ATP Montecarlo: Ramos e Cuevas, le stelle stanno a guardare

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ATP Montecarlo: Ramos e Cuevas, le stelle stanno a guardare

Giornata di grandi sorprese: fuori Andy Murray contro Ramos-Vinolas. Eliminato anche Wawrinka da Pablo Cuevas

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A. Ramos-Vinolas b. [1] A. Murray 2-6 6-2 7-5 (da Montecarlo, Laura Guidobaldi)

Giornata da dimenticare per Andy Murray. Il n. 1 del mondo esce di scena, superato da Albert Ramos-Viñolas. Ricordiamo che Ramos non è nuovo a exploit illustri; infatti è stato una delle grandi sorprese del Roland Garros l’anno scorso, superando Milos Raonic. Ha tanto da recriminare Andy poiché, dopo aver dominato il primo set 6-2 – e costretto poi al terzo – era in vantaggio 4-0. Ma errori sconsiderati, nervosismo e tanta fretta, hanno facilitato il compito ad un ottimo Ramos che, efficace con il dritto, regolare e molto mobile in campo, ha saputo prendere al volo l’occasione e approfittare della giornata negativa dello scozzese.

 

È Andy Murray ad inaugurare il big thursday del Montecarlo Rolex Masters, opposto al 29enne spagnolo Albert Ramos-Viñolas (n. 24 Atp). Oggi infatti è la giornata che promette maggiore spettacolo con tutti i big in campo. In una mattinata dalle temperature e dalla brillantezza estive – nonostante la fresca brezza tipica della French Riviera – lo scozzese non perde tempo per imporsi sul servizio di Alberto Ramos-Viñolas. Tuttavia lo spagnolo reagisce immediatamente con il controbreak, per poi lasciarsi sorprendere di nuovo. Comunque, dopo un inizio altalenante, Andy trova le misure, consolida il distacco nello score per chiudere in 48 minuti il primo parziale per 6-2.

Stavolta è Ramos a sorprendere Andy all’inizio del secondo set allungando il passo sul 3-1. Preciso, molto mobile in campo e offensivo con il dritto, lo spagnolo approfitta di alcune defaillance del britannico che si lascia andare a troppi errori non forzati. Che continuano inesorabili, tant’è che il tennista di Barcellona prende il largo sul 5-2, per poi chiudere la seconda manche per 6-2. Nervoso e frettoloso, Murray non riesce a imporsi con il servizio, mettendo a segno soltanto 12 punti su 25 alla battuta, a fronte dei 17 su 20 di Ramos. Questi fa suo il secondo set conquistando in tutto 30 punti rispetto ai 15 di Murray.

Tutto da rifare dunque per lo scozzese. Che, però, pare si sia scosso dal “torpore” del secondo set e, tenendo meglio gli scambi e spingendo indietro l’avversario, ritorna a comandare il gioco staccando rapidamento Ramos sul 4-0. Ma ecco che l’inerzia del match cambia di nuovo, con Murray che ricomincia ad essere impreciso ed irrequieto, lasciandosi raggiungere da Ramos-Viñolas sul 4-4. Attenzione perché ora Albert è di nuovo sulla cresta dell’onda, procurandosi due palle break per il 5-4. Le fallisce entrambe, pressato da Andy che, alla fine, con una prima vincente, ritorna in testa sul 5-4. Eppure, ancora una volta, Murray è sul filo del rasoio, in svantaggio 15-40 sul 5-5 al terzo set. E infatti, Ramos non fallisce, scavalcando il n. 1 del mondo 6-5. Continua così la sua bella performance perché al secondo matchpoint, e grazie ad una smorzata scellerata di Murray che non arriva neanche alla rete, lo spagnolo chiude l’incontro 2-6 6-2 7-5 e accede ai quarti di finale. Lo aspetta Marin Cilic, vittorioso su Tomas Berdych.

[16] P. Cuevas b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4 (da Montecarlo, Carlo Carnevale)

Quando piove, grandina. La sconfitta del numero uno del mondo non era abbastanza, ed è allora tempo di salutare anche il campione dell’edizione 2015, Stan Wawrinka. Il pennello che firma la tela è quello di Pablo Cuevas, uruguaiano 27 ATP, che sta attraversando forse il momento migliore della carriera. Dopo aver vinto per la terza volta consecutiva il torneo di Sao Paulo in febbraio, il sudamericano bissa il quarto di finale raggiunto a Indian Wells poche settimane fa (era il primo in carriera in un Masters 1000). Contestualmente, griffa la prima vittoria in carriera contro un top4. Pessima la tenuta di Wawrinka, lentissimo nei tempi di reazioni e quasi sempre in ritardo nello scambio; l’unico scoglio a cui può aggrapparsi è quello del dritto, in netta controtendenza con le sue abitudini, con cui riesce muovere l’avversario sopratutto nell’angolo destro.

Ma non è abbastanza. Il confronto sula diagonale sinistra, degno di fotografie in bianco e nero grazie ai rovesci ad una mano di entrambi, è vinto con ampio margine da Cuevas, molto più vario nelle soluzioni, dal piatto profondo al top in recupero. Entrambi i set si inchiodano da subito sulle rotaie di Pablo, chirurgico nel mettere pressione pochi momenti dopo essersi alzato dal time: i break arrivano nel terzo game, e in apertura di secondo parziale, a testimonianza della scarsa capacità di Wawrinka nell’accendersi o nel ripartire. Poco incisivo anche il servizio dello svizzero, troppo facilmente preda delle risposte bloccate e ficcanti dell’avversario: Cuevas è invece bravissimo a non concentrarsi esclusivamente sulla potenza, trovando soluzioni di pregio anche con traiettorie cariche ma non velocissime. Nessuna palla break concessa in tutto il match per Pablo. Miglior risultato dell’uruguagio nel Principato, in cui conta soltanto due altre partecipazioni: lo scorso anno, sconfitto al secondo turno da Roanic, e addirittura nel 2009, quando si arrese in qualificazioni a Kristof Vliegen. Nel mezzo, la sfilza di serissimi infortuni che ne hanno almeno in parte limitato le possibilità.

Si squarcia dunque il lato di tabellone che secondo pronostico sarebbe dovuto finire comodamente nella borsa di Murray: Cuevas attende un Pouille in formissima per un posto in semifinale, dove con ogni probabilità si troverebbe Marin Cilic. Il croato è l’unico in questo lato di tabellone ad aver mai raggiunto un finale in un Masters 1000 (a Cincinnati lo scorso anno, vinta contro Murray). Chissà che Zverev e Carreno non prendano spunto per ultimare il quadro di una giornata senza precedenti.

[11] L. Pouille b. [Q] A. Mannarino 3-0 RIT (Michele Trabace)

Gli ultimi due esponenti del tennis francese si affrontano sul Campo dei Principi: da una parte Lucas Pouille, numero 11 del seeding, opposto ad Adrian Mannarino, proveniente dalle qualificazioni e numero 56 ATP. Tra i due ci sono due confronti diretti nel circuito maggiore datati 2015 ed entrambi vinti da Mannarino. Purtroppo il match dura ben poco, con Pouille che si porta rapidamente sul 3 a 0, ma dopo altri due punti giocati Mannarino decide di ritirarsi per un problema fisico. Pouille, dopo aver sconfitto Lorenzi, si qualifica cosi senza praticamente giocare per i quarti di finale.

[5] M. Cilic b. [9] T. Berdych 6-2 7-6(0) (Michelangelo Sottili)

Quando incontri qualcuno che sta con il tuo ex, ben figurare è d’obbligo. A maggior ragione se accade sul Campo dei Principi. È lì che Marin Cilic incrocia Tomas Berdych nel cui box siede Goran Ivanisevic, coach del croato fino a pochi mesi fa. 6-5 è il vantaggio nei precedenti per il ceco. Berdych si mette subito nei guai perdendo il servizio d’apertura con tanto di doppio fallo sul 30-40. Se Tomas palleggia senza idee, il croato è decisamente più propositivo, sfrutta il colpo dopo il servizio, risponde in modo aggressivo, regala pregevoli smorzate; il ceco salva quattro set point servendo sotto 1-5 e chiede il MTO per una vescica a un dito della mano al cambio campo successivo, con il 6-2 finale fin troppo generoso per lui (19-4 i vincenti per Cilic). Il tabellone luminoso impazzito fa arrabbiare più volte Berdych che resta in partita trovando maggior efficacia in battuta; deve comunque affrontare due palle break nel quinto game e una nel settimo, mentre una buona prima palla croata non gli permette di giocarsi la sua unica occasione sul 3-2. Pur sceso nettamente di intensità, Cilic trova il break sul 4-4 e serve un match point, ma il ceco salva e pareggia. Nel tie-break, Berdych scompare e Cilic avanza ai quarti dove troverà il vincente fra Albert Ramos Viñolas e Andy Murray che, dopo la netta vittoria di ieri contro il giovane terraiolo Muller (?), favoleggia imprese parigine.

Risultati:

[15] A. Ramos-Vinolas b. [1] A. Murray 2-6 6-2 7-5
[5] M. Cilic b. [9] T. Berdych 6-2 7-6(0)
[16] P. Cuevas b. [3] S. Wawrinka 6-4 6-4
[11] L. Pouille b. [Q] A. Mannarino 3-0 rit.
[4] R. Nadal b. A. Zverev 6-1 6-1
[10] D. Goffin b. [6] D. Thiem 7-6(4) 4-6 6-3
[2] N. Djokovic b. [13] P. Carreno Busta 6-2 4-6 6-4
D. Schwartzman b. [Q] J.L. Struff 6-3 6-0

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Wawrinka crolla a Ginevra, avanzano i favoriti a Lione

L’ex campione del Roland Garros si fa rimontare da Dzumhur, fuori anche Fucsovics e Garin: Zverev sfrutterà l’occasione? In Francia vincono Bautista, Basilashvili e Shapovalov

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Stan Wawrinka - Madrid 2019 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

C’è tanta delusione a Ginevra alla fine di un mercoledì molto movimentato. Stan Wawrinka, seconda testa di serie, è stato eliminato al secondo turno da Damir Dzumhur, che è partito dalle qualificazioni e in questo 2019 aveva vinto appena quattro match. La sconfitta è arrivata in maniera inaspettata per Stan, partito benissimo nel primo set (6-3) e un po’ più distratto nel secondo set (3-6). Il break iniziale conquistato all’inizio del terzo set lo aveva comunque messo in un’ottima posizione, ma dal vantaggio di 3-0 ha rimesso in partita un encomiabile Dzumhur, che non ha mai mollato la presa anche quando lo svizzero lo sommergeva di colpi vincenti. Nel silenzio di stupore del campo centrale il bosniaco ha chiuso 6-4 il parziale decisivo e sfiderà Radu Albot nei quarti di finale.

Da quando è diventato un top 50 stabile, solo in due stagioni era arrivato al Roland Garros con meno vittorie (15) di quest’anno, entrambe le volte a causa del ginocchio: il destro, che fece crac a inizio 2007 e lo costrinse a fermarsi per quattro mesi, e poi il sinistro, che nel 2018 – dopo l’operazione – gli ha consentito di vincere appena quattro partite tra gennaio e maggio. Quest’anno il fisico ha retto abbastanza da permettergli di disputare dieci tornei: bene a Rotterdam, dove ha raggiunto la finale, benino a Madrid (quarti), così così a Indian Wells (terzo turno, sconfitto da Federer) e poco altro. Tra i favoriti di Parigi non ci sarà il suo nome, almeno alla vigilia.

Oltre alla testa di serie numero due hanno lasciato il torneo anche due dei quattro favoriti alla vittoria finale. Marton Fucsovics (tds 4) ha ceduto in due set a Delbonis, la sua seconda vittoria di spessore consecutiva dopo quella ottenuta contro Grigori Dimitrov all’esordio. È uscito di scena anche il campione di Monaco e di Houston, Christian Garin, sconfitto in tre set da Taro Daniel. Tutta la pressione è allora sulle spalle di Alexander Zverev. Il numero uno del tabellone è arrivato a Ginevra per ritrovare un feeling positivo col campo in vista del Roland Garros: ora ha la grande chance di mettere in bacheca il titolo, ma dovrà farsi strada tra i tanti terraioli ancora in gioco e tra i fantasmi di un 2019 che stenta a decollare.

 

Risultati:

F. Delbonis b. [4] M. Fucsovics 6-4 6-2
A. Ramos-Vinolas b. J. Sousa 6-0 6-3
N. Jarry b. D. Kudla 6-3 6-3
T. Daniel b. [3] C. Garin 6-2 4-6 6-4
[5] R. Albot b. J. Londero 6-1 6-7(3) 6-4
[Q] D. Dzumhur b. [2] S. Wawrinka 3-6 6-3 6-4

Il tabellone completo

È stata meno sorprendente la giornata in riva al fiume al fiume Rodano. Il torneo di Lione ha ancora le sue prime tre teste di serie e due giocatori francesi per cui fare il tifo. Tuttavia in mattina c’è stato il forfait di Richard Gasquet che ha lasciato strada a Fritz, probabilmente a scopo precauzionale in vista del Roland Garros. Hanno invece superato il secondo round Benoit Paire e Jo Wilfried Tsonga. Il primo si è sbarazzato in due set di Pablo Cuevas, che sta giocando da un’ottima stagione sulla terra battuta e veniva dal successo nel challenger di Aix-en Provence. Tsonga ha piegato il qualificato canadese Steven Diez dopo due ore e quaranta minuti. Il francese ha arrancato per tutta la partita, complice anche un problema fisico che l’ha costretto più volte al medical time out. Il tie-break del secondo set in cui Diez si è disunito ha concesso a Tsonga di far girare la partita, con un break in apertura di terzo set ha raggiunto i quarti nel torneo in cui ha trionfato due anni fa.

Hanno vinto in rimonta Denis Shapovalov (tds 3) e Roberto Bautista Agut (tds 2), entrambi impegnati con un giocatore francese. Bautista ha eliminato il giovane Moutet, che ieri aveva esaltato il pubblico lionese vincendo al fotofinish contro Opelka. Shapovalov ha rischiato di pagare una falsa partenza contro Ugo Humbert: perso 6-2 il primo, si è incartato nel secondo set, trascinato fino a un pericoloso tie-break dopo aver controllato le operazioni sin dal terzo game. Ha completato la rimonta dopo due ore e un quarto di partita e sfiderà Benoit Paire per un posto in semifinale. In chiusura di giornata ha vinto anche il primo favorito del seeding, Nikoloz Basilashvili, contro il giustiziere di Jannik Sinner, Tristan Lamasine.

Risultati:

N. Basilashvili b. [LL] T. Lamasine 7-5 7-5
J. Tsonga b. [Q] S. Diez 3-6 7-6(2) 6-3
B. Paire b. P. Cuevas 6-4 6-3
[3/WC] D. Shapovalov b. U. Humbert 2-6 7-6(3) 6-2
T. Fritz b. [6/WC] R. Gasquet w/o
[2] R. Bautista Agut b. [WC] C. Moutet 4-6 6-4 6-3

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Qualificazioni maschili Roland Garros: Italia – Francia 0-3, ne rimangono in gioco sei

Tre partite decise al terzo set decretano altrettante sconfitte degli azzurri impegnati quest’oggi, dopo il bilancio in parità della prima giornata

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Paolo Lorenzi - Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell'Olivo)

da Parigi, Andrea Pellegrini Perrone

Il bilancio complessivo dopo il primo turno è sei su quindici. Ci si aspettava qualcosa di meglio dagli italiani impegnati nel tabellone maschile delle qualificazioni del Roland Garros 2019. Nella giornata di oggi sono arrivate, purtroppo soltanto sconfitte. Forse ancora più amare perché tutte al set decisivo.

Parecchio rammarico in tutti e tre i match, ma andiamo in ordine cronologico: il primo a giocare – in apertura di programma sul campo 14 – è stato Matteo Viola contro Mathias Bourgue, che proprio al Roland Garros portó al quinto set Andy Murray nel 2016. Nonostante un inizio di match in salita l’azzurro era stato bravo a riacciuffare il primo set recuperando un break di svantaggio e iniziando a rispondere in modo ottimale specialmente con il rovescio, portandosi poi a condurre per 4-3 e servizio. Dopo due ulteriori break in un primo set caratterizzato da tante risposte vincenti, nel decimo game Viola si issava sino al 40-0 prima di essere trascinato ai vantaggi dove riusciva comunque a chiudere il primo parziale. Nel secondo set è salita drasticamente la percentuale di punti ottenuti con la prima da Bourgue e i due break conquistati dal francese nel secondo e nel sesto gioco son stati portati fino in fondo, al 6-1 finale. Nel terzo parziale Viola veniva breakkato in apertura, cancellava una palla del doppio break nel settimo game per poi arrendersi due game più tardi. Bravo il transalpino a spingere nelle fasi delicate, come sul 4-3 0-30. Punteggio finale 4-6 6-1 6-3.

 

Cede alla distanza Paolino Lorenzi a seguito di un netto crollo dopo aver condotto per un set ed un break. Il tennista toscano, infatti, nonostante un inizio complesso con un secondo game nel quale aveva dovuto annullare cinque palle break, era stato bravo a capitalizzare le occasioni concesse da Couacaud in chiusura di primo parziale ed in apertura di secondo per andare a condurre 6-4 1-0 e servizio. La reazione del tennista francese nel secondo set era immediata con un contro-break istantaneo che ha fatto entrare in partita il pubblico, sempre più caloroso col proseguire del match, anche per la crescita del livello di Couacaud. Lorenzi, nonostante qualche difficoltà, teneva i successivi servizi prima di cedere la battuta nel decimo game permettendo così al classe 1995 di issarsi al terzo set. Nel parziale decisivo, dopo un primo game combattuto, c’è stato un crollo fisico di Lorenzi apparso impotente di fronte alle accelerazioni lungolinea di Couacaud, abile a comandare il gioco col rovescio e a non far rientrare mai l’italiano congedandolo con un netto 6-0. 

Il terzo ed ultimo italiano impegnato quest’oggi era Arnaboldi, la cui partita è stata giocata per buona parte sotto una discreta pioggia che ha condizionato il campo, rendendolo ancor più lento a partire dalla metà del secondo set. Dopo una falsa partenza il tennista canturino, subito sotto 3-0, poi 4-1 40-30 ed anche 5-2, era stato bravo ad allungare il primo parziale al tie break, ma anche qui ha pagato lo scotto di un inizio negativo e nonostante la tentata rimonta da 2-6 a 5-6 si è dovuto arrendere lasciando al giovane avversario il primo parziale. Nel secondo set Andrea è stato bravo a dettare i ritmi di gioco alternando slice mortiferi e discese a rete, mandando fuori palla Blancaneux e conquistando il break decisivo nell’ottavo gioco prolungando la contesa al terzo set. Ancora una falsa partenza viene pagata cara da Arnaboldi: il giovane francese, da subito molto carico e bravo a trascinare il pubblico, ha conquistato immediatamente il break nel secondo gioco e si è issato sul 3-0. Una sospensione per pioggia sul 4-1 di una ventina di minuti rianimava il tennista italiano che al rientro teneva il servizio e si procurava una chance per rientrare, molto ben annullata dal francese. Chiamato a servire per il match sul 5-3, il braccio non ha tremato: chiamando a sé il pubblico dopo ogni punto, Blancaneux si è portato sul 40-15 prima di chiudere al secondo match point diventando così l’undicesimo transalpino a conquistare il pass per il secondo turno di qualificazione

I Risultati degli italiani:

M. Bourgue b. M. Viola 4-6 6-1 6-3
E. Couacaud b. P. Lorenzi 4-6 6-4 6-0
G. Blancaneux b. A. Arnaboldi 7-6(5) 3-6 6-3

I sei italiani approdati al secondo turno affronteranno i seguenti avversari nella giornata di domani:

Bolelli vs Koefer (quinto e ultimo match sul court 12, inizio alle 10:00)
Mager vs Giraldo (terzo match sul court 9)
Napolitano vs Otte (terzo match sul court 15)
Quinzi vs Guinard (terzo match sul court 13)
Travaglia vs Serdarusic (terzo match sul court 8)
Caruso vs Zhang (terzo match sul court 6)

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Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

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A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

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