre distinto!

“In questi anni, abbiamo ottenuto risultati importanti su tutti i fronti: aumento di tesserati, di agonisti, squadre, tornei, vittorie. – Sottolinea la Direttrice Sportiva del TR Amanda Gesualdi – Abbiamo vinto un Titolo Italiano di serie B a Squadre, un terzo posto in A2, diversi playoff, svariate finali; vinto più di 6 titoli lombardi assoluti, ecc. Ogni anno, tra campionati invernali ed estivi, iscrivevamo 11/13 squadre; organizzavamo 5/7 tornei di cui anche Open”.

L’agonismo è sempre stato una prerogativa irrinunciabile per il Tennis Rozzano quale naturale sbocco finale della vita sociale ed associativa, ma nel rapporto sportivo con la Federazione è divenuto una voce di sola amarezza ed oneri. Purtroppo il bilancio sportivo, etico e morale del 2016 del rapporto con la Federazione, si è chiuso -ultimo ma non solo- con un passivo non più sostenibile per quella che è la concezione dello sport del tennis per questa associazione. Non a caso, parliamo di “bilancio” e di “passivo”. Parole più proprie di una entità commerciale che sportiva, ma che unicamente ricorrono e primeggiano nelle assemblee federali ed in una politica federale in cui sportivamente non ci riconosciamo ormai da tempo; e che quindi, per la nostra associazione sportiva è divenuta –sportivamente- un costo senza ricavi.

“Una “passività sportiva” in cui non ritroviamo più quei valori che i nostri tecnici, i nostri allievi, i nostri giocatori, i nostri soci vengono per tradizione e per convinzione educati a portare in campo sempre e ad ogni livello.” – ribadisce Amanda Gesualdi – I bilanci federali, i risultati economici degli Internazionali, le continue “valorizzazioni” mediatiche dei risultati di giocatori da anni all’estero e che si allenano con tecnici stranieri non costituiscono priorità che la nostra associazione si sente di condividere oltre. Né di finanziare con attività e responsabilità che producono costi in tasse prive di servizi, contributi ed utilità.

L’attenzione continua a regolamenti mensilmente sempre più estenuanti nella loro complessità, le tasse federali, la burocrazia, l’obbligo di tesserare anche chi non pratica attività sportiva o i nonni che frequentano il circolo per portare i nipoti alla scuola di avviamento, dal primo di Gennaio non appartengono più alla quotidianità del Tennis Rozzano.

“Il tennis giocato con il sorriso, l’avviamento al tennis ed il rapporto associativo, l’investimento delle risorse economiche nel circolo e nella promozione sportiva per i soci del circolo, saranno le priorità per il Tennis Rozzano, dove il tennis torna ad essere come l’aria: di tutti e per tutti! Grazie per chi ci ha sostenuto dal 1976 ad oggi, grazie per chi ci sostiene soprattutto nel presente, con la passione vera, pulita e sana di chi ama questo fantastico sport!!”

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Ubaldo Scanagatta e Novak Djokovic, a Roma altro siparietto nel segno di… Not too Bad! [AUDIO]

Il numero uno del mondo al direttore di Ubitennis: “Ormai tu e il tuo sito siete popolari…”

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Novak Djokovic - Roma 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

Il tormentone “Not Too Bad” tra Novak Djokovic e il direttore Ubaldo Scanagatta, risalente ad una ormai storica conferenza stampa all’Australian Open, perseguita entrambi. Non poteva mancare anche un riferimento a questo durante l’incontro del campione di Roma 2022 con la stampa italiana dopo la vittoria in finale su Tsitsipas. Novak, complimenti per l’ennesima volta. Dodici finali qui, sei vittorie, puoi dire Not too bad, è stato l’esordio di Ubaldo, che ha destato una sana risata di Djokovic. Sei molto popolare, tu e anche Ubitennis, tutti mi dicono Not Too Bad… Avresti bisogno di un PR!. Il numero uno del mondo non ha tutti i torti visto che il direttore, dopo quel siparietto in Australia, è letteralmente diventato un personaggio in Serbia.

E con coerenza Novak, su Instagram, ha celebrato il titolo iniziando così un post: “Not too bad”. A Roma ha vinto il sesto titolo, raggiungendo e superando le 1000 vittorie a livello ATP: come dargli torto?

 

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ATP Roma, Bertolucci: “Djokovic primo favorito a Parigi. Sinner andrà valutato fra un anno e mezzo” [AUDIO ESCLUSIVO]

Paolo Bertolucci in proiezione Roland Garros: “Dietro Djokovic, Alcaraz e Tsitsipas”. Sul percorso di Sinner: “Non è ancora un giocatore completo”

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Novak Djokovic – ATP Roma 2022 (foto di Roberto dell'Olivo)

Il direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta ha intercettato, in questa domenica finale degli Internazionali BNL d’Italia 2022, all’uscita dal Foro Italico nientepopodimeno che Paolo Bertolucci. L’ex n. 12 ATP, nonché perno fondamentale della vittoriosa squadra di Davis del 1976 e più in generale del periodo d’oro che il tennis italiano, al maschile, ha vissuto durante gli anni ’70, si è concesso al nostro direttore per fare un bilancio della settantanovesima edizione del Masters 1000 di Roma.

DJOKOVIC IL PRIMO FAVORITO A PARIGI – Paolo, oggi apprezzatissimo commentatore tecnico per Sky, ha esordito dicendo la sua sulla finale maschile e rispondendo al quesito riguardante le cause dell’esito della sfida tra Djokovic e Tsitsipas; è tornato il serbo oppure ha deluso il greco? “No, è tornato Djokovic, ma l’aveva già dimostrato ieri contro Ruud e nei quarti contro Auger-Aliassime. Ha vinto il torneo senza perdere un set. Ha battuto sicuramente un giocatore, che è Tsitsipas, che oggi sicuramente non era al meglio. Ma credo che ancora una volta abbia dimostrato di essere il più forte e di andare a Parigi, secondo me, da primo favorito visto anche la condizione di Nadal che non è perfetta. Subito dietro di lui, vedo sinceramente Alcaraz e Tsitsipas; prima decisamente di Zverev. Il quale mi sembra che sia l’ultimo di questo gruppetto”.

SINNER HA DEI LIMITI, MA STA MIGLIORANDO – Dopo il commento all’atto conclusivo del torneo maschile, uno sguardo ai colori azzurri. Per Sinner la settimana è stata positiva, visto che raggiungere per la prima volta i quarti finale al Foro sarebbe un bel risultato per tanti, oppure ci si poteva e doveva aspettare qualcosa in più? Per il 70enne di Forte dei Marmi, il percorso del n. 13 del mondo ha rispettato le attese della vigilia e si è interrotto solamente dinanzi ad un ostacolo in questo momento insormontabile: “Ha superato un derby fastidioso, non giocando bene ma comunque venendo fuori. Poi ha giocato un’altra buona partita con Krajinovic ed un buonissimo primo set con Tsitsipas. Ma ha perso perché manca ancora di qualcosa. Non è un giocatore completo, ha dei limiti. Però sicuramente sta migliorando, si sono viste cose tecniche nuove, o almeno tentativi e questo è importante. Andrà valutato fra un anno, un anno e mezzo”.

 

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ATP Roma, Tsitsipas: “Djokovic è il più saggio di tutti. Al Roland Garros favoriti lui e Alcaraz”

Il greco dopo la sconfitta in finale a Roma: “A Parigi non mi metto tra i primi pretendenti al titolo, devo migliorare ancora tanto”

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Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)
Stefanos Tsitsipas - Roma 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Si è conclusa la splendida settimana di tennis al Foro Italico. L’edizione 2022 degli Internazionali BNL d’Italia – la 79esima del torneo – ha visto calare il sipario del suo spettacolo, con il main event più atteso: la finale maschile tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas. In un Centrale, come sempre, gremito il n. 1 del mondo si è laureato campione per la sesta volta, alla sua dodicesima finale nella capitale italiana, imponendosi sul greco per 6-0 7-6(5) in 1ora e 38minuti di match. Stefanos, che non è riuscito a diventare il terzo giocatore ancora in attività a trionfare nella stessa stagione sia sulla terra del Principato che su quella romana, – Nole e Rafa gli unici a potersi fregiare di questo record – si è presentato per primo, così come vuole la prassi, in sala stampa per la conferenza stampa post-partita. Il n. 5 del ranking ha affrontato diversi temi: dalla sua reazione al bagel subito; passando per i favoriti in ottica trionfo a Bois De Boulogne; senza però risparmiare una critica agli organizzatori, relativa all’influenza negativa data dal gioco di ombre dei riflettori con la luce del sole; fino ad arrivare all’ispirazione che il serbo rappresenta, dentro e fuori dal rettangolo di gioco.

D: Questa è stata la prima volta nella tua carriera in cui ha perso un set 6-0. Mi chiedo come tu sia riuscito a resettare e a iniziare così bene nel secondo set.

Stefanos Tsitsipas: “Ho solamente cercato di rimanere in partita il più possibile. Si tratta di trovare delle soluzioni, ai problemi che stai incontrando nel match. Quindi ho cercato soltanto di trovare delle soluzioni alternative nel secondo set, che mi permettessero di cambiare l’inerzia della sfida. Ed è un peccato che non ci sia riuscito fino in fondo, visto che ho anche avuto la possibilità di centrare il doppio break. Purtroppo però non avevo l’energia necessaria, di cui avevo bisogno, per poter vincere il secondo set. Ho cercato di trovarla da qualche parte. Ho provato a spingere il più possibile per arrivare a quel punto lì, ma non ci sono riuscito. Per il resto lui ha giocato molto bene. Ha iniziato veramente alla grande e ha fatto vedere un ottimo tennis. Ogni singolo colpo che ha giocato è stato eccezionale. Ha avuto un’incredibile gestione di ogni singolo punto, senza mai incorrere in errori non forzati”.

 

D: Pensi che situazione relativa alla luce, con l’alternanza di alcune zone in ombra ed altre sotto i raggi del sole, abbia influito? Te lo chiedo perché hai steccato diverse palle, per cui mi chiedevo se le due cose fossero correlate. Dalla tribuna, ho avuto la sensazione che non riuscissi a vedere bene la palla. Anche a Novak è capitato di scentrare alcuni colpi. Ti ha infastidito molto questo aspetto, anche psicologicamente? Nel primo set questo fattore è stato, in qualche modo, per te un problema che ti ha impedito di adattarti e colpire al meglio?

Stefanos Tsitsipas: “Non piace a nessuno quando in campo c’è questo tipo di situazione. Sono sicuro che se lo chiedi a Novak [Djokovic, ndr], nemmeno a lui piace. So che è una situazione che devono affrontare entrambi i giocatori, ma non è affatto comodo giocare in questo modo. Perdi proprio l’orientamento e la posizione della palla. Ho dovuto rispondere ad alcuni servizi alla T, che ho visto partire molto in ritardo rispetto a quando sono stati effettuati. Ma non so cosa possono fare. Voglio dire, in questo periodo dell’anno il sole è così. Non lo so sinceramente cosa avrebbero potuto fare. Però comunque è un problema che deve essere risolto, perché ho avuto gli stessi problemi nelle partite con Sinner e Zverev. In quei match, però, probabilmente ho affrontato meglio la situazione. Non è certo il tennis migliore, quello che si può giocare con questa situazione di disturbo. Lo spettacolo di sicuro non ne beneficia. Quando hai una metà del campo coperta da tale ombra, avendo poi un’altra zona oscurata in un altro angolo del campo, crea una visibilità del rettangolo di gioco nel suo complesso molto strana. Non succede molto spesso durante il Tour. Non ho riscontrato questa difficoltà in molti posti. C’è la stessa situazione sul Pietrangeli?”.

D: Dipende dal tempo.

Stefanos Tsitsipas: “Forse dalle statue”.

D: La scorsa settimana tutti parlavano di Alcaraz. Ora Novak è tornato. Mentre tu hai avuto un’ottima stagione sulla terra. Chi è il favorito per la vittoria finale al Roland Garros?

Stefanos Tsitsipas: “Adesso, ti direi Carlos Alcaraz. Secondo me si sono fatti un po’ troppi nomi. Io ora come ora, andrei diretto su Carlos o Novak. Entrambi giocano un ottimo tennis. Li metterei tra i principali favoriti per il successo finale. Per quanto mi riguarda, in questo momento ho bisogno di migliorare alcuni aspetti del mio gioco. Non so se riuscirò a farlo in tempo per il Roland Garros, ma spero di farcela attraverso il duro lavoro. Mi piacerebbe poter essere competitivo con questi giocatori lì a Parigi. Ma avrò davvero bisogno di prestare un po’ più di attenzione ai dettagli nelle prossime due settimane”.

D: Ti senti vicino a loro due? Hai raggiunto la finale all’Open di Francia lo scorso anno e hai vinto Montecarlo, sia l’anno scorso che quest’anno. Sulla carta dovresti essere abbastanza vicino.

Stefanos Tsitsipas: “Sulla carta sì. Sulla carta però, sul campo è tutt’altra cosa. È una maratona che devo correre. Il Roland Garros è la maratona dei tornei degli Slam. Ogni torneo del Grande Slam è una maratona, ma il Roland Garros lo è in particolare. Ti richiede davvero il massimo, sia mentalmente sia fisicamente, quando sei in campo. Giocare su questa superfice, ti porta a dover spremere davvero ogni singola parte di te. Devi lasciare ogni singola goccia di sudore ed energia, perché solo mettendo tutto quello che hai in campo, puoi raggiungere il tuo obbiettivo. Adesso mi riposerò per qualche giorno e poi sarò pronto per ricominciare ad allenarmi, affinché possa entrare nella mentalità adatta per il Roland Garros. Poi mi piace giocare molto a Parigi. Spero davvero che il mio tennis mi permetta di andare in fondo al torneo, come ho fatto l’anno scorso”.

D: Volevo chiederti della cerimonia di premiazione e di consegna del trofeo, ma in particolar modo delle parole che hai detto. Avevi intenzione di dire questo genere di cose a Novak?

Stefanos Tsitsipas: “Quali cose?”.

D: Quando hai fatto riferimento al fatto che speri un giorno di essere al suo livello, di ottenere quel tipo di continuità. Anche lui ha detto delle belle parole su di te. Cosa avete pensato dello scambio di complimenti, che vi siete fatti durante la cerimonia?

Stefanos Tsitsipas: “Novak è un grande campione. Ho così tanto rispetto per lui. Ogni singola decisione che ha preso, la capisco e la comprendo, anche quelle del passato. Le appoggio. Penso che sia una persona molto saggia e che sa esattamente cosa sta facendo, quando si tratta della sua carriera e della sua vita. Ha tutto sintonizzato vicino alla ricerca della perfezione. Quando si tratta della sua dieta o della sua vita quotidiana, o ancora del suo tennis, ha sempre programmato tutto molto bene. È come un’auto di Formula 1, ogni singolo piccolo dettaglio può sconvolgere il suo ritmo. Si assicura che ogni singola cosa che fa, raggiunga il più vicino possibile la perfezione. Ovviamente è inevitabile essere ispirati da lui perché è l’incarnazione della professionalità massima. Penso che stiamo parlando di una delle leggende del tennis, che ha battuto numerosi record. In merito a tutte queste cose, personalmente penso che sia uno dei più professionisti, se non il migliore di tutti“.

 

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