ATP Cincinnati: Dimitrov supera un semi-Delpo. Vince Thiem...idamente

ATP

ATP Cincinnati: Dimitrov supera un semi-Delpo. Vince Thiem…idamente

Delpo condizionato da un colpo di calore nel secondo set. Prossimo avversario di Dimitrov, il giapponese Sugita. Ferrer vince il primo derby spagnolo di giornata, Thiem senza brillare

Pubblicato

il

[7] G. Dimitrov b. J.M del Potro 6-3 7-5 (Antonio Ortu)

In apertura di programma sul centrale di Cincinnati, per Grigor Dimitrov (t.d.s. 7) è arrivata la prima vittoria in carriera contro Juan Martin del Potro, in due set, annullando tre set point nel secondo set. Il bulgaro sembra essere il primo candidato per occupare un posto nella finale di domenica, vista la concorrenza nella parte passa del main draw. Entrambi hanno giocato semifinali qui in Ohio: Dimitrov l’anno passato, mentre del Potro ne ha giocate due, nel 2012 e nel 2013, anno della sua ultima partecipazione al Western & Southern Open. I precedenti erano tutti dalla parte del campione dello US Open 2009, 5 a 0, l’ultimo a Roma qualche mese fa. I due, compagni di doppio (settimana scorsa sconfitti al secondo turno di Montreal dai gemelli Bryan) e buoni amici, fanno il loro ingresso in un Campo Centrale per nulla affollato, singolare per un match che si presenta come il più interessante del day 4.

Come nel primo turno contro Berdych, delPo parte in maniera lenta e Dimitrov ne approfitta per lasciare andare il dritto e pendere in mano le redini del primo set. In vantaggio di un break, 3-0, il bulgaro vince due turni di battuta delicati sfruttando delle buone prime e un del Potro scarico soprattutto sul lato sinistro, come è solito. Al servizio per il set, Grigor annulla con un dritto vincente una palla break al termine di un punto ad alta tensione. Molto centrato, chiude due punti dopo il parziale, 6-3 in 40 minuti. Per l’argentino è il terzo set perso in carriera contro Dimitrov (gli altri due a Bercy 2013 e quest’anno a Roma), curiosamente tutti ceduti per 6 giochi a 3.

 

Il secondo parziale ha inizio sotto un cielo che non promette nulla di buono. Ed ecco che roboante come un tuono, si risveglia il dritto della Torre di Tandil, con cui nel secondo gioco strappa il servizio al bulgaro. In pochi minuti sale 4-1 e c’è poco da fare per Dimitrov, che si vede trafiggere anche da una botta degna del miglior del Potro a 141 km/h. Ma la tempesta passa subito: Grigor ritrova la prima e l’argentino cala in maniera abbastanza chiara, anche fisicamente. Con un passante di dritto in allungo Dimitrov rimette il parziale on serve. Tuttavia due giochi dopo Juan Martin si guadagna tre set point sul 5-4, ma il servizio e il dritto del bulgaro fanno la differenza: 5-5, miglior game del match per lui. Un po’ troppo passivo del Potro, che accusa giramenti di testa sul 15-30, per un probabile colpo di calore, causato dal caldo dell’Ohio. Annulla stoicamente due palle break con la battuta, ma con un passante di rovescio, Grigor piazza il break decisivo. A nulla serve l’ingresso del medico per l’argentino e il suo sforzo nel game successivo. Dimitrov mette fine all’incontro in 1 ora e 39 minuti e accoglie infine in un bell’abbraccio il suo avversario e amico. Strappa così un biglietto per i quarti, dove troverà il giapponese Sugita  in un tabellone molto favorevole per lui.

D. Ferrer b. [11] P. Carreno Busta 6-4 6-4 (Niccolò Ludovici)

‘Derby’ iberico con il lutto al braccio, quello andato in scena oggi sul campo numero del Western &Southern Open di Cincinnati. Un nuovo, terribile attentato terroristico ha infatti colpito la splendida Barcellona, circa alle 17:30, quando un furgone guidato da un folle, ha investito un gruppo di inermi cittadini a passeggio per le celebri Ramblas del capoluogo catalano, uccidendone almeno 12, e ferendone qualche decina. Ed è un ‘derby’ amaro, soprattutto perché Pablo Carreno-Busta, nativo di Gijòn, Asturie, risiede appunto a Barcellona.

Non è lecito sapere se lo stesso sia al corrente dei tragici eventi verificatisi oggi nella sua attuale città di residenza, fatto sta che quello visto oggi, è stato un Pablo Carreno-Busta soltanto lontano parente di quello vistosi fino a questo punto della stagione. Falloso, disordinato, e soprattutto (cosa ancor più grave, in chiave d’interpretazione tattica del match) poco incline ad imprimere variazioni e ad eseguire quelle palle corte che sono pienamente nelle sue corde. Il desolante bilancio di ‘drop shots’ farà segnare la cifra 0 di fianco al nome del giocatore asturiano, quest’oggi.
Il primo set scivola via rapido con Carreno-Busta che subisce un break a freddo sul proprio turno di servizio. Lo recupera prontamente, ma da lì è ‘one man show’ per il suo più anziano ed esperto rivale, che amministra comodamente il vantaggio ottenuto, e chiude senza far nulla che possa lecitamente far gridare al miracolo, per 6-4.

Stesso copione e identico punteggio nel secondo parziale, con un Carreno-Busta che cerca di aggrapparsi al suo brillante rovescio bimane sia nei colpi incrociati che (soprattutto) in quelli lungolinea, ma raccoglie né più né meno di quanto ottenuto nel primo set.
Dall’altra parte della rete, c’è invece un David Ferrer che, nonostante gli anni e qualche recente acciacco di troppo, macina il solito tennis ‘di quantità’, riuscendo addirittura a mostrarsi stranamente più propositivo del solito a rete. E’ suo il break ottenuto nel quarto gioco, allorquando Carreno-Busta commette un errore di rovescio tutto sommato evitabile, sul 30-40.

Un vero peccato per il giovane di Gijòn, un altro di quei tennisti accorso a (ri)dare smalto a una nazione quale la Spagna, che, per quanto ancora competitiva, non potrà continuare a contare per molti anni a venire su Rafael Nadal, oltre che sui vari Verdasco, Feliciano Lopez, e (appunto) David Ferrer, e alla quale occorre disperatamente un ricambio generazionale per riconfermarsi tra le grandi del tennis odierno.

[3] D. Thiem b. A. Mannarino 7-6(4) 7-6(4) (Antonio Ortu)

Dominic Thiem piega con due tie-break la resistenza di Adrian Mannarino, per raggiungere il suo quarto di finale numero quattro nei Masters 1000 quest’anno. Eguaglia così il suo miglior risultato in Ohio, centrato l’anno passato. Non è stata una passeggiata per l’austriaco, testa di serie numero 3, nonostante le quattro vittorie nei quattro precedenti. Infatti Mannarino veniva da un record di 14-5 negli ultimi 40 giorni e una vittoria significativa centrata ieri contro Sam Querrey.

Nel primo set succede un po’ di tutto. Thiem parte col piede giusto, ma non si gioca a dovere tre palle break nel primo gioco e di rimbalzo cede la battuta subito dopo con una serie di gratuiti. Per sua fortuna si riprende subito, cercando di alzare le traiettoria dei suoi colpi, in modo da allontanare Mannarino dalla linea di fondo e trovare più facilmente il vincente. Nel settimo gioco arriva, come previsto, un forte e lungo acquazzone, che manda tutti negli spogliatoi. Dopo 2 ore e 20 di interruzione, il match riparte dal 3-3 15-15. I due gestiscono meglio il servizio rispetto ai primi giochi. E’ l’austriaco che commette i primi gratuiti gravi sul 4-5 e Adrian si guadagna due set point. Con personalità Thiem li cancella entrambi, impatta 5-5 e nel gioco successivo trova un break che lo manda al servizio per il set. Mannarino non demorde, si porta sul 30-40 e sfrutta un doppio fallo di Thiem per agguantare il tie-break. Il giovane numero 8 del mondo vince 5 punti di fila dall’1-3, compresa una stop volley di dritto che fa girare l’inerzia a suo favore. Poi con un ace, Dominic archivia in 1 ora e 16 il primo parziale.

Per la testa di serie n. 3 un set imperfetto, in alcune fasi è mancato sia controllo dei colpi da fondo e soprattutto il cinismo necessario contro un giocatore atipico come il transalpino. Tuttavia a inizio secondo set Thiem sfonda più volte il muro di Mannarino e trova un allungo con break che sembrerebbe decisivo. Ma i suoi turni non filano via così facilmente, sbaglia colpi abbastanza semplici in avanzamento e il francese sfrutta un game ricco di gratuiti da parte di Dominic per piazzare il controbreak. Entrambi sfruttano la battuta nei game successivi, concedendo poco o nulla al ribattitore. Il tie-break è dietro l’angolo: è Thiem il primo a mettere il naso avanti, ma Adrain recupera subito lo svantaggio con la risposta di dritto. Un altro suo non forzato e due vincenti di ottima fattura, offrono al giovane top 10 quattro match point e Thiem si guadagna così un posto nei quarti di finale dopo 2 ore e 10 minuti: troverà David Ferrer. Nel complesso per lui è stata una prova a malapena sufficiente, come dimostrano i 45 errori non forzati. Considerando l’avversario, era un dato pronosticabile e dopo tutto Dominic è stato bravo a giocare due tie-break di livello per superare un test insidioso.

Gli altri incontri

La pioggia non ha permesso il completamento del programma. Nadal non è riuscito a scendere in campo – lo farà venerdì attorno alle 19, secondo incontro sul centrale – e l’incontro Kyrgios-Karlovic è durato appena sette game più interruzioni, prima delle decisione di sospendere definitivamente. Nel pomeriggio si erano disputati i tre ottavi meno nobili: la ghiotta occasione di qualificarsi per i quarti di finale di un Masters 1000 è stata colta da Sugita, Donaldson e un incredibile Ferrer. Il giapponese ha scientemente deciso di prendersi la notorietà in patria, facendo dimenticare l’infortunato Nishikori, e ne ha eguagliato il miglior risultato del 2017 a livello 1000. Lo ha fatto migliorando gli ottavi raggiunti lo scorso anno e domando un Khachanov falloso oltre ogni limite. Dopo aver vinto il tiebreak del primo set il russo ha sostanzialmente perso di vista il campo, chiudendo la partita con oltre cinquanta errori non forzati. Lucido e performante a servizio, Sugita ha ringraziato e andrà a sfidare Dimitrov. Più regolare la vittoria di Donaldson, adesso vicinissimo a entrare in top 50. Lo statunitense dimostra una formazione non propriamente “States“: un buon rovescio, forse il suo colpo più sicuro, e discrete geometrie. Sarà un regalo del tabellone ma intanto è tra i migliori 8 a Cincinnati: prendere e portare a casa, è legna preziosissima. Che dire invece di David Ferrer. Quando un giocatore di 35 anni, riemerso da un periodo che sembrava condannarlo prima all’anonimato e quindi al ritiro, rifila una lezione di praticità a uno dei sue possibili eredi in patria (9 anni di meno) forse è il caso di dimenticare per un attimo quei talenti luccicanti che ti fanno vincere gli Slam e ricordarsi dove lo sport può vincere. E vince nell’umiltà di essere ancora lì a giocare il colpo più efficace, quello più pratico. Carreno è convalescente, vero, ma imparerà molto da questa sconfitta. Isner rifila il solito “trattamento Isner” all’avversario di turno, Francis Tiafoe. Il rampante giustiziere di Zverev gioca anche benino ma quando vai a pizzicare Long John nel territorio dei “set che si decidono a sette” o hai solidi argomenti da offrire, o vince lui.

Risultati:

[7] G. Dimitrov b. J.M del Potro 6-3 7-5
D. Ferrer b. [11] P. Carreno Busta 6-4 6-4
Y. Sugita b. K. Khachanov 6-7(0) 6-3 6-3
[WC] J. Donaldson b. N. Basilashvili 6-4 7-6(4)
[14] J. Isner b. [WC] F. Tiafoe 7-6(4) 7-5
[3] D. Thiem b. A. Mannarino 7-6(4) 7-6(4)
N. Kyrgios vs I. Karlovic 3-4 sospesa per pioggia
[1] R. Nadal vs A. Ramos-Vinolas rinviata

Continua a leggere
Commenti

ATP

Il circuito ATP riparte a metà agosto, due Slam e tre Masters 1000 tutti consecutivi

Si riparte dal torneo di Washington il 14 agosto. Dalla settimana successiva 3000 punti in paio a New York, poi subito Madrid, Roma e Roland Garros

Pubblicato

il

Alla fine l’annuncio è arrivato. Il circuito ATP riprenderà tra circa due mesi, alla metà di agosto con il torneo 500 di Washington D.C. Cancellato il Masters 1000 di Toronto, dalla settimana successiva avrà inizio il tour de force con in palio due titoli del Grande Slam e tre titoli Masters 1000 senza mai una pausa per chi arrivasse in fondo.

Come vedete da sabato 22 agosto parte il Western&Southern Open che per quest’anno si trasferisce da Cincinnati a Flushing Meadows; il combined si giocherà fino a venerdì 28 agosto. Lunedì 31 agosto partirà lo US Open nel medesimo luogo e dunque lo Slam americano manterrà le date originali. L’ATP ha permesso lo svolgimento di un ATP 250 durante la seconda settimana dello US Open: a Kitzbuhel prenderà il via la stagione sulla terra battuta europea, che proseguirà poi con tornei di rango superiore.

Neanche il tempo di tornare da New York, infatti, che scatterà il Masters 1000 di Madrid, seguito immediatamente da quello di Roma, gli Internazionali d’Italia. Il ciclo terribile si chiuderà con l’edizione 2020 del Roland Garros a Parigi.

 

Anche il circuito challenger ripartirà nella settimana di lunedì 17 agosto mentre gli ITF già a partire dal 3 agosto.

A metà luglio è previsto un ulteriore aggiornamento con il calendario per l’autunno: resta incerto il destino dei tornei asiatici, più speranze per l’indoor europeo che culminerà con le ATP Finals di Londra. L’ATP 500 di Vienna, ad esempio, ha confermato tramite un comunicato ufficiale l’intenzione di disputare il torneo nelle date previste, ovvero dal 24 ottobre all’1 novembre. Gli organizzatori del torneo austriaco hanno anche aperto alla possibilità di giocare di fronte a un pubblico.

Continua a leggere

ATP

Il rovescio di Sinner è il più “pesante” del mondo, parola di O’Shannessy

Dal lato del rovescio nessuno imprime tanto spin quanto l’altoatesino e anche la velocità di palla è in (e da?) top 5

Pubblicato

il

Jannik Sinner - Rotterdam 2020 (via Twitter, @abnamrowtt)

Costretti a un off season anticipata e forzata, le possibilità dell’appassionato di tennis sono due: guardare avanti e avanzare ipotesi sul futuro dello sport o volgersi indietro, scartabellando tra gli incontri passati in cerca di numeri e storie interessanti. Chi di dati in archivio ne ha da vendere è il solito Craig O’Shannessy, che sul sito ATP ha passato in rassegna i giocatori per stabilire chi avesse il rovescio più potente. Dalla sua analisi, lo statistico australiano ha tratto fuori un nome ben preciso: Jannik Sinner.

Secondo O’Shannessy il giovane italiano, numero 73 ATP, possiede il “rovescio più potente e cattivo“. Al di là delle disquisizioni estetiche sul gesto, che è oggettivamente fluido, pulito e eseguito apparentemente senza sforzo, chiunque abbia visto Sinner, anche solo in televisione, si sarà accorto dell’effettiva potenza del colpo. Due sono i punti forti del rovescio di Jannik stando ai rilevamenti di O’Shannessy: spin e velocità di palla. In entrambe le categorie l’azzurro compare tra i primi cinque all’interno di un campione di 94 giocatori, che considera coloro che hanno disputato almeno dieci match tra il 2018 e il 2020 su campi dotati di tecnologia Hawk-Eye (indispensabile per certe misurazioni).

SPIN – Imprimere spin alla palla ha il doppio vantaggio di consentire un maggior controllo, aumentando il margine di errore, e di mandare di là dalla rete una palla “scomoda” per l’avversario, più difficile da gestire. Dal lato del rovescio nessuno dà più rotazione alla palla di Jannik Sinner, che nei 17 incontri presi in considerazione ha fatto registrare una media di 1858 rotazioni al minuto.

 

Di seguito la Top 5 nella categoria “spin”:

1. Jannik Sinner = 1858 rpm
2. Martin Klizan = 1840 rpm
3. Felix Auger-Aliassime = 1825 rpm
4. Pablo Cuevas = 1735 rpm
5. John Millman = 1680 rpm

Sinner è accompagnato da nomi che hanno nel rovescio il loro colpo migliore o più solido. Nell’elenco troviamo un solo monomane, Pablo Cuevas, sempre molto apprezzato per il suo rovescio classico che gli ha fruttato buonissimi risultati soprattutto sulla terra battuta. Non si legge il nome di nessun giocatore attualmente incluso nella Top 10 del ranking ATP. Tra i migliori dieci giocatori del mondo, quello che produce più spin con il rovescio è Gael Monfils (1551 rpm), seguito da Stefanos Tsitsipas (1280 rpm) e Daniil Medvedev (1262 rpm). Leggermente più indietro Rafael Nadal (1252 rpm) e Novak Djokovic (1148 rpm), mentre Roger Federer si attesta intorno alle 548 rotazioni per minuto, dato viziato dal maggior impiego del colpo tagliato rispetto ai colleghi top 10.

VELOCITA’ DI PALLA – Anche in quanto a velocità, il rovescio di Jannik non ha niente da invidiare al resto del circuito. In questa particolare categoria, l’altoatesino si siede al quinto posto con una media di circa 69 miglia orarie (111 km/h), ma la differenza con chi lo precede non è poi così abissale, come si può vedere.

1. Nikoloz Basilashvili = 71.2 mph
2. John Millman = 70.2 mph
3. Rafael Nadal = 69.8 mph
4. Ugo Humbert = 69.2 mph
5. Jannik Sinner = 69.1 mph

Se non sorprende leggere i nomi di Basilashvili e Millman (unico insieme a Sinner ad apparire in entrambe le Top 5), un pochino forse stupisce vedere Nadal in terza posizione. Il rovescio del maiorchino, a lungo bistrattato dalla critica, ma in effetti il vero e proprio colpo naturale di Rafa, viaggia ad una media di quasi 70 miglia all’ora (circa 112 km/h). Nessuno tra gli attuali top 10 tira forte come lui, né Dominic Thiem (67.4 mph), né Novak Djokovic (67.3 mph) né Alexander Zverev (67 mph). Il rivale di una vita, Roger Federer, con le sue 66.1 miglia orarie di media è perfettamente in linea con la media del campione (66 mph).

Rafa Nadal – Wimbledon 2019 (foto via Twitter, @Wimbledon)

IL DOMINIO MILANESE – I dati di Sinner hanno toccato il loro apice durante la vittoriosa cavalcata alle Next Gen ATP Finals. Nel corso del torneo, l’azzurro ha fatto registrare una velocità media dal lato del rovescio di 75.3 mph, ovvero ben 7.1 miglia orarie in più rispetto alla media dei cinque avversari affrontati (Tiafoe, Ymer, Humbert, Kecmanovic, De Minaur). Impressionante è stato il rendimento durante il match contro Mikael Ymer, dominato 4-0 4-2 4-1 sparando rovesci alla spaventosa media di 80.2 miglia orarie (129 km/h).

Ad aiutarlo, oltre al braccio e al tempismo perfetto, è intervenuta la posizione in campo, sempre molto aggressiva. Nel corso del torneo milanese, Jannik ha messo i piedi in campo per colpire il rovescio nel 23% dei casi (il doppio rispetto agli avversari affrontati) e solo il 13% delle volte è stato costretto a indietreggiare più di due metri oltre la linea di fondo. I dati ovviamente sono gli uni figli degli altri: è ovvio che colpendo forte ci si può trovare più facilmente nella posizione di attaccare con i piedi dentro il campo e di conseguenza su palle più comode si può anche spingere più forte. Se a questo si aggiunge la fiducia inscalfibile e la determinazione di Sinner in quel periodo, ecco che abbiamo la settimana perfetta.

Di certo c’è che nel corso delle Next Gen Finals il mondo del tennis si è accorto della pericolosità del rovescio di Sinner, un colpo su cui probabilmente si appoggeranno molto le sorti della sua carriera futura e che già allo stato attuale è tra i migliori al mondo.

Continua a leggere

ATP

Wawrinka: “Posso fare ancora grandi cose. Io come Murray? Lui è avanti anni luce”

Stan Wawrinka racconta a L’Equipe gli ultimi progetti di carriera e le dirette con l’amico Paire. “Ci piace goderci la vita! Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene…”

Pubblicato

il

Stan Wawrinka - Australian Open 2020 (foto Twitter @AustralianOpen)

Tra uno “StanPairo” (le dirette con Paire) e l’altro, Stan Wawrinka si concede a L’Equipe per un’intervista sulla situazione attuale del tennis, l’isolamento forzato e i suoi pensieri sulla fase finale della sua carriera. L’ex n. 3 del mondo e tre volte campione Slam è uno dei grandi protagonisti social di questo confinamento, soprattutto grazie alle esilaranti live chat su Instagram con l’amico Benôit Paire.

Tanto esilaranti che Stan avrebbe perfino voluto che il quotidiano francese titolasse la sua intervista con due frasi, a scelta, pronunciate da Benoît durante le loro dirette. Non essendo stato possibile, lo stesso Wawrinka ha ricontattato L’Equipe: “Allora, questa intervista? Sono pronte le domande?“. Eccome se lo erano, racconta il giornalista Quentin Moynet, che non poteva proprio esimersi dal rivolgerne una su quelle chiacchierate virtuali con tanto di aperitivo:Facciamo quello che ci piace e in modo naturale, non ci chiediamo se vada bene per la nostra immagine” ammette lo svizzero, “siamo noi in tutto e per tutto. Con Benoît siamo un buon doppio! Raccontiamo aneddoti, qualche stupidaggine e le persone entrano nel nostro mondo. Parliamo apertamente come se ci fossimo solo noi due, a casa mia, a casa sua, al ristorante o a un torneo; e ci divertiamo. La derisione fa interamente parte del nostro rapporto e della nostra vita. Anche quando non facciamo uno “StanPairo” in diretta, passiamo del tempo insieme. Ci telefoniamo spesso in questo periodo. Non mi sorprende perché siamo spontanei. Lo facciamo perché ci fa piacere”.

E per bere un piccolo cocktail…Questo è un difetto che abbiamo entrambi, siamo sportivi d’élite ma ci piace goderci la vita (sorride)”.

 

Ai due amici piace concedersi degli aperitivi ma Stan apprezza molto anche la buona tavola. Domanda secca (ammettiamolo, Stan in carriera ha avuto questa tendenza): è ingrassato in questa quarantena? “Sicuramente dovrò perdere un po’ di peso dopo la fine dell’isolamento, ma va bene, non sono aumentato molto. Resto un peso massimo del tennis! Ho sempre contato sul fisico. Non sono grasso, altrimenti non avrei avuto questa carriera ma non sono neanche snello. Ho sempre trovato più o meno il giusto equilibrio tra la pesantezza e i muscoli, che sono quelli che mi aiutano di più nel mio gioco” […].

Contemporaneamente ai vostri aperitivi, l’attualità del tennis è stata intensa in queste ultime settimane nonostante lo stop del circuito. Teme il fatto che non si possa riprendere a giocare quest’anno?

È difficile immaginare di uscirne subito. La cosa più importante è pensare alla salute di tutti. Bisogna vedere se ci sarà una seconda ondata. Il tennis è uno degli sport più complicati da gestire in piena crisi da coronavirus perché si arriva da ogni parte del mondo, è necessario che si possa viaggiare e radunarsi. Il tennis sarà l’ultima tappa. Il Roland Garros, per esempio, non è organizzato da cinquanta persone. E anche se si gioca senza pubblico, c’è tantissima gente sul posto. È troppo presto per saperlo, tutto è possibile, anche che non si rigiochi affatto quest’anno“.

In questo momento di pausa, c’è anche il tempo per riflettere su un tennis più “unito”. Ne aveva già parlato Andrea Gaudenzi nella prima conferenza ufficiale con la stampa italiana. Ma la proposta rivoluzionaria arriva da Roger Federer. Che ne pensa Stan?

Il tweet di Roger ha colto di sorpresa tutti perché giunge dal giocatore più grande di tutti. In generale, quando dice qualcosa, lo fa con lucidità e dietro c’è un vera riflessione. Quando Roger si esprime, le cose si muovono molto più velocemente. È nel consiglio dei giocatori, parla con Novak, Rafa. Ma non sono discussioni che iniziano ora, esistono già da tempo in seno alle istanze del tennis. Sono cose complicate da realizzare concretamente ed è per questo che ci vuole tempo. Se l’ATP e la WTA riescono a trovare una buona formula, potrebbe essere molto interessante per il futuro del tennis“.

C’è stato inoltre l’annuncio di un fondo di sostegno per i giocatori più bassi in classifica…

È molto importante sostenere i giocatori che hanno delle difficoltà. Se il tennis esiste, è grazie a tutti i tennisti, non solo a quelli che sono al top. Ma tutto ciò permette di capire che c’è una mancanza di armonia nel tennis pro: i tornei dello Slam fanno guadagnare molti soldi alle loro federazioni. E ciò provoca maggiore squilibrio tra quei quattro eventi e gli altri. La Francia o l’Inghilterra possono sostenere tutte le loro strutture, cosa che gli altri paesi non possono fare poiché non hanno alcuna riserva […]

La situazione attuale permetterà di unire punti di vista divisi da anni?

Diciamo che questa crisi favorisce il dialogo. Lo abbiamo visto, il Roland Garros ha cercato di forzare la mano, non è stata una buona soluzione. Da quel momento, c’è stato un dialogo […] È necessario mettersi attorno a un tavolo e trovare un accordo. In ogni caso, questa crisi prova, una volta ancora, che il tennis ha troppe identità”.

Un mese fa Stan Wawrinka ha compiuto 35 anni e la sua carriera, seppur ancora densa di impegni e competitività, si avvia verso la fase finale. Dopo il ritiro, ci sarà ancora un futuro nel tennis per lui, magari come allenatore o dirigente?

Un po’, forse. Ho la sensazione che non resterò molto in questo ambiente. Mi interessano anche altre cose, in altri campi. Ho delle sensazioni che mi portano altrove“.

E dove?È troppo presto per parlarne (sorride). Ho fatto molto più di quanto potessi immaginare o sperare. Ho vinto praticamente tutto quello che si può vincere nel tennis, è una fortuna enorme“.

Ha uno statuto che peserebbe nelle decisioni. Lei e Andy Murray siete i migliori giocatori dell’era attuale dopo i Fab 3…Vorrei tanto che fosse vero quando mi dicono che sono un giocatore dello stesso calibro di Andy” confessa Stan interrompendo il giornalista, “ma sarebbe una mancanza di rispetto nei confronti della sua carriera. L’unica cosa che ci avvicina sono i tre titoli Slam. Per il resto, è avanti anni luce rispetto a me. È stato n. 1 del mondo, ha vinto più di 40 titoli (ne ha vinti 46), tantissimi Masters 1000 (14), e giocato non so quante finali Major (8). È pazzesco. Se avesse vinto uno o due Slam in più, ora si parlerebbe ancora di Fab 4“.

Andy Murray e Stan Wawrinka – Roland Garros 2017 (foto Roberto Dell’Olivo)

A 35 anni, questa pausa forzate la preoccupa?

No, riesco a gestirla bene. Sono privilegiato, posso passare del tempo con mia figlia. L’aiuto a fare i compiti, dalle 8 del mattino alle 12 e poi ancora un po’ nel pomeriggio. E mi riposo. Sto perdendo un anno? Sono alla fine della carriera, non mi resta troppo tempo, ma non mi metto pressione. Siamo talmente lontani dalle gare… Adesso mantengo la forma fisica, ma non faccio un allenamento intenso. Sono abbastanza rilassato“.

Piccola parentesi, per chi non dovesse ricordarlo: Wawrinka si è sposato nel 2009 con la modella Ilham Vuilloud e nel 2010 i due hanno avuto una figlia, Alexia, prima del divorzio formalizzato nel 2015.

[…].

Stan si sente capace di vincere un secondo Roland Garros?  

Non ho più chance al Roland Garros di quante non ne abbia in un altro Slam. Ok, forse a Wimbledon di meno (ride). Mi ritengo ancora capace di fare grandi cose. Ad ogni modo lo pensavo all’inizio dell’anno. Ora le gare sono molto lontane. È facile pensare di poter realizzare grandi cose stando seduti sul divano”.

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement