ATP Madrid: Fabio, che peccato. Un brutto Nadal va da Kyrgios [AUDIO]

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ATP Madrid: Fabio, che peccato. Un brutto Nadal va da Kyrgios [AUDIO]

MADRID – Fognini gioca un ottimo incontro ma perde: 4/16 le palle break, grande occasione sprecata. Rafa vince con qualche dubbio e ora avrà Kyrgios

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dal nostro inviato a Madrid

[4] R. Nadal b. F. Fognini 7-6(3) 3-6 6-4

 

Questa edizione del Mutua Madrdi Open passerà alla storia del nostro tennis come il festival delle occasioni mancate: dopo l’amarezza di ieri per la Vinci, arrivata a due punti dal match con la Halep, arriva oggi la frustrazione per aver visto Fognini competere per quasi tre ore con un Nadal reduce dalle vittorie di Montecarlo e Barcellona, ma apparso oggi piuttosto opaco nel servizio e nel dritto, senza che questo limiti i meriti dell’azzurro, in alcune fasi del match davvero ispirato nel mostrare il suo talento. I più grossi rimpianti per Fognini sono soprattutto in due situazioni: per come si è lasciato incredibilmente sfuggire il primo set, nel quale ha sperperato una miriade di occasioni. E nel decimo gioco del terzo, quando ha sprecato la palla per il 5-5 con un maledetto doppio fallo. Del resto, per creare un risultato a sorpresa nel tennis, come nello sport in generale, occorre la concomitante giornata non al meglio del più forte ed una prova perfetta dell’outsider: non ce ne vorrà Fabio Fognini se lo consideravamo anche noi tale contro il nove volte campione del Roland Garros ed attuale quinto giocatore al mondo.

In effetti erano due le incognite che hanno accompagnato l’ingresso in campo di Rafael Nadal e del numero 1 azzurro, 29 ATP, sul Manolo Santana. La prima riguardava le condizioni fisiche del maiorchino, allenatosi intensamente in questi giorni, (domenica con Marc Lopez, lunedì con Thiem, martedì con Garcia Lopez), tra la folla adorante e gli occhi attenti di noi inviati, ma parzialmente debilitato da una fastidiosa otite. “Mi genera dolore di testa e senso di nausea, è scomoda”, aveva detto nella conferenza stampa di lunedì, un fastidio che aveva spinto gli organizzatori a tutelarlo e a spostare di un giorno il suo esordio nel torneo. La seconda dipendeva dal capire da quale parte del letto fosse sceso oggi Fognini: da quella che quest’anno gli ha fatto battere due top ten (Tsonga ad Indian Wells e Nishikori a Miami) e domenica gli ha consentito di vincere nettamente contro il portoghese Joao Sousa o quella che, nelle ultime settimane, l’ha fatto perdere malamente nella partita d’esordio a Budapest contro Kuznetsov, 87 ATP e a Monaco di Baviera da Pella, 158 ATP. Gli undici precedenti tra i due parlavano chiaro: Fabio ne aveva vinti solo 3, ma incoraggiava il ligure lo stretto divario esistente -3 a 2 per Rafa- se si consideravano esclusivamente le partite giocate dai due sulla terra.

Nel primo pomeriggio non caldo di questa edizione del Mutua Open, con un cielo che faceva cadere qualche saltuaria goccia di pioggia ed un vento fresco ad abbassare le temperature, – le previsioni meteo indicavano sino a ieri sera temporali per la giornata odierna a Madrid- il pubblico ha accolto con un boato il maiorchino, quattro volte campione del torneo, al quale partecipava per la quindicesima volta. Nadal e Fognini sono scesi in campo per chiudere il programma pomeridiano sul Manolo Santana, prima che le attenzioni degli sportivi locali si potessero spostare sul derby tra Atletico e Real Madrid, valevole per la semifinale di Champions League. In hotel, arrivando all’impianto ed all’interno della stessa Caja Magica: sono state innumerevoli le volte che oggi abbiamo sentito parlare di questa partita di calcio. Quando alle 16.36 locali prende il via la sfida, le nuvole scompaiono e danno spazio ad un bel sole, ma il vento rimane permane: condizioni ideali per giocare ed assistere ad una bella partita.

Risulta difficilissimo raccontare il primo set, durato la bellezza di 81 minuti, per i continui ribaltamenti di punteggi e situazioni che ha offerto. Resta l’amaro in bocca per come l’azzurro lo abbia smarrito nonostante sia riuscito ad avere palle break in ogni turno di servizio di Nadal (per un totale di 12, di cui il set point avuto nel decimo gioco), ad eccezione del primo. Già dal terzo gioco dell’incontro, di 14 punti, si capisce che oggi Fabio legge il servizio di Nadal, molto meno incisivo di quanto stesse accadendo quest’anno. Fognini, grazie ad una splendida volee di rovescio, converte la seconda palla break e si porta sul 2-1. Forse è nel quinto gioco, nuovamente di 14 punti, che si condensano i maggiori rimpianti per il ligure, che si guadagna la prima palla del doppio break con un meraviglioso lob. Questa ed una seconda sono annullate da suoi due errori, ma Fabio, con un grande rovescio che centra l’ incrocio delle righe, si erge ad una terza occasione per andare sul 4-1 “pesante”, questa volta annullata da un servizio vincente del maiorchino, che finisce per conservare il servizio , portandosi sul 2-3, dopo 31 minuti di partita. Due nastri sfortunati per l’azzurro ed un paio di errori rimettono il punteggio in equilibrio. Fognini rimedia nel gioco successivo, recuperando da 40-15 guadagna e spreca due palle break: a seguito della seconda lancia per la prima volta racchetta per terra, attirandosi i primi fischi della giornata. La terza è però quella buona e così, mantenendo il servizio nel gioco successivo, si trova sul 5-3.

Nel nono gioco un dritto in rete di Rafa, l’ennesimo della sua partita, regala set point a Fognini, ma il maiorchino con il servizio si salva e manda l’italiano a servire per il primo parziale, situazione che il ligure non riesce a gestire, commettendo errori che ristabiliscono la parità nel punteggio: è 5-5 dopo 58 minuti. Nell’undicesimo gioco, arriva l’ennesima occasione sprecata da Fabio, che grazie a due doppi falli di Nadal, arriva sullo 0-40: una gran veronica di Nadal e due errori dell’azzurro vanificano però tutto, accendendo l’entusiasmo assordante del Manolo Santana, quando il maiorchino va sul 6-5. Il nove volte campione del Roland Garros ha dalla sua l’entusiasmo di chi si è salvato da momenti molto difficili e così recupera da 40-15 sul servizio Fognini e guadagna il suo primo set-point, vanificato però da un ace del ligure.Il tie-break è una formalità per Nadal, che pure parte male, trovandosi 0-2 per un doppio fallo ed una discesa chiusa a rete con smash dal ligure, che però da quel punto sbaglierà tutto il possibile consegnando gioco decisivo e parziale al maiorchino. La partita poteva prendere definitivamente la direzione di Nadal nel primo gioco del secondo set, quando lo spagnolo è arrivato ad una pesante, specie per il momento della partita, palla break: è stato bravo il ligure ad annullarla scendendo a rete e chiudendo con una bella volèe.

Fabio, anzi, ci crede ancora e nel quarto gioco trasforma la seconda palla break che gli concede un falloso Nadal: con una splendida palla corta di rovescio si porta sul 3-1. Il pericolo per l’azzurro è ancora dietro l’angolo: nel quinto gioco, due palle break sono fronteggiate e salvate dal ligure, entrambe col servizio, che si porta sul 4-1 quando sono già passate le due ore di gioco. Non vi saranno più sussulti in questo parziale: Fabio, grazie ad un nastro che si tinge d’azzurro, porta il match al terzo set. Nei primi cinque giochi dell’ultimo parziale i giocatori sembrano prendere fiato: mantengono facilmente i loro turni di servizio, sin quando, nel sesto Fabio si irrigidisce, sbaglia prima un facile dritto e poi commette un esiziale doppio fallo che manda Rafa sullo 0-40. I campioni non si fanno ripetere due volte occasioni del genere e così, in un battito d’ali si vola sul 5-2 per Rafa e la partita sembra finita: vediamo tanti colleghi correre in sala stampa a preparare i loro pezzi.

Dopo due ore e 43 minuti di partita, nel nono gioco Rafa è chiamato a servire per il match, ma commette diversi gratuiti e rimette in gara il ligure che può così andare a servire per rimanere in partita. Sul 30-30 del decimo gioco un’imperdonabile esecuzione nella palla corta da parte di Fognini, concede il primo match-point a Nadal: parte un “Rafa Rafa” degno dei cori che si sentiranno stasera al Vicente Calderon, lo stadio dell’Atletico Madrid. Neanche il pubblico può arrivare a fermare il coraggio che sfiora la follia di Fabio, che con un gran dritto a sventaglio nell’incrocio delle linee, annulla il match point. Con un rovescio passante da applausi, Fognini si merita la palla del 5-5, ma poi fa harakiri con un clamoroso doppio fallo: la partita finisce lì e due rovesci fuori di misura consegnano, dopo 2 0re e 57 minuti, l’accesso agli ottavi a Nadal. Sarà Nick Kyrgios, che ha sconfitto Harrison, il suo prossimo avversario: un ostacolo più che ostico, per l’ex numero 1 del mondo, anche considerando i due precedenti, uno vinto dall’aussie negli ottavi di Wimbledon 2014, l’altro conquistato dallo spagnolo l’anno scorso a Roma, in tre set tiratissimi.

[16] N. Kyrgios b. R. Harrison 6-3 6-3 (Chiara Nardi)

Nick Kyrgios, testa di serie n. 16, affronta per la seconda volta in carriera l’ex promessa statunitense Ryan Harrison, n. 47 del ranking. Il body language dell’australiano non trasmette convinzione, ma nonostante l’atteggiamento insofferente domina il primo set in 23 minuti. Nick perde un solo punto al servizio e nei turni di risposta mette pressione a Harrison, che non tiene il ritmo dell’avversario e sbaglia molto. Lo statunitense non è aiutato dal servizio e Kyrgios conquista il primo break nel quinto gioco, approfittando delle difficoltà di Harrison anche sul set point, in cui va a segno con una risposta vincente. Il secondo parziale sembra più equilibrato, le percentuali al servizio di Kyrgios calano un po’ e Harrison si procura una palla break nel quinto game, che non sfrutta. Nel game successivo è l’australiano ad avere una chance per strappare il servizio all’avversario, che concretizza. Nick sale 5-2 e conquista due match point con una smorzata accompagnata da un salto, ma lo statunitense è bravo ad annullarle e a tenere la battuta dopo aver salvato un’altra palla match. Kyrgios non si deconcentra e sfrutta la prima occasione del game successivo grazie ad un rovescio in rete di Ryan. Adesso sfiderà Rafael Nadal, che ha superato Fabio Fognini.

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Australian Open: Berrettini ritrova Monfils, il compasso per chiudere il primo grande cerchio

Per i bookmakers favorito l’azzurro: il suo successo quotato a 1.55 contro il 2.45 che premia la vittoria del francese E anche Sinner con Tsitsipas è dato per favorito

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Matteo Berrettini all'Australian Open 2022 (Credit: @atptour on Twitter)

Matteo Berrettini è chiamato all’appuntamento con la storia. C’è da dire, a onor del vero, che in questi ultimi tempi il telefono del venticinquenne romano ha metaforicamente squillato diverse volte, al punto che la “storia” sembra quasi diventata routine.

Al raggiungimento del suo quinto quarto di finale in uno Slam, infatti, Berrettini è diventato il primo italiano nella storia a tagliare questo traguardo nei quattro major: nessuno prima di lui c’era riuscito. Nel suo primo quarto di finale slam, ironia della sorte, il romano aveva di fronte proprio Gaël Monfils. Erano gli US Open 2019: fu una partita con diverse storie da raccontare al suo interno, emozione contro esperienza, potenza contro talento. Vinse Matteo, che si impose al tiebreak del quinto set con lo score di 3/6, 6/3, 6/2, 3/6, 7/6 (5).

Da quella partita si aprì un cerchio, che allora nessuno sapeva quanto grande potesse rivelarsi e di cui oggi, certamente, abbiamo una forma più nitida. L’eventuale terza semifinale slam in carriera rappresenterebbe per Berrettini la chiusura dello stesso cerchio, che ha probabilmente iniziato a farsi più stretto e limitato. Andrà tracciata una nuova prima curva, quella di un nuovo cerchio delle ambizioni, che si fa sempre più grande.

 

Una vittoria domattina (l’inizio del match è previsto per le 11 circa) sarebbe ancora più soddisfacente per Berrettini, che diventerebbe il primo italiano di sempre a raggiungere una semifinale agli Australian Open. Per lui sarebbe la terza in totale, dopo quella gli US Open 2019 e Wimbledon 2021: andrebbe ad eguagliare Adriano Panatta (che le ha raggiunte tutte al Roland Garros), issandosi dietro solo a Nicola Pietrangeli (5 semifinali slam).

Oltre al già citato successo nei quarti dello US Open 2019, Berrettini ha vinto un’altra volta contro Monfils, nella fase a gironi dell’ATP Cup 2021 (6/4, 6/2 il punteggio). I quarti di finale nel primo slam dell’anno sono il miglior risultato ottenuto da entrambi, con il francese che va alla ricerca della sua prima semifinale in Australia. Inoltre, il transalpino non ha mai battuto un top10 agli Australian Open (e arriva da nove sconfitte consecutive nei major contro i primi dieci giocatori del mondo), motivo per cui sarà certamente un match imperdibile.

Per Monflis si tratta del decimo quarto di finale in carriera a livello slam (quattro al Roland Garros e quattro agli US Open completano il quadro). Tuttavia, il francese ha raggiunto le semifinali solo in due occasioni (Roland Garros 2008 e US Open 2016).

Berrettini stando ai bookmakers parte favorito: i betting analyst di Snai vedono un suo successo a 1,55, mentre il passaggio in semifinale del francese è visto a 2,45. Tuttavia, potrebbero avere un peso le dodici ore e venti trascorse sul campo nei primi quattro turni. Rispetto all’allievo di Vincenzo Santopadre, Monfils è stato impegnato più di cinque ore in meno (per la precisione sette ore e trentanove minuti). Ma il trentacinquenne francese ha dieci anni in più rispetto a Matteo (è il secondo giocatore più anziano tra gli otto rimasti in tabellone dopo Rafael Nadal). Tra l’altro, l’unico match vinto in tre set da Berrettini è poi proprio l’ultimo disputato (7/5, 7/6, 6/4 a Carreño Busta), in cui è rimasto in battaglia meno di due ore e mezza.

Il numero uno italiano dovrà necessariamente affidarsi al suo gran servizio: emblematici, da questo punto di vista, gli 80 ace messi a segno in quattro match, il numero più alto di ace messi a segno tra i tennisti rimasti (Berrettini è terzo in questa speciale classifica, dietro ai 95 di Cressy e gli 85 di Cilic, ma entrambi sono già stati eliminati). Monfils non spicca in questa speciale classifica, posizionandosi in undicesima posizione (53 ace realizzati).

Attualmente numero sette del mondo, Berrettini potrebbe arrivare al best ranking di numero sei a fine torneo, a meno che Sinner o Auger-Aliassime vincano il titolo. Il francese, invece, ha iniziato la rassegna australiana da ventesima forza della classifica mondiale (peggior classificato tra i tennisti ancora in corsa), ma anche lui può vantare un best ranking di numero sei. La scorsa stagione, inoltre, il romano ha messo in bacheca due titoli – Belgrado 1 e Queen’s – mentre Monfils si è spinto al massimo fino alla finale di Sofia, sconfitto da Jannik Sinner. Ma quest’anno ha iniziato molto bene il 2022 vincendo il titolo ATP ad Adelaide 1.

Proprio l’altoatesino, come Berrettini, può ambire a raggiungere la semifinale. E anche lui è ritenuto favorito contro Tsitsipas: un successo del giovane altoatesino paga 1,72 su Planetwin365, mentre la vittoria del classe 1998 greco è in quota a 2,09. Se entrambi dovessero riuscire nel loro intento rappresenterebbero la quinta “coppia italiana” nella storia a centrare un simile traguardo, dopo Gianni Cucelli e Rolando Del Bello (Roland Garros 1948), Beppe Merlo e Nicola Pietrangeli (Roland Garros 1956), Nicola Pietrangeli e Orlando Sirola (Roland Garros 1960) e Paolo Bertolucci e Adriano Panatta (Roland Garros 1973). Berrettini e Sinner, eventualmente, sarebbero dunque i primi a raggiungere le semifinali “in coppia” al di fuori del major parigino.

Tra le altre cose, il duello tra Monfils e Berrettini mette di fronte due tennisti le cui compagne sono di nazionalità diversa. Il francese, infatti, è sposato dal 16 luglio 2021 con l’ucraina Elina Svitolina, mentre l’italiano è innamorato di Ajla Tomljanovic – nata a Zagabria ma cittadina australiana – dal 2019.

Sarà una partita tutt’altro che facile per Berrettini. Monfils è un avversario ostico per chiunque e ha, tra le sue caratteristiche, alcuni momenti di lucida follia in cui gli riesce qualunque cosa. Matteo dovrà essere bravo ad arginare queste situazioni e a prendere il sopravvento nelle poche occasioni che avrà a disposizione. Difficile, infatti, che si verifichi una pioggia di palle break: fondamentale sarà la concretezza. E, perché no, anche la voglia di chiudere finalmente un cerchio per tracciarne uno nuovo, iniziando a guardare verso nuovi orizzonti.

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Australian Open, Tsitsipas: “Sinner meno emotivo di Berrettini. Ma non serve bene come lui”

Il tennista greco, reduce dalla vittoria nell’ottavo di finale con Taylor Fritz, parla anche del suo prossimo avversario: “Jannik è un giocatore talentuoso da fondo campo e sembra sempre rilassato”

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Vittoria sofferta per Stefanos Tsitsipas, che ha rimontato al quinto set l’americano Taylor Fritz ed è approdato ai quarti dell’Australian Open. Il tennista greco si è trovato sotto due set a uno ma ha trovato la forza di rimanere in partita, e con l’aiuto di un Fritz molto falloso nei momenti importanti ha raggiunto il secondo quarto di finale consecutivo in Australia, il terzo negli ultimi quattro anni. Tsitsipas si è presentato in conferenza stampa visibilmente stanco per la battaglia ma raggiante per una vittoria “sporca” e importante visto il periodo negativo passato dal numero quattro del mondo, che era reduce da un operazione al gomito. Il greco sarà il prossimo avversario di Jannik Sinner nei quarti e anche di lui ha parlato in conferenza stampa.

D: Nel quinto set hai commesso solo quattro errori non forzati. Sul campo continuavi a parlare di quanto dovevi essere costante. Nel momento decisivo, cosa provavi a fare? Come pensi di averla gestita?

Stefanos Tsitsipas: “Mi sentivo come se ci fossero dei momenti in cui mi sono messo sulla difensiva e non stavo cercando di tirare troppo, e continuavo a parlare da solo e continuavo a dire: Colpisci la palla, prenditi il rischio. Alla fine parlare da solo mi ha aiutato, quella voce è diventata una realtà nel quinto set. Bene, sono giunto alla conclusione che non posso stare troppo tempo a difendermi, non posso stare troppo nello scambio. Devo farlo muovere e devo essere aggressivo allo stesso tempo. E una cosa che dovevo evitare a tutti i costi è quella di impedirgli di mantenere corti gli scambi, perché il quinto set è stato il momento della partita in cui le cose sono diventate davvero fisiche ed ero pronto fisicamente a mettere molto sforzo in ogni singolo punto e a farlo lavorare per ogni singolo punto. Non volevo che prendesse punti gratis senza lavorare sodo per ottenerli”.

 

Qual è stata la parte più difficile del non avere molto tempo per preparare questa stagione? Ti sei sorpreso per come hai gestito le cose con il tuo gomito?

Stefanos Tsitsipas: “Non ci ho pensato molto, onestamente. Ero troppo concentrato nel tornare di nuovo al 100% dopo l’intervento chirurgico al gomito. Sinceramente non so cosa stavo pensando. Sapevo che l’Australia sarebbe arrivata presto e che avrei dovuto giocare di nuovo molto presto. Ho saltato due settimane di preseason, il che non è stato poi così male, perché il dottore aveva previsto diversamente. La mia guarigione è stata più veloce di quanto chiunque avrebbe pensato che sarebbe stata. Il mio stesso medico era sorpreso per la rapidità“.

Ubaldo Scanagatta (Ubitennis) – Domanda difficile se vuoi essere diplomatico. Che differenza farebbe se giocassi contro Sinner o Berrettini che hanno un gioco completamente diverso? Quindi contro quale dei due, in un certo senso, ti senti meglio nel giocarci contro? Che tipo di gioco ti si addice di più?

Stefanos Tsitsipas: “Non ci ho giocato abbastanza per rispondere a questa domanda. Non è che io abbia una rivalità con loro come quella di Nadal e Djokovic. Sinner sta nel tour da meno di due anni. Matteo da più tempo. Ho giocato contro di lui un paio di volte in più rispetto a Jannik. Considero Matteo un servitore molto più forte di Jannik, il che significa che genera più potenza e precisione con il suo servizio e ottiene più punti gratuiti dal suo servizio rispetto a Jannik. Jannik, lo considererei un giocatore più talentuoso dalla linea di fondo e sembra molto rilassato quando gioca. Non mostra molta tensione quando è là fuori. E’ un giocatore dal sangue più freddo rispetto a Matteo, che sembra un po’ più emotivo. Non posso rispondere. Sono giocatori diversi e sto aspettando di giocarci un po’ di più per rispondere a questa domanda. Dammi solo più tempo”.

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Australian Open, tabù Slam per Zverev: Shapovalov passa in tre set, ora Nadal

Sorpresa a Melbourne: il tedesco vittima dei suoi demoni, il canadese conferma di essere pronto per puntare in alto

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Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)
Denis Shapovalov - Australian Open 2022 (Instagram - @australianopen)

[14] D. Shapovalov b. [3] A. Zverev 6-3 7-6 6-3

Clamorosa sorpresa all’Australian Open, che saluta uno dei principali favoriti. Alexander Zverev cade fragorosamente agli ottavi di finale per mano di un Denis Shapovalov che appare ormai maturo per puntare a qualcosa di importante. Sulla Margaret Court Arena passa il canadese in tre set (6-3 7-6 6-3) al termine di una partita che ha visto il tedesco rimanere vittima dei suoi demoni: qualcosa non va negli Slam per Sascha, che era accreditato come uno dei pretendenti al trono di Melbourne dopo quanto accaduto a Novak Djokovic. Dall’altra parte, Shapovalov si è fatto forza dei dubbi dell’avversario, gestendo bene i suoi momenti complicati e rimanendo lucido anche quando, nel terzo set, Zverev è apparso faticare più del dovuto dal punto di vista fisico.

IL MATCH – E dire che Sascha aveva avuto due palle break subito, nel primo game dell’incontro. Denis però le ha salvate e ha finito per togliere il servizio all’avversario nel quarto game (3-1). Il canadese è stato bravo a portare fino in fondo il break, senza concedere l’opportunità del contro-break: la saetta col servizio mancino slice ha messo spesso in difficoltà Zverev, che è finito ben presto in preda alla frustrazione. Il secondo set è proseguito sulla scia del primo, con il canadese che ha strappato al primo gioco il servizio a Zverev (molto deludente il rendimento del tedesco col suo punto migliore: a fine partita avrà solo il 69% di punti vinti con la prima e addirittura solo il 29% di punti vinti con la seconda). Dopo il break subito, il tedesco ha mostrato chiari segni di cedimento nervoso sfasciando malamente la racchetta. Poi però Denis ha accusato un calo, subendo prima il contro-break (2-2) e poi il break all’ottavo gioco (5-3). Ma Zverev è incappato in un game negativo quando è andato a servire per il secondo set permettendo a Shapo di agganciarlo sul 5-5. Il tiebreak è stato vissuto come sulle montagne russe. Il canadese si è portato sul 5-1, Zverev ha accorciato le distanze sul 5-4, Shapovalov ha commesso un doppio fallo sul primo set point sul 6-4, ma ha concretizzato il secondo il punto successivo grazie a una clamorosa stecca di diritto del tedesco e si è portato in vantaggio due set a zero. A quel punto l’inerzia del match era tutta dalla sua parte. Uno Zverev in rottura prolungata ha ceduto il servizio alla prima palla break del terzo set (2-0) e solo nel sesto gioco è riuscito ad arrivare a parità sul servizio di Shapovalov, che però è riuscito a tenere il servizio e poi a chiudere al secondo match point.

 

LE PAROLE – Shapovalov, dopo aver vinto la ATP Cup a inizio anno, arriva per la prima volta ai quarti a Melbourne e conferma che questo potrebbe essere l’anno della sua definitiva consacrazione come tennista di livello massimo: è il terzo canadese ad arrivare ai quarti di finale dell’Australian Open dopo Belkin (1968) e Raonic (2019). Potrebbe essere raggiunto da Auger-Aliassime, che domani sfiderà Cilic. “Adoro giocare in Australia, strafelice di aver vinto e giocato bene in una atmosfera fantastica come questa – ha detto Shapovalov nell’intervista post partita -. Non mi aspettavo di poter vincere in tre set. Ho giocato bene in tutte le zone del campo, colpito bene su entrambi i lati e sono stato intelligente. Ho gestito bene momenti complicati e sono riuscito a venirne fuori”. Ora per Shapovalov il quarto di finale contro Nadal: “Sarà un onore. Abbiamo giocato non troppo tempo fa ad Abu Dhabi, sarà ovviamente un’altra partita, sarà una grande battaglia, ma credo proprio che ci divertiremo”. Qui, invece, le dichiarazioni dei due giocatori in conferenza stampa.

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