Mondo Challenger: Polansky re a Granby, estate magica per i fratelli Griekspoor

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Mondo Challenger: Polansky re a Granby, estate magica per i fratelli Griekspoor

Il numero 4 canadese avvicina ancora una volta la top 100 ATP. Primo titolo per Tallon Griekspoor poche settimane dopo quello conquistato dal fratello Scott. Due fratelli campioni nello stesso anno: è la quarta volta che succede nel nuovo millennio

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Granby (Canada, $100.000, cemento) – [3] P. Polansky b. U. Humbert 6-4 1-6 6-2

Terzo titolo in carriera con annessa vendetta per Peter Polansky, che avvicina ancora una volta la top 100 ATP e a 30 anni suonati l’obiettivo sembra sempre più vicino. Ugo Humbert è avversario ostile e in crescita esponenziale, ma una settimana dopo la sconfitta nella maratona di Gatineau (con tanto di tre match point consecutivi sprecati), il giocatore di Toronto si è preso la rivincita al termine di un altro incontro più che combattuto. “Mi tolgo il cappello di fronte al gran lavoro fatto da Ugo nelle ultime settimane – ha dichiarato Polansky, peraltro carnefice di Stefano Napolitano nei quarti di finale -, ha un granissimo potenziale ed è anche un ragazzo eccezionale. Vincere qui, davanti a tutta questa gente, è veramente speciale per me”. Come si diceva, il buon Peter avvicina lo scopo di tutta una carriera assestandosi alla 122 ATP, non il suo best ranking (è stato 110 a giugno), ma comunque in posizione di sparo.

Tampere (Finlandia, €43.000, terra) – [6] T. Griekspoor b. [3] J.I. Londero 6-3 2-6 6-3

 

Nell’estate sulla terra europea continua il momento d’oro (tre titoli nell’ultimo mese) per il tennis olandese e in particolare per la famiglia Griekspoor. Battendo nella finalissima di Tampere il sempre ostico Juan Ignacio Londero, Tallon ha conquistato il primo Challenger della carriera, a poche settimane di distanza dal debutto tra i titolati del fratello Scott, campione a Blois. Ora secondo orange in classifica alle spalle del solito Robin Haase, Tallon Griekspoor non giocava un match ufficiale dalle qualificazioni al Roland Garros, a causa di complicati problemi alla spalla. “Non vincevo un incontro da aprile e non mettevo piede in campo da quasi tre mesi, ma ho servito bene per l’intera settimana e tutto è girato per il verso giusto. Sono felice di aver battuto un avversario come Londero, che mette il 110% di sé in ogni singolo punto”. L’impresa riuscita alla casata Griekspoor è piuttosto rara: si tratta della quarta volta dal 2000 in cui due fratelli riescono a conquistare un titolo nello stesso anno, i precedenti essendo quelli aventi per protagonisti Jurgen e Gerald Melzer (2017), Olivier e Christoph Rochus (2005), e infine Giovanni e Nicholas Lapentti (2004).

Binghamton (USA, $75.000, cemento) – [8] J. Clarke b. [1] J. Thompson 6-7(6) 7-6(5) 6-4

Primo titolo in carriera anche per Jay Clarke, nuovissima speranza del tennis britannico, vent’anni compiuti proprio durante la settimana passata. Bella testa, quella di Jay, già ammirato combattere con profitto durante l’appena trascorsa stagione sui prati di casa: negli ultimi tre incontri, egli ha sconfitto consecutivamente tre giocatori già capaci di sollevare un trofeo Challenger nel 2018, e precisamente Karlovskiy (Winnetka), Marcel Granollers (doppietta a Bangkok in gennaio) e, al termine di un’aspra battaglia nella finalissima, Jordan Thompson (Chennai, ma anche due finali perse durante questa stagione). Giunto alla venticinquesima edizione e obbligato da due giorni di pioggia torrenziale a un programma serratissimo (20 incontri solo nella giornata di giovedì!), quello di Binghamton si conferma un torneo particolarmente fortunato per i giocatori britannici: Jay Clarke raggiunge infatti quest’oggi nella top 200 ATP due connazionali presenti nel palmarès come Kyle Edmund (campione nel 2015) e Cameron Norrie (primo nel 2017). Manco a dirlo, nell’albo d’oro compare anche Sir Andy Murray (2005).

Praga (Repubblica Ceca, €43.000, terra) – L. Rosol b. A. Nedovyesov 4-6 6-3 6-4

All’improvviso Lukas Rosol. Sprofondato di classifica e di voglia, visto recentemente partecipare addirittura a un oscuro ITF, l’ex numero 26 delle classifiche mondiali è risorto a casa propria, lui nato a Brno ma da anni residente nella splendida capitale ceca, dove ha prevalso per tre volte in carriera. Il bizzarro Lukas non vinceva un Challenger dal 2014 e in effetti il successo ottenuto ieri non era in alcun modo pronosticabile, viste le recenti sciagure sportive di cui è stato costante protagonista, meno che mai per le modalità con cui si è materializzato: Rosol, certo non famoso per concentrazione e stabilità, ha dovuto vincere in lotta, dovendo rimontare un set di svantaggio in tre incontri consecutivi, compresa la finale strappata a Nedovyesov, altro redivivo della settimana. I bei tempi forse sono andati per sempre, ma se non altro Rosol riavvicina i primi duecento ATP: scostante fin che volete, ma vale tutt’ora molto di più.

Padova (Italia, €43.000, terra) – S. Gutierrez-Ferrol b. F. Gaio 6-2 3-6 6-1

173 al mondo nel 2012, Sergio Gutierrez Ferrol negli ultimi tempi si era rannicchiato nell’estrema periferia del tennis, ma ha deciso di riaccendersi all’improvviso nell’estate italiana, con l’inopinata finale di San Benedetto raggiunta la scorsa settimana e addirittura il primo titolo in carriera – il più anziano esordiente tra i titolati dal 2016 a oggi -, conquistato a Padova giusto ieri: non male per chi, fino a un paio di settimane fa, non aveva mai visto una semifinale Challenger in vita sua. Battendo nell’ultimo atto il nostro Federico Gaio, Gutierrez Ferrol ha peraltro centrato anche il nuovo best ranking alla 158 ATP.

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A Francavilla Matteo Arnaldi alza il suo primo trofeo Challenger

Il 21enne sanremese prevale nel derby maratona contro Francesco Maestrelli e ottiene la sua prima importante vittoria. A Tunisi vince Carballes Baena mentre a Shymkent tocca a Sergey Fomin

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Matteo Arnaldi – ATP Challenger Francavilla 2022 (foto via Facebook @ CT Francavilla Al Mare SP)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è il momento di Matteo Arnaldi che batte 6-3 6-7(7) 6-4 un indomito Francesco Maestrelli al termine di un match durissimo che ha tenuto in campo i giocatori per tre interminabili ore. Una partita più emozionante che bella perché entrambi hanno sentito l’importanza della posta in palio.

Il 19enne pisano è partito, come quasi sempre gli è successo questa settimana, di rincorsa, cedendo il primo set ad Arnaldi. Nel secondo parziale una lunga sequenza di break e contro-break ha tenuto il numeroso pubblico col fiato sospeso, senza lasciar intuire in che direzione si sarebbe orientata la partita. Anche se quando il 21enne sanremese è andato a battere sul 5-3 sembrava tutto chiaro. Non si erano però fatti i conti con la resilienza di Maestrelli che in questi giorni ha più volte dimostrato di saper gestire con maturità i momenti difficili. Così è stato anche oggi perché non solo è riuscito a portare il set al tie-break, ma nemmeno si è spaventato quando si è trovato a dover fronteggiare due match-point, il primo dei quali senza l’aiuto del servizio. Bravo lui, un po’ timido invece Arnaldi che sul primo ha passivamente aspettato l’errore dell’avversario, errore che non è arrivato.

Turni di servizio sempre in bilico anche nel set decisivo (alla fine conteremo ben 13 break) con i due giocatori che arrivano in parità fino al 4-4. Qui l’ennesimo break subito dal pisano (alla quarta palla utile) è quello decisivo, questa volta non ci sarà recupero. Grande gioia ovviamente per Arnaldi, molta delusione per Maestrelli che fa prima volare il cappellino e poi la racchetta, prima di sciogliersi in un bell’abbraccio col vincitore. Siamo assolutamente convinti che Maestrelli, sbollita la delusione, realizzerà di aver compiuto una vera impresa, certificata tra l’altro dal nuovo best ranking alla posizione n.403 ATP.

 

Dovrà lavorare su alcuni aspetti tecnici, il servizio soprattutto, ma il suo livello, quello mentale in primo luogo, è già di prima fascia. Molto contento deve ovviamente essere anche Arnaldi che, dopo i guai fisici del 2020 e inizio 2021, ha giocato un torneo in modalità ‘rullo compressore’ e non solo vince il suo primo Challenger ma si issa al n.239 ATP. Questo significa, tra le altre cose, che tra un mese alle qualificazioni di Wimbledon ci sarà anche lui.

Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) la vittoria va a quella vecchia volpe di Roberto Carballes Baena che in finale non ha praticamente lasciato giocare l’olandese Gijs Brouwer (n.231 ATP) che in meno di un’ora era già a rete stringere la mano all’avversario che, da parte sua, mette in bacheca il nono titolo Challenger in carriera.

Più combattuta la finale del Challenger 80 di Shymkent (Kazakistan, terra battuta) che ha visto l’uzbeko Sergey Fomin prevalere 7-6(4) 6-3 sul vecchio leone Robin Haase che a 35 anni è precipitato al n.265, ma nel lontano 2012 fu n.33 ATP. Per Fomin è il primo successo nel circuito Challenger che lo lancia al n.404 ATP, ovviamente suo nuovo best ranking. Solo il tempo ci dirà se per il 21enne sia l’inizio di una bella carriera o solo un fuoco di paglia.

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Al Challenger di Francavilla, Maestrelli e Arnaldi ci regalano una finale tutta italiana

Incredibile prestazione dei due giovani azzurri che dominano
le semifinali e si apprestano a giocare un inaspettato derby
nella finale di domani

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Francesco Maestrelli - Challenger di Torino (foto Sergio Errigo)

Al Challenger 50 di Francavilla al Mare il primo a scendere in campo è stato un Matteo Arnaldi che, col vento sempre più in poppa, approda quasi senza colpo ferire alla sua prima finale Challenger, superando l’argentino Hernan Casanova (n.307 ATP) che è stato costretto al ritiro quando aveva appena perso 6-3 il primo set. Quella del 21enne sanremese è stata finora una marcia devastante: nessun set lasciato per strada e solo 11 giochi persi in quattro incontri. Il suo stato di forma è impressionante, l’unico problema è che nella finale di domani incontrerà un altro che potremmo come minimo definire in trance agonistica. Francesco Maestrelli oggi è partito a razzo (6-0), contrariamente alle sue recenti abitudini, e poi ha contenuto il rientro di Alexis Galarneau (n.309 ATP) che nel secondo set ha giocato tutti i suoi assi. In realtà il 19enne pisano sembrava aver già messo il risultato in cassaforte quando è andato a servire per il match sul 5-4 del secondo set. Ma qui è subentrato un momento di tensione, giusto a ricordarci che il ragazzo fino a poche settimane fa i Challenger li guardava in streaming. Ora li gioca da protagonista, come ha confermato nel tie-break che ha dominato con una superiore consapevolezza. Domani finale dal pronostico molto incerto che in ogni caso regalerà a un giovane italiano la prima vittoria Challenger e ad entrambi il nuovo best ranking. Già al momento la classifica live ci dice di un Arnaldi 259, già dentro alle prossime qualificazioni Slam, e di un Maestrelli 403. Possiamo solo applaudire.

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ATP Challenger: a Francavilla al Mare è il momento di Francesco Maestrelli

Il tennista pisano onora la wild card e raggiunge i quarti di finale. Gli farà compagnia il sanremese Matteo Arnaldi

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Il Challenger 50 di Francavilla al Mare (terra battuta) è partito con la benedizione di un magnifico sole estivo, per la gioia del numeroso pubblico che affolla quotidianamente il CT Sporting Club. Dirige il torneo quel Gianluigi Quinzi che proprio qui nel 2018 vinse il suo primo titolo, che in pratica rappresentò l’apice della sua carriera, da poco prematuramente conclusa, invece che quel trampolino di lancio che tutti auspicavano. Il Challenger di Francavilla torna in calendario dopo due anni di stop causa pandemia e deve purtroppo subire la concorrenza delle qualificazioni parigine che hanno visto impegnati molti degli azzurri che normalmente frequentano il circuito Challenger. Sono comunque 11 gli italiani in tabellone, e per molti di loro è un’occasione imperdibile per fare esperienza e cercare di guadagnare punti preziosi. Un’opportunità che ha sfruttato in pieno un bravissimo Francesco Maestrelli che, onorando al meglio la wild card ricevuta, si fa largo fino ai quarti di finale vincendo due match complessi, sempre in rimonta. Prima contro l’ucraino Oleksii Krutykh (n.299 ATP), battuto 4-6 6-3 6-2 e poi contro il britannico Billy Harris (n.375 ATP) 2-6 6-3 6-2. Contattato telefonicamente Francesco ci ha detto: ‘Sono state due partite complicate, entrambe in rimonta. Ma mentre nel match con l’ucraino avevo un buon feeling e il piano tattico mi era ben chiaro, con Harris è stato più complicato perché lui giocava molto bene e qualsiasi cosa provassi a fare sembrava inefficace. Ho dovuto fare appello a tutte le mie energie mentali per trovare un modo per farlo giocare peggio. E alla fine ci sono riuscito’. Adesso al 19enne pisano toccherà il francese Mathias Bourgue (n.314 ATP e testa di serie n.9). Incontro difficile ma non impossibile e, male che vada, sarà comunque nuovo best ranking, probabilmente alla posizione n.457 ATP.

Raggiunge i quarti di finale anche Matteo Arnaldi che, dopo essere passato a rullo compressore su Francesco Forti con un nettissimo 6-1 6-3, ha riservato lo stesso trattamento al qualificato polacco Pawel Cias (n.483 ATP), liquidato 6-1 6-2 in poco più di un’ora. L’incrocio col francese Dan Added (n.391 ATP) non dovrebbe essere impossibile, considerando lo stato di forma del sanremese.

Proprio Added al secondo turno ha eliminato il nostro Filippo Baldi 6-3 0-6 6-4 in un match che è stato sempre sulle montagne russe e in cui Baldi era stato avanti 4-2 nel parziale decisivo.

 

Così così Matteo Viola che, dopo essersi aggiudicato il derby contro il qualificato Omar Giacalone, deve cedere 6-3 2-6 6-3 all’ungherese Mate Valkusz (n.268 ATP e seconda testa di serie). Peccato perché il mestrino sembrava in palla, reduce dalla bella vittoria all’Open di Sernaglia della Battaglia.

Bene Riccardo Balzerani che, ripescato come lucky loser, supera un turno ai danni dell’altro ‘fortunello’ Tristan Schoolkate per poi arrendersi 6-3 4-0 rit. al canadese Alexis Galarneau (n.309 ATP).

Bravi a superare le qualificazioni il futuro ingegnere Gian Marco Ortenzi e il livornese Davide Galoppini che però non sono riusciti a fare strada nel tabellone principale, eliminati rispettivamente dallo statunitense Alex Rybakov (n.349 ATP)

E dal francese Mathias Bourgue (n.314 ATP).

Eliminato al primo turno anche Matteo Gigante che non sfrutta la wild card con cui era entrato in tabellone e deve cedere, dopo un match molto contrastato, al portoghese Joao Dominguez col punteggio di 5-7 7-6(4) 6-4. Stessa sorte per Giovanni Fonio che perde all’esordio 7-6(1) 6-1 con l’argentino Hernan Casanova.

 Al Challenger 80 di Tunisi (terra battuta) presente per l’Italia il solo Raul Brancaccio che purtroppo viene eliminato all’esordio dallo spagnolo Roberto Carballes Baena (n.102 ATP e seconda testa di serie) che vince in rimonta 6-7(5) 6-0 6-1.

Si giocava anche in Kazakistan (Challenger 80 Shymkent, terra battura) e c’erano due azzurri in gara. Matteo Donati che, entrato nelle qualificazioni grazie al ranking protetto, si è fermato al secondo turno contro lo statunitense Evan Zhu (n.463 ATP) ed Edoardo Lavagno che ha offerto poca resistenza (6-4 6-2) al russo Alexander Shevchenko (n.237 ATP e prima testa di serie).

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