Mubadala: manca poco, ma manca troppo

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Mubadala: manca poco, ma manca troppo

La stagione 2018 inizia con l’esibizione di Abu Dhabi. Pochi giorni ai tornei veri, eppure sembra volerci una vita

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Il primo match della nuova stagione, per quanto non ufficiale, è andato al brutto anatroccolo sudafricano Kevin Anderson. Due set, con un tie-break, per replicare il successo nella semifinale degli ultimi US Open e battere Pablo Carreno Busta. Entrambi catapultati in una dimensione che forse per primi non avrebbero mai immaginato: e pensare che Anderson era già stato invitato a questa cena, nel 2015 quando si parcheggiò al numero 10 ATP. Poi l’infortunio e la sorprendente risalita fino alla finale di New York, approfittando di un tabellone monco. Dopo di lui, il ragioniere Roberto Bautista ha finito la sgambatura contro Andrey Rublev: il russo dovrà abituarsi a eventi del genere, ma è chiamato a confermarsi nel 2018 per evitare di vedersi incollare etichette scomodeAlla voce “spettatori interessati”, comunque, nemmeno la doppia cifra.

Lo sfondo è quello dell’Abu Dhabi International Tennis Centre: un centrale da 5.000 posti e un campo secondario con un decimo della capienza, attivi dal 2004 per volere degli sceicchi Sheikh Zayed Bin Sultan Al Nahyan e Khalifa Bin Zayed Al Nahyan, rispettivamente ex e attuale presidente degli Emirati Arabi Uniti. Il complesso tennistico è in realtà solo un’arteria dell’enorme polo sportivo emiratino: la Zayed Sports City, che comprende uno stadio di calcio da più di 40.000 posti, campi da rugby, pallavolo, softball, un impianto da bowling, uno da fitness, addirittura uno da paintball (che è in ballo per essere riconosciuto come sport olimpico, in Italia già sotto l’ombrello del CONI) e un ospedale.

È la decima edizione del Mubadala World Tennis Championship, torneo di esibizione nato nel 2008 da una sinergia tra ATP, WTA, i tornei di Doha e Dubai, con lo scopo di promuovere il tennis nei paesi mediorientali. Sarà la prima in cui scenderanno in campo anche le donne: la rientrante Serena Williams se la vedrà con Jelena Ostapenko per testarsi dopo la gravidanza. Solo tre nomi a spartirsi l’albo d’oro: Nadal (4) Djokovic (3) e Murray (2). Negli anni si è affermata come interessante tappa per i migliori del ranking, in avvicinamento alla stagione vera e propria: va da sé che il motivo principale è l’ingente montepremi che offre una competizione non ufficiale. 250.000 dollari di prima moneta, il triplo rispetto all’assegno che spetta al vincitore di un 250 qualsiasi, che però mette in palio punti e richiede eventualmente cinque incontri per sollevare il trofeo. Qui invece le prime due teste di serie (quest’anno Thiem e Djokovic), partono dalle semifinali. Certo, è un buon analgesico contro il fuso orario, per evitare la botta di dieci ore di differenza che si patisce in Australia. Ma il portafogli preme, e l’organizzazione ha argomenti non da ridere: lo sponsor principale è la compagnia di investimenti degli Emirati.

 

È forse il periodo più duro dell’anno. Paradossalmente, ancora peggiore dell’off season vera e propria: a inizio dicembre almeno si è certi, consapevoli che un intero mese privo di qualsivoglia tennis giocato è all’orizzonte. Le esibizioni sono puro circo, peraltro dal destino incerto o nefasto come la IPTL. Adesso invece i primi tornei sono già allestiti, pronti, predisposti: manca pochissimo, e sembra mancare ancora di più. Come un universitario che arriva a pochi esami dalla laurea ed è tentato dal mollare, o un maratoneta che vede il traguardo e all’improvviso realizza quanta strada ha già percorso. Gli ultimi metri sembrano sempre i più duri in assoluto.

In pieno picco glicemico natalizio, siamo quindi ancora costretti a fantasticare sul rientro dei big, su Federer che arriva a Perth come il Papa, su Nadal che dà appuntamento (forse) direttamente a Melbourne. È trascorso più di un mese dall’ultima palla colpita, mancano solo pochi giorni, eppure proprio adesso si fa più fatica a resistere all’astinenza. Quasi non si vede l’ora di tornare a lavoro per poter sbirciare i risultati in diretta, o presentarsi in ufficio con le occhiaie perché l’Australia chiama e bisogna rispondere. C’è da soffrire ancora qualche giorno, mentre si smaltiscono gli avanzi della Vigilia e del pranzo del 25 e incredibilmente si ha quasi più fame nonostante le abbuffate. Come d’altronde vale per l’appassionato: l’ultima stagione è stata una delle più particolari possibili, e adesso la voglia di tennis è ancora di più.

Teniamo duro, con la speranza che il 2018 possa essere ancor più interessante dell’anno appena trascorso. Di certo, più del Mubadala.

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WTA Lione: continua la favola di Alycia Parks. Affronterà Caroline Garcia nella sua prima finale in carriera

La classe 2000 statunitense centra il best ranking e si avvicina alla top60. Prima finale a Lione per la n°5 del mondo al quarto tentativo

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Alycia Parks, WTA Lione 2023 (foto: twitter @wta)

A. Parks b. M. Zanevska 6-3 7-6(4)

Continua la gran cavalcata di Alycia Parks all’Open 6e Sens, WTA250 di Lione che si disputa in contemporanea a quello di Hua Hin, dove si affronteranno in finale Zhu Lin e Lesia Tsurenko, che ha sfruttato il ritiro di Bianca Andreescu. Per la statunitense si tratta della prima finale in carriera a livello WTA, raggiunta grazie alla 14esima vittoria consecutiva sul cemento indoor.

 

L’attuale n°79 del mondo – che da lunedì sarà almeno n°62, migliorando il suo best ranking – parte forte nel primo set, portandosi sul 3-0 e strappando una seconda volta il servizio a Maryna Zanevska. Avanti 5-1 e servizio, la tennista a stelle e strisce si fa riprendere da 40-0, sciupando quattro set point in totale e restituendo uno dei due break alla quarta occasione. Anche nel nono game non è semplice per lei chiudere la frazione, ma dopo aver annullato due palle break (non consecutive) sfrutta il settimo set point in totale, chiudendo 6-3.

Decisamente più incerto il secondo set, con lo scambio di break tra quinto e sesto gioco che sembra minare un equilibrio incerto. Zanevska perde la battuta a zero nel nono game, spedendo la sua rivale al servizio per il match sul 5-4. Qui, però, Parks è colta dal classico braccino, facendosi rimontare da 40-15. A dirla tutta, la statunitense rischia tantissimo nel dodicesimo game, quando sotto 5-6 deve annullare due break point che sono anche set point. La 22enne di Atlanta, però, mantiene i nervi saldi, approda al tie-break e non si volta più indietro, centrando la prima finale in carriera a livello WTA con il punteggio di 6-3 7-6(4) anche grazie a 35 vincenti e 13 ace.

[1] C. Garcia b. C. Osorio 6-2 6-2

All’ultimo atto del torneo di Lione Parks proverà ad eliminare la seconda testa di serie sul suo cammino, come già accaduto con Petra Martic (n°4 del seeding) al secondo turno. L’impresa però sarà delle più complicate, perché sulla sua strada si presenta Caroline Garcia, campionessa delle ultime WTA Finals e testa di serie numero 1. Domani sarà una prima volta anche per la francese, che al quarto tentativo riesce ad approdare in finale a Lione.

La seconda semifinale è però decisamente meno lottata della prima, con la transalpina che – dopo un’iniziale fase di studio – aumenta i giri del motore e inanella cinque game di fila dal 2-2 del primo set al 6-2 1-0 del secondo. Camila Osorio non ha certo il tennis per mettere in difficoltà la sua avversaria, però non molla e cerca di fare il possibile per restare a contatto. Dopo non aver sfruttato tre break point nel terzo gioco del secondo parziale, nel quarto la colombiana è costretta a cedere nuovamente la battuta. Garcia si porta sul 4-1 e, nonostante qualche momento di nervosismo – che testimonia quanto tenga a far bene nel torneo di casa – annulla un break point nel settimo gioco e alla prima opportunità chiude 6-2 6-2, facendo esplodere il pubblico presente.

Il tabellone completo del WTA250 di Lione

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Flash

WTA Abu Dhabi, il tabellone: Trevisan trova Mertens al primo turno

In corsa anche Elena Rybakina, la finalista dell’Australian Open. La prima testa di serie è Daria Kasatkina

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Martina Trevisan - United Cup 2023 Sydney (foto Tennis Australia/ James Gourley)

Tutto pronto per il WTA 500 di Abu Dhabi, il Mubadala Abu Dhabi Open, torneo sul cemento all’aperto che si gioca presso lo Zayed Sports City International Tennis Centre della capitale degli Emirati Arabi Uniti. Nel tabellone principale è presente per i colori italiani Martina Trevisan, che ha avuto in dote un primo turno contro la belga Elise Mertens. Al secondo turno in caso di vittoria se la vedrebbe contro la russa Veronika Kudermetova.

Le prime teste di serie sono Daria Kasatkina e Belinda Bencic, che sul loro cammino verso la finale avrebbero rispettivamente la n.4 del seeding Kudermetova e la n.3 Rybakina. La finalista dell’Australian Open potrebbe giocare contro Haddad Maia in un’interessante quarto di finale.

QUI IL TABELLONE DEL TORNEO WTA 500 DI ABU DHABI

 

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ATP

ATP Montpellier, il tabellone: ci sono Sinner e Sonego, potrebbero sfidarsi ai quarti

L’altoatesino sarà il n°2 del seeding visto il forfait di Pablo Carreno Busta e sfrutterà un bye all’esordio. Per il torinese al primo turno c’è Bonzi

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Jannik Sinner - Australian Open 2023 (foto Twitter @atptour)

Lunedì 6 febbraio inizierà la parentesi sul cemento indoor europeo, inaugurata dall’ATP 250 di Montpellier, preludio dell’ATP 500 di Rotterdam. Nel torneo francese tornano in pista dopo l’Australian Open Jannik Sinner e Lorenzo Sonego, che potrebbero incontrarsi ai quarti di finale. L’altoatesino, numero due del seeding, dopo il bye del primo turno se la vedrà contro un qualificato o contro Marton Fucsovics per quello che sarebbe un replay del terzo turno di Melbourne, quando Jannik rimontò da due set di svantaggio. Poi, ai quarti, il cammino di Jannik potrebbe incrociarsi con quello di Lorenzo che però dovrà vedersela al primo turno contro il padrone di casa Benjamin Bonzi per poi eventualmente sfidare al secondo turno il vincente di Krajinovic-Karatsev.

A guidare il seeding transalpino sarà Holger Rune, che come le prime quattro teste di serie beneficerà di un bye al primo turno. Al secondo round il danese attende il vincitore dell’interessante sfida tra lo svizzero Huesler, che lo ha sconfitto in finale a Sofia lo scorso ottobre, o il talentino di casa Van Assche, classe 2004. In caso di successo il n°10 del mondo potrebbe trovare ai quarti Alexander Bublik, detentore del titolo e testa di serie n°6, che inizierà la sua campagna francese contro il padrone di casa Barrère.

Il secondo quarto è presidiato da Borna Coric (n°3 del tabellone), che al secondo turno avrà Rinderknech o un qualificato. Seguendo il seeding, ai quarti troverebbe il n°7 del tabellone Emil Ruusuvuori, impegnato all’esordio contro Mikael Ymer.

 

Nella parte bassa del tabellone un altro primo turno interessante sarà quello tra la testa di serie n°5 Davidovich Fokina e la wild card di casa Humbert. Il terzo quarto è decisamente a stampo francese, con la presenza anche di Halys, Fils e Gasquet. Presente qui anche Roberto Bautista Agut (n°4 del seeding).

Il tabellone completo dell’ATP 250 di Montpellier

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