Alla Conquista della Terra Ep 24 - Marco delle meraviglie

Italiani

Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

Una giornata storica per il tennis italiano nelle parole di Antonio Garofalo. L’impresa di Cecchinato vista dalla tribuna del Suzanne Lenglen

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie
Le parole di Cecchinato: “È scattato un clic nella testa, sono un nuovo Ceck”
Miracolo Cecchinato al Roland Garros: l’Italia torna in semifinale dopo 40 anni
Marco di trionfo. Favola Cecchinato, lacrime di gioia
Bertolucci su Cecchinato: “Maturità da campione. Una meraviglia”

Con una prestazione assurdamente magnifica Marco Cecchinato raggiunge la semifinale del Roland Garros, 40 anni dopo l’ultimo italiano (Barazzutti), battendo Novak Djokovic nel match del torneo. Primi due set capolavoro, poi un calo, ed infine una rimonta da 2-5 nel quarto set ed un tie-break da cineteca vinto 13-11. Venerdì in semifinale ci sarà Thiem che ha regolato in tre set un acciaccato Zverev. La prima semifinale femminile sarà Keys-Stephens.

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ATP Kitzbuhel: Mager punisce un Ramos-Viñolas distratto, fuori Cecchinato

Mager vince in rimonta contro Albert Ramos-Viñolas, Cecchinato cade sotto i colpi del tedesco Altmaier

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Giornata piena nell’ATP 250 di Kitzbuhel, con tanti giocatori di livello in campo. Ad aprire la giornata sono arrivate le vittorie di Krajinovic e Kovalik, che hanno superato in tre set Taberner e Vesely. Più a sorpresa il risultato del derby spagnolo tra Pedro Martinez e Roberto Bautista-Agut; l’ex semifinalista di Wimbledon ha sofferto la grande vena del suo connazionale, che è riuscito a sfondare il muro opposto da Bautista. Equilibrata anche la sfida tra il piccolo prodigio norvegese Holger Rune e Arthur Rinderknech. Il francese si è imposto in tre set, confermando quanto di buono ha fatto vedere in questo scorcio di stagione sulla terra battuta.

Nel primo pomeriggio è stata la volta dei due italiani ancora in gioco, Gianluca Mager e Marco Cecchinato, ma soltanto il primo ha passato il turno cogliendo una bella vittoria in rimonta contro Ramos-Vinolas. Partiamo proprio dalla vittoria di Mager, il primo a subire il break a causa di un brutto game di servizio perso a zero. I nervi però non aiutano Ramos, che manca l’occasione con un secondo break quando Mager serve per restare nel set. Il disastro arriva però nel game successivo; Ramos manca tre set point e in un game interminabile Mager si rimette nel set breakkando alla settima palla break. Il buon momento del tennista italiano continua nel tie-break: Mager prende subito il comando e non perde la calma nemmeno dopo il contro-break quasi immediato di Ramos. Lo spagnolo perde ancora due volte il servizio e deve lasciare il primo set a un ottimo Mager.

Il momentum non si trascina nel secondo set. Ramos trova immediatamente il break e sostanzialmente “addormenta” il set. Mager non riesce più ad avvicinarsi nel punteggio in risposta con costanza e lascia scorrere via un set controllato senza problemi dal suo avversario. Il tennista spagnolo riesce a non perdere mai campo nello scambio, aiutato da uno slice al servizio molto più incisivo del primo set. Questa volta lo spagnolo non tentenna nel finale e trova anche il secondo break, concludendo il set sul 6-1 a favore e rimandando ogni discorso al terzo set.

 

Mager si riprende nel terzo set, in cui torna a mettere pressione a Ramos sul suo servizio. Riesce a portare Ramos ai vantaggi già nel secondo game ma poco dopo arriva la beffa; l’ex finalista di Rio si complica la vita con un doppio fallo in un turno di servizio già partito dallo 0-15 e deve salvare tre palle break a un Ramos che ora sembra molto più in palla. Mager riesce a salvare le prime due palle break ma deve capitolare alla terza, che consegna allo spagnolo le chiavi del match. La partita non sembra in discussione, con Ramos che non dà mai l’impressione di poter sbagliare, ma come successo nel primo set il tennista spagnolo regge molto poco la pressione.

Al momento di servire per chiudere il match Ramos gioca uno dei peggiori game della partita, condito di errori non forzati assolutamente inusuali per lui. Mager è molto bravo ad approfittare dell’occasione e con un dritto vincente rimette in carreggiata una partita totalmente fuori dai binari. Non ha problemi Mager a garantirsi il tie-break, ne ha molti di più Ramos che manca l’appuntamento con le due palle game e deve fronteggiare i primi (e unici) due match point.

Il primo si manifesta con un errore madornale dello spagnolo, che manda fuori di molto un rovescio a due passi dalla rete, ma un bel dritto inside-in rimanda i discorsi. Un nuovo match point arriva con un comodo dritto di Mager, con la palla di Ramos corretta dal nastro: questa volta è quello buono, l’ennesimo errore da fondo del game condanna il tennista spagnolo alla sconfitta in una partita che ha avuto più volte in mano. Nei quarti di finale Mager sfiderà Daniel Altmaier, che ha superato in due set Marco Cecchinato impedendo la disputa del derby.

Una brutta sconfitta per Marco, che ha sofferto la regolarità di Altmaier e si è fatto trascinare nel vortice del nervosismo. L’inizio è anche positivo, Cecchinato trova buona profondità nei colpi e brekka il tedesco alla prima occasione utile. Altmaier è bravo a reagire e a trovare un contro-break che rovina i piani di Cecchinato, sempre più nervoso e falloso. Non stupisce visto l’andamento del match che il tedesco passi per la prima volta avanti nel settimo game, sfruttando la poca precisione del rovescio di Marco. Il tennista italiano ha un sussulto quando Altmaier serve per il set, ma il tedesco salva facilmente la palla break e chiude il primo set a suo favore.

La situazione precipita in avvio di secondo set, Cecchinato è il primo a subire il break e sembra poter mollare. Per fortuna non è così e con una buona reazione ottiene immediatamente il controbreak, salvo cedere subito di nuovo il servizio al tennista tedesco. Proprio nel game successivo Cecchinato ha l’ultima chance per restare aggrappato alla partita, ma Altmaier salva ben quattro palle break, chiudendo poi su una stecca di rovescio di Cecchinato. Il tennista tedesco si conferma la bestia nera dei tennisti italiani, dopo aver battuto Cobolli nelle qualificazioni di Umago e poi Mager, senza dimenticare la sua vittoria contro Matteo Berrettini nel terzo turno del Roland Garros 2020. Delusione per Cecchinato, che chiude il tour estivo su terra senza risultati di rilievo.

G. Mager b. [4] A. Ramos-Vinolas 7-6(3) 1-6 7-5
[SE] D. Altmaier b. M. Cecchinato 6-4 6-4
M. Ymer b. [WC] A. Erler 6-2 6-3
P. Martinez b. [2] R. Bautista Agut 6-4 6-7(5) 7-5
[ALT] A. Rinderknech b. [Q] H. Rune 6-4 3-6 7-6(4)
[3] F. Kraijnovic b. [LL] C. Taberner 6-3 2-6 6-4
[Q] J. Kovalik b. J. Vesely 2-6 6-2 6-4

Il tabellone completo

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Olimpiadi Tokyo 2020: Camila Giorgi si arrende a Elina Svitolina

La tennista italiana sconfitta con un doppio 6-4 paga due partenze ad handicap contro la quotata avversaria

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Camila Giorgi - Osaka 2019 (foto via Twitter, @torayppo)

E. Svitolina b. C. Giorgi 6-4 6-4 (dal nostro inviato a Tokyo)

Finisce con onore l’avventura di Camila Giorgi alle Olimpiadi di Tokyo. La n. 1 italiana si arrende ad Elina Svitolina (da poco signora Monfils) che si impone con un doppio 6-4 in un’ora e 31 minuti di gioco. Più continua la n.4 del seeding e nr.6 del ranking WTA che parte a razzo in entrambi set e ipoteca così il passaggio alle semifinali. Due set fotocopia infatti quelli giocati da Camila, dove in entrambi si è trovata sotto di due break (0-4 nel primo e 1-4 nel secondo) prima di recuperarne uno per poi cedere di misura. Peccato soprattutto per il finale di primo set dove Camila risalita sul 4-5 era andata 0-15 sul servizio dell’avversaria e ha sbagliato un comodo smash, purtroppo il primo contro sole da lei giocato e malamente affossato in rete. Resta comunque ottimo il torneo giocata dalla Giorgi che ci auguriamo sia un viatico per un finale di stagione di primo livello. Elina Svitolina in semifinale affronterà Marketa Vondrousova.

LA PARTITA – Oggi fa di nuovo caldo anche se un vento relativamente fresco taglia il campo e ogni tanto dà un po’ di refrigerio. Giorgi vince il sorteggio e decide di servire, Gael Monfils con tanto di mascherina segue sulle tribune il match di sua moglie. Inizio in salita per Camila che va sotto 15-40, annulla la prima palla break ma poi capitola sulla seconda dopo un estenuante braccio di ferro da fondo campo. Svitolina gioca ad alto ritmo da fondo campo e rimanda tutto dall’altra parte, Giorgi fa fatica a sfondare e incappa in numerosi gratuiti. Tathiana Garbin si fa sentire a più riprese e chiede a Camila di stare più vicino e di avanzare quando l’ucraina accorcia i colpi, facile a dirsi difficile a farsi. Svitolina sembra aver messo il pilota automatico, 18 minuti e 4-0 per la n. 4 del tabellone olimpico, sembra un massacro.

Ma Camila reagisce, tiene finalmente il servizio, annulla due set point sull’1-5 e addirittura centra il break nell’ottavo gioco facendo sentire il fiato sul collo a Svitolina. Camila annulla un altro set point sul 3-5 e poi tiene la battuta. Svitolina sembra in fase calante, l’ucraina parte 0-15 al servizio, Camila ha sulla racchetta un comodo smash, ma si trova a giocarlo contro sole, fa scendere troppo la palla e lo affossa in rete. Per Svitolina è una boccata d’ossigeno e dopo 51 minuti chiude 6-4 senza patire altre sofferenze.

 

Camila esce dal campo per cambiarsi, Garbin le chiede di avere pazienza e di continuare a fare il suo gioco. Si riprende con Giorgi al servizio e l’inizio del secondo set ricalca il primo. Svitolina va avanti ancora una volta di un doppio break (4-1 e servizio), Garbin incita senza sosta Camila e si prende un richiamo a distanza dalla giudice di sedia Kelly Thompson. La n.58 WTA come nel primo parziale trova la forza di reagire e prova a spaventare Svitolina che cede il servizio nel sesto gioco. Giorgi però non riesce a completare la rimonta, il clan ucraino e Monfils spingono sugli spalti la propria beniamina che dopo un’ora e 31 minuti chiude l’incontro con un doppio 6-4 e approda in semifinale. Onore al merito comunque a Camila che ha lottato con tutta sé stessa.

Il tabellone femminile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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Olimpiadi Tokyo 2020: Medvedev supera Fognini nella calura

Fabio Fognini rimonta un set ma poi cede al terzo contro Daniil Medvedev. Per lui nei quarti Pablo Carreno Busta

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Daniil Medvedev alle Olimpiadi di Tokyo 2020 (foto Twitter @ITFTennis)

Dal nostro inviato a Tokyo

[2] D. Medvedev b. F. Fognini 6-2 3-6 6-2

Con due giocatori dal carattere molto deciso come Medvedev e Fognini in campo, chi si aspettava un qualche “spunto polemico” durante il match (e anche dopo) non è rimasto deluso, ma è rimasto con l’amaro in bocca chi invece si aspettava una bella partita, perché di bel tennis non ce n’è stato molto. E non per colpa dei due protagonisti: il caldo che aveva fatto boccheggiare tutti i tennisti nelle prime giornate del torneo e che martedì era stato spazzato via temporaneamente dalla tempesta sub-tropicale Nepartak di martedì è tornato di prepotenza, anche se forse non più ai livelli asfissianti del primo weekend olimpico di Tokyo 2020, ma comunque tale da condizionare pesantemente gioco e magari anche la salute dei giocatori.

 

Fognini ha approfittato di un calo fisico molto evidente di Medvedev al termine del secondo set, il quale ha avuto due “inconvenienti” fisici durante la partita, uno al diaframma e l’altro alla coscia sinistra, con uno di quegli attacchi di crampi che gli capitano non troppo di rado. La partenza rapida nel terzo set e quei 10 punti consecutivi con i quali ha recuperato lo 0-40 nel game d’apertura del parziale decisivo (“sulla seconda palla break ho sbagliato una risposta facile” ha detto Fognini di quel frangente) hanno fatto la differenza, anche se il 6-2 finale, come lo stesso Fognini ha ricordato dopo il match, può lasciar pensare una vittoria più netta di quella vista sul campo.

LA PARTITA

Primo set davvero senza sussulti, se non per un paio di warning a Fognini, il primo per violazione di tempo, contestato dal ligure, e il secondo per aver fracassato la racchetta dopo aver subito il secondo break per l’1-4. Fognini ha provato fin dall’inizio a rallentare un po’ il ritmo degli scambi usando il back di rovescio per evitare di dare possibilità d’incontro a Medvedev, ma perso il servizio nel game d’apertura su una situazione piuttosto fortunosa (risposta completamente scentrata di Medvedev rimasta in campo su cui Fognini ha messo in rete uno smash da fondocampo), Fabio è sembrato sempre in rincorsa, mai in grado di tessere la tela dei suoi palleggi.

Medvedev ha chiesto un medical time-out sul 5-2 per farsi prendere cura della gamba destra, ma non è parso significativamente menomato negli spostamenti, giocando il suo solito tennis bene quanto è bastato per confezionare il 6-2 iniziale in 37 minuti.

Mentre il vento imperversa sui campi laterali dell’Ariake Tennis Park, dentro il centrale, al riparo delle maestose tribune vuote e del tetto retrattile quasi non si muove una foglia. Anche nel secondo set il match stenta a decollare: gli errori sono parecchi, anche se Fognini riesce a mantenersi attaccato all’avversario nel punteggio difendendo con tenacia i suoi turni di battuta. Sull’1-1 rimonta dallo 0-30, sul 3-3 deve annullare due palle break, ma esce bene dal game utilizzando sapientemente la palla corta. Medvedev continua a farsi massaggiare gli addominali durante i cambi di campo, e si prende un’ammonizione per aver continuato anche dopo che il giudice di sedia aveva chiamato la ripresa del gioco.

Nel game seguente Medvedev si distrae un po’, concede una palla break mettendo in rete una volée piuttosto semplice, ma Fognini dopo essersi costruito magnificamente il punto mette in corridoio di pochi centimetri il diritto conclusivo. Uno scambio da 24 colpi sembra tagliare le gambe a Medvedev, che appare stanchissimo e finisce poi per commettere gli errori che gli fanno perdere il servizio. Al momento di servire per il set, Fognini va sotto 0-40, ma Medvedev ormai non ne ha più, e finisce per perdere i cinque punti consecutivi che mandano i due al terzo set e alla pausa di 10 minuti prevista dalla “extreme heat policy”.

Al ritorno in campo, purtroppo sembra un film già visto: Medvedev va subito 0-40, poi infila 10 punti consecutivi e scappa sul 3-0 “leggero”, mentre Fognini discute con l’arbitro e fa volare la racchetta. Il match praticamente finisce lì, anche se Fognini potrebbe avere la chance di ricucire lo strappo sul 2-4, quando però è bravo Medvedev a giocar bene i punti pesanti.

Nei quarti di finale per il n. 2 del mondo ci sarà lo spagnolo Pablo Carreno Busta, testa di serie n. 6, contro il quale ha vinto tre dei quattro incontri ufficiali, l’ultimo dei quali sull’erba di Maiorca poche settimane fa e perdendo solamente nel 2018 a Indian Wells.

POST GARA… AL PEPERONCINO

Si vedeva che eravamo tutti e due abbastanza scoppiati – ha esordito Fognini di fronte ai giornalisti italiani in zona mista – perché con questo caldo non ti arriva ossigeno alla testa. Purtroppo è girata male, ma posso essere contento di aver giocato alla pari per due ore con il n.2 al mondo sul cemento. Ci sono, manca solo un po’ di cattiveria in più ogni tanto, ma se riesco a giocare queste partite in questa maniera, vuol dire che posso giocare ancora tanto, perché non dipende da loro, dipende da me, e questo è bello. Il punteggio forse è più severo di quanto dovrebbe essere”.

Nel corso del match sono stati chiamati ben nove falli di piede a Fognini: “Eh ma li faccio da quando avevo 12 anni… Oggi però l’arbitro non è stato molto presente: ha dato il time violation a me, poi non l’ha dato a lui, ma gliel’ha dato dopo quando non so cosa ha fatto. Evidentemente non arrivava a nessuno troppo ossigeno al cervello… D’altra parte le condizioni sono quelle che sono, ci siamo lamentati tutti, ma non è servito a nulla, e continuiamo a giocare così”.

Più conciliante Medvedev nell’intervista post-gara, almeno con Fognini e l’arbitro, ma un po’ meno con uno dei componenti del contingente stampa. Il russo ha confermato il problema al diaframma e quello alla coscia, che però non dovrebbero dargli nessun problema nel prossimo incontro, e ha detto di non aver parlato a Fognini durante la partita e di non aver nessun problema personale con lui. Ma quando gli è stato chiesto se percepisse un certo stigma di “imbroglioni” portato dagli atleti russi durante questa Olimpiade ha davvero perso la trebisonda.

Come noto, a Tokyo 2020 la Russia come nazione non è rappresentata a causa dello scandalo doping avvenuto alle Olimpiadi invernali di Sochi 2014, ma gli atleti gareggiano sotto l’egida e la bandiera del comitato olimpico russo. “Per la prima volta nella mia vita mi rifiuto di rispondere a una domanda. Non era mai capitato, e credo che tu ti debba vergognare di te stesso [rivolto al giornalista n.d.r.], e spero che vengano presi dei provvedimenti contro di te in modo che non ti sia permesso di seguire le Olimpiadi o il torneo di tennis, e sicuramente non ti voglio più vedere alle mie conferenze stampa”.

Il tabellone maschile delle Olimpiadi con i risultati aggiornati

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