Ubitennis cerca te. Sei pronto?

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Ubitennis cerca te. Sei pronto?

Cosa serve per entrare a collaborare in Ubitennis? In primis passione, conoscenza e… pazienza. Poi dipende dai ruoli per i quali ci si candida. Anche per poche ore a settimana. Consigli da seguire.

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Si sta avvicinando Wimbledon, si rinnova l’eterno duello fra Roger Federer “Mister 20 Slam” e Rafa Nadal “Senor 17 Slam”. C’è grandissima attesa per il sorteggio perché mai come questa volta esso potrebbe dar vita a un tabellone particolarmente sbilanciato, a causa delle classifiche inconsuete e anomale di alcuni campioni come Djokovic e Murray i quali potrebbero trasformarsi fin dai primissimi turni in vere mine vaganti. Ma insieme a questo appuntamento top che mi vedrà presente per il quarantacinquesimo Wimbledon di fila – nessun merito, è un dato puramente statistico – c’è anche l’estate con le vacanze di diversi collaboratori. Vorremmo coprire il maggior numero di incontri di Wimbledon per darvi il miglior servizio possibile. E ci potreste dare una mano.

Ubitennis, che ha appena compiuto 10 anni di vita, non intende mollare di un centimetro la sua presenza sui vostri computer, tablet, cellulari. Avete voglia di “saltare il fosso”, come hanno a suo tempo fatto tutti i collaboratori attuali (e passati)? Erano tutti lettori di Ubitennis che hanno cambiato veste. Aspiravano a raccogliere una sfida. E proprio come voi non credevano di poter mai avere il piacere di trovare la propria firma nella prima pagina di quello che rimane il sito di tennis più seguito in Italia. E invece la trafila è semplicissima, basta mandare una mail a direttaubitennis@gmail.comLe prime scelte cadranno su chi si dimostrerà capace di segnalarci un curriculum particolarmente dettagliato con le proprie caratteristiche e aspirazioni, qualità come la capacità di rapportarsi con gli altri in ambienti di lavoro e studio, spirito di equipe, pregi, indicazioni chiare sulle disponibilità di tempo (un giorno a settimana? Due? Tre? Due mezze giornate? Tre, quattro? Meglio Mattina o pomeriggio? Meglio feriali o Weekend? Disponibilità quasi immediata? Oppure solo dopo Wimbledon con agosto? Oppure da settembre in poi? Lingue? ), esempi di esperienze fatte (articoli con link alle pubblicazioni se l’obiettiovo è scrivere), città di residenza, eventuali rapporti con il tennis club locale, contatti per noi facili e immediati da recuperare con vostro nome, città di residenza, e-mail, telefoni, indirizzi Skype, Whatsapp etc. Tutto va inviato a direttaubitennis@gmail.com.

 

Verrete contattati – prima possibile –  per iniziare la vostra collaborazione con noi (con priorità ovvia per i subito disponibili, perché poi l’avvio di Wimbledon ci darà poco respiro). Per chi desideri scrivere sarà bene inviare esempi di articoli o scritti fatti. Sarete seguiti e istruiti, le vostre proposte saranno tenute in considerazione e discusse con voi. Cerchiamo, successivamente a Wimbledon, chi possa approfondire la vita dei circoli e del tennis italiano, ma ovviamente ogni candidatura verrà valutata per le sue caratteristiche (propositività e motivazione in primis). Bussate alla porta di Ubitennis e scoprirete come nascono gli articoli, come si scova una notizia e come ci si districa nella complessa rete di fonti e social network, il Sacro Decalogo della chat redazionale, la magia ‘geografica’ che può tenere in connessione le idee di chi scrive oltreoceano e di chi invece è appena tornato a casa dopo una faticosa traversata del Grande Raccordo Anulare. Ma anche a chi ci riferiamo con la locuzione “Patriaman“, come si impara a decifrare le Sacre Scritture vergate sui taccuini del Direttore; cosa un inviato non deve mai scordare (e a proposito, come si fa a diventare un inviato?), chi è il più saggio e chi il più giovane della truppa, se è vero che per scrivere di tennis è assolutamente vietato avere simpatie e antipatie per i tennisti. Non si possono prendere posizioni sui social privati che nuocciano all’immagine e alla credibilità di Ubitennis.

Le tipologie dei lettori che decidono di collaborare con Ubitennis possono essere le più varie, a seconda delle proprie competenze.Hanno collaborato nel corso di 10 anni   professionisti di varie arti e mestieri,  dirigenti d’azienda, imprenditori, maestri di tennis, studenti, ​ragazzi giovanissimi, signori di mezza età, giocatori​. Ciò è accaduto perché si può dare una mano in mille modi diversi –attenzione, non solo scrivendo… –   a seconda che si abbiano maggiori conoscenze informatiche, grafiche, del web, dei social, di advertising, di statistiche, video e ricerche collegate, del tennis giocato a discreti livelli agonistici, del tennis anche giovanile e minore (non chiedete di scrivere soltanto di Federer e Nadal per favore!). Non siate timidi. Tanti possono rendersi utili. In passato le tipologie più  ricorrenti sono state sostanzialmente queste: a) i giovani appassionati di tennis che ritengono di avere un minimo di competenza b) gli aspiranti giornalisti che vogliono vivere dall’interno un’esperienza che li farà crescere più di qualsiasi Master di Giornalismo e che ha offerto sbocchi professionali a una dozzina di loro) gli appassionati più maturi che fanno tutt’altre professioni ma che, tennisti praticanti o meno, amano scrivere e frequentare i tornei non più come spettatori ma come “cronisti”, “intervistatori”, “fotografi” , video-registi.

Amici disponibili a lavorare in equipe con lo spirito di chi non chiede ma dà secondo i propri tempi, le proprie attitudini e disponibilità. Con l’inevitabile massiccio turn-over che comporta come conseguenza il dover reclutare ed istruire sempre nuove persone a fare nuove cose nel minor tempo possibile. Ho già scritto molte volte di quanti “allievi/e” – permettetemi di chiamarli così _ hanno trovato uno sbocco professionale grazie a Ubitennis, quanti sono diventati giornalisti, quanti hanno avuto accesso da accreditati e memorabili esperienze– sono stati 169 gli accrediti accettati fra 2017 e 2018 in tornei a giro per il mondo in vari tornei  imparando così a comportarsi come gli inviati delle grandi testate internazionali, in tempi in cui le testate nazionali faticano a mandare un loro inviato per un intero torneo…​ Posso garantirvi che tutti quelli che sono stati con noi hanno imparato qualcosa. Molto o poco è dipeso anche dal loro impegno. Un’esperienza che è comunque diventata parte integrante del loro CV.

Ubitennis ha avuto in certi periodi anche 50 collaboratori, distribuiti in 7 turni per ciascun giorno della settimana in modo da non appesantire il lavoro dei “volontari” per più di 4 ore in un determinato giorno della settimana se interessati ai turni redazionali (dove certamente si impara di più). Ma ci sono anche collaboratori, tipo AGF, Pier Zampieri, Garofalo, che seguono rubriche settimanali. E sono quindi svincolati dai turni. Così come cronisti che settimanalmente danno la loro disponibilità per coprire un match in una certa fascia oraria.

Ovviamente c’è un lavoro enorme a monte per trovare il modo di coordinarli, di gestire il continuo turn-over perché c’è sempre chi va e chi viene, chi dopo esser stato spettatore di 2/3 Slam ha raggiunto il suo scopo e ci abbandona, chi trova un lavoro (o un amore) che lo assorbe. Chi perde entusiasmo. E‘ normale che ciò accada. Ubitennis non è e non vuole essere una fabbrica delle illusioni. Ma non chiedete per prima cosa  garanzia di ​compensi,  perché l’approccio al sito deve necessariamente essere diverso. Il turn-over c’è sempre stato. Le possibilità di inserirsi anche. I collaboratori ​i presenti da più tempo sono occasionalmente ​retribuiti in collegamento ai tornei “coperti”​  ma se qualcuno pensa che solo pochi mesi di collaborazione gli possano garantire il diritto ad un compenso preferisco non illuderlo. È accaduto, ma  solo per pochi e molto bravi.  Ovviamente qualità e meritocrazia vengono tenuti in conto.

Non voglio tediarvi con le autocelebrazioni dei nostri dati. Però mi sembra corretto segnalare a chi vorrebbe sapere qualcosa di più sul nostro conto prima di aderire, insieme alla nostra indiscussa leadership fra i siti italiani di tennis in termini di credibilità e vetrina, la crescita dell’Ubitennis.com nel 2018. La nostra crescita è stata superiore al 50% per quanto riguarda le pagine visualizzate in rapporto al primo semestre del 2017. Continuando su questo trend nel secondo semestre 2018, significherebbe superare i 34/35 milioni di pagine viste e i 10 milioni di utenti unici per Google Analytics. Una crescita esponenziale si sta registrando anche nella home inglese Ubitennis.net e in quella spagnola Ubitennis.es che sviluppano contenuti autonomi (e per i quali anche cerchiamo eventuali disponibilità).

Sono più che grato ovviamente a voi lettori, ai 10 milioni di lettori che dimostrano di apprezzarci, leggendo e commentando i pezzi al femminile di AGF; la versione ‘ludica’ degli spunti tecnici di Baldissera; il pagellone formato vacanze di Garofalo, la rubrica sul tennis che ruota attorno a Djokovic di Vidovich (che è anche il nostro mental coach), la rubrica di Roberti, l’ormai consueto appuntamento del venerdì con la piccola biblioteca di Ubitennis coordinata da Pier Paolo Zampieri. E tante altre rubriche, video, podcast che non sto qui a citare perché l’elenco sarebbe troppo lungo. La nostra più recente policy dei commenti non sempre incontra il vostro favore. Recentemente abbiano optato per pre-moderare i commenti, perché c’era chi si era approfittato della libertà concessa in modo negativo. Abbiamo optato per lasciare liberi i commenti soltanto ai nostri live, sempre più frequenti. Ma potremmo anche cambiare idea.​

Entrate nel magico mondo di Ubitennis dunque e scoprirete come nascono gli articoli, chi è il Presidente, qual è la cosa da evitare nella chat redazionale, cosa un inviato non deve mai scordare, chi scrive da una cantina circondato da vini e chi da un comodo ufficio, in che modo si costruiscono le statistiche, qual è l’analisi multicriteri che porta un pezzo in apertura, perché nascono le rubriche, l’esistenza di pagine FB segrete e tanto, tanto altro ancora. Il problema di un giornale on line era quello di assicurare continua linfa nuova ed entusiasmo. Giorno dopo giorno, senza soluzione di continuità, addio sabati e domeniche, feste comandate, vacanze. Il giornale on line deve uscire sempre, perfino più dei quotidiani stampati che non escono il 2 maggio, il giorno dopo Ferragosto e dopo Natale, il primo dell’anno.

E non deve uscire una volta sola al giorno, deve uscire sei, otto, dieci volte al giorno, con almeno tre “ articoli di apertura” al giorno, perché nella frenesia dei lettori delle notizie on-line chi si ferma è perduto. Se ti stacchi un giorno addio. Se ti stacchi cinque ore addio. Qui ogni tanto leggo lettori che si lamentano perché, sebbene arrivino anche 2.000 commenti in un giorno agli articoli che abbiamo pubblicato – 670.000 in 12 mesi! –  “siete lenti nel pubblicare i nostri post. Che vi succede?”. Facciamo quel che possiamo. Potremmo avere bisogno anche di moderatori “collaudati” che temperino gli eccessi. Ubitennis si è spesso occupato anche di trovare alloggi a buon mercato per i propri collaboratori, in Inghilterra, Francia, America, Australia.

Siamo sempre aperti ai vostri suggerimenti ed anche a nuovi innesti di volontari, e futuri collaboratori più presenti, ​un po’ in tutti i settori – quello delle traduzioni in particolare va implementato sicuramente perché un nostro obiettivo è quello di sviluppare maggiormente l’interazione fra la home inglese e quella italiana – fermo restando l’antico principio che per tutti deve restare un piacere collaborare e che quindi non si può pretendere da nessuno un impegno superiore alle quattro ore alla settimana, eccezione fatta per i vicedirettori e i “capitani” di ciascuna giornata della settimana perché è chiaro che questi hanno inevitabilmente maggiori responsabilità rispetto ai redattori “ordinari” e non si limiteranno a coprire turnazioni di sole quattro o otto ore settimanali.​ Molti dei ragazzi che collaborano a Ubitennis hanno fatto progressi fantastici. Diversi di loro hanno trovato sbocchi anche professionali., assunzioni o collaborazioni part-time, in media del settore, dopo essere approdati a Ubitennis da semplici ma sconosciuti appassionati di tennis. Potrei citarvi tanti nomi noti che ascoltate in tv, radio, che leggete su altre testate.

Lo sforzo comune a tutti noi è sempre stato quello di provare a migliorarsi sempre e credo che pian piano ci dovremmo riuscire. Perché no, un giorno Ubitennis potrebbe diventare un prodotto ancora migliore grazie a un’idea lanciata proprio da uno di voi.  Scriveteci dunque a direttaubitennis.@gmail.com, in passato abbiamo ricevuto anche più di 300 offerte di disponibilità. Batterete questo record?

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ATP

Miami: un grande Ferrer batte Querrey. Tomic sfiderà Djokovic, ok Auger-Aliassime

Nella debacle USA Querrey cede in due set a Ferru, prossimo avversario di Zverev. Dzumhur si salva nonostante i dolori alla schiena, lo attende Cecchinato

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David Ferrer (foto via Twitter, @MiamiOpen)

Erano ben 26 gli incontri maschili programmati nella terza giornata del Miami Open 2019, causa rinvii per pioggia dei giorni scorsi. E tra le affermazioni e le disfatte della vecchia e della nuova guardia si è completato anche il programma dei primi turni, prima che il torneo entri nel vivo con l’esordio dei grandi favoriti. Nella serata italiana sarà la volta di Djokovic e Thiem. Il serbo non ha per nulla convinto in California e nel primo incontro sul nuovo Hard Rock Stadium di Miami dovrà vedersela con Bernard Tomic che non ha avuto problemi contro Thiago Monteiro, battuto 6-4 6-1.

Nell’ultimo match della sessione serale David Ferrer si è tolto di dosso qualcuno dei suoi 37 anni e ha giocato una partita sontuosa contro Sam Querrey, battuto 6-3 6-2 in un’ora e un quarto di gioco. Ferrer sta giocando il suo ultimo Masters 1000 su cemento e dirà addio al tennis giocato al Mutua Madrid Open di Madrid: avrà un ricordo sempre agrodolce di Miami, dove ha perso una grande finale contro Andy Murray nel 2013. Ora al secondo turno sfiderà Alexander Zverev che dodici mesi fa lo ha battuto in tre set. L’altro veterano spagnolo, Feliciano Lopez, l’ha spuntata al terzo set contro Benoit Paire dopo due ore e venti minuti e sarà l’avversario di Grigor Dimitrov nel secondo round.

 

Querrey è solo uno dei sei statunitensi usciti sconfitti nella terza giornata del Miami Open. L’unico a salvarsi è stato Opelka, che ha rimontato Struff. Roger Federer ha conosciuto il nome del suo prossimo avversario, il moldavo Radu Albot, in tabellone dalle qualificazioni. Albot ha sfruttato il ritiro dell’australiano Ebden sul 6-0 3-2 e testerà al debutto il finalista del torneo di Indian Wells nella giornata di sabato.

Damir Dzumhur sarà il prossimo avversario di Marco Cecchinato, sempre che il bosniaco recuperi dall’infortunio patito nel finale di match contro Eubanks. Damir ha vinto in rimonta al tie-break del terzo set pur avendo la schiena bloccata sin dai game finali del parziale decisivo. Nonostante il dolore, è riuscito a muovere il gioco e a far sbagliare Eubanks, centrando così la terza vittoria del suo 2018.

È stata una giornata positiva per i giovani, soprattutto per Felix Auger-Aliassime, giustiziere dei due azzurri Lorenzi e Vanni nel percorso di qualificazione al main draw. Il canadese classe 2000 ha battuto in rimonta Casper Ruud, di due anni più grande (che come lui si era imposto al grande pubblico nel torneo di Rio de Janeiro), confermando il periodo positivo che dura ormai da quasi un mese. Incrocerà la racchetta con Marton Fucsovics al prossimo round. Un altro giovane (e promettente) qualificato ha superato il primo turno: il russo Andrey Rublev ha battuto in tre set Taro Daniel. Lo aspetta un impegno per nulla semplice dal momento che dovrà vedersela con un Marin Cilic che deve riprendersi da un inizio di stagione abbastanza negativo.

Risultati:

B. Tomic b. [Q] T. Monteiro 6-4 6-1
M. Marterer b. T. Fritz 6-4 3-6 6-3
I. Ivashka b. T. Fabbiano 6-4 1-6 6-3
A. Ramos-Vinolas b. M. Copil 6-4 6-2
[Q] L. Sonego b. M. Klizan 6-4 6-3
[Q] F. Auger-Aliassime b. [Q] C. Ruud 3-6 6-1 6-2
R. Haase b. [Q] L. Lacko 6-2 6-4
J. Chardy b. N. Jarry 6-7(1) 6-2 7-6(5)
[Q[ A. Bublik b. T. Sandgren 5-7 6-4 7-6(5)
D. Lajovic b. [Q] P. Cuevas 6-4 6-7(6) 6-3
J. Munar b. [Q] P. Gunneswaran 7-6(3) 6-4
J. Sousa b. [WC] C. Tseng 6-4 7-5
F. Lopez b. B. Paire 7-5 4-6 6-4
J. Thompson b. C. Norrie 4-6 7-6(5) 6-3
A. Mannarino b. A. Bedene 4-6 6-4 6-2
[Q] R. Opelka b. J. Struff 4-6 6-3 6-4
F. Krajinovic b. P. Herbert 6-4 6-4
[Q] R. Albot b. M. Ebden 6-0 3-2 rit.
[LL] M. McDonald b. U. Humbert 6-4 6-7(4) 7-6(4)
L. Mayer b. [Q] M. Ymer 4-6 6-3 6-4
[LL] D. Evans b. M. Jairi 6-2 6-0
[Q] A. Rublev b. T. Daniel 3-6 6-3 6-4
D. Dzumhur b. [WC] C. Eubanks 1-6 6-4 7-6(5)
P. Andujar b. I. Karlovic 7-6(2) 6-4
[WC] M. Kecmanovic b. E. Gulbis 6-2 7-5
[WC] D. Ferrer b. S. Querrey 6-3 6-2

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WTA

Andreescu inizia col brivido a Miami. Bene Kvitova e Garcia

Bianca rimonta da 5-1 sotto, annulla match point e si salva contro Begu. Cade solo Keys tra le teste di serie, mentre Venus Williams e Cori Gauff potrebbero sfidarsi al terzo turno

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Si è presa un grosso spavento Bianca Andreescu, che arrivava in Florida con il – pesantissimo! – trofeo di Indian Wells nel borsone. La 18enne canadese è stata costretta a giocare il primo turno nonostante il trionfo nel Mandatory in California le abbia permesso di salire al numero 24 in classifica da lunedì, troppo tardi per entrare tra le teste di serie e ricevere il bye. Sfidava Irina Camelia Begu (70 WTA) che le aveva strappato un set anche a Indian Wells sempre a livello di primo turno. La giocatrice rumena era avanti 6-4 5-1 prima di subire la rimonta di Bianca, che ha anche annullato con grande carattere un match point sul 3-5. Dopo aver dominato il tie-break del secondo set, la campionessa di Indian Wells ha chiuso 6-2 al terzo e sfiderà Sofia Kenin al secondo turno.

Ha debuttato nel torneo anche Petra Kvitova, la testa di serie più alta a mettere piede sui rinnovati campi di Miami (la n.3). Petra ha giocato una grande partita per sbarazzarsi in due set di Maria Sakkari, entrata in partita solo in avvio di secondo set (in vantaggio 2-0, rimontata immediatamente dalla ceca). Kvitova ha chiuso in 70 minuti e ha raggiunto già il terzo turno dove sfiderà Donna Vekic, che ha battuto con un doppio 6-3 Sorribes Tormo.

 

Nello stesso spicchio di tabellone di Kvitova, la francese Caroline Garcia (t.d.s. 19) ha vinto nella sessione serale una delle partite più attese della terza giornata contro Victoria Azarenka, tre volte campionessa a Miami e semifinalista lo scorso anno. La bielorussa era sopravvissuta ventiquattro ore prima alla lotta contro Dominika Cibulkova, ma Garcia con una partenza sorprendente nel primo set (5-0) l’ha costretta a rincorrere sin dall’inizio. Pur provandoci nel finale, dove ha recuperato più volte il break di svantaggio, Azarenka non è riuscita a far girare l’incontro e ha ceduto dopo più di un’ora e mezza di partita. Garcia avrà Julia Goerges al terzo round. Da segnalare anche la buona vittoria di Karolina Muchova sulla giapponese Hibino. La 22enne ceca sinora ha dovuto affrontare le qualificazioni in tutti e quattro i tornei disputati nel 2019: lo si evince chiaramente dal bilancio stagionale, che la vede già a 12 vittorie con sole 3 sconfitte. Affronterà adesso Kerber, che dovrà fare la massima attenzione.

L’unica testa di serie a uscire di scena è Madison Keys, per il dispiacere dei tifosi statunitensi. Samantha Stosur è riuscita a imporsi in tre set dopo aver sprecato un vantaggio di 4-0 nel secondo parziale dopo aver vinto il primo. La 34enne australiana non batteva una top 20 da ottobre 2017. Al prossimo turno sarà derby aussie contro Ashleigh Barty (t.d.s. 12), che ha dato 6-4 6-1 alla giovane ucraina Yastremska.

C’è stata meno azione invece nella parte bassa nel tabellone. Si è comunque completato il programma dei primi turni e ora sarà tempo di esordio per Serena, Stephens, Pliskova Svitolina e Camila Giorgi. Oltre alla prima vittoria a livello WTA per la 15enne Cori Gauff, si registra la 65esima vittoria per Venus Williams tra Key Biscane e Miami Gardens (da questa stagione). Dopo essere stata sotto 5-4 e servizio nel primo set contro Dalila Jakupovic, con molte difficoltà negli spostamenti, Venus ha vinto nove degli ultimi dodici giochi per vincere in due set e approdare al secondo turno. La maggiore delle sorelle Williams ha vinto tre volte il torneo, nel 1998, 1999 e 2001, ben prima che Gauff venisse al mondo. Se ‘Coco’ batterà Kasatkina e Williams supererà Suarez Navarro, le due statunitensi – divise da 24 anni di età – potrebbero sfidarsi al terzo turno.

Risultati

Secondo turno:

[3] P. Kvitova b. M. Sakkari 6-1 6-4
S. Stosur b. [17] M. Keys 6-4 4-6 6-4
[19] C. Garcia b. V. Azarenka 6-3 6-4
[26] D. Vekic b. S. Sorribes Tormo 6-3 6-3
[15] J. Goerges b. M. Rybarikova 6-4 7-5
[12] A. Barty b. D. Yastremska 6-4 6-1
[7] K. Bertens b. [WC] Xiy. Wang 6-4 6-1

Primo turno:

V. Williams b. [Q] D. Jakupovic 7-5 6-3
Y. Wang b. K. Mladenovic 6-3 6-3
P. Martic b. S. Zhang 6-1 6-2
B. Andreescu b. I. Begu 4-6 7-6(2) 6-2
O. Jabeur b. [LL] Kr. Pliskova 2-6 6-3 6-4
J. Konta b. [Q] J. Pegula 6-1 6-4
[WC] W. Osuigwe b. [WC] M. Osaka 6-2 6-4
A. Tomljanovic b. A. Friedsam 4-6 6-3 6-0
[Q] K. Muchova b. [Q] N. Hibino 6-3 6-3
A. Riske b. [Q] K. Kanepi 6-2 6-2
A. Cornet b. V. Lapko 7-5 6-7(7) 6-1
A. Sasnovich b. [Q] V. Golubic 4-6 7-5 6-4
[Q] Y. Wickmayer b. [Q] S. Vickery 3-6 6-3 6-1
[Q] T. Townsend b. J. Larsson 6-1 6-2
R. Peterson b. [Q] L. Siegemund 6-1 5-7 7-5
[Q] M. Niculescu b. T. Zidansek 6-1 6-2
[Q] M. Doi b. [WC] Xin. Wang 6-2 1-6 6-3
[WC] C. Gauff b. [WC] C. Mcnally 3-6 6-3 6-4
V. Kuzmova b. D. Gavrilova 6-4 6-2
T. Maria b. A. Schmiedlova 6-4 6-1

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Area test

Il ritorno in campo di Snauwaert

66 titoli del Grande Slam con le racchette di legno, ora Snauwaert torna sul mercato

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Ai più giovani, il marchio Snauwaert dirà poco, ma chi gioca a tennis da qualche decade conosce benissimo il brand che fu di Vitas Gerulaitis, Mikael Pernfors, Brian Gottfried e Miloslav Mecir. La storia di Snauwaert inizia nel Belgio degli anni ‘20, quando Valler Snauwaert e Eugeen Depla, due fratelli non di sangue, da abili manufatturieri decisero di creare canoe e racchette da hockey e tennis. Si misero in proprio, lasciando l’autocarrozzeria nella quale lavoravano, e in pochi anni la loro azienda crebbe fino ad avere 35 dipendenti.

Snauwaert, questo il nome scelto per la loro nuova avventura, rimane attiva superando la grande guerra e continua a crescere e negli anni ‘60, quando il tennis diventa uno sport popolare negli USA. Arriva la produzione di massa delle racchette: il brand ne produce tre milioni ogni anno. Arrivano i successi e le racchette di legno Snauwaert vincono un totale di 66 titoli del Grande Slam. L’arrivo della grafite, sul finir degli anni ‘80, segna il declino del marchio che lascia il mercato nel 1991.

Adesso è tempo di tornare in campo grazie a Roberto Gazzara, ex capo della ricerca e del design di Prince, che ha acquistato il marchio belga per rilanciarlo. Dopo tre anni passati a studiare materiali e testare telai, Snauwaert ha presentato nel 2018 la nuova linea di prodotti, non tantissimi, affidandosi alla vendita esclusiva tramite il sito web e tramite una rete di ambassador (dei maestri di tennis) disseminata sul territorio e che farà provare direttamente sul campo le racchette agli utenti, che diventano centrali in questa scelta di mercato.  #weservetennis è lo slogan scelto non a caso.

 

Sono due le linee di prodotto presentate, Grinta e Vitas. La novità tecnologica introdotta si chiama Bionic X section, in pratica la sezione del telaio che si ispira alla forma delle ossa umane per diventare più rigida nella parte alta della racchetta (quella più importante, a ore 3 e a ore 9 del piatto corde) e cioè dove il carico è maggiore. Nel punto di flessione del telaio, a ore 5 e a ore 7, cioè nella zona del “cuore”, Snauwaert ha reso simmetrica la sezione del telaio per resistere meglio alla torsione derivante dall’impatto.

La serie Grinta comprende sei modelli, di cui 4 da 98 pollici con un profilo costante di 22 millimetri con delle aree di telaio più larghe a ore 3 e a ore 9. I modelli sono disponibili in due pesi, 290 e 315 grammi, e in due differenti schemi d’incordatura: 16×16 e il più diffuso 16×19. Quest’ultimo schema, il 16×19, è quello usato nel modello Grinta Tour, uno dei più venduti in virtù delle sue caratteristiche che favoriscono i giocatori con swing rapidi e decisi, i classici giocatori di pressione che colpiscono la palla in fasce ascendente e che cercano molta generazione di spin in un telaio. La scelta del 16×19 come schema d’incordatura favorisce proprio queste soluzioni. Il modello Tour è disponibile in due pesi, con il bilanciamento fissato a 31,5 centimetri per quanto riguarda il modello da 310 grammi e 33 centimetri per il modello pesante 290 grammi (Grinta 98 Tour Lite).

I giocatori a tutto campo e che giocano con più pazienza da fondocampo si troveranno meglio con i modelli della linea Grinta 100. Come dice già il nome, l’ampiezza del piatto corde aumenta fino a 100 pollici, una scelta sempre più gradita dal tennista medio, d’altronde se anche Federer è arrivato a giocare con una racchetta piatto 97 perché il tennista da circolo non dovrebbe averne una più grande? Grinta 100 è disponibile in due pesi: c’è una versione pesante 305 grammi, schema d’incordatura 16×18 e bilanciamento a 31,5 centimetri e una versione pesante 285 grammi, la Grinta 100 Lite, sempre con schema d’incordatura a 16×18 e bilanciata a 33,5 centimetri dal manico. I modelli competitor della Grinta 98 sono la Babolat Pure Strike, le Pro Staff e Blade della Wilson e la Head Prestige, mentre può sperimentare la Grinta 100 chi è solito usare la Babolat Pure Aero, la Wilson Ultra, la Prince Tour e le Head Radical e Speed.

Ai tennisti meno esigenti in termini di racchetta impegnativa è destinata la linea Vitas, disponibile in versione 100, 105 e 110, a indicare la dimensione del piatto corde. La forma pentagonale del piatto, molto particolare, promette di assicurare un buon equilibrio in termini di velocità ed effetto prodotti. Il telaio, che ha uno spessore variabile (24 centimetri al manico, 26,5 centimetri nella zona centrale e 25 centimetri in testa) è indicato a chi impatta nella parte alta dell’ovale, ed è disponibile in due pesi: 300 grammi (schema d’incordatura 16×19 e bilanciamento a 31,5 centimetri) e 280 grammi, la Vitas 100 Lite, 16×19 e bilanciata a 33,5 centimetri dal manico. La Vitas 100 può essere apprezzata da chi è solito usare una Babolat Pure Drive, una Wilson Burn, la Prince Warrior e i modelli Extreme e Instinct della Head.

La Vitas 105 esalta ancora di più le caratteristiche all-court del modello 100, avvalendosi di uno sweet-spot, la zona d’impatto utile di un telaio, ancora più ampio. È disponibile in due pesi, 285 grammi (14×19 e bilanciamento a 32,5 cm) e l’ultraleggero 267 grammi della Vitas 105 Lite (14×19, 34 cm). Infine, per chi proprio fosse in cerca di un aiuto extra, sono disponibili il modello Vitas 110 (pesante 270 grammi, schema d’incordatura 16×18 e bilanciamento a 34 centimetri) e il modello più leggero Vitas 115 (260 grammi di peso, bilanciamento a 36 centimetri, schema corde 16×18). Questi modelli sono soluzioni adatte a chi è solito giocare con la Head MGC, la prince TXT Premiere, le wilsian H6 e la Babolat Pure Drive OS.

Snauwaert non si è limitata solamente a reintrodurre nel mercato i telai, ha prodotto anche tre modelli di corde: Black Beam, White Beam e Sunny Core.

Black Beam è una corda in monofilamento dura ma confortevole, creata per favorire lo spin e che Snauwaert suggerisce di abbinare ai modelli Grinta 98, 100 e Vitas 100. È disponibile in due calibri, 1,25mm e 1,35mm. Il modello White Beam invece è più confortevole, una corda più elastica che sarà amata dal braccio. Si tratta di una corda molto versatile che ben si adatta ai telai con piatto più grande del brand. È disponibile in formato 1,25mm. Infine, il modello Sunny Core è destinato ai telai Vitas 100, 105 e 110, trattandosi di una corda ancora più confortevole e che agevola la generazione di potenza.

Completano la linea Snauwaert zaini e borse oltre a grip e overgrip, tutti marchiati con la S storica, che ora è tornata per riprendersi, almeno, parte della scena che una volta dominava.


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