Roland Garros, Arnaldi l’instancabile: nessuno prima di lui ai quarti di uno Slam dopo aver giocato così tanto

Matteo Arnaldi è stato in campo complessivamente diciassette ore e quarantadue minuti nei suoi primi quattro match parigini. È record assoluto

Di Andrea Binotto
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Matteo Arnaldi – Roland Garros 2026 (foto via Twitter @rolandgarros)

Flavio Cobolli, Matteo Berrettini e Matteo Arnaldi. Tutti ai quarti di finale del Roland Garros. Una situazione inedita per quanto riguarda i piazzamenti degli italiani negli Slam. Per la prima volta, infatti, tre azzurri si sono qualificati per il turno dei migliori otto nello stesso Major. Se da una parte le imprese dei due romani, Cobolli e Berrettini, sono senz’altro strepitose e meritevoli di ampi discorsi, la copertina di questi primi quattro round a Parigi non può che prendersela Arnaldi. Il motivo è presto detto.

Matteo Arnaldi: il record da maratoneta Slam

Quattro ore e un minuto, tre ore e diciassette minuti, quattro ore e cinquantotto minuti e per finire, cinque ore e ventisei minuti. Per un totale di diciassette ore e quarantadue minuti. Ovvero, una media di quattro ore e venticinque minuti per ciascun incontro. Questo è stato il tempo trascorso in campo da Arnaldi rispettivamente nei match contro Tallon Griekspoor, Stefanos Tsitsipas, Raphael Collignon e Frances Tiafoe. Dal 1991, anno in cui l’ATP ha iniziato a misurare la durata degli incontri, il 25enne sanremese è diventato di gran lunga il tennista che ha passato più tempo dentro il rettangolo da gioco per qualificarsi per un quarto di finale Slam.

Nessuno prima di lui, nei primi quattro impegni di un Major, era mai stato in campo complessivamente più di sedici ore. Arnaldi quindi, oltre ad aggiornare la sua tabella dei record, alla luce di questa cavalcata guadagna di diritto un posto nella storia dei maratoneti a livello Slam. E non è finita qui, perché mercoledì, non prima delle 20:15 sul Philippe Chatrier, nel suo primo quarto di finale in un Major sfiderà il connazionale Berrettini. In palio, un posto in semifinale e molte altre posizioni scalate nel ranking. Arrivati a questo punto, è giusto puntare ancora più in alto.

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