Rivoluzione rosa a Valencia: solo donne ad arbitrare l’ITF

A settembre la terza edizione di un torneo che continua a crescere nel montepremi e nell'organizzazione. Lo dirige Anabel Medina Garrigues, che firma una scelta innovativa: ufficiali di gara tutti in rosa

Rivoluzione rosa a Valencia: solo donne ad arbitrare l’ITF

Valencia, orfana dell’ATP 250 che ha chiuso i battenti nel 2015, punta sull’ITF femminile per tornare una meta di riferimento del tennis che conta. Il torneo su terra è alla terza edizione (primi due nomi in albo d’oro quelli di Jasmine Paolini e della rumena Irina Bara) ed è diretto da Anabel Medina Garrigues, capitana della nazionale spagnola di Fed Cup. Dal 22 al 30 settembre prossimi gli occhi di appassionati e addetti ai lavori saranno puntati sull’antico circolo fondato nel 1905 non solo per la sua storia (ha ospitato quattro sfide di Davis e la finale 1995 di Fed Cup tra Spagna e Stati Uniti) ma anche per un altra ragione. Sarà infatti il primo torneo di tennis della storia con ufficiali di gara esclusivamente femminili. L’arbitro, 6 giudici di sedia, 12 di linea fino alle 24 raccattapalle.

L’obiettivo della rivoluzione in rosa è probabilmente attirare l’attenzione mediatica, per un evento sul quale il movimento iberico sembra nutrire delle aspettative. “A settembre copriremo una lacuna nel calendario dei tornei in Spagna  – ha spiegato Medina – potendo così coinvolgere diverse giocatrici top 100 o comunque tra le prime 150“. Tra gli incentivi per la costruzione di un seeding di qualità, l’aumento del montepremi da 25mila a 60mila dollari (con il contributo della federazione) e l’offerta dell’ospitalità per le giocatrici. Saranno 32 i posti nel main draw, altrettanti quelli nelle qualificazioni. Sedici le coppie per il torneo di doppio. I prezzi sono assolutamente popolari, ma a tre mesi dal via – fa sapere l’organizzazione – i biglietti prenotati sono già duemila. 

 

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