WTA New Haven: primo titolo di Gavrilova e splendida esultanza

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WTA New Haven: primo titolo di Gavrilova e splendida esultanza

La 23enne russa dimostra il consueto carattere e rimonta Cibulkova: primo alloro in carriera e ingresso in top 20

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D. Gavrilova b. [2] D. Cibulkova 4-6 6-3 6-4

A una settimana dall’inizio dell’ultimo major stagionale, il circus femminile ha fatto tappa a New Haven – Stati Uniti – per l’edizione numero 49 del Connecticut Open. Decimo torneo di categoria Premier della stagione che si disputa sui campi veloci del Cullman-Heyman Tennis Center, impianto sportivo situato all’interno della prestigiosa università Yale. Una curiosità. New Haven, città dell’omonima contea situata sulla costa settentrionale del Long Island Sound che ha dato i natali all’ex presidente George W. Bush, è nota ai più come Elm City – la città degli olmi – per il fatto di essere storicamente adornata dalla celebre pianta ornamentale.

A contendersi l’edizione 2017 della consueta manifestazione di mezza estate sono quest’oggi la seconda favorita del seeding e numero 11 delle classifiche mondiali, la slovacca Dominika Cibulkova, e la russa naturalizzata australiana Daria Gavrilova, 5 anni in meno all’anagrafe e una quindicina di posizioni di ritardo nel ranking. Non si tratta di un inedito assoluto, Cibulkova ha vinto piuttosto nettamente l’unico confronto diretto che risale all’edizione 2016 dei Championships. Similare il percorso compiuto dalle due giocatrici per garantirsi l’atto conclusivo. Per entrambe, infatti, da registrare un esordio nel torneo complicato e chiuso in volata prima di vittorie senza più cedere nemmeno un parziale. Campionessa uscente e prima testa di serie era la polacca Agnieszka Radwanska, sconfitta ieri in semifinale proprio da Gavrilova. Comunque si concluda questa finale, la stagione in corso si arricchirà di una nuova vincitrice; per la moscovita, inoltre, si tratterebbe del primo titolo della carriera. E così è stato.

 

Si parte con Cibulkova al servizio. Break e contro-break, in due game infarciti di errori da ambo le parti, fanno da preludio a due serie di otto punti consecutivi a testa che fissano il punteggio sul 3 a 2 a favore della Gavrilova. La slovacca in questa fase iniziale di match cerca con insistenza il rovescio dell’avversaria per poi uscire in lungolinea, tuttavia la chiave tattica sulla carta ben organizzata non sempre si traduce per lei con un quindici. L’incontro prosegue a strappi e ci vogliono due sciagurati doppi falli dell’australiana nel corso del sesto game per rimettere in equilibrio un parziale in cui la regola, più che i vincenti, sono gli errori. Se la qualità del gioco rimane quella che è, a tutto vantaggio dello spettacolo gli scambi progressivamente si allungano e i game smettono almeno di scappare via veloci, con le giocatrici chiamate ora a rally sempre più estenuanti. Indietro per 5 giochi a 4, Gavrilova è ancora una volta sotto pressione con il servizio al cospetto di un’avversaria decisamente più intraprendente. Il primo dei tre set point consecutivi concessi dall’allieva di Nicole Pratt è subito quello buono e Cibulkova manda agli annali un parziale iniziato sottotono e concluso in crescendo. 6-4 lo score.

Dopo il pit-stop è ancora la slovacca ad aprire le danze. Il leitmotiv che ha caratterizzato il finale del primo set non accenna a cambiare con Cibulkova in costante pressione e Gavrilova ad alzare le barricate e sporcare le traiettorie. Il quarto game rischia già di essere per Daria quello del non ritorno ma l’ace numero quattro di giornata cancella una pericolosissima palla per il l’1 a 3 e tra mille difficoltà resta in scia dell’avversaria. Lo scambio più bello fin qui dell’incontro regala, da lì a poco, ad una coriacea Gavrilova la prima opportunità nel set di strappare il servizio alla slovacca, poi sfumata. Esito soltanto rimandato perché alla terza possibilità Cibulkova capitola. Il rovescio (anche slice), assente ingiustificato per gran parte dell’incontro, adesso è per una Gavrilova dal c’mon un po’ troppo facile la chiave per ribaltare l’inerzia dello scambio: game di battuta tenuto a zero, break confermato e allungo a conti fatti decisivo sul 4 a 2. Due giochi interlocutori e Cibulkova è costretta a fronteggiare tre palle set con il servizio a disposizione. La terza è quella buona e un diritto vincente della moscovita rinvia meritatamente la contesa al terzo e decisivo parziale.

È una Gavrilova autoritaria a far da lepre nel set. Cibulkova, da par suo, sembra però essere tornata a spingere forte con i colpi di rimbalzo. Risultato, partita in parità e adesso più che godibile, grazie soprattutto ad un’attitudine maggiormente propositiva palesata dalla giocatrice aussie, meno propensa alla strenua difesa come unica tattica di gioco. Il primo turning point si materializza nel corso del quinto game ma ancora una volta è brava Gavrilova a venire a capo di una pericolosa palla break. Niente di fatto, dunque, e parziale che segue fedelmente l’ordine dei servizi. Nel settimo gioco, però, le palle break diventano rapidamente tre consecutive e per Dominika, questa volta, è un gioco da ragazzi operare lo strappo, quando l’orologio segna quasi due ore e mezza di gioco. Partita in ghiaccio? Niente affatto. Il successivo turno di battuta è per la seconda testa di serie un lungo calvario nel quale finiscono per avere la meglio carattere e polmoni di Gavrilova, lesta a ricucire il gap prima di operare il contro-sorpasso. Al cambio di campo con la slovacca al servizio e sotto per 5 giochi a 4, una risposta al fulmicotone spedisce Gavrilova al doppio match point: annullati. Ce n’è però subito un terzo, grazie ad un pregevole cross stretto di diritto che lambisce la riga: è quello decisivo. Gioia incontenibile e braccia al cielo per la russa trapiantata a Melbourne. Per Daria si tratta del primo meritato hurrà della giovane carriera e la sensazione che non sarà l’ultimo. Onore delle armi ad un’ottima Cibulkova, costretta a rimandare ancora una volta l’appuntamento con il successo.

Dopo aver goduto della splendida esultanza di Daria Gavrilova, genuina come non mai, possiamo andare tutti a New York.

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WTA Cincinnati: subito a casa Kasatkina e Fernandez, avanza Rybakina

Daria Kasatkina cade subito contro Anisimova; Leylah Fernandez inciampa su Alexandrova. Bene Kvitova e Azarenka. Stephens sfiderà Swiatek

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Sloane Stephens - Cincinnati 2022 (foto Twitter @cincytennis)

La prima giornata del tabellone femminile del Western&Southern Open di Cincinnati ha visto l’uscita di scena delle uniche due teste di serie impegnate in campo. La russa Daria Kasatkina (n. 9 del seeding) è stata sconfitta in due set dalla statunitense Amanda Anisimova, mentre la canadese Leylah Fernandez (testa di serie n. 13) è invece stata battuta dalla russa Ekaterina Alexandrova.

Esordio vincente invece per la campionessa in carica di Wimbledon, la kazaka Elena Rybakina, che ha disposto facilmente della qualificata egiziana Mayar Sherif. Nuova prematura sconfitta invece per un’altra campionessa Slam: la vincintrice del Roland Garros 2021, Barbora Krejcikova è stata estromessa in due set piuttosto netti dalla russa Veronika Kudermetova.

Buona vittoria invece quella di Petra Kvitova, un’altra campionessa Slam e habituée delle zone alte della classifica che invece da un po’ di tempo sta faticando a fare risultati: la ceca è uscita vincintrice al terzo set da una battaglia con la svizzera Jil Teichmann. Altra vittoria in tre set per una ex n. 1 è stata quella di Vika Azarenka, che ha battuto per 6-3 al terzo set la estone Kanepi. Per Azarenka è stato il ritorno in campo dopo essere stata costretta a saltare il National Bank Open di Toronto della settimana scorsa a causa di un ritardo nell’ottenimento del visto per il Canada.

 

Da segnalare la vittoria di Ajla Tomljanovic nel derby tra qualificate con Taylor Townsend, tennista che sta rientrando all’attività agonistica dopo la pausa per la maternità; sorprendente anche, più per la forma che per la sostanza, la vittoria della wild-card Sloane Stephens su Alizé Cornet, con la francese che ha racimolato un solo game. Staphens sarà l’avversaria al secondo turno della n. 1 del mondo Iga Swiatek.

Il tabellone completo del WTA di Cincinnati

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WTA Toronto, Halep: “Questa vittoria mi darà una spinta per credere che ci sarà altro in arrivo”

Simona Halep raggiante per il titolo e il ritorno in top10: “A volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e lottare per ritrovare fiducia”

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Simona Halep, conferenza post-vittoria - Toronto 2022

La 30enne Simona Halep si aggiudica il WTA 1000 di Toronto, centrando la tripletta in Canada battendo la brasiliana Beatriz Haddad Maia per 6-3 2-6 6-3. In conferenza stampa, la rumena ci ha tenuto a specificare quanto questo successo abbia importanza per lei, sia in termini di ranking che per la fiducia futura.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

D. Ovviamente c’erano molti fan rumeni tra la folla e tu ne hai accennato. Ma quanta differenza fa per te e forse per il tuo avversario avere un tale supporto vocale, anche quando non sei in Romania?
SIMONA HALEP: Beh, per me è fantastico avere un supporto così grande perché ti spinge nei momenti difficili. E facevano il tifo per me ogni singolo punto, anche se durante la partita ero a terra. È molto importante perché senti di avere così tante persone accanto a te e ti senti un po’ più forte. Ma oggi è stata una bella atmosfera anche per lei. Quindi penso che la partita sia stata grandiosa perché anche noi siamo stati spinti così tanto dal pubblico.

 

D. Beatriz Haddad Maia ha battuto molte delle sue avversarie con il suo servizio feroce e con un dritto schiacciante. Quindi mi chiedo come hai fatto a contrastare quel ritmo in questa finale?
SIMONA HALEP: Sì, all’inizio è stata davvero dura. Ed è mancina, quindi la pallina stava arrivando diversamente, per la rotazione. È molto potente. È solida. E non è mai facile giocare contro di lei. Ci ho giocato sull’erba. Mi ha battuta qualche settimana fa, qualche mese fa. Quindi sapevo che sarebbe stata una bella sfida e una bella battaglia. Così è stato oggi, e sono davvero felice di essere stata davvero più forte nei momenti importanti.

D. Adesso sei di nuovo tra le prime 10. Credo che sia passato un anno da quando sei uscita dalla top 10. Quindi, quando guardi indietro a quest’anno, puoi forse descrivere cosa lo rende ancora più speciale ora che non stai solo vincendo ma sei tornata tra i primi 10 al numero 6 al mondo.
SIMONA HALEP: Sì, sono lì da molti anni. Ma ora mi sento come se fosse una cosa di grande rilevanza tornare tra le prime 10. Sono davvero felice di questa prestazione. Quando ho iniziato l’anno non ero molto fiduciosa e mi sono posta l’obiettivo di essere, a fine anno, in top10. Ed eccomi qui. Quindi è un momento molto speciale. Mi divertirò. Mi darò credito. Sto solo sognando di più.

D. Questo è il tuo terzo titolo in Canada. Come si paragona questa vittoria con le tue vittorie nel 2016 e nel 2018?
SIMONA HALEP: Oh, beh, è ​​difficile fare un confronto. Sono una persona diversa. Sono cambiata così tanto. Ma la felicità di vincere un titolo è la stessa. Questo torneo è un torneo piuttosto grande. È un grande torneo. Molti giocatori stanno giocando qui. Molti top player, in realtà. Quindi, sì, è una grande vittoria, secondo me. Lo prendo davvero con entrambe le mani. Darà a me stessa una spinta in più per credere che ci sarà altro in arrivo.

D. Ti è stato chiesto del momento più difficile della partita. Puoi parlare della tua mentalità nel tuo gioco di servizio in cui hai commesso quattro doppi falli?
SIMONA HALEP: Oh, sì, terribile. Sì, lo so, sono stata un po’ stressata. Non mi aspettavo di fare quattro doppi falli in un game. Non so se è successo prima. Ma a volte devi accettare di non essere eccezionale in alcuni momenti e di lottare ancora per calmarti e ritrovare la fiducia. Alla fine, è stato molto meglio servire.

Il tabellone completo del WTA 1000 di Toronto

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WTA Toronto: Simona Halep torna grande, firma il tris in Canada

Dopo quasi due anni la rumena torna a vincere un grande torneo battendo Haddad Maia in finale al terzo. Lunedì tornerà in Top 10 al numero 6

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[15] S. Halep b. B. Haddad Maia 6-3 2-6 6-3

La scorsa settimana si ritirava dal torneo di Washington in quello che era sembrato un altro brutto segno sulla sua competitività attuale. Dieci giorni dopo Simona Halep si rilancia nell’elite del tennis mondiale conquistando per la terza volta l’Open del Canada (ma la prima a Toronto) e sarà N.6 del mondo nella classifica WTA di Ferragosto.
La rumena batte in tre set la combattiva brasiliana Beatriz Haddad Maia una delle giocatrici più in forma di questa seconda parte di stagione e firma il 24° titolo della carriera, il primo WTA 1000 da Roma 2020 quasi due anni fa.

 

Un match altalenante che la brasiliana avrebbe potuto anche vincere se non avesse delapidato un vantaggio di 3-0 nel primo set cedendo 6 giochi consecutivi in stato confusionale totale.

Ma quando la partita riprende sembra essere ricominciata da zero: la mancina brasiliana stavolta sale fino a 4-0 e senza blackout particolari chiude 6-2 rimandando tutto al giusto epilogo: il terzo set.

Anche all’inizio del terzo Haddad ha le sue occasioni per partire a razzo ma Halep resiste inserendo la modalità “muro” dei bei tempi per tenere il servizio d’apertura ai vantaggi e piazzare il break alla prima chance in quello successivo. Un altro game fiume porta Beatriz al controbreak ma il prezzo da pagare in termini di energie fisiche è troppo alto sebbene sia lei ad essere 5 anni più giovane.

L’esperienza di Simona, guidata dal suo nuovo mentore Patrick Mouratoglou fa la differenza e una volta salita 4-1 difende il break senza patemi chiudendo al secondo match point.

Dolce ritorno in Top 10 per Halep che si rilancia in vista dei prossimi appuntamenti negli Stati Uniti a Cincinnati e soprattutto New York. Per Haddad Maia rimane un altro torneo eccezionale che la porta al N.16 del ranking mondiale. Al prossimo grande appuntamento!

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