Tabellone di lusso a Birmingham, WC per Schiavone a Maiorca

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Tabellone di lusso a Birmingham, WC per Schiavone a Maiorca

Nelle midlands inglesi presenti ben quattro top 10. Camila Giorgi impegnata nelle qualificazioni, Francesca Schiavone ha ricevuto un invito per il torneo di Maiorca

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Qualificazioni ATP/WTA: battesimo vincente per Berrettini, Giorgi ok

WTA Premier Birmingham (Nature Valley Classic, erba, $936,128)

 

Dopo i tornei di Nottingham e ‘s-Hertogenbosch, proseguono le tappe di avvicinamento del circuito WTA a Wimbledon. L’appuntamento principale di questa seconda settimana sull’erba è il torneo Premier di Birmingham, da quest’anno ribattezzato Nature Valley Classic. Il tabellone dell’evento è di alto profilo con le prime quattro teste di serie aggiudicate ad altrettante top 10: Garbine Muguruza, Elina Svitolina, Karolina Pliskova e Petra Kvitova in ordine di ranking e seeding. Le semifinali ipotetiche sono Muguruza-Pliskova nella parte alta e Svitolina-Kvitova in quella bassa. Muguruza, campionessa in carica ai prossimi Championships, esordisce contro l’ostica russa Anastasia Pavlyuchenkova. Al secondo turno la potrebbe attendere una sfida contro la ceca Barbora Strycova e ai quarti un faccia a faccia contro la giovane Daria Kasatkina, testa di serie n.6. La strada verso la semifinale di Pliskova è forse leggermente meno complicata. Esordio contro la russa Rybarikova, poi forse Mladenovic e una tra Osaka e Mertens ai quarti.

Nella parte bassa del tabellone, Svitolina, che in carriera non è mai andata oltre il quarto turno a Wimbledon e vanta un record negativo sull’erba, disputerà il suo primo match contro la croata Donna Vekic, fidanzata di Wawrinka. In caso di vittoria troverà una tra Cornet e Makarova con la minaccia Vandeweghe che incombe nei quarti. Kvitova, campionessa in carica del torneo e due volte vincitrice di Wimibledon, è attesa subito da un match impegnativo contro la beniamina di casa Johanna Konta. Se riuscirà a superare quest’ostacolo la ceca si troverà di fronte una tra Gavrilova e Cibulkova. Nei quarti teoricamente ci dovrebbe essere la sfida contro Julia Goerges ma occhio all’australiana Ashleigh Barty, specialista della superficie.

WTA International Mallorca (erba, $250,000)

Garcia, Kerber, Sevastova e Kontaveit: sono queste le quattro punte di diamante del torneo spagnolo che hanno optato per un field più morbido, pur rinunciando a qualche prospettiva di guadagno in più, per iniziare la preparazione agonistica sulla superficie verde. Per Kontaveit si tratterà in realtà della seconda apparizione dopo il brutto scivolone all’esordio in quel di ‘s-Hertogenbosch, testimonianza del fatto che sui prati c’è ancora da lavorare. Kerber ci arriva dopo aver disputato un ottimo Roland Garros, nel quale ha battuto proprio Garcia che a Mallorca sarà prima testa di serie (ha vinto la prima edizione del torneo nel 2016); Anastasija Sevastova è invece campionessa in carica ma non raggiunge le Baleari in un momento di gran fiducia, avendo conquistato appena tre vittorie tra Madrid, Roma e Parigi (sconfitta al primo turno). Comincerà la difesa del titolo contro Svetlana Kuznetsova, che ha ricevuto una wild card.

Dello stesso privilegio è stata insignita la nostra Francesca Schiavone, che ha partecipato a entrambe le edizioni del torneo: nel 2017 ha passato il primo turno battendo Bouchard prima di essere sconfitta da Krystina Pliskova. Già quasi certa di non poter mettere piede sull’erba di Wimbledon, la tennista milanese proverà a scuotere una stagione che le ha regalato le uniche tre vittorie nei tre incontri di qualificazione per il Roland Garros. Gli altri due inviti sono andati alla spagnola Arruabarrena e alla (quasi) sedicenne Marta Kostyuk, che lo scorso anno aveva ricevuto un invito per le qualificazioni. La giovanissima ucraina ha anche vinto un match quest’anno sull’erba contro Gavrilova, a febbraio nel tie di Fed Cup contro l’Australia.

Ci saranno anche le finaliste del torneo di ‘s-Hertogenbosch appena concluso: la vincitrice Krunic esordirà contro Vika Azarenka, Kirsten Flipkens eviterà le qualificazioni grazie al posto da Special Exempt ed esordirà contro Aljaksandra Sasnovich, un brutto pesce da pescare sull’erba.

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Roland Garros, la serenità di Nadal dopo il ko: “Ora riposo, poi torno a giocare per vincere”

Il campione spagnolo dopo la sconfitta contro Novak Djokovic: “Lui si è adattato meglio al cambiamento delle condizioni”

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Rafael Nadal - Roland Garros 2021 (via Twitter, @atptour)

Non capita spesso di vedere perdere Rafael Nadal al Roland Garros: proprio per questo c’era grande curiosità in conferenza stampa, quando il fuoriclasse spagnolo si è presentato davanti ai microfoni subito dopo il suo terzo ko di sempre nello Slam parigino subìto per mano di Novak Djokovic. Il tredici volte campione del Roland Garros ovviamente non era di grande umore ma è apparso comunque piuttosto sereno. “Questo è lo sport, ogni tanto si vince e ogni tanto si perde: la vita continua – ha detto Nadal -. Ho dato il massimo, ma probabilmente non è stato il mio giorno migliore. È stata una bella lotta, complimenti a Novak. Per quanto mi riguarda, cerco sempre di non festeggiare troppo le vittorie e di non deprimermi dopo le sconfitte. Ora passerò qualche giorno con la mia famiglia e con i miei amici, ricaricherò le batterie e poi tornerò a giocare per vincere tornei“, è il rilancio di Nadal.

Rafa ha provato ad analizzare con lucidità le cause del suo ko in questo modo: “All’inizio del match lui è partito peggio di me, commettendo qualche errore di troppo. Poi, con il calar della sera, le condizioni sono cambiate: la palla rimbalzava di meno, prendeva meno topspin, e questo probabilmente lo ha favorito. Ma le partite le vincono i giocatori che si adattano meglio alle condizioni. Quindi non c’è dubbio che Novak abbia meritato di vincere”.

E dal punto di vista tattico, cosa poteva fare meglio Nadal? “Non sono stato bravo abbastanza a mandarlo fuori posizione, qualcosa di fondamentale contro un giocatore che ama colpire con grande anticipo come lui. Nonostante questo, nel terzo set ho avuto un set point sul 6-5 e seconda di servizio. Non sono riuscito a trasformarla, poi nel tie break ho commesso un doppio fallo e ho sbagliato una facile volée. Se vuoi vincere contro Novak non puoi fare questi errori, molto semplice. Però c’erano stati degli scambi incredibili e quand’è così la fatica si sente, no?”.

 

Infine, Rafa si congeda così dal pubblico del Roland Garros: ha destato scalpore il fatto che le autorità abbiano concesso agli spettatori di rimanere sullo Chatrier nonostante il coprifuoco, e lo spagnolo non può che avere parole dolci per l’affetto ricevuto. “Non posso ringraziare abbastanza chi mi ha sostenuto fino all’ultimo punto. La gente mi ha dato l’energia per andare avanti finché ho potuto. Questo è il torneo più importante per la mia carriera e sentire questo calore nei miei confronti è qualcosa di speciale”.

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WTA 125 Bol, trionfa Paolini: per lei titolo e best ranking

La 25enne toscana supera l’olandese Rus in finale e festeggia il suo primo titolo

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Jasmine Paolini - Roland Garros 2021 (ph. © Loïc Wacziak_FFT)

Il tennis femminile italiano torna ad esultare grazie a Jasmine Paolini: la 25enne toscana si laurea campionessa al WTA 125 di Bol (Croazia) dopo aver superato in finale Arantxa Rus con il risultato di 6-2, 7-6. Si tratta del primo titolo in questa categoria di tornei per la tennista italiana, che grazie a questo successo sale al best ranking di numero 87 del mondo.

Reduce dal secondo turno al Roland Garros dove era caduta per mano di Maria Sakkari, Paolini ha centrato una settimana da sogno infilando le vittorie contro Kuzmova, Havarcova, Kucova e Blinkova, prima della finale contro la tennista olandese, perdendo un solo set in cinque partite. Una dolce rivincita dopo che a inizio maggio Jasmine si era arrampicata fino alla finale di un altro WTA 125, a Saint-Malo, perdendo in quell’occasione dall’elvetica Viktorija Golubic.

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Roland Garros, Tsitsipas e le lacrime parigine: “Un sogno, ma non ho concluso ancora nulla”

Il 22enne greco racconta i momenti successivi dopo la vittoria contro Zverev in semifinale: “Ero esausto quanto orgoglioso”

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Stefanos Tsitsipas - Roland Garros 2021 (via Twitter, @rolandgarros)

Le lacrime sul campo Philippe Chatrier dopo la vittoria in semifinale contro Alexander Zverev sono quelle di un ragazzo che ha già realizzato un sogno, a prescindere da come andrà la finale. Ma Stefanos Tsitsipas non ha intenzione di accontentarsi e contro Novak Djokovic punterà ad alzare il suo primo trofeo dello Slam. “In campo darò tutto me stesso – ha promesso il 22enne greco in conferenza stampa dopo il suo successo in semifinale -. Sono molto felice di me stesso per la crescita continua che ho avuto. Il Roland Garros è un torneo che ho sempre guardato sin da quando ero bambino insieme al coach con cui sono cresciuto. Per questo ero così emozionato dopo la vittoria. Ero contento anche per lui, che mi avrà guardato con orgoglio da Atene. Ma non ho concluso ancora nulla…”.

L’Apollo del tennis commenta così il processo mentale che lo ha portato a reagire dopo che Zverev aveva vinto il terzo e il quarto set, rimontando i due parziali di svantaggio: “Quando ho perso il quarto set ho cercato di mantenere una buona relazione con me stesso, incoraggiandomi e pensando al punto successivo per far sì che accadesse qualcosa di bello. Anche in quel momento sapevo che non ero ‘cotto’, ma che avevo ancora molto da dare. Io sono uno che lotta e dopo il primo game del quinto set, in cui ho salvato tre palle break, ero come rivitalizzato. Da lì ho capito che le cose avrebbero potuto girare a mio favore”.

 

L’ostacolo in finale sarà il più duro, Novak Djokovic: contro il serbo, Tsitsipas ha perso cinque volte su sette, l’ultima delle quali poche settimane fa nei quarti di finale a Roma. “È il momento di dimostrare che posso vincere sia contro Nadal che contro Djokovic”, ha detto Stefanos, che ovviamente ha parlato in conferenza prima di sapere chi sarebbe stato il suo avversario. E allora le domande dei cronisti si sono focalizzate sui momenti immediatamente successivi al match point conclusivo: “Ero esausto, perché è stato un match lungo che ha vissuto di fasi differenti in cui c’erano diversi fattori da gestire. Ma allo stesso tempo ero orgoglioso per quanto fatto. Ho sempre sognato di poter giocare partite del genere potendomi confrontare coi migliori del mondo. Semplicemente, amo quello che sto facendo”.

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