Pagelle: innamorati di Ceck, Parigi sembra Bucarest. E poi Nadal

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Pagelle: innamorati di Ceck, Parigi sembra Bucarest. E poi Nadal

Va in archivio l’edizione 2018 del Roland Garros. L’Italia sogna con Cecchinato, Halep sfata il tabù Slam. E Rafa Nadal continua a passeggiare

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Rafa Nadal 11
Saggiamente avevamo evitato di dargli questo voto dopo Montecarlo e Barcellona, ben consci di doverlo riservare per tale regale palcoscenico. Semplicemente, non ce n’è. Mostruoso, incommentabile ed anche inviso alla stampa internazionale che non sa più a qualche santo appellarsi per trovare aggettivi. Bugiardo come pochi quando, nell’ordine dice: 1) che Thiem vincerà questo torneo; 2) che Zverev vincerà questo torneo; 3) che il record di Roger non gli interessa. Per la 1) e la 2) ripassare quando Rafa si sarà ritirato, ovvero tra venti anni. Per la 3) sarà il caso che Roger vinca i prossimi 10 Wimbledon, altrimenti è dura.

Simona Halep 10
Lo Chatrier sembrava in provincia di Bucarest, ma non erano solo i rumeni a volere la vittoria di Simona, erano un po’ tutti, colleghe comprese. Oddio, avesse perso anche questa era pronta al tuffo nella Senna. Però è stata brava a risalire da un set e un break sotto, la situazione opposta a quella di un anno fa. Numero uno con merito, ora deve onorarlo per tutto l’anno.

Simona Halep – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Serena Williams 6
“Avevo promesso al mio allenatore che avrei giocato solo se fossi stata almeno al 60%. Purtroppo sono al 59,99999999 %. Come mi dispiace non poter perdere contro Maria e apprezzare da vicino i suoi pugnetti e la sua spocchia e altezzosità. Sono davvero disperata, ah come mi dispiace…”

 

Maria Sharapova 5,5
“Serena non gioca? Cosa? Ok allora faccio tre game con Muguruza così magari le viene il dubbio che mi avrebbe battuto anche in questo stato e ci rimane di m…”

Dominic Thiem 9
“Ho un piano per battere Nadal”. Eh. L’omicidio però non è contemplato nei regolamenti sportivi e dunque ha dovuto ripiegare sull’onorevole sconfitta. In attesa che il Monarca lasci qualcosa oltre le briciole magari sarà il caso che cominci a giocare anche Futures e Challenger, perché in effetti gioca troppo poco per poter essere competitivo tutto l’anno… Insomma, il primo degli umani. Chapeau.

Dominic Thiem – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Sloane Stephens 9
Straordinaria per la prestazione al microfono, splendida fino a metà finale. Poi purtroppo si è intenerita, invece di soffiare sui fantasmi di Halep. Ogni volta che la vedevamo in campo pensavamo alle occasioni avute da Camila. Ma ha giocato un gran torneo.

Camila Giorgi 7
Un altro torneo, un altro rimpianto. Vista Stephens, la sua prova resta grandissima ma è mancato quel passettino in più che avrebbe potuto portarla molto avanti nel torneo. Resta il primo terzo turno a Parigi e l’impressione di una maggiore razionalità nel suo gioco. Non si fa in tempo a dire “ora arriva l’erba e ci divertiamo”, che perde subito all’esordio sui prati. Ritrovata la serenità con la federazione, ora “deve” fare il salto in alto.

Camila Giorgi – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

Jelena Ostapenko 3
Vincere uno Slam è fantastico. Ripetersi è difficile. Vincerlo undici volte è da manicomio. La sua foto accanto a quella di Rafa ha campeggiato per un anno. Troppo.

Il nuovo campo 18 9
Sembra un piccolo Pietrangeli. Ci hanno rubato la Gioconda e continuano a copiarci. Piano piano impareranno…

Garbine Muguruza 7
Di solito quando arriva in fondo, arriva prima al traguardo. Asfaltata Sharapova, si è arresa alla futura campionessa.

Madison Keys 7,5
Il derby di semifinale resta uno dei momenti più agghiaccianti del torneo, ma il suo torneo resta sontuoso. Covava la vendetta di New York ma non ha avuto chance.

Marco Cecchinato 9,5
Un giorno diremo “noi c’eravamo sul Lenglen durante quel tiebreak”. Grazie di esistere Ceck, ora fa che non sia un’illusione. Un giorno i francesi (forse) impareranno a pronunciare il suo cognome, intanto se ne sono innamorati. Tennis champagne, solidità mentale da top, quel po’ di superbia che non guasta: è pronto per una nuova carriera. Dovrà imparare a gestire i riflettori e a rispondere a qualche domanda in più. Scommettiamo che gli chiederanno ancora delle scommesse? Scommettiamo che non risponderà?

Marco Cecchinato – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Nonna Dafne 10
Era sotto la doccia nel Van in giro per Barcellona quando il nipote Marco Trungelliti l’ha tirata fuori e le ha annunciato “si va a Parigi!”. Imperterrita arriva fino al campo 7 e resiste anche due ore sotto al sole. Quando Marco sta per venire alle mani con Ceck capisce che è ora di andare via. Stoica.

Juan Martin del Potro 8
Non doveva giocare, era in forse fino all’ultimo poi è risorto come suo solito. Poteva portare via un set a Rafa, ma sarebbe cambiato poco. Nove anni dopo torna in semi a Parigi, e questo è già miracoloso. Ora però deve cominciare a giocare match normali e a vincerli.

Diego Schwartzman 8
Ha osato togliere un set al monarca. E gli dei (Giove Pluvio in particolare) lo hanno subito punito. Gli è già andata bene che non lo abbiano fulminato. Intanto, altro torneone di El Peque.

Fabio Fognini 7,5
La Next Gen è una cazzata e solo per questo gli vogliamo sempre più bene. Magari non altrettanto Shapovalov & co ma il Fogna saprà argomentare. I primi due set contro Cilic restano un mistero (poco) glorioso anche perché poi ha giocato quel tiebreak che fa concorrenza a quello di Cecchinato. Rimpiantone, non perché la semi con Rafa (e ci si divertiva, almeno per un paio d’ore…) non era impossibile. Ma da bravo fratello ha evitato di complicare la vita a Fulvia, sposa sabato (Auguri!). Col Ceck in agguato, punto nell’orgoglio farà sfracelli. Fidatevi.

Fabio Fognini – Roland Garros 2018 (foto Roberto Dell’Olivo)

L’espressione di Nicola Arzani mentre parla Fognini 10
“La Next Gen è una cazzata”. E lì a mezzo metro il rappresentante dell’ATP ride per non piangere.

Petra Kvitova 5
Ok la terra di Parigi non ê quella di Madrid, ma Petrona era on-fire e aveva una prateria fino alla semifinale e qualcosa in più. Occasione sprecata, ma ora arrivano gli amati prati.

Marin Cilic 7,5
Ha superato Fognini con la tigna del campione, adattandosi alla terra come non mai. Poi con Delpo si è ricordato di essere il vecchio Cilic, quello che sciupa tutto sul più bello.

Caroline Wozniaki 5
Era finita dalla parte giusta del tabellone. E non ne ha approfittato.

Alexander Zverev 6
Per smentire il direttore ha giocato e vinto tre match al quinto, poi è crollato con Thiem. Il primo quarto Slam ma se questi sono i NextGen che devono contendere la leadership a Roger e Rafa, allora ha ragione Fognini.

Novak Djokovic 5
Sognerà Cecchinato, i setpoint, il Lenglen, gli italiani a lungo. Il dubbio è: poi si sveglierà?

Marco Cecchinato e Novak Djokovic – Roland Garros 2018 (foto via Twitter, @rolandgarros)

Grigor Dimitrov 4
Quale migliore occasione del Roland Garros per una gita a Parigi? Elegante, carino, simpatico, classico. Inspiegabile la scelta degli organizzatori di non farlo esibire con McEnroe, Graf e Agassi nel campo sotto la Tour Eiffel.

Matteo Berrettini 7,5
“Il tennis è lo sport del diavolo”. “Li mortacci sua…”. “C’ho una fame che me mangerei un’amatriciana…”. I commenti rubati a Matteo a bordocampo durante lo sfortunato match Chiesa-Bencic. Ragazzo simpatico, acuto, attento e che sa quel che vuole. Ovvero arrivare lontano. Ha tutto per farcela.

Stan Wawrinka SV
Quanto ci manca il vero Stan. Questa è una controfigura. Speriamo torni presto, abbiamo bisogno delle sue bordate.

Elina Svitolina 3,5
Brutta bestia la pressione. Vince tanto in giro e si squaglia negli Slam. Aveva un tabellone apparecchiato per arrivare in finale in carrozza. Piccole Radwanska crescono.

Denis Shapovalov 6
Imparerà anche i segreti della terra. Intanto ha scoperto i campi più importanti checché ne dica il Fogna. Per meritarli davvero dovrà cominciare a vincere più match come quello perso con Marterer (7). Lo farà, ah se lo farà.

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Pagelle: lo sbarco dei Mille e Nole fa faville

L’edizione anomala degli Internazionali di Roma finisce nelle mani dei più forti. Lo show di Binaghi. I fratelli d’Italia alla riscossa

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Novak Djokovic - Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Angelo Binaghi 10
Scatenato. Riesce a far giocare il torneo mentre mezzo mondo annulla tutto, si fa rieleggere Presidente, convince il governo a far entrare 1000 spettatori, offre i biglietti a chi aveva i ticket per semifinali e finali di maggio, poi ci ripensa e li mette in vendita, annuncia che sposterà il torneo da Roma e con la sola imposizione delle mani ferma anche la pioggia. Purtroppo però, per colpa dei cattivoni, “gli juniores dovranno pagarsi di tasca propria la trasferta al Roland Garros. I pochi euro rimasti li abbiamo spesi per la messa in piega di Lea Pericoli e la tuta di Barazzutti, ma se tutti i tifosi opteranno per il super-voucher, nel 2021 regaleremo una settimana di vacanza nel miglior resort della Sardegna al decano dei giornalisti italiani, proprio in concomitanza con il torneo”.

Novak Djokovic 9,5
Ha scherzato fino ai quarti, poi ha inserito il pilota automatico e ha centrato la cinquina romana. Ha resistito alla tentazione di tirare una pallata ad Adel Nour e all’altro arbitro Forcadell che lo ha scambiato per Federer, solo per questo ha meritato il titolo. Ci provano in tutti i modi a fargli perdere le staffe, ma Nole zen ha retto. Almeno fino a Parigi…

Benoit Paire 0
Non pago della partita a carte newyorchese che tanti casini ha causato ad amici e parenti, se la prende con gli organizzatori romani perché lo mettono in campo di lunedì, quando i barbieri sono chiusi, invece che di martedì, come suo desiderio. Non sapeva che, a differenza sua, Sinner è in possesso della tessera gold.

 

Diego Schwartzman 9
Anche Maradona fa il tifo per lui, e per un Diego argentino non può esserci soddisfazione maggiore. La partita della vita conto Rafa, la partita del torneo con Shapo. Che cuore, ma soprattutto che tennis! El Peque di nome ma non di fatto. Ed Eugenia in tribuna ha dato spettacolo almeno quanto lui.

Diego Schwartzman – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Simona Halep 10
Non giocava da una vita e sfidava la maledizione romana. Ma su questa superficie è la più forte di tutte.

Lorenzo Musetti 9,5
Eh ma Wawrinka oramai pensa solo all’amore… Eh ma Nishikori ha avuto il Covid e oramai è finito… Eh ma come può perdere da Koepfer (8,5). La poesia del tennis di Lorenzo ci incanterà ancora a lungo, ma ricorderemo per tanto tempo queste nottate romane come le nottate della rivelazione. Come l’epifania di un predestinato.

Jannik Sinner 9
Tsitsipas (4,5) ha capito che cosa è successo da un anno all’altro. Si è arreso in volata a Dimitrov giusto per ricordarci che ha 19 anni. Il tutto sulla terra peraltro. Mamma mia. Allenarsi e giocare contro i migliori gli servirà per calarsi in quello che deve essere il suo ambiente. Certo, deve migliorare lo smash: ma si può essere numero 1 anche senza…

Matteo Berrettini 7,5
I fratellini d’Italia gli rubano un po’ la scena ma Matteo, complice un tabellone non impossibile, è comunque quello che arriva più avanti di tutti. Peccato per la chance buttata contro Ruud che però è un mastino.

Casper Ruud 8,5
Ambulanza immediata per chi lo ha paragonato a Borg, ma nel fantasmino dispettoso Casper c’è del talento. Osso durissimo sulla terra, lo aspettiamo sulla lunga distanza in terra d’oltralpe.

Rafael Nadal 5
L’imperatore di Roma preso a pallate da El Peque, ma era stato sfiancato dagli allenamenti con Sinner. Parigi è un’altra storia, un altro mondo, un’altra terra. Ma campanellini di allarme squillano.

Stefano Travaglia 7,5
Stetone sempre più su. Sfiora anche l’impresa nel derby, sceglie di avere la fidanzata al suo fianco invece del coach: quando c’è l’amore c’è tutto.

Karolina Pliskova 9
Per fortuna lo scorso anno ha vinto il torneo. Due anni fa quasi sfasciava la sedia dell’arbitro, quest’anno finisce ko e in lacrime. Si rifarà ma con lei Roma ha fatto un po’ la “stupida”.

Karolina Pliskova – Internazionali di Roma 2020 (foto Giampiero Sposito)

Fabio Fognini S.V.
Voto 0 a chi, dopo le vittorie di Sinner e Musetti ha preso la palla al balzo per insultare Fognini, che ovviamente ha bisogno di tutto il tempo del mondo per tornare al suo tennis. Conoscendolo un po’, gli ottimi risultati dei suoi più giovani connazionali saranno un pungolo decisivo. Altrimenti ci penserà Flavia a fare di tutto per non ritrovarselo per casa troppo spesso (e se proprio Fabio vuole stare sul divano, la signora Fognini può sempre pensare di tornare a giocare eh!).

Denis Shapovalov 8
Le sue partite sono un ottovolante di emozioni, con il suo tennis sempre sul filo del rasoio. Non sappiamo quanto potrà reggere in panchina il buon Youzhny senza spaccarsi una racchetta in fronte. Ma Shapo c’è, ci siamo quasi.

Camila Giorgi 4,5
Vedi Shapovalov che in fondo giocava senza pensare alla rete, alle righe e al punteggio come Camila, allenato dalla mamma, che però ad un certo punto ha deciso di farsi affiancare da un coach come Youzhny. E non puoi non pensare alla scelta di segno opposto del clan Giorgi…

Jasmine Paolini 7
Unica azzurra a vincere una partita nel main draw, merita un plauso per la sua costante crescita. Jasmine non c’entra nulla ovviamente, ma bisogna chiedersi il perché ai grandi risultati del settore maschile fa da contraltare la situazione desolante del movimento femminile.

Adel Nour 2
Ha concesso di tutto a Paire ed è riuscito a sbagliare di tutto e di più in semifinale. Cambiare mestiere?

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Pagelle: rimon-Thiem, la pallata di Nole e le carte di Benoit

Dopo il suicidio di Djokovic vince il più atteso. Osaka si conferma. I francesi si danno alle carte, la bolla che scoppia e Roma in arrivo

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Dominic Thiem - US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

“Il mio regno per un cavallo” disse Benoit Paire giocando a carte alla ricerca di un ‘9’ per mettere la scopa.
“Dai, giochiamo con le carte francesi, giochiamo a burracovid” disse Kiki Mladenovic.
“Il mio regno per un cavillo” disse Re Djokovic cercando un motivo per non essere squalificato.

Da Melbourne a New York sono passati solo otto mesi ma la parola Slam è tornata a circolare tra gli appassionati di tennis. La bolla americana è stata lì lì per scoppiare dopo pochi giorni a causa di una – si credeva – innocua partita a carte tra Benoit Paire e compagni connazionali. Il povero Benoit (che si becca 2 per la “signorile” protesta contro gli organizzatori degli internazionali – “programmation de merde”, rei di averlo programmato di lunedì) è stato estromesso dal torneo, Kiki Mladenovic (4) ha giocato in singolare perdendo una partita allucinante, ma non in doppio e ha quasi invocato l’intervento dell’Onu, Mannarino (6) è stato al centro di un caso politico che stava per interrompere i rapporti tra Francia e USA.

Alla fine lo scoppio più clamoroso non è stato quello della bolla ma quello di Novak Djokovic (4), sfortunato quanto si vuole ma quando ci si carica come una pentola a pressione tra scissioni, Adria Tour e compagnia cantante, anche qualche palla break sprecata contro Carreño Busta (8,5) è sufficiente a far perdere la trebisonda. A proposito dello spagnolo, dopo aver “scavalcato Djokovic” a New York, il sorteggio di Roma gli ha messo subito davanti il suo illustre connazionale: e mica è sempre Nadal…

L’assenza dei big-3 ha così prodotto la finale forse più attesa. Dominic Thiem (10) è stato per anni il “primo dei non eletti” ma giocare la prima finale Slam con la pressione del favorito ha dato il via allo psicodrammone domenicale. Alla fine tra rimonte, erroracci, doppi falli, abbracci ai teloni in risposta in stile Gasquet e qualche prodezza, l’ha spuntata Dominator che si è tolto la scimmia dalla spalla alla quarta finale Slam e – ne siamo certi – alla prossima occasione sarà più sciolto.

Che dire di Sascha Zverev (8,5)? Ha dilapidato set a destra e a manca per tutto il torneo, pur senza incrociare fenomeni ma barcollando è arrivato in finale. Poi per due set è stato un robot. Eh però però, anche per lui la tensione è stata fatale e i rimpianti per questa finale se li porterà dietro per parecchio.

Il numero 24 sta diventando un incubo per Serena Williams (7) che comunque non molla e rilancia subito il suo assalto in quel di Parigi: sarà durissima. Vika Azarenka (9) non ha coronato la sua favola con la vittoria finale ma dopo anni e traversie di varia natura è un piacere averla ritrovata al top. Alla fine ha vinto la più forte, Naomi Osaka (10), le cui lodevoli iniziative fuori campo non l’hanno distratta dal suo primario obiettivo: terzo Slam in cascina e non finisce di certo qui.

È stato il torneo che ha lanciato Jennifer Brady (8,5) e che ha riscoperto il tennis antico di mamma Tsvetana Pironkova (8,5). Non è stato il torneo di Petra Kvitova (5) dalla quale ci aspettiamo sempre che arrivi in fondo, né quello di Sofia Kenin (4) che non ha saputo confermarsi.

Naomi Osaka – Premiazione US Open 2020 (via Twitter, @usopen)

Disastro completo per la numero uno del tabellone Karolina Pliskova (3) mentre Camila Giorgi (6) ha vinto una partita ed è stata piallata dalla futura campionessa. Daniil Medvedev (7) è arrivato un po’ cotto alla meta, Matteo Berrettini (6) non ha confermato il 2019 ma gli ottavi sono comunque un risultato sufficiente in un anno in cui non ha praticamente giocato. Jannik Sinner (6,5) ha mostrato a tutti la tigna e la voglia e ora dovrà farsi il “fisico” per presentarsi con maggiori ambizioni su questi palcoscenici. Denis Shapovalov (7) ha finalmente mostrato di essere bravo oltre che bello, mentre Stefanos Tsitsipas (4,5) decisamente no. Grande torneo per Salvatore Caruso (7,5), mentre Milos Raonic (4) è rimasto a Cincinnati.

Ma insomma, New York è alle spalle ed è subito Foro Italico. Senza pubblico, senza l’atmosfera da gladiatori ma pur sempre Roma. Il neo (ahahahahahahahaha) presidente Binaghi ha annunciato, nel suo discorso di presentazione del 48mo mandato, che sotto la sua gestione le entrate della FIT sono decuplicate e che a breve il bilancio sarà vicino a quello della milionaria Federcalcio. Ottimo! Peccato che non si trovino “quattro spicci” per quei “poveri straccioni” che incautamente avevano acquistato i biglietti per gli Internazionali di maggio: ma volete mettere, ragazzi? Con i vostri risparmi avete contribuito alle magnifiche sorti e progressive del tennis italiano!

 

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Pagelle: scisma, sciopero e una bolla ad orologeria

Ritorna il grande tennis ma il clou è fuori dal campo. La protesta di Osaka, lo scisma di Djokovic, la reazione di Federer e Nadal. Mentre la bolla degli US Open rischia di scoppiare, arrivano buone notizie per i biglietti di Roma

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Novak Djokovic - Cincinnati 2020 (via Twitter, @CincyTennis)

Ci voleva qualcosa di particolare, diciamoci la verità, dopo mesi senza grande tennis per suscitare l’attenzione del grande pubblico. Perché, inebetiti dal caldo e storditi dal mare, la tv che rimanda i colpi dei giocatori senza il rumore del pubblico, senza un applauso e con qualche isolato urlo belluino, concilia perfettamente il sonno del dopo-cena. E allora i nostri eroi hanno pensato bene di offrirci argomenti di discussione extra-campo che nemmeno in un’intera stagione. E intanto Paire rischia di far scoppiare da un momento all’altro la “bolla” degli Us Open.

Novak Djokovic 10
Aveva il torcicollo, poi il mal di stomaco, si è trovato a due punti dalla sconfitta con Bautista dopo tre ore, è stato preso a pallate da Raonic per un set. Ma alla fine vince sempre lui. Non pago, anzi oramai annoiato dell’ineluttabilità dei risultati, nei ritagli di tempo ha annunciato la sua guerra all’ATP fondando la PTPA, nella cui sigla c’è già il programma del futuro del tennis: Positive Tennis Played Adriatour. La megalomania gluten free al sapore di Covid no-vax del Novello Jepp Gambardella: “Io non volevo essere semplicemente un giocatore, volevo diventare il re dei giocatori e ci sono riuscito. Io non volevo partecipare al circuito. Volevo avere il potere di farlo fallire”.

Roger Federer e Rafael Nadal 10
Il loro “amichetto” se le suona e se le canta a New York? E loro dalle spiagge di Manacor e dai prati alpini mandano una letterina agli amici del tour per fargli capire che il tempismo delle sue mosse da capopopolo non è proprio lo stesso che ha nel colpire la palla… Toh, ITF e tornei del Grande Slam sono con loro.

 

Naomi Osaka 10
Ha spiegato cosa significhi dare l’esempio, anteponendo un principio fondamentale del vivere civile al proprio interesse personale. Dando altresì una lezione a chi, a suo tempo, sbraitando e urlando contro un arbitro, blaterò di razzismo e sessismo a vanvera. Peccato per l’infortunio che non le ha consentito di giocare la finale, ma non ha impedito agli haters di lanciare sospetti sul suo rifiuto di giocare la semifinale…

Serena Williams 4
Guardare giocare Serena Williams in questo periodo “è come uscire con una ragazza che mi fa schifo e che dovrei mollare da tempo”. Però non si può dire, perché Serena è donna, mamma, lavoratrice, nera.

Il rimborso dei biglietti per gli Internazionali d’Italia 1000 (e una notte)
Finalmente sono arrivate le tanto attese novità per gli sfortunati possessori dei biglietti dell’edizione 2020 degli internazionali d’Italia in programma originariamente a maggio e differiti a settembre, con il rischio delle porte chiuse. Ai possessori dei famigerati biglietti, la FIT ha inteso accordare la possibilità, previa registrazione sul sito www.angelinoforeverpresident.sar di ottenere un voucher per l’acquisto delle credenziali per assistere in diretta streaming congiunta su Supertennis e piattaforma Rosseau alla prossima assemblea elettiva FIT, nella quale saranno incoronati il Nuovissimo Presidente e la consigliera Chiara Appendino (questo secondo i sondaggi riservatissimi in possesso di Ubitennis, anche se vanno tenuti in debita considerazione l’alto numero degli indecisi tra gli elettori, incerti se indicare sulla scheda il nome Angelo Binaghi, Binaghi Angelo, IL PRESIDENTE, DIO, LUI, LA LUCE).

Victoria Azarenka 9
Sarebbe stato perfetto se avesse vinto sul campo la finale, ma dopo tanto tempo si è rivista la Vika dei tempi d’oro. Chissà che in anno disgraziato non possa esserci un lieto fine da favola.

Stefanos Tsitsipas 6,5
Anderson, Isner, Opelka e Raonic: il suo torneo è consistito nel sopravvivere ai bombardamenti. Alla fine si è arreso.

Milos Raonic 9
Il sindacato mondiale dei barbieri/parrucchieri gli farà causa ma intanto dal lockdown è emerso un vecchio-nuovo Milos che fa paura. Da uno con quel fisico (ma li avete visti i polpacci?) non ti aspetti che possa venir fuori tennis di primo livello. E invece quasi quasi faceva il colpaccio.

Dominic Thiem 2
Come i punti in risposta contro Ivanisevic, ah no Karlovic, ah no Isner, ah no. Vabbè, si sarà stancato troppo durante il lockdown.

Roberto Bautista Agut 8
Poteva essere la vendetta dei bravi ragazzi casa e famiglia sugli scatenati no-Covid no-Vax, Adria tour & co. E invece si è squagliato sul più bello. Non è vero che alla fine vincono sempre i buoni, insomma. Ma RBA non molla e ci riproverà.

Andy Murray 8
Anca nuova, vita nuova, tempra di guerriero vecchia.

Quelli che Sinner e Berrettini 2
Berrettini è stato un fuoco di paglia, come fa un giocatore senza rovescio a stare in top 10, farà la fine di Cecchinato. Sinner è pompato dai media, non ha vinto nulla, farà la fine di Quinzi. Ebbene sì, abbiamo letto anche questo durante il primo torneo dopo sei mesi di stop. Arridatece il lockdown.

Matteo Berrettini 5
Che poi Matteo possa fare di più, non c’è dubbio, ma non dimentichiamo che già prima dello stop aveva giocato pochissimo per i problemi fisici. E se non sei al top, uno che non ti fa giocare come Opelka (7) non è proprio il massimo.

Andrea Gaudenzi 10
Uno che si rompe la spalla mentre sta per vincere, dopo una rimonta epica, la partita più importante della sua vita, di certo non ha gli astri dalla sua parte. Però, che appena diventato Ceo dell’ATP si trovi a fare i conti prima con la pandemia e poi con la scissione capitanata dal numero 1 del mondo, è decisamente troppo. Ritenta Andrea, sarai più fortunato.

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