La storia di tutti i 37 duelli fra Roger Federer e Rafa Nadal

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La storia di tutti i 37 duelli fra Roger Federer e Rafa Nadal

Il bilancio vede in vantaggio Nadal: 23-14. Sarà il quarto duello del 2017 (Federer ha vinto i primi tre). Chi il vostro favorito nella finale di domani di Shanghai?

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La finale degli ultimi Australian Open era stata introdotta come l’ultimo, maestoso atto della rivalità tra Roger Federer e Rafael Nadal. Un incontro dall’andamento e dal risultato quasi senza precedenti nella storia del “Fedal”, che avrebbe concluso nel modo più emozionante possibile il decennio (abbondante) al top dello svizzero e del maiorchino. Nessuno deve averli informati, tuttavia, perché i due hanno deciso di affrontarsi altre tre volte nel 2017. Le prime due (Indian Wells e Miami) le ha vinte Federer, la terza sarà quella di domani nella finale di Shanghai. Nell’attesa del lancio della 38esima monetina, ripercorriamo passo dopo passo tutte le sfide tra Roger e Rafa. A partire da quel primo incontro a Miami 2004, quando un giovanissimo Nadal sorprese l’allora astro nascente Federer.

2004 Miami, R32: Nadal b. Federer 6-3 6-3
Roger Federer arriva al Masters Series di Miami 2004 avendo vinto gli Australian Open battendo Safin in finale e il Masters Series di Indian Wells contro Tim Henman (l’unico ad averlo battuto in stagione, nei quarti di Rotterdam). Rafa Nadal, il più giovane in tabellone, ha 17 anni, è il numero 34 del mondo e impiega 69 minuti per eliminare Federer. È il primo mancino dopo Franco Squillari (Sydney 2003) a sconfiggere lo svizzero.

2005 Miami, F: Federer b. Nadal 2-6 6-7(4) 7-6(5) 6-3 6-1 
Federer e Nadal tornano sul luogo del delitto, un anno dopo, stavolta però per una finale al meglio dei cinque set. Lo spagnolo ha tre titoli al suo attivo e sembra avviato a vincere il quarto. Vince i primi due set (nel secondo rimontando un break di svantaggio), nel terzo allunga 4-1, ma lo svizzero si rifugia nel tiebreak. Nadal va 5-3, a due punti dalla vittoria. Ma lo svizzero a suon di dritti fa girare il set e il match allungando la striscia di vittorie consecutive a 22. È solo la seconda volta in carriera che Roger rimonta uno svantaggio di due set (la prima era stata contro Sargsian al Roland Garros 2001).

 

2005 Roland Garros, SF: Nadal b. Federer 6-3 4-6 6-4 6-3 
Federer arriva al Roland Garros 2005 con un record di 41 vittorie e 2 sconfitte, ma il suo settimo Roland Garros si chiude in semifinale. Nadal conquista la 23ma vittoria di fila e finirà per vincere il suo primo French Open al debutto, in finale con Puerta. L’argentino ha spinto Davydenko al quinto in semifinale: per questo, e per la pioggia, Roger e Rafa scendono in campo alle 18.20. Roger perde il primo set del suo torneo subendo quattro break, si rialza nel secondo, rimonta un break di svantaggio nel terzo ma finisce per cedere quando il maiorchino infila un magnifico vincente di dritto. Lo svizzero continua a sbagliare troppo e Nadal conquista la finale nel giorno del suo 19mo compleanno. Per Roger è una sorta di dejà vu: in Australia ha perso la semifinale contro Safin, conclusa a notte inoltrata la mattina del 25mo compleanno del russo.

2006 Dubai, F: Nadal b. Federer 2-6 6-4 6-4
Dopo aver vinto a Doha e agli Australian Open, Federer è imbattuto nel 2006. Nadal è al secondo torneo dopo l’infortunio alla caviglia sofferto a Madrid nell’ottobre del 2005. È il primo match cui Nadal si presenta da numero 2 del mondo contro lo svizzero. E lo fa vincendo la sua decima finale consecutiva, interrompendo la serie di 56 successi di Federer sul duro, pur facendo sette punti in meno: 71 contro 78.

2006 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 6-2 6-7(2) 6-3 7-6(5) 
Lo svizzero, che non perde da Dubai, ha vinto Indian Wells e Miami, dove Nadal è uscito rispettivamente in semifinale e al secondo turno, ma sulla terra il maiorchino è il re incontrastato. Federer martella sul dritto dello spagnolo, che ringrazia, ottiene 15 punti in più, recupera uno svantaggio di 0-3 nel tiebreak del quarto set e vince il torneo.

2006 Roma, F: Nadal b. Federer 6-7(0) 7-6(5) 6-4 2-6 7-6(5) 
È la partita più lunga giocata tra i due. 5 ore e 5 minuti di battaglia avvincente, che fanno di questo match uno degli hot-spot della rivalità tra Roger e Rafa. Una storia che probabilmente avrebbe preso una piega diversa senza quei due dritti gettati via dallo svizzero, che spreca così due match point sul 6-5 nel quinto set. Roger cambia tattica in avvio, butta Nadal fuori dal campo e poi accorcia col rovescio tagliato o affonda col dritto. Il tiebreak del primo set è perfetto, e non solo per il 7-0. Ma Nadal risale nel secondo e nel terzo, Federer allunga al quinto e sembra farcela. Ma alla fine è Nadal che esulta ed eguaglia il record di Vilas di 53 vittorie di fila sulla terra stabilito nel 1977.

2006 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 1-6 6-1 6-4 7-6(4) 
Prima finale a Parigi tra Roger e Rafa. Lo svizzero cerca il “Roger Slam”, vuole diventare il primo dopo Laver (1969) e il terzo di sempre a vincere quattro Slam di fila. Pronti via: 6-1 Federer che si issa 40-0 nel primo game del secondo set, ma lo perde. Nadal pareggia il 6-1 e sorpassa. Vince 6-4 il terzo, va avanti di un break nel quarto. Federer gioca male ma può sperare nel tiebreak. Ma il jeu decisif non lo salva dalla prima sconfitta in carriera nella finale di uno Slam. Rafa diventa il più giovane dopo Borg (‘74-’75) a difendere il titolo alla Porte d’Auteuil. La sua serie di 14 finali vinte di fila è seconda nell’era Open solo alle 24 di Federer. Jean Claude Bouttier, campione dei pesi massimi francese, commenta: “Uno stilista ha incontrato un puncher. Federer è Sugar Ray Leonard, Nadal è Marvin Hagler”.

2006 Wimbledon, F: Federer b. Nadal 6-0 7-6(5) 6-7(2) 6-3 
Mentre l’Italia vince i Mondiali, Federer allontana l’incubo nel suo giardino preferito. Sbaglia tattica ancora, cercando lo scambio lungo senza variazioni. Sembra la ripetizione della strategia che il padre di Agassi cerca di insegnare al figlio, come Andre racconta in Open: quella che chiama “far venire le vesciche al cervello all’avversario”, cercare di batterlo al suo stesso gioco. Dopo il 6-0 iniziale, Federer va sotto di un break nel secondo, Nadal serve per il set sul 5-4 ma perde il servizio e di lì il set al tiebreak. Nadal porta il match al quarto, ma subisce due break chiave sul 2-1 e 4-1. Federer vince l’ottavo Slam della sua carriera e diventa il sesto tennista a trionfare quattro volte a Wimbledon.

2006 Masters Cup Shanghai, SF: Federer b. Nadal 6-4 7-5 
Il vincente di dritto incrociato stretto in avanzamento con cui sigilla il match vale a Federer un posto nella storia: è il primo dopo Lendl a giocare quattro finali di fila al Masters di fine stagione. Ancora una volta Roger spreca due match point nel secondo, ancora una volta come a Roma per suoi errori. Ma stavolta non paga: vincerà poi il Masters contro Blake chiudendo il 2006 con 92 vittorie e 5 sconfitte.

2007 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 6-4 6-4 
Federer vede la serie di 41 successi di fila interrompersi contro Canas, che lo batte al debutto a Indian Wells e si ripete al quarto turno a Miami. Sulla terra di Montecarlo ritrova in finale il maiorchino, che ha ceduto il servizio tre volte in tutto il torneo. Nel title-match strappa due volte il servizio allo svizzero, salva tutte le tre palle break concesse e allunga a 67 la serie di vittorie di fila sulla terra. Sul rosso non c’è storia.

2007 Amburgo, F: Federer b. Nadal 2-6 6-2 6-0 
Prima vittoria di Federer contro Nadal sulla terra, seppur su quella atipica e veloce di Amburgo. Si ferma a 81 la serie di vittorie di fila di Nadal sul rosso e a 16 quella di finali vinte consecutivamente sulla sua superficie preferita. Dopo un primo set in cui concede palle break nei primi tre turni di battuta e perde cinque giochi di fila, Federer ne lascia solo due a Nadal nei successivi due set perdendo complessivamente solo 13 punti al servizio.

2007 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 6-3 4-6 6-3 6-4 
Nadal diventa l’unico, insieme a Borg, capace di vincere tre Roland Garros di fila. Non bastano allo svizzero 10 palle break nei primi tre turni di servizio dello spagnolo per vincere il primo set. Federer è più aggressivo alla risposta, soprattutto dalla parte del rovescio, ma soffre troppo i topponi di Rafa sulla diagonale mancina. In più Rafa salva 16 palle break su 17.

2007 Wimbledon, F: Federer b. Nadal 7-6(7) 4-6 7-6(3) 2-6 6-2 
This thing is killing me”: non si riferiva a Nadal, Federer, al cambio campo sotto 0-3 nel quarto. Ha appena subito il secondo break di fila perché l’Hawk-Eye ha stabilito che il rovescio di Nadal (valso il 30-40 sul servizio dello svizzero) ha appena pizzicato la riga: poi Roger affossa un dritto elementare. Lo svizzero, alla nona finale consecutiva in un major, nel quinto set si ritrova due volte 15-40 (sull’1-1 e sul 2-2), ma uno strepitoso vincente di dritto gli regala il break che lo porta avanti 4-2 e gli spalanca le porte del quinto titolo a Wimbledon, dopo 3 ore e 45 di grande tennis e grazie a 65 vincenti (molti col rovescio incrociato), compresi 24 ace.

2007 Masters Cup Shanghai, SF: Federer b. Nadal 6-4 6-1 
È la vittoria più netta di Federer contro il maiorchino. Lo svizzero, dal 4-4 15-30 nel primo set, infila un parziale di 20 punti a 1 (di cui 15 di fila). Nadal ne mette a segno tre nei primi cinque game del secondo set. Federer domina anche con il rovescio in top-spin e, quando può, gira intorno alla palla per tirare il dritto da sinistra. In più, serve con l’81% di prime. Il maiorchino, al contrario, non riesce a spingere da fondo e sbaglia troppo.

2008 Montecarlo, F: Nadal b. Federer 7-5 7-5 
E’ dal 1914 che un tennista non vince il torneo di Montecarlo per quattro anni di fila. Rafa Nadal riesce nell’impresa battendo Federer in tre finali consecutive. Non bastano allo svizzero due break nel primo set e un parziale di 4-0 in avvio di secondo set. A Montecarlo Nadal non perde dal 2003, quando fu eliminato da Coria al terzo turno. Dalla vittoria nel 2005 ha vinto sulla terra rossa 98 partite delle 99 giocate.

2008 Amburgo, F: Nadal b. Federer 7-5 6-7(3) 6-3 
Solo Gustavo Kuerten e Marcelo Rios erano riusciti, dal 1990, a vincere i tre Masters Series sul rosso (Monte-Carlo, Roma e Amburgo) nella stessa stagione. Federer parte meglio e allunga sul 5-1, ma Nadal dopo un medical time-out infila un parziale inarrestabile e vince il primo set. Anche nel secondo Roger inizia meglio (5-2), si fa brekkare nel nono game, ma riesce a conquistare il tiebreak. Nel terzo è Nadal a completare il break decisivo nel quarto gioco. È lui che entra nella storia dopo 2 ore e 53 minuti.

2008 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 6-1 6-3 6-0 
Si dice che il vincitore di Amburgo stecchi al Roland Garros. Nadal smentisce tutto e tutti. È una mattanza. Quando Federer regala il break nel primo game con il primo dei suoi 49 errori gratuiti si capisce che sarà solo un comprimario nello spettacolo. Federer subisce il primo 6-0 dal giugno 1999 (da Byron Black al Queen’s).

2008 Wimbledon, F: Nadal b. Federer 6-4 6-4 6-7(5) 6-7(8) 9-7 
È la finale più lunga di Wimbledon, sia per durata (4 ore e 48 minuti contro le 4 ore e 16 minuti di Connors-McEnroe 1982) che in termini di game (62 game contro i 58 di Drobny-Rosewall del 1954). Come a Parigi nel 2007, Federer spreca troppe palle break (11 su 13, allora 16 su 17). Anche stavolta lascia per strada il secondo set dopo essere stato avanti 4-1. Rimane, almeno dal terzo set, una delle partite più belle di sempre, certamente la più emozionante finale dei Championships, cui sta anche stretto il paragone con Borg-McEnroe del 1980. Nadal canta sotto la pioggia, bacia la pioggia che rallenta la finale due volte e regala una conclusione notturna che eleva il trionfo nella dimensione dell’epica e della leggenda. Nadal, secondo spagnolo a vincere a Londra dopo Manolo Santana, rompe la tradizione del più tradizionale dei tornei dei gesti bianchi, arrampicandosi, bianco nel cielo scuro, sul Royal Box. Ma in fondo, questo è THE match: what did you expect?

2009 Australian Open, F: Nadal b. Federer 7-5 3-6 7-6(3) 3-6 6-2 
Sono lacrime di dolore, quelle uscite dal cuore di Federer, incapace di proferire parole quando lo chiamano sul palco. Nadal è reduce dalla magnifica semifinale contro Verdasco, durata 5 ore e 14 (il match più lungo di sempre agli Australian Open) e diventa il primo dopo Goran Ivanisevic a Wimbledon 2001 a vincere un Major con successi al quinto in semifinale e finale. E’ il secondo più giovane di sempre a celebrare sei Slam dopo Borg e il primo mancino dopo 11 anni (Petr Korda, 1998) a trionfare in Australia. Federer paga il rendimento altalenante del servizio (ha servito col 52% e nel secondo set non ha messo la prima undici volte di fila), Nadal gioca un tiebreak praticamente perfetto nel terzo e smentisce chi credeva che la partita fosse cambiata dopo le cinque palle break sfumate sul 3-2 nel quarto. Nadal ha vinto perché è un lottatore, mentre Federer quando avrebbe dovuto scegliere tra pazienza e azzardo ha optato per una via di mezzo e, alla fine, ha mollato.

2009 Madrid, F: Federer b. Nadal 6-4 6-4
Dopo cinque sconfitte di fila, Federer torna a battere Nadal, certamente provato dalle 4 ore e 3 minuti di battaglia nella semifinale contro Djokovic (la più lunga partita mai disputata al meglio dei tre set). E lo fa nel giorno della sua 80esima finale che gli regala la vittoria numero 58 della carriera, la prima dell’anno. Nel primo set lo svizzero salva due palle break e strappa il servizio alla prima occasione nel nono game prima di chiudere il set tenendo a zero. La stanchezza condiziona Rafa, che tenta un drop ma regala una palla break decisiva nel quinto game del secondo set, poi spara un dritto a rete. Ha un filo di speranza, sul 4-5, quando riesce a procurarsi due palle break (15-40), che sfumano per due errori gratuiti di rovescio. Da lì alla prima sconfitta sulla terra dal 2008 (a Roma contro Juan Carlos Ferrero per le famose vesciche ai piedi) il passo è breve.

2010 Madrid, F: Nadal b. Federer 6-4 7-6(5)
A dodici mesi dall’ultima sfida, un Nadal esplosivo si prende la rivincita. Primo set abbastanza mediocre, con molti errori e pochi vincenti (12-14 il saldo di Rafa nel parziale, 14-17 quello di Federer): lo svizzero sbaglia un paio di dritti di troppo sul 4-5 e conferma di essere titubante sulle palle break. A metà secondo set, con Rafa avanti 4-2, Roger tenta i primi drop, viene a prendersi i punti a rete, arriva a due punti dal set e sale 4-2 nel tiebreak prima di subire quattro punti di fila di Nadal, che centra la riga del servizio e dopo 2 ore e 10 vince il 18mo Masters 1000, uno in più di Agassi.

2010 World Tour Finals Londra, F: Federer b. Nadal 6-3 3-6 6-1
Il Federer in “versione Annacone” per la prima volta da anni non patisce sulla diagonale sinistra, anzi è lui a dettare i tempi anche con gli attacchi rovescio contro diritto, come quello che gli vale il break decisivo nel primo set. È un Federer che non aspetta, che aggredisce già dalla risposta, soprattutto sulla seconda dello spagnolo, che ricava il 92% dei punti quando mette in campo la prima. Così eguaglia Lendl e Sampras nel numero di vittorie al Masters (5), unico grande torneo che ancora manca a Nadal.

2011 Miami, SF: Nadal b. Federer 6-3 6-2
Sfida numero 23, prima negli Usa dopo la finale di Miami del 2005. Per Federer è un’autentica lezione. Non si può pensare di vincere sul duro all’aperto senza servizio e senza risposta. Disarmato, Federer è in balia del maiorchino, prende rischi enormi con il dritto, ma è sempre sotto pressione fin dai primi scambi del game. Una lezione breve, appena un’ora e 18, e per questo tanto più dura.

2011 Madrid, SF: Nadal b. Federer 5-7 6-1 6-3
C’è equilibrio solo nel primo set, con Federer che recupera un break di svantaggio e si esalta con cinque punti di fila sul 5 pari 0-40 prima di aggiudicarsi il parziale. Ma da lì Nadal domina, a parte un sussulto d’orgoglio dello svizzero all’inizio del terzo set. Per Nadal la vittoria vale la 28ma finale in un Masters 1000.

2011 Roland Garros, F: Nadal b. Federer 7-5 7-6 5-7 6-1
Non bastano 64 vincenti a 43 a Roger Federer. Lo svizzero non ripete la prestazione stellare della semifinale con Djokovic, incappa in 56 errori gratuiti (contro 24) e raccoglie appena il 38% di punti con la seconda. Federer illude se stesso e la platea parigina fino al 5-2, fino al set point che si gioca con un dropshot carico di sidespin che finisce largo di poco. Lo svizzero cala al servizio, accorcia dal lato del rovescio e perde sette giochi di fila, fino al 2-0 Nadal nel secondo. Sull’1-3 lo svizzero, sotto 15-40, trova due ace provvidenziali per evitare il doppio break e riesce ad impattare sul 4-4. Nadal controbrekka, ha un set point che se ne va insieme a un dritto deviato dal nastro. Dopo una breve interruzione per pioggia, Nadal spreca un secondoo set point e si va al tiebreak: il dritto però tradisce Federer e Nadal chiude 7-3. Il break a zero con cui Nadal allunga 4-2 nel terzo sembra chiudere la partita, ma Federer torna a giocare come all’inizio, ritrova servizio e variazioni, breakka due volte e porta il match al quarto. Lo svizzero va subito 0-40 sul servizio di Rafa nel primo game, ma non trova il break. Nel gioco successivo va lui sotto 0-40, l’esito però è diverso. E Rafa si avvia deciso verso il decimo Slam della carriera.

2011 World Tour Finals Londra, RR: Federer b. Nadal 6-3 6-0
Una lezione da Maestro, una sera da Re. Federer si regala la nona vittoria su Nadal lasciando al maiorchino appena tre game. Tre e nove, numeri della perfezione tecnica e stilistica, peraltro avvantaggiata dalla superficie e dalle imperfette condizioni di Rafa. Il sesto titolo al Masters, vinto di lì a poco, è l’unico completamento possibile.

2012 Australian Open, SF: Nadal b. Federer 6-7 6-2 7-6 6-4
È stato un match delicato, consumatosi davanti ad una leggenda del tennis del calibro di Rod Laver. Più lo scambio si allunga più si fa difficile per Federer vincerlo. Lo svizzero deve trovare il modo di variare il gioco di più, alternando variazioni di taglio ed attacchi. Roger dovrebbe fare più serve&volley. A fine partita aveva 10 punti su 15 quando ha applicato questa tattica. Come è chiaro, la partita la decide Federer, perché è lui ad essere più propositivo, ad avere più possibilità di variare il proprio gioco e spesso è sui suoi vincenti o sui suoi errori che si decide il risultato. In particolare, oggi l’andamento altalenante della prima palla e alcuni gratuiti di rovescio gli sono probabilmente costati la partita.

2012 Indian Wells, SF: Federer b. Nadal 6-3 6-4
Con il vento, la pioggia, l’oscurità Nadal aveva trionfato nel Giardino del Re, a Wimbledon nel 2008, e domato Monfils agli Us Open 2009. Condizioni che però oggi lo tradiscono. Federer ha moltiplicato i vincenti, ha spinto di rovescio come se stesse giocando sotto il tetto della O2 Arena, come nella finale del Masters che ha segnato il primo successo con Annacone come coach. Non ha avuto “Federer moments“, ma nemmeno parentesi di assenza. Ha applicato il piano, ha fatto tutto giusto, tutto quello che sempre gli si chiede di fare per battere Rafa e che non sempre riesce a trasferire dalle speranze dei tifosi alla realtà del match. Lo svizzero ha chiuso 63 64 con 29 vincenti e 25 errori e ottenuto la 38ma vittoria nelle ultime 40 partite.

2013 Indian Wells, QF: Nadal b. Federer 6-4 6-2
A 12 mesi di distanza, i due fenomeni si riaffrontano sullo stesso campo. Nadal è reduce dalle vittorie a San Paolo e Acapulco dopo i sette mesi di stop forzato, mentre lo svizzero qualche giorno prima ha accusato un fastidio alla schiena. Ancora non lo sa, ma quello sarà l’inizio della via crucis, almeno per quanto riguarda il 2013. Roger tiene un buon livello di gioco per circa mezz’ora, ma è troppo poco per contrastare l’avversario.

2013 Roma, F: Nadal b. Federer 6-1 6-3
Dopo sette anni, i due mostri sacri del tennis del terzo millennio si scontrano nella Città Eterna. C’è grande attesa, ma fin dai primi minuti è chiaro a tutti come Roger non sia al 100% fisicamente. I problemi alla schiena di cui sopra, infatti, continuano a tormentarlo. Nadal, dal canto suo, è in forma smagliante – pazzesco il passante di rovescio che vale il doppio break nel secondo parziale – e vince la partita cedendo solamente quattro giochi.

2013 Cincinnati, QF: Nadal b. Federer 5-7 6-4 6-3
Rafa Nadal riesce a sconfiggere l’eterno rivale anche in uno dei suoi campi preferiti e lo fa al termine di una sfida che, secondo alcuni, è la più bella giocata tra loro fra quelle disputate al meglio dei tre set. Federer parte alla grande, servendo molto bene e comandando gli scambi nei suoi turni di battuta. Nel primo set il campione di Basilea trova il break sul 5 pari, chiudendo poi il set con un meraviglioso rovescio in diagonale in controbalzo. Roger continua a giocare a un livello altissimo, ma lo spagnolo sale d’intensità e, dal 4 pari nel secondo, piazza un parziale mortifero che gli consente di andare al terzo, dove centra subito il break per scappare sul 3-0. Non si guarderà più indietro, ponendo così le premesse per la sua prima – e finora unica – vittoria in Ohio.

2013 World Tour Finals Londra, SF: Nadal b. Federer 7-5 6-3
A meno di 24 ore dalla splendida battaglia vinta contro del Potro, Federer scende in campo contro Nadal, consapevole di non aver mai perso su questo campo contro il maiorchino. La benzina rimasta nel sebatoio svizzero è poca e per questo Roger parte forte, conquistandosi diverse opportunità del 4-2, senza però avere il coraggio necessario per concretizzarle. Dopo aver recuperato un break di svantaggio nel decimo game – stupendo il dritto inside-in che lo porta sul 15-40 in quel game – l’elvetico cala progressivamente d’intensità e, nonostante non sia un Nadal in versione deluxe, è sufficiente per vincere per la prima volta contro Federer su un campo indoor.

2014 Australian Open, SF: Nadal b. Federer 7-6 6-3 6-3
Federer si presenta alle semifinali del primo Slam del 2014 rinvigorito dalla nuova partership con Stefan Edberg, che lo ha convinto a giocare in maniera più aggressiva e a cercare la via della rete con più frequenza. Dopo un set d’apertura equilibrato in cui la nuova tattica riesce a tenerlo a galla, FedExpress si scioglie nel tiebreak, mentre Nadal gioca una partita stellare. Come dichiarerà dopo, Roger combatte anche contro se stesso e a giocare con ansia, subendo passanti a ripetizione che minano le sue certezze. Nel secondo set lo spagnolo vince uno scambio pazzesco sul 5-3 15-30 grazie ad un dritto lungolinea vincente sensazionale. Da lì non ci sarà più storia.

2015 Basilea, F: Federer b. Nadal 6-3 5-7 6-3
Stavolta si gioca in casa di Re Roger, che parte alla grande, sciorinando un tennis spaziale per un’ora abbondante di gioco. Nadal non è quello dei tempi migliori, ma sta cercando di riprendersi. Da veterano qual è, Rafa attende il calo del rivale, che arriva puntualmente sul 5 pari nella seconda frazione di gioco, con un gratuito di dritto che fa disperare Federer e tutto il pubblico. Nel set decisivo la sensazione è che il vantaggio psicologico dello spagnolo possa far la differenza, ma le sue difficoltà dell’ultimo anno riemergono proprio nel momento decisivo – molto grave per lui il passante sbagliato nella direzione sul 5-3 40 pari. Federer ne approfitta e torna alla vittoria contro il suo più grande rivale dopo oltre tre anni e mezzo.

2017 Australian Open, F: Federer b. Nadal 6-4 3-6 6-1 3-6 6-3
Non c’era mai stato un anno di pausa dal “Fedal”, fino al 2016. E non c’era mai stato neppure un anno senza trofei vinti per Federer, dal 2001 sempre fino al 2016. I dominatori del circuito sembrano essere diventati altri, i giovani già sgomitano per prendere i posti migliori. E invece al sole di Melbourne Roger e Rafa ritrovano nuova vita, la più quotata concorrenza inciampa e la finale è di quelle in cui speri, ma che non ti aspetteresti mai. La finale è loro. Nadal viene da un trapianto di capelli e dalla semifinale-massacro contro Dimitrov, Federer da quella non meno intensa contro Wawrinka e dalla nuova cura Ljubicic, che sembra averlo reso più aggressivo che mai. La distanza del tre su cinque spinge per il maiorchino, la rapidità del campo (eccessiva, per qualcuno degli eliminati) per il basilese. Finisce in un modo che non si può sintetizzare in due righe, con Federer che rimonta il break di svantaggio al quinto set e sul match point sconfigge anche il suo secondo acerrimo rivale, l’Occhio di Falco. “Se nel tennis esistesse il pareggio, oggi lo avrei accettato” dice nel discorso di premiazione. Sembrano i titoli di coda più sfarzosi possibili.

2017 Indian Wells, R16: Federer b. Nadal 6-2 6-3
E invece, poco più di un mese dopo, l’urna californiana li getta nello stesso ottavo di tabellone. Ne viene fuori un massacro: Federer spinge già dalla risposta con un rovescio topspin eccellente, Nadal non riesce a stargli dietro e raccoglie appena 5 game. Per la prima volta lo svizzero vince tre confronti consecutivi e i rapporti di forza tra i due, specialmente quella psicologica, sembrano essersi capovolti di colpo. Federer avanzerà poi spedito fino alla vittoria in finale, aumentando ulteriormente il suo distacco nella race verso le ATP Finals.

2017 Miami, F: Federer b. Nadal 6-3 6-4
Meno di due settimane dopo, si ritorna dove avevamo iniziato tredici stagioni prima, a Miami. In finale dopo un torneo in cui supera due partite durissime, contro Berdych ai quarti e contro Kyrgios in semifinale, entrambe finite 7-6 al terzo set, con tanto di match point annullato al ceco, Roger trova all’atto conclusivo un Nadal che ha smarrito solo un set nel corso del torneo. Ma la storia del “Fedal 2017” non cambia, anzi, nell’ora e mezza necessaria a vincere due set a zero, in condizioni difficili a causa del caldo umido, Federer appare ancora più dominante che in California. Il primo set è equilibratissimo ed entrambi hanno l’occasione di prendere un break di vantaggio. Sarà Federer a guadagnarselo con un game spettacolare sul 4-3 condito da quattro dritti vincenti. Da lì in poi lo svizzero diventa ingiocabile al servizio tenendo anche 3 turni a zero consecutivamente. Sul 4-4 arriva il break che sancisce la fine del match. Federer conquista così il 91° titolo in carriera e il terzo “Sunshine Double” a 11 anni di distanza dall’ultima volta. Una primavera incredibile, per lo svizzero, che salterà poi l’intera stagione sulla terra battuta (stradominata da Nadal, che lascia per strada solo il titolo di Roma, vincendo Montecarlo, Madrid e Barcellona, lungo la strada verso la leggendaria “decima” al Roland Garros) per poi ripresentarsi sull’erba, e conquistare il suo ottavo Wimbledon, e 19esimo Slam, senza perdere un set, come Rafa a Parigi.

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WTA 125 Contrexeville, nei quarti derby tra Sara Errani e Camila Rosatello

Sfida tricolore in Francia per un posto in semifinale. Ancora in corsa nel torneo anche Jasmine Paolini

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Sara Errani - ITF Brescia 2022 (foto GAME)

Nel ‘Grand Est Open 88’, un ITF W125 in corso di svolgimento sui campi in terra rossa di Contrexeville (paesino di 3.650 anime situato nel dipartimento dei Vosgi, in Francia) sarà derby italiano nei quarti di finale tra l’intramontabile Sara Errani e Camilla Rosatello. La 35enne di Massa Lombarda (n.171 del ranking mondiale), dopo aver sconfitto all’esordio 7-6(5) 6-3 la russa Oksana Selekhmeteva (n.147 WTA), si è ripetuta al secondo turno imponendosi in rimonta, con il punteggio di 2-6 6-2 6-4, dopo quasi due ore di partita, su Olga Danilovic, n.122 WTA. La 21enne serba è giocatrice forte ma non fortissima, ma diciamo che noi abbiamo per lei un occhio di riguardo in quanto figlia dell’indimenticabile Sasha Danilovic, l’ex stella del basket che a Bologna ha lasciato mille cuori infranti…per i più svariati motivi. Comunque sia ‘Sarita’, che sappiamo essere grande appassionata di palla a spicchi, è stata solidissima e nel parziale decisivo ha recuperato ben tre volte un break di svantaggio, concludendo a braccia alzate la terza sfida (tutte vittoriose) con Olga.

Venerdì la tennistaromagnola si giocherà un posto in semifinale con Camilla Rosatello, n.259 del ranking, promossa dalle qualificazioni, in una sfida per cui non ci sono precedenti. La 27enne di Saluzzo, dopo aver sconfitto all’esordio nel main draw la messicana Fernanda Contreras Gomez, n.185 WTA, ha sconfitto per 7-6(7) 6-1, in un’ora e 39 minuti di gioco, la francese Alice Robbe, n.294 WTA, alla quale ha annullato ben sette set-point (quattro nel decimo game, uno nel dodicesimo e due nel tie-break). Inoltre potrebbe aggiungersi una terza italiana perché Jasmine Paolini (n.64 WTA e terza testa di serie), dopo il successo in rimonta sulla statunitense Bernarda Pera (n.125 WTA), tornerà in campo venerdì per affrontare la russa Anna Blinkova (n.137 WTA), con la moscovita in vantaggio 2-1 nei precedenti, anche se la 26enne di Castelnuovo Garfagnana ha vinto l’ultima sfida lo scorso anno all’ITF W125 di Bol (Croazia) quando poi si aggiudicò il titolo. 

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Editoriali del Direttore

Wimbledon: Nadal eroico, altra vittoria epica. Ma se perdesse 8 servizi anche con Kyrgios non vincerebbe mai

LONDRA – Taylor Fritz non è riuscito a ribatterlo. Ma Rafa ha 7 vite e il miraggio del 23° Slam è la molla (anche se lui nega). Il dottore farà il miracolo? Gli antidolorifici non bastano. Ha servito prime a 170 km orari, seconde a 152…

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Rafael Nadal – Wimbledon 2022 (foto via Twitter @ATPTour_ES)

Chi ha visto i miei video conosce già il mio pensiero. Per chi non li ha visti dico che Nadal è stato ancora una volta formidabile, direi quasi eroico, più o meno come quando in Australia ha rimontato Medvedev in quel modo.

Giocare con una contrattura (stiramento) addominale quando si dovrebbe servire sopra ai 200 km orari è una impresa titanica, alla fin fine quasi assurda perché per quante iniezioni antidoloriche uno possa decidere di prendere per…farsi del male, un conto è sopportare quel sacrificio nel corso di una finale, un altro è sottoporsi a quel supplizio in un quarto di finale, quando ben che vada ci saranno ancora due partite da giocare. Non c’è bisogno che Rafa si informi da Matteo Berrettini che è stato fermo mesi e quando ha ripreso un po’ troppo presto la cicatrice ha colpito ancora.

E poi quelle che aspettano Rafa non sono due partite qualsiasi. La prima contro un Kyrgios che non è mai più stato, in otto anni, in questo stato fisico e mentale e che giocherà la sua prima semifinale di sempre in uno Slam, 8 anni dopo i quarti raggiunti qui, la seconda molto eventuale contro Djokovic che ha vinto le ultime tre edizioni di Wimbledon e lotta come Rafa – ma dicendolo a chiare note (cosa che Rafa fa con un po’ meno trasparenza) – per aggiungere un altro Slam alla sua cintura.

 

Rafa lotta per lo Slam n.23, Nole per il n.21, e chissà che poi fra i due litiganti non sia il terzo, Kyrgios, a godere. Chi può escluderlo? Vedrò che cosa ne pensano i bookmakers, ma anche loro mica ci azzeccano sempre. Basti vedere chi avevano decretato fortemente favorito fra Sinner e Alcaraz.

Tre quarti di finale su 4 sono finiti al quinto set. Forse alla fine quello meno incerto è stato quello perso da Sinner, perché oggettivamente negli ultimi tre set la superiorità di Djokovic, tale e quella a quella di Sinner prima del terzo set, è apparsa abbastanza netta e irreversibile.

Norrie aveva rimontato Goffin e vinto soltanto 7-5 al quinto, mentre Nadal è riuscito a spuntarla soltanto al tiebreak decisivo del quinto set su Fritz che era talmente disperato da confessare in tv: “Questa è la prima volta dopo un match di tennis che ho avuto voglia di piangere”.

A metà secondo set Nadal ha creduto di doversi ritirareSuo padre, forse più saggio di lui, ma anche meno guerriero, lo ha invitato a farlo. Rafa non gli ha dato retta. Ha deciso di continuare servendo a tre quarti di velocità. La media della velocità dei suoi servizi, influenzata dal primo set nel quale ancora non aveva avvertito eccessivo dolore, è stata di 106 miglia orarie sulla prima (170 km orari), e di 94,6 sulla seconda (fra 152 e 153 km orari).

Così ha perso 8 volte il servizio nel match. Ecco: se Rafa dovesse perdere 8 volte il servizio con Kyrgios si può scordare di raggiungere la finale.

I medici oggi sembrano capaci di fare miracoli. A volte. Abbiamo letto in passato di presunti strappi guariti con la velocità di uno stiramento, presunti stiramenti guariti con la velocità di una contrattura.

Le nostre esperienze di tennisti della domenica ci consiglierebbero riposo assoluto per 3 settimane almeno. Ma oggi la medicina, che è capace anche di anestetizzare un piede di un tennista in modo che questi che zoppicava visibilmente anche nel solo camminare, correva invece come una lepre, sembra capace di risolvere anche problemi irrisolvibili per la gente normale.

I campioni sembrano sempre più non essere gente normale. Nadal di sicuro, con i suoi 36 anni compiuti, normale non lo è, altrimenti non lo definrebbero tutti…Fenomeno, con la effe maiuscola. Ma anche Djokovic, Ma anche Federer fino a oltre i 37-38 anni. E Murray che lotta come un pazzo con un’anca di titanio?

Mah. Oggi come oggi, senza aver visto alcuna ecografia, senza avere la minima idea del dolore che può aver provato Rafa quando è finito l’effetto degli antidolorifici, penso onestamente – e superficialmente lo ammetto – che il suo generosissimo sacrificio sia stato inutile.

Lui stesso ha detto “Se gioco…” e “Spero di poter giocare…” e anche “Devo essere al 100 per 100…”.

Insomma io onestamente non vedo come possa essere al 100 per 100. Tuttavia posso capire che ci voglia ancora provare, perché chi può sapere se Kyrgios non si alzi venerdì mattina con la testa da un’altra parte, con il piede sbagliato.

Il problema che Rafa analizzerà di sicuro, però, sarà: “Ma se anche battessi Kyrgios in una delle sue giornate di mattana, folli…poi come faccio a battere anche Djokovic?”.

Vedremo. Non credo che oggi arrivi alcuna notizia, perché secondo me Rafa proverà fino all’ultimo a giocare. La mentalità è quella. Mi spezzo ma non mi piego. Un guerriero nato e cresciuto. Mai davvero invecchiato.

Ci proverà salvo che stia proprio a pezzi. Oppure se il suo dottore di fiducia gli dicesse: “Guarda che se ci giochi sopra starai fermo per 6 mesi e la cicatrice che indebolisce perennemente il muscolo addominale non te la toglierà più nessuno”.

Allora, in questo caso, verrà fatto consiglio di famiglia e si deciderà il daffarsi. Ritirarsi in semifinale è brutto, è triste, ma è capitato a tanti, Berrettini ne sa qualcosa anche se non era ancora semifinale,  anche se non a tennisti che hanno appena raggiunto l’ottava semifinale e contavano di fare la terza doppietta Roland Garros-Wimbledon nello stesso anno (come nel 2008 e nel 2010) oltre che di vincere il 23mo Slam. Anche se Rafa non lo dice, è la vera molla per tutto, la ragione per cui è venuto fin qui recuperando miracolosamente  dal piede malato.

Chi vivrà vedrà. L’augurio, naturalmente, è quello di assistere domani venerdì alla miglior semifinale possibile fra Kyrgios e Nadal, anche perché non mi aspetto granchè dall’altra semifinale Djokovic-Norrie perché penso che Nole vincerà 3 set a zero…se non si distrae per un set.

Per finire vi invito ad andare su Ubitennis.net a vedere la video intervista realizzata con Brad Gilbert, ex n.4 del mondo, ed ex coach di Agassi, Roddick, Murray e altri. Dà i suoi pronostici, parla di Sinner e Berrettini, di Cahill…insomma chi se la cava con l’inglese non se lo perda finchè non saremo riusciti a organizzarne la traduzione.

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Focus

Federer e le sorelle Williams, la fine è vicina?

La competizione “è una droga legale che molte persone vorrebbero avere” dice Navratilova. Venus, Serena e Roger sono nella fase finale della carriera, ma il ritiro ufficiale non sembra prossimo

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Non è facile smettere, e lo sanno bene Roger Federer e le sorelle Venus e Serena Williams, che nonostante l’età e i conseguenti acciacchi e i sempre più sporadici tornei ancora non hanno annunciato il loro ritiro ufficiale dalle competizioni. La ventitre volte campionessa Slam è tornata a giocare quest’anno a Wimbledon nel singolare dopo mesi di assenza, perdendo però al primo turno dopo un buon match contro la francese Harmony Tan. In un articolo sul New York Times Christopher Clarey prova ad analizzare la situazione di questi tre tennisti, ormai soltanto part-time, e la possibilità che nessuno di questi tre si ritiri in maniera definitiva per davvero. La stessa Venus, impegnata nel doppio misto ai Championships, ha detto in maniera enigmatica “Non saprete mai quando potrei presentarmi (per giocare ndr)“.

Come spiega l’agente americano Tom Ross il ritiro definitivo è anche una scelta economica. “Il ritiro ufficiale non solo pone fine alla carriera da giocatore. Può risolvere un contratto di sponsorizzazione o un accordo di sponsorizzazione e ridurre la visibilità di una star. In genere, è ufficiale che quando annunci il tuo pensionamento, ciò sta chiaramente dando all’azienda il diritto di recedere.“. Viene comunque difficile immaginare un abbandono degli sponsor per Roger Federer o Serena Williams, con il primo che ha un contratto anche per il post-tennis e la seconda che ha letteralmente un edificio riservato a lei nel quartier generale di Nike a Portland.

Anche perché per le superstar non mancano le possibilità di gioco anche in caso di prolungati periodi di inattività. Qualsiasi torneo del mondo concederebbe una wild card a sportivi ma anche macchine di soldi ed interesse come Serena o Federer. Per Martina Navratilova è anche una questione psicologica. “Ti rendi conto di quanto sei fortunato ad essere là fuori a fare quello che facciamo. È una droga. È una droga molto legale che molte persone vorrebbero avere, ma non possono ottenere”.

In sostanza non è tanto remota la possibilità che questi tennisti, come John McEnroe che non ha mai ufficialmente annunciato il ritiro anche per questioni di sponsor, possano continuare a giocare ancora per un po’ per selezionatissimi eventi all’anno, giusto per fare, come ha detto Federer durante la cerimonia per i 100 anni del Centrale, “one more time. Anche perché, come dice Navratilova stessa (che dopo aver annunciato il ritiro ha vinto uno Slam in doppio a 49 anni), “Il fatto è che se ti piace giocare, allora gioca. Venus ha giocato e la gente dice che sta danneggiando la sua legacy. No, quei titoli sono ancora lì“.

 

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