Nadal: "Il ritiro di Murray? Strano. Con il tetto serve più silenzio"

Interviste

Nadal: “Il ritiro di Murray? Strano. Con il tetto serve più silenzio”

Rafa dopo la vittoria con Lajovic: “Poteva farlo prima che si creassero i tabelloni. Con il tetto è difficilissimo giocare”

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Primo set difficile, ma poi hai trovato ritmo e gli altri due sono scivolati facili. Dove è girata la partita?
Sì, inizio duro, ero un po’ nervoso anche se nell’ultima settimana mi sono allenato bene. Oggi non ho giocato benissimo, ma l’importante è vincere, ora ho un altro giorno per allenarmi e fare meglio.

Con il tetto chiuso è molto rumoroso. Devi adattare il tuo gioco anche a questo?
Onestamente, è un po’ troppo rumoroso. Non credo si possa controllare ovviamente, e allo stesso tempo non è del tutto negativo, perché il calore e l’energia del pubblico si sentono molto di più. Mi piace, ho ricordi incredibili di questo campo proprio per l’energia che pulsa, è unica. C’è da dire che a tratti era troppo però, non sentivo il rumore della palla quando colpivo. Non so. Capisco che è uno show, e mi piace. Mi sento parte di esso, ma con il tetto chiuso credo sia il caso di essere più severi riguardo il silenzio.

La sconfitta a Cincinnati ha influito sulla tua preparazione nell’ultima settimana?
Le sconfitte influiscono sempre, così come le vittorie, in positivo. Fanno parte del gioco. E chiunque dica il contrario mente, non sarò io a farlo. Il mio approccio al torneo è comunque positivo, sto giocando bene e l’ho fatto per tutta la stagione, e mi sono allenato bene nell’ultima settimana. Quindi sono convinto di poter giocare molto meglio di come ho fatto oggi, e credo lo farò. L’inizio non è mai facile; quello che p successo a Cincinnati non è straordinario, non è possibile fare sempre finale o vincere qualsiasi torneo dell’anno. E lì ho giocato bene una sola volta nella mia vita. Ora conta solo questo torneo; oggi ho vinto, e questo è l’importante.

 

Sei nel tour da molti anni ormai. Cosa ti viene più facile a trent’anni, adesso?
Più facile?

Sì, rispetto a quando avevi vent’anni magari.
Nulla. È tutto più facile a vent’anni (ride). Tutto. In ogni caso, è un momento diverso della mia carriera, e mi piace, come ogni momento. Anche quando ho avuto infortuni, mi sono goduto altre cose, come la famiglia, gli amici e la mia bellissima Mallorca. Oggi sono qui a trentun anni: se sei o sette anni mi aveste detto che sarei arrivato numero uno del mondo a trentun anni, non vi avrei mai creduto. Mi godo ogni giorno senza stare troppo a chiedermi cosa può o non può accadere. Non mi preoccupo di quando arriverà il momento di salutare.  Il tennis è una parte importante della mia vita, ma non è tutto. Ci sono molte cose che mi rendono felice.

Tornando al tetto, hai detto che si dovrebbe fare più attenzione al silenzio. Credi che l’arbitro debba fare più richiami?
Non createci un caso. Non voglio passare per quello che si lamenta del rumore, ok? Però è vero che ci sono modi per controllarlo. Sopratutto con il tetto chiuso; senza tetto, l’atmosfera di questo posto è introvabile altrove. Con il tetto il rumore resta dentro, quindi va risolto il problema. La USTA ha regalato un miglioramento enorme a pubblico, giocatori, TV e tutti con il tetto, ora possono migliorare ulteriormente se tengono sotto controllo questo problema.

Tatticamente, ti impedisce di sentire i colpi dell’avversario?
È difficile, è difficile. Potete controllare in TV, gli ho fatto cenno un paio di volte di aspettare prima di servire, e lui non mi sentiva, per farvi capire quanto caos si crea. Non è facile capire che palla ti arriva, senza sentire il suono del colpo.

Hai parlato con Murray prima che andasse via? Sei stato sorpreso dal suo ritiro?
L’ho visto, ci siamo solo salutati. In realtà pensavo avrebbe giocato, era qui ad allenarsi no? Strano si sia ritirato il giorno successivo alla composizione dei tabelloni. Difficile da capire, in ogni caso è brutto sapere che non è al meglio e gli auguro di riprendersi al più presto. Gli infortuni sono un male per chiunque, e io lo so bene (ride).

Hai detto che la sua decisione è stata strana. In che senso?
Sì, è strano si sia ritirato al sabato. Di solito cerchi di allenarti fino all’ultimo, fino a domenica o lunedì. Se non lo fai, puoi ritirarti prima della composizione dei tabelloni, ecco perché è strano. Ma di certo avrà le sue ragioni, l’unica notizia negativa riguarda il fatto che non giocherà qui.

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Australian Open, Giorgi: “Contenta di come ho iniziato l’anno. Credo molto in me stessa”

La numero uno italiana poco loquace dopo la sconfitta contro Ash Barty: “E’ vero, lei varia tanto il gioco e questo mi ha dato fastidio”

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Camila Giorgi - Australian Open 2022 (foto Twitter @AustralianOpen)

Una Camila Giorgi di certo non loquace ha commentato brevemente in conferenza stampa la sconfitta riportata sulla Rod Laver Arena contro Ash Barty al terzo turno dell’Australian Open, rispondendo anche a domande del direttore di Ubitennis, Ubaldo Scanagatta. Di seguito le dichiarazioni della giocatrice italiana.

Quali sono le tue opinioni sul match?

Giorgi: “Sicuramente non è stata la mia miglior partita. Ma prima di questa ce n’erano state due ottime. Sono contenta di come ho iniziato la stagione. Nel prosieguo, i risultati arriveranno senz’altro. Credo tanto in me stessa”.

 

Ubaldo Scanagatta: “Hai l’impressione che Barty meriti di essere la numero uno, perché gioca diversamente da tutte le altre? Di fronte ti sei trovata una giocatrice che ti ha variato molto il gioco. Non ci sono tante tenniste che hanno il rovescio a una mano come lei, mentre tu gradisci giocare contro avversarie che ti danno ritmo…”

Camila Giorgi: “Sì, hai detto tutto tu, che devo dire di più. Osservazione ottima”.

Ubaldo Scanagatta: “Quale è il tuo programma della stagione? Quanto interferisce la tua attività nella moda?

Camila Giorgi: “Eh, tantissimo, infatti per qualche mese non giocherò più nessun torneo… Poi ho il nuovo libro da scrivere, non so se avrò tempo per giocare tornei… (ridendo). No, ci saranno tantissimi appuntamenti. Il prossimo sarà San Pietroburgo. Ci saranno tante occasioni per parlarci…”

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Australian Open

Australian Open, Berrettini: “Ho vinto perché la volevo di più. Match preparato bene in tutti i sensi”

L’azzurro commenta il successo su Alcaraz: “Partita di alto livello, lui è migliorato anche al servizio”. Su Carreno: “Ci siamo allenati insieme ma non ci siamo mai affrontati”

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

È un entusiasta Matteo Berrettini quello che si presenta in conferenza stampa al termine della battaglia con Carlos Alcaraz chiusa al long tie-break del quinto set che gli è valsa l’accesso al quarto turno dell’Australian Open. Berrettini che dimostra di essere sceso in campo motivato dalle dichiarazioni di apertura: “Ho detto a me stesso, colui che avrebbe vinto il match era quello che lo voleva di più, immagino che io lo volevo di più. Ho detto a me stesso di essere pronto; alla fine si tratta di provare, lottare e fare la cosa giusta. Penso che questo abbia fatto la differenza”.

Sul prossimo avversario Carreno Busta (che ha battuto Korda) ha invece detto: “Siamo nel tour da diversi anni, lui più di me. Ci siamo allenati insieme una volta ma non abbiamo mai giocato una partita vera. Sarà un match interessante, è un giocatore solido, ama giocare in Australia e ama farlo sul duro, anche se molti pensano che sappia giocare meglio sulla terra. È un match di quarto turno e si tratta sempre di match complicati ma sono fiducioso“.

Queste invece le domande della conferenza in italiano.

 

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Sei d’accordo nel dire che questa sia stata una delle tue migliori partite di sempre? 17-8 nei due tie-break, vuol dire che sui punti importanti sei stato il più bravo!

Berrettini: “Sono un giocatore che gioca parecchi tie-break, che gioca punti importanti ed è importante per me giocarli aggressivo, facendo le cose e giuste sentendomi in fiducia. È stata una partita di livello molto alto che stavo dominando in termini di punteggio; se quella risposta sul 4-3 15-30 del terzo set non fosse uscita di due millimetri magari staremo parlando di una partita vinta in tre set. Ma il tennis è così, lui è stato bravo a rimanere agganciato al match e a sfruttare le possibilità che un po’ gli ho concesso io e un po’ si è preso lui”.

Lorenzo Ercoli, Il Tennis Italiano: Come ti eri immaginato la partita? Lui ti ha sorpreso in qualche modo?

Berrettini: “Non ho molti segreti. Sono un giocatore aggressivo che si basa molto su servizio e dritto e che prova a mettere in difficoltà l’avversario. Avevo studiato Carlos, avevo capito cosa gli piace fare, mi aspettavo una partenza forte, così come è stata. Nei primi due game, infatti, ho annullato palle break però li ho tenuto duro mi sentivo bene, sentivo che stavo colpendo la palla bene. Infatti sono andato avanti set e break, poi è stato bravo lui a piazzare il break. La partita l’avevamo preparata bene in tutti i sensi. Lui mi ha sorpreso. È migliorato molto al servizio soprattutto sulla prima. Poi sapevo che risponde molto bene, è aggressivo e che si muove bene. Al servizio molte volte mi ha annullato momenti importanti con la prima”.

Federica Cocchi, La Gazzetta dello Sport: Sei d’accordo che la preparazione mentale abbia fatto la differenza? Forse avresti dovuto scrivere “grazie, Stefano [Massari, il mental coach di Matteo]” sulla videocamera, perché credo che la tua solidità sia stata decisiva.

Berrettini: “I complimenti vanno a Stefano anche quando non vinco o le cose non vanno come ci aspettiamo, è un lavoro che facciamo a distanza da tantissimi tempo, sono entrato in campo con l’occhio giusto l atteggiamento giusto poi il tennis soprattutto negli Slam sappiamo com’è“.

Vanni Gibertini, Ubitennis: Qual è stata la tua percezione della preparazione del torneo in virtù di quello che stava succedendo con Djokovic? È stato come preparare un torneo normale o avvertivi qualcosa di diverso?

Berrettini: “Sicuramente è stata una cosa unica, ma che non ha influito sulla mia preparazione, su come mi sono allenato. Quando è uscito il tabellone, ho visto i primi turni come al solito, eravamo tutti interessati perché era impossibile non esserlo, però in termini di energie non mi ha spostato più di tanto. Adesso è passato e penso al quarto turno”.


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Australian Open

Australian Open, Sinner: “Non sottovaluterò Daniel. Se ha battuto Murray vuol dire che sta giocando bene!” [VIDEO]

Commenti sul prossimo rivale: “Io contro Andy ho perso, e vincere qui dipende da tanti fattori”. Daniel ha già battuto quattro italiani nel 2022, ma Jannik non ha ancora perso un set in cinque partite

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Jannik Sinner - Sydney 2021 (foto via ATP Tour)

Difficile capire se sia stata più rapida la vittoria di Jannik Sinner ai danni di Steve Johnson o la conferenza stampa che ne è seguita: le sole domande per Jannik sono arrivate dal direttore di Ubitennis Ubaldo Scanagatta. L’unico commento dell’altoatesino sul match odierno è quindi arrivato su invito del moderatore del Q&A: “Ovviamente non è facile giocare contro [Johnson], l’avevo già affrontato due volte. Ho provato a ribattere i suoi servizi in qualche modo, soprattutto le sue prime che sono precise e difficili da leggere. Quello era il mio primo obiettivo, poi ho cercato di variare un po’ il mio gioco per muoverlo il più possibile. Penso di essere stato solido; sono contento perché ho sfruttato bene le chance che ho avuto per breakkare“.

Il direttore si è invece concentrato sul prossimo avversario del numero due italiano, vale a dire il qualificato giapponese Taro Daniel (giustiziere di Sir Andy Murray e vincitore di 8 partite su 9 giocate in stagione) e più in generale su un tabellone che rispetto al passato sembra aprire prospettive decisamente ambiziose. Di seguito le sue domande.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Meglio di così forse non potevi fare, grande solidità e una sola palla break concessa, complimenti! Forse sarai contento di affrontare Taro Daniel, anche se ha battuto tre italiani nelle qualificazioni [Arnaboldi, Moroni e Caruso, più Musetti all’Adelaide International 1 nella prima settimana dell’anno, ndr]. Cosa sai di lui e cosa pensi del prossimo match?

 

Sinner: “Se è al terzo turno è perché sta giocando bene. Non sapevo che avesse battuto tre italiani, dovrò stare attento perché i nostri giocatori sono tutti incredibili, quindi non è semplice batterli. Le partite sono sempre difficili, ad ogni livello; io sono favorito sulla carta ma vincere qui è sempre tosto, dipende tanto dalle condizioni e dal vento. Murray lo devi battere, io per esempio ci ho perso! Domani ho una giornata libera e cercherò di migliorare il mio gioco, poi mercoledì mi adatterò alle condizioni“.

Ubaldo Scanagatta, Ubitennis: Terzo turno con Daniel e potenziale ottavo con il vincente di De Minaur-Andujar. Direi che dopo tanta sfortuna nei sorteggi potrai finalmente sorridere scorrendo il tuo tabellone – che ne dici?

Sinner: “Vediamo come va”.

Laconico anziché no il classe 2001, più focalizzato che mai sul primo Slam della stagione: nel 2022 non ha infatti ancora perso un set in cinque incontri disputati, un 12 su 12 che, al netto di avversari ancora non di primissima fascia, racconta bene la forma di Sinner.


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