Nadal: "Partita chiave". Thiem: "Pensare di batterlo non è realistico"

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Nadal: “Partita chiave”. Thiem: “Pensare di batterlo non è realistico”

Rafa non pensa ai record, Thiem mette la mani avanti ma “ci proverò”. Delpo e Halep rimangono fiduciosi, Sharapova pretende di più. Pliskova: “Sorpresa da me stessa”

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RAFA NADAL – “Non è stato un match semplice. È stata dura. All’inizio della partita ero in controllo, alla fine… non molto. Stanco? Fisicamente, no. Non voglio essere ipocrita. Mai una partita finita al terzo, non puoi stancarti più di tanto vincendo sempre in due set. Poi ovviamente, c’è la stanchezza mentale. Devo essere concentrato ogni giorno. Ma sono felice perché le cose stanno andando bene per me. Non ho giocato molto quest’anno, ma adesso sono in un buon momento. Di solito il giorno dopo una partita do sempre uno sguardo alle statistiche del match. A Carlos piace molto guardare questo genere di cose. Verifichiamo dove ho posizionato i miei colpi, quante palle sono andate dentro e fuori dal campo, quanto sono stato aggressivo, la posizione in campo, quanto sono stato vicino alla riga di fondo. Il record? Quando la mia carriera sarà finita, queste cose rimarranno. È difficile vincere 50 set consecutivi. L’ho fatto, ok, ora andiamo avanti. Non parliamone più e pensiamo a quello che mi aspetta, che è la cosa che mi interessa maggiormente. Poi ci sono alcuni record che mi rendono felice, sono quelli che dicono che sei stato capace di mantenere un determinato livello per tanto tempo, come vincere il Roland Garros così tante volte. Thiem il migliore avversario su terra? L’avversario più pericoloso è sempre il prossimo. Poi ci sono dei momenti in cui un avversario è semplicemente più duro da affrontare, in passato ad esempio è stato così con Djokovic. Adesso, non è molto chiaro. Domani giocherò contro uno dei tennisti più forti del mondo su questa superficie. Sarà una partita chiave per il torneo. È una di quelle partite in cui devo fare qualcosa in più. E sono pronto per farlo”.

Rafa Nadal – Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

DOMINIC THIEM – Giocare contro Rafa sulla terra, è la più grande sfida tennistica che puoi trovarti ad affrontare in questo momento. È molto, molto dura. Andrò in campo per vincere, anche se adesso non è molto realistico pensarlo… per come sta giocando lui e per come sto giocando io. Ma ogni caso ci proverò. La partita che ho vinto lo scorso anno contro di lui a Roma, è stata una delle migliori della mia carriera. Se voglio batterlo, dovrò fare lo stesso. Dovrò giocare uno dei migliori match della mia vita, essere aggressivo, commettere pochi errori. Lo scorso anno era diverso, adesso non sembra molto realistico. Ma tutto può succedere, ci proverò ovviamente. Se qui è più facile batterlo per via delle condizioni particolari? Beh, se è concesso dire una cosa simile, allora sì, qui e a Roma. Qui per l’altitudine, il campo è più veloce. Anche a Roma è lo stesso”.

DENIS SHAPOVALOV – Ho sempre saputo che essere mancino sarebbe stato un grande vantaggio. Sono cresciuto guardando Rafa. Allora dominava, e lo sta facendo anche adesso. Dovevo trovare il mio passo sulla terra, capire come adattare il mio stile di gioco alla superficie, i rimbalzi alti, gli scambi lunghi. Trovare il giusto compromesso tra rimanere negli scambi lunghi ed essere comunque aggressivo. Credo di averlo trovato. Ma sto ancora imparando, imparo ogni giorno. Sono felicissimo di essere nei quarti, ma questo risultato non cambia le mie aspettative su terra. Continuerò a lavorare, sperando tra qualche anno di poter essere un serio candidato al titolo del Roland Garros. Adesso, nessuna pressione, nessuna aspettativa”.

 

Denis Shapovalov – Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

JUAN MARTIN DEL POTRO – “La partita è stata decisa da piccoli dettagli. Rimango sereno. So che ci sono tante cose che potrò migliorare tra Roma e Parigi. Posso salire di livello. Forse due soli incontri giocati sono un po’ poco, ma mi sento bene. La terra è sempre una superficie un po’complicata per me, a causa del movimento dei piedi e degli scambi che sono in genere più lunghi. Ma sto bene fisicamente, sono in forma e sto giocando bene”.

MARIA SHARAPOVA – “La sua palla era veramente pesante oggi. Sta molto indietro sul campo e si muove molto bene lateralmente. Forse avrei dovuto portarla un po’ più avanti, usare meglio gli angoli stretti. Ho esitato troppo in alcuni momenti. Mi porto dietro cose positive da questa settimana anche se quando penso a queste partite, vedo tante cose che avrei potuto fare meglio. Quindi ok le cose positive, ma devo anche essere un po’ dura con me stessa, aspettarmi qualcosa di più. Devo migliorare sotto questo aspetto. Non puoi sempre darti una pacca sulla spalla. Le settimane post Indian Wells sono state molto dure. È così bello giocare a tennis quando non devi preoccuparti di niente, quando puoi semplicemente giocare a tennis. È una bellissima sensazione, ma non è sempre così. È lo sport”.

KAROLINA PLISKOVA – “Oggi persino nel riscaldamento mi sono sentita benissimo. A livello di gioco non ho cambiato molto rispetto ai nostri precedenti incontri. Ho servito in maniera un po’ diversa, più intelligente, non solo velocità, anche percentuali. Ho variato molto e il kick ha funzionato molto bene. Durante gli scambi mi sentivo benissimo, anche dal lato del rovescio. Ho giocato uno dei migliori incontri della mia carriera su terra, sicuramente. Anche i miei movimenti sono stati ottimi, non ho solo giocato bene in fase offensiva, mi sono anche difesa bene. Sono un po’ sorpresa ad essere onesta… tabellone duro, quando l’ho visto ho pensato: ‘Ok, forse un turno lo supero. Ma va bene così’. E adesso sono in semifinale, non credevo sarei arrivata così lontano”.

Karolina Pliskova – Madrid 2018 (foto via Twitter, @MutuaMadridOpen)

SIMONA HALEP – “Penso che lei abbia giocato veramente bene. Deve aver stipulato una sorta di contratto con le righe e il net (ride). Complimenti a lei. Si è mossa benissimo e ha colpito forte la palla. Non penso di aver giocato una brutta partita. Ma non sono frustrata. Ha meritato lei, ha giocato meglio di me. Forse non ho giocato al mio massimo, ma lei non me lo ha permesso. Rimango fiduciosa in vista dei prossimi appuntamenti. Ovviamente sono delusa per la sconfitta, ma ogni partita è importante se la prendi nella maniera giusta”.

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Tsitsipas: “Mi sento vicino a vincere uno Slam”

LONDRA – Il greco non si nasconde più: “So di dire parole forti ma io credo che quello sia il mio posto”. Le Finals sono il suo quinto titolo in carriera, come McEnroe nel 1978

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Stefanos Tsitsipas con il trofeo - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)
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da Londra, il nostro inviato

Numeri alla mano, Stefanos Tsitsipas è il sesto vincitore nella storia delle Finals privo di uno Slam, il terzo consecutivo dopo Dimitrov (2017) e Zverev (2018). A riprova del fatto che il greco abbia tutta l’intenzione di abbandonare questo limbo di ‘Maestri senza Slam’ – Corretja, Nalbadian e Davydenko tali rimarranno per forza di cose, Dimitrov e soprattutto Zverev hanno ancora speranze di uscirvi – ci sono le sue dichiarazioni poco dopo aver sollevato la pesante coppa che gli è stata consegnata da Hideo Takasaki, presidente della Nitto (title sponsor del torneo). A dare ulteriore vigore alle sue ambizioni c’è una statistica che accomuna Stefanos al più giovane vincitore esordiente del Masters di fine anno, il 19enne McEnroe del 1978: entrambi hanno vinto le Finals come quinto torneo della carriera, quindi molto ‘presto’ nel loro sviluppo come tennisti. A John sarebbero serviti altri sette titoli (vinti in appena otto mesi) per vincere il primo Slam, a New York. Adesso la palla sta a Tsitsipas.

 

Stefanos riesci a crederci? Puoi dirci cosa ha significato per te il 2019 e quanto sei emozionato in questo momento?
Prima di tutto lo ero già per il semplice fatto di essere qui. Ora che sono il campione non so neppure come spiegarlo. Sono così emozionato che quasi non riesco a sentire nulla. Avere in mano questo trofeo è pazzesco. Ricordo quando guardavo alla TV questo evento e pensavo a quanto erano stati bravi ad arrivarci. E ora sono io il campione. Incredibile.

Puoi fare un confronto tra la vittoria dello scorso anno alle NextGen e questa? Pensi sia una buona iniziativa quella di un torneo riservato agli under 21?
Sì, perché mi diede la possibilità di fare un Masters alla fine di un anno per me eccezionale. Arrivai a quel torneo molto carico, convinto di essere uno dei migliori e di poter fare bene. Mi diede la carica per questa stagione perché battei tutti i miei coetanei più forti. Fu un modo per prendere confidenza su come vanno le cose in un Masters. Una bella coincidenza, no?

Tre anni fa dopo la tua vittoria al Bonfiglio ti intervistai per Ubitennis e ti chiesi quali fossero i tuoi obiettivi. Mi dicesti che volevi vincere uno Slam in tempi rapidi. Possibilmente Wimbledon. È ancora Wimbledon il tuo sogno?
Sai una cosa? Non mi interessa più. Tutti gli Slam sono grandiosi, unici. Certo Wimbledon ha un fascino speciale per via della tradizione e se chiedi a un qualunque giocatore ti risponderà che sogna di vincerlo. Ma per me qualunque Slam è straordinario. Sento che il mio tennis migliora continuamente e credo di essere vicino a essere incoronato vincitore di un Major. So di dire parole forti ma io credo che quello sia il mio posto. Affronto i migliori giocatori del mondo e per lo sforzo e l’impegno che ci metto ogni giorno mi merito questi risultati.

Pensi che la vittoria di un giovane in uno Slam possa capitare il prossimo anno? Pensi di poterci riuscire? E in che modo?
Il problema in questi anni è stato rappresentato dai tre primi della classe. Devi buttarli fuori ai primi turni perché più si va avanti nel torneo e più diventano forti e sicuri di sé. Negli Slam la formula tre su cinque gli da più opportunità di rimanere attaccati al match e questo rende molto dura batterli. Se si disputassero al meglio dei tre set sarebbe più facile. È un bel problema perché in tre hanno conquistato quasi 60 Slam e per noi ragazzi è una questione di tempo. Però non so quanto.

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Thiem: “Meritavamo entrambi. Sono orgoglioso di quello che ho fatto”

“È una sconfitta dolorosa”, ammette Dominic in conferenza stampa dopo la finale del Masters persa contro Tsitsipas. “Ma sono comunque soddisfatto della stagione e delle Finals. Nel 2020 ci sarà un nuovo campione Slam”

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Dominic Thiem - ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

da Londra, il nostro inviato

Dominic Thiem si presenta in conferenza stampa dopo la sconfitta nella finale del Masters. L’austriaco è deluso, ma lucido e comunque soddisfatto. Questa sconfitta non cancella quanto di buono Dominic ha fatto in queste ATP Finals, in generale nel 2019 e come ammette lui stesso “soprattutto dopo lo US Open. A Vienna, Shanghai, Pechino ho giocato benissimo e in passato mi facevano soffrire. È lì che ho fatto un passo avanti nella giusta direzione. Nel 2019 di Thiem cinque titoli (Indian Wells, Barcellona, Kitzbuhel, Pechino, Vienna), la finale persa al Roland Garros contro Rafa Nadal e un Masters nel quale è stato capace di battere uno dopo l’altro Novak Djokovic e Roger Federer. La finale (la 25esima in carriera per l’austriaco) è stata un concentrato di emozioni: alla fine l’ha spuntata Tsitsipas al tiebreak decisivo. “Ha meritato”, ha ammesso Thiem in conferenza stampa, aggiungendo: Forse meritavamo entrambi, ma questo è il tennis.


Sei riuscito a rimontare da 1-4 a 4-4 nel tie break. Cosa è andato storto a quel punto?
I tiebreak decisivi a mio parere sono un po’ questione di fortuna. 50/50. Negli ultimi tempi ho disputato molti testa a testa che mi sono andati bene. Oggi no. Ho sbagliato alcune palle che con Novak e in altre occasioni non avevo fallito. Tutto qui. Non posso più farci niente. Abbiamo fatto una grande partita e lui ha davvero meritato la vittoria. Forse la meritavamo entrambi. Ma questo è il tennis. Sono felice della partita che ho disputato.

Che cosa ti resta di questo match? Di questa settimana.
Mi resta molto. Intanto sono in generale orgoglioso delle mie Finals. Ho anche dovuto fare fronte a molti problemi nel corso della settimana. Martedì mi sono svegliato che stavo letteralmente di ***** e mi sentivo male. Poi proprio lunedì ho fatto quella partita leggendaria contro Novak e ho iniziato a stare meglio. Ho quindi imparato che anche nelle situazioni più difficili posso giocare bene e per di più indoor su una superficie velocissima. In generale sono soddisfatto della mia intera stagione specialmente dopo lo US Open. Ora sono molto dispiaciuto ma alla fine è stata una stagione positiva al 90%.

Zverev dopo la semifinale ci ha detto che ritiene che tu o Tsitsipas interromperete il dominio dei tre grandi negli Slam. Che effetto ti fa? Lo condividi?
Mi fa molto effetto che un campione come lui dica così perché c’è del vero quando lo dice. È bello sentirlo. Credo che entrambi possiamo riuscirci. Stiamo giocando molto bene. Io, Stefanos, Sascha e non solo noi. Ho già detto in precedenza che l’anno prossimo credo che avremo un nuovo campione negli Slam.

 
Dominic Thiem – ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Tu e Stefanos siete amici. Come pensi abbia giocato oggi? Ritieni di avere le armi per sfidarlo in futuro?
Ha giocato alla grande oggi è per tutto il torneo. È il campione con pieno merito. È un bene per il tennis perché ha un bellissimo stile di gioco, rovescio a una mano e gioco a rete. Ha anche una gran tecnica. È un bene che sia ai vertici del tennis e nell’immediato futuro lotterà per i titoli maggiori. Ne sono sicuro. Come sono sicuro di avere le armi per vedermela con lui in ogni singola partita. Spero ne faremo tante nel 2020.

Hai fatto grandi progressi sulle superfici veloci quest’anno. Puoi dirci qualche cosa a tale proposito?
Una bella sensazione soprattutto a partire dallo US Open. Ne sono davvero felice anche perché, a essere sinceri, Indian Wells è molto lento e si adatta alle mie caratteristiche come la terra rossa. Non è così a Vienna, Shanghai, Pechino dove ho giocato benissimo e che in passato mi facevano soffrire. È lì che ho fatto un passo avanti nella giusta direzione. Soprattutto avere fatto la finale qui, su questa superficie, è un risultato straordinario per me. Quindi, anche se oggi ho subito una sconfitta dolorosa sono soddisfatto lo stesso.

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Federer: “Tsitsipas è stato più bravo di me in tanti piccoli dettagli”

Le parole di Roger Federer dopo la sconfitta con Stefanos Tsitsipas. “Credo di aver giocato una stagione solida, devo solo ascoltare i segnali che il mio corpo mi manda”

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Roger Federer alle Nitto ATP Finals 2019 (foto Roberto Zanettin)

Rogerti è sembrato che alla fine la differenza tra voi due l’abbiano fatta i breakpoint? Come sentivi la palla oggi rispetto al match contro Novak.
Forse. Senza dubbio ho avuto le mie chance. Non so perché sia finita così. Forse avere sbagliato due smash nello stesso game, cosa che non mi succedeva da una vita. Brutto errore. Non è qualche cosa che puoi allenare. Non c’ero perfettamente neppure con i piedi, non mi sono ancora perfettamente adattato ai pallonetti molto alti. Comunque, ho messo da parte gli errori e sono entrato bene nel match. Poi ho avuto dei buoni momenti e altri molto negativi. A questi livelli non puoi permetterteli. A parte quei due smash per il resto sentivo bene la palla oggi. Diritto e rovescio funzionavano bene. Poi nel secondo set mi ha fatto il break  a zero in un game in cui non ho messo dentro una prima. Infine ho avuto la possibilità di tornare al comando e l’ho gettata via di nuovo. È stato frustrante. Lui comunque ha giocato davvero bene. Anticipava bene I colpi e rispondeva bene ai miei servizi. Dobbiamo dare merito a lui se oggi non sono riuscito a esprimermi al meglio.

Vedi delle somiglianze tra il lungolinea di rovescio di Thiem e quello di Tsitsipas che oggi ti ha causato tanti problemi? 
Sì, un po’. Come tutti quelli che tirano il rovescio a una mano talvolta li effettuano. Li attendevo perché già a Basilea ne aveva tirati molti, ma non credo sia stato questo a fare la differenza oggi. La differenza era altrove. Ad ogni conto lui ha un grande rovescio che può colpire in molteplici maniere anche perché è un giocatore alto e potente e, quindi, penso possa adattarsi ad ogni superficie. Sarà molto importante per la sua carriera. Poi ha un gioco di gambe che lo porta sempre ad essere aggressivo. Ogni palla corta verrà attaccata e credo che sia molto bravo a farlo. È uno dei migliori in questo.

Stefanos ha dovuto annullarti parecchi break point. Come credi abbia fatto? Meglio di te forse?
Certo. Lo dicono i fatti. Credo sia una questione di forza mentale. Inoltre non ha commesso errori stupidi. Nessun doppio fallo. È molto tosto. Io mi sento molto frustrato perché non sono riuscito a fare meglio. Ho buttato via le mie chance. Ormai l’anno è concluso e di più non posso fare. Oggi ho provato di tutto. Ho provato a giocare dentro il campo e ad essere aggressivo ma era difficile perché lui colpisce con grande anticipo. Lui è stato più bravo di me in tutti quei piccoli dettagli.

Hai avuto una stagione positiva comunque con 4 titoli e una finale Slam. Cosa credi di dover fare l’anno prossimo per essere qui di nuovo il prossimo anno?
Devo giocare al livello a cui ho giocato quest’anno per avere le mie chance. Questa stagione credo di aver giocato in maniera solida. Devo avere cura del mio corpo e dei segnali che mi lancia; lavorare bene con il mio team e gestire tutto con il giusto equilibrio. Poi quando arriva il momento di giocare lo so che non è come 10 o 15 anni fa quando giocavo sempre bene un giorno dopo l’altro. Ora devo sforzarmi di più per riuscirci.Forse devo lavorare di più sulla capacità di anticipare mentalmente certi momenti della partita come quelli in cui oggi ho avuto delle opportunità o come a Wimbledon e Indian Wells. Queste cose possono cambiare l’esito di un’intera stagione, darti fiducia. Ma, alla fine, sono contento di come ho giocato nel 2019 e sono eccitato all’idea di affrontare una nuova stagione.

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