Pagelle: Diego è meglio e’ Pelè. Stanno arrivando i giovani, ma con moderazione

Torna il filtro nei commenti, brillano Kachanov e Tiafoe. Il generoso Wawrinka, il colpo di testa di Bouchard e uno Schwartzman da impazzire in terra brasiliana

Pagelle: Diego è meglio e’ Pelè. Stanno arrivando i giovani, ma con moderazione

Bergamo capitale d’Italia, Bergamo altissima. Le orobiche Michela Moioli e Sofia Goggia (10 ad entrambe) hanno onorato con Arianna Fontana (10 e lode) i giochi olimpici, nel challenger cittadino invece Matteo Berrettini (7) ha trionfato su Stefano Napolitano (6,5) giungendo alle porte dei top-100. Con Travaglia (6,5) e Sonego (6) al best ranking qualche buona notizia dal tennis maschile azzurro arriva. Peccato per Fabio Fognini (6,5) che si è lasciato invischiare in troppe maratone per la disperazione di Papà Fulvio costretto a nottate da crepacuore (ma ci sarà abituato) e si è arreso al redivivo Verdasco (7). Ma il titolo di Rio è andato al nostro eroe, Dieguito Schwartzman (7,5) capace di  far trionfare un argentino con cotanto nome nella terra di Pelè. Colui che tutto può, sbarca in top-20 con l’obiettivo dell’assalto alla diligenza: Vamos!

Mentre i vecchietti si riposano,  i giovani stanno arrivando: Karen Khachanov (7,5) ha rovinato la festa ai cuginetti francesi – oh come siam affranti po-po-po-po-po-po-po –  in quel di Marsiglia, mentre Frances Tiafoe (8) ha completato una settimana da sogno in terra americana.

 

Intanto Genie Bouchard (10) dopo aver fatto girare e sbattere la testa a molti maschietti tra gli appassionati (di tennis…) e non, ha fatto fruttare in maniera notevole la propria scivolata con tanto di colpo alla testa in quel di New York. Mentre Stan Wawrinka (10) invece ha pensato bene di restituire l’ingaggio agli organizzatori devolvendolo in beneficenza: grande Stan! Gli avessero promesso un ingaggio in cioccolata magari non ce l’avrebbe fatta…

Preso atto che Elina Svitolina (7) ha vinto un altro torneo di quelli che fanno classifica ma alla prova del dunque siamo sempre lì, scopriamo da Juan Carlos Ferrero che Alexander Zverev è un tedesco un po’ anomalo che non ha tanta voglia di lavorare: pare che al capezzale di Sascha arrivi Boris Becker, uno che, ecco, il gesto di Wawrinka proprio non potrebbe permetterselo in questo momento e magari saprà come motivare il connazionale.

Abbiamo tergiversato sin qui, ma il vero protagonista della settimana, come saprete, è un altro: il ritorno della moderazione dei commenti (10): accolto con gioia dai lettori che attenderanno spasmodicamente che il proprio commento passi le forche caudine del censore di turno, benedetto con entusiasmo dai redattori che spenderanno le loro giornate a sganasciarsi tra un insulto e una rappresaglia pseudo-condominiale. Si è detto, le colpe di pochi ricadono su tutti. In fondo siamo nell’ultima settimana di campagna elettorale, da lunedì prossimo tutto sarà più bello e ognuno potrà tornare a esprimere il proprio pensiero liberamente. Beh Oddio, dovessero vincere quelli per i quali si stava meglio quando si stava peggio…

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