Wawrinka, a 33 anni pronto per il ritorno?

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Wawrinka, a 33 anni pronto per il ritorno?

Alla vigilia del suo 33esimo compleanno, Stan Wawrinka condivide via social il ritorno sulla terra rossa, per ora in allenamento. Lo rivedremo presto?

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CAMPO IN TERRA ROSSA – Il Country Club di Montecarlo? Poco importa. Quel che conta è che Stan Wawrinka sta tornando. Alla vigilia dei suoi trentatré anni, il tre volte campione slam di Losanna ha postato sui social un video accelerato che lo riprende intento a passare il telo sul mattone tritato. Buon segnale. Perché vuol dire che il ginocchio sta meglio e che, forse, tra non molto, vedremo Stan calcare di nuovo i grandi palcoscenici del circuito.

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DOVE ERAVAMO RIMASTI? – Lo avevamo lasciato in quel di Marsiglia, durante l’Open 13. Ritornato finalmente alle gare dopo l’infortunio e l’operazione al ginocchio, l’elevetico tuttavia disputa in Provenza solo un set poiché nel match di primo turno contro Ilya Ivashka il fastidio alla gamba si risveglia, lasciando temere il peggio e lo svizzero è dunque costretto al ritiro. Ma se Stan si presenta alla conferenza post match con il morale a terra, lascia Marsiglia a testa altissima. Wawrinka decide infatti di restituire l’intero ingaggio e, per suo desiderio, una parte di esso verrà poi devoluta in beneficenza ad associazioni di aiuto all’infanzia. Splendido gesto con cui Stan dimostra di essere un campione del cuore, oltre che della racchetta.

Se il suo illustrissimo connazionale, collega e amico Roger Federer ha deciso di saltare in blocco la stagione sul rosso per evitare di logorare oltremodo il fisico e farsi trovare pronto e riposato per affrontare la stagione su erba, dalle immagini social di Wawrinka tutto lascia presagire che Stan possa scendere nuovamente in campo nelle prossime settimane. A Montecarlo? Roma? Vedremo… Nessun passo falso tuttavia perché, a 33 anni, un rientro prematuro potrebbe compromettere seriamente il prosieguo della carriera. Stan è uno dei grandi assenti della tourné americana di marzo. L’anno scorso è stato uno dei grandi protagonisti di Indian Wells dove, dopo aver perso la finale con Roger Federer, si era perfino permesso di insultare – per scherzo ovviamente! – il campionissimo. E il primo a riderne fu lo stesso Roger…

https://www.youtube.com/watch?v=9VtBDyj7q9o

STAN, THE “ONE-HANDED BACKHAND” MAN – Grazie a Wawrinka ormai possiamo parlare da tre anni di “Fab Five” e insieme a Murray, Nadal e Djokovic (il serbo e lo spagnolo in momenti diversi sono scesi nuovamente in campo nei primi mesi del 2018 ma, per ora, soprattutto il serbo è ancora lungi dal livello a cui era abituato negli ultimi anni), Stan è uno dei grandi assenti dalla ribalta dei grandi rendez-vous di questo inizio di stagione. Un campione che manca agli appassionati del tennis per le sue grandi qualità in campo e, soprattutto, per il suo formidabile rovescio a una mano, per la sua estetica perfetta, la sua esecuzione, lo stile, la spinta, forse il migliore del circuito, certamente il più esplosivo e devastante.

https://www.youtube.com/watch?v=A82-O_u66h4

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WTA Ranking: Kenin top 5, Bencic crolla, Gauff entra per la prima volta in top 50

La campionessa dell’Australian Open fa il suo esordio tra le prime cinque. Gauff è la prima 15enne in top 50… negli ultimi 15 anni

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Avevamo commentato, nell’articolo di settimana scorsa, il best ranking di Belinda Bencic che, senza troppo faticare, era riuscita a salire fino al n.4 del ranking. Oggi, la svizzera si trova in una posizione ben diversa. A Dubai era campionessa uscente e difendeva 900 punti (un anno fa il torneo era un Premier 5, quest’anno toccherà a Doha). Senza questo bottino precipita di cinque posti, fino al n.9. La sua permanenza in top 10, però, non dovrebbe essere a rischio, considerato che la distanza che la separa dalla n.11, Petra Kvitova è consistente (quasi 900 punti) e che nell’immediato ha soltanto 500 punti in scadenza (390 a Indian Wells e 100 a Charleston).

Di questo piccolo ma significativo crollo se ne avvantaggiano Bianca Andreescu e Sofia Kenin, la prima riagganciando il proprio best ranking, la seconda ritoccandolo. La canadese, ancora ferma a causa del problema al ginocchio, si ritrova al n.4. L’altra nordamericana, Kenin, nonostante sia uscita subito a Dubai, entra per la prima volta in top 5, con un balzo di 2 posizioni.

Per quanto riguarda invece le posizioni dalla 11 alla 20, ci sono, tra gli altri, due movimenti da evidenziare. Si tratta dell’ascesa di Rybakina (+2, n.17), alla quarta finale su cinque tornei disputati nel 2020, e dell’ingresso in top 20 per la prima volta della greca Sakkari (+1, n.20), che scavalca Angelique Kerber (-1, n.21).

 

Alle spalle delle 20 atlete meglio classificate, entrano in top 50 Jennifer Brady (+7, n.45), semifinalista negli Emirati, e soprattutto Cori Gauff (+2, n.49), che diventa la prima 15enne nella metà alta della top 100 negli ultimi 15 anni, ovvero da quando Sesil Karatantcheva vi ha fatto il suo ingresso nell’agosto 2005. Molte le atlete che pagano la mancata riconferma dei risultati dell’anno scorso: Su-Wei Hsieh (-13, n.53), Alison Van Uytvanck (-14, n.62), Carla Suárez Navarro (-11, n.70), Viktoria Kuzmova (-20, n.85), Anastasia Potapova (-16, n.97) e Kateryna Kozlova (-10, n.99).

Coco Gauff – Australian Open 2020 (via Twitter, @WTA)

Nella Race to Shenzhen, Simona Halep risale fino al terzo posto dopo la vittoria a Dubai. A sorpresa, troviamo in dodicesima posizione Ons Jabeur, protagonista di una splendida partita proprio contro la rumena, nel secondo turno del torneo.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
1 0 Ashleigh Barty 8367 16
2 0 Simona Halep 6076 16
3 0 Karolina Pliskova 5200 19
4 1 Bianca Andreescu 4665 11
5 2 Sofia Kenin 4490 24
6 2 Kiki Bertens 4335 24
7 -1 Elina Svitolina 4301 22
8 1 Serena Williams 3915 11
9 -5 Belinda Bencic 3875 24
10 0 Naomi Osaka 3625 16
11 0 Petra Kvitova 2981 15
12 0 Madison Keys 2962 16
13 0 Aryna Sabalenka 2815 23
14 1 Petra Martic 2770 19
15 -1 Johanna Konta 2753 17
16 0 Garbiñe Muguruza 2522 16
17 2 Elena Rybakina 2416 25
18 -1 Marketa Vondrousova 2306 14
19 -1 Alison Riske 2270 23
20 1 Maria Sakkari 2085 25
21 -1 Angelique Kerber 2040 21
22 2 Anett Kontaveit 1980 18
23 -1 Elise Mertens 1950 25
24 -1 Donna Vekic 1935 23
25 1 Dayana Yastremska 1785 23
26 -1 Ekaterina Alexandrova 1775 26
27 0 Karolina Muchova 1753 15
28 0 Qiang Wang 1733 23
29 0 Amanda Anisimova 1613 18
30 1 Anastasia Pavlyuchenkova 1540 21
31 -1 Shuai Zhang 1475 25
32 0 Yulia Putintseva 1475 24
33 0 Magda Linette 1472 27
34 1 Barbora Strycova 1471 20
35 -1 Sloane Stephens 1453 20
36 0 Julia Görges 1423 20
36 0 Caroline Wozniacki 1463 16
37 0 Saisai Zheng 1380 24
38 1 Veronika Kudermetova 1373 27
39 -1 Kristina Mladenovic 1335 26
40 1 Anastasija Sevastova 1288 22
41 1 Jeļena Ostapenko 1256 23
42 1 Polona Hercog 1205 20
43 1 Rebecca Peterson 1195 23
44 1 Ons Jabeur 1185 21
45 7 Jennifer Brady 1179 24
46 0 Svetlana Kuznetsova 1178 16
47 0 Caroline Garcia 1145 25
48 2 Danielle Collins 1115 20
49 2 Cori Gauff 1082 13
50 -1 Iga Swiatek 1079 14

CASA ITALIA

Ritorniamo ad avere due rappresentanti in top 100. Migliorano sensibilmente Martina Trevisan (+4, n.146) e Giulia Gatto-Monticone (+5, n.148). Con loro, sono quattro le atlete presenti nelle prime 150 del mondo. La nostra n.1 sarà impegna ad Acapulco questa settimana insieme a Sara Errani.

Classifica WTA Variazione Giocatrice Punti Tornei
94 2 Jasmine Paolini 27 689
100 2 Camila Giorgi 19 654
146 4 Martina Trevisan 25 413
148 5 Giulia Gatto-Monticone 22 409
158 0 Elisabetta Cocciaretto 17 391
185 -1 Sara Errani 24 321
188 -1 Martina Di Giuseppe 27 315
294 -1 Martina Caregaro 17 190
302 7 Stefania Rubini 20 180
310 1 Jessica Pieri 26 174
313 2 Bianca Turati 12 167
329 1 Lucia Bronzetti 23 154
343 5 Cristiana Ferrando 23 136
381 3 Lucrezia Stefanini 23 116
389 4 Deborah Chiesa 20 112
421 -5 Camilla Scala 14 100
435 2 Federica Di Sarra 13 94
447 1 Gaia Sanesi 16 91
454 2 Tatiana Pieri 22 88
457 7 Camilla Rosatello 15 87

NEXT GEN RANKING

Cori Gauff sale di un posto e supera Iga Swiatek.  L’americana è ora n.4. (Nel Next Gen ranking del 2018 rientrano le giocatrici nate dopo il 1° gennaio 2000).

Posizione Variazione Giocatrice Anno Classifica WTA
1 0 Bianca Andreescu 2000 4
2 0 Dayana Yastremska 2000 25
3 0 Amanda Anisimova 2001 29
4 1 Cori Gauff 2004 49
5 -1 Iga Swiatek 2001 50
6 0 Anastasia Potapova 2001 97
7 0 Varvara Gracheva 2000 101
8 0 Katarina Zavatska 2000 106
9 0 Caty McNally 2001 116
10 0 Ann Li 2000 124

NATION RANKING

Non cambiano le prime tre posizioni in classifica. La Cina, affiancata alla Russia al n.3 una settimana fa, retrocedeal n.4. Si scambiano il posto Germania e Ucraina. Rientrano in classifica Australia e Romania al posto di Belgio e Spagna. (Il Nation Ranking si ottiene sommando il ranking delle prime tre giocatrici di ciascuna nazione).

Posizione Variazione Nazione Punteggio
1 0 Stati Uniti 25
2 0 Repubblica Ceca 32
3 0 Russia 94
4 -1 Cina 96
5 0 Kazakistan 110
6 1 Germania 125
7 -1 Ucraina 131
8 0 Francia 138
9 Australia 151
10 Romania 155

RACE Variazione Giocatrice Punti
1 0 Sofia Kenin 2111
2 0 Garbiñe Muguruza 1570
3 2 Simona Halep 1350
4 -1 Ashleigh Barty 1251
5 -1 Elena Rybakina 1200
6 0 Kiki Bertens 810
7 0 Ekaterina Alexandrova 755
8 0 Petra Kvitova 715
9 0 Karolina Pliskova 700
9 0 Anett Kontaveit 586
11 0 Anastasia Pavlyuchenkova 541
12 2 Ons Jabeur 534
13 0 Shuai Zhang 493
14 -2 Maria Sakkari 482
15 0 Madison Keys 435
16 4 Elise Mertens 415
17 -1 Serena Williams 410
18 -1 Dayana Yastremska 377
18 -1 Danielle Collins 365
20 -1 Qiang Wang 362

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ATP

ATP Delray Beach: Opelka, doppio turno e trionfo finale

Reilly Opelka vince semifinale e finale nello stesso giorno e conquista il secondo titolo ATP. Salva un match point contro Milos Raonic

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Reilly Opelka (destra) e Yoshihito Nishioka al Delray Beach Open 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Nel Delray Beach Open by Vitacost.com la vittoria è andata all’americano Reilly Opelka, n. 54 della classifica ATP, che nella giornata di domenica è stato costretto agli straordinari a causa della pioggia caduta sul sud della Florida sabato sera che ha causato lo spostamento della sua semifinale contro Milos Raonic.

Reilly Opelka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Sceso in campo alle 10.30 del mattino, il giocatore di casa (è originario di West Palm Beach, a poche decine di chilometri dalla sede del torneo) ha rimontato un set di svantaggio al campione canadese annullandogli pure un match point nel tie-break del terzo set, un tie-break dall’andamento molto bizzarro: Opelka è andato prima avanti per 5-0, poi ha subito sei punti consecutivi andando sotto 5-6 e quindi, annullato il match point con il quattordicesimo ace, ha conquistato gli ultimi due punti per portare la partita al terzo set. Lì ha saputo piazzare l’accelerazione decisiva a metà parziale, quando dal 2-3 ha vinto quattro giochi consecutivi mettendo a segno un parziale di 16 punti a 5.

Dopo soltanto poche ore il gigante della Florida (2 metri e 10) è dovuto tornare in campo per la finale contro il giapponese Yoshihito Nishioka (n. 63 ATP) che gli rende ben 40 centimetri d’altezza. Opelka è riuscito ad avere la meglio del nipponico dopo 2 ore e 11 minuti di gioco nelle quali, dopo aver vinto per 7-5 un primo set nel quale è stato quasi sempre in vantaggio, ha perso al foto finish il secondo parziale al tie-break, prima di dilagare nel terzo set nel quale ha ottenuto ben due break lasciando solamente cinque “quindici” nei suoi turni di battuta.

 
Yoshihito Nishioka – Delray Beach 2020 (foto Twitter @delraybeachopen)

Si tratta del secondo titolo in carriera per lo statunitense, dopo quello vinto lo scorso anno al New York Open, che lunedì prossimo salirà di ben 15 posizioni in classifica raggiungendo la posizione n. 39. Anche Nishioka, con la finale ottenuta, guadagnerà 15 posizioni nel ranking arrivando così ad entrare per la prima volta in carriera nei Top 50 assestandosi al n. 48.

Risultati, semifinale:

[4] R. Opelka b. [2] M. Raonic 4-6 7-6(6) 6-3

Risultati, finale:

[4] R. Opelka b. Y. Nishioka 7-5 6-7(4) 6-2

Il tabellone completo

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ATP

Si ferma in finale la corsa di Mager, Garin è il campione di Rio de Janeiro

Gianluca Mager ha avuto chance in entrambi i set, ma è stato Cristian Garin a sollevare il trofeo. Best ranking per entrambi la settimana prossima

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Cristian Garin con Gustavo Kuerten alla premiazione di Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

[3] C. Garin b. [Q] G. Mager 7-6(3) 7-5

Si è chiusa con una sconfitta la settimana magica di Gianluca Mager, ma ci sono tutti i motivi per essere soddisfatti di questo torneo che probabilmente segnerà uno spartiacque nella carriera del 25enne di Sanremo. Partito dalle qualificazioni ha infilato due scalpi di assoluto prestigio (Ruud e Thiem sulla terra sono vittorie di cui andare fieri, anche se nessuno dei due era al meglio della condizione) ed ha portato a casa 320 punti (300 per la finale più 20 per la qualificazione) che lo proiettano al 77° posto della classifica ATP, con la pressoché matematica certezza di entrare in tabellone in tutti i rimanenti tornei dello Slam di quest’anno, oltre ad una chance di giocarsi un posto alle Olimpiadi di Tokyo.

Che Mager potesse partire piuttosto lentamente dopo la grande battaglia vinta in semifinale solo poche ore prima era tutto sommato piuttosto prevedibile, quindi in pochi hanno battuto ciglio quando il ragazzo di Sanremo è andato subito sotto 2-0 contro un avversario che aveva invece chiuso molto velocemente il suo impegno precedente contro Borna Coric. Un po’ meno prevedibile era che il buon Gianluca, una volta presa coscienza della sua presenza in finale, rimontasse da 1-3 a 4-3 e si procurasse addirittura due palle break per il 5-3, principalmente grazie alle sue accelerazioni di rovescio che con quella preparazione così lineare e così minima mascherano meravigliosamente la traiettoria dei colpi.

 

Svanite le tre opportunità per andare a servire per il set, si è arrivati abbastanza tranquillamente al tie-break, nel quale Mager, forse sentendo di dover fare qualcosa di più, ha commesso almeno tre errori non forzati che gli sono costati il set con il punteggio di 7 punti a 3 in 50 minuti.

Gianluca Mager – Rio 2020 (foto Twitter @RioOpenOficial)

Dopo aver perso il primo tie-break del torneo (in precedenza il ligure era a 4 su 4), Mager ha chiesto l’intervento del fisioterapista per farsi massaggiare l’inguine dalla parte della coscia destra, e c’è da chiedersi che mani abbia quel fisioterapista perché Gianluca è riuscito a infilare una striscia di 10 punti consecutivi che lo ha portato in vantaggio per 3-1 con un break ottenuto a zero in grande stile. La pressione di Garin però iniziava ad aumentare: sul 3-2 Mager si salvava dallo 0-40, ma al momento di servire per il set sul 5-4 tre risposte vincenti di Garin rimettevano il set in parità. Il cileno continuava a spingere, e questa volta il serbatoio di Gianluca appariva davvero vuoto: con niente da opporre alla pressione dell’avversario, Mager subiva un parziale di 16 punti a 2 che chiudeva il match dopo 1 ora e 35 minuti.

Prosegue così la striscia di nove vittorie consecutive sulla terra battuta di Cristian Garin, che conquista così il suo secondo titolo dell’anno (il quarto in totale, e il secondo battendo un italiano in finale avendo sconfitto Berrettini a Monaco lo scorso anno) dopo quello di Cordoba due settimane fa e si appresta ad andare nella sua Santiago del Cile per continuare questa cavalcata. Ci arriverà con il nuovo best ranking di n.18 e addirittura come n.4 della Race to London, per far sognare tutti i suoi compatrioti e che sperano di rinverdire i fasti di Nicolas Massu e Fernando Gonzalez alle Olimpiadi di Atene 2004.

Leggi qui la storia di Gianluca Mager

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