Ubitennis cerca te. Sei pronto?

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Ubitennis cerca te. Sei pronto?

Cosa serve per entrare a collaborare in Ubitennis? In primis passione, conoscenza e… pazienza. Poi dipende dai ruoli per i quali ci si candida. Anche per poche ore a settimana. Consigli da seguire.

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Si sta avvicinando Wimbledon, si rinnova l’eterno duello fra Roger Federer “Mister 20 Slam” e Rafa Nadal “Senor 17 Slam”. C’è grandissima attesa per il sorteggio perché mai come questa volta esso potrebbe dar vita a un tabellone particolarmente sbilanciato, a causa delle classifiche inconsuete e anomale di alcuni campioni come Djokovic e Murray i quali potrebbero trasformarsi fin dai primissimi turni in vere mine vaganti. Ma insieme a questo appuntamento top che mi vedrà presente per il quarantacinquesimo Wimbledon di fila – nessun merito, è un dato puramente statistico – c’è anche l’estate con le vacanze di diversi collaboratori. Vorremmo coprire il maggior numero di incontri di Wimbledon per darvi il miglior servizio possibile. E ci potreste dare una mano.

Ubitennis, che ha appena compiuto 10 anni di vita, non intende mollare di un centimetro la sua presenza sui vostri computer, tablet, cellulari. Avete voglia di “saltare il fosso”, come hanno a suo tempo fatto tutti i collaboratori attuali (e passati)? Erano tutti lettori di Ubitennis che hanno cambiato veste. Aspiravano a raccogliere una sfida. E proprio come voi non credevano di poter mai avere il piacere di trovare la propria firma nella prima pagina di quello che rimane il sito di tennis più seguito in Italia. E invece la trafila è semplicissima, basta mandare una mail a direttaubitennis@gmail.comLe prime scelte cadranno su chi si dimostrerà capace di segnalarci un curriculum particolarmente dettagliato con le proprie caratteristiche e aspirazioni, qualità come la capacità di rapportarsi con gli altri in ambienti di lavoro e studio, spirito di equipe, pregi, indicazioni chiare sulle disponibilità di tempo (un giorno a settimana? Due? Tre? Due mezze giornate? Tre, quattro? Meglio Mattina o pomeriggio? Meglio feriali o Weekend? Disponibilità quasi immediata? Oppure solo dopo Wimbledon con agosto? Oppure da settembre in poi? Lingue? ), esempi di esperienze fatte (articoli con link alle pubblicazioni se l’obiettiovo è scrivere), città di residenza, eventuali rapporti con il tennis club locale, contatti per noi facili e immediati da recuperare con vostro nome, città di residenza, e-mail, telefoni, indirizzi Skype, Whatsapp etc. Tutto va inviato a direttaubitennis@gmail.com.

Verrete contattati – prima possibile –  per iniziare la vostra collaborazione con noi (con priorità ovvia per i subito disponibili, perché poi l’avvio di Wimbledon ci darà poco respiro). Per chi desideri scrivere sarà bene inviare esempi di articoli o scritti fatti. Sarete seguiti e istruiti, le vostre proposte saranno tenute in considerazione e discusse con voi. Cerchiamo, successivamente a Wimbledon, chi possa approfondire la vita dei circoli e del tennis italiano, ma ovviamente ogni candidatura verrà valutata per le sue caratteristiche (propositività e motivazione in primis). Bussate alla porta di Ubitennis e scoprirete come nascono gli articoli, come si scova una notizia e come ci si districa nella complessa rete di fonti e social network, il Sacro Decalogo della chat redazionale, la magia ‘geografica’ che può tenere in connessione le idee di chi scrive oltreoceano e di chi invece è appena tornato a casa dopo una faticosa traversata del Grande Raccordo Anulare. Ma anche a chi ci riferiamo con la locuzione “Patriaman“, come si impara a decifrare le Sacre Scritture vergate sui taccuini del Direttore; cosa un inviato non deve mai scordare (e a proposito, come si fa a diventare un inviato?), chi è il più saggio e chi il più giovane della truppa, se è vero che per scrivere di tennis è assolutamente vietato avere simpatie e antipatie per i tennisti. Non si possono prendere posizioni sui social privati che nuocciano all’immagine e alla credibilità di Ubitennis.

 

Le tipologie dei lettori che decidono di collaborare con Ubitennis possono essere le più varie, a seconda delle proprie competenze.Hanno collaborato nel corso di 10 anni   professionisti di varie arti e mestieri,  dirigenti d’azienda, imprenditori, maestri di tennis, studenti, ​ragazzi giovanissimi, signori di mezza età, giocatori​. Ciò è accaduto perché si può dare una mano in mille modi diversi –attenzione, non solo scrivendo… –   a seconda che si abbiano maggiori conoscenze informatiche, grafiche, del web, dei social, di advertising, di statistiche, video e ricerche collegate, del tennis giocato a discreti livelli agonistici, del tennis anche giovanile e minore (non chiedete di scrivere soltanto di Federer e Nadal per favore!). Non siate timidi. Tanti possono rendersi utili. In passato le tipologie più  ricorrenti sono state sostanzialmente queste: a) i giovani appassionati di tennis che ritengono di avere un minimo di competenza b) gli aspiranti giornalisti che vogliono vivere dall’interno un’esperienza che li farà crescere più di qualsiasi Master di Giornalismo e che ha offerto sbocchi professionali a una dozzina di loro) gli appassionati più maturi che fanno tutt’altre professioni ma che, tennisti praticanti o meno, amano scrivere e frequentare i tornei non più come spettatori ma come “cronisti”, “intervistatori”, “fotografi” , video-registi.

Amici disponibili a lavorare in equipe con lo spirito di chi non chiede ma dà secondo i propri tempi, le proprie attitudini e disponibilità. Con l’inevitabile massiccio turn-over che comporta come conseguenza il dover reclutare ed istruire sempre nuove persone a fare nuove cose nel minor tempo possibile. Ho già scritto molte volte di quanti “allievi/e” – permettetemi di chiamarli così _ hanno trovato uno sbocco professionale grazie a Ubitennis, quanti sono diventati giornalisti, quanti hanno avuto accesso da accreditati e memorabili esperienze– sono stati 169 gli accrediti accettati fra 2017 e 2018 in tornei a giro per il mondo in vari tornei  imparando così a comportarsi come gli inviati delle grandi testate internazionali, in tempi in cui le testate nazionali faticano a mandare un loro inviato per un intero torneo…​ Posso garantirvi che tutti quelli che sono stati con noi hanno imparato qualcosa. Molto o poco è dipeso anche dal loro impegno. Un’esperienza che è comunque diventata parte integrante del loro CV.

Ubitennis ha avuto in certi periodi anche 50 collaboratori, distribuiti in 7 turni per ciascun giorno della settimana in modo da non appesantire il lavoro dei “volontari” per più di 4 ore in un determinato giorno della settimana se interessati ai turni redazionali (dove certamente si impara di più). Ma ci sono anche collaboratori, tipo AGF, Pier Zampieri, Garofalo, che seguono rubriche settimanali. E sono quindi svincolati dai turni. Così come cronisti che settimanalmente danno la loro disponibilità per coprire un match in una certa fascia oraria.

Ovviamente c’è un lavoro enorme a monte per trovare il modo di coordinarli, di gestire il continuo turn-over perché c’è sempre chi va e chi viene, chi dopo esser stato spettatore di 2/3 Slam ha raggiunto il suo scopo e ci abbandona, chi trova un lavoro (o un amore) che lo assorbe. Chi perde entusiasmo. E‘ normale che ciò accada. Ubitennis non è e non vuole essere una fabbrica delle illusioni. Ma non chiedete per prima cosa  garanzia di ​compensi,  perché l’approccio al sito deve necessariamente essere diverso. Il turn-over c’è sempre stato. Le possibilità di inserirsi anche. I collaboratori ​i presenti da più tempo sono occasionalmente ​retribuiti in collegamento ai tornei “coperti”​  ma se qualcuno pensa che solo pochi mesi di collaborazione gli possano garantire il diritto ad un compenso preferisco non illuderlo. È accaduto, ma  solo per pochi e molto bravi.  Ovviamente qualità e meritocrazia vengono tenuti in conto.

Non voglio tediarvi con le autocelebrazioni dei nostri dati. Però mi sembra corretto segnalare a chi vorrebbe sapere qualcosa di più sul nostro conto prima di aderire, insieme alla nostra indiscussa leadership fra i siti italiani di tennis in termini di credibilità e vetrina, la crescita dell’Ubitennis.com nel 2018. La nostra crescita è stata superiore al 50% per quanto riguarda le pagine visualizzate in rapporto al primo semestre del 2017. Continuando su questo trend nel secondo semestre 2018, significherebbe superare i 34/35 milioni di pagine viste e i 10 milioni di utenti unici per Google Analytics. Una crescita esponenziale si sta registrando anche nella home inglese Ubitennis.net e in quella spagnola Ubitennis.es che sviluppano contenuti autonomi (e per i quali anche cerchiamo eventuali disponibilità).

Sono più che grato ovviamente a voi lettori, ai 10 milioni di lettori che dimostrano di apprezzarci, leggendo e commentando i pezzi al femminile di AGF; la versione ‘ludica’ degli spunti tecnici di Baldissera; il pagellone formato vacanze di Garofalo, la rubrica sul tennis che ruota attorno a Djokovic di Vidovich (che è anche il nostro mental coach), la rubrica di Roberti, l’ormai consueto appuntamento del venerdì con la piccola biblioteca di Ubitennis coordinata da Pier Paolo Zampieri. E tante altre rubriche, video, podcast che non sto qui a citare perché l’elenco sarebbe troppo lungo. La nostra più recente policy dei commenti non sempre incontra il vostro favore. Recentemente abbiano optato per pre-moderare i commenti, perché c’era chi si era approfittato della libertà concessa in modo negativo. Abbiamo optato per lasciare liberi i commenti soltanto ai nostri live, sempre più frequenti. Ma potremmo anche cambiare idea.​

Entrate nel magico mondo di Ubitennis dunque e scoprirete come nascono gli articoli, chi è il Presidente, qual è la cosa da evitare nella chat redazionale, cosa un inviato non deve mai scordare, chi scrive da una cantina circondato da vini e chi da un comodo ufficio, in che modo si costruiscono le statistiche, qual è l’analisi multicriteri che porta un pezzo in apertura, perché nascono le rubriche, l’esistenza di pagine FB segrete e tanto, tanto altro ancora. Il problema di un giornale on line era quello di assicurare continua linfa nuova ed entusiasmo. Giorno dopo giorno, senza soluzione di continuità, addio sabati e domeniche, feste comandate, vacanze. Il giornale on line deve uscire sempre, perfino più dei quotidiani stampati che non escono il 2 maggio, il giorno dopo Ferragosto e dopo Natale, il primo dell’anno.

E non deve uscire una volta sola al giorno, deve uscire sei, otto, dieci volte al giorno, con almeno tre “ articoli di apertura” al giorno, perché nella frenesia dei lettori delle notizie on-line chi si ferma è perduto. Se ti stacchi un giorno addio. Se ti stacchi cinque ore addio. Qui ogni tanto leggo lettori che si lamentano perché, sebbene arrivino anche 2.000 commenti in un giorno agli articoli che abbiamo pubblicato – 670.000 in 12 mesi! –  “siete lenti nel pubblicare i nostri post. Che vi succede?”. Facciamo quel che possiamo. Potremmo avere bisogno anche di moderatori “collaudati” che temperino gli eccessi. Ubitennis si è spesso occupato anche di trovare alloggi a buon mercato per i propri collaboratori, in Inghilterra, Francia, America, Australia.

Siamo sempre aperti ai vostri suggerimenti ed anche a nuovi innesti di volontari, e futuri collaboratori più presenti, ​un po’ in tutti i settori – quello delle traduzioni in particolare va implementato sicuramente perché un nostro obiettivo è quello di sviluppare maggiormente l’interazione fra la home inglese e quella italiana – fermo restando l’antico principio che per tutti deve restare un piacere collaborare e che quindi non si può pretendere da nessuno un impegno superiore alle quattro ore alla settimana, eccezione fatta per i vicedirettori e i “capitani” di ciascuna giornata della settimana perché è chiaro che questi hanno inevitabilmente maggiori responsabilità rispetto ai redattori “ordinari” e non si limiteranno a coprire turnazioni di sole quattro o otto ore settimanali.​ Molti dei ragazzi che collaborano a Ubitennis hanno fatto progressi fantastici. Diversi di loro hanno trovato sbocchi anche professionali., assunzioni o collaborazioni part-time, in media del settore, dopo essere approdati a Ubitennis da semplici ma sconosciuti appassionati di tennis. Potrei citarvi tanti nomi noti che ascoltate in tv, radio, che leggete su altre testate.

Lo sforzo comune a tutti noi è sempre stato quello di provare a migliorarsi sempre e credo che pian piano ci dovremmo riuscire. Perché no, un giorno Ubitennis potrebbe diventare un prodotto ancora migliore grazie a un’idea lanciata proprio da uno di voi.  Scriveteci dunque a direttaubitennis.@gmail.com, in passato abbiamo ricevuto anche più di 300 offerte di disponibilità. Batterete questo record?

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WTA Strasburgo: Ostapenko sorprende Bertens, Sabalenka avanza

Bertens si ritira per problemi fisici quando era sotto con Ostapenko, Sabalenka soffre nel primo set ma vola ai quarti

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È Kiki Bertens la testa di serie più alta ad uscire nel torneo WTA di Strasburgo. La tennista olandese si è ritirata sotto 2-4 nel terzo set dopo due ore di battaglia contro Jelena Ostapenko. Una vittoria inaspettata per molti motivi. La tennista lettone non sta avendo una grande stagione, e non ha giocato a New York. A Roma ha perso al primo turno contro Linette, cogliendo la prima vittoria sul rosso nel primo turno di Strasburgo contro Lauren Davis.

L’ex vincitrice del Roland Garros 2017 si è rialzata dal punteggio di 6-2 4-3 a favore dell’avversaria breakkando Bertens due volte nel finire di set. L’olandese trova il break in apertura di terzo set contro Ostapenko, ma le sue condizioni fisiche peggiorano e si continua a muovere poco e male. Il controbreak della tennista lettone è decisivo per la vittoria, Ostapenko si porta sul 4-2 e Bertens si ritira per un problema al tendine d’Achille. Sfiderà domani nei quarti di finale la giapponese Nao Hibino, che battuto Zarina Diyas per 7-5 6-3.

Passa l’altra testa di serie in campo oggi, Aryna Sabalenka. La bielorussa parte molto contratta e Blinkova ne approfitta conquistando due break consecutivi in avvio di set, che vince nettamente per 6-1. La testa di serie numero 4 ha il merito di riprendere subito le chiavi del match nel secondo set e chiude la pratica con due break nel set finale. Avrà di fronte nei quarti di finale la ceca Siniakova, che ha superato l’ostacolo Alexandrova per 6-2 6-4 negli ottavi di finale.

 

Risultati Ottavi di finale

Ostapenko b. [3] Bertens 2-6 6-4 4-2 ret.
[4] Sabalenka b. Blinkova 1-6 6-4 6-2
Hibino b. Diyas 7-5 6-3
Siniakova b. Alexandrova 6-2 6-4

Il tabellone completo

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ATP

ATP 500 Amburgo: I big si confermano, male Auger-Aliassime

Passano al turno successivo Rublev e Tsitsipas, ma cade il canadese per mano di un sorprendente Bublik

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Quella che sarebbe potuta essere una seconda giornata tranquilla del tabellone principale di Amburgo è stata notevolmente movimentata dal caso Paire. Il francese si è ritirato sul punteggio di 6-4 2-0 contro il norvegese Casper Ruud, ma la vera notizia è quella della nuova positività di Benoit Paire a ben tre settimane dal “fattaccio” degli US Open. Il giocatore ha spiegato di aver effettuato due test risultati poi positivi, seguiti da un test negativo, con il dottore del torneo che ha dato il permesso a Paire di poter scendere in campo. Trovate qui un approfondimento della vicenda che rischia di far saltare a Paire il Roland Garros.

Più prevedibili gli altri incontri della giornata, con tutte le teste di serie oggi scese in campo che sono riuscite a superare gli ottavi di finale. A partire da Stefanos Tsitsipas, vincitore per 6-3 6-1 contro il britannico Daniel Evans. Il tennista greco torna alla vittoria dopo la bruciante sconfitta subita da Coric e la pessima prestazione contro il nostro Jannik Sinner a Roma. Una partita condotta con autorità sin dall’inizio, dopo un primo game di servizio andato ai vantaggi Tsitsipas trova il break nel quarto game e chiude il primo set non concedendo più di due punti al servizio.

 

Ad inizio secondo set la musica sembra cambiare. Evans trova meglio il tempo per salire a rete e mettere pressione a Tsitsipas. Si procura anche una palla break con uno splendido passante di rovescio che sorprende il numero 6 del mondo. Resterà l’ultima per lui, Tsitsipas annulla il break e il tennista britannico crolla completamente al servizio, prendendo tre break consecutivi e chiudendo la partita con il 30% di punti vinti con la prima nel secondo set. Tsitsipas sfiderà Pablo Cuevas al prossimo turno, ultimo precedente tra i due la finale dell’anno scorso ad Estoril vinta dal greco.

Molti più problemi invece per Andrej Rublev. Il russo, finalista uscente del torneo tedesco, ha battuto il tennista americano Tommy Paul 6-1 3-6 6-2 dopo un’ora e trentotto di partita. Il primo set è filato via a favore di Rublev quasi subito, come da pronostico vista la differenza di classifica tra i due. La testa di serie numero 5 approfitta delle incertezze al servizio di Paul per piazzare due break e chiudere il set in 21 minuti. Qualcosa però si rompe nel gioco del russo, che fatica più del dovuto con la seconda e concede il servizio nel secondo game del secondo set. Paul è bravo a contenere il ritorno del russo nel game successivo e si prende di forza un secondo set ampiamente meritato.

La reazione di Rublev non si fa attendere, il numero 14 del mondo è chirurgico in risposta e va a servire per il match sul 5-1 a favore. Due non forzati rimettono l’americano in partita. La sensazione è solo temporanea, Rublev si rimette al lavoro e chiude set e partita alla seconda palla break, incontrerà Roberto Bautista Agut che in serata ha piegato in tre set dopo una battaglia di 2h04 il tedesco Koepfer che aveva raggiunto i quarti di finale a Roma pochi giorni fa strappando anche un set a Djokovic.

Qualche sorpresa negli unici ottavi in cui non erano presenti teste di serie. Il cileno Christian Garìn rispetta il pronostico battendo non senza fatica un coriaceo Yannick Hanfmann con il punteggio di 6-2 7-6(3). Finisce la favola del tedesco, che nel turno precedente aveva eliminato la testa di serie numero 3 Gael Monfils, apparso molto lontano dalla sua forma abituale. Più sorprendente la vittoria del kazako Alexander Bublik, che ha la meglio per 6-4 6-2 di un Auger-Aliassime apparso molto scarico. Il canadese si è lasciato andare nel secondo set dopo le tante occasioni fallite (4 palle break salvate) quando Bublik serviva per il primo set. Venerdì saranno proprio Garìn e Bublik a dare vita ai quarti di finale, primi nel torneo per entrambi.

Il tabellone completo

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Focus

Paire è ancora positivo: gioca (e si ritira) ad Amburgo ma rischia il forfait al Roland Garros

Il francese “Ringrazio il torneo per avermi fatto giocare”. Il medico del torneo: “Risultare ancora positivi, non vuol dire essere contagiosi”

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Benoit Paire non sembra riuscire a trovare pace in quest’ultimo periodo. Il francese è sceso in campo ad Amburgo contro Casper Ruud, salvo poi ritirarsi sul punteggio di 6-4 2-0 in favore del suo avversario. Non è tanto il ritiro in sé a fare notizia (anche se è già il secondo negli ultimi tre tornei giocati; l’altro al Western&Southern Open contro Coric), quanto quello che Paire stesso ha rivelato in conferenza stampa, ovvero di aver giocato nonostante fosse risultato nuovamente positivo al test per il coronavirus.

Davanti alla stampa, Paire è sembrato esausto e spaesato. “Sono stato dieci giorni in camera agli US Open e ora di nuovo. Sono stanco. Allenarsi un’ora e poi tornare in stanza: è impossibile farlo per molto tempo. In quel momento ero stanco e ho deciso di ritirarmi”.

Incapace di capire il motivo di questi trattamenti così differenti da torneo a torneo, Paire ha detto di essere risultato positivo a due test consecutivi ad Amburgo, prima dell’ultimo tampone negativo in seguito al quale è sceso in campo. “Sono risultato positivo sin dal mio arrivo. L’unico test negativo è quello di ieri, ma i due precedenti erano positivi. La regola però qui sembra essere diversa. L’ATP dovrebbe spiegare qual è la regola. In questo momento a Parigi vedo giocatori negativi che non possono giocare perché il loro coach è positivo, mentre qui in Germania se risulti positivo puoi giocare. Ringrazio ancora il torneo e il dottore per avermi permesso di giocare, ma ci sono regole che non riesco a comprendere molto”.

 

Un altro aspetto della storia che colpisce riguarda la precedente positività di Paire, che aveva gettato un po’ di scompiglio nella bolla di New York.”Non sappiamo se il test positivo negli USA fosse un falso positivo. Sappiamo solo che ero negativo dopo lo US Open, negativo in Francia, negativo a Roma e poi di nuovo positivo qui a Amburgo. Questo è tutto quello che so. È dura accettare di dover stare ancora una volta dieci giorni in camera d’albergo”.

Benoit Paire – Wimbledon 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

VERSO PARIGI – Di certo c’è che Benoit sta accusando molto il colpo dal punto di vista psicologico. Le ultime settimane sono state davvero difficili tra quarantena, ritiri e le solite sfuriate in campo. “Non è facile per me. Quando ho parlato con il dottore in Francia mi ha detto che avrò il 50% di possibilità di risultare nuovamente positivo a Parigi, perché potrebbe persistere qualche strascico del virus. Che posso dirvi: ogni notte vado a dormire e mi dicono magari sarai positivo, magari negativo, magari giocherai, magari no. Per me la vita non è piacevole al momento. L’unica cosa che voglio è finire la stagione e tornare a casa”.

Il metro di misura adottato al Roland Garros è in effetti molto più rigido e attualmente le possibilità di Paire di prendere parte allo Slam di casa sembrano davvero basse. “Ho contattato il Roland Garros per spiegare la situazione. Gli ho detto che ero già stato positivo quindi non era possibile che fossi di nuovo positivo. L’unica cosa è che la regola qui in Germania è diversa, penso che qui il torneo gestisca meglio la situazione, ma in Francia è differente. Se risulti positivo, sei fuori dal torneo. Io ero già stato positivo quindi probabilmente è qualche strascico oppure evidentemente si può ricontrarre il virus dopo essere già stati testati positivi in passato. Onestamente non ne so molto, ma il fatto è questo: ero positivo e ho potuto giocare, ma se arrivo a Parigi in queste condizioni non posso giocare“.

IL MEDICO DEL TORNEO

Subito dopo la conferenza stampa di Paire, è stato il turno del dr. Volker Carrero, medico del torneo, il quale ha spiegato meglio i motivi alla base della decisione di lasciargli disputare il proprio match di primo turno. “C’è un’enorme differenza tra un primo test positivo e una positività successiva. Dopo essere risultati positivi per la prima volta, chiunque in qualunque parte del mondo deve sottoporsi ad almeno dieci giorni di quarantena. Benoit Paire è risultato positivo il 28 agosto e anche uno dei test successivi si è rivelato positivo. Quindi adesso stiamo parlando di un tampone eseguito a tre settimane di distanza. Sappiamo che esiste un’alta percentuale di re-test positivi dopo tre settimane, ma questo non significa che la persona sia contagiosa. Prova soltanto la persistenza di materiale virale. In realtà tra i cinque e i dieci giorni dopo, i positivi non sono più contagiosi“.

Benoit è stato in quarantena per 10 giorni a New York, ha giocato un altro torneo a Roma dove è risultato negativo, poi è volato ad Amburgo dove l’esito del suo test è risultato ‘degno di nota’“, ha concluso Carrero. In seguito ha specificato che ci sono diversi numeri e parametri da prendere in considerazione, ma uno in particolare ha cruciale importanza secondo il Robert Koch Institut, organo responsabile per il controllo e la prevenzione delle malattie infettive in Germania; se questo parametro è inferiore a 30, allora il soggetto non è contagioso, come nel caso di Paire.

Carrero ha poi ribadito come tutto sia stato fatto in accordo con le norme del Dipartimento di salute del distretto di Hamburg-Eimsbüttel e si è detto sorpreso di alcune dichiarazioni di Paire, controbattendole. Dopo il nuovo test positivo, l’équipe medica ha infatti consigliato al giocatore di osservare la quarantena, uscendo solo per allenarsi e giocare, ma non l’aveva imposta dal momento che non era considerato infetto. Carrero ha poi detto che Paire non aveva mai fatto cenno alla sua spossatezza (come ha invece fatto nell’odierna conferenza stampa), dal momento che avrebbe potuto impattare sulla decisione del Dipartimento di salute, essendo la stanchezza uno dei sintomi dell’infezione da coronavirus. Per finire il medico del torneo ha dichiarato di aver spiegato a lungo e a fondo l’intera situazione a Paire, che dunque era stato ben informato degli sviluppi e delle decisioni.

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