WTA New Haven: Radwanska e Cibulkova in semifinale

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WTA New Haven: Radwanska e Cibulkova in semifinale

Non senza difficoltà, le numero uno e due del seeding superano rispettivamente Peng e Pavlyuchenkova. Passa anche Gavrilova

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Lo aveva dichiarato ieri al termine della sfida contro Cornet: ritorno completato. E così stato. Dominika Cibulkova si qualifica per le semifinali del Connecticut Open ai danni della russa Pavlyuchenkova vincendo, con quella di oggi, la sesta sfida in undici scontri diretti. Il punteggio è un classico 7-5 6-4 che ha riservato, ai pochi spettatori presenti in tribuna, diversi colpi di scena. L’avvio è tutto di marca russa. Pavlyuchenkova allunga fino al 3-1 tramite l’efficacia della prima di servizio che le ha consentito ace e campo aperto in cui affondare i propri colpi. Cibulkova ha faticato nel contenere il distacco, ma la capacità di saper soffrire l’ha premiata insieme agli errori dell’avversaria colpevole di aver sbagliato troppo quando invece sarebbe stato necessario giocare un colpo in più. Dopo aver mantenuto il servizio e aver evitato ben 2 volte il possibile 5-2, lo scambio di opinioni col coach le hanno riordinato le idee. Al rientro in campo Cibulkova ha trovato il provvidenziale break del 4-4, riuscendo anche nel sorpasso. Sul punteggio di 6-5, con 15-15 di parziale la gara è stata sospesa per oltre una mezz’ora per consentire i soccorsi a uno spettatore colto da malore. La pausa non ha penalizzato la russa che, avanti 40-15, non ha trovato il punto del tie break ed è stata punita dalla cinica Cibulkova. È il momento migliore della slovacca, di contro la russa è in balia dei suoi potenti e precisi diritti. Il pubblico, fino ad allora silente, si schiera con lei e sottolinea ogni punto della slovacca con sonori applausi. La resa è immediata, a cui bisogna aggiungere di demeriti di Anastasjia che inspiegabilmente perde la misura del campo e negli appoggi facili spesso terminati a rete. Il risultato è un secco 5-0. Quello che sembrava ormai una mera formalità, col passare dei minuti si trasforma nella mission impossible della russa, che nello stupore generale dà il via a una rimonta che si infrange nel momento clou. Avanti 40-15, Pavlyuchenkova non ha trasformato nessuna delle due occasioni e un doppio fallo ha vanificato tutti gli sforzi sostenuti fino a poco prima. Per la testa di serie no. 2 del torneo, domani in semifinale, ci sarà la belga Mertens, unica qualificata ancora in gara, che oggi ha usufruito del ritiro della cinese Zhang, i cui malanni al braccio destro emersi già ieri, non le hanno consentito di scendere in campo. Nella parte alta del tabellone, vittoria anche per la favorita numero 1, la polacca Radwanska ai danni della cinese Peng. Una vittoria arrivata in due set, in cui la polacca ha costruito la propria vittoria con merito ma senza beneficiare dei tanti errori visti nella sfida contro Bouchard. Peng ha giocato in maniera ordinata e concreta ma anche lei si è arresa alla capacità della polacca di farle giocare sempre uno scambio in più, grazie alle incredibili doti atletiche di Aga, sempre pronta a smorzare i tentativi dell’avversaria. La gara è interessante fin dalle prime battute. Il break del terzo gioco è solo il primo tentativo di allungo di Radwanska che però non trova la continuità e lo restituisce immediatamente. I turni di servizio si susseguono senza sorprese fino all’undicesimo game, in cui Radwanska strappa il servizio all’avversaria con estrema facilità. Come nel primo set, anche nel secondo Peng recupera immediatamente l’iniziale break di svantaggio. La maga però allunga nuovamente al quinto gioco in maniera definitiva. Nonostante la buona volontà di Peng di rimanere in scia è il momento che segna la gara. La cinese fa suo l’infinito settimo game, quello del 4-3, poi crolla a causa della minore dinamicità atletica e lucidità rispetto alla polacca . In semifinale Radwanska se la vedrà contro Gravilova, che nel pomeriggio ha vinto la sfida contro la belga Flipkens senza troppi problemi. Il parziale iniziale di 4 giochi a 0 ha segnato l’avvio di primo set, quattro giochi tutti decisi ai vantaggi in cui la tennista aussie ha sbagliato di meno rispetto alla belga e che ha avuto la capacità, nel secondo parziale, di difendere il prezioso break del settimo gioco, annullando ben quattro tentativi di rimonta proprio sul suo turno di servizio.

Risultati

[1] A. Radwanska b. [8] S. Peng 7-5 6-3
D. Gavrilova b. K. Flipkens 6-2 6-4
[2] D. Cibulkova b. [6] A. Pavlyuchenkova 7-5 6-4
E. Mertens b. S. Zhang W/O

 

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Sabalenka schiacciasassi, finale ad Abu Dhabi contro Kudermetova

La bielorussa supera anche Sakkari e continua la caccia al terzo titolo consecutivo. Prima finale WTA per Kudermentova, battuta la 18enne Kostyuk

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Aryna Sabalenka - Abu Dhabi 2021 (via Twitter, @WTA)

CHI FERMERÀ SABALENKA? – Inarrestabile: questo è l’aggettivo più appropriato per definire la prestazione odierna di Aryna Sabalenka nella prima semifinale del WTA 500 di Abu Dhabi. Maria Sakkari non è mai sembrata in grado di arginare la potenza della bielorussa, e il punteggio finale di 6-3 6-2 non è neanche tanto netto quanto è stato lo svolgimento dell’incontro. Il gioco senza fronzoli e aggressivo di entrambe è confluito in un match molto rapido caratterizzato da scambi brevi. Quando si trattava di accelerare e trovare soluzioni vincenti era Sabalenka quella che riusciva ad incamerare più punti e la sua vittoria alla fine non è mai sembrata in discussione.

Se contro Kenin nella giornata di ieri Maria Sakkari era riuscita a riemergere dopo un brutto primo set, questa volta non è stata in grado di adattarsi e contro la n. 10 del mondo non ha trovato le giuste contromisure. Nel primo parziale ha perso subito malamente la battuta, e trovatasi sotto 5-1 la greca ha avuto un colpo di coda sufficiente appena a rendere meno severo il punteggio. Nel secondo set invece l’equilibrio si è spezzato nel quinto game dopo il quale Sakkari si è completamente lasciata andare. Aryna dal canto suo ha continuato a spingere in maniera efficace come ci ha abituato da parecchi mesi a questa parte, e in appena 61 minuti ha trovato la 14esima vittoria consecutiva. Domani disputerà la 13esima finale in carriera e l’avversaria sarà Kudermetova. L’unico precedente, in un ITF 10K, risale al 2015 ad Antalya dove vinse Sabalenka.

IL MOMENTO KOSTYUK NON È ANCORA ARRIVATO – Veronika Kudermentova e Marta Kostyuk si sono affrontate ad Abu Dhabi per la prima volta in carriera, con la prima che preferisce un gioco più regolare da fondo concentrandosi sulle geometrie e sulla precisione, mentre l’altra non disdegna le accelerazioni e le discese a rete (forse ogni tanto anche a sproposito). Proprio questo stile di gioco più aggressivo oggi le è costato qualche gratuito di troppo mentre col passare del tempo Kudermetova ha trovato sempre più ritmo. Il primo set è stato molto altalenante e caratterizzato da frequenti strappi nel punteggio.

 

Entrambe sono poco avvezze a questi palcoscenici (zero finali WTA giocate) e la cosa è emersa in maniera vistosa durante i rispettivi turni di battuta (percentuali di punti vinti bassissime). La russa si è anche trovata sopra 5-3 ma la paura di vincere le ha impedito di chiudere con così largo anticipo, bensì è dovuta ricorrere al tie-break. L’ucraina è stata la prima ad avere set point ma Kudermetova in risposta oggi è apparsa molto più a suo agio e alla terza chance l’ha spuntata per 10-8, dopo 61 minuti di gioco (stessa durata della prima semifinale).

Le risposte efficaci della 23enne n. 46 del mondo le hanno permesso di iniziare in discesa anche il secondo parziale, e con un paio di soluzioni deliziose in chop si è assicurata il vantaggio di 3-0 mantenuto con un po’ di patema fino alla fine dell’incontro, chiudendo al quinto match point sul 6-4. La 18enne ucraina ha pagato la minor esperienza e nelle fasi più concitate del match ha sentito la pressione facendosi sormontare dal nervosismo e dal carattere mai arrendevole dell’avversaria. Vedremo domani se questo atteggiamento sarà sufficiente a Kudermetova per affrontare una Sabalenka agguerrita come non mai, la quale forse già ora starà pregustando le risposte vincenti a quelle seconde così tenere della russa.

Risultati semifinali:

[4] A. Sabalenka b. [9] M. Sakkari 6-3 6-2
V. Kudermetova b. M. Kostyuk 7-6(8) 6-4

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Abu Dhabi: Sakkari elimina Kenin con bagel, fuori anche Svitolina con Kudermetova

Kostyuk sugli scudi, continua la striscia vincente di Sabalenka

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A spese di Elena Rybakina, arriva la tredicesima vittoria consecutiva di Aryna Sabalenka che aveva chiuso il 2020 alzando i trofei di Ostrava e Linz. Tra due tenniste che amano far male alla palla seppure in modo diverso, il servizio comanda nel set d’apertura, soprattutto dal lato kazako, con tre punti persi nei primi cinque turni. Ma è proprio Elena a inciampare, cedendo a zero il decimo e decisivo game. “Sapevo che avrebbe giocato davvero veloce e profondo, così sono dovuta restare bassa per prepararmi a quei colpi” ha detto Aryna a fine match secondo quando riporta il sito della WTA. “Sta giocando molto libera e a volte non hai tempo di prepararti e ti fa un sacco di vincenti. Devi aspettare l’occasione giusta perché le giocatrici di questo tipo non possono tenere sempre quel livello”.

Livello che Rybakina mantiene nel secondo parziale in cui Sabalenka riesce solo a dimezzare i due break di svantaggio. Tuttavia, è proprio quel tentativo di rientrare nel set a dare alla bielorussa fiducia nel ritrovare il proprio miglior tennis in vista della partita finale. Aryna conquista così il break al secondo gioco e non si guarda più indietro fino al traguardo, mettendo a referto 30 vincenti (e 37 errori non forzati) contro il saldo 24-27 di Rybakina.

In semifinale, Sabalenka troverà Maria Sakkari, vincitrice in rimonta della favorita del seeding Sofia Kenin in un incontro in cui non c’è quasi mai stato equilibrio se non all’inizio della seconda frazione. Troppo fallosa nel primo set, Maria, e il 6-2 per Sofia richiede appena mezz’ora. “Andavo troppo di fretta all’inizio. Non sapevo cosa fare una volta che ho capito che quello che stavo facendo non funzionava” spiega Sakkari. “Ho provato qualcosa di diverso e ha funzionato. Ho cercato di essere più solida a tenere più palle in campo”.

 

Salvate tre palle break in apertura, la venticinquenne di Atene effettua lo strappo in un sesto gioco durato 16 punti che si rivelerà decisivo non solo per l’esito del set, bensì per l’inerzia del match che passa completamente sotto il controllo greco. Dal 2 pari, Maria infila 10 game consecutivi con tanto di bagel nel terzo di fronte a una Kenin ormai rinunciataria. “Facevo troppi errori e forzavo quando non dovevo” dice ancora Sakkari a proposito dell’incontro. Che è anche la base dell’analisi che fa dei progressi del suo gioco in generale: “Penso che ad avermi davvero aiutata sia stato capire che la mia palla è piuttosto pesante. Ho tanta forza e ho iniziato a usarla nel modo giusto. Fino allo scorso anno non riuscivo a controllarla, così ho dovuto abbassare un po’ il ritmo perché colpivo troppo forte e commettevo tanti errori. Credo di aver trovato il mio vero ritmo in campo: quando ho l’opportunità, entro. E questo dà fiducia”.

La prima semifinalista della parte bassa del tabellone è Marta Kostyuk, che si impone in tre set su Sara Sorribes Tormo. Non ci ha capito molto all’inizio, la diciottenne di Kiev, davanti alla regolarità della concittadina di Bautista Agut, e i 17 unforced contro 1 si sono risolti in un 6-0. Arriva anche il settimo gioco di fila che vale il break in apertura di secondo parziale e Marta, fresca top 100, dimostra tutta la confusione mettendosi ad alzare top spin ben dietro la riga di fondo – un po’ come se Matteo Berrettini decidesse di impostare un’eventuale sfida con Gulbis sulla diagonale di rovescio.

Poi, Sara stecca un dritto il cui rumore evidentemente risveglia l’avversaria, affronta la prima palla break della giornata e decide di giocarsela seguendo a rete la battuta. Risultato? Sette giochi consecutivi per Kostyuk che entra in campo tirando vincenti (tredici a zero il conteggio del parziale) con una facilità disarmante, mentre la n. 66 WTA forse ripensa al suo confronto di Ostrava contro Aryna nel quale era avanti 6-0 4-0 e non ha più vinto un game. C’è invece equilibrio in un terzo set che comincia con sei turni di battuta persi, ma è Kostyuk, ottima anche nelle chiusure a rete, a trovare la strada per il successo.

Allenata da mamma Talina con l’aiuto part time di Riccardo Piatti, Marta si giocherà l’accesso alla finale contro la n. 46 del ranking Veronika Kudermetova che si è imposta in rimonta su Elina Svitolina. Perché, come al turno precedente, Elina aveva tentato di far andare un’avversaria russa a servire per il match per poi brekkarla a vincere al tie-break, ma questa volta solo la prima parte del piano è andata a buon fine. Dotata di un’ottima prima di servizio, Veronika non ha problemi nel fare partita pari con la quinta giocatrice del mondo, dal canto suo abilissima a sfruttare la prima opportunità in risposta sul 5 pari: vinto il primo punto, lascia che sia l’avversaria a prendersi i rischi con la pressione per il possibile 0-30. In realtà, la ventitreenne di Kazan gioca con attenzione e si crea l’opportunità di una volée a campo aperto che però fallisce spianando la strada al break che Elina consolida aiutata dal servizio incamerando il parziale.

Stando al sito della WTA, Kudermetova è un centimetro più alta di Svitolina ma più bassa di un pollice: a influenzare il secondo parziale non sarà certo questo dettaglio e, forse, neanche quello all’apparenza più rilevante dell’unico precedente vinto dalla russa nella sua capitale poco più di un anno fa, tuttavia Veronika si riprende immediatamente il break subito in apertura e allunga al sesto gioco. Commette l’unico doppio fallo dell’incontro sul primo set point, poi se ne procura un altro e chiude con il dritto vincente dopo la smorzata. Partita in vantaggio anche nella frazione decisiva, Kudermetova si fa riprendere sul 4 pari. Svitolina tiene la battuta, ma non è cinica come nel primo set quando sul 15-30 deve rispondere al secondo servizio per andare a doppio match point e mette fuori il dritto. Veronika sembra poter dilagare nel finale, invece si inceppa servendo per chiudere. Si ritrova subito nel tie.break, però, dove la sua maggiore propensione offensiva viene premiata: “Ho cercato di essere aggressiva perché Elina è ottima in difesa” dirà dopo l’incontro.“Se vuoi vincere, devi attaccare, andare a rete, finire il punto, perché lei corre in modo incredibile”.

Risultati:

A. Sabalenka b. E. Rybakina 6-4 4-6 6-3
M. Sakkari b. S. Kenin 2-6 6-2 6-0
M. Kostyuk b. S. Sorribes Tormo 0-6 6-1 6-4
V. Kudermetova b. E. Svitolina 5-7 6-3 7-6(3)

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WTA Abu Dhabi: cade Muguruza, Kenin e Svitolina si salvano per un pelo

Le prime due teste di serie portate al limite da Putintseva e Alexandrova, Sakkari vince in due set il big-match contro la spagnola

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Maria Sakkari - San Pietroburgo 2020 (via Twitter, @WTA)

Poche sorprese negli ottavi del primo WTA 500 della stagione ad Abu Dhabi. Apre la giornata il giovane talento sfolgorante di Marta Kostyuk, che si prende vittoria e best ranking in carriera contro la slovena Tamara Zidansek. Una prestazione autoritaria quella della 18enne ucraina, che lascia le briciole all’avversaria nei suoi turni di battuta e si concede il lusso di breakkare Zidansek per 5 volte. Kostyuk ritoccherà da domani il suo best ranking con il numero 89 del mondo, ma avrà una grande occasione per salire ancora in classifica. Domani sfiderà Sorribes-Tormo che ha superato, non senza qualche difficoltà, la russa Gasanova, numero 231 del mondo. In una partita caratterizzata da servizi non impeccabili di tutte e due ha pagato la maggiore capacità della tennista spagnola di attaccare la seconda dell’avversaria.

La sorpresa di giornata arriva nella parte alta del tabellone, quella più ricca di teste di serie rimaste. Garbine Muguruza e Maria Sakkari si scambiano i ruoli e la tennista greca mette a segno 11 ace per respingere gli assalti di Garbine, capace di costruire 13 palle break. In quasi due ore di battaglia la resilienza di Sakkari sotto pressione fa la differenza in una partita in cui Muguruza ha avuto più volte in mano il pallino del gioco. La tennista spagnola non è mai riuscita a rispondere con costanza alla prima dell’avversaria, granitica nei momenti di maggiore pressione.

La potenza di Aryna Sabalenka è troppo per il tennis di fino di Ons Jabeur, che deve avere tanti rimpianti per la parte finale del secondo set. La tennista tunisina si era portata in vantaggio di un break per poi sciogliersi al momento di servire per il 5-3, subendo due break consecutivi. Nessun problema per la sfidante di Sabalenka nei quarti di finale, la kazaka Elena Rybakina, che oltrepassa per 6-3 6-4 l’ostacolo posto dalla giovane russa Daria Kasatkina con un’ottima prestazione al servizio.

 

A due facce le prestazioni delle due teste di serie del torneo di Abu Dhabi, Sofia Kenin ed Elina Svitolina. La campionessa in carica degli Australian Open parte in sordina contro Yuliya Putintseva per poi salire alla distanza. La tennista americana ha una partenza sprint nel secondo set che la porta avanti di un break, ma al momento di servire per il secondo set un improvviso calo di rendimento rimette in discussione il parziale.

Kenin viene breakkata per due volte di fila e deve salvare un match point per portare il match al tie-break, dove nessuna delle due riesce a prendere il controllo. Entrambe lasciano la bellezza di 8 minibreak nei primi 10 punti ma Kenin ha quel pizzico di costanza in più che le vale il parziale decisivo. I problemi al servizio continuano nel terzo set e Putintseva si trova sotto addirittura di due break. Un sussulto della tennista kazaka la riporta sotto di un break ma questa volta la numero 1 del tabellone riesce a chiudere la partita al terzo match point. Sfiderà Sakkari in un’altra partita difficile per un posto in semifinale.

Ancora più nei guai si è messa Elina Svitolina, che contro la russa Alexandrova vince agevolmente il primo set, ma che dopo aver servito per il match nel secondo set rischia addirittura di perderla. La tennista ucraina approfitta delle indecisioni della sua avversaria al servizio e con una prestazione dominante in risposta riesce a coprire le falle di una seconda di servizio non impeccabile per larghi tratti. Qualcosa però si inceppa quando serve per il match e il momento di confusione si protrae fino al tie-break, con Svitolina incapace di tenere la battuta.

La fase critica della numero 2 del tabellone continua nel terzo set, e Alexandrova ringrazia. Un break conquistato in avvio permette alla tennista russa di condurre fino al 5-4, ma anche lei ha un momento di calo repentino e l’inerzia del match cambia di nuovo quando una delle due va a servire per chiuderlo. Svitolina riesce a riprendere la partita per i capelli e portarla al tie-break, che, come nella partita di Kenin, non ha un padrone e solamente 5 volte su 18 punti chi serviva non ha subito un mini-break. Svitolina salva i primi due match point a sfavore e chiude dopo due ore e trentacinque di battaglia. Il prossimo turno le riserverà un’altra russa, la numero 46 del mondo Kudermetova, che ha superato Paula Badosa in tre set.

Risultati:

Kostyuk b. Zidansek 6-1 6-1
Sabalenka [4] b. Jabeur [15] 6-2 6-4
Sorribes-Tormo b. Gasanova 7-5 6-3
Rybakina [6] b. Kasatkina 6-3 6-4
Sakkari [9] b. Muguruza [5] 7-5 6-4
Kudermetova b. Badosa 6-4 4-6 6-1
Kenin [1] b. Putintseva [13] 3-6 7-6(5) 6-4
Svitolina [2] b. Alexandrova [17] 6-2 6-7(5) 7-6(8)

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