WTA Acapulco: esordio positivo per Mladenovic, terzo set per Petkovic

WTA

WTA Acapulco: esordio positivo per Mladenovic, terzo set per Petkovic

Kiki esordisce senza problemi contro Lepchenko, la tedesca costretta alla partita decisiva contro la qualificata Gibbs. Avanti in tre anche Flipkens e Parmentier, Tsurenko sul velluto

Pubblicato

il

Diciassettesimo anno del torneo combined Acapulco, città che si affaccia sul Pacifico, gradita meta turistica messicana. E competizione gradita pure dalle tenniste che hanno eletto più volte come “Torneo dell’anno” l’evento centroamericano. Torneo che ha spesso fatto felici i tifosi italiani con i successi di Pennetta ed Errani quando la superficie era ancora il mattone tritato; da qualche anno si gioca sul cemento outdoor.

BUONA LA PRIMA PER KIKI – Incontri di primo turno che si alternano a quelli dei colleghi maschi e che vedono in campo la tds numero 2 del tabellone Kiki Mladenovic, in campo dopo la vittoria a San Pietroburgo e la sconfitta al terzo turno a Dubai scorsa settimana. Avversaria di oggi della transalpina è l’americana Lepchenko, trent’anni e 91 della classifica. Mladenovic parte forte: subito break per la francese che fa valere il servizio, incisivo su questa superficie e si porta avanti  velocemente sul 4 a 1 nella prima partita. Lepchenko non riesce a sovvertire la storia del set, che si chiude con un altro break in favore della francese per 6 giochi a 2. Mladenovic parte in vantaggio pure nel secondo parziale strappando la battuta a zero alla giocatrice americana per il 2-0. Francese che si distrae, concede due occasioni del contro break ma le annulla portandosi sul 3-0. Lepchenko trova il contro break per il 3-2. Mladenovic, dopo un momento di appannamento, conquista il break per il 5-3 concedendosi la possibilità di chiudere il match col servizio. La francese chiude con il quinto ace al primo match point per 6-3. Buona prova della francese, che aspetta al prossimo turno Watson.

PETKO DIESEL – Altre due teste di serie in azione nell’Abierto Mexicano Telcel. La prima è Andrea Petkovic, testa di serie numero 8 che sfida la qualificata statunitense Loeb. La tedesca parte lenta, non sembra ingranare alla battuta, perdendo tutti i propri turni di servizio. 6-2. Da qui in poi però la teutonica si scuote e lascia le briciole all’avversaria: rapida si porta sul 6-1 con doppio break. Terzo leggermente più combattuto, dove Petkovic conquista subito il break, arrivando sul 3-0 e doppio break. Qui si rilassa, Loeb recupera un break di svantaggio, torna 3-4 ma la 29enne tedesca, dopo aver annullato una pericolosa palla break del possibile pareggio, strappa ancora il servizio alla giovane americana chiudendo il match a 0. Petkovic trova Parmentier. L’altra testa di serie è Lesia Tsurenko, settima favorita del tabellone. L’ucraina se la vedrà con un’altra qualificata, la giovane francese Pacquet. Partita con poca storia: Tsurenko ha solo un momento di difficoltà, quando perde il servizio nel secondo gioco del primo set. Da lì in poi prende il sopravvento nei turni di risposta strappando sempre il servizio alla giovane francese. Il match scorre via rapido per il 6-2 6-1 finale. L’ucraina affronterà Goerges o Bondarenko.

 

AVANTI ROGERS E WATSON – Gli altri incontri in programma. Nel derby statunitense tra Chirico e Rogers prevale la seconda, in una sfida che si è rivelata piuttosto fallosa. Rogers sfrutta un vantaggio di due break nel primo set, godendo delle grosse difficoltà dell’avversaria al servizio, che concede 4 doppi falli e sette occasioni di break complessive nel primo parziale. Rogers porta a casa il primo set per 6-2. Chirico continua a soffrire terribilmente con il servizio e nel primo gioco del secondo set parte con una sequenza devastante di tre doppi falli, perdendo il servizio. Rogers però concede il favore, perdendo anch’essa la battuta per l’uno pari. Chirico però non riesce proprio a sistemare le lacune al servizio, commettendo l’ennesimo doppio fallo e concedendo il quinto break su sei turni di battuta. Rogers mantiene finalmente la battuta, imitata dall’avversaria per il 3-2. La più giovane americana conferma il break e ne ottiene un altro strappando il servizio a 15. Rogers chiude alla prima palla match con il servizio con un duplice 6-2. Al secondo turno affronterà la vincente tra Lucic-Baroni e Bencic. Heather Watson liquida in due set Mattek-Sands. Prima partita ricca di break e doppi falli. Watson subito avanti di due break, ma poi si incarta e permette all’americana di tornare in partita. Britannica che ritorna avanti di un break sul 4 pari, ha due set point ma non li concretizza, commettendo due doppi falli, e perde il servizio. L’inglese però non si perde d’animo, breakka nuovamente la 31 enne yankee e conquista il set. Secondo parziale che vede ancora Watson avanti subito di un break, che Mattek-Sands non recupererà. Il secondo break che coincide anche con la prima palla match suggella l’incontro per 7-5 6-3 dopo 1h e 48 primi. La 73 del mondo incontrerà Mladenovic.

PARMENTIER FA 401 Pauline Parmentier, dopo aver raggiunto le 400 vittorie in carriera settimana scorsa a Budapest, ne aggiunge un’altra battendo l’americana Gibbs, 23 anni e n° 84 della classifica. Gibbs scappa 3-1 dopo non essere riuscita a convertire una palla del possibile 4-0. L’esperta francese però si rifà sotto e recupera il break, ma il quarto doppio fallo rimette in vantaggio la giocatrice statunitense che conduce per 4 giochi a 2 allo scoccare della mezz’ora. Il vantaggio però dura poco e Parmentier rimette i conti in parità firmando il quinto break in sette giochi. Servizio che non è sicuramente un fattore in questa partita almeno finora. La francese impatta sul 5 pari nonostante il doppio fallo numero 8 e che si porta sul 6-5 strappando il servizio all’americana, chiudendo il set poco dopo per 7-5. Secondo set molto combattuto: Gibbs si porta sull’1-0 dopo il game più lungo del match e riesce successivamente a ottenere il vantaggio, portandosi sul 3-0, come nel primo set. Parmentier rischia il tracollo, ma riduce le distanze in concomitanza con un servizio meno efficace della giocatrice stelle e strisce. Dal 3 pari ricomincia la sagra del break, dove entrambe fanno sempre centro al bersaglio. Epilogo al tie break dove Gibbs conquista il parziale alla terza occasione. Parmentier che ricomincia da capo, conquista subito il break e fila veloce fino al 5-1. Qui serve per il match, perde il servizio, ma conquista nuovamente la battuta e al  primo match point conquista il secondo turno nell’incontro più combattuto di oggi dopo oltre 3 ore di gioco. Al prossimo turno sfiderà Petkovic.

FLIPKENS PASSA IN 3 – Kirsten Flipkens ha più problemi del previsto contro la wild card locale Zarazua, 19 anni e 295 del mondo. Primo set dove la beniamina locale va avanti anche di un break sulla belga, strappandole il servizio al primo gioco. Match combattuto nonostante la differenza in classifica, con Flipkens che riesce a conquistare il set per 7-5, conquistando il terzo break a 30. Secondo set in equilibrio fino al 3-2, dove la più esperta belga conquista il break alla seconda palla break. Match che sembra arrivato al capolinea, ma Zarazua non è d’accordo e breakka l’avversaria, accodandosi sul 4-3. Giocatrice attendista e che basa il suo  gioco sul palleggio quella messicana, oggi sospinta calorosamente dal pubblico. Flipkens che sbaglia colpi piuttosto banali presa dalla fretta di chiudere gli scambi. Zarazua mostra doti importanti in difesa e fa divertire il pubblico, come sullo scambio che la porta sul 5 pari. Flipkens combina un disastro nel gioco successivo perdendo il servizio alla terza palla break. Zarazua non trema come nel primo set al momento decisivo trema e perde il servizio a zero. Tie break dove parte meglio la messicana che si porta sul 5-1; Flipkens non recupera, commette doppio fallo sul primo set point e cede per 7 punti a 1. Terzo set dove la messicana finisce la benzina e cede velocemente l’incontro per 6 giochi a 1 a Flipkens, che ha dovuto sudare più del previsto. Sfiderà Bouchard (6) o Tomljanovic.

Domani così in campo: Schiavone-Puig primo match sul centrale, Lucic-Baroni contro Bencic e Bouchard-Tomljianovic sul campo 1 nella notte. Altri sei match programmati tra cui Bondarenko-Goerges e Hantuchova-Wickmayer su campi periferici.

Risultati:

[2] K. Mladenovic b. V. Lepchenko 6-2 6-3
[7] L. Tsurenko b. [Q] C. Paquet 6-2 6-1
[8] A. Petkovic b.  [Q] J. Loeb 2-6 6-1 6-3
S. Rogers b L. Chirico 6-2 6-2
H. Watson b. [Q] B. Mattek-Sands 7-5 6-3
K. Flipkens b. [WC] R. Zarazua 7-5 6-7(1) 6-1
P. Parmentier b. N. Gibbs 7-5 6 -7(6) 6-2

Corrado Boscolo Zemelo

Continua a leggere
Commenti

WTA

Original 9: Nancy Richey, che per giocare gli Slam andava in metro con i vestiti sudati

Le donne che hanno cambiato la storia della WTA: oggi tocca a Nancy Richey, due volte campionessa Slam e numero 2 del mondo in un’epoca difficile. “Non c’erano soldi, non c’erano mense per gli atleti, non c’era nulla”

Pubblicato

il

Nancy Richey (foto dal sito US Open)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La settima protagonista, Nancy Richey, ci riporta con la memoria al periodo in cui il tennis professionistico femminile iniziò la sua avventura. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA


Nel settembre del 1970, quanto le Original 9 firmarono il contratto da un dollaro con Gladys Heldman, Nancy Richey era ventottenne e già due volte campionessa Slam, avendo trionfato nei Campionati d’Australia del 1967 e all’Open di Francia del 1968. Nel corso di una carriera ventennale, la texana fu in grado di vincere 69 titoli, 19 dei quali nell’Era Open, comprensivi di sei trionfi consecutivi agli US Clay Court Championships, raggiungendo la posizione numero 2 nel ranking mondiale. Inoltre, vinse due titoli dello Slam in doppio. Richey si ritirò dopo lo US Open del 1978 – il primo giocato a Flushing Meadows – a 36 anni e fu introdotta nel 2003 nella Hall of Fame del tennis.

Ho conosciuto il tennis quando era ancora amatoriale – riflette Richey – quando dovevamo prendere la metropolitana da Midtown Manhattan a Forest Hills, con le borse in spalla, e poi fare il viaggio di ritorno portando con noi i vestiti da tennis inzuppati di sudore. Quelle valigie pesavano più di venti chili l’una. Non c’erano soldi, non c’erano mense per gli atleti, non c’era nulla. Oggi, i giocatori sono pagati milioni di dollari, le donne guadagnano un montepremi identico agli uomini e lo sport è cresciuto davvero moltissimo. Penso che sia straordinario, davvero. Ogni volta che entro a Flushing Meadows mi do un abbraccio virtuale, perché ciò che vedo è proprio quello che noi sognavamo che il nostro sport diventasse.

“Provo le stesse cose che provavo allora di fronte alle diseguaglianze. A quei tempi eravamo così discriminate – ero arrivata al punto in cui non mi interessava nemmeno più se avessi potuto o meno giocare un altro torneo dello Slam. Sentivo che avevamo in ogni caso imboccato una strada senza uscita. Ci siamo prese un rischio, ma sapevo che Gladys Heldman aveva avuto successo in tutte le cose in cui sei era cimentata, dunque sapevo che sarebbe stata anche un’ottima promotrice di tornei. Tutte le atlete che firmarono quel contratto da un dollaro con Gladys erano estremamente determinate, non ci volle molto a capire che stavamo costruendo qualcosa di buono. Fu più che un successo”.

“Mi piaceva molto indossare i completi di Teddy Tinling. Ovviamente, a me toccavano gli scarti, perché portavo delle tute e lui utilizzava dei pezzi di tessuto degli abiti delle altre ragazze per confezionarmele. Ma erano fatte davvero bene! Io ero una sarta – forse è stato il mio primo amore a quei tempi, prima ancora del tennis – e quindi apprezzavo davvero le opere d’arte che Teddy riusciva a realizzare. Conservo ancora ogni cosa che ha creato per me, tranne la tuta che ho donato alla Tennis Hall of Fame. Al giorno d’oggi, anche gli uomini stanno diventando molto attenti alla moda ed è divertente vedere cosa riescono a tirar fuori”.

“Anche se non guadagnavamo come i giocatori di oggi, non è che stessimo poi male. Se fossi nata cinque o dieci anni prima, allora sì avrei ben potuto non vedere un dollaro. Sono molto orgogliosa di esser stata una di quelle che ha aiutato a dare il via a tutto questo – non ha prezzo per me. Sono felice di aver visto e giocato nei giorni in cui lo sport era amatoriale, nel momento di transizione con l’Era Open e poi nei primissimi anni del Tour WTA. È una cosa meravigliosa. Non che non mi sarebbe piaciuto guadagnare di più, ma anche quello è stato un gran bel periodo!”

Intervista di Adam Lincoln – Traduzione di Filippo Ambrosi

 

  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton
  4. Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz
  5. Original 9: Kerry Melville Reid
  6. Original 9: Rosie Casals

Continua a leggere

WTA

Original 9: Rosie Casals

Sesto dei nove approfondimenti dedicati alle donne che hanno cambiato la storia della WTA. Oggi tocca a Rosie Casals, la doppista più vincente del tennis femminile dopo Navratilova

Pubblicato

il

Rosie Casals (da tennisfame.com)

Dopo l’articolo introduttivo sulle ‘Original 9’ e una breve carrellata sulle donne che rivoluzionarono il tennis femminile, vi proponiamo i relativi approfondimenti. La quarta protagonista è Rosie Casals, nata a San Francisco il 16 settembre 1948, due volte finalista in singolare allo US Open e nove volte campionessa Slam in doppio. Rosie ripercorre i rischi e i benefici nel prendere parte al rivoluzionario torneo femminile di Houston organizzato da Gladys Heldman. Qui l’articolo originale pubblicato sul sito WTA.


Rosie Casals aveva 22 anni quando, nel settembre 1970, sconfisse Judy Dalton nella finale del Virginia Slims Invitational – l’evento che lanciò davvero il tennis femminile professionale. Durante la sua storica carriera, la californiana è stata finalista allo US Open nel 1970 e 1971 e presenza fissa nella Top 10 di singolare. In doppio, il suo straordinario bottino vanta 112 trofei – tra cui cinque corone di Wimbledon vinte al fianco di Billie Jean King e quattro titoli statunitensi. Solo Martina Navratilova ha fatto meglio di lei. È stata introdotta nella International Tennis Hall of Fame nel 1996.

Rosie riflette: “Mettere a rischio l’opportunità di giocare i tornei dello Slam è stata probabilmente la parte più rischiosa nell’andare contro il vecchio establishment. Cos’altro stavamo rischiando? Eravamo davvero cittadini di seconda classe quando giocavamo in tornei ufficiali insieme agli uomini – e intendo in tutti i tornei. In quel senso non avevamo molto da perdere. D’altra parte, i tornei dello Slam erano tutto per noi in quel momento”.

 

Non si trattava solo di soldi ma di riconoscimenti, di ottenere luoghi dove poter giocare e di essere pagate equamente per qualcosa che facevamo bene. Prima di Houston, Billie Jean, Françoise Dürr, Ann Jones e io eravamo diventate professioniste sotto contratto, giocando al fianco di Rod Laver, Ken Rosewall, Pancho Gonzales, Roy Emerson e gli altri professionisti. Noi quattro avevamo un buon contratto per quegli eventi e questo ci ha dato un assaggio di ciò che era possibile. Abbiamo capito che per ottenere qualcosa dovevamo rischiare qualcosa ed eravamo pronte a farlo“.

In quegli anni il movimento femminista ha sicuramente aiutato il nostro slancio. C’era la sensazione reale che fossimo sulla strada giusta, che ciò per cui stavamo combattendo era raggiungibile. Avere una leader forte come Billie Jean, che davvero riusciva a richiamare l’attenzione, è stato molto importante per noi. Siamo stati anche molto fortunate ad aver scoperto, attraverso Gladys Heldman, Philip Morris e il marchio Virginia Slims in un momento in cui stavano cercando di promuovere le donne”.

È stato un inizio difficile, perché abbiamo dovuto convincere i media del fatto che meritavamo il diritto di giocare e di essere noi stesse leader e di richiedere un equo premio in denaro. È stato molto difficile attirare la loro attenzione e ottenere articoli che parlassero della nostra causa. Ma siamo state educate dal Virginia Slims: ci hanno insegnato a venderci. So per certa che il tennis femminile non sarebbe dove si trova oggi se non fosse per loro. Vedere quante giocatrici stanno giocando oggi, quanto è competitivo, è fantastico”.

(Intervista realizzata da Adam Lincoln)


Per conoscere meglio le nove protagoniste, il sito della WTA sta pubblicando anche delle brevi video-interviste in cui vengono rivolte a tutte le stesse domande. Di seguito le risposte di Rosie Casals.

Chi era il tuo idolo?
“Crescendo, il mio idolo è stato… non c’era. Non ne avevo uno, davvero, non c’era”

I tuoi colpi migliori come tennista?
“Probabilmente lo smash e la capacità di muovermi in campo”

Torneo preferito?
“Il mio torneo preferito era Wimbledon… e la Family Circle Cup (il nome con cui era precedentemente noto l’attuale torneo di Charleston, ndr), un tempo”

Cosa serve per essere un campione?
“Per essere campioni serve molto. Sai, serve dedizione, cuore e disciplina… devi unire tutto ciò insieme, non è semplice”

Momento clou della tua carriera nel tennis?
“Il momento clou della mia carriera è stato vincere per la prima volta Wimbledon con Billie Jean King in doppio nel 1967… e vincere la Family Circle Cup a Hilton Head nel 1973, portando a casa 30.000 $: in quegli anni era il premio più oneroso sia per gli uomini che per le donne, quindi è stato davvero fantastico”

La partita che credevi fosse vinta?
“Credo che ce ne siano molte, davvero tante. (Contro) Margaret Court, Billie Jean, Chris Evert, ce ne sono davvero tante.. E vorrei poter far qualcosa per rimediare ora ma non è possibile”

Quale avversaria sceglieresti in un match di fantasia?
“Se dovessi giocare un fantasy match? Mmm… nella storia del tennis? Vediamo, potrebbe essere contro Serena o Venus, o probabilmente una delle giocatrici di oggi. Sono davvero brave”

Tennista preferito da veder giocare?
“Bene… ok, c’è Roger, lui è uno dei miei giocatori preferiti, il mio preferito da guardare. Devo ammettere che mi piace guardare Flipkens, lei ha un gioco molto vario e doti che mi piacciono. Sono sicura che ce ne sono molti altri ma al momento mi vengono in mente questi due”

La traduzione di entrambi gli articoli è a cura di Andrea Danuzzo


  1. Original 9: Kristy Pigeon 
  2. Original 9: Julie Heldman
  3. Original 9: Judy Dalton
  4. Original 9: Jane ‘Peaches’ Bartkowicz
  5. Original 9: Kerry Melville Reid

Continua a leggere

WTA

Calendario WTA 2020: si riparte da Palermo. C’è lo swing asiatico, si chiude a Guangzhou

La WTA ha rilasciato l’intero calendario fino al termine della stagione. Ci sarà lo swing asiatico, con Master e ‘Masterino’. Palermo sarà il primo torneo ufficiale post-coronavirus

Pubblicato

il

Ashleigh Barty (via Twitter, @WTA)

A differenza dell’ATP, che ha ufficializzato le date del nuovo calendario soltanto fino al Roland Garros, la WTA ha pubblicato le date di tutti i tornei sino al termine della stagione.

Il circuito femminile ripartirà due settimane prima di quello maschile, il 3 agosto, e per la gioia degli appassionati della penisola lo farà proprio dall’Italia: sarà infatti il Ladies Open di Palermo il primo torneo ufficiale a disputarsi dopo lo stop per il coronavirus, sebbene gli organizzatori non siano riusciti a strappare alla WTA un upgrade al grado di Premier.

(clicca per ingrandire)

Il torneo di Palermo rimarrà dunque un International e sarà seguito da due settimane di pausa, sebbene alla data del 10 agosto compaia un ‘tbd’ (to be determined) che indica il tentativo di riempire anche quello slot con una data europeo. Seguirà poi la tre settimane newyorchese con Cincinnati e US Open, entrambi previsti sui campi di Flushing Meadows, ma durante la seconda settimana dello Slam si disputerà anche un International a Istanbul.

 

Immediatamente dopo il termine dello US Open comincerà il mini-swing sulla terra battuta europea con Madrid, Roma e Roland Garros in fila. Durante la seconda settimana dello Slam parigino è previsto anche l’International di Seoul.

A ottobre comincerà il vero e proprio swing asiatico, il cui pericolo di cancellazione è dunque al momento scongiurato (o quantomeno limitato al solo circuito maschile). Prima il Mandatory di Pechino, poi Wuhan (Premier 5) e l’International di Nanchang nella stessa settimana; ricordiamo che proprio da Wuhan si è sviluppata la pandemia che ha poi coinvolto l’intero pianeta.

Dopo il premier di Zhengzhou in programma il 26 ottobre, il tour tornerebbe in Europa per fare tappa a Mosca e Tokyo, ma rimane da valutare la fattibilità di questi spostamenti in pochi giorni per le giocatrici. Il 9 novembre, infatti, si concluderà la Race to Shenzhen con le Finals, ma non sarà l’ultimo torneo ad andare in scena: secondo questa versione del calendario, infatti, seguiranno il WTA Elite Trophy di Zhuhai e per ultimo l’International di Guangzhou, i cui punti dunque dovrebbero essere validi per la Race 2021.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement