Cecchinato: “È scattato un click nella testa, sono un nuovo Ceck”

Marco Cecchinato è in semifinale al Roland Garros. Le sue dichiarazioni al termine della partita

Cecchinato: “È scattato un click nella testa, sono un nuovo Ceck”

[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

Miracolo Cecchinato al Roland Garros: l’Italia torna in semifinale dopo 40 anni

 

Da Parigi, i nostri inviati Antonio Garofalo e Ilvio Vidovich

Marco, hai giocato un tennis fantastico oggi.
Sì, hai detto bene, un tennis fantastico. Ero avanti due set a zero contro Novak, poi nel terzo ero un po’ stanco e anche all’inizio del quarto ho rischiato di andare sotto di due break. Poi ho ricominciato a giocare bene e nel tie break veramente molto, molto bene. Tante occasioni, dei bellissimi punti e alla fine ho vinto. Fantastico!

Cosa vi siete detti dopo il match con il tuo avversario?
Con Novak ci conosciamo molto bene. Dopo il match mi ha fatto le congratulazioni, io ero felicissimo.

Dopo il match tu e Novak vi siete scambiati un caldo abbraccio. Come è stato condividere il momento della tua vittoria?
Novak è una bella persona. Per me è incredibile che Novak sia venuto dalla mia parte del campo e mi abbia detto: “Congratulazioni, è un grande momento per te. Buona fortuna”. Si tratta di un sogno per me.

Fino a dieci giorni fa non avevi mai vinto un match in uno Slam ed ora sei in semifinale. Come te lo spieghi?
Sono molto felice. Prima di venire qui ero in un buon momento di forma. Poi ho vinto il primo incontro e match dopo match mi sentivo meglio… È un momento speciale per me.

Quali sono state le tue emozioni nel tiebreak del quarto, con quei colpi pazzeschi. E come hai fatto a tenere a bada i nervi in quei momenti?
Sì è veramente dura raccontare le emozioni del tie-break. Ero molto nervoso per le occasioni mancate. Specie il terzo match point, quando avrei potuto tirare un vincente e invece ho messo una palla così così. Sull’ultimo, quando ho visto la palla sulla riga sulla riposta, è stato il più bel momento della mia vita.

Perchè hai ricevuto il warning?
Sono andato a cambiare le scarpe in spogliatoio, ma la regola dice che posso farlo solo per andare in bagno. Non sapevo che ci fosse questa regola ed ho preso le scarpe. Ma non era possibile.

Qualsiasi cosa succeda in semifinale, credi cambierà la tua vita dopo questo torneo?
Credo che questo torneo mi cambi la vita. Dopo il Roland Garros avrò bisogno di riposare e di realizzare la cosa e vedere come sarà la mia vita.

Adesso sei tra i primi 30. Sarai testa di serie a Wimbledon. Credi di poter essere in grado di giocare a questo livello anche sull’erba?
Un bene per i miei avversari se sarò testa di serie. Quest’anno cambio i piani e giocherò prima di Wimbledon un paio di tornei, ho il ranking per permettermelo. Così potrò preparare meglio Wimbledon rispetto allo scorso anno. E vedremo. Perché non potrei vincere anche sull’erba?

Hai un 13 sul tuo braccio. Sei superstizioso? Hai qualche rituale prima del match?
Tanti rituali, tanti. Il 13 è il mio numero e volevo tatuarmelo.

Giocherai contro Thiem. Visto quello che hai fatto, credi di poter arrivare in finale?
Sì, ho vinto l’ultimo match contro Thiem. Credo fosse la finale di un Futures. Ricordo quel match e quindi perché no? Voglio credere di poter battere anche Dominic.

Marco, come hai fatto a migliore così in cinquanta giorni? Hai un preparatore mentale?
Sono un nuovo Ceck, è scattato qualcosa nella mia testa. Non ho un mental coach. Magari sto maturando io a venticinque anni, non è tardi. Da due mesi a questa parte credo nelle mie potenzialità, ma c’è un gran lavoro dietro. Credo che ogni tanto possa scattare quel click che ti fa fare un salto del genere.

Tie break clamoroso, due volée incredibili di Djokovic, cosa ti è passato per la testa quando ti ha annullato i match point?
Ho visto i fantasmi. Pensavo di averlo passato, ma ha fatto una gran volée. Anche gli altri match point, soprattutto il terzo. Ma credo di aver avuto un gran coraggio, soprattutto alla fine. Avevo il cuore che batteva a mille ma sono stato lucido, anche se mi tremava un po’ la mano.

Cosa pensavi quando eri indietro nel terzo e hai rischiato di andare sotto di due break? Pensavi di andare al quinto o di poter recuperare il set?
Pensavo che il mio Roland Garros stesse per finire. Però c’era un altro set da giocare. Ho avuto un calo, credo sia normale, ho giocato due set ad un’intensità che per me è nuova, soprattutto contro un giocatore come Novak che spingeva e sinceramente al quinto sarebbe stato il favorito.

Tu giochi sempre al limite, sembrava non potessi vincere punti facili. Come hai visto Novak alla fine, quando ha sprecato tante chance?
Novak l’ho visto un po’ insicuro all’inizio, ma io ho fatto tantissimi vincenti. Sapevo che per vincere contro un giocatore così dovevo prendermi dei rischi. Ho avuto coraggio e sono stato premiato.

Se ti dicessero che vincerai la semifinale per poi perdere la finale con Nadal, firmeresti?
Con il sangue! (ride). Tutti firmerebbero. Intanto ho fatto un’impresa oggi, nei prossimi giorni penseremo a come recuperare, perché oggi ho speso tante energie. Intanto siamo in semifinale e poi penseremo a Thiem.

Il torneo è cominciato con difficoltà, eri due set sotto con Copil. Lì è cambiato tutto?
Sì, all’inizio ho avuto difficoltà ma in quel match anche due set sotto non ho mai smesso di crederci, correvo e tiravo. Lui giocava benissimo, mi ricordo, sembra passato un mese e invece… Da lì è scattato qualcosa e partita dopo partita ho iniziato a giocare in modo incredibile. Prendendo tanti rischi.

Chi erano i tuoi idoli da ragazzino? Qualcuno si è fatto vivo?
Il mio idolo calcistico era Kakà… ma non credo che avrà il pensiero di chiamarmi (ride). Come tennista il mio idolo era Marat Safin, magari lo incontrerò.

Alla fine della partita, quando eri con la testa giù, a cosa pensavi?
Mi sono scese anche due lacrime. Ho pensato di aver battuto uno dei migliori giocatori al mondo e non credevo davvero di aver vinto. Ho fatto tanti sacrifici, tante battaglie, ma il lavoro paga. Ho iniziato da piccolino e vedermi qui fa un certo effetto.

Sai che erano quaranta anni che un italiano non raggiungeva una semifinale in uno slam? Pensi sia una rinascita del nostro tennis?
Beh, è passato tanto tempo. Non lo sapevo nemmeno! Secondo me è un buon momento per il nostro tennis, ci sono tanti giocatori. Oggi ho vinto questo match incredibile, la semifinale al Roland Garros è una cosa grandissima, spero che tutta Italia sia felice e sono contento di aver riscritto un pezzo di storia dopo quaranta anni.

Cosa è successo qui a Parigi? Pensi di poter vincere il torneo?
È il momento migliore della mia vita, non ci credo che sono in semifinale, non penso a vincere il titolo, voglio pensare partita contro partita e voglio pensare al match con Thiem. Nadal? È dall’altra parte…

CATEGORIE
TAG
Condividi