ATP Brisbane: De Minaur e Mmoh, stelline alla ribalta

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ATP Brisbane: De Minaur e Mmoh, stelline alla ribalta

Due successi di valore per i giovanissimi: fuori Zverev e Raonic. Kyrgios si salva

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Murray ha dato forfeit, Dimitrov (tds numero 1) deve ancora esordire. C’era grandissima attesa per il reuccio locale Kyrgios, che quasi rischiava di perdere all’esordio. E invece l’occhio di bue è rimasto incentrato sui due più giovani della compagnia, Alex De Minaur (18 anni, 208 ATP) e Michael Mmoh (19, 175 ATP) che hanno colto la loro seconda vittoria settimanale: in entrambi i casi, si tratta della prima volta ai quarti di un torneo maggiore. Si sfideranno per un posto in semi, e per continuare a vivere il loro piccolo sogno.

LA VITTORIA PIÙ IMPORTANTE DELLA CARRIERA – A De Minaur è riuscita l’impresa più ardua: con già un successo ATP in saccoccia (due in realtà, Sydney e Australian Open 2017), il giovanotto locale ha superato in due set il favorito Milos Raonic, campione qui nel 2016 quando superò in finale Roger Federer. Le bombe al servizio del canadese hanno trovato soluzioni brillanti, sia in contenimento che d’incontro, per preparare il terreno al gioco solido e quadrato da fondo di De Minaur: “Se rimane a scambiare, potrà tranquillamente giocarsi la partita”, aveva detto prima del match Roger Rasheed, coach di fama mondiale ed ex mentore, tra gli altri, del Maestro 2017 Grigor Dimitrov. Supportato dal caloroso pubblico di casa, De Minaur chiude con un doppio 6-4, resistendo anche al tentativo d’orgoglio di Raonic di rientrare nel secondo parziale: ad assistere, Lleyton Hewitt, che insieme a Federer è stato uno degli idoli di Alex. Figlio di Anibal, uruguaiano, e Esther, spagnola, “Demon” conserva forti legami con il mondo ispanico: grandissimo tifoso del Real Madrid (eredità materna), si allena e risiede ad Alicante, dove la sua famiglia si è trasferita forte anche del supporto della federazione australiana.

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NON C’È DUE SENZA TRE? – Per Mmoh (figlio d’arte, il padre Tony era membro della Davis nigeriana) invece la seconda vittoria ATP in carriera: dopo la sgambata con Delbonis al primo turno (6-3 6-4 in poco più di un’ora), quest’oggi una prova di gran carattere contro l’esperto Mischa Zverev, fratello maggiore del futuro dominatore Sascha (impegnato invece in Hopman Cup) e maestro del serve and volley. Tre set di ottima qualità, gestiti con un tennis potente ma non eccessivamente esuberante, per lanciare la sfida Next Gen del prossimo turno. Michael è un prodotto della leggendaria IMG Academy di Nick Bollettieri, presso la quale si allena da quando aveva tredici anni. Nato in Arabia Saudita, cittadino americano con doppia nazionalità australiana: ma la lingua che pare stia parlando meglio, ovviamente, è quella del campo.

KYRGIOS CON IL BRIVIDO – Rimonta da cardiopalma per Nick Kyrgios, chiamato a riscattare una (altra) stagione di luci ed ombre: perso il primo set al tie-break contro il connazionale Matthew Ebden (che veniva da dodici vittorie in quindici incontri a cavallo tra 2017 e 2018), il bad boy di Canberra si è risollevato ritrovando condizione e fiducia, pur rimanendo costretto a non forzare su un ginocchio malandato. Un medical time out nel primo set pare aver fatto la differenza: “Se non sforzo la gamba non sento dolore, ma quando mi piego o fletto il ginocchio le cose si complicano. Starò meglio, sono sicuro”, ha poi detto in conferenza stampa. Testa di serie numero 3, oggi era sostenuto dai Brisbane Bullets, squadra di pallacanestro della massima serie australiana di cui è grande fan: proprio a causa del basket, Kyrgios si è spesso trovato in situazioni critiche quando accusato di non dedicarsi abbastanza al suo sport per perseguire altre passioni. Ai quarti troverà Alex Dolgopolov, che ha asfaltato l’argentino Horacio Zeballos.

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Risultati:

[3] N. Kyrgios b. M. Ebden 6-7(3) 7-6(5) 6-2
A. Dolgopolov b. H. Zeballos 6-1 6-2
[Q] M. Mmoh b. [8] M. Zverev 6-2 5-7 6-4
[WC] A. De Minaur b. [4] M. Raonic 6-4 6-4

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Dopo Anisimova, anche Jabeur si cancella da Abu Dhabi. Niente Rotterdam per Andy Murray, Opelka rimanda il rientro nel circuito

Negli Emirati Arabi entreranno direttamente in tabellone Qinwen Zheng e Karolina Pliskova, mentre nei Paesi Bassi la WC di Sir Andy sarà ereditata da Tallon Griekspoor

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Ons Jabeur – WTA Monastir (foto via Twitter @WTA)

Sono giorni di forfait i primi post Australian Open. Dopo un mese molto intenso, i big dei circuiti ATP e WTA si preparano a tornare in campo dopo un breve periodo di riposo. L’unica top20 in gara questa settimana (a livello maschile non ci sono tornei) è Caroline Garcia, che ieri ha superato un po’ a fatica il primo turno a Lione. Per il resto, tra chi ha scelto di tirare il fiato e chi si prepara alle qualificazioni di Coppa Davis (in programma da venerdì 3 a domenica 5 febbraio), si può dire che sia una delle settimane tennistiche meno trafficate dell’anno.

Da lunedì prossimo (6 febbraio) il circuito femminile tornerà subito ad abbracciare tante grandi giocatrici, con ben otto top20 al via al Mubadala Abu Dhabi Open. Al terzo WTA500 della stagione non sarà però presente la numero 3 del mondo Ons Jabeur, cancellatasi dal torneo così come aveva scelto di fare in precedenza anche Amanda Anisimova. Il roster è comunque di tutto rispetto, potendo contare sulla finalista di Melbourne Elena Rybakina e quella dello scorso anno Danielle Collins, oltre a nomi di spicco come Kasatkina, Kudermetova, Badosa, Bencic, Haddad Maia e la nostra Martina Trevisan. A prendere il posto delle due giocatrici che hanno dato forfait saranno le alternates Qinwen Zheng e Karolina Pliskova.

Volgendo lo sguardo in campo maschile, salta all’occhio il nuovo ritiro di Reilly Opelka, scivolato al n°49 ATP e fermo dal 5 agosto scorso, quando perse agli ottavi dell’ATP500 di Washington contro Nick Kyrgios. L’infortunio all’anca sembra quindi non dare pace allo statunitense, che dovrà quindi rimandare ancora il rientro in tour e non parteciperà al Dallas Open. Non saranno presenti negli Stati Uniti nemmeno Kwon, Brooksby e Shelton, così come Grigor Dimitrov ha deciso di non partecipare all’Open Sud de France di Montpellier, che si disputa in contemporanea a Dallas (6-12 febbraio).

 

Grande attesa per la settimana seguente, quando dal 13 al 19 febbraio andrà in scena a Rotterdam l’ABN AMRO Open, primo ATP500 della stagione. Non ci sarà però Andy Murray nei Paesi Bassi, che evidentemente vorrà prendersi ancora un po’ di riposo dopo le maratone in Australia contro Berrettini e Kokkinakis. Il posto in tabellone dello scozzese, che aveva ricevuto una wild card, sarà ereditato dal beniamino di casa Tallon Griekspoor.

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Due francesi ai box: fermi per infortunio Corentin Moutet e Pierre-Hugues Herbert

Il mancino di Neuilly-sur-Seine si è operato al polso destro, ancora problema al ginocchio per il doppista cinque volte campione Slam

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Corentin Moutet - 2021 US Open (Andrew Ong/USTA)

Non arrivano buone notizie dall’infermeria per il tennis francese. Due giocatori dovranno rimanere fermi dal circuito per due infortuni delicati. Questa mattina Corentin Moutet ha annunciato sul suo profilo Instagram di essersi sottoposto ad un intervento chirurgico al polso destro con una foto che lo rappresenta con il braccio ingessato. “Voglio ringraziarvi per il grande sostegno ricevuto, farò di tutto per tornare in campo più forte di prima. So che la strada sarà lunga, ma sono motivato a fare del mio meglio”, scrive il classe 1999 nel suo post. Moutet è stato eliminato al secondo turno degli Australian Open, sconfitto da Francisco Cerundolo in quattro set: già nello Slam australiano usava spesso il rovescio in slice per evitare di sollecitare il polso destro: “Era difficile persino prendere una bottiglia d’acqua in mano”. Il mancino francese ha già annunciato il forfait per i tornei di Cordoba e Buenos Aires in Sudamerica, ma potrà tornare velocemente ad allenarsi essendo il braccio destro interessato dell’infortunio.

Infortuni che non danno pace a Pierre-Hugues Herbert. Il doppista vincitore delle ATP Finals 2019 e 2021 si era ripreso da poco dal lungo stop per un problema al ginocchio sinistro accusato nel Challenger di Ilkley dopo una caduta a terra, sull’erba nello scorso giugno, poco prima di Wimbledon. Il giocatore francese ha avuto una ricaduta nel match della scorsa settimana a Quimper contro Dominic Stricker: poco dopo aver colpito un dritto, ha accusato un forte dolore al ginocchio sinistro, cominciando a zoppicare.

 

È riuscito a concludere il match, ma dovrà fermarsi di nuovo per un periodo indefinito come scrive sul suo profilo Instagram, ritraendosi con un tutore al ginocchio. Herbert compirà 32 anni nel prossimo marzo: vedremo se il ginocchio gli darà tregua e gli permetterà di tornare ai livelli a cui ci aveva abituati.

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L’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Zverev sul caso Sharypova: “Non ci sono prove sufficienti”

In un comunicato ufficiale, l’ATP fa chiarezza sulla questione Zverev, ma con una precisazione: “Il caso potrebbe essere riaperto se emergeranno nuove prove”

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Alexander Zverev è alla ricerca della forma migliore dopo l’infortunio che lo ha tenuto lontano dai campi dallo scorso Roland Garros. Il tedesco, scivolato al n°14 del ranking, ha disputato quattro match fino ad ora, perdendone tre. È comunque comprensibile che il suo livello sia ancora lontano da quello espresso nelle ultime stagioni – che lo aveva portato a lottare per il numero 1 ATPcome da lui stesso affermato qualche settimana fa alla United Cup.

La notizia odierna, tuttavia, permette al finalista dello US Open 2020 di tirare un bel sospiro di sollievo per una vicenda extra-campo che lo vedeva coinvolto da tempo. Zverev, infatti, era stato accusato di violenza domestica dall’ex fidanzata Olya Sharypova, con le indagini che sono durate quasi un anno e mezzo. Come si legge sul sito dell’ATP, l’investigazione che coinvolgeva il tedesco è stata completata oggi e non comporterà provvedimenti disciplinati ai suoi danni per mancanza di prove.

Le indagini riguardavano le presunte violenze subite dalla donna nell’ottobre 2019, durante il Masters1000 di Shanghai, ma non solo. La lente d’ingrandimento era puntata anche su altri possibili simili avvenimenti, a Monaco, New York e Ginevra. Le indagini dell’LFG (Lake Forest Group, ente di grande esperienza nel settore, anche per quanto riguarda lo sport professionistico) sono state condotte in maniera totalmente indipendente, con l’ATP che ha sempre avuto accesso alle informazioni e agli eventuali aggiornamenti.

 

Sono state ascoltate tanto le due parti in causa quanto altre persone potenzialmente coinvolte, per un totale di 24 individui tra familiari, amici e tennisti. Dopo oltre 15 mesi, l’LFG ha ultimato le indagini, consegnando all’ATP quanto emerso. Considerata la mancanza di prove sufficienti, così come le dichiarazioni contrastanti di Sharypova, non è stato possibile confermare le accuse di quest’ultima. Di conseguenza, l’ATP non prenderà provvedimenti disciplinari contro Alexander Zverev, che ha sempre fermamente negato le accuse e supportato le indagini dell’ATP. Il caso potrebbe comunque essere riaperto nel caso in cui emergessero nuove prove.

Massimo Calvelli, CEO dell’ATP, si è così espresso sulla vicenda: “La serietà e complessità di queste accuse hanno richiesto un’investigazione completa, così come l’intervento di investigatori specializzati. Questo processo ci ha mostrato la necessità di essere ancora più pronti e preparati per queste circostanze. Ci aspetta ancora un lavoro molto importante in futuro”.

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