RG: il sorriso di Petra, all'inferno e ritorno

Roland Garros

RG: il sorriso di Petra, all’inferno e ritorno

PARIGI – Il Roland Garros festeggia il rientro di Petra Kvitova dopo mesi di paure. Sarà l’inizio di una nuova carriera?

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dal nostro inviato a Parigi

[15] P. Kvitova b. J. Boserup 6-3 6-2

Petra ce l’ha fatta. Forse non tornerà ad alzare le braccia una domenica di luglio sul Centre Court, forse non potremo più ammirare il suo fantastico gioco a tutto campo, ma a cinque mesi dall’incredibile aggressione subita a casa sua a Prostejov, dove l’agguato di un ladro armato di coltello le lacerò tendini e dita della fatata mano sinistra, Petra Kvitova è tornata a fare quello che ama, superando mesi di dolore e angosce. “I primi giorni dopo l’aggressione sono stati i peggiori, non riuscivo a dormire e quando uscivo di casa mi guardavo attorno fissando gli uomini per capire se fossero malintenzionati”. Adesso, dopo cinque mesi di riabilitazione e smentendo tutti quelli che le avevano predetto il ritiro dalla scena agonistica, Petra è pronta. “A marzo ho ripreso a colpire delle palline più leggere, mi sono sentita strana ma felice. Adesso quando mi ritrovo all’aperto guardo il sole e penso: ‘Oh, tutto questo è meraviglioso’“.

È solo un dettaglio la partita di oggi, per la quale gli organizzatori le hanno riservato l’onore di inaugurare il programma del torneo sul Philippe Chatrier, per la verità piuttosto deserto alle 11 di un maggio parigino afoso come non lo si ricordava da anni. Nel box di Petra – che si fa sentire ad ogni vincente della ceca – tutti indossano una maglietta nera con sopra scritto “Courage, Belief, Pojd”, ed anche Kasatkina e Hradecka sono presenti per applaudire il suo ritorno. Va detto che l’americana Julia Buserup, numero 86 del mondo alla prima apparizione nel main draw del Roland Garros – a Melbourne in gennaio aveva però eliminato la nostra Francesca Schiavone – si dimostra ben presto un’avversaria molto accomodante.

La potenza dei colpi della ceca e l’incapacità dell’americana di leggere le traiettorie mancine – è il primo match per lei contro una giocatrice mancina a livello WTA – portano rapidamente Petra sul 3-0, viatico del 6-3 del primo set dopo 39 minuti di gioco. È il servizio il colpo nel quale Petra mostra di avere più tentennamenti – cinque doppi falli ma soprattutto una prima poco penetrante – mentre i fondamentali da fondocampo non sembrano aver subito alcun contraccolpo dalle ferite alla mano sinistra. La pioggia fa capolino quando la due volte campionessa dei Championships ha già un break di vantaggio nel secondo set. La partita non ha molto alto da aggiungere, mentre le motivazioni di una ragazza sempre allegra, disponibile e sorridente come Petra, che è stata ad un passo dall’abbandonare il suo amato tennis e che si lascia andare a delle dolci lacrime dopo il match point, potrebbero regalare emozioni e sorprese.

Certo, il suo tennis e l’autonomia fisica andranno testate contro avversarie di altro valore, ma la bella notizia che ci regala la prima giornata del torneo è che il sorriso di Petra è tornato a splendere. Si, “tutto questo è meraviglioso”.

Dopo il match una sorridente Kvitova ha spiegato in sala stampa come è maturata la decisione di tornare in campo già a Parigi: “Da circa un mese non sento più dolore, per questo ho provato a giocare questo torneo che per me è speciale. È stato fantastico oggi essere qui con i miei amici, il mio team e la mia famiglia che non mi hanno lasciata mai sola in questi sei mesi durissimi. Però ho promesso al mio dottore che se dovessi sentire dolore in partita o in allenamento, mi fermerei immediatamente”.

(in aggiornamento)

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