Miami: Isner chiude Key Biscayne a stelle e strisce, è il primo '1000'

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Miami: Isner chiude Key Biscayne a stelle e strisce, è il primo ‘1000’

MIAMI – Cuore e potenza per il trionfo di John. Sascha Zverev battuto in tre set, dopo una lotta punto a punto

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[14] J. Isner b. [4] A. Zverev 6-7(4) 6-4 6-4  (dal nostro inviato a Miami)

Per festeggiare l’ultimo incontro professionistico di singolare a Crandon Park, il “title sponsor” del Miami Open, la banca brasiliana Itau, ha regalato a tutti gli spettatori ed ai fotografi un cappellino arancione, il colore del proprio logo, in modo da dare un bel colpo d’occhio al centrale di Key Biscayne nel suo commiato ufficiale al grande pubblico tennistico. Una bella iniziativa (che era stata adottata anche sabato per la finale femminile, ma con un colore diverso) che ha creato una cornice solare e vagamente sbarazzina per questo giorno potenzialmente malinconico.

 

I protagonisti di questo atto finale hanno onorato in pieno il loro ruolo dando vita ad un match di ottima qualità e grande equilibrio che ha finalmente coinvolto il pubblico di Miami che nelle precedenti giornate del torneo si era infiammato (quasi) solamente per del Potro e per i giocatori argentini. La giornata molto calda e umida (circa 30 gradi con un’umidità relativa superiore al 70%) ha sicuramente avuto un peso nel match, in particolar modo nella prestazione di Isner nel secondo e nel terzo set, tuttavia i due giocatori hanno di dimostrato di adattarsi piuttosto bene al solleone ed alla calura, soprattutto Zverev che aveva giocato i precedenti quattro match del torneo sotto le luci dei riflettori. Il veterano USA, tuttavia, è riuscito ad attraversare nella migliore maniera possibile la sua crisi fisica tra la fine del primo set e l’inizio del secondo, aggrappandosi alla battuta ed aspettando una chance per piazzare la zampata vincente.

L’inizio del match è stato come ce lo si aspettava: Isner avanti tutta, all’attacco con il servizio e con la miglioratissima risposta e Zverev a tenerlo a bada con la sua battuta ed i passanti. L’americano esce meglio dai blocchi, ottiene tre palle break nel primo turno di battuta dell’avversario (saranno ben 12 in totale alla fine, di cui 10 non sfruttate), ma pasticcia e non le trasforma. In metà dei primi sei game ci sono palle break, da una parte e dall’altra, nessuna sfruttata; poi d’un tratto i servizi prendono il controllo del gioco ed i ribattitori ottengono la miseria di cinque punti negli ultimi sei giochi. Il tie-break è paradossalmente simile: servizi vincenti fino al 2-2, cinque minibreak fino al 5-4 Zverev, e chiusura del set in 58 minuti.

Il tedesco esce dal campo, ma è Isner che sembra aver bisogno di una pausa: ciondola da una parte all’altra del campo, la faccia è sofferente, e se un game di risposta si mette male conserva le energie per quello seguente. Le sue gambe spingono meno, soprattutto in risposta e per lui la fine sembra vicina. Ma nei suoi tanti anni in giro per il mondo John ha dovuto superare crisi come queste dozzine di volte, e lo ha fatto confidando nel suo straordinario servizio. Dopo aver racimolato due soli quindici in quattro turni di risposta, Isner si vede omaggiare di due gratuiti da fondo campo ed un doppio fallo: è l’occasione d’oro per lui, e con un diritto anomalo sulla riga se la prende. Cambiatasi la maglia con una giallo canarino va a servire per il set ed insieme al suo avversario dà vita al game più intenso del match: 12 punti due palle del 5-5 per Zverev, ma è Isner che al secondo set point chiude il parziale con un servizio vincente.

Sascha si prende una pausa fisiologica, ma il vento è decisamente cambiato: Isner serve come un treno (saranno nove gli ace nel parziale alla fine), ha palle break a ripetizione ma non le sfrutta. Dalla cabina di commento della ESPN Darren Cahill esorta Zverev a giocare più rovesci lungolinea, un colpo che non ha praticamente mai giocato da metà primo set, ma evidentemente il biondino si sente più sicuro con l’incrociato, andando a cadere proprio nella trappola del dirittone anomalo di Isner. Sul 4-4 un doppio fallo segna l’inizio del game della resa per Zverev, che cede il servizio a 15 e dà così via libera a Isner verso la più prestigiosa vittoria della sua carriera.

È il terzo Masters 1000 consecutivo vinto da un giocatore non europeo dopo 69 consecutivi vinti da atleti del vecchio continente (l’ultimo non europeo era stato Andy Roddick proprio qui a Mami nel 2010), e viene conquistato da un tennista che prima di Miami aveva ottenuto una sola vittoria a livello di circuito maggiore nel 2018. Certamente una sorpresa, ma indubbiamente meritata, visto il gioco espresso da John in questo torneo e gli avversari battuti. Isner sarà numero 9 ATP lunedì, l’ultima volta era stato in top-10 nel maggio del 2014 (n°10).

Il Miami Open lascia dunque Key Biscayne con due campioni in carica statunitensi nel singolare, forse il modo migliore per chiudere questa avventura (Crandon Park ha ospitato per anni il Centro Tecnico della USTA) ed aprirne un’altra in una nuova sede che vuole costruirsi una tradizione altrettanto importante.

Ho sbagliato molti più colpi oggi che nel resto del torneo“, ammette Zverev a fine match. “Ma è difficile contro John, sei sempre sotto pressione a causa del suo servizio. Sono davvero felice che John abbia vinto il suo primo master 1000. Adesso mi prenderò due giorni di vacanza, poi mercoledì e giovedì mi allenerò sulla terra rossa. E poi dovrò giocarci contro un top-20. Non credo che sarò il favorito, in Coppa Davis“.

È stato incredibile riuscire a rimontare dopo un primo set molto deludente“, racconta il nuovo campione John in conferenza stampa.Avevo avuto le mie occasioni, avevo un vantaggio di 4-3 e servizio nel tie-break, e poi ho perso 4 punti di fila. Le sensazioni che si provano in certi momenti, davanti a una folla del genere, sono irripetibili. Ho conosciuto Sascha quando aveva 15 anni, tramite suo fratello. E mi batteva! Non sono minimamente sorpreso dei risultati che ha ottenuto. Mai avrei sognato di essere il vincitore dell’ultimo torneo che si terrà qui, per sempre. Quando arrivi in fondo a una competizione del genere, devi giocare veramente tanto. Io ero arrivato qui con una sola vittoria in stagione, e me ne vado da top-10… mi è già successo 3 volte, devo continuare a spingermi in avanti, e riuscire a fare molti altri tornei come questo. Non ci sono segreti tecnici, è tutto un fatto mentale. La prima volta che mi sono seduto a cena col mio coach, ho cercato di capire cosa mi stava bloccando, cosa mi stava facendo perdere tutte quelle partite tirate. E ho cominciato a entrare in campo meno teso, sapendo che posso essere veramente forte se gioco sciolto. Mi presenterò alla Coppa Davis in fiducia, il capitano Jim Courier ha molte opzioni. Arriverò a Nashville giovedì, e sarò pronto a giocare venerdì“.

Il podcast del direttore con Steve Flink dopo la finale

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ATP Roma, Sonego infiamma il Foro Italico: Rublev ko, è semifinale!

Strepitosa vittoria in rimonta del torinese: è il primo italiano in semifinale dai tempi di Volandri. Ora la sfida con Novak

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Lorenzo Sonego - ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

L. Sonego b. [6] A. Rublev 3-6 6-4 6-3

È Sonego-mania al Foro Italico. Un Lorenzo semplicemente strepitoso si regala, e ci regala, la semifinale al Masters 1000 di Roma. Il torinese può saltare e ballare col pubblico della Grand Stand Arena. Dopo aver superato Dominic Thiem negli ottavi, batte nei quarti un altro top ten come Andrey Rublev, con un’esaltante rimonta: 3-6 6-4 6-3 il risultato finale alla Grand Stand Arena.

Tanto cuore, ma soprattutto tanto tennis di qualità per un’altra memorabile partita di un Sonego che è stato bravissimo a rimanere in partita dopo un primo set a senso unico per insinuare dubbi e nervosismo nella mente del moscovita impedendogli di condurre le danze e spostando la contesa su terreni tatticamente per lui scomodi. “Rublev non ti lascia il tempo di pensare e allora devi prendere l’iniziativa – ha detto Sonego a caldo ai microfoni di Sky Sport -. Nel secondo set ho messo i piedi nel campo per non subire più il suo gioco. Quando lascia andare il diritto e il rovescio fa molto male, ma io sono stato bravo a reagire e poi a mantenere lo stesso livello per tutta la partita”.

 

Probabilmente in pochi si aspettavano che Sonego potesse esprimere un livello simile contro Rublev, numero 7 ATP, numero 2 della Race to Turin e giocatore con più partite vinte nel 2021 (alla pari di Stefanos Tsitsipas). La semifinale al Foro Italico, però, è realtà. Lorenzo riscrive le pagine di storia del torneo: è il primo italiano ad arrivare al penultimo atto del Masters 1000 capitolino dal 2007, quando a riuscirci fu Filippo Volandri; è il quinto italiano a farcela nell’Era Open dopo l’attuale capitano Davis, Bertolucci (1973), Panatta (1976, 1978) e Zugarelli (1977). Il torinese firma la decima semifinale a livello Masters 1000 di un italiano, ben tre delle quali sono arrivate nei quattro Masters 1000 giocate nel 2021 (Sinner a Miami e Berrettini a Madrid). L’epoca d’oro del tennis italiano vive un altro emozionante momento.

Purtroppo per Sonego, non c’è tempo di godersi il traguardo raggiunto: già stasera (non prima delle 18:30) sfiderà Novak Djokovic, uscito vincitore dal duello con Stefanos Tsitsipas, per un posto in finale. La mente non può che correre al precedente dello scorso ottobre, quando Lorenzo vinse 6-2 6-1 a Vienna. “Non penserò a quel precedente – ha detto Sonego -. Sarà un’altra partita in un altro contesto. Lui magari ha altre motivazioni rispetto ad allora. Sarà ovviamente difficilissima, cercherò di dare il massimo e divertirmi sul campo, per me e per il pubblico che ci sarà”.

PRIMO SET – Rublev costringe Sonego ad entrare in partita già dai primissimi quindici: pronti, via e Lorenzo deve subito salvare una palla break. Il russo sale 1-1 e poi arriva di nuovo a palla break nel terzo game, dopo che Lorenzo era salito 40-15. E stavolta la sfrutta, grazie a un errore col dritto dell’azzurro, che mette in corridoio una traiettoria inside-in. Nessun problema per il 7 del mondo ad allungare sul 3-1: comanda sempre lui da fondo campo, sfonda prima col rovescio lungolinea e poi col diritto in cross per arrivare a 0-40. Una grande palla corta dietro alla prima di servizio permette a Sonego di cancellare una possibilità per il doppio break, poi è Andrey a sbagliare malamente una volèe di diritto, infine il torinese piazza una seconda di servizio coraggiosa e sale 40-40. La quarta possibilità dell’1-4 è cancellata da un errore di Rublev col diritto, poi Sonego decide di chiamare ancora una volta Rublev dalle parti della rete: un’idea che si conferma costantemente buona in questo avvio di gara, perché frutta a Lorenzo una palla del 2-3 trasformata ancora sugli sviluppi di una palla corta.

Il gioco nei pressi della rete del russo, si sa, non è all’altezza di quello dalla linea di fondo: una debolezza che Lorenzo saprà sfruttare nel corso del match, insinuando dubbi e incertezze nella testa dell’avversario.  

Niente allungo per Rublev, Sonego c’è e chiama a gran voce il tifo del pubblico romano, conquistato dal torinese. Non c’è, però, la svolta che il nostro auspica, perché il moscovita non fa una piega e tiene il servizio a zero (2-4). Non solo: va di nuovo 0-30, ma Lorenzo reagisce ancora una volta, ritrova il servizio e sale 3-4. Andrey, però, al servizio è decisamente intrattabile: tre ace, zero possibilità per Sonego e 3-5. Nel gioco successivo, una spettacolare risposta di rovescio ad una prima di servizio dell’italiano porta il russo sul 40-40; poi Rublev martella col diritto per arrivare a set point, trasformato con un lungolinea di rovescio che costringe l’italiano all’errore. È 6-3 Rublev e non c’è nulla da dire sul rendimento messo in campo dal russo, in grado di esprimersi su alti livelli da fondo campo, imparabile al servizio (tre punti persi) e continuo in risposta.

Andrey Rublev – ATP Roma 2021 (via Twitter, @InteBNLdItalia)

LA SVOLTA – Rublev sembra troppo forte, ma Sonego prova a reagire, e ruggire, in apertura di secondo set, salendo per la prima volta ai vantaggi in risposta. Grazie a un drittone carico l’azzurro piega Rublev e arriva pure a palla break. La chance è ghiotta perché il russo deve giocarsela sulla seconda: qui Andrey regala col diritto in maniera sorprendente e banale, lancia a terra la racchetta e cede il servizio. Il primo calo della partita da parte del russo esalta Sonego e soprattutto il pubblico del Foro Italico, che in situazioni di questo tipo sa come fare la sua parte. Rublev fa un bel gesto a metà quando “chiama” buono un colpo dell’italiano e poi contesta la decisione dell’arbitro di assegnare a Sonego il punto, poi reagisce a sua volta e arriva a palla break. La annulla Lorenzo nel migliore dei modi: ace centrale, poi ancora un altro per confermare il break e salire 2-0.

Il russo accorcia le distanze servendo bene (2-1), ma anche Sonego, finalmente, tiene bene il servizio: va sotto 0-15, ma poi – tra una gran palla corta e una buona prima palla – fa quattro punti di fila e sale 3-1. Rublev è ancora regolare al servizio (3-2), ma ora anche l’italiano innalza il rendimento al servizio, senza mai dimenticarsi di chiamare regolarmente Rublev a districarsi nei pressi del net, laddove il russo è davvero un pesce fuor d’acqua. L’italiano sale 4-2 e poi torna a mettere in difficoltà Rublev sul suo servizio, arrivando ai vantaggi, ma con servizio e diritto Andrey rimane a contatto (4-3). Sonego tiene il suo turno di servizio senza patimenti (5-3) tra l’ovazione dei presenti, il russo fa lo stesso (5-4) e si arriva al momento della verità quando Sonego serve per il set.

Il gioco non inizia nel migliore dei modi per l’azzurro, con Rublev che si inventa un vincente di rovescio di controbalzo dal centro del campo, ma Sonego risponde da campione infilando un lungolinea di rovescio imprendibile. Poi c’è un punto diretto con la prima palla, ma sul 30-15 Sonego affossa malamente una volèe alta di diritto, forse perché indeciso sul se giocarla o meno. Rublev ringrazia e tira fuori una risposta maiuscola sulla prima esterna di Sonego da destra: è palla break. Qui Sonego è semplicemente da applausi per come regge sulla diagonale di sinistra per poi piazzare il diritto a sventaglio vincente. A questo grande punto l’azzurro fa seguire due prime vincenti: la Grand Stand Arena ribolle di entusiasmo, dopo 54 minuti il secondo set è azzurro (6-4).

Chirurgico, Lorenzo, nell’intrufolarsi nel match sfruttando il primo passaggio a vuoto di Rublev a inizio parziale e nell’innalzare velocità e percentuali al servizio, che a fine partita risulteranno così.

IL TRIPUDIO – Rublev inizia il terzo set con il vantaggio di servire per primo. Sale 1-0 e nel gioco successivo infila due colpi maestosi (passante di rovescio e risposta nel sette col diritto), ma Sonego adesso è più che all’altezza negli scambi da dietro (1-1). Rublev sale 2-1 e nel quarto game successivo c’è un altro momento chiave della partita: con il primo doppio fallo Lorenzo concede palla break, ma rimedia con prima e servizio vincente. Poi attacca sul rovescio del russo e quello trova il passante in cross vincente per arrivare alla seconda palla break. Ma di nuovo arriva il servizio a salvare Sonego. Sulla parità Rublev mette fuori una risposta di rovescio non certo impossibile, ma con il diritto va a segno su una seconda troppo morbida di Lorenzo. Sbaglia con il diritto il nostro e concede la terza palla break. Lorenzo, però, salva pure questa con la prima di servizio, e sempre con la prima palla si procura la palla del 2-2.

Il gioco si allunga, però, perché arriva uno dei rari errori di rovescio di Sonego. Tanto per cambiare, altro servizio vincente: sulla nuova palla game Rublev spinge e mette Lorenzo alle corde, il nostro manda tutto dall’altra parte, il russo evita di scendere a rete per la sua idiosincrasia con quella zona di campo e alla fine perde il punto.

Gran game tirato su da Sonego, ed è la svolta decisiva della partita. Perché il torinese, sull’onda dell’entusiasmo, azzecca un gioco di risposta da favola. Va 0-30, fa impazzire Rublev con una gran difesa dai teloni di fondocampo fin quando l’altro sbaglia lo smash e alla prima chance non si fa pregare: entra in campo dopo una grande risposta e fa secco il russo con il diritto. Siamo 3-2 e servizio a favore dell’allievo di Gipo Arbino, che manda in visibilio l’arena. L’odore del colpaccio è nell’aria, ma le fatiche non sono certo finite. Sale 40-0 Lorenzo sul game di servizio successivo, ma si fa raggiungere sul 40-40. Rublev, però, sbaglia due volte col rovescio e permette all’azzurro di salire sul 4-2 compiendo un altro passettino verso l’impresa.

Chi pensa a un Sonego dedito a risparmiare le energie per i game al servizio è disatteso da una gran corsa dell’azzurro che, dai e dai, provoca l’errore di Rublev per portarlo ai vantaggi, ma Andrey non ci casca e rimane a contatto (4-3). Altro turno di servizio fondamentale per l’italiano, che chiama Rublev a rete: il passante però è troppo prevedibile e il numero 7 del mondo sale 0-30 azzeccando (stranamente) una volèe. Si arriva a un’altra palla break: arriva una gran prima esterna a 211 km/h per annullarla. “Sonny” è solido dal fondo e Rublev deve forzare i colpi per scardinarlo, ma il suo diritto finisce largo. Poi il moscovita stecca mandando Sonego sul 5-3. Proteste russe per la lentezza di Sonego nel servire dopo un paio di net, ma il regolamento gli consentiva di prendersi quel tempo.

Andrey da Mosca deve servire per rimanere nel match e qui Sonego pesca un rovescio lungolinea da antologia, l’ennesimo del match, per andare 30-30, ma Rublev buca il torinese con un diritto vincente. Si va però ai vantaggi e Rublev sbaglia col diritto, concedendo a Sonego il primo match point, annullato dal moscovita con la combinazione servizio-diritto. Lorenzo però insiste sul diritto del russo e raccoglie un’altra stecca. Al secondo match point, la gioia di Lorenzo e della Grand Stand Arena può scatenarsi dopo l’ultimo errore di Rublev.

Il tabellone completo

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ATP Roma: rimonta pazzesca di Djokovic su Tsitsipas, è in semifinale con Sonego

Il numero 1 del mondo rimonta un break di svantaggio nel secondo e terzo set dopo l’interruzione di venerdì sera. Raggiunge la semifinale dopo tre ore e un quarto

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Novak Djokovic - Roma 2021 ((via Twitter, @InteBNLdItalia)

[1] N. Djokovic b. [5] S. Tsitsipas 4-6 7-5 7-5

Ha ricordato tanto la partita tra Rafa Nadal e Denis Shapovalov il quarto di finale tra Novak Djokovic e Stefanos Tsitsipas. Nei panni del vincitore ci sono sempre loro però, Rafa e Nole, che potrebbero sfidarsi solo in finale eventualmente. Stavolta è stato Djokovic a rimettere in piedi un match già perso contro il più giovane avversario. 4-6 7-5 7-5 in favore del campione in carica, che nella mattinata di sabato ha recuperato un break di svantaggio nel secondo (dopo l’interruzione per pioggia di venerdì sera) e nel terzo set, ha salvato il match mentre Tsitsipas serviva per vincere sul 5-4 del terzo e ha raggiunto l’undicesima semifinale al Foro Italico dopo 3 ore e 16 minuti.

A livello Masters 1000 è la sua 70esima semifinale, ma dovrà giocarla in condizioni non ottimali, perché a differenza di Nadal e Opelka dovrà scendere di nuovo in campo per un doppio turno contro Lorenzo Sonego, nella sessione serale. Lorenzo ha già battuto Djokovic nella scorsa stagione, addiruttira in due set sul veloce a Vienna.

 

Per Tsitsipas arriva invece un’altra delusione cocente dopo quella della finale di Barcellona, persa dopo 3 ore e mezzo e un match point a favore contro Rafa Nadal. Ha dimostrato in entrambi i casi di poter battere i due fenomeni, ma a un passo dalla mèta ha ceduto il passo all’avversario.

LA CRONACA – Appena Djokovic scaglia il primo servizio del match (doppio fallo, tra l’altro) sul Foro Italico inizia a scendere con un certo ritmo la pioggia. Le condizioni precarie sembrano infastidire più il numero uno del mondo, che concede subito una palla break. Tsitsipas con la prima vera azione della sua partita chiude con il dritto al volo e si mette al comando. Tuttavia entrambi hanno difficoltà a spingere le palle appesantite dalla pioggia battente. Il primo turno di servizio del greco è tanto incerto quanto il primo di Nole, ma con l’aiuto sia del servizio che del suo avversario salva cinque palle break nel secondo e quarto game per salire 3-1.

Ogni momento sembra quello buono per interrompere il match, ma si continua. Il servizio aiuta poco Djokovic, che con un doppio fallo sulla palla break manda Stefanos avanti 4-1 e servizio. La, seppur piccola, reazione di Novak arriva nel game successivo: sulla diagonale di rovescio non riesce mai a far male all’avversario, ma sulla palla del contro-break pizzica la linea bagnata, che fa schizzare via la palla mandando fuori tempo Tsitsipas. Sul 4-3 però il giudice di sedia Aurelie Tourte blocca la partita.

Al rientro in campo dopo oltre 3 ore, il greco è chiamato a difendere un prezioso break di vantaggio e, nonostante la bassa temperatura e la pioggia che picchietta ancora fastidiosamente il campo, lo fa alla grande. Due prime vincenti dal 30-30 per portarsi 5-3. Novak avrebbe qualche piccola occasione anche nel game in cui Tsitsipas serve per il set, ma è poco reattivo: dopo 50 minuti (effettivi) è 6-4 per il numero 1 della Race 2021.

La musica non cambia nel secondo parziale (anche lo scenario climatico è lo stesso). Stavolta Tsitsipas aspetta il terzo game per piazzare la zampata. Dritto vincente per prendersi la palla break, ennesimo dritto sbagliato di Djokovic per concedere il break. Ma con la pioggia che diventa di nuovo insistente, i giocatori sono di nuovo costretti a tornare negli spogliatoi alle 19.15 locali. Per il numero uno del mondo è tutto sommato positivo mettere in archivio una cattiva giornata e riprovarci il giorno successivo.

LA RIPRESA DEL GIOCO – In condizioni totalmente diverse rispetto al pomeriggio di venerdì (sole e oltre 20 gradi) si riprende il sabato mattina. Tuttavia nei primi 15 minuti è ancora Tsitsipas il miglior giocatore in campo. Muove bene il serbo sfruttando bene gli angoli sale fino al 4-2. Le prime vere difficoltà arrivano però un game più tardi. Prima si salva da 0-40 con l’aiuto del servizio, poi è impreciso con i colpi in uscita dal servizio e spreca tre occasioni di salire 5-3. È qui che Djokovic sente l’odore del sangue e con un dritto che si stampa sulla riga recupera il break, chiamando il pubblico come spesso fa a Roma.

Un segnale della crescita di Djokovic è dato dal fatto che sul 4-4 salva per la prima volta una palla break in tutto l’incontro. Ne salva tre (due consecutive) per rimediare a tre errori di dritto in apertura di game. Poco più tardi arrivano anche i set point in favore del campione in carica. Tsitsipas salva alla grande i primi due, ma Djokovic ha inserito una marcia superiore: gli ultimi 3 punti del set sono i migliori del match e da momenti del genere non può che uscire il numero 1 del mondo, che incamera 7-5 il secondo parziale.

Sale il livello della partita a inizio terzo set, ma Djokovic – caricato dal set vinto in rimonta – sembra comunque nervoso sul campo. Ci si mette anche la sfortuna, perché la smorzata che potrebbe cancellare la palla break in favore di Tsitsipas sull’1-2 balla sul nastro e ricade nel suo campo. Brutta la reazione: racchetta scagliata sulle fioriere a bordo campo. Il match sembra andare ancora una volta verso il lato del greco, ma in un game lungo 12 minuti Nole salva ben quattro palle break in modo coraggioso, giocando in tre occasioni la palla corta, che gli permette di sventare un secondo break. Il suo rovescio (e, naturalmente, anche la sua fiducia) inizia a calare nel game successivo, mentre dal lato destro Djokovic è più solido: c’è il break, tutto da rifare per Tsitsipas.

Il greco però a un’altra chance: con uno dei punti più belli del torneo piazza il break e va a servire per la vittoria, ma dopo una serie di punti straordinari Djokovic la spunta ancora. I colpi decisivi li trova col rovescio incrociato stretto, buttando fuori dal campo Tsitsipas che inizia a sentire la fatica e il disappunto per le tantissime occasioni sprecate. Avrebbe l’occasione di brekkare anche sul 5-5, ma Djokovic è ancora perfetto con il servizio, che gli permette di entrare dentro il campo e salvarsi. A questo punto sembra quasi scontato l’esito finale: Tsitsipas è poco lucido nel dodicesimo game e con un rovescio largo, in modo incredibile (ma ormai dovremmo essere abituati) manda Djokovic in semifinale.

“È come se avessimo giocato due partite” ha detto Djokovic al termine del match. “Oggi è stato ancora lui a iniziare meglio ma in qualche modo ho tenuto i nervi saldi nel secondo e nel terzo per brekkarlo. Il tifo del pubblico è stato incredibile, sono grato. Una grande atmosfera. La vittoria è data da un mix di fortuna, forza mentale e tattiche intelligenti. È stato un colpo a determinare il vincitore oggi, nemmeno un punto”.

Ora dovrà recuperare le energie per rientrare in campo alle 19 e di sicuro il pubblico non sarà dalla sua parte… “Per me è la partita più dura dell’anno per ora” ma forse dimentica quella con Karatsev in semifinale a Belgrado. Non mi sento molto stanco, perché non ho giocato tanti match quest’anno a essere onesti”.

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Internazionali di Roma: Nadal si prende la rivincita su Zverev e va in semifinale

Prestazione di straordinaria intelligenza del maiorchino, che salva nove break point su dieci facendo sempre la scelta giusta

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Rafael Nadal - Roma 2021 (foto Twitter @InternazionaliBNLdItalia)

Rafa Nadal ha raggiunto la sua dodicesima semifinale agli Internazionali d’Italia battendo Alexander Zverev per 6-3 6-4 in due ore esatte. Si tratta di una vittoria che testimonia l’incredibile adattabilità dello spagnolo, che si è preso la rivincita per la sconfitta della scorsa settimana a Madrid e ha allungato sul 6-3 nei confronti diretti. Decisivi per Nadal il rendimento con la seconda (79 percento), il +13 negli scambi sopra i cinque colpi e soprattutto le nove palle break salvate su dieci concesse.

PRIMO SET – Sfida fra due campioni di Roma, visto che nel 2017 Sascha ha vinto una delle sue edizioni che dal 2005 non siano finite nelle mani di Nadal (nove titoli) o Djokovic (cinque). I due si sono affrontati agli Internazionali nell’ultimo atto del 2018, quando Rafa rimontò da 3-1 sotto nel set decisivo vincendo cinque giochi su cinque dopo l’interruzione per pioggia.

Nonostante la battaglia di ieri con Shapovalov, Nadal è sembrato da subito molto più brillante rispetto ai giorni scorsi, portando la partita sul terreno degli scambi lunghi (23-12 in suo favore nei punti sopra i cinque colpi, che hanno rappresentato quasi il 65 percento dei punti totali del parziale) contro un avversario parso da subito poco lucido (anche lui reduce da un duro confronto con Nishikori) e salendo a doppia palla break nel secondo gioco con un rovescio lungolinea dopo aver resistito agli attacchi del teutonico con lo stesso colpo. Zverev ha salvato la prima, ma poi ha concesso il 2-0 con il secondo doppio fallo del game. Il tedesco ha cercato di tenersi a galla con qualche servizio vincente, ma all’ingresso nello scambio è sempre andato in affanno, e nel quarto gioco ha concesso un’altra palla break con tre errori di dritto, trovandosi sotto 4-0 quando anche il rovescio l’ha abbandonato.

 

Zverev è generalmente uno dei giocatori più precisi del circuito con la prima (nell’ultimo anno è nono con il 67 percento di prime in campo), ma nel primo set ha avuto qualche problema da questo punto di vista, infilandone solo otto delle prime diciotto, e questo non l’ha aiutato a vincere punti rapidi, visto che all’inizio ha vinto solo un punto su sette con la seconda.

Dopo la gragnuola iniziale, però, Nadal ha avuto un momento di stanca e ha perso uno dei due break di vantaggio con tre unforced. Zverev ha allora iniziato ad aggredire maggiormente con il primo colpo, cercando spesso e volentieri il lungolinea con entrambi i colpi e rimontando da 15-30 per il 2-4. I colpi della tds N.6 hanno improvvisamente iniziato a diventare più penetranti, e con il suo livello è cresciuto anche quello di Rafa; il match è improvvisamente diventato molto più spettacolare, con i due pesi massimi a scambiare diretti a centro ring. Zverev si è portato sul 30-30 in risposta nel settimo game, ma Nadal ha tirato fuori una grande difesa che l’ha portato a sbagliare un dritto in spinta e ha tenuto per il 5-2.

Nel nono game, quando Nadal ha servito per il set, un attimo di spavento. Zverev ha giocato una smorzata, e Rafa è inciampato nella riga del servizio, prendendo una dolorosa botta al fianco che ha fatto trattenere il respiro a tutti i presenti e non solo:

Questa la riga incriminata:

Zverev ha poi sfondato con il dritto per la palla del secondo contro-break, ma ha messo in rete un rovescio dopo essere riuscito a ribaltare l’inerzia dello scambio, e ha poi fallito un altro dritto che ha concesso un set point all’iberico, che non si è fatto pregare e ha chiuso con un servizio esterno vincente.

SECONDO SET – Il livello della sfida ha continuato a crescere, dando vita ad un parziale di assoluta qualità: Zverev è chiaramente più potente da dietro, ma è proprio in questo deficit che la grandezza di Nadal è emersa – il nove volte campione di Roma non ha praticamente mai sbagliato una scelta, usando lo slice alla perfezione, rispondendo bene nonostante una percentuale di prime molto alta dell’avversario, e mostrando la consueta freddezza nei momenti decisivi. All’inizio il maiorchino si è portato 0-30, ed è salito a palla break quando Zverev non è riuscito a chiudere uno smash, permettendogli di forzare l’errore da dietro. Il tedesco è riuscito a salvarsi (chiudendo a rete dopo un altro paio di overhead salvati da Rafa) ed è passato all’attacco.

Il problema di Rafa (già emerso nel primo set) è stata la scarsa efficacia con la prima (con la seconda è stato eccezionale, segno di quanto il suo avversario soffra molto più le rotazioni della potenza): nel terzo game, Zverev ha preso sempre di più il comando delle operazioni, ed è salito 0-40. Nadal ha però tirato fuori il meglio al momento del bisogno, salvando la prima con slice e sventaglio, la seconda con una palla corta di dritto, e la terza ancora con il servizio esterno seguito da un dritto lungolinea, e ha tenuto vincendo un punto infinito con una combinazione fra top stretto e chiusura lungolinea per l’1-1.

Sul 2-2 e servizio Sascha è arrivato l’allungo rivelatosi decisivo. Nadal ha usato ancora una volta efficacemente lo slice, prima obbligando Zverev a una demi-volée puramente difensiva e poi vincendo uno scambio sotto rete per la palla break. Il tedesco si è salvato con servizio e rovescio ma ha poi sbagliato uno smash concedendone un’altra, stavolta concretizzata con un rovescio in diagonale su cui Zverev non è riuscito a tenere in campo il recupero. Il tedesco però si è subito creato due occasioni per pareggiare con due grandi lungolinea, uno di dritto e uno di rovescio, ma Nadal ha salvato la prima attaccando la rete e chiudendo con la stop volley su cui il tedesco ha messo lungo il lob, e sulla seconda ha infilato un perfetto dritto in verticale, tenendo per il 4-2 grazie al suo superiore magistero con le variazioni di rovescio, attirando e passando due volte l’avversario a rete.

Quando Rafa è andato a servire per il match sul 5-4, Zverev lo ha sorpreso con un cambio in lungolinea di dritto che ha prodotto il 15-30, e si è procurato una palla del contro-break quando Nadal ha cercato di tirarsi fuori dallo scambio con un lungolinea bimane finito largo di poco. Sascha ha spinto da subito con lo sventaglio, ma è stato sfortunato quando il nastro ha messo lungo il suo dritto; si è procurato un’altra chance spingendo nuovamente con il rovescio, ma Nadal ha usato nuovamente il drop di dritto per la parità. Rafa ha poi cercato lo stesso schema, ma sorprendendo anche sé stesso ha messo lungo il passante. Zverev ha messo in rete la risposta di rovescio, e stavolta è stato lo spagnolo a procurarsi il match point con un cambio di dritto lungolinea, chiudendo con un serve-and-volley esemplare, slice esterno e volée di rovescio.

In semifinale troverà invece un assoluto esordiente a questo livello in un 1000, che per di più si era presentato a Roma con due sole vittorie sulla terra battuta in carriera nel circuito maggiore: Reilly Opelka.

Il tabellone completo

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