Esordio amaro per Seppi a 's-Hertogenbosch. In rimonta Tsitsipas

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Esordio amaro per Seppi a ‘s-Hertogenbosch. In rimonta Tsitsipas

McDonald impiega poco più di un’ora per eliminare l’azzurro, che ripartirà da Halle. Stefanos ha bisogno di un set di rodaggio per battere il LL Smith e (udite udite) Tomic torna a vincere nel Tour maggiore

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UN BRUTTO SEPPI – Come accaduto a Camila Giorgi a Nottingham, anche per Andreas Seppi il primo impatto con l’erba non è stato dei migliori. L’altoatesino è stato sconfitto al debutto nell’ATP 250 di ‘s-Hertogenbosch da Mackenzie McDonald, numero 110 del mondo, col punteggio di 6-4 6-2. È lui perciò la prima testa di serie a lasciare il torneo (era accreditato dell’ottava): sebbene lo score finale sia piuttosto sorprendente, è importante tenere in considerazione i due match che McDonald ha disputato la scorsa settimana nel Challenger di Surbiton (vittoria su Polansky e sconfitta con Ebden). Il 23enne di Miami aveva perciò già battezzato gli scarpini da erba, mentre il nostro Andreas era al primo approccio col verde. Non può essere questa l’unica spiegazione della sua netta sconfitta, ma è certamente un elemento che influisce sul risultato finale. A fare la differenza sono i tre break consecutivi subiti dal 34enne di Caldaro a cavallo tra i due parziali: dal 4-3 in suo favore nel primo set si è ritrovato in pochi minuti sotto 6-4 4-0, senza vedere nemmeno l’ombra di un break point. In un’ora e 8 minuti McDonald ha conquistato la prima vittoria in carriera su un top 50 e la seconda vittoria nel circuito maggiore (la prima arrivò agli Australian Open, dove nel secondo turno costrinse a un tiratissimo quinto set Grigor Dimitrov).

Seppi ha ancora del tempo per preparare al meglio Wimbledon: tenterà di avere risposte migliori ad Halle e a Eastbourne, tornei per i quali risulta attualmente iscritto. Dopo la nettissima sconfitta al primo turno del Roland Garros, Andreas non è rimasto fermo in attesa del torneo olandese: il 3 giugno ha fatto il suo esordio col circolo Santa Margherita Ligure, per il quale risulta tesserato da tempo, nei pressi di Genova. Il numero 49 ATP ha vinto agevolmente il suo match di singolare nella penultima giornata del campionato di Serie B, contribuendo anche al punto del doppio: non è molto frequente assistere alle gesta di un professionista in una competizione a squadre che non sia la Serie A.

 

Purtroppo, invece, si registrano sempre più spesso le pesanti offese nei confronti di giocatori del Tour da parte degli scommettitori. Subito dopo la partita, Seppi ha pubblicato con sdegno sul suo profilo Instagram sette “storie” contenenti gli insulti, di diversi utenti che avevano evidentemente scommesso sulla vittoria del tennista italiano.

OK TSITSI – È iniziata col piede giusto la stagione sul verde di Stefanos Tsitsipas, che ha battuto in rimonta l’australiano John-Patrick Smith (196 ATP) in un’ora e 33 minuti. Smith è entrato in tabellone come lucky loser, a causa dell’infortunio alla gamba di Tallon Griekspoor. L’ateniese non è tuttavia partito con le marce basse, ma ha faticato per tutta la prima frazione a leggere le traiettorie mancine dell’australiano. L’unico passo falso sul 4-3: in vantaggio 40-15 Tsitsipas ha commesso qualche errore nei pressi della rete e con un orribile attacco di dritto ha regalato il break a un ottimo Smith. La reazione del greco non è stata immediata, perché in apertura di secondo set è ancora Smith a guadagnarsi un’opportunità. Cancellata una pericolosa palla break sull’1-1, Stefanos ha preso in mano le redini della partita e con un break nel game successivo ha messo l’ipoteca sulla seconda partita. Anche il terzo parziale si è deciso nei primi game: sul 2-2 Tsitsipas è stato autore di un eccellente gioco in risposta – aperto da due passanti di rovescio – che di fatto gli è valso l’accesso al secondo turno, nel quale affronterà il tunisino Jaziri.

SOGNO O SON DESTO?- Il digiuno è finito per Bernard Tomic, che, dopo aver conquistato un Challenger ad Aix en Provence, aver superato le qualificazioni al Roland Garros e qui a ‘s-Hertogenbosch, è tornato (finalmente!) a vincere un match nel circuito maggiore, 253 giorni dopo l’ultimo successo, risalente all’ottobre dello scorso anno a Tokyo (6-3 al terzo su Sousa). L’australiano era atteso da un match insidioso contro Marcos Baghdatis, ma il cipriota ha annunciato forfait per un fastidio al tendine del ginocchio: nonostante le sedici posizioni di svantaggio in classifica, Tomic non ha avuto problemi contro il lucky loser Kevin King (165 ATP), sconfitto 6-4 6-2. Ora affronterà Robin Haase, giustiziere di Ivo Karlovic. Oltre alla debacle di Seppi, l’altra sorpresa di giornata l’ha fatta registrare il qualificato australiano Alex Bolt, capace di eliminare in tre set Vasek Pospisil. Il canadese, sceso all’88esima posizione nel ranking, pare si trovi bene solo a livello Challenger in questo 2018: se nel circuito minore ha un record stagionale di 26-6, a livello di Tour maggiore ha vinto solo due partite su sette disputate.

Risultati:

[WC] M. McDonald b. [8] A. Seppi 6-4 6-2
[5/WC] S. Tsitsipas b. [LL] J. Smith 3-6 6-3 6-4
M. Ebden b. [LL] T. Smyczek 6-2 6-3
[Q] B. Tomic b. [LL] K. King 6-4 6-2
M. Jaziri b. [Q] M. Purcell 6-2 6-3
E. Donskoy b. [Q] F. Skugor 6-3 6-2
[Q] A. Bolt b. V. Pospisil 4-6 7-6(5) 6-2
J. Chardy b. G. Garcia-Lopez 6-4 6-7(7) 7-6(4)

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Naufragio Dimitrov a Ginevra, Zverev ai quarti. Moutet al fotofinish su Opelka a Lione

Altra brutta sconfitta per Griga, che non riesce a difendere il set di vantaggio contro Delbonis in un torneo zeppo di atleti in crisi di fiducia. Prima tra tutti Zverev, che batte Gulbis all’esordioi. Passi avanti per il piccolo Corentin, passi indietro per Hurkacz

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Grigor Dimitrov - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Giornata tra alti e bassi, intonata all’umore degli spaesati protagonisti in gara, quella andata in onda in riva al lago Lemano per la terza giornata del corso di recupero in corso di svolgimento nelle aule dell’ATP di Ginevra. Frequentata con scarsissimo profitto la prima parte di stagione, si sono dati appuntamento nel corso dello stesso pomeriggio Grigor Dimitrov (quest’anno discreto solo in Australia, con quarti a Brisbane e quarto turno a Melbourne, da censura tutto il resto), Sascha Zverev (una sola semifinale nel 2019, ad Acapulco, peraltro persa malissimo contro Nick Kyrgios), Damir Dzumhur (tristanzuolo record di cinque/otto in stagione) e Deliciano Lopez (appena due vittorie in tabellone principale nel tour maggiore e a settembre ci sono trentotto candeline da spegnere): abbastanza per respirare tutta la paura blu dell’abisso di fiducia.

Paura che ancora una volta ha attanagliato la controfigura del bulgaro, qui costretto alle qualificazioni e incapace di difendere il set di vantaggio preso a Federico Delbonis, un altro che non è in fondo alla buca ma vi è pericolosamente vicino. Sembrava semplice, dopo il seiuno in scioltezza del primo set, ma per l’uomo che doveva essere la reincarnazione di Federer nulla è semplice in questo periodo, nemmeno godere del conforto di un break a favore all’alba del set decisivo. Al momento, con l’occhio spento, il rovescio in croce e i piedi sempre troppo lontani dalla riga di fondo, non si vede cosa possa fare svoltare il mesto Griga.

 

A spingere in coda alla serata il match del primo, traballante favorito Zverev – che intanto ha cominciato lasciando tre game a Gulbis – ha pensato il derby degli incerti tra Dzumhur e Feliciano Lopez, lottato oltremodo e vinto in rimonta dal bosniaco, che aveva perso al tie break il primo set; la stessa rimonta riuscita al redivivo Ramos Vinolas su Mannarino, al solito abbagliante un momento e spento in quello successivo. Tutti molto inquieti, nell’attesa dell’esordio di Stan Wawrinka previsto per domani.

Risultati primo turno
A. Ramos b. [6] A. Mannarino 6-7(2) 6-3 6-2
J. Sousa b. L. Mayer 6-2 6-7(6) 6-4
F. Delbonis b. [Q] G. Dimitrov 1-6 6-4 6-2
[Q] D. Dzumhur b. [WC] F. Lopez 6-7(2) 6-4 7-5
H. Dellien vs [WC] J. Tipsarevic

Secondo turno
[1] A. Zverev b. E. Gulbis 6-2 6-1

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A Lione ha brillato la stella di Corentin Moutet, ventenne atteso in modo persino troppo pressante da stampa e tifosi dopo gli incoraggianti risultati ottenuti nell’ultimo anno e mezzo. Ritiratosi a migliorare esperienza e colpi nel circuito Challenger per un buon periodo, Moutet è riapparso nel tour maggiore battendo il lanciamissili USA Reilly Opelka, al quale è persino riuscito a strappare due volte il servizio nella frazione inaugurale. Ceduto di schianto il secondo set, il buon Corentin è riemerso da un break di svantaggio in quello decisivo e nel furibondo tredicesimo gioco ha annullato due match point consecutivi prima di chiudere alla quinta chance capitatagli.

Semaforo verde anche per Benoit Paire, dopo le solite mattane contro Mackenzie McDonald e per Pablo Cuevas, vincitore in due su un Hubert Hurkacz in leggero calo dopo le meraviglie mostrate al Sunshine Double. In chiusura di programma ha allietato gli spettatori Felix Auger-Aliassime, chirurgico nell’evitare un pericoloso tie-break nel secondo set – dopo aver vinto quello del primo – breakkando Millman sul 6-5, all’ultima occasione utile. Un dritto largo dell’australiano manda Auger-Aliassime ai quarti da Johnson, incontro nel quale il canadesino sarà favorito.

Risultati primo turno
C. Moutet b. R. Opelka 6-3 2-6 7-6(10)
P. Cuevas b. H. Hurkacz 6-4 6-4
B. Paire b. M. McDonald 3-6 7-6(5) 6-1

Risultati secondo turno
S. Johnson b. P.H. Herbert 7-6(6) 5-7 6-1
F. Auger-Aliassime b. J. Millman 7-6(3) 7-5

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Seppi e Sonego subito fuori a Ginevra. Sinner subisce la rivincita dal lucky loser

Lunedì triste per l’Italia, che perde tutti e tre i giocatori in corsa questa settimana. Momentaccio per Seppi, che arriva a 9 sconfitte consecutive

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Andreas Seppi - Madrid 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Non piove solo sugli Internazionali di Roma. Anche a Ginevra e a Lione il maltempo si fa sentire, ma l’effetto è solo quello di ritardare le sconfitte dei tre italiani impegnati in un lunedì il cui grigio non lascia il minimo spiraglio d’azzurro. Eliminati con rimpianti Andreas Seppi, Lorenzo Sonego e Jannik Sinner e senza altri nostri rappresentanti nei due tornei che precedono il Roland Garros, l’attenzione si sposta ora su quei quindici che daranno battaglia per entrare nel tabellone del Roland Garros, dei quali sei (sui dodici che hanno già esordito) hanno passato il primo turno.

ANDREAS, QUASI MA NON BASTA – Nonostante l’ultima vittoria ottenuta in febbraio a Delray Beach e un primo set da dimenticare, la nona sconfitta consecutiva per Andreas Seppi arriva inaspettata per come era riuscito a girare l’incontro e per il vantaggio nella partita finale. L’avversario, il n. 92 ATP Hugo Dellien e primo boliviano a entrare in top 100 trentaquattro anni dopo Mario Martinez, durante il Golden Swing sudamericano ha fatto conoscere a un pubblico più ampio il dritto pesante e la prima robusta di cui dispone. La pioggia smette di cadere, quattro connazionali di Hugo (metà del pubblico, quindi) si immortalano gioiosi sulle gradinate e tutti sono pronti per cominciare. Quasi tutti, perché Andreas propone una delle sue partenze tutt’altro che scattanti a cui ci ha peraltro abituati, quindi non preoccupa più di tanto il break subito al secondo gioco mentre l’avversario sale 3-0 con facilità. Con il passare dei minuti, veramente pochi, appare chiara la difficoltà dell’azzurro nel trovare soluzioni alla pressione di Dellien, il quale continua a girare attorno alla palla sfoderando il suo drittone per comandare il gioco quasi senza concedere errori, e il 6-1 arriva tanto rapido quanto inevitabile.

Nel secondo parziale, Seppi trova subito lucidità e comincia a muovere efficacemente la palla aprendosi il campo, lascia partire accelerazioni improvvise e raccoglie i frutti prendendosi il vantaggio al terzo game. Gli scambi si allungano ma, se Andreas è sempre più solido e riesce a essere aggressivo in risposta, l’altro concede finalmente alcuni errori, regali obbligati nel vano tentativo di riprendere il controllo del gioco. La reazione boliviana evita un punteggio pesante nel parziale ma non il terzo set e neanche sposta l’inerzia: con il numero degli spettatori triplicato grazie all’arrivo di una scolaresca, la Seppia nazionale continua a dettare le condizioni a cui Dellien deve suo malgrado adattarsi. La svolta arriva quando Hugo risale dalla buca salvando due palle dell’1-4 pesante e – un classico – riprendendosi il break di svantaggio, ma soprattutto l’iniziativa che lo porta a chiudere 6-4.
Per un set e mezzo, Andreas ha messo in campo il suo tennis migliore che da troppo mancava all’appello, ma il dazio della falsa partenza, ineludibile, è stato pagato con la sconfitta numero 14 in stagione che lo porta al primo posto della classifica per incontri persi nel circuito maggiore, un triste primato che l’italiano condivide con Chardy.

 

FUORI ANCHE SONEGO – Diventato ormai esperto nel superare le qualificazioni (sesta volta negli ultimi sei tentativi), Lorenzo Sonego cede con un doppio 7-6 a quel Radu Albot che, forse, avrebbe voluto evitare per un po’ di pensare all’Italia dopo il vergognoso comportamento di alcuni “tifosi” durante il suo match perso contro Fabio Fognini a Roma. Su un rilassante campo 2 immerso nel verde, il decimo gioco della prima partita risulta quello chiave, con Lorenzo che serve sul 5-4, annulla palle break a ripetizione finché la pioggia non prende il sopravvento; due ore dopo, non trasforma un set point nello stesso game, ma inizia con coraggio il tie-break guadagnandosi il 4-0. Troppo poco per tirare il fiato, perché lascia l’iniziativa ad Albot che rientra anche grazie a un paio di ottime risposte e fa sua la prima partita dopo aver annullato un’altra palla per il set. Andamento regolare nel secondo parziale sia per il punteggio sia per il gioco, con il moldavo piuttosto ordinato che cerca di muovere l’avversario e il torinese più esuberante pur senza strafare; ancora una volta, però, Albot è più concreto nel finale e il tie-break è ancora fatale a Sonego.

Tre minuti dopo il dritto al volo in contropiede con cui Dellien si è guadagnato il secondo turno a Ginevra, in quel di Lione arriva l’urlo di Tristan Lamasine a sottolineare il dritto vincente, un passante incrociato, con cui il ventiseienne francese n. 270 ATP si prende la rivincita su Jannik Sinner, a poco più di 24 ore di distanza dalla loro sfida nel tabellone cadetto. Sì, proprio come Salvatore Caruso si era qualificato a Estoril a spese di Pablo Cuevas per poi perderci nettamente al primo turno del main draw, Jannik si ritrova davanti l’avversario del giorno prima che, perdente fortunato, ha preso il posto di Mikhail Kukushkin, ritirato per dolore alla spalla destra. Spalla che invece non dà alcun problema a Lamasine, che sbraccia violento come se non fosse domani il secondo turno (infatti). E fa anche il fenomeno a rete, a sottolineare che è stato addirittura top 100 in doppio. Il nostro, viceversa, sempre tranquillo ma che non può non sentire la doppia pressione dell’opportunità favorevole e di quella che sembra la regola della vendetta del lucky loser, nel set iniziale commette errori che, insieme a quel 20% di prime trasformate, probabilmente gli ricordano di quando era under 10.

Dopo sette giochi consecutivi a favore di Tristan, Sinner entra in partita e si porta avanti di un break, facendosi però riprendere tra ingenuità proprie e meriti dell’avversario che lo punisce, anche fisicamente, centrandolo da distanza ravvicinata sulla (e con la) palla del 4 pari. La maggiore aggressività francese paga anche nel tie-break e Lamasine si prende la seconda vittoria in carriera nel circuito maggiore e gli ottavi contro la testa di serie numero 1 Nikoloz Basilashvili. Per il diciassettenne Jannik, restano comunque la soddisfazione e il risultato del primo main draw ATP dove il suo nome è introdotto dalla ‘Q’ di qualificato.

Risultati:

Ginevra
H. Dellien b. [8] A. Seppi 6-1 3-6 6-4
[5] R. Albot b. [Q] L. Sonego 7-6(6) 7-6(3)

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Lione
[LL] T. Lamasine b. [Q] J. Sinner 6-0 7-6(5)

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Nadal: “Sono più felice per il titolo che per aver battuto Djokovic”

Il clic? “Dopo il primo turno a Barcellona. Il giorno dopo mi sono svegliato con una energia differente”. Uno sguardo a Parigi: “Ripeterò il solito programma. Non vedo l’ora di essere là”

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Rafael Nadal - Conferenza Roma 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

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Rafael Nadal è tornato, ammesso che fosse mai andato via. Conquistando per la nona volta gli Internazionali d’Italia – rimane ‘solo’ il quarto miglior record della sua carriera relativamente ai tornei, stante il dominio di Barcellona, Montecarlo e Parigi – il maiorchino ha anche interrotto un digiuno di vittorie che durava dalla scorsa edizione della Rogers Cup. In finale ha battuto Novak Djokovic, per la 26esima volta in carriera (11esima in una finale), dandogli anche una spallata sulla strada per guadagnare una posizione di vantaggio in vista del Roland Garros.

Finalmente, in
conferenza stampa ha potuto sfoggiare il sorriso, quello del titolo numero 81 in carriera.

 

Qual è la tua analisi del Match?
L’analisi?


Ho giocato bene, un grande match, tutto considerato. Nel primo set ho mantenuto un livello di tennis fantastico. Nel secondo anche, ma ho perso molte delle opportunità di vincerlo. Quando una cosa del genere succede contro un giocatore del calibro di Novak sei nei guai, no? Infatti ho perso il set. Per quanto concerne il terzo set, l’inizio è stato molto importante. Mi sembra di aver giocato molto bene durante tutto il match, se devo essere onesto. Solo un po’ di tensione alla fine del secondo set. Ma il livello del gioco è stato molto alto, è stata una grande partita sotto tutti gli aspetti. Sono molto soddisfatto.

Quale aspetto di questa vittoria ti ha più soddisfatto: prima vittoria dell’anno su terra, oppure il fatto di aver battuto Novak dopo la sua ultima vittoria, nell’arco della vostra rivalità?
Quello che più mi soddisfa è il trofeo. L’Open di Roma è uno dei tornei più importanti dell’anno. È parte della storia del nostro sport. La cosa più importante è stata riuscire a vincere qui di nuovo. Più volte durante la settimana mi avete chiesto conto dei tornei vinti quest’anno; finalmente ne ho vinto uno. Per me le cose più importanti sono sentirmi in forma e sentire di giocare bene, disponendo dell’energia di cui ho bisogno. Se ho queste cose, l’esperienza insegna che prima o poi lotterò per un titolo, no? Recupato il mio livello di gioco, i risultati sarebbero dovuti arrivare di conseguenza. Oggi ne è stato un esempio. Durante le ultime settimane, in particolare le ultime due, ogni giorno è stato migliore del precedente. Ed ora finalmente eccomi qui con questo grande trofeo, una vittoria molto importante.

Naturalmente, giocare contro Novak è sempre una esperienza speciale, come ho detto ieri, perché ormai lui è parte della storia di questo sport. Nessun confronto si è disputato più volte nella storia del tenni. Speciale, no? Oggi ho vinto io, le ultime due volte lui aveva vinto lui. Ma sono più felice per il titolo che per aver battuto Novak. Sono particolarmente soddisfatto anche dell’essere riuscito a tenere un livello di gioco molto alto.

Hai giocato spesso contro Novak. C’è stato qualcosa di differente in questo match, ovvero il bagel nel primo set. Prima volta che uno dei due infligge questo punteggio all’altro. Cosa ti ha permesso di vincere il primo set in quel modo?
Onestamente, non mi interessa vincere 6-0 o 6-4. È solo un punteggio. Ho giocato un grande primo set sotto tutti gli aspetti. Nessun errore. Ho giocato molto aggressivo, variando le direzioni. Questo tipo di giornate accadono. Non è consueto, e probabilmente non accadrà di nuovo. Il primo set è una parte molto importante di ogni partita. Ciò che conta di quel set è che sono riuscito a giocare a quel livello, no? Quella è la cosa importante per ciò che è successo oggi, e per il futuro.

Dopo la sconfitta contro Dominic [Thiem] hai detto di aver percepito buone sensazioni, e sapevi in quale direzione tu stessi andando. Puoi riassumerci il processo di trasformazione al quale sei andato incontro fra Barcellona, Madrid e infine Roma?
Beh, come ho detto, non voglio ripetere sempre gli stessi errori. Dopo Indian Wells, ho passato momenti duri in attesa di recuperare, soprattutto è stato difficile accettare un’altra volta di essermi infortunato. Non sono arrivato ben preparato a Montecarlo. Ho perso una grande opportunità in semifinale. Sono stati momenti molto duri. Il primo turno a Barcellona è stato un disastro. È stata probabilmente la partita che ho giocato con meno energia in tutta la mia carriera. Dopo quella, sono tornato in hotel e ho pensato a cosa non stesse andando e come avrei potuto cambiare direzione, sistemare le cose. Mi sono svegliato il giorno dopo con una energia differente, ecco cosa è successo. Da quel momento in poi, penso di aver ricominciato a migliorare.

Contro Dominic è stato un buon match. Ho perso, quella volta. Ma quel match mi ha aiutato a vedermi in risalita, a vedermi meglio e a intravedere possibilità di miglioramento. Successivamente, a Madrid è andata meglio di Barcellona. Ma è una linea sottile su cui camminare. Madrid è uno dei tornei che mi risulta più ostico per via dell’altitudine. Anche se gioco in casa, sono condizioni a cui non sono abituato. È il torneo sulla terra in cui tradizionalmente mi sento meno in controllo. Nonostante questo, anche quella settimana mi ha aiutato, ho giocato un paio di buoni incontri.

Qui è stato lo stesso: ogni giorno un po’ meglio. Ieri è stato probabilmente il mio miglior match sulla terra di questa stagione, e oggi ho giocato anche meglio. Tutto qui. Sono molto soddisfatto di aver raggiunto questo livello nell’ultimo torneo prima di uno Slam. Ma non voglio parlare dei tornei dello Slam. Non l’ho mai fatto in passato. Ogni torneo è unico, per me. Avere la possibilità di vincere ancora a Roma è stato unico.

Cosa pensavi della tua stagione, dopo il ritiro ad Indian Wells?
È stato un momento molto duro. Dopo aver vinto i quarti di finale contro Karen Khachanov, tornato negli spogliatoi, ho passato un gran brutto momento perché conosco il mio ginocchio, so quando qualcosa non va. Naturalmente ho voluto aspettare fino la mattina dopo,per vedere come mi sarei alzato. Ma in quel momento vedevo tutto nero. Ecco, quello è stato il momento peggiore. Poi tornare a Mallorca, accettare il fatto di perdere due settimane in trattamenti, recuperi, un altro momento di stop. Non molta gente lo ricorda, perché ho finito l’anno scorso al numero 2, ma nel 2018 ho finito soltanto sette tornei. È stata dura. Anche se la scorsa è stata una grande stagione, ho dovuto accettare problemi molte volte. Sono stato costretto a ritirarmi in Australia e allo US Open, poi ho voluto tornare a Parigi, è successo quello che è successo al piede, e ho dovuto sottopormi ad un intervento.

All’inizio di questa stagione è stato un susseguirsi di eventi spiacevoli. Ho dovuto rinunciare a Brisbane. Ad Acapulco ho avuto un problema ad una mano e non ho potuto giocare per cinque giorni, prima di quel torneo. Pensavo di stare giocando molto bene ad Indian Wells, e poi mi sono dovuto ritirare. Mentalmente spossante. Mi è servito del tempo, per accettare tutto questo. È l’ultima volta che voglio parlarne, ormai è successo. Ho lavorato molto duro per essere dove sono, mentalmente e fisicamente, e anche nel tennis, ovviamente. Quella è la vera vittoria, il lavoro di ogni giorno, prima ancora che la vittoria dei titoli. La vittoria più importante è avere la motivazione per perseverare nel lavoro di tutti i giorni.

Hai detto che eri stanco sia fisicamente che mentalmente. Come ti sei allenato, mentalmente, per essere centrato a quei livelli?
Lavori mentalmente quando scendi in campo tutti i giorni, non ti lamenti se giochi male, hai problemi, o hai dei dolori. Insomma, metti in campo la giusta attitudine. Non sei negativo rispetto a tutto ciò che accade, ai problemi fisici. Scendi in campo ogni giorno con la passione necessaria per continuare ad allenarti con costanza. Questo è lavoro mentale, e nella mia carriera mi ha consentito di avere sempre la possibilità di tornare competitivo. Ed eccoci qui. Un titolo importante, in un momento importante. Adesso devo continuare così.

Il nuovo campo del Roland Garros, il Philippe Chatrier. Hai visto qualche foto? Andrai a Parigi qualche giorno prima, per allenarti in questo nuovo campo centrale?
Ho visto una foto. Sembra fantastico.Un nuovo campo, ma probabilmente non molto differente. Ho visto che è ancora aperto, quando sarà completata la copertura? L’anno prossimo?


Probabilmente l’anno prossimo le sensazioni saranno molto differenti. Quest’anno non credo, il vento influirà come negli anni precedenti. Il campo è sempre molto grande. La differenza è probabilmente sugli spalti, ma non avranno un grosso impatto sul gioco. Arriverò con un po’ di anticipo, come sempre. Ripeterò il mio solito programma. Sicuramente non vedo l’ora di essere là e di avvertire le sensazioni, vedere il campo e i miglioramenti che il Roland Garros sta introducendo.

Traduzione integrale a cura di Michele Brusadelli

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