Ubipodcast (con il vice): Quinzi oggi, Murray e Djokovic domani

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Ubipodcast (con il vice): Quinzi oggi, Murray e Djokovic domani

Il futuro dell’Italia è nel buio. Quinzi esordisce nel circuito maggiore contro Mathieu. Djokovic e Murray (forse) si preparano per Montecarlo. Al posto di Fognini…

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Il nebuloso futuro del tennis azzurro e l’avvicinamento alla stagione sulla terra battuta con Montecarlo alle porte. Questi i principali argomenti del podcast con il Direttore e Carlo Carnevale. La sconfitta di Charleroi era pronosticabile e difficilmente si sarebbe potuto fare di più ma la nostra squadra è sempre più “vecchia” e non si vedono nel breve-medio periodo le possibilità di un rinnovamento significativo. Gianluigi Quinzi può finalmente venir fuori dopo la conquista del primo main draw ATP?

Intanto Andy Murray sta cercando di recuperare in tempo per  giocare il torneo del Principato ma il gomito non è ancora del tutto a posto. Novak Djokovic ha vinto un match in Coppa Davis ma i veri test per il suo stato mentale e fisico saranno altri, saprà superarli?

 

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ATP Roma: il coprifuoco non ferma Sonego. Straordinaria vittoria con Thiem [VIDEO-COMMENTO]

Tre ore e mezza di partita intensa ed emozionante: vince Lorenzo Sonego, purtroppo con gli spalti vuoti dopo l’uscita del pubblico per il coprifuoco. Sfiderà Rublev ai quarti

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Lorenzo Sonego - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

L. Sonego b. [4] D. Thiem 6-4 6-7(5) 7-6(5)

Non ho mai pensato di perdere questa partita“. Così Lorenzo Sonego ha commentato a caldo la strepitosa vittoria su Dominic Thiem, arrivata dopo tre set e tre ore e mezza di battaglia. Eppure quella partita il torinese è andata vicinissimo a perderla, quando sul 5-3 nel terzo set ha annullato un match point al proprio avversario prima di riuscire ad arrampicarsi fino al tiebreak decisivo. Al di là dell’ottimo livello di tennis espresso, la cosa che ha veramente impressionato di Lorenzo oggi è stato l’atteggiamento, la capacità di restare attaccato al match anche quando le cose sembravano ormai indirizzate verso il peggio. Sì, perché Thiem ha giocato un primo set certamente sottotono, ma poi alla lunga è andato in crescendo, vincendo con merito il tie-break del secondo parziale e poi salendo 5-3 nel terzo e arrivando, come detto, a un passo dalla vittoria.

Persino nel tie-break decisivo quei due consecutivi rovesci vincenti di Thiem avrebbero potuto minare le sicurezze dell’italiano che invece ha reagito subito, portando a casa il match. Un successo, il secondo contro un top 10, che ha un sapore decisamente migliore di quello ottenuto contro Novak Djokovic a Vienna, quando il numero uno al mondo era apparso in evidente disarmo e a secco di motivazioni, al contrario del Thiem di oggi.

 

Per la quarta volta negli ultimi quattro Masters 1000, un italiano disputerà i quarti di finale (Sinner a Miami, Fognini a Montecarlo e Berrettini a Madrid). Per Sonego in particolare questi saranno i secondi quarti di finale in un Masters 1000 (la prima volta fu a Montecarlo 2019) dove tenterà una nuova impresa contro Andrey Rublev, il quale ha rifilato un doppio 6-4 a Roberto Bautista Agut.

IL MATCH – Sonego sa di dover essere il primo a prendere l’iniziativa, cercando di dettare lui il ritmo degli scambi senza finire nel martellamento di Thiem. Il servizio fortunatamente lo assiste in queste prime fasi dell’incontro e gli permette di concentrarsi maggiormente sui turni di risposta. Sul 2-2, l’italiano si guadagna tre palle break, di cui due consecutive, ma non riesce a rispondere con efficacia e a sfruttare l’occasione. Lorenzo è però decisamente più pimpante di Thiem, che sembra spesso in ritardo sulla palla e non riuscire a trovare sufficiente spinta con le gambe. Sonego ne approfitta per strappare qualche punto anche sulla diagonale rovescia, in teoria a lui sfavorevole, e per tornare alla riscossa in risposta. Il break finalmente arriva sul 3-3, alla quinta occasione, e permette all’azzurro di scavare un piccolo solco tra sé e l’avversario.

Le prime vere difficoltà al servizio per Sonego si registrano proprio al momento di servire per il set sul 5-4. Thiem ha un sussulto d’orgoglio e sale a palla break, sulla quale l’azzurro si salva con un’ottima stop volley. Lorenzo sigilla poi il set vincendo uno scambio tesissimo e calando una prima pesantissima sulla prima palla buona.

Sonego riprende da dove aveva lasciato, continuando a mettere pressione all’avversario e facendo vedere qualche velenosa smorzata. Dal canto suo però Thiem comincia a trovare maggiore profondità con i propri colpi e nel quarto game si procura due consecutive palle break, sulle quali però Sonego è molto ordinato. L’azzurro trova buone soluzioni anche con il lungolinea di rovescio, non la soluzione più solida del suo repertorio, ma che oggi sta regalando qualche problemino a Thiem. Lorenzo varia benissimo anche al servizio, traendo il massimo dalla posizione estremamente arretrata dell’austriaco.

Thiem prova a mettersi nei guai da solo sul 4-4, regalando due palle break consecutive a Sonego con un doppio fallo e un erroraccio. L’austriaco si riscatta subito giocando quattro punti pressoché perfetti e salendo 5-4. Lorenzo non accusa la tensione, tiene il servizio e poi torna a farsi pericolo in risposta. Un gran pallonetto e un gran dritto lo portano a palla break, ma Thiem lo butta fuori dal campo col dritto. Sulla seconda occasione la scena è la stessa con Sonego costretto ad affossare in rete il dritto in corsa. Sul 6-5, l’italiano pasticcia a rete un paio di volte e si ritrova a dover fronteggiare due set point di fila. Ancora una volta Lorenzo gioca alla perfezione e li cancella entrambi, ma ne offre subito un altro, sul quale nuovamente non lascia l’iniziativa a Thiem. Dopo quattordici punti di sofferenza, l’azzurro riesce finalmente ad agguantare il tie-break.

Thiem si invola rapidamente sul 4-1 grazie a due rovesci poderosi, ma Sonego si rifà subito sotto con un grande recupero su una smorzata e un dritto vincente. Un pallonetto troppo corto dell’austriaco gli dà la chance di smashare agevolmente per il 4-4. Thiem però va a prendersi di forza altri due set point con una risposta vincente: sul primo Sonego si salva con un rovescio lungolinea vincente, ma sul secondo l‘austriaco mena come un fabbro e alla fine costringe il torinese alla resa.

Essendo le 21.30 passate, il gioco viene sospeso per permettere al pubblico di defluire fuori dall’impianto in ottemperanza alle norme sul coprifuoco. Curiosamente anche Sonego e Thiem lasciano il Grandstand per poi farvi ritorno una ventina di minuti dopo a spalti svuotati, mentre Bautista-Agut e Rublev, impegnati sul Pietrangeli, attendono in campo che gli spettatori se ne vadano.

La pausa sembra far bene a Sonego che parte forte e sale 2-0. Thiem però ha definitivamente ingranato e fa sentire la maggior pesantezza di palla, rispondendo con continuità e mettendo l’italiano costantemente sulla difensiva. L’austriaco ribalta la situazione vincendo quattro giochi consecutivi e andando sul 4-2.

Sonego non molla nonostante lo svantaggio, annulla un match point sul proprio servizio nel nono game e poi prova l’ultimo disperato assalto in risposta. Una risposta un po’ fortunata gli regala due palle break di fila, che Thiem cancella con un drittone sulla riga e una prima vincente. Sulla terza però il pallonetto di Lorenzo è buono e gli vale il 5-5. Tocca di nuovo al tiebreak dirimere la questione, come nel secondo set. Ancora una volta è Sonego a partire meglio, salendo 2-0 e poi 5-3, grazie anche a una smorzata telefonata di Thiem. L’austriaco però pesca dal cilindro due rovesci lungolinea vincenti da antologia e riequilibra le cose. Dominic rovina tutto con un’improvvida discesa a rete e viene poi punito da una gran prima vincente di Sonego, che può finalmente festeggiare con il proprio angolo una vittoria che ricorderà per sempre.

Il tabellone completo

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Roma, Berrettini lotta un set ma alla lunga la spunta Tsitsipas

Un episodio sfavorevole condiziona il tie-break del primo set in sfavore di Matteo. Tsitsipas concede poco e niente, ci va lui nei quarti contro Djokovic

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Stefanos Tsitsipas - Roma 2021 (foto Twitter @internazionalibnlditalia)

[5] S. Tsitsipas b. [8] M. Berrettini 7-6(3) 6-2

La giornata di giovedì è indubbiamente quella di maggior sostanza agli Internazionali d’Italia, con tutti gli ottavi di finale sia maschili che femminili. Tra questi match spiccava quello tra Matteo Berrettini e Stefanos Tsitsipas, unico con due top 10 in campo. Deve avere una qualche tipo di calamita Tsitsipas verso i giocatori azzurri quando gioca a Roma, dato che questo è il terzo anno consecutivo che il n. 5 del mondo affronta un italiano in questo torneo (nel 2019 battè in successione Sinner e Fognini, nel 2020 perse da Sinner) e oggi si è preso lo scalpo del n. 9 Berrettini col punteggio di 7-6(3) 6-2 in un’ora e 36 minuti.

Proprio a partire da oggi nel torneo romano è stata ammessa la presenza del pubblico e sullo stadio Grandstand i due tennisti europei hanno offerto un grande spettacolo, soprattutto nel primo set il quale è stato macchiato da un episodio sul finale che potrebbe averne compromesso l’esito. Va detto comunque che la stanchezza si è fatta sentire per Berrettini – all’ottavo match in 10 giorni – quindi in ogni caso sarebbe stata dura per lui portare il match al terzo.

 

Questo match era rimasto in canna a Matteo, il quale avrebbe dovuto affrontare Stefanos nei quarti degli Australian Open nel primo Slam della stagione, ma dovette farsi da parte prima di scendere in campo per l’infortunio agli addominali che l’ha tenuto per mesi out. Com’era prevedibile gran parte del match è stato ad appannaggio del servizio con il n. 9 del mondo molto più a suo agio nei turni di battuta (nel primo set ha perso un solo ’15’ nell’ottavo game) mentre in quelli del greco ci sono stati qualche scambio in più dove le bordate vincenti di Matteo hanno infiammato gli spalti.

Nell’inevitabile tie-break il massimo della competitività di entrambi è emerso e purtroppo Berrettini si è sciolto nel finale, complice anche un episodio sfavorevole. Era stato comunque lui il primo a passare avanti di un mini-break ma i tentativi di Tsitsipas di far giocare il più possibile il suo avversario hanno pagato, inducendolo spesso all’errore. Dal 3-1 in poi infatti Berrettini non ha più vinto un punto e oltre al crollo mentale va aggiunta la frustrazione per quanto accaduto sul 5-3 per il greco: una smorzata di rovescio di Matteo è stata presa in allungo da Tsitsipas al secondo rimbalzo, ma il giudice di sedia Bernardes non ha rilevato l’infrazione e Matteo ha poi sbagliato il colpo successivo. Berrettini ha cercato di spiegare le sue ragioni all’arbitro brasiliano, senza minimamente eccedere nelle proteste, e il suo sconforto era evidente; comunque la scelta era stata presa e alla fine dopo un’ora di gioco si è concluso il primo parziale.


L’impatto negativo sul suo match purtroppo ha avuto effetto anche ad inizio secondo set dove si sono viste le prime palle break, in favore del greco, nel primo game. La grinta rimasta a Berrettini gli ha permesso di salvarsi in quell’occasione ma Tsitsipas col passare del tempo ha acquisito sempre più fiducia e con continuità è riuscito a rispondere ai servizi dell’italiano. L’equilibrio dunque si è interrotto nel terzo game e a quel punto l’italiano si è un po’ lasciato andare. Con un colpo di coda finale ha cercato di evitare il secondo break ma Tsitsipas è stato arcigno fino alla fine e ha chiuso al primo match point guadagnandosi l’accesso ai quarti di finale del torneo romano. Per lui è la seconda volta che raggiunge questo traguardo e domani se la vedrà col n. 1 Novak Djokovic, oggi spedito come un treno su Davidovich Fokina. Inevitabilmente resta l’amarezza per Berrettini, ma molta di meno rispetto a quella di Sinner ieri e soprattutto rispetto a quella dello stesso Matteo nella finale di Madrid; tutto sommato quindi questi torneo hanno fatto vedere molte cose positive in vista del Roland Garros.

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evidenza

Sinner è stato vicino o lontano dal battere Nadal? Io non la penso come Jannik

ROMA – Oggi Berrettini e Sonego, ultimi superstiti azzurri in ottavi, giocano contro Tsitsipas, Thiem e il pronostico. L’ecatombe delle regine Osaka, Kenin, Halep, al Foro Italico. Le sorelle Williams faranno il pienone a Parma

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Jannik Sinner - ATP Roma 2021 (ph. Giampiero Sposito)

Oggi torna il pubblico al Foro, alè oh oh, alè oh oh! Non vedo l’ora e mi permetto questo coretto infantile da tifoso della curva Fiesole.

Ciò fatto, non mi era piaciuto il sorteggio, l’avevo detto subito, e spero proprio di non doverlo ribadire domani. Come ho anticipato con “il video del giorno”, soltanto pochi anni fa poter dire che c’erano ben due italiani contemporaneamente negli ottavi degli Internazionali d’Italia, sarebbe stato celebrato come un successo. Oggi un po’ meno, anche se chiaramente siamo grati a Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego che hanno ottenuto questo risultato per nulla banale.

Matteo ha battuto Basilashvili e Millman, due avversari di tutto rispetto anche se non stelle di prima grandezza. Lui ha il vantaggio – peraltro acquisito sul campo – di una classifica ATP che gli consente di essere testa di serie, n.9, e di evitare nei primi turni giocatori top-ranked (anche se non Tsitsipas n.5 in ottavi ed eventualmente Djokovic n.1 nei quarti; fra essere n.8 e n.9 c’è una discreta differenza, ma il sorpasso ai danni di Schwartzman non era ancora codificato quando sono state fatte le teste di serie: peccato!). Per Lorenzo Sonego non è così e ha dovuto battere Monfils, che anche se in crisi è pur sempre un tennista n.15 del mondo e un giocatore di grande esperienza, e poi Mager che aveva eliminato de Minaur.

 

Dicevo che spero di non dover ritornare stasera o domani nel mio consueto editoriale sul tema sorteggio infausto, perché né Berrettini, atteso da Tsitsipas, né tantomeno Sonego che affronta Thiem e per ora non ha dimostrato di avere la stessa solidità di “Berretto”, partono favoriti nei duelli odierni. Il rischio di non avere neppure un italiano nei quarti di finale è dunque piuttosto consistente. Oggi almeno qualche migliaio di spettatori avrà la possibilità di vederli all’opera, mentre quelli di domani forse no. E sarebbe un peccato. Un peccato non poter scambiare Roma con i Masters 1000 di Miami e Madrid dove un finalista era italiano, quando Sinner e quando Berrettini.

Comunque vada a finire questo torneo, però, il fatto che il tennis italiano viva un momento felice non è in discussione. E che si tratti non di un momento fugace, ma di un periodo prolungato nel tempo, credo si possa sostenerlo con cognizione di causa.

COPPIA INATTESA – Intanto ieri è salita alla ribalta anche una coppia inattesa, quella formata da Fognini e Musetti. Hanno battuto Cabal e Farah, non pizza e fichi. I due colombiani sono veri specialisti del doppio, giocano solo quello, sono stati coppia n.1 del mondo, hanno vinto Slam e fatto finali, vinto un paio di volte Roma, insomma una coppia con i controcavoli.

Un paio di mesi fa, quando continuavano ad arrivare in singolare quei risultati che positivi che già si erano palesati anche nel 2020, si è cominciato a recriminare sul fatto che i nostri giovani rampanti fossero tutti singolaristi. E sul fatto che la brutta derivazione della vecchia e gloriosa Coppa Davis, per la quale ogni incontro si basa su due soli singolari (e non più quattro) e un doppio, avesse reso quasi determinante la specialità del doppio, assai decaduta invece nei tornei.

Il nuovo capitano di Coppa Davis, Filippo Volandri, ha subito dichiarato che una delle sue principali missioni sarebbe stata quella di formare coppie affiatate di doppio. Beh, l’esperienza di Fognini – che di un Australian Open è stato campione con Bolelli – e talentuosa freschezza di Musetti ieri hanno dato bella e promettente prova di sé. E anche i due “fratelli di sangue” Sonego e Vavassori, sebbene sconfitti dal più esperto duo francese Paire Mannarino (7-5 4-6 10-8 nel long-tiebreak), hanno dimostrato di essere competitivi. Se son rose…

Sui match vinti da Berrettini e Sonego avrete già letto tutto, non c’è bisogno che io ci torni su. Berretto deve migliorare solo… come coach! La sua Ajla Tomljanovic, con cui si è allenato in mattinata, ha perso contro Ostapenko che è comunque una che il Roland Garros lo ha vinto, sebbene pochi se ne capacitino.

Poco da aggiungere anche alla sconfitta di Stefano Travaglia con Shapovalov, anche se l’ascolano non si è fatto travolgere. Anzi, nel primo set ha avuto le sue brave occasioni, sotto forma di palle break. Il sostegno appassionato della bella e bionda fidanzata Maria Paola non è bastato a trasformarle. Però nel confronto con la testa di serie n.13, Stefano non ha per nulla sfigurato. Vale più della sua classifica che occuperà lunedì prossimo (n.76 perché rispetto all’anno scorso ha perso un turno prima) e anche meglio del suo best ranking che ad oggi è stato n.60, a mio modo di vedere.

TORNANDO A JANNIK – Sul match Nadal-Sinner (7-5 6-4) voglio dire due parole in più rispetto al video che, lettori di poca fede, non aprite nei numeri che auspicherei. Poi magari vi lamentate perché scrivo troppo a lungo!

Pensavo che il miracolo di una vittoria di Jannik non ci sarebbe stato e non c’è stato. Lui pensa di esserci andato abbastanza vicino. Io sono di diverso avviso.

Vidi uscire Jannik furibondo dal suo match d’esordio allo US Open con Stan Wawrinka due anni fa, sebbene gli avesse strappato un set e tutti si stupirono per quella performance del ragazzino dai capelli rossi. Uno si sarebbe aspettato, allora, di sentirlo orgoglioso di aver così ben figurato di fronte a un giocatore che quel torneo lo aveva perfino vinto… e invece no. Jannik aveva nella testa i set che aveva perso e aveva tutta l’aria di rimproverarsi di esserseli lasciati sfuggire.

I cavalli di razza sono così. Non accettano, prima ancora con se stessi, di perdere. E non è una questione di presunzione. Forse è presuntuoso chi gli gira attorno, ma lui no. Lui dice sempre – e sono sicuro che davvero lo pensa – che la strada è lunga, che il cammino da fare per migliorarsi è ancora tanto. Era seccato anche quando perse al Roland Garros, dopo aver servito invano per il primo set e aver dilapidato un break di vantaggio nel secondo, ma era proprio incavolato nero ieri sera.

Non aveva digerito di essere stato due volte avanti di un break nel primo set, di essere stato avanti 4-2 nel secondo e di non aver raggiunto neppure il tiebreak in ciascuno dei due set. E, a caldo (“Sono uscito dal campo 20 minuti fa, riguarderò la partita due o tre volte con Riccardo e il team per capire meglio che cosa ho sbagliato, che cosa avrei potuto e dovuto far meglio…”) non riusciva proprio a darsi pace perché “non sono sceso in campo per fare una bella partita, ma per vincere. Come faccio sempre. È stata una partita di alto livello, credo, così come non credo di essere stato lontanissimo dal potercela fare”.

Ecco, su quest’ultimo punto io invece non sono troppo d’accordo. In telecronaca SKY Paolo Bertolucci e Elena Pero sostenevano che quello di ieri sera sia stato il miglior Nadal dell’anno sulla terra rossa, o quantomeno sui livelli della partita vinta con Tsitsipas a Barcellona. Forse sì, ma comunque fra il miglior Nadal e questo ce ne corre. E se ce ne corre! Rafa subisce molto di più di una volta le accelerazioni avversarie, il gioco di chi è capace di prendergli il pallino.

dall’account Twitter dell’ATP

Poi però, man mano che lo scambio si prolunga, lui cresce. Gli scambi più lunghi li ha vinti quasi tutti lui, perché l’avversario – Sinner in questo caso – si spazientisce a vedersi ritornare sempre indietro la palla e finisce fuori giri. Oppure va a rete con poca convinzione e gioca volee approssimative, un po’ da pesce fuor d’acqua. E comunque è stato Nadal in misura maggiore, da un certo punto in poi, a muovere di più la partita, a giocare smorzare, a cambiar ritmi e tagli.

Se perdi cinque volte il servizio contro Nadal non puoi sperare di vincere. Nella maggior parte dei casi non arrivi neppure al tie-break. E infatti Jannik non c’è arrivato. Hai un bel dire che in tanti scambi sei stato tu a dettar magari il gioco, però se alla fine i punti più importanti, le palle break, li vince l’avversario… beh, in realtà dal vincere sei stato un bel po’ lontano. Ci sono punti e punti, ci sono game e game, e se quelli finali li vince sempre lo stesso giocatore, vuol dire che per quanto tu abbia giocato bene i primi game, il verdetto dà ragione al tuo avversario.

Ok, ci sono tanti modi di interpretare una partita. Se lo fai dicendo: eh ma Sinner è giovanissimo, ha 19 anni, non può aver l’esperienza del miglior tennista di tutti i tempi sulla terra rossa, è un conto. Fin lì siamo tutti d’accordo. Come sul fatto che Sinner certamente migliorerà alcuni suoi punti deboli. A cominciare dal servizio. Negli anni hanno migliorato il servizio giocatori come Djokovic, Nadal, Lendl, Borg, che io ho visto ragazzini quando ancora il servizio non era davvero un loro punto di forza. Dopo qualche anno fargli un break, a tutti quelli, è diventata una mezza impresa.

Però se in un set non arrivi a cinque e nell’altro non arrivi a sei, e per vincere una partita avresti dovuto vincere non un solo set ma due, beh vicinissimo al tuo avversario non ci sei arrivato, anche se in certi momenti poteva sembrare di sì. Il gioco del tennis si vince su pochi punti. Quelli importanti. Se li vince quasi tutti il tuo avversario, significa che il divario c’è ancora. Almeno ieri sera lo si è visto. Prima o poi, spero, non lo si vedrà più a occhio nudo.

VERSO GLI OTTAVI – Sono curioso di vedere Nadal Shapovalov, a questo punto, anche se il canadesino mi sembra essersi un tantino involuto. Mentre mi aspetto che Rafa partita dopo partita possa migliorare, anche se certamente ha perso un pizzico di velocità. Se batte Shapovalov poi forse trova di nuovo Zverev che nelle ultime occasioni gli ha fatto vedere i sorci verdi grazie al suo rovescio bimane che, alto com’è Sascha, non soffre i topponi di dritto di Rafa.

Intanto Djokovic, che oggi ha Davidovich Fokina – che noia questi doppi nomi spagnoli! Soprattutto quando sono così lunghi – ieri si è allenato con Cecchinato. E avant’ieri con Andy Murray. Ieri alla conferenza stampa del nuovo presidente della federazione francese Gilles Moretton, ex n.65 Atp, e del direttore del torneo Guy Forget – di cui Vanni Gibertini ha scritto a lungo riguardo a pubblico, vaccini e protocolli sanitari per giocatori, accreditati e spettatori, montepremi, match serale il 9 giugno, prezzi dei biglietti – i colleghi inglesi parevano interessati a sapere soltanto se il Roland Garros avrebbe o non avrebbe assegnato una wild card al loro Andy Murray. I francesi hanno preso tempo. Vogliono capire se Andy si ritiene davvero pronto.

Di certo è più pronto lui, sebbene lo Slam si giochi sui tre su cinque, di quanto lo sembrino alcune top player del circuito femminile: ieri hanno perso, e nettamente, la n.2 Osaka (7-6 6-2) da una Pegula in forte ascesa, la n.3 Halep (sfortunatissima a farsi male al polpaccio quando era avanti 6-1 3-3, anche il Roland Garros sembra a rischio), la n.4 Kenin (6-1 6-3 da Krejicikova). E Serena Williams n.8? Sfoggiando una dei suoi sempre più improbabili outfit – anche se lo so che non deve essere semplice trovargliene uno che le stia bene – è andata sotto con l’argentina Podoroska. Chi può sapere se questo è stata la sua ultima apparizione a Roma (luogo che le sarà caro: è nella Città Eterna che ha conosciuto suo marito)? Di certo nessuno avrebbe mai pensato che si sarebbe iscritta al torneo di Parma, insieme alla sorella Venus.

Serena Williams al Foro Italico – WTA Roma 2021 (courtesy of tournament)

Immagino che Marcello Marchesini ieri sera abbia stappato champagne insieme alle figlie che stanno dando vita con tenacia e passione a una delle più interessanti e benemerite realtà organizzative del Paese. Un gran bel colpo anche per gli sponsor (Barilla? Parma Cotto, Parmigiano Reggiano?) di quel piccolo torneo in quel piccolo circolo che sta faticosamente allestendo mini-tribune sperando in una qualche deroga governativa per ospitare in piccoli spazi i maggior numero possibile di spettatori distanziati. Ma come distanziarli se gli spazi sono quelli? Di sicuro le Williams faranno il pienone. Tutto è relativo, teorizzava Albert Einstein.

È stata un’ecatombe cui si è sottratta giocando un match tipicamente da junior, qual in effetti è, Coco Gauff vittoriosa con un punteggio “isoscele” (definizione inventata da Maestro Tommasi) su Sakkari: 6-1 1-6 6-1. Muguruza deve ringraziare i regali della Pera se è riuscita a vincere 2-6 6-0 7-5 dopo che si era trovata sotto 4-1 nel terzo. Mi è sembrata più in palla Iga Swiatek contro Keys. A Pegula ho chiesto – in modo soft e non brutale come sintetizzo qui – se pensasse che Osaka sarebbe mai diventata competitiva anche sulla terra rossa. E lei se l’è cavata bene citando Maria Sharapova, che effettivamente agli inizi della carriera sembrava proprio negata per la terra battuta e invece ha vinto due Slam a Parigi, ha vinto Roma e… insomma tutto fuorché negata si è mostrata nel prosieguo della carriera.

Oggi, cantavo all’inizio, torna il pubblico al Foro Italico. Spero che l’organizzazione regga l’impatto. In questi giorni è stato tutto abbastanza triste, nel deserto dei Tartari. Oggi non sarà il brulichio dei bei tempi, ma chissà che Matteo Berrettini e Lorenzo Sonego non riescano a trarre qualche vantaggio psicologico, adrenalinico, dalla presenza degli spettatori che certamente tiferanno per loro.

P.S. Non so come abbiano fatto, altro che privacy, ma alcuni possessori di biglietti del centrale si sono impossessati anche del mio WhatsApp per lamentarsi del fatto che Berrettini non giocherà sul centrale. Io che ci posso fare, se non segnalare la protesta? Immagino però che saranno contenti altri spettatori…  

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