RG: Nishikori si salva, Isner no. Gasquet si ritira contro Monfils

Roland Garros

RG: Nishikori si salva, Isner no. Gasquet si ritira contro Monfils

La prosecuzione degli incontri interrotti ieri consacra Khachanov, che elimina Isner. Primi ottavi per lui. Nishikori evita il peggio contro un ottimo Chung. Il derby francese finisce anzitempo con il ritiro di Richard.

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[15] G. Monfils b. [24] R. Gasquet 7-6(5) 5-7 4-3 rit. (da Parigi, Laura Guidobaldi)

Derby d’Oltralpe e dell’amicizia il match tra Gaël Monfils e Richard Gasquet. “Peccato che sia arrivato così presto” aveva detto Richard in una dichiarazione alla vigilia dell’incontro. Sì, un vero peccato, se consideriamo che entrambi hanno da sempre una gran sete di vittoria a Porte d’Auteuil. Gaël ha raggiunto una sola volta la semifinale nell’ormai “lontano” 2008, mentre Richard si è issato per la prima volta ai quarti di finale l’anno scorso. Il parigino è in vantaggio 7 vittorie a 6 negli scontri diretti ma Gasquet ha vinto le ultime due partite, a Montpellier (2015) e a Marsiglia (2017).

La partita

 

I due cominciano con lo studiarsi a vicenda a suon di rovesci. Lunghi scambi sulla diagonale di rovescio scandiscono i primi giochi del match. Per il momento, giocano praticamente a specchio, non particolarmente aggressivi, con Gasquet che, come da copione, resta ben piantato due metri oltre la linea di fondo. È Monfils a movimentare un po’ gli scambi con i suoi celebri balzi ed elevazioni sugli smash. Gaël cerca più spesso il colpo risolutore mentre Richard preferisce attendere con soluzioni interlocutorie. Dopo un lungo e perfetto equilibrio, ecco che il parigino ha un set point sul 5-4 che però spreca malamente.

Il tifo del pubblico si alterna tra un “Allez Gaël!” e un “Allez Richard!” ma ovviamente è un pubblico complessivamente sereno – e forse anche un po’ “ipnotizzato” dal ritmo monocorde impostato dai due francesi. Dopo una seconda palla del set gettata nuovamente alle ortiche, ne arriva una terza per Monfils; ma neanche questa viene trasformata e, alla fine, il tennista di Béziers scampa il pericolo e raggiunge Gaël sul 5-5. L’incontro viene interrotto per pioggia sul 6-5 per il parigino e verrà ripreso il giorno dopo.

La temperatura è più fresca questa mattina ma sul campo splende il sole. Si va al tie-break e, alla fine, è Monfils ad intascare il primo parziale per 7 punti a 5.  Continua il testa a testa nella seconda frazione e i due mantengono un perfetto equilibrio fino al 5-5; equilibrio che viene spezzato da Gasquet sul 6-5, in cui riesce a convertire il set point, grazie ad un rovescio maldestro di Monfils. Il 30enne di Béziers pareggia i conti, dunque. A questo punto entra in campo il fisioterapista, richiesto da Gasquet che avverte un fastidio alla coscia.

Sul 3-3 Richie perde totalmente il controllo dei colpi, sparacchia fuori misura e concede così tre palle break. Il parigino interrompe dunque l’andamento di crociera del set e sale 4-3 e servizio. Ed è la fine per Gasquet. L’ex pupillo di Piatti decide di interrompere il match a causa del dolore alla gamba. Gaël Monfils raggiunge gli ottavi di finale e dovrà affrontare la prima vera prova del nove del torneo, il campione di Parigi 2015.

[8] K. Nishikori b. H. Chung 7-5 6-4 6-7(4) 0-6 6-4 (Giacomo Capra e Matteo Parini)

Derby asiatico tra Kei Nishikori e il next gen sudcoreano Hyeon Chung, classe ’96 e numero 67 ATP. Sfida inedita tra i due giocatori. Nel primo set è sul 5-5 30-30 che avviene la svolta, con il numero 7 del mondo che vince uno scambio lungo con cui propizia il break che otterrà subito dopo. Nell’ultimo gioco dovrà annullare due palle del controbreak prima di chiudere ai vantaggi per 7-5. Andamento simile nel secondo parziale con il nipponico che strappa la battuta sul 4 pari alla prima occasione grazie a una volée sbagliata del coreano e chiude tenendo il servizio a 15 nel game successivo. Dopo i primi due set lottati e vinti entrambi dal giapponese si poteva pensare che il giocatore sfavorito avrebbe potuto cedere nel terzo parziale. Invece, nonostante Nishikori non conceda quasi nulla nei suoi turni di battuta, Chung riesce a rimanere attaccato al match annullando anche due palle break e a portare il parziale al tie-break. Qui, avanti 5-4 e in risposta, trova un gran vincente di rovescio lungolinea con cui si guadagna due set point e chiude subito alla prima occasione. A questo punto il giapponese, che pensava probabilmente di avere il match ormai quasi in pugno, perde la testa e cede due break consecutivi ad inizio quarto set. A salvarlo per ora dal momento critico ci pensa la pioggia, che costringe l’arbitro a interrompere l’incontro sul 3-0.

Dopo le quasi tre ore di match disputati nella giornata di ieri, Nishikori e Chung sono tornati in campo quest’oggi con il coreano sotto nel punteggio per due set a uno ma con un rassicurante vantaggio di due break nel quarto. A spuntarla alla fine è stato il nipponico che al prossimo turno dovrà vedersela con un redivivo Verdasco. L’avvio è però tutto per il ventunenne di Suwon, più lesto ad uscire dai blocchi e bravo a incamerare un turno complicato al servizio, prima di strappare di nuovo la battuta ad un avversario oltremodo falloso. Preludio al bagel che rimanda il verdetto al quinto e decisivo parziale. Troppo brutto per essere vero, Kei fa il suo ingresso nella partita. Le occasioni per l’allungo non si contano, da una parte e dall’altra, ma è proprio il giapponese, grazie ad una risposta di diritto, ad operare il primo strappo, con la conferma del break che vale il 4 a 1. Interessante lo spettacolo offerto da due giocatori che si affrontano quasi allo specchio, tra colpi anticipati e piedi che cercano la riga di fondo. Tre giochi interlocutori spediscono Nishikori a servire per il match ma un Chung coraggioso è bravo a rimettersi in scia. Nel gioco successivo, quello che potrebbe voler dire l’aggancio, è però la maggior esperienza di Nishikori a fare la differenza, con un doppio fallo beffardo di Chung sul primo match point a scrivere la parola fine.

K. Khachanov b. [21] J. Isner 7-6(1) 6-3 6-7(5) 7-6(3) (Paolo Di Lorito e Lorenzo Colle)

In due fanno più di 4 metri: Karen Khachanov e John Isner, che oggi si sono sfidati per la prima volta. Per il giovane russo, numero 53 del mondo, già questo terzo turno corrisponde al suo miglior risultato Slam, ma per come si stavano mettendo le cose una sua vittoria domani è tutt’altro che improbabile. I game dell’unico set giocato vanno via rapidissimi con entrambi i tennisti che non concedono praticamente nulla al servizio (due soli game finiti ai vantaggi) e in 35 minuti è già tie-break. L’americano numero 22 del ranking parte con tre gratuiti di dritto: una volée, un colpo da fondo e una risposta, e ben presto il 3-0 diventa 7-1. Isner è scoraggiato dall’andamento del tredicesimo gioco, tanto che l’ultimo punto è praticamente un regalo, col la pallina scagliata fuori di metri. La pioggia che interrompe la contesa non è mai stata così provvidenziale per lui.

Si riprendono i lavori sul campo 2, dopo che la pioggia aveva interrotto Karen Kachanov e John Isner, subito dopo la conquista del primo set da parte del russo. Entrambi i giocatori iniziano molto centrati e implacabili al servizio. Lo statunitense cerca di impensierire l’avversario, entrando in campo e anticipando la risposta, ma spesso e volentieri i tentativi si stampano sulla rete. Alla fine è Khachanov il primo ad affacciarsi a palla break nel sesto gioco. Isner annulla la prima chance con una bella smorzata, la seconda col serve&volley e poi chiude il gioco con un ace. Il russo però è in stato di grazia, non concede nulla al servizio e, nell’ottavo gioco, approfitta di due back larghi e di un doppio fallo di Isner per salire 5-3. Il braccio non trema e dopo 34 minuti, Khachanov è a un solo set dagli ottavi di finale. In apertura di terzo parziale, il bombardiere di Greensboro appare visibilmente demoralizzato, mentre il giovane talento moscovita è galvanizzato ed estremamente concentrato. Già nel terzo gioco, Isner si ritrova sotto 0-40, ma in tutte e tre le occasioni non lascia all’avversario la possibilità di entrare nello scambio. Passato questo scossone, la partita torna a seguire pedissequamente i game di servizio. Si arriva al tiebreak, storicamente feudo di John Isner: un minibreak permette a Khachanov di salire 5-2 e di portarsi a due punti dalla vittoria. Qui però Isner trova una reazione d’orgoglio, prima col servizio e poi con la risposta, e trova un’insperata serie di cinque punti consecutivi che riaprono la contesa. Le scorie del set perso si fanno sentire e il russo è costretto a salvare tre palle break nel primo gioco e una nel terzo. Da qui in poi i servizi tornano a dominare e si approda nuovamente al jeu decisif. Khachanov punisce due tentativi di serve&volley dell’americano e vola 5-1. Poco più tardi, l’ennesimo servizio seguito a rete è fatale a Isner, che è costretto a capitolare in 3 ore complessive di gioco. Il 21enne di Mosca approda dunque agli ottavi di finale ( miglior risultato in un torneo dello Slam) e affronterà per la prima volta in carriera Andy Murray.

(in aggiornamento)

Risultati:

[8] K. Nishikori b. H. Chung  7-5 6-4 6-7(4) 0-6 6-4
K. Khachanov b. [21] J. Isner 7-6(1) 6-3 6-7(5) 7-6(3)
[15] G. Monfils b. [24] R. Gasquet 7-6(5) 5-7 4-3 rit.

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Roland Garros: dopo un set di assestamento, procede in scioltezza Alcaraz. Già visto anche il primo super tie-break

Inizio un po’ in sordina, poi lo spagnolo prende il controllo. Il primo quinto set che si decide al cardiopalma è di Ugo Carabelli su Karatsev

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Carlos Alcaraz - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[6] C.Alcaraz b. J.I.Londero 6-4 6-2 6-0

Come suggerisce anche il punteggio, l’esordio di Carlos Alcaraz, tds n.6 e tra i favoriti per la vittoria finale, è andato in crescendo, passando da un primo set poco brillante a un secondo e un terzo in cui ha spiegato tennis, per così dire. Il tutto è anche conciso con un calo, dalla fine del primo parziale in poi(in cui ha piazzato 6 dei suoi 10 vincenti), di Juan Ignacio Londero, che ha retto botta finché ha potuto, e accusato però quasi un certo scoramento nel momento in cui lo spagnolo ha ritrovato il suo livello abituale. Una prestazione in ogni caso convincente di Carlitos(a segno 21 vincenti e neanche una palla break concessa), che per la prima volta parte nel novero dei grandi favoriti in uno Slam, dopo un paio di settimane di riposo post vittoria a Madrid, che sono un’ottima spiegazione per un inizio un po’ lento, sempre con le dovute proporzioni, come vedremo.

Il match – da segnalare l’inizio in spinta di Londero, a fronte di un inizio poco brillante dello spagnolo, quasi in affanno alle volte e alle volte anche costretto a rinculare. Ma alla fine, nonostante un primo set altalenante, il ragazzo di Murcia lo porta a casa con il punteggio di 6-4, sfruttando un piccolo passaggio a vuoto di Londero nel suo ultimo game al servizio, come se sentisse un po’ la pressione, che lo porta a sbagliare colpi che aveva infilato con sicurezza in tutto il parziale. Nel secondo parziale, cinque game di cui solo il secondo sul servizio di Londero va ai vantaggi, scorrono via rapidamente senza niente da segnalare, se non un Alcaraz che non riesce ad affermare grande superiorità da fondo e permette all’operosità di Londero di rimanere in scia, specie calcando la mano sul lato del rovescio, un gran bel colpo. Nel sesto game lo spagnolo si procura il break, approfitta di un paio di errori banali di Londero e riesce a salire bene sulla palla e tracciare il campo, causando il non forzato che gli consente di allungare. Alla fine, senza un particolare solco scavato, lo spagnolo con un altro break porta a casa anche il secondo set, stavolta per 6-2: oggettivamente si vede un po’ di arrendevolezza in Londero, che percepisce come ora Carlitos sia entrato in partita e sarà sempre più dura fare punti senza sudare o giocare scambi ai limiti dell’impossibile, e non a caso gli ultimi due punti del set sono due errori.

 

Dopo aver fatto un po’ rodare il motore, in questo terzo set Alcaraz sembra aver ingranato la marcia: break immediato nel secondo gioco, pazientando in attesa degli errori di Londero, che puntualmente arrivano(ora molto meno brillante da fondo l’argentino) e chiude con una dolce smorzata e un violento passante. Ora la disparità si vede eccome, ed infatti la partita va ad incanalarsi senza più dubbi nel quarto game, il più lungo del match: Londero annulla ben 6 palle break, alcune anche giocando dei punti davvero sensazionali, solleticando anche le capacità atletiche di Alcaraz, ma alla fine capitola su un banale schiaffo al volo. Il n.6 del seeding si porta poi sul 5-0, e da rivedere la giocata(anche se un po’ fortunosa) sul punto che gli regala questo punteggio. Alla fine, com’era già nell’aria, Alcaraz serve un bel bagel in questo terzo set del suo match d’esordio, con Londero decisamente arrendevole, consapevole che la partita è ormai andata, e soprattutto che un Alcaraz anche al 70% è troppo per lui. Per lui al secondo turno ci sarà il derby con un altro esperto della mattonella rossa, Albert Ramos-Vinolas, che in una maratona di 4 ore e passa ha avuto ragione per 6-4 4-6 6-4 7-6(5) di Thanasi Kokkinakis, l’australiano che sta trovando finalmente sensazioni e continuità. Ramos ha chiuso con 57 vincenti, 16 più dei non forzati, e tanta intensità messa in campo; ma soprattutto 88% di punti a rete, statistica che contro Alcaraz può pesare.

Ma un’altra notizia che viene da questo pomeriggio parigino riguarda una partita che porta in dote ben due prime volte: una, più importante, riguarda un giocatore, cioè Camilo Ugo Carabelli, argentino n.154 al mondo, all’esordio in un tabellone principale Slam, che ha anche portato a casa la prima vittoria: battuto 6-3 4-6 6-4 3-6 7(10)-6(5) Aslan Karatsev, russo anche ex semifinalista in un Major, vittima di una discesa sempre più nera. E l’altra prima volta riguarda il risultato, dato che già nel primo giorno di torneo abbiamo potuto godere dell’emozione di un super tie-break nel set decisivo, vinto 10 punti a 5 dall’argentino, giocatore di lotta e di governo. Chiude infatti la sua giornata da sogno con 30 vincenti in meno di Karatsev(25 a 55), ma anche con soli 36 non forzati contro gli 84 del russo. Affronterà, per continuare l’impresa, Auger Aliassime, n.9 del seeding, anche lui vincente dopo 5 set quest’oggi, seppur con decisamente meno emozioni.

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Roland Garros: Auger-Aliassime sopravvive rimontando da 0-2, Van De Zandschulp raggiunge Fognini. Out Davidovich Fokina

Il canadese ottiene la prima vittoria in carriera nello slam parigino rimontando da uno svantaggio di due set. cade il finalista di Montecarlo

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Felix Auger-Aliassime - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

[9] F. Auger-Aliassime d. [Q] J. P. Varillas 2-6 2-6 6-1 6-3 6-3

Sembrava una partita scontata e, invece, si è rivelato tutt’altro che banale l’esordio di Felix Auger-Aliassime al Roland Garros. Il suo avversario è Juan Pablo Varillas, qualificato numero 122 del mondo, che non gli ha fatto capire niente (o quasi) per i primi due set, nei quali il canadese ha racimolato appena quattro game. La tensione della prima partecipazione assoluta in un main draw di uno slam ha però presentato il conto al peruviano, che dal terzo set in poi si è via via spento fino a capitolare al quinto. Nonostante la sconfitta, questo per lui sarà comunque un giorno da ricordare (dato che era anche la sua prima partita contro un top10).

IL MATCH Auger-Aliassime viene immediatamente sorpreso nel primo game dell’incontro, cedendo la battuta a 30 e vedendo poi il suo avversario scappare sul 2-0. È un avvio traumatico per il canadese, che sbaglia ogni scelta ed esecuzione possibile con entrambi i fondamentali. Sia il dritto che il rovescio, infatti, non funzionano come la testa di serie numero 9 vorrebbe, che dopo circa 20 minuti si ritrova incredibilmente in ritardo di due break. Avanti 40-0 nel quinti game, infatti, Auger-Aliassime perde altri cinque punti consecutivi e finisce sotto 5-1. Non bisogna comunque togliere evidenti meriti a Varillas, che domina la maggior parte degli scambi e non sbaglia praticamente mai. Il peruviano ha addirittura una possibilità per chiudere 6-1 il primo set con triplo break, ma il numero nove del mondo la cancella con una buona prima. Poco male, comunque, perché due grandi seconde negli ultimi due punti del set consegnano a Varillas un primo parziale mai in discussione: 6-2. È evidente, come si diceva, quanto i troppi errori non forzati di Auger-Aliassime (13, solo tre invece per il peruviano) abbiano indirizzato il set, in cui il canadese ha racimolato appena due punti su dieci con la seconda.

 

Con due ace in apertura di secondo parziale (tanti quanti quelli messi a segno nell’intero primo set), il 21enne di Montreal passa a condurre per la prima volta nel match, ma un concentratissimo Varillas rimane attaccato nel punteggio. Il peruviano gioca su una nuvola, si procura altri tre break point consecutivi e, alla prima occasione, c’entra un nuovo allungo. Auger-Aliassime sotterra in rete un comodo smash e manda avanti il suo avversario, solidissimo e dominante da fondocampo: 3-1. Le gentili concessioni della testa di serie numero nove non accennano a fermarsi e regalano a Varillas altre tre palle break consecutive, tutte però sventate grazie all’aiuto del servizio. In qualche modo, l’allievo di Toni Nadal riesce a rimanere a galla, ma nei turni di risposta continua a faticare enormemente, non riuscendo a trovare soluzioni per fermare l’impeto del suo avversario. Addirittura, nel settimo game il numero 122 ATP ha due nuove possibilità di break che, questa volta, sfrutta anche grazie ad un gran punto in difesa. Auger-Aliassime continua a non trovare alternative e a concedere troppo, subendo un nuovo 6-2 anche nel secondo set. Se i quattro non forzati di Varillas non stupiscono (visto l’andamento del match), fanno certamente più clamore i suoi 11 vincenti, dato che nel primo parziale erano stati solo quattro. È grande resa anche in battuta (85% di punti vinti con la prima e 71% con la seconda), contando che nei suoi turni di servizio ha lasciato per strada appena quattro punti.

Il terzo set sembra portare con sé un’aria di cambiamento, con Auger-Aliassime che (una volta tanto) non fa fatica a tenere i suoi primi due game di battuta e, nel quarto gioco, ottiene le prime palle break della sua partita. Due insoliti errori di marca peruviana permettono al canadese di allungare e di approdare sul 4-1. Incamerata un po’ di fiducia, il numero nove del mondo riesce finalmente a prendere in mano le redini dello scambio, utilizzando meglio le traiettorie al servizio e approfittando di qualche fisiologico errore in più di Varillas. Anche nel game successivo, il 26enne di Lima sbaglia qualcosina di troppo e si vede nuovamente costretto a cedere il servizio, venendo poi travolto 6-1 dal canadese, che dimezza lo svantaggio nei set. Decisivo l’incremento dei punti vinti con la prima (14/16) e gli otto non forzati di Varillas, più di quanti registrati sommando primo e secondo set.

Anche il quarto parziale si apre com’era finito il terzo, ossia con un break a freddo di Auger-Aliassime, il terzo consecutivo. Il numero 122 del mondo pare aver smarrito tutte le sue certezze e raccoglie appena uno dei primi nove punti del set, con il canadese che si porta subito sul 2-0. Quel break maturato all’inizio sarà decisivo nell’economia del set, mantenendo sempre le distanze tra i due giocatori. Nonostante sia sempre costretto ad inseguire, il peruviano continua a caricarsi, provando a tornare sui livelli dei primi sue set. Non che ci sia lontano, ma purtroppo per lui l’Auger-Aliassime visto nella prima ora e mezza non c’è più. Il canadese concede appena due punti in battuta nell’intera frazione, entrambi nell’ottavo gioco dove, sul 30 pari, conduce alla perfezione un punto delicato, chiuso con una bella stop volley. Nel game successivo, Varillas regala ancora qualcosa e la testa di serie numero nove fiuta, oltre alla possibilità di chiudere, anche quella di servire per primo nel quinto. Con l’autorità mancata per buona parte della partita, il canadese chiude 6-3 il quarto set, completa la rimonta e rimanda tutto al set decisivo. Troppa la differenza tra i vincenti (13-2) e, soprattutto, i punti ottenuti con la prima di servizio: 100% per l’allievo di Toni Nadal, appena 41% per il peruviano.

Fin dall’inizio della resa dei conti definitiva si percepisce un po’ di comprensibile tensione da entrambe le parti, anche se per buona parte del set a regnare sarà l’equilibrio. Auger-Aliassime, come più o meno da due set a questa parte, continua a soffrire pochissimo al servizio, lasciando per strada pochissimi punti. Varillas insegue e, nonostante sia maggiormente in difficoltà rispetto al suo avversario, rimane attaccato ad un treno unico (almeno fino ad oggi) nella sua carriera. Raggiunto il canadese sul 3-3, il numero 122 del ranking ci crede, si incita e chiama a raccolta il pubblico, ma da quel momento non vincerà più un game. Auger-Aliassime tiene facilmente il servizio a 15 nel settimo gioco e, in quello successivo, si conquista tre palle break consecutive grazie ad un grande attacco e due vincenti. Varillas prova a rimanere vivo con tre grandi dritti – due dei quali vincenti – con cui arriva alla parità. Il peruviano ha anche un’opportunità per impattare sul 4-4, ma la sciupa e, alla quarta chance del game, la testa di serie numero nove centra l’allungo definitivo. Simbolico, in tal senso, il fatto che il break arrivi con un dritto vincente inside out, colpo che gli aveva regalato pochissime soddisfazioni ad inizio match. Con due prime vincenti Auger-Aliassime si costruisce tre match point consecutivi e, al secondo, chiude con un dritto vincente, trovando la sua prima vittoria in carriera al Roland Garros. I dati complessivi del match sono il succo di quelle che, alla fine, sono state due partite diverse: i primi due set, di marca totalmente peruviana, e gli ultimi tre fortemente canadesi. Il numero nove ATP chiude con più vincenti (52-23) e più gratuiti (44-29), oltre a 14 ace e all’83% dei punti vinti con la prima. Male, invece, il rendimento della seconda (40%), ma questo sarà un aspetto su cui lavorare nei prossimi giorni. Ora, ad attenderlo al secondo turno, ci sarà uno tra il qualificato argentino Ugo Carabelli e il russo Karatsev.

GLI ALTRI INCONTRI Dopo la vittoria di Dimitrov e la prematura uscita di scena di Thiem in mattinata, il programma è continuato senza enormi sorprese. Buona affermazione di Borna Coric su Carlos Taberner, sconfitto 3-6 6-2 6-3 6-1, così come di Diego Schwartzman, vincitore sempre in quattro set su Andrey Kuznetsov (6-3 1-6 6-4 6-2). Perdono un set ma avanzano anche Van De Zandschulp (6-3 3-6 6-3 6-2 a Pavel Kotov), prossimo avversario di Fabio Fognini, e John Isner (7-6 4-6 7-6 7-6 a Quentin Halys). Cade invece il finalista dell’ultimo torneo di Montecarlo Alejandro Davidovich Fokina, sconfitto 2-6 6-0 6-4 6-3 da Tallon Griekspoor.

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Roland Garros: Buona la prima per Fognini, ora Van de Zandschulp

Buona partita di Fognini su un campo Simonne Mathieu gremito. Vittoria in tre set per andare ad affrontare l’olandese Botic Van de Zandschulp al secondo turno

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Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto Dell'Olivo)

F. Fognini b. A. Popyrin 6-4 7-5 6-4

La quindicesima campagna parigina di Fabio Fognini è iniziata con il piede giusto. In un match forse un po’ sfilacciato ma che ha comunque offerto spunti di buon pregio (soprattutto da parte di Fognini) il giocatore ligure si è imposto in tre set sull’australiano Popyrin dando l’impressione di essere con un discreto margine il miglior giocatore in campo, ma dovendo comunque lottare fino alla fine in tutti i set per avere la meglio di un avversario certamente non troppo raffinato nel gioco ma comunque decisamente potente.

Fognini ha messo in campo tutta la sua esperienza, soprattutto nei finali di set nei quali Popyrin ha sbagliato parecchio, ed ha anche deliziato il pubblico del campo Simonne Mathieu con alcuni dei suoi colpi più belli, in particolare alcuni passanti tirati da molto fuori dal campo.

 

IL MATCH – Il primo set è filato via molto rapidamente, in soli 35 minuti, ed è stato deciso da un game da incubo di Popyrin che sul 4-4 ha commesso quattro errori gratuiti che più gratuiti non si può, consegnando il break decisivo nelle mani di Fognini senza che questi abbia dovuto fare nulla di particolare. Fino a quel momento non c’era stata nessuna palla break, e solamente il game di apertura era andato ai vantaggi. Il numero delle palle scentrate, da una parte e dall’altra, è stato notevole, sintomo di un campo non in perfette condizioni che in alcune occasioni ha fatto impennare a dismisura i servizi in kick dell’australiano.

Nel secondo parziale Fognini ha dovuto lavorare decisamente di più per uscire vincitore: innanzitutto è stato molto bravo a uscire indenne da ben cinque palle break nei primi due turni di servizio, in uno dei quali è dovuto risalire da 0-40. Poi è stato altrettanto abile a tenere la palla in gioco quanto più possibile nell’undicesimo game, nel quale Popyrin ha sbagliato uno smash sulla palla del 6-5, e poi, sulla terza palla break, ha messo un diritto in rete che gli ha permesso di andare a servire per il secondo set.

Persi i primi due parziali Popyrin si è disunito e ha ceduto la battuta per altre due volte consecutive, lasciando scappare Fognini sul 4-0 e di fatto mettendo la parola fine alla partita, anche se è riuscito a recuperare uno dei break di vantaggio ed ha costretto l’italiano a servire sul 5-4 e chiudere il match dopo 2 ore e 17 minuti.

Al secondo turno Fognini incontrerà un avversario inedito per lui, ovvero l’olandese Botic Van de Zandschulp che al primo turno ha battuto in quattro set il qualificato Kotov.

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