ATP Tokyo: Cilic e Goffin fanno la voce grossa, appuntamento in finale?

ATP

ATP Tokyo: Cilic e Goffin fanno la voce grossa, appuntamento in finale?

Superati senza affanni Harrison e Gasquet. Sulla strada del belga ora c’è Schwartzman: per il Peque è la seconda semi stagionale. Cilic sfiderà Mannarino

Pubblicato

il

Il cemento di Tokyo si conferma terreno di caccia favorevole per Marin Cilic e David Goffin. A distanza di un anno entrambi tornano tra i primi quattro dell’ATP 500 giapponese e si danno appuntamento, in proiezione, per quella che potrebbe essere la finale più affascinante. Il croato, numero uno del seeding e cinque del mondo, sta lanciando segnali importanti in vista del finale di stagione. Uscito vincitore in Davis dall’aria rarefatta di Bogotà, arriva in semifinale senza aver perso un set e in pieno controllo degli avversari (a dir la verità, non proprio irresistibili). Un copione che non cambia contro Ryan Harrison, già battuto agevolmente a Roma. L’americano, 52 ATP, cede il servizio al quarto game e viene travolto già nel primo set da nove vincenti a uno. Il secondo parziale ha senso solo per le statistiche: Cilic chiude 11-1 il contro degli ace e concede al malcapitato dirimpettaio appena il 5% di punti in risposta alla prima. Una mattanza, che lo proietta in scioltezza all’incrocio contro Mannarino che ha la meglio in due set su Yuichi Sugita togliendo così il sorriso agli appassionati di casa. Il francese ha comunque bisogno di quasi due ore per archiviare la pratica, rischiando di impantanarsi nel secondo set quando sono ben cinque i game in cui non viene rispettata la coerenza dei turni di servizio. Nei precedenti, Cilic è avanti 2-0.

Nella parte bassa del tabellone si prende la ribalta David Goffin, finalista da queste parti un anno fa contro Kyrgios. Il numero undici del ranking non approccia benissimo l’inedita sfida con Richard Gasquet, va sotto 5-2 (complice un break subito a freddo dopo la chiusura del tetto) e sembra ancora condizionato dalle incertezze sofferte agli ottavi contro Ebden. La storia però cambia, incredibilmente, quando il francese butta via tre set point consecutivi sul 5-3. Sul più bello per Gasquet si spegne la luce. Il belga inizia a disegnare tennis, infilando una serie di sette game consecutivi per prendersi di forza il primo set e indirizzare già il secondo. Nonostante l’istinto di sopravvivenza lo porti a conquistare punti pregevoli di rovescio, specialità della casa, il numero 30 del mondo si ritrova confinato in posizione remissiva ben oltre le sue abitudini. Le traiettorie geometriche e incisive di Goffin lo spingono infatti fuori dal campo, costringendolo a giocare circa il 90% dei punti oltre la linea di fondo fino a mollare la presa.

Il numero quattro del seeding troverà sulla sua strada Diego Schwartzman, che conquista la seconda semifinale stagionale (a Istanbul perse da Cilic) ed è sotto 2-1 nei precedenti di questa sfida tra piccoletti: nessuno dei due infatti supera i 180 centimetri. L’argentino, ottava testa di serie, ci mette poco più di un’ora e mezza a superare Steve Johnson in un match combattuto solo dopo il giro di boa. Il numero 29 del mondo infatti parte dominando e rifila all’americano un bagel impietoso in appena mezz’ora. Johnson si scuote dal torpore quando inizia a mettere in campo il servizio, risalendo dal disastroso 55% di prime del primo set.  La palla del set sul 5-4 sembra poter rimettere in equilibrio la sfida, ma Schwartzman non si spaventa e nel game successivo piazza il break che chiude i conti. Il Peque nel 2017 arriva per la prima volta così lontano sul veloce, a testimonianza di una sempre più collaudata completezza di fondamentali.

 

Risultati:

[1] M. Cilic b. R. Harrison 6-2 6-0
[4] D. Goffin b. R. Gasquet 7-5 6-2
[8] D. Schwartzman b. S. Johnson 6-0 7-5
A. Mannarino b. Y. Sugita 6-2 6-4

Pietro Scognamiglio

Continua a leggere
Commenti

ATP

Continuano le sorprese a Cincinnati: Rublev manda a casa Federer

Non si ferma l’ecatombe di favoriti: Roger Federer cede in due rapidi set contro Andrey Rublev.

Pubblicato

il

È toccato a Andrey Rublev vendicare, almeno parzialmente, l’ecatombe di rappresentanti della Next Generation a Cincinnati. Con una prestazione impeccabile, solida dall’inizio alla fine, in soli 62 minuti ha mandato a casa Roger Federer, testa di serie n.3 e sette volte campione del Western&Southern Open. Lo svizzero ha pagato la pessima partenza nel match, durante la quale ha perso il servizio per due volte consecutive, facilitando così l’ingresso in partita di Rublev che si è trovato subito a proprio agio e ha iniziato a macinare il suo solito gioco fatto di mazzate da fondocampo. “Ho visto che non ha iniziato bene – ha detto un Rublev quasi in lacrime ai microfoni della ESPN – e quindi mi sono detto che avrei dovuto cogliere l’occasione subito, perché quando comincia a servire bene diventa molto complicato giocare con lui”.

Federer ha recuperato subito il primo dei due break subiti, ma non è riuscito a confondere le idee al suo avversario, che per tutto il match è apparso estremamente composto, centrato e molto tranquillo nonostante fosse la prima volta che incontrava il supercampione elvetico. Decisamente immune dalla “tassa Federer”, dopo aver concesso il controbreak al terzo gioco del primo set, Rublev non ha più dovuto affrontare una palla break, anche se Federer ha fatto di tutto per aumentare la pressione sulla sua seconda, forzando quasi sempre la risposta per ottenere un punto diretto.

Con il pessimo inizio che ho avuto avrei forse bisogno di un giocatore che mi concedesse qualcosa di più, ma non è stato il caso oggi – ha commentato Federer nella sua consueta conferenza stampa pochi minuti dopo aver lasciato il campo – Con un campo così veloce, quando non puoi fare affidamento sull’uno-due sulla tua battuta diventa tutto complicato”.

 

Dopo aver ceduto il primo set in 29 minuti, Federer ha cominciato servendo molto meglio la seconda frazione, continuando nella sua strategia di accorciare quando possibile gli scambi sulla sua battuta. Rublev ha invece continuato con il suo solito gioco, tenendo molto bene gli scambi ed esaltandosi in qualche passante. Un brutto game di Federer sul 3-3, chiuso da un errore di diritto (saranno 19 i gratuiti dell’elvetico alla fine del match, contro i solamente sei di Andrey) ha perfezionato il break decisivo, che Rublev ha conservato fino alla fine del match mantenendo una insolita calma glaciale, arrivando persino a placare con un gesto della mano il suo angolo che lo incitava con “pugnetti” e “come on”.

Si tratta della seconda vittoria su un Top 5 per Rublev in carriera, e la seconda nell’ultimo mese, dopo aver sconfitto il n.4 ATP Dominic Thiem al torneo di Amburgo. Affronterà nei quarti di finale il connazionale Daniil Medvedev che ha lasciato solamente tre game a Jan Lennard Struff.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

Continua a leggere

ATP

Cincinnati: Djokovic non si ferma e avanza ai quarti

Novak Djokovic supera in due set Pablo Carreno Busta. Nei quarti di finale affronterà Lucas Pouille

Pubblicato

il

[1] N. Djokovic b. P. Carreno Busta 6-3 6-4

Le teste di serie continuano a cadere, ma il n.1 del mondo Novak Djokovic rimane fedele al suo ruolo e conquista i quarti di finale del Western&Southern Open di Cincinnati. Novanta minuti di partita per lui nell’umida serata dell’Ohio durante la quale rimane sempre in controllo nel match che lo ha visto opposto allo spagnolo Pablo Carreno Busta, attuale n. 50 del ranking ma con un recente passato da Top 10 ed ora impegnato nella risalita dopo una difficile stagione condizionata da un infortunio alla spalla.

Match solido, pulito per Djokovic, che ha certamente fatto un passo avanti rispetto all’arrugginito esordio contro Querrey, in ogni modo contro un giocatore che fa della pressione da fondocampo la sua arma preferita, senza però avere la potenza per sfondare il n.1 del mondo nè le capacità difensive per poter rivaleggiare con lui in difesa.

 

Il secondo set è stato certamente più combattuto del primo: Djokovic ha dovuto affrontare quattro palle break, che ha salvato con la battuta, dopo che Carreno Busta si era messo in mostra con un paio di belle accelerazioni di rovescio lungolinea e Nole aveva sbagliato qualche volée non troppo difficile.

Nei quarti di finale Djokovic affronterà Lucas Pouille, che sta avendo un ottimo torneo dopo una stagione che, iniziata con il botto della semifinale all’Australian Open, si è rivelata molto più avara di soddisfazioni di quanto non ci si potesse aspettare. Pouille è arrivato ai quarti sconfiggendo il qualificato Kudla, Denis Shapovalov e la testa di serie n. 8 Karen Khachanov (reduce dallo show serale con Kyrgios), e vorrà sicuramente far meglio dell’ultimo confronto diretto, proprio la semifinale dell’Australian Open a Melbourne nel quale riuscì a racimolare solamente quattro games.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

Continua a leggere

ATP

Cincinnati: Kyrgios impazzisce e perde testa e match!

Nick Kyrgios parte bene contro Karen Khachanov ma poi butta via tutto scagliandosi contro l’arbitro. L’ATP dovrà prendere provvedimenti

Pubblicato

il

Da Cincinnati, il nostro inviato

[8] K. Khachanov b. N. Kyrgios 6-7(3) 7-6(4) 6-2

Quando c’è Kyrgios in campo c’è sempre qualcosa da vedere, nel bene e nel male. Questa volta c’è stato molto più male che bene: il tennista di Canberra purtroppo si è avvitato in una delle sue solite spirali di follia, lanciando una crociata personale contro il giudice di sedia Fergus Murphy, insultato pesantemente alla fine del match, e ha finito per autodistruggersi in un match che aveva quasi dominato per gran parte dei primi due set.

 

Sull’1-1, un game eccessivamente circense da parte di Kyrgios, condito da ben tre tweener, provoca il primo break del match. Nick però è molto bravo a recuperarlo sul 3-5 alzando il suo livello e a riportare il set in parità. La conclusione del primo set è un “Bignami” di Kyrgios: sul 5-6 40-15, l’australiano tenta un contropiede assurdo e mette in corridoio un rovescio semplicissimo a campo vuoto; poi sbaglia un aborto di volée da tre quarti campo, fa un doppio fallo per concedere il set point, che annulla con un ace di seconda e poi arriva al tie-break con altri due ace. Khachanov, probabilmente non troppo divertito da questa sequenza, commette un doppio fallo sul primo punto del tie-break, che viene dominato da Kyrgios per 7 punti a 3.

Nel secondo parziale ci sono otto punti persi dal battitore nei primi otto giochi. Poi Kyrgios si impelaga in un game complicato, durato oltre sette minuti, nel quale deve annullare quattro palle break e che dà inizio ad un suo lungo sproloquio nei confronti del giudice di sedia Fergus Murphy, reo a suo dire di far partire troppo presto il cronometro dei 25 secondi. “Trovami un video in cui Rafa gioca così velocemente e chiudo la bocca per sempre”, e così chiacchierando fino al tie break. In tutto questo vociare, Khachanov rimane impassibile, si conquista il mini-break per il 3-1 a forza di diritti e lo porta fino alla fine, trascinando il match al terzo set dopo un’ora e 42 minuti.

A quel punto Kyrgios perde la trebisonda, urla a squarciagola che Murphy è “il peggior arbitro del mondo” e si prende un punto di penalità, visto che nel primo set aveva già lanciato una pallina nell’iperspazio dopo aver sbagliato un colpo. Nick chiede poi di andare in bagno, lo fa con due racchette in mano che vengono fracassate nel corridoio degli spogliatoi, fuori dal campo visivo di Murphy.

Si parte poi con un time-violation, perché Kyrgios va in campo mentre sistema il grip alla sua nuova racchetta. Nick gioca “fuori tutta”, continua con il suo soliloquio, si procura due break points sull’1-1 che poi non converte, aumentando la sua ira. Al cambio di campo continua urlare “è una barzelletta” sempre a proposito dell’applicazione della regola dei 25 secondi da parte di Murphy e scaraventa una bottiglietta d’acqua aperta a terra. Nessun provvedimento preso.

Kyrgios finalmente subisce il break sul 2-3, e comincia a sparare ancora più forte, sempre continuando la sua pantomima. Non vince più un game, finisce il match gridando a Murphy “sei una fottuta marionetta” e sputando nella sua direzione.

Ci saranno sicuramente strascichi a questa partita, che probabilmente non inficeranno la partecipazione di Kyrgios allo US Open, in quanto competizione non sotto l’egida dell’ATP, ma è inevitabile che l’Associazione giocatori debba prendere provvedimenti seri per sanzionare un comportamento che è stato censurabile e che non avrebbe dovuto essere tollerato in campo.

TABELLONE MASCHILE COMPLETO (con tutti i risultati)

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement