ATP Sofia: Seppi c'è e vince, Goffin costretto al terzo. Bene Troicki

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ATP Sofia: Seppi c’è e vince, Goffin costretto al terzo. Bene Troicki

L’azzurro passa in tre set nonostante il lungo viaggio dall’Argentina. Troicki facile, Goffin e Bautista lottano

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da Sofia, il nostro inviato Ivan Mrankov

Nel primo incontro della terza giornata il programma prevede il match tra il georgiano Nikoloz Basilashvili (n. 87 del mondo) e il francese Adrian Mannarino (n. 56 del mondo). I primi game sono di studio per entrambi. Tutti e due rimangono restano a fondo senza osare avventurarsi nei pressi della rete. Mannarino gioca coi piedi attaccati alla linea mentre Basilashvili ama arretrare anche di un metro e mezzo per poter giocare con più sicurezza i suoi potenti dritti in topspin. Nel sesto game il georgiano gioca un pessimo turno di servizio e cede il suo turno di battuta. Sul 5-3 Mannarino va a servire per il set ma con un doppio fallo e alcune scialbe giocate regala il break al suo avversario. Senza altri patemi si arriva al tiebreak. Basilashvili con una partenza sprint strappa subito due mini-break e si porta sul 4-0. Il francese mostra segni di frustrazione ma non si arrende e vince i seguenti 5 punti portandosi sul 4:5. Gli scambi si fanno sempre più intensi. Mannarino serve molto bene ma è costretto a cedere un mini break su una fantastica risposta di rovescio del suo avversario. Basilashvili vince 9-7 e incamera il primo set. Il francese inizia molto carico il secondo set. Si fa molto aggressivo durante i suoi turni di risposta e strappa il servizio all’avversario nel terzo game. Il georgiano sembra in confusione: nel quinto game, con 2 doppi falli concede 3 palle break al suo avversario e quando non gli entra l’ennesima prima tira una seconda al massimo per la frustrazione. Secondo break e 4-1 pesante per Mannarino. Il secondo set sembra segnato ma Basilashvili comincia a tirare ogni colpo a tutto braccio e a prevalere in quasi tutti gli scambi; vince i successivi quattro game riprendendosi entrambi i break concessi. Il francese ritrova la prima di servizio e riesce a stabilizzarsi durante i suoi turni di battuta. Nel dodicesimo gioco è costretto ad annullare un match point ma alla fine riesce a rifugiarsi nel tiebreak. Il pallino del gioco è però sempre in mano a Basilashvili che comanda gli scambi da fondo e al cambio campo il risultato è 5-1 a favore del georgiano. Mannarino non riesce a ribaltare il risultato e anche il secondo tiebreak va a Basilashvili col risultato di 7-3.

Nikoloz Basilashvili - Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Nikoloz Basilashvili – Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Il secondo match del giorno vede affrontarsi la ventunenne wild card turca Cem Ilkel (n. 328 del mondo) contro il sempre temibile veterano serbo Viktor Troicki (n. 37 del mondo). Troicki inizia con sicurezza il match: saggia i colpi del suo avversario per capire se può essergli d’ostacolo e capisce subito che non ha molto di cui preoccuparsi; appena alza il ritmo il giovane turco va fuori giri. Il serbo strappa la battuta a Ilkel nel quarto game e si disinteressa dell’avversario concentrandosi sui propri turni di servizio. Chiude il set 6-3 senza concedere palla break. Un paio di break nel secondo set e il serbo chiude 6-2 quello che per lui è stato poco più di un allenamento. Questa era l’ultima wild card rimasta. In questo torneo i tre inviti a disposizione dell’organizzazione sono stati concessi a giocatori piuttosto acerbi. Nei tre match da loro disputati non hanno vinto un set e non hanno mai veramente impensierito i loro avversari, se i punteggi non sono stati più imbarazzanti è solo perché il campo è veloce e concede un certo vantaggio a chi serve. Sarebbe bello se queste wild card fossero concesse a giocatori più meritevoli capaci di offrire sfide meno scontate invece di guardare solamente agli interessi nazionalistici di organizzatori e sponsor.

 
Viktor Troicki - Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Viktor Troicki – Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Il terzo incontro del programma si presenta alquanto interessante: il brevilineo trentunenne israeliano Dudi Sela (n. 72 del mondo) contro il colosso polacco Jerzy Janowicz (precipitato a causa di numerosi infortuni al n. 267 del mondo). Li separano ben 195 posti in classifica, in campo la differenza è di appena 28 cm: 1,75 m. l’israeliano contro i 2,03 m. del polacco. La contrapposizione di stili è evidente fin dall’inizio: i potentissimi colpi di Janowicz contro la difesa ad oltranza dell’agile Sela. L’israeliano sa che è essenziale non concedere break perché in un indoor veloce come Sofia strappare il servizio al polacco potrebbe essere quasi impossibile se questi è in giornata buona. Per mantenere i suoi propositi Sela a dispetto dell’altezza gioca molto aggressivo al servizio, prendendo anche rischi sulla seconda pur di non concedere l’iniziativa all’avversario. Janowicz tira la prima costantemente sui 220 Km/h. Le seconde invece vanno molto più piano ma sono cariche di effetti velenosi che rendono comunque la vita difficile al povero Dudi.

Jerzy Janowicz - Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Jerzy Janowicz – Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Nel settimo game l’aggressività dell’israeliano non basta a contenere la potenza del polacco e complice un doppio fallo sanguinoso è costretto a capitolare. Janowicz si invola e senza concedere palle break per tutto il set chiude per 6-4. La prima palla break del match arriva per Sela nel quarto game del secondo set grazie a due doppi falli del polacco. L’israeliano la sfrutta giocando con grande caparbietà e si porta sul 3-1. Purtroppo per lui nonostante il game giocato in maniera svagata Janowicz è sempre più centrato e a dispetto della generosità con la quale Sela si difende, quando i potenti colpi di Jerzy rimangono in campo fanno sempre malissimo. Il polacco non si scompone per il break subìto e riprendendo a macinare il suo gioco vince i quattro game successivi portandosi sul 5-3. L’israeliano tiene il suo ultimo turno di servizio ma in quello dell’avversario può fare poco o nulla e capitola per 6-4. Troppo favorito Janowicz su una superficie del genere. Grigor dovrà essere perfetto al servizio e variare molto perché se pensa di fare a pallate con il polacco ha pochissime chance.

Dudi Sela - Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Dudi Sela – Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Come ultimo match sul campo secondario gli organizzatori hanno collocato l’incontro tra il nostro Andreas Seppi e il bosniaco Damir Dzumhur. Fino all’ultimo non sapevamo se l’italiano avrebbe partecipato o dato forfait visto che lunedì sera era ancora in Argentina con la squadra di Coppa Davis. L’incontro inizia subito con un’intensità ancora non vista durante i primi match del torneo. Tutti e due i giocatori spingono tantissimo da fondo e giocano molto profondo. Sembra una partita su terra rossa ma a velocità doppia. Gli scambi sono da subito molto lunghi. Nel terzo game Seppi alza ulteriormente il già notevole livello del gioco e con una risposta vincente di rovescio si procura una palla break su cui Dzumhur commette doppio fallo. Nel game successivo l’altoatesino restio a servire delle prime è costretto a salvare tre palle break per riuscire a tenere la sua battuta e portarsi sul 3-1. L’intensità degli scambi resta molto alta, ciononostante entrambi i giocatori riescono a tenere i propri turni di servizio. Sul 5-4 Seppi va a servire per il set, ma continua a giocare senza prime e il bosniaco si procura una palla break sul quale l’italiano tenta un drop shot che affonda malinconicamente in rete. I due arrivano cosi al tiebreak. Qui l’altoatesino cambia marcia: 4 servizi su 5 sono vincenti che l’avversario appena sfiora e con grande solidità negli scambi Andeas strappa 3 mini break che gli regalano il tie-break col punteggio di 7:3. Il match è comunque molto duro. Seppi comincia a sembrare meno reattivo mentre Dzumhur continua ad incalzarlo e a farlo correre.

Damir Dzumhur - Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Damir Dzumhur – Sofia 2017 (foto Ivan Mrankov)

Nel terzo game del secondo set l’italiano fatica a reggere il ritmo del bosniaco e concede il break. Dzumhur non solo non gli concede alcuna palla break per tutto il set ma nel nono game strappa una seconda volta la battuta all’altoatesino e vince il set per 6-3. Le cose sembrano mettersi al peggio per Andreas ma la partita svolta improvvisamente a suo favore. Nel primo game il bosniaco commette due doppi falli e concede un break point che però annulla. Nel terzo game regala altri due doppi falli. Seppi si procura due break point non consecutivi e riesce a sfruttare il secondo. Poi, non volendo in quanto a generosità sembrar meno di Dzumhur concede il controbreak a zero. Il game successivo torna a giocare benissimo e strappa di nuovo la battuta al bosniaco, portandosi sul 3-2. Riesce a tenere il servizio mentre a Dzumhur cedono i nervi e farne la spesa è la sua racchetta.Sul 5:3 grazie ad una risposta vincente e ad un gran rovescio riesce a strappare per l’ennesima volta la battuta all’avversario e vince il set 6-3 Domani lo aspetta una sfida difficile contro il belga Steve Darcis, prossimo avversario di Davis ad aprile.

Risultati:

A. Seppi b. D. Dzumhur 7-6(3) 3-6 6-3
J. Janowicz b. D. Sela 6-4 6-4
N. Basilashvili b. A. Mannarino 7-6(7) 7-6(3)
[Q] D. Brands b. M. Chiudinelli 6-7(4) 7-6(4) 6-2
[2] D. Goffin b. R. Albot 6-2 6-7(7) 6-3
[4] R. Bautista Agut b. [Q] C. Stebe 7-6(4) 6-3
[9] V. Troicki b. [WC] C. Ilkel 6-3 6-2

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Sinner ritrova Zverev a Colonia. Semifinale LIVE su Supertennis alle 19

Venti giorni dopo la vittoria negli ottavi di finale di Parigi, Sascha avrà la chance di vendicare la sconfitta contro Jannik nella sua Germania, stavolta sul veloce. Ma l’azzurro ha le carte in regola per sperare in un’altra vittoria

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Jannik Sinner - Roland Garros 2020 (foto Twitter @Rolandgarros)

Sarà un sabato sera nel segno di Jannik Sinner, in campo nelle semifinali dell’ATP 250 di Colonia. È la seconda semifinale della carriera per l’altoatesino, dopo quella giocata dodici mesi fa ad Anversa (perse contro Wawrinka), torneo che si gioca in parallelo a quello tedesco proprio questa settimana. Sarà impegnato nella prima semifinale programma sul bett1 Centre Court alle ore 19, subito dopo la semifinale di doppio tra Daniell/Oswald e Krawietz/Mies (campioni del Roland Garros) che si giocherà alle 16 e sarà visibile su Supertennis. In caso di vittoria, Sinner giocherebbe la sua prima finale a livello ATP e sarebbe il più giovane a farlo (a 19 anni e 2 mesi) dopo Felix Auger Aliassime (18 anni e 10 mesi a Stoccarda ’19).

Felix ha perso finora tutte e sei le finali ATP disputate, l’ultima domenica scorsa contro Alexander Zverev proprio sul Centrale di Colonia, nel primo dei due tornei che questi impianti ospitano. Non l’avevamo ancora nominato, ma sarà Sascha a sfidare Sinner per un posto in finale. L’unico precedente è molto vicino nel tempo. Risale all’ultimo Roland Garros, precisamente a domenica 4 ottobre, quando Jannik riuscì a vincere in quattro set negli ottavi di finale (6-3 6-3 4-6 6-3) e a raggiungere il primo quarto di finale Slam, poi perso contro il marziano Nadal.

Partiamo col dire che sarà un match molto diverso rispetto a quello di Parigi, perché sicuramente scenderà in campo tutto un altro Zverev. Come ammesso da lui stesso in conferenza stampa post match, giocò la partita contro Sinner con alcuni sintomi influenzali (febbre e congestione nasale, ma non risultò positivo al Covid) che limitarono molto la sua azione e la sua tenuta fisica. Nelle ultime settimane ha invece dimostrato di essere in ottima forma: ha accumulato anche un discreta dose di fiducia, fondamentale per fare rendere al meglio il suo gioco (e soprattutto il suo servizio) e la voglia di vendicare quella sconfitta è tanta. Su una superficie diversa (ma pur essendo cemento indoor, la palla non viaggia tantissimo) i colpi di inizio gioco faranno la differenza. Sinner ha dimostrato di saper comunque vincere una partita di soli scambi da fondo contro Simon, ma ha dovuto gestire un lungo momento di difficoltà in cui ha perso otto game consecutivi.

 

Ciò che sta funzionando alla grande è la risposta: Jannik è leader della classifica dei game di ribattuta vinti questa settimana (15 su 28, il 54%) e nella percentuale di palle break convertite (15 su 20, 75%). Sarà difficile confermare queste statistiche contro il servizio di Zverev: il tedesco è primo per punti vinti con la prima (81%) e secondo per numero di ace (21). Ha però perso il servizio già tre volte e nei primi due match è stato sempre costretto a giocare il terzo set. Non è così scontato che il “veloce” favorisca Zverev (quattro titoli indoor), poiché Jannik ha dimostrato di trovarsi alla grande anche su questa superficie; come ci siamo già permessi di dire, questi campi sembrano stargli a pennello una camicia su misura. Nel match di Parigi ha gestito alla grande la diagonale di rovescio e anche stavolta la partita si giocherà proprio lì. L’azzurro dovrà fare più attenzione al dritto, poiché su questa superficie ha un po’ meno tempo per aprire il colpo rispetto alla terra battuta, ma nei primi due turni è riuscito a gestirlo abbastanza bene. Farà due su due contro Sascha o ci sarà la rivincita del tedesco?

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ATP Colonia 2: Sinner risolve il rebus Simon, è in semifinale

L’azzurro vince il primo set poi subisce un parziale di 8 giochi consecutivi, poi la vince da campione alla stretta finale

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Jannik Sinner – ATP Colonia 2, 2020 (foto via Twitter @bett1hulks)

Dopo le vittorie senza correre alcun rischio dei primi due turni, ne arriva una sofferta per Jannik Sinner, che supera in oltre due ore e mezza un Gilles Simon tornato per lunghi tratti ad alti livelli, proponendo il suo tennis fatto di difese e contrattacchi attenti e intelligenti. A un primo parziale che presagiva un’altra giornata in discesa per Sinner, Simon ha reagito come poche volte ha saputo fare quest’anno, disinnescando Jannik e imprigionandolo in scambi lunghi e uscendo per troppe volte vincitore dei giochi arrivati ai vantaggi. Proprio quest’ultimo aspetto avrebbe potuto dare il colpo di grazia all’azzurro n. 46 ATP che ha invece saputo reagire nel finale e prendersi un risultato che lo fa virtualmente avanzare di altre tre posizioni in classifica.

Non si può non attribuire importanza ai successi netti ma per nulla che scontati contro Duckworth ed Herbert, che hanno tentato, spesso con esiti positivi, di farlo uscire dalla sua zona di comfort (lo scambio ad alta intensità da fondo campo), ma l’incontro di questo venerdì fornisce ulteriori positive indicazioni sulla tenuta mentale e sulla voglia di restare in campo a lottare di Jannik anche quando non tutto gira alla perfezione e l’avversario ha trovato il modo di rendertela molto difficile facendoti anche provare il sapore amaro del bagel.

IL MATCH – Sinner parte al servizio (vinto il sorteggio, ha lasciato la scelta a Simon) e subito si inguaia per non aver chiuso uno smash, uno degli aspetti “migliorabili” del suo tennis; riceve una sanzione per violazione di tempo mentre indugia sul 15-40 e viene poi intrappolato in uno scambio in cui Simon mette la palla nei punti giusti con la sua manina delicata. Complice il servizio francese in termini di (poche) prime battute in campo, non solo arriva immediato il controbreak, ma è l’azzurro ad allungare. Pungolato dal rovescio lungolinea e dal dritto incrociato di Sinner, Gilou concede dalla parte destra, mentre la diagonale sinistra non gli è così favorevole come in altre occasioni.

Sul 4-2, il diciannovenne di Sesto Pusteria tenta nuovamente di regalare il turno di servizio dopo uno smash sul quale la racchetta gli sfugge di mano e va a toccare la rete; questa volta è però bravo e attento a risalire dal 15-40 e a cancellare altre due opportunità di rientro, per poi fare finalmente suo il game chiudendo una bella mezza volata di rovescio, colpo spettacolare che esce in modo naturale anche a chi sta ancora imparando come gestire quella zona del campo. Senza ulteriori emozioni, Jannik incamera poi il parziale per 6-3.

Non è una stagione particolarmente fortunata per Simon, che con la vittoria agli ottavi su Shapovalov ha appena riportato in attivo il bilancio dei suoi 19 match ATP, ma si presenta all’avvio della seconda partita nella sua versione più solida, preferendo spesso le vie centrali e, appena l’altro gli dà l’opportunità di aprire il campo, la sfrutta e fa male soprattutto con il rovescio. Ingabbiato in troppi scambi lunghi da un avversario che ormai sbaglia pochissimo e direziona i colpi con la calma e la precisione di chi sta prendendo l’inesorabile controllo su una scacchiera, un Sinner in affanno non riesce a contenere l’emorragia dei giochi. Non lo aiuta quel 54% di prime in campo, alle quali Simon risponde peraltro con continuità, e il 6-0 giunge pressoché inevitabile.

Se il toilet break non pare aver sortito effetti terapeutici per Jannik, lo fa un nastro fortunato che risveglia il nostro e dà il la alla rincorsa in un game di apertura che stava scivolando con facilità verso le rive francesi. Sulla palla break, tuttavia, Simon si difende con efficacia fino all’errore azzurro, mette a referto il settimo gioco consecutivo e va a prendersi anche l’ottavo. Ci vuole una mano da parte dell’autore del libro “Ce sport que rend fou” e arriva sotto forma di doppio fallo, il primo del match, dopo il quale Sinner ricomincia a colpire con violenza e sicurezza fino ad agguantare il 2 pari. C’è rabbia per l’errore che consegna il quinto gioco al n. 8 ATP (si prende anche il warning) e ci sono tre errori che rischiano di compromettere il successivo turno di battuta, ma Jannik è tutt’altro che disposto a farsi da parte, alza la testa, continua a infierire sulle sfere di feltro giallo, mette a segno anche un paio di belle smorzate ed è lui a piazzare l’allungo. Simon resta in scia, giusto per mettere alla prova il servizio del teenager sul 5-4.

Prova che il nostro non fallisce, nonostante il game si trascini ancora una volta oltre la parità (ha perso ai vantaggi sette giochi consecutivi tra il secondo set e l’inizio del terzo) e nonostante le tre palle break concesse (diventano 21 contro 5). Anzi, forse sono proprio le difficoltà e la tensione del punteggio dell’ultimo gioco ad aggiungere valore alla vittoria di Sinner che gli permette di raggiungere la sua seconda semifinale nel Tour, dopo quella di un anno fa ad Anversa in cui fu sconfitto da Wawrinka, e di scavalcare Nick Kyrgios nella classifica ATP al n. 43, una manciata di punti dietro un altro azzurro: Lorenzo Sonego.

SARÀ SASCHA – Sabato, non prima delle 19, sarà rivincita del match di Parigi contro un Alexander Zverev in serata tutt’altro che perfetto di fronte ad Adrian Mannarino. In vantaggio di un set, può chiudere la contesa con la battuta sul 5-3, ma, oltre al prevedibile doppio fallo, rimane troppo passivo e lascia che Mannarino comandi gli scambi e inizi la rimonta. Incurante del MTO preso dal ventitreenne di Amburgo sul 6-5 per farsi trattare la zona dell’anca sinistra, Adrian tiene il servizio e si aggiudica il tie-break. Nel set decisivo, l’efficacia della prima palla di Sascha torna a salire (un solo punto perso come nel primo parziale) e regala addirittura il game perfetto (quello sì) per confermare il break sul 4-3. Al (secondo) momento della verità, arrivano due doppi falli, ma Zverev non tira indietro il braccio negli altri punti e alle 22.15, dopo due ore e quaranta minuti, si prende la seconda semifinale consecutiva a Colonia.

NON È LA WTA – Passato un giorno da quando Cori Gauff si era inutilmente issata sul 5-2 e servizio per chiudere il match contro Aryna Sabalenka, tocca ad Alejandro Davidovich Fokina smentire l’annesso commento “solo nella WTA”. Anzi, rilancia pure, perché non gli bastano il vantaggio di 6-2 5-2 con la battuta, il match point all’ottavo gioco e trovarsi di nuovo a servire sul 6-5. Capita contro Diego Schwartzman, in un finale di set (perso appunto al tie-break, sotto gli occhi di Sascha Zverev a bordo campo con la racchetta in mano come a dire “ehi, ragazzi, ho prenotato il campo alle 18”) in cui giocava una smorzata ogni due punti – o forse ogni due scambi. Il copione scontato dice che non ci sarà partita nel parziale decisivo e così è, con lo sfavorito che crolla dopo l’occasione sfumata.

Ultimo “quindici” mancante a parte, Davidovich ha confermato il periodo di forma, dopo la semifinale lottata contro Zverev su questo stesso campo la settimana scorsa. Non c’erano invece dubbi a proposito di Schwartzman che, nonostante fosse sul punto di tornare a casa dopo poco più di un’ora, è rimasto presente, facendosi trovare pronto quando è apparsa la prima, quasi impercettibile crepa nella solidità andalusa.

Risultati:

[WC] J. Sinner b. G. Simon 6-3 0-6 6-4
[2] D. Schwartzman b. A. Davidovich Fokina 2-6 7-6(3) 6-1
[1] A. Zverev b. [8] A. Mannarino 6-4 6-7(5) 6-4
[5] F. Auger-Aliassime b. Y. Nishioka 6-3 6-4

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Sinner avanti a Colonia senza rischiare

Jannik fatica a leggere l’imprevedibile Herbert nel primo set, poi prende il largo alla distanza e raggiunge i quarti per la terza volta in stagione

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Dopo la facile vittoria nel primo turno del torneo di Colonia-bis ottenuta contro James Duckworth, è arrivato un altro successo piuttosto agevole per Jannik Sinner in Renania. Nonostante un avvio complicato il tennista da Sesto Pusteria ha finito per concedere appena quattro giochi al neo-papà Pierre-Hugues Herbert, un grande doppista che sottotetto sa essere insidioso alquanto. E in effetti, almeno per la prima parte del primo set, il tennista francese ha trovato il modo di incartare l’infinitamente superiore potenza dei colpi in possesso di Jannik. Stranamente prodigo di errori e in imbarazzo nei pressi della rete, Sinner ha servito maluccio e sprecato per due volte un break di vantaggio, complicandosi un po’ troppo la vita prima di piazzare l’accelerata che gli ha consegnato gli ultimi tre giochi insieme alla prima frazione.

Non ci avevo mai giocato – ha specificato Sinner nell’intervista a bordocampo -, e mi è servito qualche minuto per leggere il suo servizio, i suoi colpi. L’ho visto molte volte giocare, specie in doppio, ma non avevamo mai condiviso nemmeno un allenamento, e quando un avversario varia così tanto il gioco non è facile abituarcisi. Per fortuna non ci ho messo tantissimo a capirlo, e sono molto felice della mia partita“. Ci sono ancora particolari che mandano un po’ in crisi Sinner, almeno per il momento, e valutato il documento d’identità ci mancherebbe altro. I tagli, per esempio. Le costanti variazioni, in generale. A Roma, negli ottavi persi con Dimitrov, il match era girato quando il bulgaro ha compreso che il back di rovescio avrebbe mandato fuori giri il cannone dell’altoatesino. Si migliora con l’esperienza, in queste cose, con l’allenamento.

Pierre-Hugues sa cambiare faccia agli scambi, sa attirare l’avversario alla rete con palle corte e senza peso, soprattutto copre la rete come pochi: il doppio recupero imposto all’inizio del primo set è in gran parte merito di tali qualità, ma anche di un Sinner fermo al 50% di realizzazione al servizio e incapace, questo nell’intera partita, di concedere meno di due punti al rivale nei propri turni di battuta. Il tennista di Schiltigheim, tuttavia, può cambiare rotazioni e accorciare il campo, ma non alzare di molto i ritmi, e ha dovuto rendersi presto conto che sul palleggio ci sarebbe stato poco da fare.

 

Rimontato uno zerotrenta al servizio nel primo gioco del secondo set, limitati drasticamente gli errori e approfittato di un lungo momento di vistoso nervosismo francese, Sinner ha piazzato il definitivo parziale di cinque giochi a zero che ha chiuso la contesa, regalandosi il terzo quarto di finale in stagione dopo quelli raccolti a Rotterdam e al Roland Garros. Affronterà Gilles Simon, che ha festeggiato l’imminente uscita del suo libro battendo un po’ a sorpresa Denis Shapovalov, che in questa seconda parte di stagione stava ben figurando. Per stato di forma e attitudine alla superficie il pronostico sembra pendere a favore di Jannik, ma attenzione a Gillou: è in possesso di tutte le armi tecnico-tattiche per mettere in crisi il tennis di Sinner.

Risultati:

G. Simon b. [3] D. Shapovalov 6-1 4-6 6-2
[WC] J. Sinner b. [Q] P.H. Herbert 6-3 6-1
Y. Nishioka b. [7] J.L. Struff 2-6 6-3 7-6(3)
[2] D. Schwartzman b. [LL] O. Otte 6-3 6-2

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