Halep: "Dopo Parigi non pensavo sarei diventata n. 1"

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Halep: “Dopo Parigi non pensavo sarei diventata n. 1”

Alla vigilia dell’esordio da n.1 nelle Finals di Singapore, la rumena ripercorre la sua stagione straordinaria: “Non sento la pressione, voglio solo godermi questo momento”

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Simona Halep si prepara a scendere in campo per le Finals di Singapore da numero uno nella Race e nel ranking mondiale. Ciò nonostante la rumena sembra ancora incredula per i traguardi raggiunti quest’anno: “Ho avuto molte possibilità quest’anno di arrivare al numero 1, ma mai mi sarei aspettata che sarebbe accaduto in Cina. Ma nella vita è sempre così: quando meno te l’aspetti ti accadono cose straordinarie. Di sicuro tutti ricorderanno quest’evento, dalla Romania certamente. È una buona cosa anche per la mia famiglia. Hanno lavorato molto con me per tanti anni ed essere qui come No.1 è un momento speciale”. Simona è ormai una delle migliori tenniste al mondo già da diversi anni, ma fino ad ora le era mancato quel salto di qualità che oggi le consente di giocare le Finals di Singapore senza troppe pressioni: Non sento la pressione per il momento. Vedremo il lunedì. Ma per il momento vorrei solo godere di questo sogno che si è realizzato” .

“Grazie all’ambizione ho superato le difficoltà di quest’anno. Ora ho più fiducia in me stessa e so che posso fare grandi cose”, ha dichiarato Halep alla WTA e ha proseguito dicendo: “Sono quasi quattro anni che milito nella top 5, quindi è una cosa bella. Molte cose sono positive. Ma se sei come me, ti aspetti sempre di più”.
Uno dei momenti più difficili di questa stagione è stata sicuramente la sconfitta in finale al Roland Garros contro la giovane promessa Ostapenko. Tutti i riflettori erano puntati sulla rumena, che si trovava ad un passo dalla prima posizione mondiale e dal tanto agognato titolo Slam. Lei stessa ha affermato di aver passato un periodo negativo dopo questa sconfitta: Piangevo dopo quella partita, non potevo credere che non ero riuscita a vincere quel match dopo essere stata in vantaggio di un set e 3-0. Sono andata a casa e sono stata male per 3-4 giorni”.

Nonostante i vari alti e bassi, Simona ha recuperato fiducia in se stessa ed ora si accinge ad affrontare al meglio le Finals e la prossima stagione: “Certamente e sicuramente lavorerò, perché anche se sono No.1 ho molte cose da migliorare. Devo lavorare più a mio parere ora perché il livello è molto alto e devo continuare a farlo ogni settimana, cosa che non è facile. Ma vedremo l’anno prossimo che cosa succederà”. Staremo a vedere cosa accadrà in quest’ultimo importante torneo dell’anno; Muguruza è alle calcagna di Halep (a soli 40 punti di distanza), ma la rumena non lascerà il trono tanto facilmente, d’altronde come dice lei stessa: “Sono un diesel. Comincio lentamente e poi vado veloce”.

 

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Andrey Rublev ancora positivo al Covid al suo ingresso in Australia

A sorpresa Rublev dichiara di essere entrato in Australia ancora positivo al Covid-19

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Il tennista russo, attuale n. 6 del mondo, era risultato positivo al Covid-19 alla fine del mese di dicembre, dopo la sua partecipazione al Mubadala World Tennis Championships di Abu Dhabi. Oltre a lui, dopo l’evento negli Emirati Arabi, erano risultati positivi anche Rafa Nadal, Carlos Moya, Denis Shapovalov e Ons Jabeur, poi tutti nuovamente negativi prima di partire per l’Australia.

Ieri Andrey ha rivelato che, al momento del suo viaggio per Melbourne e al suo arrivo, era ancora positivo ma le autorità hanno comunque acconsentito al suo ingresso in Australia poiché considerato ormai non più contagioso:La mia carica virale era molto bassa” ha dichiarato il tennista russo, “e quindi pare non fossi più contagioso, per questo le autorità australiane mi hanno fatto entrare. Poi ho fatto una quarantena di oltre dieci giorni“.

La procedura è prevista dalle norme standard per l’ingresso in Australia, come spiegato dal Ministero della Sanità sul proprio sito. Le norme saranno modificate il 23 gennaio e il sito ora riporta i nuovi requisiti richiesti per l’ingresso in Australia, ma riportiamo qui sotto uno screenshot delle norme in vigore nell’ultimo mese.

 

Dunque per chi è risultato recentemente positivo al COVID-19 viene richiesto un test positivo (ottenuto nei tre giorni precedenti al viaggio) e un certificato medico che include una dichiarazione che la persona è asintomatica e sono passati più di 14 giorni da quando è risultata positiva per la prima volta. Questo perchè la carica virale bassa (nota come “persistent shredding”) rilevata dal test PCR non è tale da rendere la persona infettiva.

Rublev dovrà disputare sabato nella mattinata italiana, il suo match di terzo turno contro Marin Cilic.

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Australian Open

John McEnroe a Eurosport: “Sinner cerca un super coach? Disponibile ad allenarlo part-time” [VIDEO]

Jannik aveva dichiarato: “A breve allargherò il mio team con un’altra persona”. Permane il mistero sul nome, ma il campione americano si propone

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John McEnroe - Commissioner Eurosport

Durante la conferenza stampa post match di secondo turno, in cui l’altoatesino aveva avuto la meglio su Steve Johnson con il punteggio 6-2 6-4 6-3, Jannik aveva lanciato la bomba. “Allargherò il mio team con un’altra persona, ma per ora non posso svelare il nome”, ha detto il giocatore alto-atesino. Subito è scattato il toto nome del Super Coach che si siederà al fianco di Riccardo Piatti sulla panchina del ragazzo di Sesto Pusteria. Stefano Semeraro, su La Stampa, si era lasciato ad una suggestione piuttosto intrigante, che vedeva coinvolto il mitico John McEnroe. Il giornalista, infatti, ha ricordato una diretta Facebook di due anni fa in cui Riccardo Piatti, intervistato da Marco Montemagno, aveva dichiarato di aver mandato un messaggio a McEnroe, dicendogli che avrebbe avuto bisogno di lui. Ricordiamo che Riccardo e John avevano collaborato insieme per preparare la stagione sull’erba di Raonic, quando l’allenatore lombardo seguiva il gigante canadese.

E proprio John McEnroe, ospite su Eurosport, si è espresso così: “Sarei disponibile ad un lavoro part-time per aiutare Jannik Sinner a diventare un grande giocatore, anche se lo diventerà indipendentemente dal fatto che io lo alleni oppure no. Ho detto a Riccardo Piatti che se volesse il mio aiuto per formare questo splendido giocatore italiano, per migliorarlo ed aiutarlo a crescere, sarei ben felice. L’ho visto allenarsi lo scorso anno durante lo Us Open ed è davvero una spugna per come assorbe gli insegnamenti”. Il fatto che lo stesso John si sia proposto fa pensare che possa non essere lui il nome misterioso, ma non ci possono essere certezze fin quando non sarà Sinner a svelarlo.

Cipriano Colonna

 

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Australian Open

Berrettini, il re dei tie-break. Ne ha vinti quattro contro Djokovic e Medvedev: negli Slam fa paura

Allo US Open 2019 Matteo battè Monfils 7-6 al quinto nell’unico tie-break di un altro match infinito. Negli ottavi vinse 7-6 al terzo su Rublev: ha perso solo un gioco decisivo, contro Nadal. Segui Il Punto del Direttore ogni pomeriggio su Instagram

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2022 AUSTRALIAN OPEN, Matteo Berrettini (ITA), Photo © Ray Giubilo

Matteo Berrettini è il re dei tie-break. Lo evidenzia il direttore di Ubitennis nell’appuntamento quotidiano con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” di questo pomeriggio su Instagram. Il giocatore italiano ha vinto al terzo turno degli Australian Open contro Alcaraz facendo la differenza proprio nei tie-break, uno vinto a 3 e l’altro a 5: 17 punti contro gli 8 del giovane spagnolo, che non aveva mai perso un tie-break nei set finali in tutta la sua giovane carriera. Nei momenti che contano Berrettini, aiutato dal servizio e dal carattere mai domo, fa paura, soprattutto negli Slam. Confermata la tendenza degli ultimi anni. Allo US Open del 2019, contro Monfils, vinse 7-6 al quinto dopo oltre 4 ore di battaglia, in un match dalla dinamica simile a quello di oggi contro Alcaraz: avanti due set a uno, perse il quarto e sembrava sul punto di capitolare ma arrivò al tiebreak e lo vinse 7-5. E vinse un tie-break anche negli ottavi contro Rublev, quello del terzo set (8-6). Perfino contro Djokovic, che lo ha battuto in tre Slam nel 2021, Berrettini ha vinto il tie-break del terzo set nella finale di Wimbledon (7-4) e quello del primo set nel loro scontro al Roland Garros (7-5). E con il numero due del mondo, Daniil Medvedev? Anche contro il russo due tie-break vinti sui due disputati, uno a Indian Wells 2018 (8-6) e uno nell’ATP Cup di quest’anno (7-5). La cosa più curiosa è che Berrettini pur avendo vinto 4 tie-break contro i due più forti tennisti al mondo non li ha mai battuti. Ha perso 3 volte su 3 con Medvedev e 4 volte su 4 con Djokovic: ma i tie-break, li ha sempre vinti lui.

QUI L’appuntamento di oggi con “Il punto di Ubaldo Scanagatta” sulla nostra pagina Instagram.

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