Che fine hanno fatto Chung e Rublev?

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Che fine hanno fatto Chung e Rublev?

Il coreano e il russo, finalisti alle Next Gen Finals e brillanti a inizio stagione, sono spariti dai radar per guai fisici. Continuano a cancellarsi dai tornei e anche la partecipazione a Wimbledon sembra a rischio

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Senza il placet di tutti gli esteti, verosimilmente più orientati sui rovesci di Tsitsipas e Shapovalov, Hyeon Chung e Andrey Rublev si erano presi la scena alla fine del 2017. Aveva cominciato il russo a Flushing Meadows, dove niente niente era stato capace di spedire a casa Dimitrov, Dzumhur e Goffin prima di arrendersi a un Nadal debordante ai quarti di finale. Aveva poi risposto il coreano alle Next Gen Finals, imponendosi in finale proprio su Rublev dopo averlo già battuto nel gironcino. Quindi un altro squillo di Rublev a Doha, teatro a inizio stagione della seconda finale in carriera che lo aveva addirittura proiettato tra i possibili outsider dell’Australian Open; a Melbourne è invece emerso prepotentemente Chung, che si è presentato in semifinale da Federer con in mano lo scalpo di Djokovic. Lo svizzero non ne è rimasto minimamente impressionato e con la complicità delle vesciche del suo avversario lo ha respinto con perdite, senza però intaccare le grandi aspettative che il coreano aveva iniziato ad incoraggiare.

Alle pendici del Sunshine Double in molti sembravano pronti a scommettere che l’assoluta intolleranza ai colpi interlocutori di Andrey Rublev potesse fargli fare strada, e invece il russo è riuscito nella non semplice impresa di farsi schienare da Fritz e Pospisil, rispettivamente al primo turno di Indian Wells e Miami. La fiammella che sembrava sul punto d’affievolirsi si è definitivamente spenta dopo aver ben figurato al secondo turno di Montecarlo contro Dominic Thiem: Rublev ha quindi mancato l’appuntamento di Barcellona – avrebbe affrontato Jaziri al primo turno – e si è seduto in infermeria, ambiente che occupa ormai da 70 giorni, a causa di un problema alla parte bassa della schiena comparso già a Miami.

Hyeon Chung invece ha confermato quasi ogni cosa di quanto mostrato all’Australian Open. A Indian Wells ha incontrato ancora Federer, questa volta ai quarti di finale, dandogli appena qualche noia in più e riuscendo quantomeno a concludere l’incontro. A Miami ha sfruttato un buon tabellone ed è stato eliminato da John Isner, che avrebbe poi vinto il torneo, palesando il suo più grande difetto: la difficoltà a ottenere punti facili con il servizio. Proprio in ragione di questa sua caratteristica l’approdo sulla terra battuta sembrava potergli garantire ulteriori vantaggi, ma dopo aver disertato Montecarlo e Barcellona il coreano si è affacciato solo timidamente a Monaco, lasciandosi dominare da Zverev in semifinale, e quindi ha salutato la truppa con i due game conquistati a Madrid al cospetto di Robin Haase, non certo il più irresistibile dei terraioli. Da allora – 49 giorni – Chung ha esercitato l’arte del withdraw compulsivo dai tornei a causa di un versamento articolare alla caviglia che sembra aver reso necessaria una piccola procedura chirurgica.

 

Se Haase è stato l’ultimo avversario affrontato da Chung, è stato anche l’ultimo sconfitto da Rublev (a Montecarlo). Un curioso (e un po’ nefasto) punto di contatto tra due giocatori che, pur profondamente diversi sotto il profilo tecnico, sono accomunati dalla scarsa attitudine al proscenio fuori dal campo e oggi anche da questo periodo di stop che ha interrotto un abbrivio molto promettente per entrambi.

Così come entrambi sembravano poter giocare ad Halle, ma il rientro è stato ancora rinviato.

Un po’ di ottimismo era trapelato sul fronte russo. Rublev ha ricominciato ad allenarsi (su terra battuta, dettaglio forse dirimente), come testimoniato da questa foto pubblicata l’11 giugno, dopo un periodo nel quale ha lavorato prevalentemente per recuperare il tono della muscolatura: lo confermano un paio di storie Instagram delle ultime settimane nelle quali si vede il russo allenarsi in piscina. Il suo nome figura ancora nelle liste di Wimbledon, il che lascerebbe presupporre l’intenzione di tornare in campo sui prati londinesi; se non che il portale d’informazione sportiva tedesca Regionalsport.de e Tennis-Tourtalk, specializzato nel circuito minore, hanno diffuso la notizia della partecipazione del russo al challenger di Braunschweig, in programma – su terra battuta – da lunedì 9 luglio, in contemporanea alla seconda settimana di Wimbledon.

Il suo nome non figura nell’entry list del challenger tedesco in quanto ai top 50 non è concessa l’iscrizione diretta, ma il direttore del torneo Volker Jäcke ha dichiarato l’intenzione di concedere a Rublev una wild card venendo incontro alla sua volontà di ‘rientrare in campo a Braunschweig‘, probabilmente per preparare al meglio la difesa del titolo di Umago conquistato da lucky loser nel 2017. Tra Wimbledon e l’ATP 250 croato ci sono circa 350 punti in uscita per Rublev, il cui smarrimento gli costerebbe l’uscita dalla top 50. Salvo complicazioni la sua programmazione proseguirà poi con Gstaad (ancora terra rossa) e Washington, per il passaggio definitivo al cemento.

In sintesi: non c’è ancora la conferma del suo forfait a Wimbledon, ma sembra molto probabile.

Il recupero di Chung in vista di Wimbledon sembra invece più probabile. Sebbene la natura dell’infortunio non si sposi granché con la scelta di disputare un singolo torneo sull’erba, il coreano ha deciso di testare la caviglia malconcia sui prati dell’Hurlingham Club per l’Aspall Tennis Classic, evento di esibizione nel quale affronterà Nadal mercoledì 27 giugno. Sembra questo un segnale della volontà di provare a scendere in campo a Wimbledon. Non c’è invece traccia del 22enne nelle entry list dei tornei delle due settimane successive a Wimbledon: il suo nome ricompare nelle liste del Citi Open di Washington, in programma a fine luglio. Possono essere stimate nell’ordine del 60-70% le sue possibilità di partecipare allo Slam nel quale non ha ancora vinto un incontro, nonostante abbia raggiunto la finale juniores nel 2013.

Non sarebbe comunque del tutto sorprendente se restasse ai box un altro mesetto e si riconciliasse con Rublev proprio sulle rive del Potomac, il fiume che bagna la capitale degli Stati Uniti. Tra estate e autunno, saltellando dal cemento all’indoor, si gioca in tre continenti: schiena russa e caviglia coreana permettendo, ritroveremo due possibili protagonisti.

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ATP Cordoba, Cecchinato supera per la prima volta Bagnis e accede agli ottavi

Marco Cecchinato si fa riprendere al momento di chiudere, ma riesce comunque a far suo il match in due set. Al prossimo turno Federico Coria

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Marco Cecchinato - Roland Garros 2022 (foto Roberto dell'Olivo)

M. Cecchinato b. F. Bagnis 6-2 7-6(4)

Dopo tre sconfitte in altrettanti scontri diretti, Marco Cecchinato coglie la prima vittoria nei confronti di Facundo Bagnis. L’italiano ci aveva perso due volte tra il 2014 e il 2015, e l’ultima volta due anni or sono a Santiago per 6-3 al terzo. Anche nel mercoledì del Cordoba Open come nelle altre occasioni la superficie era la prediletta dai due, e l’l’azzurro ha prevalso approfittando anche di una prestazione senza mordente di Bagnis.

Il primo set scorre inaspettatamente veloce; l’argentino non riesce a fare male con i suoi colpi di rimbalzo troppo corti per impensierire il trentenne palermitano, il quale guida gli scambi con il dritto e aggredisce la seconda palla con buoni dividendi. Ottiene il break al terzo gioco costringendo Bagnis ad un dritto che cade ben oltre la linea di fondo; nel settimo gioco inizia con una palla corta di dritto per chiudere il game in quattro punti. Nel game successivo l’italiano centra il primo traguardo.

 

Nel secondo set il trentatreenne di Rosario aggiusta la consistenza del servizio e si assiste a degli scambi più equilibrati e agonisticamente consistenti. Il momento più importante della frazione si ha nel secondo gioco: Bagnis si procura due palle break, che però non trasforma, complice un ace e un dritto fuori misura.

Cecchinato si salva e si arriva al sesto gioco, dove il padrone di casa ritorna agli umili standard del primo set, cedendo il game a zero con il suggello di un doppio errore sullo 0-40. Marco ringrazia e arriva due volte a match point nel nono gioco, ma il sudamericano ne esce indenne con bravura.

È comunque un Cecchinato più falloso e meno intraprendente; il pensiero delle occasioni perdute probabilmente lo condiziona e lo spinge a lasciare l’iniziativa al rivale, che con l’aiuto di qualche errore dell’italiano strappa finalmente, all’ultima chance, il servizio allo sfidante.

I contendenti arrivano così al tie-break, e i primi cinque punti sono dell’azzurro, che osa di più e chiama a rete il mancino rivale, costringendolo all’errore nella volée. Sul cinque a zero un doppio fallo di Ceck rianima l’avversario, che sul 5-4 sbaglia però un dritto. Un altro errore nel punto successivo chiude la contesa.

Per Cecchinato ora l’appuntamento è con un altro argentino, il sesto del seeding Federico Coria, contro il quale ha perso l’unica sfida a livello di main draw ATP, ma è 2-2 complessivamente.

“Ero un po’ teso alla fine perché sono i primi match dell’anno e ho bisogno di trovare fiducia” ha spiegato Ceck dopo la vittoria.”È stato il primo incontro sulla terra battuta dopo tre mesi, devo ritrovare il feeling con la superficie, ma sono molto contento del risultato. Voglio rimanere concentrato su ogni partita, sto lavorando sodo, mi alleno parecchio ogni giorno e penso a fare un passo alla volta”.

Danilo Gori

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI CORDOBA

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ATP

ATP Montpellier: Bublik spacca tre racchette e perde con Barrere. Il diciottenne Fils domina Bautista e vola ai quarti

Alexander Bublik scatena la sua frustrazione a pochi punti dalla sconfitta. Exploit del classe 2004 Arthur Fils che batte Bautista Agut in due set

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Alexander Bublik, United Cup 2023 - Credit: Tennis Australia/Scott Davis

G. Barrere b. [6] A. Bublik 6-4 6-7(12) 7-6(3)

La giornata non troppo felice dell’Open Sud de France di Montpellier viene movimentata da uno dei personaggi più “rock” del circuito: Alexander Bublik. Il detentore del titolo (sconfisse in finale Zverev 6-4 6-3) si presenta con le migliori intenzioni, nonostante un solo campione nella storia del torneo sia riuscito sinora a replicare nell’edizione successiva, e cioè Richard Gasquet nel 2016, in finale contro Paul-Henri Mathieu. Ebbene, “Ritchie” rimarrà per quest’anno ancora l’unico nell’intento, in quanto dopo due ore e mezza di contesa dura ed equilibratissima, a prevalere è stato il francese.

Il primo set vede due contendenti non troppo precisi con la prima palla (48% e 53%, con leggera prevalenza del kazako) ma con percentuali di conversione intorno al novanta per cento per entrambi. Bublik cancella due palle break nel secondo gioco, poi pochi sussulti fino al decimo, quando il numero sei del tabellone perde qualche volta di troppo il comando del gioco, facendosi aggredire sulla seconda; al primo set point Barrere fa sua la frazione.

 

Nel secondo set la posizione di vantaggio al servizio è tale che in una sola occasione, all’undicesimo gioco, si va oltre i sei punti. Bublik serve nove ace e si presenta al tie-break con le spalle al muro. Nei primi dodici punti solo una volta a testa i due ottengono un break; il francese sale tre volte a match-point, il kazako per quattro volte, a un passo dalla vittoria di frazione, viene ripreso. Ma la quinta è quella buona, e dopo un’ora e un minuto si chiude un set assai avvincente.

Nel set decisivo si allenta la letalità delle battute, ma non ci sono occasioni per il break, fino a quando nel sesto gioco per la prima volta Bublik strappa il servizio allo sfidante; potrebbe sembrare fatta, ma nel game successivo il ventottenne di Charenton le-Pont rischia in risposta e forza al momento giusto le difese di Bublik: è contro-break.

Il francese deve salvare un’altra chance per l’avversario nel gioco successivo, ma esce dalla trappola e si arriva al secondo jeu decisif. E d’incanto crolla l’equilibrio: Barrere si prende i primi sei punti. Al cambio di campo Bublik perde la testa: spacca la racchetta colpendo cinque volte il terreno, poi si reca verso la propria sedia e ne rompe allo stesso modo altre due. Il pubblico lo copre di ululati; lui annulla tre palle del match, ma lì si deve arrendere.

Reazione smodata la sua, con echi sanremesi di Blanco, il quale lo scorso anno cantava “Brividi”, ma ci ha fatto rabbrividire ieri sera sfasciando tutti i fiori. Bublik ha rotto solo cose sue, quindi il danno è autoinflitto, ma la magra rimane la stessa. Gregoire Barrere vince e si prepara ad affrontare domani il georgiano Basilashvili.

GLI ALTRI MATCH – Problemi non solo per Marton Fucsovics, che ha dato forfait prima della sfida con Jannik Sinner. Ugo Humbert è costretto al ritiro in seguito a una brutta caduta nel corso del tie-break del secondo set dopo aver vinti il primo parziale contro Alejandro Davidovich Fokina. Il francese rimane in campo giusto per concludere il parziale, poi deve arrendersi tra le lacrime sul punteggio di 1-6 7-6(2).

Chi ha motivo di sorridere è invece Arthur Fils, classe 2004, che al primo turno aveva messo a segno il suo primo successo nel Tour ai danni di Gasquet. Il teenager francese ha impressionato dominando Roberto Bautista Agut per 6-3 6-4. Ai quarti troverà il vincente fra Davidovich e Halys.

Danilo Gori

IL TABELLONE DELL’ATP 250 DI MONTPELLIER

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WTA Abu Dhabi: Ostapenko dura un set, primo quarto nel 2023 per Zheng. Avanti anche Kudermetova e Bencic, si ritira Kontaveit

La 2002 cinese guadagna tre posizioni nella classifica live e si avvicina al best ranking. Kudermetova ok su Mertens, Bencic fatica ma doma Kostyuk in due set. Anett perderà una decina di posizioni in classifica

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Qinwen Zheng - WTA Abu Dhabi 2023 (foto: twitter @wta)

Q. Zheng b. [5] J. Ostapenko 7-6(10) 6-1

Sono Qinwen Zheng, Veronika Kudermetova e Belinda Bencic (in quest’ordine) le prime giocatrici a qualificarsi per i quarti di finale del Mubadala Abu Dhabi Open, WTA500 in corso sui campi in cemento degli Emirati Arabi Uniti. La giovane cinese scala tre posizioni nel ranking live (al momento è n°26) e si porta ad una sola posizione dal suo best ranking di n°25. Niente da fare per Jelena Ostapenko, che perde un primo set giocato probabilmente meglio e crolla alla distanza. Kudermetova non ha grossi problemi contro Elise Mertens, se non al momento di chiudere il match, mentre Bencic rischia di essere trascinata al terzo da Marta Kostyuk, che però si spegne sul più bello.

IL MATCH – Nel primo incontro in programma al Mubadala Abu Dhabi Open Jelena Ostapenko parte decisamente meglio rispetto a Qinwen Zheng, conquistando tutti i pimi dieci punti dell’incontro e portandosi subito sul 3-0, pur annullando un break point nel terzo gioco. Nel game successivo, tuttavia, è proprio la lettone ad avere altre due chance (non consecutive) per il doppio break di vantaggio, ben cancellate però dalla cinese, che si mantiene in scia. La partita inizia a cambiare volto e la n°12 del mondo, dal 4-1 sopra, vede la sua avversaria prima avvicinarsi e poi superarla. La 20enne di Shiyan trova il primo break della sua partita nel settimo game, impatta sul 4-4 e fa ancora la differenza in risposta, conquistando il quarto gioco di fila e portandosi a servire per il set.

 

Ostapenko è però brava in questa situazione a non lasciar andare un parziale dove nel bene e nel male ha sempre dominato, rimontando da 30-15 e operando l’aggancio: 5-5. Sembra tutto indirizzato verso il tie-break – che effettivamente sarà il culmine della prima frazione – ma prima Zheng è chiamata a salvare un set point sotto 5-6. Il tie-break ricalca di fatto l’andamento del primo set, con la testa di serie n°5 che parte in vantaggio (2-0), viene raggiunta e superata ma, al momento di chiudere il set sul 5-4 e due servizi a disposizione, la cinese li perde entrambi. La lettone ha così un nuovo set point sul 6-5, che non sfrutta, così come accade con quello sul 7-6. Si va ad oltranza e soltanto la n°29 WTA riesce a portarsi ad un punto dal chiudere il parziale, in ben quattro occasioni. L’ultima è finalmente quella buona, con cui chiude 12-10 il tie-break di un primo set a dir poco altalenante.

Il secondo set assume tutta un’altra piega rispetto al primo, con la vincitrice del Roland Garros 2017 che, perso il primo turno di servizio dopo 18 punti giocati, di fatto molla la partita. Zheng ringrazia, conferma l’allungo e trova un ulteriore break nel quarto game, difendendosi ai vantaggi e salendo sul 5-0. Ostapenko riesce quantomeno ad evitare il bagel, ma dopo quasi due ore è costretta ad arrendersi. Finisce 7-6(10) 6-1 in favore della giovane cinese, che approda così al suo primo quarto di finale in stagione, dove troverà una fra la n°1 del seeding Daria Kasatkina e la svizzera Jil Teichmann.

GLI ALTRI INCONTRI – A seguire sono scese in campo Veronika Kudermetova ed Elise Mertens, anche se quest’ultima è sembrata arrivare un po’ in ritardo all’appuntamento con il match. I primi quattro game, infatti, sono finiti tutti nelle mani della russa, che nel primo parziale ha vinto l’89% dei punti con la prima di servizio. Avanti 5-1 la n°11 del mondo ha trovato un terzo break, archiviando 6-1 un set dominato e garantendosi la possibilità di servire per prima nel secondo. Sull’1-1 è finalmente arrivata la reazione della belga, che ha strappato a zero il servizio alla sua rivale, ma poco dopo si è vista costretta a restituire immediatamente il break.

Dall’1-2 Kudermetova ha infilato un nuovo parziale di quattro giochi di seguito, portandosi sul 5-2 dopo aver annullato tre break point nel settimo game. La 25enne di Kazan ha faticato più del previsto al momento di chiudere, cedendo la battuta sul 5-3 e mancando due match point in altrettanti turni di risposta. Alla fine, però, al terzo tentativo la russa si è imposta 6-1 7-5, approdando ai quarti di finale. Qui potrebbe dar vita ad un derby russo contro Liudmila Samsonova, se la n°8 del seeding riuscirà a sconfiggere Barbora Krejcikova.

Match ben più combattuto quello tra Belinda Bencic e Marta Kostyuk. La svizzera, autrice di un ottimo primo set, si fa bastare il break conquistato nel settimo game dopo aver concesso appena un punto nei primi tre turni di battuta. L’ucraina paga caro l’unico strappo del set, chiuso 6-4 dalla n°9 WTA, che parte meglio anche nel secondo parziale. Un break in apertura sembra consegnarle le chiavi dell’incontro, ma dallo 0-2 la n°57 del ranking vince cinque dei successivi sei game, trovando due break e portandosi sul 5-3 e servizio.

Al momento di approdare al set decisivo, tuttavia, nel momento migliore della sua partita Kostyuk commette un grave doppio fallo che regala due break point alla sua avversaria. Bencic non si fa scappare l’occasione e conquista tutti gli ultimi quattro giochi della partita, imponendosi 6-4 7-5 e negando ancora all’ucraina la vittoria contro una top10, contro cui ha un bilancio di 0-12.

Nell’ultimo incontro di giornata, Anett Kontaveit è costretta al ritiro contro la qualificata Shelby Rogers. 4-6 6-3 4-1 il punteggio a favore della statunitense. Sotto 0-3 nel terzo set, Anett, n. 18 WTA, ha chiesto un MTO durante il quale ha ricevuto un trattamento alla schiena. Non riesce quindi a difendere i 500 punti del trofeo di San Pietroburgo e perderà almeno 9 posizioni, lei che è stata la seconda giocatrice del mondo lo scorso giugno. Vola invece ai quarti Rogers, che affronterà la n. 2 del seeding Belinda Bencic.

Il tabellone completo del WTA500 di Abu Dhabi

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