Il meno perdente al Roland Garros in finale con Rafa è…

Flash

Il meno perdente al Roland Garros in finale con Rafa è…

PARIGI – Chi ha perso meno game con Rafa Nadal in finale? Chi ha più limitato i danni? Sempre lo stesso…

Pubblicato

il

dal nostro inviato a Parigi

Rafa Nadal ha vinto l’undecima. Come volevasi dimostrare. Dominc Thiemn ha giocato una buona partita, mostrando ottime cose ma difettando soprattutto sulle palle corte, dove Nadal non ha sbagliato nulla. Dobbiamo comunque ringraziare il n.2 del mondo (su questa superficie), che anche nel terzo set ha lottato fino alla fine rendendo anche l’ultimo parziale del tutto piacevole. Guardando a tutte le 11 finali dell’imbattibile Rafa (almeno all’ultimo atto), qual è stata quella più semplice? Quale quella più combattuta? Attenendosi al numero di game persi, sia in testa che in coda troviamo il Re (ma non della terra…) svizzero. Ecco l’elenco delle finali, da quella più facile a quella più sofferta.

2008, 4 game persi
R. Nadal b. R. Federer 6-1 6-3 6-0

 

2017, 6 game persi
R. Nadal b. S. Wawrinka 6-2 6-3 6-1

2013, 8 game persi
R. Nadal b. D. Ferrer 6-3 6-2 6-3

2018, 9 game persi
R. Nadal b. D. Thiem 6-4 6-3 6-2

2010, 10 game persi
R. Nadal b. R. Soderling 6-4 6-2 6-4

2005, 16 game persi
R. Nadal b. M. Puerta 6-7(6) 6-3 6-1 7-5

2007, 16 game persi
R. Nadal b. R. Federer 6-3 4-6 6-3 6-4

2014,  17 game persi
R. Nadal b. N. Djokovic 3-6 7-5 6-2 6-4

2006, 17 game persi
R. Nadal b. R. Federer 1-6 6-1 6-4 7-6(4)

2012, 18 game persi
R. Nadal b. N. Djokovic 6-4 6-3 2-6 7-5

2011, 19 game persi
R. Nadal b. R. Federer 7-5 7-6(3) 5-7 6-1

Da sottolineare come Federer nel 2011, dopo quella eccellente semifinale contro Novak Djokovic (che veniva da 43 vittorie di fila ma s’imbatté nel migliore Federer dell’epoca), perse in finale con Rafa per la quarta volta ma il game che gli evitò un immeritato bagel nel quarto set gli è servito per issarsi al primo posto della classifica del miglior perdente contro Rafa in finale. Un altro record per Roger, che però forse è meglio non riferirgli…

Continua a leggere
Commenti

Flash

Bublik è convinto che i giornalisti facciano domande sciocche ‘tutte le volte’

MARSIGLIA – Il giovane kazako, già protagonista di un’intervista pepata a L’Equipe qualche giorno fa, ribadisce i concetti… e rincara la dose. Intanto, giocherà la sua terza semifinale ATP

Pubblicato

il

Alexander Bublik - ATP Marsiglia 2020 - Foto di Cristina Criswald

da Marsiglia, la nostra inviata

Dopo la vittoria conquistata al terzo set contro Denis Shapovalov (7-5 4-6 6-3), che gli è valsa la qualificazione alla sua terza semifinale nel circuito maggiore, il kazako Alexander Bublik non si è risparmiato in conferenza stampa ripetendo i concetti già espressi qualche giorno fa nell’intervista rialsciata a L’Equipe. Incalzato dai giornalisti sull’argomento, Alex infatti ha ribadito senza remore le ragioni che l’hanno spinto a diventare un tennista professionista:

Ho detto che mi piace giocare, colpire la palla, ma non lo farei mai se non si guadagnassero soldi” afferma Alex con un certo cipiglio alla domanda un po’ sibillina di un giornalista francese, “Anche tu non faresti un lavoro che non ti fa guadagnare perché non potresti avere da mangiare (cit: ‘bread on the table’). È molto semplice. Devi allenarti, poi ti fai male al ginocchio (indicandosi il ginocchio dolorante su cui gli è stato applicato un impacco di ghiaccio, ndr), devi sacrificare la tua vita privata, ma devi andare avanti, devi ascoltare cose di m…. sui social (qualcuno ha scelto di abbandonarli, infatti, ndr) o dai giornalisti che ti chiedono cose stupide. Ripeto, mi piace giocare ma non sacrificherei mai la mia vita se non guadagnassi denaro“.

 

Per Alexander allora i giornalisti fanno domande sciocche? “Oh sì, tutte le volte!” risponde un imperturbabile e spavaldo Alex. Di sicuro il coraggio delle opinioni non gli manca.

Continua a leggere

Flash

L’ITF pubblica l’elenco dei test antidoping del 2019. Nadal, Federer e Fognini tra i più controllati

Il più ‘bersagliato’ è però Chung, testato addirittura 30 volte fuori dai tornei. Il curioso caso di Giulia Capocci, campionessa di wheelchair tennis

Pubblicato

il

Come di consueto a inizio stagione, l’ITF ha divulgato il riassunto di tutti i test anti-doping effettuati nella stagione 2019. Nel documento che potete consultare integralmente qui, i tennisti vengono elencati in ordine alfabetico e per ognuno di loro è specificato il numero di volte che sono stati testati sia durante che fuori competizione. Da questo conteggio sono esclusi i test effettuati dalle organizzazioni anti-doping nazionali.

Il report segnala delle tendenze che difficilmente possono superare il grado di ‘curiosità’, considerando che non siamo in possesso degli elementi per spiegare il motivo per cui un tennista viene testato più degli altri, sia durante che al di fuori di un torneo. I big three sono certamente clienti piuttosto frequenti delle stanze dei controlli: Djokovic è stato testato 24 volte (10 durante i tornei e 14 fuori), Federer e Nadal entrambi 29 volte (9-20 il primo, 12-17 il secondo). Fognini e Nishikori vantano lo stesso ‘score’ di Nadal, mentre la palma di tennista più bersagliato del circuito ATP spetta a Hyeon Chung, che ha ricevuto solo 4 controlli in-competition ma ben 30 fuori. Il ‘recordman’ di test effettuati durante i tornei è invece Struff, a quota 14.

Al femminile, le big maggiormente sotto controllo nel 2019 sono state Barty e Svitolina (29 test, ben 14 dei quali in-competition per l’ucraina), seguite da Konta (28); in testa c’è però la slovacca Kuzmova, sottoposta a controlli ben 34 volte come Chung. Relativamente poco testate Sharapova (12 volte) e Serena Williams (11), che due anni fa aveva inveito contro l’agenzia antidoping statunitense per la frequenza eccessiva – a suo dire – dei controlli. In generale, e questo vale per i top player di entrambi i circuiti, nessun giocatore che abbia trascorso la stagione ai vertici è stato controllato meno di 15 volte e una quota ben superiore al 50% ha ricevuto più di 20 controlli. Tra le maggiori stranezze si includono i 22 test fuori da tornei a cui è stata sottoposta Giulia Capocci, finalista lo scorso anno a Wimbledon nel torneo di doppio in carrozzina.

 

Per quanto riguarda i giocatori che di recente sono stati oggetto di procedimenti disciplinari, spiccano i 23 controlli di Farah (che però è stato pienamente riabilitato, dopo l’iniziale positività) e i 24 di Jarry, al momento sospeso in via cautelare. La brasiliana Haddad Maia, che è stata sospesa lo scorso luglio ed è squalificata fino a maggio, ha ricevuto appena quattro controlli nel 2019, a uno dei quali – quello durante il torneo di Bol – è risultata positiva.

Continua a leggere

Flash

Le magie di Herbert che fanno impazzire Marsiglia

Nei due tie-break il francese prima gioca un tweener-lob sul set point, poi risponde con un vincente allo smash di Auger-Aliassime. Il canadese però è centrato, annulla tre match point e vince l’incontro

Pubblicato

il

Pierre Hugues-Herbert - Marsiglia 2020 (foto Cristina Criswald)

Pierre-Hugues Herbert è stato a un passo da un successo eclatante. Di fronte al suo pubblico, a Marsiglia, ha avuto tre match point nel terzo set (dopo aver preso 6-0 nel primo) per battere Felix Auger-Aliassime. I due hanno giocato una partita splendida e a fare esplodere il Palazzo dello Sport dell’Open 13 sono stati in particolare due punti favolosi del francese. Uno ha messo fine al secondo set, garantendo ai tifosi presenti un’altra ora di divertimento: pallonetto in twenner seguito da una volée vincente.

L’altro è arrivato sul finire del match. 6-6 nel tie-break decisivo, il canadese piazza uno smash non definitivo dal lato del dritto di Herbert, che scocca un tracciante su cui nulla può il suo avversario. Ad avere la meglio sarà però la solidità di Auger-Aliassime, che ha chiuso 11-9 il tie-break.

 

Continua a leggere
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement
Advertisement