ATP Buenos Aires: Dolgopolov da favola, si arrende anche Nishikori

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ATP Buenos Aires: Dolgopolov da favola, si arrende anche Nishikori

Con un’altra brillante prestazione contro il numero 5 ATP, l’ucraino conquista il terzo titolo in carriera e il primo dal 2012

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A. Dolgopolov b. [1] K. Nishikori 7-6(4) 6-4

Kei Nishikori e Alexander Dolgopolov oggi erano pronti a combattere per aggiudicarsi la 41esima edizione della Copa Telmex. 22esima finale in carriera per il primo (11 vittorie), settima per il secondo, che in cinque scontri diretti contro il nipponico non aveva mai vinto nemmeno un set.

Dolgopolov inizia la sfida con grande determinazione, attaccando spesso l’avversario sul lato sinistro. Uno splendido rovescio in cross gli regala la prima palla break sul 2-1, ma sciupa tutto con una risposta sbagliata in lunghezza con il medesimo fondamentale. Nishikori gioca quasi sempre in difesa e nell’ottavo game è costretto a salvare altri cinque break point: sui primi due se la cava grazie ad altrettanti errori in spinta del rivale, che però poi non può nulla, dal momento che “Nishi” riesce a trovare tre ottimi servizi. Sul 4 pari è il numero 66 del mondo a trovarsi sotto 30-40, ma riesce nuovamente a non fare mai entrare il nipponico nello scambio, ottenendo diversi punti gratuiti grazie alla prima di servizio (finora sempre intorno all’80% di resa con questo colpo). Tre giochi più tardi “The Dog”, anche grazie a un nastro fortunoso, si porta sul 30 pari, ma nel quinto punto del game manca di poco il campo con una risposta di dritto che lascia fermo il numero 5 ATP. Alla fine, il tiebreak è la logica conclusione del parziale. Qui Dolgopolov va avanti 4-1 a suon di accelerazioni e prime vincenti. Un ottimo dritto in avanzamento e un altro ottimo servizio valgono il 6-3. Il secondo set point è quello buono, visto che sul 6-4 l’ucraino mette nuovamente i piedi dentro il campo per conquistare il primo set della sua vita contro Nishikori. 15 winner a 6 per Alex, male Kei con addirittura 21 unforced).

 

Nel secondo Dolgo continua a giocare in maniera estremamente lucida: nel quinto gioco una splendida risposta lo porta ai vantaggi, ma sbaglia con la stessa nei due “15” successivi. Sul 3 pari l’ucraino continua ad attaccare da fondocampo e, dopo uno splendido rovescio in cross, si porta avanti 15-30. Un dritto in avanzamento su palla bassa scentrato da Kei valgono due chance di break per Dolgopolov, il quale però sbaglia clamorosamente un rovescio a campo spalancato. Ciò nonostante, l’allievo di Felix Mantilla trova un’altra risposta che gli regala il punto e, di conseguenza, il break: 4-3. La testa di serie numero uno, forse un po’ stanco, continua a subire il gioco dell’avversario, il quale con la prima di servizio continua a dominare, ora aprendosi bene il campo con lo slice per poi chiudere con il dritto dall’altra parte, ora ottenendo un punto diretto con la stessa. Il giapponese prova a reagire e sul 3-4 si porta ai vantaggi, ma Dolgo fa buona guardia a rete, archiviando il game con un altro servizio ingestibile. Al momento di chiudere la partita, Alex inizia mettendo in corridoio una volée non impossibile, ma rimedia con una buona prima esterna. Un ottimo tocco nei pressi del net vale il 30-15, ma un rovescio su cui tradisce troppa fretta vale il 30 pari; un gran servizio al corpo consegna il match point all’unseeded, che riesce a conquistare il trofeo grazie ad un rovescio profondissimo che induce all’errore Nishikori. Il match finisce così con il punteggio di 7-6(4) 6-4 in un’ora e 40 minuti di gioco.

Terzo titolo in carriera per l’ucraino (l’ultimo trofeo l’aveva alzato nell’estate 2012 a Washington), il secondo sul rosso dopo quello di Umago nel 2011. Splendida settimana per lui, che in terra argentina non ha perso nemmeno un set, eliminando tre delle prime quattro teste di serie. Da domani – Basilashvili permettendo – dovrebbe rientrare nei top 50, ma quando gioca così il suo valore è decisamente più alto, non lontano anche da quello del miglior Nishikori. che oggi, a onor del vero. ha dimostrato nuovamente di non essere al top sotto il profilo fisico (piccolo problema agli addominali?). L’ATP 500 di Rio e i due Masters 1000 USA diranno di più.

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ATP Nur-Sultan: primo successo in carriera per Kwon

Il sudcoreano ha sconfitto 7-6 6-3 l’australiano Duckworth diventando il nono tennista a conquistare il primo titolo nel 2021

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S. Kwon b. J. Duckworth 7-6(6) 6-3

La seconda edizione dell’Astana Open parla coreano con il successo di Soonwoo Kwon che ha conquistato il suo primo titolo in carriera sconfiggendo in due set 7-6(6) 6-3 l’australiano James Duckworth in poco più di un’ora e trenta minuti. Kwon diventa il secondo atleta sudcoreano a conquistare un titolo ATP nell’era Open, diciotto anni dopo il successo di Hyung-Taik Lee in quel di Sidney.

Prima volta per entrambi nell’ultimo atto di un torneo ATP e percorso speculare con tre teste di serie eliminate da entrambi per raggiungere la finale: Duckworth (n.65 ATP) ha sconfitto Krajinovic, il campione uscente Millman e Ivashka, mentre Kwon (n. 82 ATP) ha sconfitto i serbi Lajovic e Djere e il padrone di casa Bublik.

 

I primi giochi del match sono di studio per i due contendenti che mantengono facilmente i propri game di servizio, giocando scambi abbastanza veloci e intensi per gli standard del lento campo centrale del torneo di Nur-Sultan. I due hanno mantenuto altissime percentuali di punti vinti con la prima di servizio (oltre il 90% nei primi games), con Duckworth che si è fatto preferire per l’efficacia della battuta mentre il coreano per la sensibilità negli scambi e il timing nell’utilizzo della palla corta.

La regolarità dei turni di servizio è stata interrotta nel nono game: Duckworth davanti 30-0, si è fatto recuperare da Kwon e con un dritto lungo in uscita dal servizio ha concesso la prima palla break del set. L’australiano è stato abile a mettere in difficoltà il suo avversario con una potente seconda e la risposta di rovescio di Kwon è finito ampiamente out. L’equilibrio che regnava ha portato come epilogo un appassionante tie-break. Nel momento più delicato del match è emersa la resilienza del coreano, che sciupato un mini-break si è trovato a fronteggiare tre palle set consecutive sotto 6-3. Da lì, cinque punti di fila con Kwon che si è dimostrato il più freddo dei due sotto pressione.

Il ritorno in campo per il secondo set è stato di diversa fattura per entrambi. Poche prime messe in campo, scambi più lunghi e diversi errori. Kwon si è trovato subito a fronteggiare due palle break. Il dritto lungo scarabocchiato dal coreano ha regalato il primo break dell’incontro a Duckworth. L’occasione per recuperare il break di ritardo però si è ripresentata immediatamente. Duckworth non è aiutato dal servizio (una sola prima messa in campo) e ha concesso due palle del contro-break all’avversario, break che puntualmente si è verificato visto il rovescio affondato a rete dal numero 65 al mondo.

Duckworth è andato nuovamente in difficoltà sul suo turno di servizio nel sesto game, ma aiutato da un paio di ottime prime che gli hanno permesso di comandare lo scambio è riuscito ad annullare le due palle break. Kwon, tuttavia, si è procurato una terza chance con un vincente di dritto e, nel punto successivo, il rovescio affondato a rete da Duckworth ha offerto il secondo break del set al coreano. Nonostante il significativo numero di ace messi in campo (saranno 10 a fine incontro) Duckworth continua a soffrire, concedendo la palla del match al suo avversario. Il contropiede vincente di rovescio di Duckworth ha, tuttavia, annullato il championship point. Ma la gioia è rimandata solo di qualche minuto: Kwon vola 40-0 sul suo servizio, con un rovescio a rete spreca il primo ma con una prima vincente esterna chiude il match.

Con questo successo il sudcoreano lunedì festeggerà il suo best ranking alla posizione 57 diventando il nono tennista a conquistare il suo primo titolo nel 2021. Duckworth con questa sconfitta interrompe la sua striscia di nove successi consecutivi ma si consolerà con la risalita nel ranking dove si attesterà alla posizione 56, suo best ranking.

Il tabellone completo di Nur-Sultan

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ATP Metz: Carreno Busta doma Monfils. Finale con Hurkacz

Lo spagnolo vince in due set una palpitante partita contro il francese, mentre il polacco viene a capo delle resistenze di Gojowczyk

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Pablo Carreno Busta - Bercy 2020 (via Twitter, @RolexPMasters)

La finale dell’edizione 2021 dell’ATP 250 di Metz vedrà opposti Hubert Hurkacz e Pablo Carreno Busta. Entrambi sono usciti vincitori in due set da due semifinali piuttosto equilibrate: il polacco, testa di serie numero uno, ha sudato forse più del previsto contro Peter Gojowczyk, mentre lo spagnolo ha dato spettacolo contro un ispirato Gael Monfils. Da Hurkacz forse ci si sarebbe aspettati una vittoria più netta, ma c’è da dire che il tedesco è un avversario sempre insidioso da affrontare sul cemento (indoor in particolare), anche al lordo delle condizioni non velocissime di quest’anno. Fin dall’inizio Gojowczyk ha messo sotto pressione il polacco, procurandosi una palla break nel primo e nel terzo game dell’incontro, salvandone poi a sua volta una nel quarto e una nell’ottavo. Sul 5-4 però, Hurkacz ha trovato lo spunto giusto per chiudere il set senza ulteriori complicazioni. In avvio di secondo il polacco è stato subito costretto a rincorrere, riuscendo a recuperare il break di svantaggio concesso nel primo game solo sul 4-3 in favore di Gojowzyk. I rapporti di forza si sono a questo punto invertiti in maniera più decisa e definitiva: prima Hurkacz ha avuto e mancato due match point in risposta sul 6-5, poi ha gestito piuttosto tranquillamente il tiebreak, aperto con un parziale di 5-1 e chiuso per 7 punti a 4. Una vittoria importante perché lo avvicina sensibilmente all’ottava posizione della Race to Turin, a soli venti punti da Casper Ruud, il quale verrebbe ovviamente sorpassato se Hurkacz conquistasse il titolo domenica.

Per lui si tratta della quarta finale in carriera, la terza nel 2021, ma il dato più significativo è che non ne ha ancora persa una (l’ultima vittoria è anche la più prestigiosa, ovvero quella contro Jannik Sinner a Miami). Il suo prossimo avversario però lo ha battuto nel loro unico precedente, giocato non molte settimane fa a Cincinnati, e sembra in buona forma. Sì, perché Carreno Busta ha sfoderato un’ottima prestazione per avere la meglio su un Monfils finalmente concentrato. Il francese è entrato in campo con tanta voglia di correre e poca di fare lo sterile giocoliere, mortificando molti tentativi dell’avversario con rincorse e difese d’antan. Sotto 3-1, Carreno ha cominciato a giocare sempre meglio, ma Monfils ha rispedito al mittente i primi tentativi di controbreak ed è salito 4-1. Lo spagnolo, ormai entrato definitivamente in partita, ha rimontato fino al 4-4, scippando poi il set con un provvidenziale break sul 5-5.

Nel secondo set non ci sono state chance o scosse significative fino al tiebreak, che si è invece acceso tutto insieme, regalando momenti di grande suspence e scambi mozzafiato. Carreno ha salvato uno dopo l’altro tre set point dal 6-3 e poi un quarto sul 7-6 con un ace. Poi si è issato a match point, ma il passante giocato da lontanissimo si è fermato sul nastro, ristabilendo la parità. Monfils ci ha messo del suo e ha affossato in rete una comoda volée di dritto, concedendo una seconda occasione di chiudere il match a Carreno, che lo ha prontamente punito conquistando il punto al termine di una superlativa difesa. Nona finale in carriera (terza del 2021) per lui che ha vinto le ultime quattro per un totale di sei titoli complessivi.

 

Il tabellone completo

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ATP Nur-Sultan: Ivashka e Bublik raggiungono le semifinali

Il bielorusso rimonta Ruusuvuori, mentre il tennista di casa regola Taberner. Sabato affronteranno rispettivamente Duckworth e Kwon

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Alexander Bublik - Miami 2021 (via Twitter, @AustralianOpen)

Si allinea alle semifinali l’ATP 250 di Nur-Sultan. I quarti del venerdì non hanno riservato grosse sorprese, nonostante le due vittorie messe a segno dagli sfavoriti in termini ranking.

L’incontro di apertura del programma kazako ha aggiunto un’ulteriore conferma all’ottima stagione di Ilya Ivashka, in saldo ATP positivo su tutte le superfici con l’atteso picco sul duro. Il ventisettenne di Minsk ha superato in rimonta Emil Ruusuvuori, il quale si deve accontentare di avergli strappato un set dopo le due nette sconfitte subite quest’anno. Dopo i primi due parziali equilibrati, Ivashka ha preso il sopravvento nel terzo una volta consolidato il break nel lunghissimo secondo game; caratterizzato da bei punti ed errori evidenti, le diverse occasioni avute da entrambi non potevano non ripercuotersi su Ruusuvuori che è lentamente scivolato fuori dal match, facendo anche registrare cinque doppi falli nel parziale decisivo. Questa settimana al nuovo best ranking (n. 52 ATP), Ivashka è già sicuro di entrare in top 50 da lunedì. Nel frattempo, sulla corsa al suo secondo titolo in carriera dopo quello di un mese fa a Winston-Salem, il penultimo ostacolo sarà James Duckworth, uscito vincitore in due set dal derby con John Millman, quinta testa di serie ma undici posizioni più indietro nella Race rispetto al giustiziere di Sinner a Toronto.

Per quanto riguarda la parte bassa del tabellone, il secondo favorito del seeding Alexander Bublik regola con un break per set lo spagnolo Carlos Taberner, coetaneo del kazako ma di certo più avvezzo alla terra battuta dei Challenger che al duro indoor del circuito maggiore. Una sola palla break concessa e annullata per Bublik che regala anche qualche bello scambio dei suoi, forte del vantaggio conquistato nel quarto gioco con due rovescioni lungolinea. Nel secondo parziale, il break sul 3 pari è propiziato da due buoni punti di Bublik, ma le colpe di Carlos sono evidenti sulla palla break con uno smash non chiuso seguito da un altro completamente fuori bersaglio. Due match point consecutivi se ne vanno con un doppio fallo e un Taberner bravo a prendere in mano il gioco fin dalla risposta, ma poi Bublik pianta l’ace numero 16 e, dopo un sorriso a rassicurare tutti ma soprattutto sé stesso, anche il numero 17 che sigilla il risultato.

 

Per lui, semifinale contro il coreano Soonwoo Kwon che in tre set si è liberato di Laslo Djere, bravo fin qui ad approfittare di un buon tabellone (Galan e un Musetti ancora in periodo negativo) per raggiungere il suo primo quarto finale fuori della terra battuta dopo ben diciotto sulla superficie preferita. Il bagel nella terza partita ha comunque sancito la maggior attitudine di Kwon per il “veloce” (le virgolette perché non pare rapidissimo, tutt’altro). Il n. 82 da Seul, anch’egli classe 1997, cercherà così la rivincita del match a livello Challenger del 2017 proprio a Nur-Sultan, che all’epoca si chiamava ancora Astana.

Risultati:

[8] I. Ivashka b. Emil Ruusuvuori 4-6 6-4 6-1
J. Duckworth b. [5] J. Millman 6-4 6-4
S. Kwon b. [7] L. Djere 7-6(4) 2-6 6-0
[2] A. Bublik b. C. Taberner 6-3 6-4

Il tabellone completo

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