Cirstea attacca Konta: “Io non ho mai lasciato il campo piangendo”

La tennista rumena critica la collega per aver esagerato nella sua reazione alle pressioni del pubblico di casa

Di Valerio Vignoli
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Non si placano le polemiche a Costanza, sede della sfida di Fed Cup tra Romania e Gran Bretagna, valevole per l’accesso al gruppo mondiale. Dopo l’assurda scenata del capitano rumeno Ilie Nastase, a gettare ulteriore benzina sul fuoco ci ha pensato proprio Sorana Cirstea, la sconfitta del match della discordia contro Johanna Konta. Nella conferenza stampa post-partita, Cirstea si è infatti scagliata contro la tennista britannica, colpevole di aver avuto una reazione troppo emotiva alle offese del pubblico e agli insulti di Nastase, mettendosi a piangere e lasciando il campo.

“Ho giocato in tutto il mondo, mi hanno chiamato zingara, prostituta, idiota mi hanno fatto cose così (e mima il gesto di una gola tagliata), ha dichiarato la n.62 del ranking WTA, “Non ho mai pianto e lasciato il campo. Sono rimasta lì e ho giocato. La prossima volta che sarò sotto in un match mi metterò a piangere anche io, così forse me ne posso andare per un po’ dal campo”. Successivamente Cirstea ha riconosciuto che la decisione di cacciare Nastase sia stata giusta ma si è lamentata del fatto che l’incontro non sia stato sospeso prima. “Capisco che abbiano portato via Ilie. Ma se si voleva fermare l’incontro, bisognava farlo sul 2 a 1 non sul 3 a 1 quando Johanna ha cominciato a piangere”, ha proseguito la 27enne di Bucarest che ha inoltre rivelato come Konta e il capitano britannico Anne Keothavong si siano dette dispiaciute per la sospensione, secondo lei consapevoli che fosse una reazione esagerata.

Cirstea ha infine difeso il suo pubblico che ha sommerso di fischi la sua avversaria per tutto il prosieguo della partita. “Il pubblico andava bene. Non hanno fatto nulla”, ha sostenuto la bella tennista rumena che l’ha messa anche sul piano delle differenze di reputazione tra i due paesi, “Hanno detto che si sono sentite minacciate. Siamo in Romania e trattiamo tutti bene. Non penso sia giusto attribuire tutta la colpa al pubblico solo perché siamo un paese meno sviluppato dell’Inghilterra”. Il tutto si è concluso con una frecciata finale al popolo britannico: “Noi come rumeni siamo doppiamente insultati per via della nostra nazione ma va bene così perché siamo forti. Più forti degli inglesi apparentemente”. Se queste sono le premesse, i restanti incontri in programma sulla terra battuta di Costanza si preannunciano infuocati.

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