Coppa Davis, play-off: l'Argentina rischia, sogno Portogallo

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Coppa Davis, play-off: l’Argentina rischia, sogno Portogallo

Vanno in scena gli spareggi che assegnano 8 posti per il tabellone principale 2018. Canada e Russia favorite, trasferta complicata per i campioni in carica in Kazakistan

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Coppa Davis, semifinali: Goffin vs Kyrgios. Francia già in finale?

Dopo aver analizzato le due semifinali diamo ora un rapido sguardo alle sfide di play-off in programma anch’esse nel prossimo week-end e che assegneranno otto posti nel tabellone principale 2018 della Coppa Davis.

KAZAKISTAN-ARGENTINA

 

I campioni in carica rischiano nella ostica trasferta in terra kazaka. Certo, i padroni di casa non sono più quelli che tra il 2013 ed il 2015 raggiunsero tre volte i quarti di finale sfiorando in un paio di occasioni un clamoroso accesso alle semifinali (nel 2014 in vantaggio 2-1 in Svizzera, nel 2015 addirittura avanti 2-0 contro l’Australia sull’erba, prima di essere rimontati in entrambe le trasferte). Mikhail Kukushkin è rimasto da solo a guidare il team kazako, non c’è al più suo fianco Andrey Golubev. Ancora presente il tristemente famoso (per i nostri colori) Nedovyesov, al cui fianco ci sono i quasi sconosciuti Popko e Khabibulin. Gli argentini provano a rimanere nel World Group (sarebbero la terza nazione che da campione in carica verrebbe retrocessa, l’ultima la Svezia nel 1999) schierando la rivelazione del 2017 Diego Schwartzman, recente quartofinalista agli Us Open, e Guido Pella, mentre per il doppio Orsanic ha convocato (per la prima volta nella manifestazione) Maximo Gonzalez e Andres Molteni. Basterà lo stato di forma di Schwartzman a salvare i campioni in carica? Di certo non sarà una passeggiata di salute, argentini leggermente favoriti ma occhio al Kazakistan

Kazakistan 40% – Argentina 60%

COLOMBIA-CROAZIA

Sulla terra rossa della Plaza de Toros di Bogotá la Colombia proverà per la quarta volta in 5 anni (la quinta in assoluto) a superare una sfida di play-off e a centrare la promozione nel World Group, impresa sin qui mai riuscita ai sudamericani, battuti ad un soffio dal traguardo due volte dal Giappone (nel 2015 in casa a sorpresa) una dal Canada e una dagli Stati Uniti. L’avversario anche stavolta non sarà dei più semplici, anzi, trattandosi dei finalisti dell’edizione scorsa, i croati, capeggiati da Marin Cilic, finalista quest’anno a Wimbledon e reduce da un deludente US Open. Convocati tra i sudamericani i mitici Santiago Giraldo (recordman di vittorie in singolare per il suo paese nella manifestazione) e Alejandro Falla, lontani dalla forma migliore ma sempre pronti a dare tutto nella competizione a squadre e soprattutto davanti al pubblico amico, mentre in doppio al fianco dell’esperto Cabal dovrebbe essere schierato Alejandro Gonzalez. Tra i croati il capitano non giocatore Krajan ha invece chiamato al fianco di Marin Cilic (vista l’indisponibilità di Borna Coric) Viktor Galovic (al debutto nella competizione), il possente ed ottimo doppista Franko Skugor e Nicola Metkic. I croati sono favoriti, ma servirà un Cilic perfetto (vincendo i due singolari l’attuale nr.5 del mondo supererebbe in cima alla particolare classifica Ivan Ljubicic per numero di vittorie proprio nei singolari, 25 contro 24) perché l’impressione è che un eventuale passo falso del nr.1 ospite sarebbe letale ai fini del risultato finale.

Colombia 45% – Croazia 55%

SVIZZERA-BIELORUSSIA

Severin Luthi ormai perennemente orfano di Roger Federer e Stan Wawrinka e chiamato per il terzo anno consecutivo a sopravvivere ai play-off per evitare la serie B. Anche stavolta il sorteggio è stato alquanto benevolo con i rossocrociati, visto che in sorte è toccata la non irresistibile Bielorussia che in doppio schiererà l’inossidabile Max Mirnyi, 40 anni compiuti a luglio e che insieme al suo capitano non giocatore Vladimir Voltchkov riuscì nell’impresa nel 2004 di portare l’ex repubblica sovietica ad una storica semifinale (sconfitti poi dagli Usa) al primo anno di World Group. Tra gli svizzeri sicuro singolarista Henri Laaksonen, il secondo sarà scelto tra Marco Chiudinelli e il giovane Bellier, con il 36enne favorito sul più acerbo compagno. Tra i bielorussi in singolare probabile impiego di Gerasimov (nr. 126 ATP) e Ivashka, mentre in doppio al fianco di Mirnyi dovrebbe essere schierato Andrei Vasilevski. Svizzeri con i favori del pronostico.

Svizzera 65% – Bielorussia 35%

OLANDA-R.CECA

Una delle sfide più equilibrate del week-end si giocherà ad The Hague, in Olanda, dove sulla terra rossa indoor i padroni di casa (che tornano a giocare in casa nella manifestazione per la prima volta dal 2014) affronteranno la R.Ceca, campione nel 2012 e nel 2013. Il capitano non giocatore locale Paul Haarhuis si affida a Robin Haase come punta di diamante, insieme a lui convocati il quasi sconosciuto Griekspoor, la mancata promessa Thiemo De Bakker e il buon doppista Matwe Middelkoop (arrivato sino ai quarti di finale proprio in coppia con Robin Haase agli ultimi US Open). Sull’altra sponda assente Tomas Berdych, Navratil ha convocato Jiri Vesely, Lukas Rosol, Adam Pavlasek e il “carneade” Jebavy. Probabilmente risulterà decisivo il doppio, i cechi sono leggermente favoriti per la vittoria, ma i padroni di casa daranno l’anima per ritornare nel World Group dopo 3 anni di assenza. Piccola curiosità, la R.Ceca è avanti 5-1 nei precedenti ma l’unica vittoria dei “tulipani” risale alla prima sfida (contro l’allora Cecoslovacchia) disputata nel 1925.

Olanda 49% – R.Ceca 51%

PORTOGALLO-GERMANIA

Altra sfida davvero intrigante quella che si giocherà sulla terra rossa di Lisbona tra padroni di casa e Germania, la seconda in assoluto tra queste due nazioni, ma la prima risale addirittura al 1927. Il Portogallo (all’ottava sfida consecutiva in casa nella manifestazione) non ha mai partecipato al World Group (una sola partecipazione ai play-off nel 1994, sconfitto dalla Croazia) e l’occasione è davvero ghiotta per riuscire a conquistare lo storico traguardo. I portoghesi schierano infatti la migliore formazione possibile con Joao Sousa, Pedro Sousa, Gastao Elias e Joao Domingues, con i primi 3 noti anche a livello di circuito per le loro capacità sulla terra. I tedeschi orfani dei fratelli Zverev e di Kholschreiber, si affideranno a Jan-Lennard Struff, Cedrik Stebe, Yannick Hanfmann e Tim Puetz (gli ultimi due alla prima convocazione). L’impressione è che se i portoghesi non si faranno prendere dall’emozione sarà davvero dura per la Germania evitare dopo ben 12 anni la retrocessione in serie B. Leggera preferenza per i padroni di casa

Portogallo 55% – Germania 45%

GIAPPONE-BRASILE

Altra sfida interessante quella di Osaka, dove sul veloce il Giappone orfano di Kei Nishikori e Yoshihito Nishioka, entrambi fermi ai box per guai fisici, affronterà il Brasile. Basteranno Sugita, Uchiyama e Soeda a fermare i loro avversari sudamericani, capeggiati a loro volta da Thiago Monteiro e Guilherme Clezar, ma che in doppio schiereranno i temibili e affiatati Melo e Soares (vincitori in Davis anche dei Bryan nel 2015, 11-3 il loro bilancio nei doppi disputati nella manifestazione). È la prima sfida tra le due nazionali, la superficie (veloce) fa pendere l’ago della bilancia leggermente dalla parte dei padroni di casa, ma se risultasse decisivo alla fine il doppio, allora qualche speranza in più la potrebbero nutrire gli ospiti.

Giappone 55% – Brasile 45%

UNGHERIA-RUSSIA

Sulla terra di Budapest saranno di fronte i padroni di casa ungheresi e la Russia dei Next Gen Rublev e Khachanov, per non parlare di Daniil Medvedev. Sei i precedenti tra le due nazionali, tutti vinti dai russi (che però non vincono fuori casa nella manifestazione dal 2009), che anche in quest’occasione paiono nettamente favoriti. Balasz e Fucosvics sono due tennisti temibili sulla terra e giocando in casa daranno il massimo, ma Rublev e compagni sembrano almeno apparentemente di un’altra categoria. Da segnalare che l’Ungheria manca dal World Group dal 1996, ma anche in quest’occasione sembrano poche le speranze di spezzare il sortilegio.

Ungheria 35% – Russia 65%

CANADA-INDIA

Al Northland Coliseum di Edmonton, dove il mitico Wayne Gretzky ha dato spettacolo nell’hockey, di scena la sfida play-off tra Canada e India con i padroni di casa nettamente favoriti. Capitan Laurendeau ha convocato l’emergente Shapovalov (che dovrà farsi perdonare la clamorosa squalifica nel singolare decisivo contro la Gran Bretagna nel 1° turno di quest’anno quando colpì involontariamente con una pallata il giudice di sedia Gabas), Vasek Pospisil, Brayden Schnur (alla prima convocazione) e soprattutto l’eterno Daniel Nestor (45 anni, detentore di tutta una serie di record per il Canada) al 24° anno di presenza nella manifestazione. Pronostico apparentemente chiuso per gli indiani che si affideranno a Yuki Bambri e Ramkumar Ramanathan in singolare, mentre in doppio ci sarà l’esperto Bopanna (quarto uomo Saketh Myneni): capitano non giocatore un mito del tennis indiano, Mahesh Bhupathi. Come detto il Canada non dovrebbe avere problemi.

Canada 85% – India 15%

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Finals Coppa Davis 2022: i calendari dei gruppi

L’Italia esordirà contro la Croazia il 14 nel girone di Bologna. Il 16 la sfida con l’Argentina, il 18 quella con la Svezia. Tutti i calendari degli altri gironi

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Sono stati compilati stamani, 12 maggio, i calendari dei Gruppi delle Finals della Coppa Davis che si svolgeranno a settembre dal 14 al 18 settembre nelle quattro sedi designate e cioé Bologna, Valencia, Amburgo e Glasgow.

Vediamo innanzitutto il sorteggio del gruppo A, quello dove è inserita l’Italia e che si giocherà per l’appunto a Bologna alla Unipol Domus Arena, località Casalecchio di Reno.

Il calendario prevede subito per l’Italia un esordio in salita con l’ostacolo più duro, la Croazia vice campione in carica. La sfida si disputerà il 14 settembre, mentre il 16 l’Italia incontrerà l’Argentina e il 18 la Svezia, sempre alle ore 16 (che è l’orario unico per tutti i match del gruppo).

 

Quindi nella sostanza avversari di livello decrescente per i nostri tennisti (lo schema è lo stesso per tutti i gironi, le squadre delle prime due fasce all’atto del sorteggio si affrontano subito). Guardando il bicchiere mezzo pieno e ricordando che passano le prime due di ogni girone alle Finals di Malaga in programma a novembre, per l’Italia sarà fondamentale iniziare subito alla grande di modo da poter affrontare senza patemi l’ultima sfida con gli svedesi, sulla carta gli avversari più morbidi.

Questo il calendario del Gruppo A:

13 settembre Argentina-Svezia

14 settembre Croazia-Italia

15 settembre Croazia-Svezia

16 settembre Italia-Argentina

17 settembre Croazia-Argentina

18 settembre Italia-Svezia

Questi invece i calendari degli altri gruppi. Iniziamo dal gruppo B, quello di Valencia (tutte le sfide inizieranno alle ore 16):

13 settembre Canada-Corea

14 settembre Spagna-Serbia

15 settembre Serbia-Corea

16 settembre Spagna-Canada

17 settembre Canada-Serbia

18 settembre Spagna-Corea

Big match il secondo giorno con la sfida tra Spagna e Serbia.

Calendario gruppo C (quello di Amburgo, inizio sfide ore 14)

13 settembre Belgio-Australia

14 settembre Francia-Germania

15 settembre Francia-Australia

16 settembre Germania-Belgio

17 settembre Francia-Belgio

18 settembre Germania-Australia

Calendario gruppo D (quello di Glasgow, inizio sfide ore 14 locali, 15 in Italia)

13 settembre Kazakistan-Olanda

14 settembre USA-Gran Bretagna

15 settembre USA-Kazakistan

16 settembre Gran Bretagna-Olanda

17 settembre USA-Olanda

18 settembre Gran Bretagna-Kazakistan

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“Una squadra” di Domenico Procacci: a Roma si rivive la Coppa Davis del 1976

Stamattina alla Casa del Cinema a Villa Borghese, un’anteprima della docuserie sulla squadra di Davis italiana più grande di sempre

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Le grandi squadre, nel calcio, hanno spesso una “filastrocca” che racchiude i nomi dei più importanti giocatori, che ne incarnano la fama e lo splendore (Gre-No-Li del Milan, Didì-Vavà-Pelè per il Brasile e via dicendo), ma anche in uno sport individuale come il tennis c’è stato uno schieramento che ha fatto storia, e non solo nella nostra Italia. Adriano Panatta, Corrado Barazzutti, Paolo Bertolucci, Tonino Zugarelli, i quattro tenori che nei secondi anni ’70 fecero grande l’Italia della racchetta, con 4 finali di Coppa Davis in 5 anni. Raramente si è vista una squadra di Coppa Davis con 2 top 10, un top 15 che avrebbe potuto fare anche meglio, e il giocatore “meno forte” che è stato n.24 al mondo, capitananti da un ex campione e grande personaggio come Nicola Pietrangeli. Gli azzurri di quei tempi avevano questa formazione di livello assoluto, eppure mai (per vicende politiche, di gran meschinità) sono stati celebrati abbastanza dopo la Coppa Davis vinta a Santiago, in casa di Pinochet, nel 1976. La dittatura che c’era in Cile creò discussioni ben oltre il tennis e rese una storia che doveva essere leggenda quasi una vergogna, senza mai farne parlare abbastanza.

Eppure, negli ultimi anni, qualcosa si è mosso: il riconoscimento (per quanto quasi un contentino, inserito tra le finali di doppio maschile e singolare femminile) a Panatta e alla squadra agli Internazionali d’Italia del 2016, il quarantennale della sua vittoria lì e al Roland Garros, varie conferenze, una delle storie di Federico Buffa dedicate su Sky…fino ad oggi, alla proiezione di un’anteprima di Una squadra” di Domenico Procacci, tenutasi alla Casa del Cinema a Villa Borghese, a cui è seguita una conferenza di presentazione con i protagonisti nel campo e coloro che hanno reso possibile quest’opera con il proprio lavoro (mancava il solo Pietrangeli per motivi personali). Un docufilm appassionante, intenso, al cinema il 2,3,4 maggio sempre come anteprima e sui canali di Sky dal 14 maggio, oltre a un succoso libro con le interviste ai cinque protagonisti da parte del regista Procacci.

Una squadra“, come già emerse dalla prima presentazione in occasione delle ATP Finals a Torino, è una serie che va ben oltre il semplice campo e le racchette. Una storia di uomini e dei loro destini, delle loro vite, anche dei loro contrasti che chiaramente tra campioni così giovani non mancano di certo. Come ha egregiamente riassunto Adriano Panatta in una delle sue risposte mai banali nella conferenza post proiezione: “Eravamo quattro ragazzi che giocavano benino a tennis, e avevano vinto qualche trofeo, con i nostri contrasti e le nostre personalità. Questa serie ci ha restituito la voglia di viverci e di raccontarci insieme, dopo tanti anni“.

 

Come si è potuto vedere dalla proiezione odierna, non è un semplice copia e incolla di interviste e domande scontate, che lasciano il tempo che trovano, ma va ben oltre, montando espressioni stupite e commenti anche coloriti di seguito a una determinata affermazione. Un certosino lavoro di montaggio e volute contrapposizioni, di malinconia e riavvolgimenti di un nastro da troppo sopito, come ha spiegato Procacci, lui che è un vero e proprio dipendente dal tennis: “Questa è una bella storia da raccontare, all’inizio si trattava solo della vittoria in Cile e di quello che le girava intorno, che volevo approfondire di più. C’erano tante cose che meritavano attenzione, loro hanno vinto tanto anche singolarmente, e mi ha divertito raccontare i rapporti interpersonali, quelli con Nicola. Ho giocato a creare contrasti per suscitare interesse, come quello tra Corrado e Adriano, uno dei più noti. Ma parlando con loro trovavo sì voglia di marcare la differenza, ma anche amicizia e stima reciproca. Si sono rivisti tutti e 4 insieme a Torino per la prima volta dal 1979, e la distanza rimaneva comunque vicinanza“.

Al regista va il merito di aver riunito questi campioni e di aver loro restituito l’entusiasmo di ragazzini entusiasti e sorpresi di andare a fare una bighellonata in Cile (e a proposito della famosa maglietta rossa indossata nel doppio: “Nessuno sapeva nulla, è stata un’iniziativa mia, e Paolo mi ha seguito. La squadra non se ne accorse, neanche Nicola; la stampa o fece finta di niente o anche loro non se ne accorsero, e sarebbe ancora più grave” commenta Panatta sull’ipotetico messaggio contro il regime di Pinochet delle due magliette): ” Alla prima telefonata non sapevo se crederci o no che fosse Procacci, poi ho chiamato Adriano e me lo ha confermato, e mi ha fatto piacere. Per un motivo o per l’altro, le nostre vite si sono divise, e così siamo potuti stare di nuovo tutti insieme a rievocare un’altra vita”, dice Bertolucci, a cui fa ruota, seppur con un po’ più di malinconia, Barazzutti: “Inizialmente ho detto di no, poi ci ho pensato: pur avendo vissuto una bella vita, diversa da quella di molte altre persone, tornare indietro mi rende più triste che contento. Con Adriano è sempre stato un rapporto un po’ così, e questo docufilm lo ha ricucito, dando giustizia a un trionfo di cui non si è mai parlato molto“.

Già, l’unico trionfo del nostro Paese in Coppa Davis, eppure ancora oggi dopo 46 anni molti neanche sanno di questo avvenimento. Questo a causa di un’intromissione politica, come detto in apertura, nello sport, che non ha mai portato adeguata celebrazione a questi grandi campioni (“al Foro Italico non veniamo riconosciuti come succede ai campioni negli altri Paesi. Sarebbe bella una lettera di invito, uno spazio dove vedere foto e video che onorino il passato e lo ricordino ai giovani“, l’opinione di Barazzutti). Una questione politica che mai come oggi, alla luce della recente esclusione dei tennisti russi da Wimbledon e della discussione di non farli competere neanche a Roma e Madrid, trova attualità, e dove una volta tanto tutti si sono trovati in accordo, con particolare ira Bertolucci: “Sarebbe ridicolo non calcolare i punti per il ranking e far giocare questi ragazzi come per un’esibizione quando non hanno colpe. Il problema è stato creato in Inghilterra, e ora il CIO deve decidersi; ma Madrid è la settimana prossima, e siamo già oltre con i tempi“.

Ovviamente l’ultimo, piccante intervento, non poteva che essere del solito Adriano, anche lui particolarmente coinvolto nella questione russi e bielorussi: “Avrei più potuto concepire un’esclusione in Davis, dove si rappresenta direttamente la nazione, ma questi ragazzi giocano nei tornei come singoli cittadini russi, non sono loro ad aver ordinato l’invasione. Una cosa ridicola e ingiusta; il problema sarebbe che ad un’eventuale premiazione la famiglia reale sarebbe imbarazzata? Be’, facessero consegnare il trofeo ad un ex campione, anche meglio. Se giocassi gli Internazionali, lo farei con una maglietta gialla e azzurra, quello sarebbe un segnale per l’Ucraina“. Tra i quattro, a parlare di meno come sempre è stato Tonino Zugarelli, che sorrideva e ringraziava, con quel suo solito dolce imbarazzo che aveva anche nel suo gioco leggero. Eppure, senza di lui, quella Davis del ’76 non l’avremmo mai vinta. Perché “Una squadra” racconta proprio questo: una storia di ragazzi come tanti, con un sogno in comune, che per anni scrissero la storia uno per tutti e tutti per uno, dal campione da prima pagina alla sua fida spalla destra, dal secondo sempre in ombra e quasi ai suoi livelli a quello che “ah se avessi…”. Quella storia che vuole ingiustamente relegarli tra le ombre, e l’obiettivo della docuserie è proprio restituire ad Adriano, Paolo, Corrado e Tonino, quella gloria che, quasi mezzo secolo fa, gli venne tolta, e che ora rivogliono, in un’epoca felice per il tennis nostrano, com’è giusto che sia.

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Coppa Davis 2022: gruppo B di ferro, Australia e Germania favorite nel gruppo C, Usa e Gran Bretagna in quello D

A Malaga sarà bagarre tra Spagna, Serbia e Canada con la Corea vaso di coccio. Ad Amburgo Belgio e Francia sembrano fuori dai giochi, a Glasgow Kazakistan e Olanda proveranno a rovesciare i pronostici

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La Coppa Davis 2019 è della Spagna (photo by Manuel Queimadelos / Kosmos Tennis)

Dopo aver approfondito con dovizia di particolari il gruppo A delle Finals di Coppa Davis che riguarda l’Italia e che sarà disputato a Bologna (per la precisione a Casalecchio di Reno, sede del palasport dove si disputeranno le sfide dal 14 al 18 settembre) sorteggiato a Malaga (sede del concentramento finale della manifestazione per quest’anno e per il prossimo), vediamo quali sono gli altri gironi sorteggiati e quali sono le favorite per l’approdo al concentramento finale, ricordando che per ogni raggruppamento passeranno le prime due squadre in classifica.

Qui l’approfondimento sulla Croazia

Qui l’approfondimento sulla Svezia

 

Qui l’approfondimento sull’Argentina

GRUPPO B (VALENCIA)

È il gruppo che si giocherà a Valencia dove ci saranno i padroni di casa spagnoli (Alcaraz, Carreno-Busta, Nadal?), la Serbia di Nole Djokovic (figuriamoci se l’attuale numero 1 del mondo in buone condizioni non disputerà la competizione a squadre), il Canada dei terribili Auger-Aliassime e Shapovalov e la Corea del Sud, vera cenerentola del girone che ha in Soonwoo Kwon, n.71, il suo giocatore più rappresentativo.

Ipotizzando, come giusto che sia, le squadre al completo con tutti i migliori, appare abbastanza chiaro che la Spagna parte favorita in quanto anche squadra ospitante e quindi supportata in campo dal proprio pubblico. A ruota segue il Canada (ripescata al posto della squalificata Russia) che nei favori del pronostico precede di poco la Serbia, che è vero ha in squadra il numero 1 del mondo, ma proprio l’anno scorso abbiamo notato come il solo Nole non basti ai serbi per fare strada nella manifestazione. Come si dice in questi casi due posti per tre pretendenti, chi avrà la meglio

SPAGNA 40% – CANADA 35% – SERBIA 25%

GRUPPO C (AMBURGO)

Si giocherà ad Amburgo dove ci sarà la Germania padrona di casa, l’Australia, il Belgio e la Francia.

Francia e Belgio sembrano essere un po’ fuori dai giochi. Il Belgio schiererà l’ormai maturo Goffin, al quale affiancherà un secondo singolarista (Bergs?) e il doppio più che affiatato Gille/Vliegen. La Francia è in pieno ricambio generazionale. Oramai out Tsonga e Simon, Gasquet potrebbe essere il jolly da affiancare a Rinderknecht e Mannarino. La vera certezza transalpina è il doppio, Herbert/Mahut che rende la Francia una mina vagante.

Sembrano favorite per il passaggio ai quarti Germania e Australia. I tedeschi, soprattutto se schiereranno Zverev, avranno poi un doppio di tutto rispetto (Krawietz o con Mies o con Puetz) e un buon secondo singolarista (Struff, Otte, o Koepfer?) senza sottovalutare il fatto che giocheranno in casa. Mentre invece gli australiani innanzitutto avranno Hewitt in panchina (aspetto da non sottovalutare) e poi in campo De Minaur, “cavallo pazzo” Kyrgios, John Peers (doppista di ottimo livello), Kokkinakis che potrebbe essere preferito a Duckworth o a Millman. Grande equilibrio comunque.

AUSTRALIA 40% – GERMANIA 30% – FRANCIA 20% – BELGIO 10%

GRUPPO D (GLASGOW)

Si giocherà a Glasgow per la felicita di Andy Murray che insieme al fratello Jamie saranno con molta probabilità convocati dal capitano Leon Smith. Non si dovrebbe discutere la presenza di Cameron Norrie e Daniel Evans.

I favoriti del raggruppamento saranno però gli Stati Uniti, che potranno schierare John Isner affiancato nei singolari da uno dei nuovi esponenti della “new generation” americana, Tommy Paul, Taylor Fritz, Sebastian Korda e di sicuro anche un buon doppio, senza dimenticare l’altro bombardiere Reilly Opelka. Passaggio del gruppo per Usa e Gran Bretagna?

Sulla carta è così, ma occhio a sottovalutare Olanda e Kazakistan che sembrano fuori dai giochi. L’Olanda proverà ad emergere con l’apporto di Tallon Griekspoor e Botic van de Zandschulp mentre in doppio la presenza di Jan Julien Rojer dovrebbe dare qualche certezza in più rispetto alle avversarie. Il Kazakistan invece farà leva sull’imprevedibilità e la classe di Alexander Bublik e al gruppo dei soliti che oramai da anni difende i colori kazaki. Primo tra tutti Mikhail Kukushkin, senza dimenticare Nedovyesov e Golubev affiatati in doppio. Ma la qualificazione di una delle due sarebbe una gran sorpresa visto il valore dei team qualificati.

USA 40% – Gran Bretagna 35% – Kazakistan 15% – Olanda 10%

Ricordiamo che le sfide dei gironi sono in programma dal 14 al 18 settembre nelle rispettive sedi mentre il tabellone dai quarti di finale in poi si svolgerà in quel di Malaga dal 21 al 27 novembre.

Sorteggiati anche gli accoppiamenti dei quarti, dove chiaramente non si potranno sfidare squadre provenienti dallo stesso girone. Ecco di seguito il tabellone dai quarti di finale in poi:

VINCENTE GRUPPO A – SECONDA GRUPPO D

VINCENTE GRUPPO C – SECONDA GRUPPO B

SECONDA GRUPPO C – VINCENTE GRUPPO D

SECONDA GRUPPO A – VINCENTE GRUPPO B

Ciò significa ipotizzando che la nostra nazionale si qualifichi per i quarti che o ci toccherà la seconda del gruppo D se arriviamo primi (Gran Bretagna o Usa?) o la prima del gruppo B (il girone di ferro come abbiamo scritto in precedenza) cioè una tra Spagna, Serbia e Canada. Sulla carta fattibile il primo accoppiamento, ben più improbo il secondo.

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