L’Instagram dei cretini: Andreas Seppi li denuncia (e fa bene)

Ennesimo spiacevole episodio di scommettitori che se la prendono con i tennisti dopo una sconfitta. Questa volta tocca a Seppi, che pubblica i loro insulti senza omettere nome e cognome

L’Instagram dei cretini: Andreas Seppi li denuncia (e fa bene)
Andreas Seppi - Australian Open 2017 (foto Roberto Dell'Olivo)

Nel 1998 usciva il film ‘La cena dei cretini‘, diretto dal regista francese Francis Veber. Non vi rovineremo il plot, dunque ci limitiamo a dire che la storia si basa sull’abitudine di un gruppo di amici – benestanti e piuttosto annoiati – di individuare una persona abbastanza bizzarra e invitarla, appunto, alla ‘cena dei cretini’ per riderne sguaiatamente. Il tempo passa e le dinamiche si evolvono.

Non crediamo che Andreas Seppi fosse particolarmente annoiato dopo la sconfitta di ‘s-Hertogenbosch contro McDonald, ma ci sentiamo di condividere ugualmente la sua scelta di esporre al pubblico ludibrio una serie di utenti Instagram, che non ci sembra in effetti azzardato definire cretini, che hanno avuto l’originale (ah!) e brillante (eh!) pensata di insultare il tennista italiano a seguito del 6-4 6-2 rimediato sull’erba olandese. Per chi non avesse abbastanza familiarità con questa dinamica tanto (sob) frequente sui social, si tratta di scommettitori frustrati che si scagliano contro uno (o più) dei ‘responsabili’ dei loro mancati guadagni.

 

Di seguito l’imperdibile carrellata dei sette eroi di giornata a cui il tennista altoatesino ha dato spazio in altrettante storie su Instagram, senza omettere le generalità dei buontemponi. Che magari avranno tempo e modo di rileggere le loro immancabili imprese.

Qualche anno fa avremmo pensato a un gesto di cattivo gusto, di fronte alla pubblicazione di messaggi privati senza l’accortezza di barrare il nome del mittente. Oggi la montante sensazione di impunità che ha travolto gli utenti dei social ha oggettivamente creato un problema: nessuno pensa più alle conseguenze di quello che digita su una tastiera, immaginandosi parte di un mondo all’interno del quale non esistono regole. Ed è bene che ogni tanto questa dinamica provi ad essere riportata in un alveo di civiltà. Dunque bravo Andreas Seppi, e un applauso ai sette cretini.

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