Miracolo Cecchinato al Roland Garros: l'Italia in semifinale dopo 40 anni

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Miracolo Cecchinato al Roland Garros: l’Italia in semifinale dopo 40 anni

PARIGI – Impresa incredibile di Marco Cecchinato che batte Novak Djokovic e riporta l’Italia al 1978. Il palermitano ha giocato un tie-break indimenticabile

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[PODCAST] Alla Conquista della Terra Ep 24 – Marco delle meraviglie

Le parole di Cecchinato: “È scattato un clic nella testa, sono un nuovo Ceck”

È tutto vero, Marco Cecchinato è in semifinale al Roland Garros e riporta un italiano tra i primi quattro di un major quaranta anni dopo la semifinale qui di Barazzutti. Lo fa al termine di una partita incredibile, emozionante, palpitante che ci ha fatto abbracciare in tribuna alla fine come fosse un mundial. Avanti di due set, Marco subiva il ritorno di Djokovic nel terzo set ed anche nel quarto scivolava subito dietro. Quando il quinto set sembrava inevitabile, Marco risaliva dal 1-4 salvando tre palle del doppio break riuscendo a raggiungere il tie-break. Che è destinato a rimanere nella storia del tennis italiano con Marco che annullava tre set point a Djokovic chiudendo 13-11 al quarto match point nel delirio italiano del Lenglen. Splendido e commovente l’abbraccio finale di Novak Djokovic, ancora una volta grandissimo campione nella sconfitta ancor più che nella vittoria. Più in campo che fuori, se è vero che il serbo si è rifiutato di svolgere la conferenza nella sala principale e ha ripiegato su un ‘rito ridotto’ in una sala più piccola, rivolgendo ai presenti solo poche parole. “Marco ha giocato alla grande, merito a lui. Io ho faticato fin dall’inizio, ho dovuto anche lottare con un piccolo infortunio. Quando sono rientrato in partita è andata un po’ meglio, ma non sono riuscito a capitalizzare le mie occasioni“.

 

Cecchinato è l’ottavo italiano a raggiungere una semifinale Slam (De Morpurgo, De Stefani, Merlo, Sirola e Pietrangeli prima del ’68, Panatta e Barazzutti nell’Era Open), il più basso di ranking in assoluto a raggiungere la semifinale del Roland Garros dai tempi di Anrei Medvedev che nel 1999 vi riuscì da numero 100 del mondo, perdendo da Agassi in finale dopo un vantaggio di due set. Con questo risultato Marco sale fino al numero 27 del ranking.

M. Cecchinato b. [20] N. Djokovic 6-3 7-6(4) 1-6 7-6 (da Parigi, il nostro inviato)

CHE PARTENZA CECK – È un Cecchinato spettacolare quello che mette pressione a Nole sin dal primo punto del match, come se non fosse lui a giocare il primo quarto di finale slam in carriera. In verità la versione di Djokovic è una delle peggiori, falloso ogni oltre misura, incapace di trovare un filo logico in ogni giocata. Marco è bravissimo ad aprirsi il campo con il rovescio e a sfondare con il diritto alternando precise smorzate che destabilizzano il serbo. Il break arriva nel quarto gioco orribile di Novak – due doppi falli, errore di rovescio ed errore di diritto – e Marco è esemplare nel capitalizzarlo senza soffrire mai fino al 6-3 finale condito da due ace nell’ultimo turno di partita. Dopo trentaquattro minuti l’azzurro è in vantaggio avendo perso solo cinque punti in cinque turni di battuta ed al cambio campo Novak chiede l’intervento del fisioterapista per un trattamento al collo.

MERAVIGLIA CECCHINATO – L’inizio del secondo set sembra la prosecuzione del primo con Nole che si inabissa sotto tanti errori e Cecchinato in spinta che si porta subito avanti 2-0 e 0-30 sul servizio del serbo. Qui arriva il primo passaggio a vuoto dell’azzurro con Djokovic che entra finalmente in partita con un parziale di 12 punti a 0 che lo rimette in carreggiata. Marco ha due chance di riportarsi avanti nel settimo gioco ma una la salva Nole con lo smash e l’altra la getta alle ortiche lui col rovescio. Dopo un warning per Coaching per parte il momento cruciale arriva sul 6-5 Nole con Marco al servizio. Il serbo ha tre set point sulla racchetta per portarsi in parità: il primo lo sciupa malamente con un errore di diritto a campo aperto, sugli altri due è bravissimo Ceck con il servizio. Si arriva così al tiebreak dove Marco va sotto 3-4 con un brutto smash in rete che sembra condannarlo e invece porta a casa i successivi quattro punti con straordinaria autorità e due regali gravissimi di Nole (palla corta in rete e erroraccio di diritto). Dopo un’ora e trentanove l’azzurro è clamorosamente ma meritatamente due set a zero. La ragazza mora che siede in tribuna e che suscita le attenzioni del collega è tutta presa dal suo cellulare, ignara della storia che si rischia di scrivere sul Lenglen.

CECK RIFIATA E NOLE VA – Come ampiamente prevedibile però, Cecchinato ha un calo più di testa che di gambe all’inizio del terzo. Djokovic restituisce il break preso in apertura ma inizia a trovare profondità e fiducia, limando il numero degli errori. Marco pare in affanno ed il set scivola via rapidamente mentre sul Lenglen arriva una cappa di calore ed umidità a complicare le cose. A fine set l’azzurro esce dal campo per un toilet-break per chiarirsi le idee, ma un cambio di scarpe ‘galeotto’, in occasione del quale il coach avrebbe dato dei suggerimenti a Marco, gli costa un penalty point. Marco non riesce a fermare l’emorragia e Djokovic non è un dodici volte campione slam per caso, e dunque versa sale sulla ferita approfittando dello scoramento dell’azzurro. Sul 4-1 Nole arriva il game che cambia la storia. Il serbo ha tre palle del doppio break con Marco che sembra alle corde. Resiste strenuamente e rimane in scia mandando Nole a servire per il set sul 5-3. Sul 30-0 il quinto set sembra inevitabile e invece Marco si supera con quattro punti di fila che lo rimettono in corsa. Anzi, il siciliano ha anche una palla che lo manderebbe a servire per il match sul 5-5 ma il forcing di Nole è vincente. Si arriva così al tiebreak che passerà alla storia.

IL TIEBREAK DA RACCONTARE AI NIPOTINI – Un giorno racconteremo “noi c’eravamo sul Lenglen quel 5 giugno 2018”. Quando in ventiquattro punti si è riscritta la storia del tennis italiano. In un crescendo di emozioni rossiniano con il Lenglen impazzito. Marco vola 3-0, Nole gli ricaccia indietro la gioia e si porta 4-3 con due errori del siciliano. È una battaglia punto a punto e l’azzurro ha il match point sul 6-5 dopo tre ore e quattordici minuti: scambio lungo concluso da una volèe sulla riga di Djokovic per la disperazione del clan tricolore. Arriva un’altra volée vincente di Nole per il primo set point mentre parte il “Popopopopopopo” del mondiale 2006 ma il rovescio lungo di Djokovic vale il 7-7. Arrivano altre due palle set per il serbo, la prima salvata con coraggio da Marco (schiaffo al volo di diritto), la seconda vola via con una stecca del serbo.

Un incredibile contropiede di diritto di Cecchinato lo riporta a match point dopo tre ore e ventidue: niente da fare, bravo Nole con il suo pressing. E siamo 10 pari. Un dritto sul nastro (azzurrissimo!) riporta Marco ad un punto dal sogno dopo due minuti, ma il pressing da fondo del serbo lo costringe all’errore. Si soffre per Marco ma vorremmo che questo match con queste emozioni non finisse mai. Un errore di Nole però offre a Marco la quarta chiave per il Paradiso: il passante dell’azzurro con Djokovic incredibilmente a rete dietro il servizio regalano a Marco Cecchinato la gioia più grande della carriera.

Abbiamo aspettato quaranta anni per rivedere un italiano in semifinale in uno Slam. Capita di nuovo a Parigi, dove c’è qualche nuvola, ma il cielo è tornato un po’ azzurro.

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ATP Madrid: Berrettini ingiocabile, è suo il derby con Fognini

MADRID – Un break per set basta al n. 10 del mondo per avere la meglio sul tennista ligure. Agli ottavi troverà uno tra Delbonis e Ramos Vinolas

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dal nostro inviato a Madrid

[8] M. Berrettini b. F. Fognini 6-3 6-4

Non c’è stata storia nel tanto atteso derby italiano tra Matteo Berrettini e Fabio Fognini, secondo turno del Masters 1000 di Madrid. Il tennista romano ha trionfato 6-3 6-4 in un’ora e 22 minuti e per farlo ha avuto bisogno di un solo break per set, entrambi presi in apertura, senza mai concedere occasioni sul suo servizio e addirittura lasciando che Fognini raggiungesse i vantaggi una sola volta. Questa vittoria gli consente di raggiungere gli ottavi di finale, dove sfiderà uno tra Federico Delbonis e Albert Ramos-Viñolas.

 

LA PARTITA – L’unico precedente era andato a favore del giocatore ligure per 6-1 6-3, un primo turno a Roma nel 2017, ma era troppo indietro nel tempo per poter trarne informazioni. In quattro anni infatti Berrettini si è evoluto considerevolmente mentre Fognini, alla soglia dei 34, come ha ammesso lui stesso “ogni giorno ho qualcosa di nuovo da dover trattare fisicamente.”

Per anni Fabio è stato il numero 1 d’Italia mentre adesso questo ruolo, che presto si contenderà con Sinner, gli è stato sottratto da Matteo dopo l’exploit agli US Open 2019. Al momento infatti è Berrettini che in termini di ranking guida il florido movimento azzurro, quindi era inevitabile che una delle possibili chiavi di lettura di questo match corrispondesse al classico ‘cambio della guardia’. La maggior potenza da fondo di Berrettini tuttavia, abbinata alle condizioni di gioco più veloci per via dell’altura in cui ci troviamo, hanno impedito lo svolgersi di un match davvero equilibrato. Lo stesso Fognini ieri in conferenza si era augurato un bello spettacolo per il pubblico dell’Arantxa Sanchez Stadium, ma forse con quelle parole era come se avesse previsto l’andamento dall’incontro.

Raramente infatti gli scambi hanno superato i tre colpi – soprattutto nel primo set – e con estrema disinvoltura il n. 10 del mondo è riuscito a servire sopra i 215km/h, col picco a 232km/h. Inoltre la concomitanza del match sul centrale di Bautista Agut contro Cecchinato ha ridotto considerevolmente la presenza di pubblico sull’Arantxa Sanchez, privando Fognini di un altro elemento di forza. La partenza lampo di Berrettini ha deciso il primo set in suo favore: si è fatto bastare un break al secondo game mantenuto fino al 6-3 per chiudere in 35 minuti. Fognini in una sola occasione (in tutto il match) è arrivato ai vantaggi ma come detto i servizi di Matteo sono stati ingestibili. Se non c’era la prima potente, rimediava con la seconda alta e carica di effetto.

Il match, che non è mai decollato a livello di spettacolo, nel secondo set si è spento definitivamente già al terzo game quando uno scarico Fognini si è fatto brekkare senza opporre troppa resistenza. In risposta si è preso tutto lo spazio che il campo 2 aveva da offrire ma comunque non è bastato e in più occasioni ha persino rischiato di scontrarsi con i giudici di linea per recuperare sui colpi di Berrettini. Gli spettatori hanno avuto qualche sussulto nel finale quando il n. 28 del mondo ha mostrato la sua classe con un paio di vincenti di rovescio, ma così come il sole volgeva al tramonto durante gli ultimi game del match anche la sua carriera sembra sempre più addentrata nella parte conclusiva. Per il 25enne Berrettini invece, alla sua prima apparizione nel tabellone principale di Madrid, subito un ottavo di finale in uno spicchio di tabellone che, volgendo lo sguardo verso l’ipotetica semifinale, è presidiato da Daniil Medvedev. Considerando la scarsa attitudine alla superficie del russo, pensare in grande è lecito.

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ATP Madrid: bravo Cecchinato, ma dopo i 3 match point annullati vince Bautista Agut

Ceck trascina la partita al terzo set, ma alla fine gli manca lo spunto decisivo. Resta la buona prestazione in vista di Roma, dove probabilmente giocherà le quali

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Marco Cecchinato - ATP Madrid 2021 (ph. Ángel Martínez)

Gioca un buonissimo incontro, Marco Cecchinato, ma non basta per avere la meglio su un prevedibilmente solido Roberto Bautista Agut che tuttavia è risultato mancante un paio di volte al momento di chiudere. C’è riuscito dopo due ore e mezza grazie al break che gli ha dato il 7-5 finale, con rimpianti azzurri per non aver saputo capitalizzare una seppur lieve superiorità nella prima parte del terzo set. Al di là della sconfitta che sicuramente brucia, crediamo che questa prestazione possa dare buone indicazioni e sensazioni a Cecchinato, unico italiano a uscire indenne dal tabellone cadetto madrileno.

IL MATCH – Entrambi cominciano con grande attenzione: Roberto, l’ordine per antonomasia, che preferisce tenere i piedi vicino al campo; Marco, che non può permettersi troppe sbavature, più lontano alla ricerca di maggiore rotazione. Le prime smorzate azzurre rivelano senza troppa sorpresa che il trentatreenne di Castellon non ha problemi nella corsa in avanti. Il quinto gioco è complicato dall’imprecisione del dritto inside-in di Ceck. Spunta la prima palla break dopo un passante appena largo al termine di una gran difesa. Memore dei due errori precedenti ma non dell’esito dei drop shot, il nostro non esagera con il dritto nell’angolo destro spagnolo, mentre la successiva smorzata è facile preda di Bautista. Cecchinato ce la mette tutta per non far scappare l’avversario, che tuttavia consolida il vantaggio nonostante due palle del pareggio in un game di nove minuti. Si ribella anche a un destino ormai scritto nel tentativo di rimanere in scia, allora ci pensa Bautista a prendere l’iniziativa in risposta per procurarsi la palla break, trasformata grazie all’errore di dritto. Nessun problema a chiudere il set al servizio per il n. 11 del mondo, infallibile sulle palle break: due ottenute e trasformate, altrettante concesse ma salvate. Pesano troppo però i 18 gratuiti di Marco.

Si ricomincia con Ceck che trova anche buone soluzioni a rete e l’altro che mantiene la velocità di crociera in attesa del primo spiraglio utile che arriva al settimo gioco; il palermitano esce però alla grande (anche perché non c’è altro modo contro Agut) dal 15-40. Non se l’aspettava, RBA, e paga lo scotto subito dopo di fronte a un Cecchinato che ci illude di essere improvvisamente in controllo della situazione; invece, servendo per andare al terzo, un altro errore con il dritto inside-in (colpo fondamentale dopo il kick da sinistra che manda l’avversario dalle parti dei fiori) e un doppio fallo rimettono in corsa l’uomo con la eastern di dritto. Nonostante il 40-0, Marco non riesce a far suo l’undicesimo game, tra la ritrovata solidità spagnola e un paio di smorzate ben gestire da “Bati”. Warning per abuso di palla e Bautista Agut che potrebbe chiudere con la battuta, ma il braccio gli trema, un drop shot gli resta sulle corde, il dritto lungolinea (e non solo questo) va largo come si conviene quando ci pensi e la palla ti entra quella frazione di secondo in più e, insomma, tre match point sfumano e Cecchinato lo punisce al tie-break.

 

L’inerzia favorevole si manifesta in apertura con un succulento 15-40 dal quale Bautista esce indenne, ma è stato eloquente il suo gesto di stizza dopo il secondo rimbalzo della precisa smorzata siciliana. Ceck gioca bene adesso, però gli manca lo spunto decisivo e un’altra opportunità se ne va al settimo gioco. Prevedibilmente, l’azzurro cede la battuta in quello successivo, con ancora il dritto inside-inout” dopo il kick. Ma quello con il berrettino proprio non riesce a chiuderla e ai primi due gran punti fa seguire tre errori; ciliegina di Ceck che vince il punto più emozionante del confronto e poi agguanta il 5 pari.

Quando ci si aspetta un altro tie-break palpitante, Bautista Agut mette a referto otto punti consecutivi che valgono il secondo turno contro John Isner, autore di 28 ace in due set nella vittoria contro Kecmanovic, mentre il deejay tira un sospiro di sollievo e fa partire “Burning Heart”. Cecchinato tornerà in campo a Roma, ma verosimilmente gli toccheranno le qualificazioni; il presidente della FIT Binaghi ha annunciato che tutte le wild card del tabellone principale verranno assegnate secondo classifica, e dunque la quarta e ultima dovrebbe andare a Gianluca Mager che lo precede (ora ufficialmente) di una decina di posizioni.

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ATP Madrid: Sinner avanza grazie al ritiro di Pella. “Mi dispiace per quello che sta passando”

MADRID – Sul 6-2 4-4 per Jannik, l’argentino accusa un problema all’inguine e lascia il campo. “Gli faccio un in bocca al lupo per il resto della stagione” dice Sinner, che ora affronterà Popyrin

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Jannik Sinner - Madrid 2021 (via Twitter, @MutuaMadridOpen)

dal nostro inviato a Madrid

L’esordio assoluto nel torneo madrileno per Jannik Sinner è stato decisamente positivo. Alle 11 in punto è sceso in campo contro il n. 55 del mondo Guido Pella e ha centrato il successo in un’ora e cinque minuti, sfruttando il ritiro del suo avversario sul punteggio di 6-2 4-4 in suo favore. L’argentino aveva appena recuperato il break di svantaggio ma si è dovuto arrendere a un problema all’adduttore destro, che già di recente gli aveva dato noie.

In conferenza, Jannik è stato molto carino a sottolineare il periodo difficile del suo avversario. “Non è mai bello vincere così. Mi dispiace moltissimo per quello che gli è successo, soprattutto per il periodo non molto semplice che sta passando. Ha avuto tanta sfiga, tra US Open e Australian Open, poi una settimana fa si è dovuto ritirare dal torneo di Monaco. Per noi che siamo qui in Europa è più facile, lui è abbastanza lontano da casa e credo la sua situazione non sia molto semplice. Gli faccio un in bocca al lupo per il resto della stagione“.

IL MATCH – Dopo diverse giornate di meteo variabile, il sole ha finalmente trovato un po’ di continuità e con il tetto del campo 3 aperto non potevano esserci condizioni migliori per giocare a tennis. Per questa edizione dell’evento, il terzo stadio resterà senza pubblico e quindi è stato ancora più facile apprezzare il suono secco e potente dei colpi di Jannik, alternato al verso di fatica emesso dall’argentino che doveva ribattere a quelle bordate.

L’incontro inedito tra i due non ha rivelato particolari soprese o momenti di suspense, con l’altoatesino placidamente in controllo per gran parte del tempo. Pella quest’anno non ha brillato particolarmente avendo vinto solo due match (uno all’ATP Cup e uno a Monaco per ritiro dell’avversario) e anche oggi a tratti è sembrato sotto tono. I primi game del match sono volati via in favore di chi batteva con una rapidità quasi da cemento. Pella ha saputo difendersi bene col suo servizio mancino, ma nel quinto game Sinner ha arretrato leggermente la sua posizione in risposta dandosi così il tempo e la possibilità di far partire gli scambi. I più importanti sono andati tutti dalla parte del n. 18 del mondo che in 27 minuti ha chiuso 6-2. Nel secondo parziale l’equilibrio è durato ancor meno e uno scoraggiato Pella si è lasciato andare a svariati errori gratuiti da ogni parte del campo andando sotto 1-4.

Sinner a questo punto ha mancato di cinismo non riuscendo a chiudere un match già avviato alla conclusione; l’altoatesino è stato sì bravo a variare le carte in tavola aggiungendo al suo gioco smorzate e discese a rete, ma si è fatto recuperare il break di svantaggio nonostante ottime percentuali con la prima di servizio. La frustrazione di Guido però, che all’inizio derivava dal non saper gestire i colpi potenti di Sinner, ben presto ha cambiato origine e si è rivolta alle sue condizioni fisiche: il 30enne argentino infatti ha accusato un problema all’inguine che l’ha costretto al ritiro dopo un breve consulto col fisioterapista del torneo.

Guido Pella e Jannik Sinner – Madrid 2021 (via Twitter, @MutuaMadridOpen)

Per Sinner è la prima vittoria in un tabellone principale ATP avvenuta per ritiro e al prossimo turno affronterà o il qualificato australiano Alexei Popyrin o il recente finalista di Monaco Jan-Lennard Struff. “Mi sono allenato con tutti e due“, ha detto Jannik. “Entrambi servono bene e tirano forte, qui siamo in altura e quindi sarà una partita difficile. Struff ha fatto finale a Monaco, quindi è in fiducia ma forse ha avuto meno tempo per adattarsi. Popyrin ha vinto già un titolo quest’anno, quindi anche lui è in forma“. Jannik dice che il suo obiettivo principale è trovare l’equilibrio giusto sul campo, ma essendo arrivato con largo anticipo a Madrid – la scorsa settimana ha riposato – il processo sembra già a buon punto. Ed è bene sia così, perché all’orizzonte c’è un possibile ottavo con Nadal: “Il tabellone lo guardo sempre, come il 95% dei giocatori, ma sono concentrato sul turno che devo giocare per giocare più partite possibili. Lo guardo ma ci do poca importanza, perché in campo può succedere di tutto“.

Il tabellone di Madrid con i risultati aggiornati

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