Intervento al polso per Alexandr Dolgopolov. Tornerà nel 2019

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Intervento al polso per Alexandr Dolgopolov. Tornerà nel 2019

Appena cinque tornei giocati nel 2018, solo due match dall’Australia Open in poi: finisce qui la stagione di “The Dog”

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Il 2018 è stato un anno da dimenticare per Alexsandr Dolgopolov. Il giocatore ucraino, attualmente numero 82 del ranking, ha comunicato attraverso i suoi profili social di aver subito un’intervento chirurgico al polso destro, che non gli permetterà di concludere la sua stagione. Sono solo dieci i match disputati da Dolgopolov nel 2018 (cinque vittorie e cinque sconfitte), solamente due dopo l’Australian Open. L’infortunio è arrivato proprio durante lo Slam di Melbourne e nei mesi successivi l’ucraino è sceso in campo solo in due occasioni, all’ATP di Marrakech in aprile, dove è stato sconfitto all’esordio da Andrea Arnaboldi, e al Masters 1000 di Roma, battuto all’esordio da Novak Djokovic.

L’incontro di primo turno del torneo romano è l’ultima apparizione dell’annata di “Dolgo”, che ha lasciato ai suoi fans una foto che mostra la fasciatura post-operazione accompagnata da un messaggio: “Ciao ragazzi, come avrete probabilmente notato, non ho giocato molto a tennis quest’anno. Ho avuto un infortunio al polso persistente sin dall’Australian Open. Abbiamo tentato di curarlo senza intervento chirurgico, ma non ha funzionato. L’operazione è andata bene e spero di recuperare in fretta. Non mi vedrete in campo sino al 2019. Vi terrò informati, statemi bene. The dog.”

 

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Всем привет🙂👋🏻 как Вы наверное заметили,я не много играл в теннис в этом году. С января у меня были проблемы с кистью,которые мы старались вылечить всеми силами без хирургических вмешательств. К сожаления нам это не удалось и пришлось прибегнуть к помощи врачей. Операция прошла успешно и мы надеемся на скорейшее выздоровление. На корте вы сможете меня увидеть не ранее 2019 года,буду держать вас в курсе🐶✌🏻 Hey guys👋🏻 as you probably noticed I haven’t been playing much tennis this year. Had an ongoing wrist injury since after Australian open. We tried to heal it without surgery,but didn’t succeed. The surgery went well and we hope to recover soon. You won’t see me on court until 2019. Will keep you posted,take care❤️ #thedog

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Prima di essere operato presso la clinica ortopedica di Monaco di Baviera, l’ex top 15 ATP si è cancellato dall’entry list dello US Open tre giorni fa, permettendo a Mikhail Youzhny di entrare direttamente nel main draw e giocare così l’ultimo torneo dello Slam da professionista. Tuttavia riguardo la prolungata assenza di Dolgopolov c’è chi ha storto il naso, fiutando un possibile silent ban da parte di Tennis Integrity Unit. Il 29enne nativo di Kiev era finito sotto investigazione nel torneo di Winston-Salem 2017 dopo una sconfitta contro Montiero, ma aveva smentito con forza le accuse di match fixing. Il programma di amministrazione trasparente di TIU inoltre fugherebbe ogni dubbio riguardo la situazione del tennista ucraino. Auguriamo a lui una pronta guarigione e speriamo che torni presto a farci divertire in campo dopo questa complicatissima annata.

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A Budapest, avanza Berrettini e perde ancora Seppi. Forfait di Cecchinato

Matteo supera Kukushkin, Andreas gira un match perso ma cede nel finale

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Matteo Berrettini (foto Adelchi Fioriti)

BRAVO MATTEO – È la prova convincente che gli era richiesta quella che Matteo Berrettini offre per superare con un doppio 6-4 il numero 7 del seeding Mikhail Kukushkin. Certo, se devi affrontare una testa di serie al primo turno di un torneo su terra battuta, il kazako con i suoi colpi relativamente piatti non è tra quelli che vorresti assolutamente evitare (al contrario, nel caso di trasferta di Coppa Davis…), ma poi bisogna comunque entrare in campo e vincere l’ultimo punto. Ed è proprio l’ultimo punto che stava diventando un problema per un Berrettini che, ben supportato da servizio e dritto, si era involato sul 5-1 del secondo set dopo aver vinto il primo. Kukushkin salva infatti un match point sul proprio servizio e gioca un ottimo game aggressivo in risposta che non dà chance a Matteo; annulla un’altra palla dell’incontro con uno splendido recupero su una smorzata azzurra forse un po’ troppo morbida e mette a referto il terzo gioco consecutivo, mentre un lampo dell’occhio della tigre brilla sul viso di Mikhail. Chiamato di nuovo a servire per chiudere con l’avversario in piena fiducia negli scambi, Berrettini mette in mostra la capacità di adottare la strategia migliore, vale a dire nascondergli la palla: spara subito tre ace spegnendo ogni velleità di Kukushkin che cede anche il punto successivo. Agli ottavi, esattamente come nella passata edizione, troverà Aljaz Bedene che lo scorso anno ebbe la meglio in tre set su un Matteo ancora fuori dai primi cento del mondo. Lo sloveno ha eliminato in due set Bernard Tomic.

ANDREAS, QUASI – In un match che è un continuo inseguimento di Filip Krajinovic, Andreas Seppi recupera e si salva più volte, ma fallisce l’ultimo aggancio dopo due ore e quaranta minuti. Diventano così quattro le sconfitte consecutive al primo turno per Andreas che, dopo essere stato in balia dell’avversario per un set e mezzo, ritrova almeno a tratti il suo gioco migliore, cosa che potrà ridargli fiducia. Filip, dotato di un buon tennis senza però una particolare pesantezza dei colpi, arriva sì dalle qualificazioni, ma è stato n. 26 ATP dodici mesi fa, in una stagione tuttavia compromessa dagli infortuni (piede, caviglia e mano) che lo ha visto abbandonare la top 100.
Salvato lo 0-2, Filip avanza sicuro nel primo parziale con l’azzurro che mette in campo appena il 40% di prime di servizio e vince pochi punti con la seconda. Che Filip sia molto centrato si nota quando, servendo sul pur rassicurante 5-2, reagisce prontamente a due punti persi (doppio fallo e insidiosissima risposta steccata di Andreas) e chiude senza indugi il set. Sotto anche nella seconda partita, Seppi annulla quattro match point servendo sul 3-5 e, al game successivo, veste all’improvviso i suoi panni migliori; poi, non senza l’indispensabile fortuna (due nastri vincenti), rientra nel punteggio dopo che Krajinovic si è visto annullare un’altra palla per guadagnarsi la via della doccia. Il tie-break non può che andare all’italiano, ma Filip non dà alcun segno di cedimento e, anzi, è di nuovo lui a tornare avanti nel set decisivo. Entrambi offrono un buon ritmo e scambi godibili; Seppi continua ad avvalersi anche dell’aiuto del nastro, alza ancora il livello annullando due palle dell’1-5 e recupera lo svantaggio. Chiamato a servire per andare al tie-break, però, Andreas si disunisce ed è allora Krajinovic ad avanzare in attesa del vincente fra Radu Albot e Sergiy Stakhovsky.

 

CECK OUT – Mentre Andreas lotta sul centrale, arriva la notizia del forfait di Marco Cecchinato, leggermente febbricitante già nel match perso contro Pella a Monte Carlo. Ceck perde così i 250 punti ottenuti con la vittoria dello scorso anno. Al suo posto, il lucky loser Matthias Bachinger.

Risultati:
M. Berrettini b. [7] M. Kukushkin 6-4 6-4
A. Bedene b. B. Tomic 7-6(5) 6-4
[Q] F. Krajinovic b. A. Seppi 6-2 6-7(3) 7-5
[8] R. Albot vs [LL] S. Stakhovsky

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Panatta e Pietrangeli celebrano il trionfo di Fognini

Le due leggende del tennis italiano si uniscono al coro di complimenti per il trionfo a Montecarlo. Pietrangeli: “Tutti gli italiani devono essere contenti per lui”

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Panatta in tribuna - Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell'Olivo)

Con il titolo di Montecarlo, il più prestigioso nella sua già ottima carriera, Fabio Fognini si è forse definitivamente conquistato un posto nell’olimpo del tennis italiano, vicino a leggende del calibro di Adriano Panatta e Nicola Pietrangeli. E proprio Panatta e Pietrangeli, hanno opportunamente tributato i giusti complimenti al tennista di Arma di Taggia. 

“Tutti gli italiani devono essere contenti, non gli dico bravo per la partita di oggi, ma per quella di ieri. E’ bellissimo, fa rabbia certe volte Fabio”, ha dichiarato Pietrangeli, che ha assistito di persona al trionfo monegasco del tennista di Arma di Taggia, riferendosi alla straordinaria affermazione su Rafa Nadal in semifinale. “Nadal non ama giocare con Fognini e infatti abbiamo visto com’è andata. Col segno del poi è tutto facile. Quando stai lì è tutto difficile”. 

In passato, c’erano state alcune polemiche tra lui e Fognini. Nel 2014, Pietrangeli minimizzò la vittoria del ligure in Coppa Davis contro Andy Murray a Napoli; In una conferenza stampa del 2017, Fognini disse che quello degli anni Sessanta “non era tennis”. Pietrangeli ha colto l’occasione per smorzare gli attriti. Non si possono fare paragoni con la mia epoca. Fabio incassa un milione, io cento dollari”, ha sottolineato. “Noi giocavamo sulla Terra, oggi giocano sulla Luna“.

 
Fognini e Pietrangeli (premiazione) – Montecarlo 2019 (foto Roberto Dell’Olivo)

Alla vigilia della finale contro Dusan Lajovic, anche Panatta sulle pagine de il Corriere della Sera aveva fatto i complimenti al talento di Arma di Taggia per il grande successo contro Nadal, re indiscusso della terra rossa da più di dieci anni. “Finalmente si è vista la differenza tra uno che sa giocare a tennis e l’altro che invece, un po’ meno. Nadal senza l’intensità è davvero poca cosa. Ieri in semifinale a Montecarlo Fabio sembrava il maestro con l’allievo”, aveva commentato l’ultimo vincitore maschile di un torneo dello Slam.

Un po’ come Fognini a Montecarlo, anche la leggenda romana nel percorso verso i suoi più grandi successi aveva rischiato di uscire di scena prematuramente. “11 match point annullati a Warwick al primo turno a Roma, che poi avrei vinto, uno a Hutcka al primo turno a Parigi, che avrei conquistato. Guardi certe volte i ribaltoni sono casuali”, ha detto, ripercorrendo il percorso dell’azzurro in questa edizione del torneo nel principato. Fabio ha vinto chissà come con Rublev, è stato fortunato con Simon, ha trovato uno Zverev che non ci ha capito niente, perdeva 6-1 2-0 con Coric e all’improvviso si è accesa la luce. Il tennis è uno sport strano, fatto anche di alchimie imprevedibili”.

Che sia nato un nuovo Panatta? “Nato? Mica è un pischello. Ha 31 anni. Piano con i paragoni…”, ha risposto. Insomma, le leggende si congratulano ma non si inchinano. 

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Zeljko Franulovic: complimenti a tutti i giocatori italiani

MONTECARLO – Nel giorno della finale del torneo di Montecarlo si è tenuta la conferenza stampa di Zeljko Franulovic, direttore del torneo. Nel suo discorso una menzione particolare per ggli atleti azzurri.

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da Montecarlo, la nostra inviata

Come da tradizione, nella tarda mattinata del giorno della finale il direttore del torneo di Montecarlo, Zeljko Franulovic, ha tenuto una conferenza stampa nella nuova sala riservata appunto alle interviste. Dopo aver ringraziato tutti i presenti Franulovic ha dato i numeri, del torneo ovviamente: 135.656 gli spettatori, 400 i giornalisti accreditati provenienti da 16 diversi paesi, 10 le tv ufficiali, 200 i canali nel mondo che hanno trasmesso i match tenutesi al Country Club. Zeljko ha voluto ricordare la partecipazione di ben tre giovanissime promesse del tennis che hanno scelto di avere la residenza proprio nel Principato, ovvero Felix Auger-Aliassime, Stefano Tsitsipas e Daniil Medvedev. Questo 2019 però, anche a parere del direttore, è da considerarsi l’anno degli italiani: “I giocatori italiani meritano una menzione speciale: Lorenzo Sonego, Marco Cecchinato e Fabio Fognini, finalista per la prima volta qui. Egli è riuscito a far crescere molto l’entusiasmo tra il pubblico italiano, che per noi rappresenta circa il 45 % degli spettatori”.

D’obbligo poi i ringraziamenti a Sua Altezza Serenissima il Principe Alberto da sempre appassionato di tennis e di sport. Il Principe si è visto spesso, effettivamente, nel corso della settimana, sia a pranzo nel ristorante allestito sulla terrazza del campo centrale, sia in tribuna ad assistere agli incontri. Per la prima volta, inoltre, prima dell’inizio del torno il Principe aveva aperto le porte del suo palazzo ai campioni del tennis.

 

Terminati i ringraziamenti di rito, Franulovic lascia spazio alle domande. I presenti si concentrano sulla possibilità di aprire anche alle donne il torneo del Principato. La risposta di Zeljko è molto sincera: “Ci abbiamo pensato molte volte, ci sono state idee, proposte, progetti, ma il problema è che non ci sono ulteriori metri quadrati da sfruttare. Abbiamo così deciso di lasciare che il torneo sia solamente riservato agli uomini e di migliorarne la qualità.” Un collega allora avanza l’ipotesi di organizzare in un altro periodo il torneo femminile. “In questo caso dobbiamo considerare due punti. Prima di tutte il calendario degli eventi a Montecarlo è molto serrato. In primavera c’è già il torneo maschile, poi la Formula 1 e in un attimo arriva l’estate e la gente va in vacanza o in spiaggia. In secondo luogo dovremmo pensare a un serio business plan per riuscire a trovare le risorse che ci permetterebbero di offrire un prize money adeguato a un ulteriore torneo”.

Tutti i giornalisti ringraziano per la qualità dei servizi offerti, qualcuno azzarda qualche suggerimento di natura prettamente pratica, poi una domanda su Benoit Paire. Non è stata data la wild card a Paire a causa del suo comportamento irrispettoso di due anni fa?” Franulovic è deciso: “Assolutamente no! Il comitato del torneo prende la decisione di assegnare le wild card senza guardare né al ranking, né alla nazionalità, ne’ al comportamento. I criteri con i quali viene fatta l’analisi non hanno nulla a che vedere con queste tre cose.”

E così, con un brindisi e molti sorrisi, si conclude l’incontro. Appuntamento al prossimo anno con l’augurio da parte nostra che alla fine possa essere ancora l’inno di Mameli a risuonare sul campo Rainer III.

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