Cincinnati indigesta per Zverev, Wawrinka vince ancora. Nole così così

Sascha sbatte contro l'ottimo momento di forma di Haase e rimane ancora a secco a Cincinnati. Wawrinka mette un altro mattoncino, Djokovic comincia a giocare con un set di ritardo

Cincinnati indigesta per Zverev, Wawrinka vince ancora. Nole così così
Robin Haase - Toronto 2018 (via Twitter, @cincytennis)

SASCHA LASCIA – Molto probabilmente le condizioni di gioco in Ohio, più rapide che a Toronto, non hanno dato una mano a Sascha Zverev che qui non ha mai vinto un incontro di tabellone principale. Imputare però la sconfitta di oggi – la quarta di fila a Cincinnati – soltanto alla rapidità dei campi sarebbe ingeneroso nei confronti di Robin Haase, oltre che un po’ troppo indulgente con le mancanze del tedesco. Le solite, quelle che ne stanno frenando il passo decisivo verso l’Olimpo del tennis e che per alcuni sono persino sufficienti a mettere in dubbio che prima o poi questo passo possa farlo davvero. Primi fra tutti i pasticci nel gioco di volo, risultati ulteriormente decisivi a causa di un rendimento insufficiente al servizio, il colpo su cui di solito Zverev sa di poter fare sicuro affidamento; con il 54% di prime in campo e una generale incertezza nei fondamentali si è rivelato impossibile districarsi dalla rete di Haase. L’olandese ha passato gli ultimi due set a proporre al lungagnone di origini russe i colpi che meno gradisce, ovvero palle senza peso e spesso a mezza lunghezza, per costringerlo a colpire in avanzamento e in una zona di campo in cui non si sente a suo agio.

L’indubbia intelligenza tennistica di Haase ha trovato un valido alleato nell’incapacità del suo avversario di cambiare l’inerzia dell’incontro, prerogativa che di solito distingue la categoria di giocatori a cui Zverev ritiene di dover appartenere. È emblematico come nel terzo set Zverev fosse riuscito a rimontare lo svantaggio salvo poi subire il break decisivo sul 5-5, mancando poi – tanto per ribadire il concetto – due occasioni dell’ulteriore contro-break nel game che consegnerà ad Haase il passaggio del turno. Non è comunque il caso di fare la croce a Sascha, sia perché Haase aveva dimostrato già a Toronto di essere in ottima condizione e sia perché ogni disamina tattica alla fine risulta figlia del risultato. Quasi tutte le partite si decidono su una manciata di colpi e quella di oggi non ha fatto eccezione: come altro contestualizzare, sennò, lo splendido passante giocato da Haase su colpo praticamente definitivo di Zverev che gli avrebbe consegnato due palle del controbreak nel secondo parziale.

 

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Non è andata così, la provvidenziale magia di Robin l’ha aiutato a pareggiare il conto dei set e poi addirittura vincere l’incontro. Zverev lascia Cincinnati col parziale sollievo di non aver perso altri punti dopo la mezza emorragia di Toronto e rimarrà al quarto posto nel ranking, testa di serie con la quale affronterà l’ultimo Slam dell’anno. Haase invece attende Carreno Busta e non è affatto impossibile che possa ripetere i quarti ottenuti una settimana fa in Canada.

A.S.

STANIMAL STA FINALMENTE TORNANDO? – Era stato un buon giocatore per tanti anni, poi si è trasformato in un grandissimo della racchetta esplodendo agli Australian Open 2013; in tanti ricorderete il match perso contro Djokovic per 12-10 al quinto e decisivo set. Sono arrivati poi 3 titoli Slam (Melbourne, Roland Garros e Us Open) e altri successi che l’hanno spinto fino al numero 3 del ranking ATP, prima che un funesto 2017 – due interventi al ginocchio sinistro – lo facesse precipitare fuori dal tennis che conta. Ora, dopo un 2018 di magrissime soddisfazioni, Stan Wawrinka sembra sulla strada della migliore condizione. A Toronto potrebbe essere scattata la scintilla: ha rimontato al fotofinish prima Kyrgios e poi Fucsovics prima di lottare quasi alla pari contro Rafa Nadal, laureatosi infine campione. Questa settimana, sui campi dell’Ohio, un ulteriore passo in avanti: la vittoria contro Nishikori gli permetterà di rientrare tra i primi 150 giocatori del mondo.

Dopo essersi imposto in tre set contro il sempre ostico argentino Schwartzman al primo turno, lo svizzero ha imposto la legge del più potente a un altro talento che ha pagato a caro prezzo diversi problemi fisici in carriera. Un Wawrinka determinato è riuscito a entrare in partita prima di compromettere del tutto il primo parziale. Sotto 4-1 ha infilato sette game consecutivi e ha sempre condotto nel secondo, siglando così il doppio 6-4 maturato in un’ora e 30 minuti di partita. Incisivo al servizio e proficuo in risposta, ha però fallito ben 7 delle 10 palle break avute a disposizione. Agli ottavi sarà nuovamente opposto all’ungherese Marton Fucsovics, buon top 50 che ha già dimostrato di dare molto fastidio allo svizzero. La trasformazione definitiva in Stanimal potrebbe essere finalmente alle porte.

Gianluca Rossino

NOLE QUANTO BASTA – Novak Djokovic continua a vincere ma soprattutto a non convincere. La prestazione contro Adrian Mannarino già affrontato quest’anno al Queen’s è stata tutt’altro che incoraggiante sia con la battuta (percentuale di prime in campo bassissima) che da fondo (35 errori gratuiti) mentre il francese, con le sue ottime doti da palleggiatore, all’inizio ha fatto perdere la testa al serbo e in risposta lo ha sempre messo in difficoltà. Il primo set è andato al n.28 del mondo il quale poi ha cominciato ad accusare un po’ di stanchezza – comprensibile dopo i lunghi scambi – e inevitabilmente sono aumentati gli errori. Un po’ di luce sulle reali condizioni di Novak, che ha chiuso poi 6-2 6-1, ci arrivano grazie ad un medical time-out a fine secondo set durante il quale il diretto interessato ha fatto capire di aver avuto problemi allo stomaco. Questa versione un po’ acciaccata del campione serbo, però, potrebbe non bastare contro un Grigor Dimitrov che appare in leggera ripresa. Il bulgaro è dovuto arrivare due volte a sette per liberarsi delle verticalizzazioni continue di Zverev senior, costretto ad ammainare la bandiera di famiglia poco dopo l’eliminazione del fratello minore. Una stagione che non sta regalando soddisfazioni al campione delle ultime Finals lo mette ora di fronte alla necessità di tamponare i 1000 punti in uscita per effetto del titolo vinto a Cincinnati dodici mesi fa.

Paolo Di Lorito

NICK FREDDA BORNA – Il match di secondo turno tra Nick Kyrgios e Borna Coric potrebbe essere sintetizzato dalla citazione biblica “Niente di nuovo sotto il sole” : infatti il rendimento dei protagonisti è stato il consueto, Kyrgios capace di raggiungere vette eccelse e baratri senza fine, Coric tutta sostanza e regolarità con un il livello di gioco sempre più alto ma che oggi non è riuscito a fare la differenza. Il risultato finale che vede prevalere Kyrgios in tre set rispecchia fedelmente questi modelli, il bagel rifilato da Coric nel secondo set serve a dare la dimensione della capacità autolesionistica dell’australiano che non può sempre sperare che le sue immense doti tennistiche lo tolgano dai pasticci come avvenuto nel terzo set. Il prossimo turno con il vincente del match tra Del Potro e Chung, che causa pioggia deve ancora cominciare, sarà un test ben più impegnativo e un rendimento come quello odierno potrebbe essere fatale al buon Nick.

Guardando alla cronaca, il primo set scorre via abbastanza regolare fino al tie break dominato da Kyrgios che lascia un solo punto all’avversario. Nulla lascia presagire il blackout totale del tennista australiano nella seconda frazione: palle break concesse in quantità industriale e partita conquistata da Coric in soli 25 minuti con tutto rinviato al set decisivo. L’ultimo atto del match risulta nuovamente all’insegna dell’equilibrio, la differenza la fa la palla break concessa da Coric nel quarto gioco che Kyrgios è lesto a sfruttare per guadagnarsi il minimo vantaggio utile a chiudere in suo favore l’incontro. Nick ci riesce alla prima occasione, malgrado il tentativo di opposizione del giocatore croato che però non riesce a sfruttare l’unica occasione avuta nel settimo game. Come detto in precedenza, il torneo riserverà un ottavo di finale di lusso con la possibile sfida tra diritti al fulmicotone con Juan Martin del Potrò in alternativa allo scontro tra l’ottimo servizio di Nick e l’altrettanto ottima risposta di Chung.

Andrea Franchino

GLI ALTRI INCONTRI – Cade, unico tra i grandi servitori impegnati, Sam Querrey. Lo statunitense sperimenta con mano l’ottimo stato di forma di Karen Khachanov che dovesse riuscire a tenere qualche goccia di benzina per l’US Open rischia di essere anche lì un cliente di difficilissima gestione, che per fortuna di tutti avrà una testa di serie. In ordine crescente di difficoltà incontrate, passano Raonic, Anderson e Cilic. Il canadese batte in due set Jaziri, il sostituto in tabellone di Thiem, mentre Anderson non soffre di più per sconfiggere Chardy. Chi è costretto addirittura a lasciare un set è il croato, che si distrae nel momento peggiore contro un gagliardo Copil e gli lascia il primo tie-break. Poi Cilic alza un po’ la soglia d’attenzione e soprattutto smette di concedere palle break. Vince in rimonta anche Goffin contro Paire, e spera di poter ritrovare la verve dei giorni migliori in un periodo che sembra vederlo un po’ troppo sopito.

Risultati

[10] N. Djokovic b. A. Mannarino 4-6 6-2 6-1
[5] G. Dimitrov b. M. Zverev 7-6(5) 7-5
R. Haase b. [3] A. Zverev 5-7 6-4 7-5
[13] P. Carreno Busta b. [Q] B. Klahn 6-4 6-4
K. Khachanov b. S. Querrey 7-5 6-4
[7] M. Cilic b. [Q] M. Copil 6-7(4) 6-4 6-4
M. Raonic b. [LL] M. Jaziri 6-3 7-5

[6] K. Anderson b. J. Chardy 7-6(6) 6-2
[11] D. Goffin b. B. Paire 5-7 6-4 6-2
[15] N. Kyrgios b. B. Coric 7-6(1) 0-6 6-3
[4] J.M del Potro vs H. Chung
M. Fucsovics b. [LL] G. Garcia-Lopez 6-7(5) 6-4 7-5
[WC] S. Wawrinka b. K. Nishikori 6-4 6-4

Il tabellone completo

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