Quinzi convince. È la volta buona? "Non sono inferiore agli altri"

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Quinzi convince. È la volta buona? “Non sono inferiore agli altri”

MILANO – Due sconfitte nel girone, ma Gianluigi ha dimostrato enormi miglioramenti. È il segno del cambiamento che si aspetta da anni?

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da Milano, il nostro inviato

Con l’emozionante rimonta contro Filippo Baldi allo Sporting Milano 3, Gianluigi Quinzi si era di fatto guadagnato sul campo l’opportunità di far vedere ad un pubblico internazionale a quale livello era in grado di esprimersi dopo i tanti anni passati nelle retrovie del ranking ATP, che sembravano quasi averlo condannato ad essere una bella ma effimera stella cadente. Le prime due giornate delle NextGen ATP Finals servivano in tal senso a capire a che punto fosse arrivato effettivamente il marchigiano, reduce da un’annata relativamente positiva, la migliore dal 2013. La risposta è stata migliore di quanto ci si aspettasse. Nonostante le due sconfitte contro Rublev e Shapovalov infatti, Quinzi ha dimostrato notevoli miglioramenti sia dal punto di vista caratteriale che tennistico, evidenziando un progresso soprattutto psicologico, riuscendo spesso e volentieri a sopperire ad evidenti limiti tecnici grazie ad una tenuta mentale straordinaria, se si considerano i trascorsi. “Non mi sento inferiore agli altri 7, ma come intensità di gioco e resistenza atletica sono ancora lontano. Ma questo torneo può essere una svolta”.

Ma andiamo con ordine. Il match contro Rublev presentava notevoli problemi soprattutto quanto a pesantezza e velocità di palla, le due frecce più mortifere all’arco del russo. Armi queste che quando hanno centrato il campo hanno fatto davvero male a Quinzi, come dimostra il set perso per 4-0. Va sottolineato tuttavia, e non è un dettaglio da poco, che il russo ha commesso una notevole quantità di errori gratuiti facilitando il compito dell’italiano, che ha potuto giocare con meno pressione sapendo che comunque qualche regalo sarebbe arrivato. Oltretutto Rublev col suo stile di gioco è anche in grado di dare un ritmo sostenuto alla partita, e da qui si può spiegare la facilità con cui Quinzi è riuscito a farsi strada nel quarto set. Peccato solo per la gestione non esemplare dell’ultimo tie-break, in cui Rublev ha potuto approfittare anche di un comprensibile calo fisico di Quinzi. La sconfitta contro Rublev tuttavia, pur menzionando i limiti del russo che ha permesso una difesa forse anche ‘facile’ a Quinzi, non toglie assolutamente nulla alle qualità del marchigiano, abile nel togliere qualche punto di riferimento a Rublev e soprattutto a non cedere mentalmente nel quarto set, quando la frustrazione dell’avere perso un tie-break lottato avrebbe potuto prendere il sopravvento.

 

La partita contro Shapovalov invece presentava delle difficoltà maggiori e soprattutto molto diverse rispetto al match precedente. Il giovane canadese infatti offre un tennis molto vario, con tante soluzioni e soprattutto molto aggressivo. Shapovalov è infatti un giocatore che ama venire a rete, situazione in cui spesso e volentieri ha dimostrato di avere un’ottima mano. Quinzi ha infatti fatto moltissima fatica all’inizio a capire come opporsi al canadese, che per quaranta minuti buoni non ha fatto vedere palla all’italiano, costretto a rincorrere ogni accelerazione avversaria. È andata meglio nel terzo set, quando il canadese è calato leggermente di rendimento permettendo a Quinzi di sfruttare al meglio le proprie armi: il servizio, il rovescio e la difesa. Senza più tanti angoli da attaccare infatti, Denis ha cominciato a palesare qualche difficoltà di troppo nel trovare il giusto spot da attaccare, favorendo di fatto Quinzi che è riescuto ad opporre una strenua resistenza, che si è prolungata anche nel quarto set prima di soccombere alla maggiore lucidità del canadese. Quinzi quasi sicuramente non riuscirà a qualificarsi per le semifinali, non che lo si pretendesse viste le premesse del torneo, ma può tornare a casa con la consapevolezza che se lavorerà duro in poco tempo sarà in grado di sopperire al ‘gap’ tecnico che in questo momento lo separa dai Top-50.

In generale va sottolineato il grande miglioramento di Quinzi nel gioco da fondo. Per molti anni tenere il ritmo giusto senza esagerare da un lato né essere troppo passivo dall’altro è stato il cruccio del marchigiano, lui che sembrava adattarsi perfettamente al veloce ed incapace invece di saper gestire uno scambio a ritmi sostenuti. In questi primi match si è visto infatti come lo scambio da fondo non sia più un tabù, ma che al contrario sia una situazione in cui poter cercare soluzioni diverse in grado anche di mandare in confusione l’avversario. L’ago della bilancia in tal senso è senza dubbio il rovescio, il colpo che nello scambio fa la differenza per Quinzi, soprattutto quando riesce ad appoggiarsi sulla spinta dell’avversario e a sfruttare la sua potenza contro di lui. Il servizio pure è un’arma che se ben sfruttata ha dimostrato di poter fare molto male, e considerando la curva mancina di cui Quinzi può disporre non è improbabile che il marchigiano possa far diventare questo colpo la base di tutto il suo gioco. I ‘dolori’ si presentano quando Quinzi è costretto a giocare di dritto, il colpo più debole e quello che deve necessariamente migliorare se vuole competere a livello ATP. Lo swing è cambiato e deve ancora adattarsi, ma intanto si può notare con buona speranza per il futuro che se non viene messo troppo sotto pressione, anche col dritto è in grado di trovare soluzioni interessanti. Certo non è ancora un colpo del tutto affidabile, e i suoi due avversari alle Finals, quando hanno potuto, hanno spinto da quel lato di campo e spesso hanno ottenuto il punto, a testimoniare come Gianluigi ed il suo coach debbano fare ancora strada da quel punto di vista.

Ma vera nota lieta è vedere Quinzi che finalmente riesce a mantenere un autocontrollo ed una concentrazione che gli permettono di finire il match senza mai dare in escandescenza, limitando i gesti di frustrazione e non uscendo mai mentalmente dal match, rimanendo concentrato dal primo all’ultimo game. Vedere il marchigiano lottare e dare il tutto per tutto è stato anche quello che il pubblico ha più amato, e che per questo ha sempre salutato con scroscianti applausi le prestazioni di Quinzi. Quella solidità mentale che gli è mancata dopo gli inizi da predestinato: “La pressione e le aspettative mi hanno fregato. Ero diventato quello che doveva vincere tutto, che tirava il dritto con lo stesso movimento di Nadal, e non ho saputo gestirlo. Per carattere, se le cose non vanno, tendo a tirarmi indietro”. Gianluigi non è certo arrivato, e di strada ancora ce n’è molta da fare se in futuro vorrà veramente competere coi suoi coetanei per titoli ben più prestigiosi. Ma intanto godiamoci questi miglioramenti, non saranno eccelsi ma è molto di più rispetto a ciò che si vedeva solo un anno fa. Di tempo ce n’è ancora, e Gianluigi lo sa: “Non mi pesa immaginare di raggiungere il livello che voglio a 27/28 anni, ci sono tanti esempi di giocatori maturati tardi”.

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Italiani in campo oggi mercoledì 25 maggio: Fognini e Trevisan. A che ora e dove vederli

Sia Fabio Fognini che Martina Trevisan chiuderanno il programma, rispettivamente sul Campo 6 e sul Campo 13, contro Van De Zandschulp e Linette. Tre azzurri anche in doppio

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Fabio Fognini - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

Day 4 in questa edizione del Roland Garros 2022, dopo un martedì che ha portato in dote un bilancio azzurro in perfetta parità, frutto di quattro vittorie e altrettante sconfitte. Un bottino dovuto ai successi di Sonego, Cecchinato, Sinner e Giorgi; e ai ko di Zeppieri, Musetti, Bronzetti e Paolini. Nella giornata di mercoledì 25 maggio, invece, inizia il secondo giro di gare, con i secondi turni della parte alta dei tabelloni – sia quello maschile che quello femminile. Per ciò che concerne i colori azzurri, ci saranno due nostri rappresentanti che proveranno a staccare il pass per i sedicesimi di finale: Fabio Fognini e Martina Trevisan. Entrambi scenderanno in campo nel pomeriggio parigino, a chiusura di programma. Infatti sia l’incontro del ligure, che il match con protagonista la 28enne fiorentina, saranno gli ultimi di giornata.

EDITORIALE DEL DIRETTORE

Il n. 51 del ranking Fognini, dopo un debutto in sicurezza con l’ex n. 2 juniores Popyrin e con le 35 candeline appena spente, affronterà la testa di serie numero 26 Botic Van De Zandschulp, in quella che sarà la quarta partita del Campo 6 (orientativamente per le 16:00). Mentre la mancina toscana, dopo il convincente esordio contro la britannica Dart , dovrà vedersela con la polacca Magda Linette (n. 52 WTA). La tennista di Poznan arriva a questo secondo turno nel migliore dei modi e con un carico di fiducia ed autostima grondante una solida consapevolezza nei propri mezzi, dopo lo scalpo Jabeur al debutto. La sfida, anche in questo caso, sarà la quarta a concludere il programma sul Campo 13, quindi all’incirca andrà in scena per le 16:30. Sia per l’ex n. 9 del mondo, che per la n. 59 delle classifiche, saranno degli scontri inediti.

 

Ma l’attesa per poter ammirare i nostri portabandiera, non sarà limitata solamente ai match di singolare, visto che avremo anche due giocatori ed una giocatrice italici impegnati nella specialità del doppio. Lucia Bronzetti, dopo la prematura uscita di scena per mano della campionessa dell’Open di Francia 2017 Jelena Ostapenko, farà coppia con la tedesca Julia Lohoff. Il primo turno per il duo italico-teutonico, sarà subito un test ostico: le tds n. 4 McNally e Zhang. Tra gli uomini, invece, spazio alla collaudata formazione piemontese e torinese doc; formata da Lorenzo Sonego e Andrea Vavassori. La coppia italiana – già vittoriosa lo scorso anno in quel di Cagliari, con il trionfo finale ai danni di un altro azzurro: Simone Bolelliesordiranno con la coppia finalista dell’ultimo Australian Open: Ebden/Purcell. L’accoppiata australiana, tds n. 14, rappresenta un bel ostacolo; ma sicuramente i nostri vorranno far bene e proseguire il loro percorso assieme. Questo perché un cammino in doppio che continua, darebbe ancora più energia a Lorenzo per il suo torneo in singolare, e invece sarebbe un viatico importante per Andrea per cercare di lenire le ferite causate dalla dolorosa eliminazione nel secondo turno di qualificazione da parte di Nino Serdarusic.

Gli incontri di Fognini e Trevisan sarà possibile seguirli su Eurosport 2, su Eurosport Player su Discovery + o attraverso TimVision.

Roland Garros, 2° turno: Fognini – [26] Van De Zandschulp, Campo 6, ore 16:00 circa, diretta Eurosport/ Eurosport Player

Roland Garros, 2° turno: Trevisan – Linette, Campo 13, ore 16:30 circa, diretta Eurosport/Eurosport Player

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Il tabellone femminile del Roland Garros 2022

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Roland Garros, Cecchinato: “È stata una vittoria di testa”

Soddisfatto della vittoria in rimonta, Marco Cecchinato racconta le difficoltà del rientro dopo l’infortunio: “Non è stato facile, la parola d’ordine è stata ed è sacrificio”

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

Guarda il video integrale sul sito Intesa Sanpaolo

È un Marco Cecchinato visibilmente soddisfatto per la vittoria in rimonta al quinto su Andujar quello che si presenta in sala stampa dopo il match. Spiegando come sia riuscito nell’impresa. ”Una vittoria di testa, la forza per rimontare l’ho trovata nella testa. Peccato per i primi due set, dove in entrambi ero al comando nel punteggio. Ma sono contento perché nonostante le tante occasioni sprecate sono riuscite a vincere da due set sotto. E poi con un terraiolo come lui che non molla un punto, ci ha provato fino alla fine, cercando di cambiare qualcosa anche sul 5-0 nel quinto. Sono molto soddisfatto di questa vittoria.”

Gli viene ricordato che anche nel 2018, l’anno della semifinale, al primo turno aveva vinto rimontando due set. Il tennista palermitano sta al gioco: “Ora vado a dire a Max Sartori che l’ho fatto apposta di andare due set a zero sotto. Devo dire che sono arrivato qui con buone sensazioni. Ho ricominciato a giocare benino, ho battuto Thiem, che è in difficoltà ma devi sempre batterlo, e Cuevas. Non è stato facile dopo i tre mesi di stop, per me era il primo infortunio ed è stato difficile rientrare, non credevo così tanto. Ma con Max abbiamo deciso di intraprendere un percorso, anche cambiando un po’ i programmi di inizio anno.”

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

Gli chiediamo se ci sia una parola chiave con cui possa sintetizzare il percorso intrapreso con Sartori a cui ha accennato: “Beh, la parola più importante è sacrificio. Per me dopo l’infortunio l’importante è stato allenarmi e stare lì, in un momento in cui ho perso per undici volte di fila al primo turno. Ho giocato anche un po’ da infortunato per provare a sentire le emozioni, le sensazioni del match. Questa è stata una nostra scelta che non è stata facile, non è mai bello perdere al primo turno. Ma era necessario, era necessario questo sacrificio per ripartire e questa deve essere la parola chiave fino alla fine dell’anno”.

 

Chiudiamo con l’osservazione che sul campo non c’era solo la solita rappresentanza di tifosi italiani a sostenerlo, ma anche un rumoroso gruppo di tifosi locali: “Vero, mi porto dietro un po’ di fans parigini da tanti anni. Qui è sempre bello tornare, anche negli anni scorsi ho sempre avuto un tifo pazzesco e mi fa piacere, mi fa stare bene in campo.”

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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evidenza

Roland Garros, Musetti: “Sì, credo di avere il livello per giocare con i migliori”

Al termine di una partita condotta per i primi due set Musetti fa il punto della situazione su cosa ancora c’è da migliorare

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Lorenzo Musetti e Stefanos Tsitsipas - Roland Garros (foto Roberto Dell'Olivo)

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È un Lorenzo Musetti stanco quello che si presenta in conferenza stampa al termine di un match -durato più di tre ore e mezza – a tratti dominato contro il numero 4 del mondo Stefanos Tsitsipas. C’è sconforto sul suo volto, forse delusione per un match che poteva andare diversamente. Rimane la consapevolezza che su questa superficie può giocarsela con tutti. Si riparte da qui.

SPUNTI TECNICI: Il nostro coach analizza colpo per colpo, foto per foto, Lorenzo Musetti al microscopio

D. Volevo portarti ad analizzare le cose positive: arrivavi da un momento difficile con preparazione non appropriata per uno slam, e sei riuscito ad arrivare al quinta set.

 

MUSETTI: Sì, sicuramente la cosa positiva è che ho recuperato al 120%. Sembrava di rivivere le stesse sensazioni dello scorso anno . Ma Stefanos ha tirato fuori il meglio, posso solo recriminare poco. C’è da prendere le cose positive: come mi sono espresso, come ho giocato per cinque set. Fino alla fine ho dato tutto me stesso. Sono dispiaciuto, ma in parte contento della mia prestazione. Ora si torna a casa.

D. Lorenzo un primo turno difficile, cosa hai imparato da questo incontro in termini di esperienza?

MUSETTI: Un avversario tosto, si sapeva. Credo che Stefanos abbia vinto perché è stato più forte nei momenti giusti, più solido più continuo dal terzo in poi, io ho avuto le mie chances. Sicuramente c’è da fargli i complimenti e guardare avanti. Certo non ho preparato al meglio questo Roland Garros per via dell’infortunio ma ho fatto comunque una buona prestazione.

D. Hai avuto delle sensazioni simili al match contro Djokovic dello scroso anno?

MUSETTI: Ovvio che in entrambe ero 2 set a 0 sopra e in entrambe comandavo io. Oggi forse il primo set non sono partito alla grande ma poi lui è diventato più falloso perché ho cercato di essere aggressivo sin da subito, magari con troppa fretta. Il secondo set credo sia uno dei miei migliori di quest’anno contro un giocatore che su questa superficie è uno dei più forti nonché papabili candidati per il titolo. È andata così, speriamo la prossima volta di spuntarla, e non riperdere da 2 set sopra.

D. Àlex Corretja uno degli esperti commentatori di Eurosport ha detto in questo match il livello che hai mostrato era da top5, sei d’accordo?

MUSETTI: Intanto ringrazio Àlex Corretja per il bel complimento, vado a dormire contento. Poi sì, credo di averlo questo livello, soprattutto su questa superficie credo di averlo dimostrato anche l’anno scorso. Sto cercando la continuità e la solidità per mantenerlo cinque set, è quello che mi manca al momento. Ho vent’anni e ho del tempo davanti, quindi sono le cose su cui devo e sto lavorando. In questo senso mi fa bene giocare contro un giocatore top 5 sulla terra come Stefanos.

D. Alla fine era una questione fisica?

MUSETTI: Ho avuto problemi di stomaco, visto che era tardi ed ho preso un po’ di freddo. Poi l’inconveniente della maglia che ho dovuto cambiarmi in campo perché l’ho bagnata mi ha fatto prendere freddo. Ma non è stata quella la causa della sconfitta, solo una conseguenza. È stato un mix di cose perché fisicamente sto bene, e da questo punto di vista è stata una partita completamente diversa rispetto a quella dello scorso anno contro Nole.

D. Prima Stefanos ti ha dato credito dicendo che tu oltre ad essere talentuoso sei pericoloso in tutte le circostanze. Che sensazione ti lascia

MUSETTI: Ringrazio Stefanos. Tre volte che non riesco a batterlo (risata). La prima ad Acapulco ero cotto fisicamente e non sono riuscito ad essere al suo livello. Mentre a Lione lo scorso anno gli ho strappato un set, oggi due, la prossima volta speriamo di chiuderla. Però sono convinto nel futuro di poter giocare bene sul veloce; infatti ad inizio anno abbiamo fatto l’investimento di non partecipare alla trasferta sudamericana investendo invece – con anche dei buoni risultati – a Rotterdam. Mi è servito e mi aiuterà in futuro a migliorare sul veloce che è la superficie dove giochiamo di più.

Il tabellone maschile del Roland Garros 2022

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